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ricchiuti64

Roma Juventus uscita dalla coppa Italia.

Partita equilibrata che si risolve con un episodio. Lo abbiamo avuto entrambi. Solo che il nostro l’hanno annullato.

Trattativa Guarin – Vucinic.

Ormai sembra la storia di quando un uomo e una donna vanno a letto. Non si sa chi abbia goduto davvero, chi abbia solo finto, chi abbia tenuto duro, chi abbia fottuto chi.

E’ stato scritto che la Juventus è diventata ora la prima società per introiti in Italia e la nonain Europa. Intanto ci credi e poi questo ci cambia qualcosa?

Non penso sia una questione di cifre reali l’economia. Quanto di cifre percepite. I migliori uomini d’affari non hanno soldi loro ma guadagnano sull’immagine e le amicizie proprie. Detto questo a me non cambia nulla se la Juve è ricca. Resto lo stronzo di prima.

E adesso? Bi-plete?

gol-gervinho-600

di Davide Peschechera

“Poche chiacchiere, sarebbe un grosso colpo uscire anche dalla Tim Cup e ritrovarsi con questo squadrone a lottare solo per Campionato ed EL”. Lo pensavo e lo avevo scritto ad inizio partita, lo penso ancora e lo ribadisco: più che la sconfitta in sé, a bruciare è il secondo(?) obiettivo(?) stagionale. Direzione di gara che definire controversa è un eufemismo. Decisioni discutibili della terna arbitrale. Tagliavento approssimativo e leggermente casalingo. Benatia probabilmente non doveva finire il primo tempo, graziato dopo 15′ con “un’ammonizione da ultimo uomo”. Novità regolamentari. Poi er go’ de Peluso era regolare ma Thohir ci ha ripensato e ha detto no. Primo cross decente di Isla in 2 anni e gol annullato. Pallone uscito di 30cm.(forse), dopo i 21cm. di Llorente. L’antisistema del guardalinee ha funzionato. Dubbio offside sul loro gol, con la Rai che non sa neanche cosa significhi la parola “replay”. Sugli episodi Conte sereno: “Giovinco? L’arbitro ha deciso in questa maniera, non voglio entrare nell’analisi dell’episodio, lo accettiamo. Il gol di Peluso? Rivedendolo, a me sembra dentro e pure di parecchio, sinceramente parlando, poi si può sbagliare e si può non sbagliare, ma la palla è dentro. Però ribadisco, meglio che sia successo a sfavore nostro perché sennò figurati che succedeva se accadeva a favore nostro, con tutta la storia degli aiutini…”

La Juve rimaneggiata di Coppa Italia e imbottita di panchinari tiene testa alla Roma titolare per tre quarti di partita ma alla fine capitola di contropiede ed esce dalla competizione, con qualche valutazione che, al di là della direzione di gara, va fatta in tutta onestà. 7/11 dei titolari in campo. Fuori Tevez, Llorente, Buffon e Pogba. E nel secondo tempo anche Chiellini, con Barzagli a mezzo servizio. Condivisibile la necessità del turnover ma se la Juve avesse giocato solo 5 minuti da Juve avrebbe vinto facilmente la partita con una Roma incapace di trovare altre soluzioni d’attacco (limite di Garcia) differenti dal contropiede in rapidità (per altro fatto benissimo dalla Roma e sfruttato nell’unica occasione concessa).Pesa però il turnover esagerato di Conte, forse troppo sicuro di poter fare risultato anche cambiando esterni e coppia d’attacco tutti insieme. Se non ci fosse stata la Roma (e forse anche il Napoli, Conte avrebbe fatto giocare anche Padoin e Caceres. Per dire. Si poteva dare importanza alla Coppa Italia con una rotazione mirata più mirata e meno massiccia. Poi però Conte fa capire le reali intenzioni a fine partita: “Avevamo sempre utilizzato la coppa per fare rotazione e abbiamo bisogno di avere 20-22 giocatori abituati a giocare anche questo tipo di partite.” Conte tiene unito il gruppo promettendo ai panchinari di giocare la Coppa Italia e deve rispettare i patti. Solo così si spiega il turnover massiccio, perché Conte così mostra anche più rispetto per i vari Quagliarella e Giovinco facendogli giocare una partita che contava qualcosa piuttosto che giocare senza motivazioni contro la Sampdoria, però se Conte pretende da loro il massimo senza che abbiano continuità col campo è difficile che rendano. Non giocano mai, è normale che quando hanno una chance non siano in grado di sfruttarla. Troppa differenza con i titolari che ormai sono di un altro pianeta, hanno altri ritmi, altre misure, tutt’altra intensità di passaggi. È evidente. Se le riserve toccano palla troppe volte consecutivamente vanno in affanno o sbagliano gli appoggi o le misure del passaggio. Vedi gli attaccanti e gli esterni, appunto.

Sindrome europea? Macché. Mentalità di Coppa. Nazionale e non. Sappiamo ammazzare il campionato e non aggredire le partite che contano. La mentalità di coppa come la acquisisci se nelle coppe giochi sempre coi rincalzi? Vedi Copenaghen in Champions e Roma in Coppa Italia. Una Juve che nelle coppe ama complicarsi la vita. Gioca sempre con le infradito e la palla medica da 5kg. E si ostina a giocare con le riserve sino all’80’. Mi domando a cosa servano i punti di vantaggio in campionato se non a gestire situazioni delicate come gli impegni rognosi di Coppa Italia ed Europa League. A noi le Coppe stanno indigeste. Spero di vedere diverso approccio e intensità in Europa League. Continua ad esserci una Juve a due facce, tra campionato e coppe, dai tempi di Lippi. Approcci e atteggiamenti diversi.

Non si capisce come Conte potesse pensare di vincere una partita del genere “non giocando” affatto. Un’ora a presidiare la nostra area e poi gol in contropiede. Il mister é un Dio. Con i difetti degli umani a volte. E sono pronto a scommettere che rivedremo lo stesso film anche in Europa League. Il colmo. Bonucci che prima va con meno grinta di Pjanic sul pallone e poi si perde Gervinho sul gol, sintomo di una Juve distratta nel complesso, che ha preso sottogamba l’impegno, snobbato e sottovalutato l‘incontro. Arroganti a pensare di vincere con le riserve. Bastava far entrare anche solo Tevez, Llorente o Pogba prima. Non abbiamo fatto un tiro in porta e ci siamo rassegnati alla sconfitta già dal primo minuto scendendo in campo con quella formazione. Se nelle partite secche non si schierano i migliori questi sono i risultati. Contano più i trofei dei record. Il turnover andava fatto in campionato. La formazione iniziale diceva una sola cosa: voglio essere eliminato. Non ci credo che contro la Sampdoria mettiamo tutti i titolari, con 8 punti di bonus da giocarci(e giocheremo con i titolari anche contro la Lazio, ne sono certo), e poi giochiamo con 5 riserve contro la Roma in partita secca da dentro-fuori. Turnover massiccio inconcepibile.

Alla fine la Roma ha meritato perché perlomeno ci ha provato. Ha vinto chi la voleva di più e chi aveva più motivazioni, come spesso accade. Ultima Coppa Italia vinta nel 1994/95, un ventennio fa. La Coppa Italia non era un obiettivo della società e di Conte; la Roma ci ha puntato di più. Si era capito già dal primo anno, quando nella finale contro il Napoli giocarono Borrielo-Del Piero in attacco invece di Vucinic-Matri. Ci sta, ma almeno si eviti di dire “puntiamo a tutte le competizioni”. Che senso ha giocare una partita simile e poi mettere Tevez quando vai sotto? Se non frega nulla si abbia la coerenza di finire con quelli con cui si é iniziato.

Fuori da due competizioni di cui una la Champions, fotocopiando quella dello scorso anno, e l’altra la Coppa Italia, poco incisivi e risucchiati anche qui da una sorte di complesso. È evidente la differenza di rendimento tra Campionato e Coppe, con una squadra e un tecnico che dimostrano di essere più affidabili in competizioni di lunghe distanze e non immediate.  Juve che ha aspettato troppo e non è stata in grado una sola volta di tirare in porta, la Roma con due tiri di cui uno grazie all’immobilità della difesa passa alle semifinali. Questo rende l’idea e fa capire come ci volesse poco in più per vincerla. Sarebbe bastato volerlo. Invece poca voglia e capacità mentale di giocare a certi livelli. Per la Roma dopo la sconfitta di Torino 4 vittorie consecutive, tutte in casa. 9 fatti, 0 subiti.

Per avere i frutti e i risultati che Conte ha ottenuto in campionato c’è bisogno, oltre che di grande intensità in allenamento da parte di tutti i giocatori, agli stessi livelli della partita, come sappiamo, anche di un gruppo unito a partire da Rubinho fino ad arrivare a Tevez. Per fare questo deve far leva su qualcosa e spronare tutti a dare il massimo, promettendo anche alcuni “premi”. È l’unica chiave di lettura possibile. Ecco, sembra quasi che la Juve abbia dovuto e voluto sacrificare la Coppa Italia. Tra un po’ inizia l’ Europa League e saranno turni e trasferte molto dure, tutti match giocati di giovedì sera e domenica sera. Andremo in casa di Napoli, Milan e Roma, alla fine… La Coppa Italia è una seccatura che dovevamo toglierci? Passiamo oltre. Anche se non abbiamo più la CL, ci sono due partite in più di EL, sempre che la si affronti con la giusta determinazione.

Insomma. Due giorni surreali. Verrebbe solo da dire: “Togliamo il disturbo, ma vedrete che banditi verranno dopo di noi” (Antonio Giraudo). Negli ultimi 3 anni, abbiamo perso la TimCup sempre a Roma: in finale contro il Napoli 2-0, nella semifinale di ritorno contro la Lazio 2-1 dopo il pareggio dell’andata, ai quarti contro la Roma. Conclusione? Teniamoci Vucinic, perché non abbiamo punte all’altezza di Tevez e Llorente. Giovinco e Quagliarella la conferma: c’è un abisso tra titolari e panchinari, Vucinic è una via di mezzo. Ma, a proposito di panchinari, se ci fosse stato Guarin in panchina…

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Al netto degli ”aiutoni” la Juve B vale la Roma A.

FBL-ITA-CUP-AS ROMA-JUVENTUS

 

Articolo di Alessandro Magno
Cerco di essere breve e non sarà facile. Intanto era tutto ampiamente scritto. Già dopo Juventus-Sampdoria quando a Mediaset sentivo Giovanni Galli dire candidamente: ”Speriamo che la Juve perda a Roma così abbiamo di che parlare fino a Giugno”, mi sono passati per la testa cattivi pensieri. E’ stato così. Tutto l’ambiente voleva e vuole questo. Il sistema Italia. SI voleva che la Roma passasse , altrimenti la Juve cannibale si mangia tutto. Hanno persino più o meno omesso l’accoltellamento di due dei nostri tifosi. Fra l’altro amici del mio amico Francesco Ceccotti di Vecchiasignora.com. Per fortuna stanno tutti abbastanza bene anche se sotto schok, ma figuratevi se fosse avvenuto a Torino.

Conte ha fatto ampio turn over e devo dire la cosa mi trova abbastanza d’accordo. Non trovai giusto allora il turn over nella finale persa contro il Napoli, in una finale fai giocare la formazione migliore, ma in questo momento della stagione devi pensare ad arrivare fino in fondo nelle migliori condizioni possibili. Non si può fare troppo turn over in campionato , se sbagli due partite te li ritrovi di nuovo col fiato sul collo, mentre la Coppa Italia è obiettivamente il terzo degli obiettivi in ordine d’importanza. Quello che mi lascia sempre perplesso invece è questo fare le sostituzioni sempre oltre l’80mo. Garcia l’ha vinta facendo entrare Pjanic. Conte poteva fare entrare molto tempo prima Llorente o Tevez per uno spentissimo Quagliarella. Poteva fare entrare un Pogba per dare una maggiore incisività al centrocampo. Purtroppo Conte su questo pare non sentirci, lo stesso errore lo ha fatto Sabato quando sul 4-2 a venti minuti dalla fine poteva far rifiatare le due punte e le ha tenute invece in campo fino all’ 85mo.

Tuttavia c’è da dire questo. A onore del vero Peluso, che è una delle riserve, ha fatto gol ( buono) e Giovinco, altra riserva, aveva procurato l’espulsione di Benatia ( non data), mentre il gol lo abbiamo preso per l’ennesima, enorme, cagata di Bonucci che ha perso palla da fesso. Bonucci titolarassimo. Va anche detto che fino all’82mo la Juve B a tenuto abbastanza bene la Roma A e se Conte davvero a quel punto avesse provato a vincerla ….chissà.

La  questioni ”aiutoni” poi è stata abbastanza evidente. Che che se ne dica l’espulsione pare netta, il gol regolare. Lo hanno persino confermato De Rossi e Righetti opinionista ”superpartes” della Rai con un passato da giocatore della Roma e tifoso della stessa. Onore a loro per la sincerità. La regia Rai ha fatto vomitare come al solito. Posizione di Strootman su passaggio di Pjanic dubbia e praticamente mai mostrata. Nessun fermo immagine solo il cronista che ci dice che è millimetricamente buona. Non mi fido di voi voglio vederla. Lo stesso per il gol di Peluso. Davanti a tanto schifo ho spento e sono andato a letto ma mi hanno raccontato che nel post partita hanno mostrato immagini manipolate in modo grottesco. Non hanno perso il vizio di manipolare ad arte, fino dai tempi della moviola di Sassi. Peccato che nessuno di noi gobbi vi scassera la minchia per 30 anni col ”go’ de Peluso” come voi avete fatto con noi per il  ”go’ de Turone”. Sul cross di Isla poi non bisogna essere dei geni. Il guardalinee è posizionato male per vedere, perchè è in linea con Isla e non col fondo campo. Il nostro giocatore è almeno due o tre metri lontano dalla linea di fondo. Suvvia per fare girare la palla con quell’effetto dovrebbe essere Messi e Isla non lo è. Fra l’altro De Sanctis che forse è quello messo meglio non alza la mano per segnalare che è fuori. Va bene così diciamo che siamo stati sfortunati però non ce la contate. Un arbitro che si inventa un cambio di rimessa perchè avvenuto troppo avanti non è nemmeno più spiegabile con la logica, perchè a termini di regolamento fai rettificare la posizione e basta, così come un arbitro che non espelle Pjanic per i suoi ripetutti ”vaffa…” a lui rivolti… be ripeto va bene così. A parti inverse avrebbero inizato una guerra.

Ultima considerazione la dedico agli isterismi di certi tifosi che leggo spesso nei post partita quando, raramente perdiamo. Devo dire che è colpa mia che frequento troppo facebook. Devo dire che ne prendo atto e me ne assumo la responsabilità. Però certi mi sembrano quei bambini che vogliono vincere in tutti i giochi e se non vincono frignano e non ci vogliono stare e magari si portano via il pallone. Ora la Juve da Agosto a oggi ha perso solo 4 volte. Vediamo come: Fiorentina – Juve 4-2. Abbiamo dominato e avuto più volte la possibilita di fare il 3-0. La Fiorentina viene rimessa in corsa da un rigore dubbio. Poi noi ci addormentiamo ok. Sconfitta meritata anche se evitabile. Real Madrid – Juventus 2-1. La Juve gioca in 10 contro 11 per buona parte della partita per un espulsione di Chiellini che non c’è. Nonostante l’inferiorità numerica gioca alla pari dell’avversario più quotato e meriterebbe ampiamente il pari. Sconfitta immeritata. Galatasaray – Juventus 1-0. Su un campo impraticabile le due squadre si equivalgono. Un pari sarebbe giusto ma veniamo puniti da un episodio. Sconfitta immeritata ma ci stà. Roma – Juventus 1-0. Al netto del gol annullato e dell’espulsione mancata, la vittoria della Roma non mi pare così giusta e sacrosanta. Diciamo che anche qui un pari ci poteva stare, poi non so come andava a finire ai supplementari e ai rigori.

Ora a me pare che in tutte le partite perse, che sono solo 4, la Juve ha mantenuto comunque la sua dignità ( forse persa solo nei 20 minuti finali con la Fiorentina). Ha perso 2 di queste partite per 1-0 e 3 con un solo gol di scarto. In 3 di queste ha avuto dei torti arbitrali più o meno evidenti. Considerando dove si è fatto giocare contro i Turchi, direi in 4 su 4. Tutte e 4 le volte si è perso in trasferta dove c’era comunque un ”fattore ambientale” molto forte. Non per noi ma sicuramente per gli arbitri.

Ora non è che io voglio fare l’inguaribile ottimista però , penso che altri hanno certamente più di noi di che lamentarsi delle proprie squadre. Poi se ci vogliamo lamentare lamentiamoci

e vendetta fu ..

conte-romaScritto da Cinzia Fresia

 

Vi ricordate la partita di campionato Juventus-Roma 3-0 del 5 gennaio? Tutta un’altra cosa … allora .. d’accordo che era la Juventus delle riserve, d’accordo che c’era Isla e Giovinco, ma si poteva evitare di fare una così brutta figura.Per giocare in questo modo, gli avrei regalato la vittoria. Sapevamo che 3 tornei sono troppi e che non abbiamo gli uomini, per proporci in questo modo, era meglio lasciar perdere. Tutti insufficienti salvo Vidal e Marchisio.

Il primo tempo la Roma ha fatto i suoi comodi nella nostra metà campo, ed è andata bene che non hanno segnato, leggermente più propositivi nel secondo tempo, un gol annullato a Peluso, ma il resto una pessima prestazione, compreso Pirlo la cui presenza è stata inesistente.

Cosa dire … peccato .. è andata male, sarebbe stato bello arrivare in finale, puntare ad un triplete, ma niente da fare.Che sabato scorso non abbiamo giocato alla grande è vero ma abbiamo sempre vinto, e oggi è solo martedì, e la Juventus delle riserve ha dimostrato di non essere all’altezza. Ed è anche probabile che non possiamo vincere tutto, e qualcosa bisogna lasciare e sia la Coppa Italia.

Nel frattempo una notizia che ha tolto ogni parola o considerazione, l’Inter ha mandato all’aria lo scambio Vucinic-Guarin, era cosa fatta, ma il sig. Throhir non ci sta più. Il gelo è calato in c.so Galileo Ferrari, il vertice della Juventus non ha fatto commenti, anche se qualcuno avrà pensato “stendiamo un velo pietoso”.

Roma- Juventus Coppa Italia martedì 21 gennaio stadio Olimpico – Roma ore 20.45

imageIscritto da Cinzia Fresia

Rieccoci qua, alle prese nuovamente con la Roma, pronta per la vendetta circa la brutta sconfitta inferta da noi in campionato, la Roma ha rinforzato il suo organico con l’arrivo di Nainggolan Entrambe le squadre puntano alla vittoria e la Roma vorra’ riscattarsi circa l’umiliazione subita in  Campionato.

Considerato il calibro della sfida e il valore dell’avversario, Conte dovra’ prestare attenzione e limitarsi con gli esperimenti, tenendo conto che il Campionato e’ ancora lungo insieme all’ Europa League, e di giocatori di livello non ne abbiamo cosi’ in quantita’.

Con questo la pressione di un incontro sempre molto sofferto e combattuto andra’ affrontato, la Roma non vuole arrendersi a perdere il Campionato e puntera’ altrettanto a questo trofeo, e sara’ come sempre una battaglia sperando senza troppe conseguenze.

 

ricchiuti63

Cagliari Juventus una bella prova di maturità dopo essere andati sotto pero anche belle vittoria di Roma e Napoli.

Il Napoli l’ho visto. Bene il risultato però se parliamo di prestazione chi ha parlato di dominio ha dimenticato buona parte del primo tempo. Anche noi abbiamo disputato solo un buon secondo tempo contro una squadra ben messa. Nel primo tempo siamo stati fatui. Ma fatui come le fatalone che comunque portano a casa tutto.

Il Milan esonera Allegri e prende Seedorf fra le altre cose a causa dello “juventino” Berardi.

Non entro nel merito della decisione sennò dovrei fare il solito esercizio di maschilismo contro Barbara Berlusconi, colpevole di essere bona, ricca, giovane e donna. E di non essere sposata. Non mi va perché non ho ancora capito se la signorina Berlusconi è brava o meno. Tra l’altro la decisione l’ha presa il padre ma attaccano lei e non il padre o Galliani perché attaccarla non costa ancora nulla. Dico solo che Allegri è un allenatore che ha dimostrato di poter produrre risultati ad alti livelli. Seedorf che indubbiamente tra successi sul campo, esperienza, sei lingue, manager donna ha fascino 2.0 inizia ora. Fossi in lui cambierei soprannome. “Professore” è un soprannome che nel calcio fa rima con sapientone ergo coglione.

Pallone d oro a Cristiano Ronaldo che lo ritira col figlioletto e si emoziona pure.

Quando ho visto in platea la fidanzata di Ronaldo mi sono emozionato anch’io.

ricchiuti62

Juventus roma 3-0. la tua partita.

Sul divano, grazie.

Allo juventus stadium due grandi ritorni uno ufficiale Trezeguet…

Ricordo quando chiesi una dichiarazione di Caliendo sull’argomento. Roba vecchia.

… l’altro non ufficiale ma non trascurabile Moggi. Fra l ‘altro mi fa venire in mente una promessa.

Mi auguro di ricordarmi di mantenere la promessa.

 

NDR. La promessa fattami da Ricchiuti e che sarebbe venuto allo stadio solo dopo che Moggi fosse stato allo Juventus Stadium. Direi che mi deve una promessa.

Senza aiutini

senza aiutini

di Davide Peschechera

A mente fredda. Ho voluto capire perché i due gol sono regolari e non sono stati annullati e perchè Rizzoli ha dato il rigore. Senza sottovalutare “er sistema” che ci ha consentito lo Stadium (prima che crollasse, ovvio). Passa qualche minuto e penso: “Due gol regolari, un rigore sacrosanto, due espulsioni giuste, nessun aiutino. Non è possibile, questa partita è assolutamente da ripetere. Anzi, no. Perché Bergomi a partita in corso conferma: “vince la Roma anche se perde.””.

Il problema del giuoco del calcio è che dopo molto parlare, infatti, tocca giocare. E mentre noi vinciamo sul campo, gli altri chiacchierano. Con la Roma ci si diverte sempre: negli ultimi tre anni tra campionato e Coppa Italia allo Stadium, Juventus-Roma 14-1. Nel dettaglio: Giaccherini, Del Piero, Kjaer, Vidal, Vidal, Pirlo, Marchisio, Pirlo, Vidal, Matri, Osvaldo, Giovinco, Vidal, Bonucci, Vucinic. Ricapitoliamo: 13 gol dei giocatori della Juve più due di romanisti (Osvaldo e Kjaer). Peccato che uno dei due romanisti (Kjaer) abbia fatto gol nella propria porta. Quindi aggiorniamo: le visite allo Stadium sono finora costate alla Roma 4 sconfitte, un solo gol segnato (su rigore di Osvaldo) e 14 subìti. Tutte vittorie nette e incontestabili. Continuando con questa media punti si rischia di forare il tetto dei 100 punti finali (103,44 per esattezza). Il campo racconta di una Juve stratosferica: sempre vincente in casa, con dieci successi consecutivi in campionato. La grinta famelica di Conte ha contagiato il gruppo che da qui si autoalimenta per continuare a combattere, dominare, imporsi. È un gruppo di persone che lavora con dedizione, spirito di abnegazione, con consapevolezza delle proprie debolezze e con l’umiltà dei propri punti di forza. Gli altri, anche se tecnicamente alla pari o superiori, perdono perché non hanno questi ingredienti. L’autostima del gruppo, del mister, della società, dell’ambiente tutto, ha raggiunto picchi quasi impensabili e per la medesima ragione, le ambizioni della Roma hanno subito un brusco ridimensionamento. In fondo, i giallorossi tre gol in una gara sola non li avevano ancora presi. La Roma era imbattuta e aveva subito 7 gol in 17 partite. In una ne ha presi quasi il 50%. Il mister ha la capacità di caricarmi persino dal divano. Dieci trionfi di seguito come nel 1932. Il nono successo casalingo (su altrettante partite disputate), ma soprattutto la vittoria numero 16 in campionato, su 18 gare disputate. Con 49 punti (sui 54 disponibili!) conquistati e con un +8 proprio sui giallorossi, i bianconeri hanno conquistato il platonico titolo di Campioni d’Inverno con 90 minuti d’anticipo. E per la terza stagione consecutiva. Ricapitolando: in campionato il 70,21% di vittorie dal 2011 a ora, il 23,40% di pareggi, il 6,38 di sconfitte (una sola quest’anno, quella di Firenze dopo un primo tempo stradominato). Percentuali derivate da 94 partite, 66 vinte, 22 pareggiate, 6 perse. Un raffronto con Fabio Capello, già sorpassato: per il mascellato 69,74% di trionfi, 23,68% di pareggi, 6,58 di sconfitte. Più otto e vantaggio dilatato, ingigantito. Chi è abituato a vincere ha continuato a vincere, chi si sta attrezzando per riuscirci si è sgretolato prima sotto il profilo psicologico e poi sotto quello tattico. Alla Roma sono cambiate moltissime cose, la squadra è bellissima. Una cosa però, per ora, è rimasta uguale: quando si mette male si perde la testa. Vedi De Rossi. E la faccia. Vedi Totti. Della vittoria della Juve impressiona la consapevolezza della sua forza. Della sconfitta della Roma impressiona che al primo ko è disfatta. Per mentalità e gioco la Roma è la squadra che più si “avvicina” alla Juventus tra le altre. Ma non regge le pressioni. E questo è il male. Nonostante sia tecnicamente forte. Non ci sta che la Roma perda spesso la testa a partita compromessa, compromettendo così anche le successive. Vecchio vizio.

Partita studiata a tavolino, in allenamento. Atteggiamento Juve voluto e cercato da Conte, trasmesso e inculcato ai suoi giocatori. Tanta densità nella nostra area e ripartenze avversarie annullate. Tra il primo e il secondo tempo, però, ci sono state più intensità e meno errori da parte dei nostri e questi due cambiamenti hanno fatto la differenza. Per un tempo non avevamo mai visto la capolista giocare – in campionato – alla pari del suo avversario, persino prudente, quasi preoccupata di non prestare il fianco ai micidiali contropiedisti giallorossi. E’stato bravo Conte a preparare il match, a modellarlo sulle caratteristiche di chi aveva davanti, a frenare quando c’era da frenare, ad accelerare quando è stato possibile. Poi, una volta contenuta la furia giallorossa, non c’è più stata storia. Avesse osato, la Juve si sarebbe offerta proprio ai micidiali contropiedi giallorossi. La Roma, d’altronde, è una squadra che comunque non si sottrae a fare la partita se le si lascia spazio, ma le migliori vittorie le ha avute lasciando il pallino ad altri. Impacciati., infatti, col pallone tra i piedi: poche soluzioni offensive e reparti messo in ombra. Noi se c’è da fare la partita, la vinciamo, e siamo cinici se non la facciamo. Loro soffrono a farla con le piccole e con noi. Ma sono letali nel non farla con le grandi. E noi non glielo abbiamo concesso. Conte ha asfaltato Sassuolo e altre piccole. Garcia no. La Roma è dunque una squadra che se non ha spazi da attaccare o per allungare, perde tanto, nonostante giocatori molto tecnici. il possesso palla fine a se stesso ha messo in mostra pregi e limiti di un attacco che non ha saputo allargare le nostre maglie. Dall’altra parte, c’è stata la straordinaria capacità, maturità e duttilità della Juve di mutare atteggiamento e di vincere entrambi gli scontri diretti, col risultato di 3-0, ma giocando in due maniere diametralmente opposte. Il3-0 di oggi, infatti, è molto simile al 2-0 dello scorso anno contro il Napoli di Mazzarri allo Stadium, ma non al 3-0 di quest’anno contro il Napoli di Benitez. Da grande allenatore, quindi, Conte ha deciso per una volta di non fare la partita e da grande squadra, con umiltà, questi giocatori hanno deciso di seguire il mister e rinunciare alla solita manovra avvolgente. Tanta oculatezza nell’orchestrare le manovre offensive e squadra racchiusa in 35 metri, a muoversi mantenendo queste distanze, questo spazio, in questi pochi quanto efficaci metri quadrati, in fase difensiva. Ci sono molti modi di vincere e molti modi di perdere. E le due cose combaciano quando c’è dominio totale da parte di una sola squadra. Conte ha lavorato anche per Garcia costruendo alla perfezione la sconfitta della Roma, neanche al Bernabeu aveva lasciato così tanto spazio all’iniziativa degli avversari, sintomo che Conte intendeva vincere convincendo, questa volta, prima sul piano tattico che su quello del gioco. Il fine giustifica i mezzi e spesso, per Conte, i mezzi coincidono sempre col fine. L’input era quello di fare la Juve in fase di possesso palla, di limitare gli avversari con grande umiltà in fase di non possesso. E poi i giocatori, al di là degli schemi e delle tattiche. Tevez più di Totti. Pogba il vecchio, 20 anni pesanti e maturi come fossero 40, Pirlo il giovane, 34 anni leggeri e creativi come fossero 17. E tutti gli altri, che hanno fatto il solito, il massimo, il meglio. La Roma come un diesel nel primo tempo, la Juve come un turbo quando, alla prima occasione buona, ha ammazzato subito la partita.

Una Roma che sì ha cercato di giocarsela, ma è stata anche un po’ presuntuosa, visto il risultato. Ai romanisti, infatti, lasciamo la convinzione di essersela giocata alla pari. Il prepartita è cominciato con De Rossi che, qualche settimana fa, aveva affermato che: “Chi ci sta davanti in un momento particolare è stato fortunato con gli arbitri. Alcuni episodi che ci possono stare in un campionato, episodi che si pareggiano nell’arco di una stagione. E noi aspettiamo di pareggiarli“. Messaggi al sistema? Poi il Corriere dello Sport venne subito in suo aiuto e accese la sfida con le solite parole di Turone sbattute in prima pagina: “Turone accende la supersfida «La Juve ha sempre l’aiutino»”. Giornalismo degno della considerazione di cui gode all’estero. Poi Totti: “Roma più forte, vinceremo. Ma attenti, la Juve ha sempre l’aiutino”. Gli ha risposto prima Conte che, in conferenza stampa, non volendo alimentare tensioni pre-gara, interpellato su queste ultime dichiarazioni del capitano giallorosso, sull’insinuazione che “anche questa Juve riceva aiutini” ha risposto: “Ma sai, già potrei obiettare sull’ anche… Guarda, la prendo sul ridere perché è giusto che quando ci sono chiacchiere da bar, da tifosi, bisogna prenderla sul ridere e prenderla in maniera molto serena. Io dico che non ci sono delle risposte da dare a chi fa queste affermazioni. Anzi, io insegno ai calciatori, a chi lavora con me, a chi mi frequenta, che le risposte vanno date sempre sul campo, perché il campo rende giustizia sempre a tutto e a tutti. E dico che in due anni e mezzo il campo ha reso giustizia alla squadra più forte, in maniera anche molto netta e clamorosa alcune volte”. Poi Buffon, prima sul campo e poi ai microfoni, a fine gara: “Aiutino è la scusa di chi non vince mai”. L’unico aiutino che puoi avere, Francesco, e’ quello per salire sull’aereo e tornartene a casa o quello di Rizzoli che non concede recupero per evitare il quarto gol della Juve. Garcìa, poveretto, ha cercato di dare un colpo al cerchio e uno alla botte, forse perché ha capito l’ambiente nel quale si è ritrovato e, proprio in conferenza stampa, all’elenco dei precedenti Juve-Roma dei giornalisti, ha risposto: “Ma cos’è, un corso di storia?”. Ma continuiamo con la rassegna stampa. È il turno di De Sanctis: “Il sistema italiano rende i bianconeri assolutamente più forti. A partire dallo stadio, che è un grande vantaggio. Al di là del risultato, in più di noi la Juventus ha solo gli otto punti in classifica.” Lo ha detto nei giorni scorsi e lo ha ribadito a fine partita. Il Sistema di Morgan De Sanctis o, in altre salse, “Il Palazzo”, o “Il Vento del Nord”, che fa il gioco della Juventus attraverso diversi “aiutini”, che ha permesso alla Juventus la costruzione dello stadio e che implica sudditanza psicologica nei confronti dei bianconeri. Una dimostrazione? Naturalmente la debacle europea e gli arbitri che, in Europa, non subiscono sudditanza. Vedi Grafe in Real-Juve. Paolo Liguori addirittura delirante a Tikitaka, appoggia la “teoria” di De Sanctis e paragona il giallo di Chiellini del primo tempo col rosso di De Rossi e dice che su Castan il pallavolista c’è spinta e fallo. Tutto frutto del sistema, degli aiutini e della sudditanza dello Stadium, naturalmente. Due pesi e due misure di Rizzoli, insomma. Per fortuna che concludono i nostri, Bonucci e Barzagli, dicendo l’uno che “Le parole pre-gara? “Le lasciamo a loro, noi facciamo parlare il campo. Negli ultimi anni a Torino li abbiamo sempre dominati.”, e l’altro: “Ci sono state dichiarazioni che ci hanno fatto girare un po’ lo stomaco e quindi hai un po’ di carica in più quando scendi in campo. Comunque sono cose che fanno parte del calcio, nessuno si è offeso”. Eh vabbè, non sanno perdere. Però poi penso e dico, tra me e me: “Ma che m’importa, se allo stadio c’era David Trezeguet…”

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V’avemo sdrajato.

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Articolo di Alessandro Magno

 

Per noi era una festa, era il ritorno a casa di uno dei nostri figli prediletti Re David Trezeguet. Anzi due, perchè allo stadio c’era pure Moggi in tribuna. Grande cosa quest’ultima. Anche se non una visita ufficiale un buon primo passo. Grandissima ed emozionante invece quella di Trezeguet.

Si vero c’era pure Juve – Roma devo dire ci pensavamo, ma poi neppure più di tanto. Per i romanisti al solito era una guerra, l’hanno caricata cosi tanto di sginficati inutili che alla fine gli sono saltati i nervi. Dichiarazioni fuori luogo prima durante e pure dopo la partita. Vedi il delirante De Sanctis. Ne mandano uno alle interviste dopo aver perso sonoramente e ci mandano quello che ha l’italiano di Cassano e i pensieri che si picchiano fra di loro nel cervello di Balotelli. Morgan poraccio sei stato una vita a Napoli ora a Roma se capisce t’hanno riempito la testa de chiacchiere. D’altronde le chiacchiere sono il loro pezzo forte.
”La Juve l’aiuta il sistema”. ”Lo stadio alla Juve gliel’ha costruito il sistema” er complotto si capisce. Infatti il sistema ci ha mandato in B con una farsa, mentre alla Roma che sarebbe fallita da secoli il sistema, non solo gli ha permesso di spalmare i debiti, ma gli ha permesso pure di essere acquistati da una banca. Credo unico caso nel mondo. Fra l’altro negli ultimi venti anni solo una volta la Roma si è giocata lo scudetto con la Juve e guarda caso ha vinto la Roma. Fra l’altro il sistema fece un cambio di regolamento sull’utilizzo degli stranieri che permise alla Roma di utilizzare Nakata proprio prima di Juve – Roma. Cambio di regolamento a campionato in corso. Anche questo non s’era mai visto. Il sistema Juventino che non ti aspetti. Fra l’altro nelle uniche altre occasioni che la Roma s’è giocata lo scudetto, e sempre contro l’Inter, sono sempre stati ampiamente penalizzati e derubati a piene mani. Ma a loro sta bene così. C’ hanno l’odio pe la Juve e basta, mica cazzi!

Ma torniamo a noi. Il Corriere dello Sport non si è risparmiato con titoli fuoriluogo, discutibili, direi di cattivo gusto. Toni esageratamente esasperati, finanche violenti. Un giornale che fa del terrorismo mediatico. Un direttore che è una vergogna per tutto il giornalismo italiano. Perere mio personale. Un direttore che diventa tifoso di ogni squadra che più o meno rappresenta il giornale che va a dirigere. Che già il diventare ”tifoso” per un giornalista è sconcio, ma la prostituzione, intellettuale e non, è pure peggio. E’ deontologicamente vergognoso. Il Corriere dello Sport dicevo , pur di vendere qualche copia in più non s’è preoccupato minimamente di caricare un ambiente già carico di suo. Poi la gente s’ammazza negli stadi. La Roma che è l’ennesima squadra che sente la partita con la Juve come ”la rivalità” per eccellenza, forse ancora più accesa che con i laziali. Rivalità che non ha modo di esistere come detto tanto è l’abisso fra le due compagini. Una squadra che ha meno scudetti del Bologna e della Pro Vercelli. Stessa malattia dei napolisti.

Cosi si sono lanciati in anatemi e previsioni sconceretanti, una totale mancanza di umiltà e di buon senso e anche di sano realismo: ” Nnamo a vince”, ”Ve sverginamo lo stadio”, ”v’asfaltiamo”. Non gli bastava neppure vincere venivano a stravincere. Che poi questa è stata una malattia che non ha colpito solo i tifosi da Bar, ma anche qualche più o meno VIP, vedi Di Livio, per cui la differenza in classifica era frutto di sviste arbitrali. Infatti s’è visto sul campo la differenza in classifica. Per non parlare dei zombie come Turone che rilasciano sempre la stessa intervista da 30 anni nonostante anche Sassi ha dichiarato che quella moviola fu manipolata per ”fare” la notizia. Non ci stanno. E che dire di Pruzzo e dei 10 punti di distacco che la Roma avrebbe dato a tutti in poco tempo. Nessuno ha ricordato che la Roma aiutini ne ha avuti  contro l’Inter, il Napoli ( rigori inesistenti), contro il Toro ( mani di Balzaretti in area), che la stessa ha fatto cagare contro il Sassuolo, che ha vinto immeritatamente contro l’Udinese. Tutta una serie di concause dovute alla sorte che fan si che si trovassero primi ( o secondi) sicuramente meritatamente, ma senza che fossero sto neo Barcellona de noi altri. E vedansi dichiarazioni a cazzi di sua nullita ” non vinco mai n’cazzo” Francesco Totti, per cui loro presi a uno a uno sono più forti dei nostri….. si a briscola magari!  Cosi De Santis è più forte di Buffon ( hai visto mai) Strootman ( ieri inesistente) più forte di Vidal , Ljajic e Pjanic ( altri due morti viventi) più forti di Tevez e Llorente, Gervinho (ieri si scartava e cascava da solo) meglio di Pelè. Benatia e Castan i migliori difensori del mondo. Infatti uno ha sulla coscienza il primo gol e l’altro gli altri due. Effettivamente direi che presi a uno a uno… A uno a uno presi per il culo.

Tanto han parlato de ”il sistema”, de ”a federazione”, de ”er comprotto” che sono riusciti a partorire pure la designazione. Si son portati l’arbitro: Rizzoli. L’unico arbitro con cui la Juve  riesce quasi ad avere uno score  di parità fra perse e vinte. Roba seria visto che in Italia la Juve negli ultimi anni perde pochissimo. Ci han mandato Rizzoli apposta quelli del sistema…. per sitemarci. Purtroppo la Roma ha fatto cagare. Dopo un buon primo tempo ha iniziato a squagliarsi dopo il primo gol e s’è definitivamente liquefatta sul secondo. Anzi Rizzoli non ha potuto far a meno di mostrare due rossi ineccepibili a De Rossi e Castan , nonostante risparmi di un altro rosso Ljaic, come aveva gia risparmiato Totti di un giallo sacrosanto per una stecca volontaria a Bonucci. A proposito di Totti: a Torino nun s’è visto pe ‘gnente. Uscito degnamante dallo Stadium accompagnato dalla standing sfanculation di tutti i tifosi. Parla di meno prima delle partite Francè che fai più bella figura.

A come so stati boni a parlà sti romanisti. Umiltà questa sconosciuta. Infondo non era la partita fra noi che siamo i bis campioni d’Italia e loro che non vincon una mazza da una vita no? Loro che l’anno scorso ( come l’anno prima ) hanno fatto ridere tutti e non si sono qualificati nemmeno per l’Europa. No eravamo noi secondo loro che in casa nostra dovevamo tremare perchè arrivavano loro. Prima leoni e poi cojoni. Prima: ”Occhio ca arivamo”, dopo : ”Mejo se se ne ritornamo”. V’avemo magnato a mozzichi. Si salva solo Garcia; se nel fra tempo non lo fate romanizzà del tutto .

 

Juventus – Roma 3-0. Sintesi.

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