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Niente di vero tranne il portiere
E’ bello giocare il sabato sera ed avere vinto una partita contro un avversario complicato, ma nella forma attuale davvero modesto ma pur sempre imprevedibile.
La juventus e’ stata protagonista assoluta del match, ha attaccato senza sosta, ha segnato, ha regalato calci d’angolo e un gol ai milanisti, e ha confezionato i tre gol della vittoria. Sebbene il Milan si fosse proposto in grande spolvero ha fallito miseramente soprattutto come squadra, Inzaghi che resta sempre un nostro ex, faceva pena.
Se la Juventus avesse giocato come sa, avrebbe vinto 10 a 0, o magari a 1, ma possiamo accontentarci di tre gol, di cui 1 come un’estemporanea di Bonucci.
Il duo in attacco Morata e Tevez ha convinto: un gol a testa, e l’Apache ha avuto il merito di aver sbloccato il risultato, nonostante la febbre ha corso moltissimo, assumendo piu’ ruoli, stessa cosa per lo spagnolo che sembra aver rotto il ghiaccio. A centro campo ha brillato Marchisio, co protagonista del gol firmato Morata, bene Vidal, deludente Pirlo, il quale ha tentato di recuperare gli ultimi 10 minuti tentando di segnare. Non bene nemmeno Pogba, mai completamente in partita mai, tra una leziosita’ e l’altra, ha fatto arrabbiare Allegri piu’ di una volta che dalla panchina gridava minacce di sostituzione.
Anche Evra ha ripetuto le prestazioni solite delle partite precedenti, facendo un cimitero di errori. Intanto tre punti in piu’, e 10 momentaneamente dall’inseguitrice ma si dovra’ affrontare il Cesena senza Tevez escluso per somma di ammonizioni.
Alla fine il match e’ stato godibile, giocato a ritmi altissimi con il Milan falloso allo spasimo. Ma nulla, niente valgono i calci, le spinte, i rossoneri non hanno ne’ capo ne’ coda se non un ottimo portiere che fara’ l’impossibile per evitare la disfatta totale,
Il commento televisivo e’ stato orribile, una caccia continua al fuorigioco, naturalmente della Juve, ma come fa un’emittente televisiva a permettere a due (boh!) giornalisti o pseudo tali, le cui uniche parole in tutta la partita sono state “vediamo se Tevez era in fuori gioco” ?
Comunque un po’ traballanti ma vincenti andiamo avanti che il bello deve ancora venire.
Allegri: la fortuna sta finendo
Se non conoscessi la squadra e quindi la Juventus, dopo la partita di oggi, penserei ad un gruppo assemblato l’altro ieri. Pareggiare 0-0 non è una tragedia così come la Juventus è messa, rimane il rammarico di non aver allungato di un altro po’ che sarebbe stata tutta salute, ma il modo in cui si sono presentati come squadra non è accettabile.
Io non voglio entrare nella dinamica delle strategie e del gioco, la Juventus ha fallito ad Udine, non perchè l’Udinese abbia giocato un calcio straordinario, ma perchè la Juve non si è comportata da grande squadra.
Intanto la formazione, sbagliata da subito. Purtroppo Evra si vedeva già dall’inizio in evidente difficoltà e che non era in partita, Pogba a ragione non gli ha mai passato una palla. Pirlo ..malissimo, forse migliorato negli ultimi 10 minuti ma nemmeno più di tanto, un fantasma in campo, Llorente un disastro come attaccante, Tevez marcatissimo è calato negli ultimi 20 minuti, Pogba l’unico in forma ma profondamente disorientato e senza appoggi concreti ha cercato il gol con poca convinzione. Con una difesa molto distratta, possiamo dire che “capra e cavoli” questa volta l’ha salvata Buffon e in parte Di Natale che ha sempre sbagliato i tiri, per fortuna per noi. Per il resto abbiamo corso molti rischi e tutto sommato siamo stati fortunati se la partita è finita così.
Se questa è la Juve io sono preoccupata, non giusitifichiamo con la mancanza di Vidal e Marchisio, perchè la Juventus poteva vincere benissimo se fosse stata più compatta e soprattutto meno pasticciona, mi sento di dire che ci siano pesanti responsabilità di un allenatore che è troppo molle e che ha vissuto eccessivamente di allori non suoi, e si intravede una dèfaillance nello spogliatoio per come si sono presentati in campo, non come colleghi ma come 11 estranei.
In ultimo questo risultato sembrava un po’ troppo nell’aria, anche in conferenza Allegri esprime un problema di orario, che alle 15 non sono abituati a giocare e che la resa migliore è alle 20,45 .. una scusa un po’ campata in aria messa insieme per dire qualcosa che non sia la verità.
Le ultime partite, compresa quella di Coppa Italia, non ha certo offerto ciò che si è abituati a vedere dalla Juve, problemi dovuti a giocatori irriconoscibili e dalle diseguaglianze evidenti che potrebbero causare malumori e allontanamenti, ora che il gioco si fa impegnativo tra i prossimi impegni di champions e proseguo di campionato tutto questo non ci vorrebbe.
Intanto si parla di un attaccante in arrivo, si vocifera Osvaldo o Matri, ma non sarebbe forse più interessante inserire qualcuno di nuovo invece che ricorrere a due minestre riscaldate?
Purtroppo due soli tiri in porta e per giunta falliti non sono un gran che, l’Udinese ha fatto sul serio come fanno tutte le squadre anche le più scarse quando incontrano le grandi come la Juve. Archiviamo pure il risultato ma “sveglia!”, il distacco dalla Roma c’è, vietato buttar via altri punti. Almeno non così.
Senza Pirlo
Di nuovo lui, Paul Pogba .. salva “capra e cavoli” in una partita contro un avversario semplice che ci stava mettendo in crisi come il Chievo.
Sarebbe stato un peccato perdere punti a casa nostra con una squadra di così bassa classifica ed assisterere al gongolamento della Roma, che è già lì che se la ride prima ancora di scendere in campo, consapevole di vincere con chissà quanti rigori regalati.
Prima di iniziare a riflettere, consideriamo che il Chievo, non si sa bene perchè, ci fa sempre vedere i sorci verdi, è proprio nel loro dna arrivare a Torino e combinarne di tutti i colori, tenendo presente che il Chievo di oggi è ben lungi di quello che un tempo stava in alta classifica e diventa terribile quando incontra la Juve.
La Juventus si presentava senza Pirlo rimasto a casa con l’influenza, così, il ruolo di regista lo ha assunto Marchisio, purtroppo non sarà stata giornata o la squadra non era in sintonia, se non fosse stato per Pogba che peraltro è rimasto un po’ in ombra nel primo tempo, marcava male.
Un primo tempo bruttissimo, almeno 5 azioni da gol fallite, clamorosa quella di Morata, che sì ha corso molto ma nel momento più importante, quando deve segnare, si blocca e sbaglia, anche Tevez che tutto sommato ha fatto la sua partita è entrato in confusione più di una volta, idem per Pereyra, Evra e Vidal.
Poi, dai che ti ridai e che ti ridai, finalmente Pogba centra la porta … che fa saltare tutto lo Juventus Stadium e noi a casa, la partita sarà vinta grazie all’ingresso di Padoin e Lichtsteiner i quali maggiormente lucidi saranno artefici del grande secondo gol confezionato a tre: un recupero di Padoin che passa a Pogba il quale tira rimbalzando addosso al portiere, il caso ha voluto che Lichsteiner fosse al momento giusto nel posto giusto a rinviare il pallone questa volta in rete.
Finirà 2 gol a 0, una partita non bella, un primo tempo non all’altezza della Juve ma comunque sempre vinta. E’ importante rendersi conto di una cosa: si discute molto degli attaccanti della Juve, e di quanto segnino poco, a volte per niente, si dimentica però l’importanza della presenza di Pirlo, che con “una foglia” in meno resta sempre fondamentale. Oggi è stata la prova.
Il primo tempo lo ha fatto chiaramente capire quanto agli attaccanti serva un uomo che organizza e diriga la partita, Tevez che ha provato anche ad assumersi il ruolo almeno in parte, non è riuscito ad essere brillante come normalmente è, anche perchè i colleghi lo hanno lasciato spesso solo nei momenti di più necessità, Morata ha commesso un errore abbastanza grave per un centravanti .. idem Pereyra e Vidal in confusione perenne, per fortuna Pogba che ha effettuato giocate molto interessanti, riuscendo a stare un po’ dietro le quinte e lasciato un po’ da solo, si è inserito a facendo vincere la partita alla Juventus.
A riguardo dell’arbitraggio “no comment” per le ammonizioni ai nostri un po’ pretestuose, infatti Marchisio il più penalizzato, salterà la trasferta contro l’Udinese, altra bella “rogna” per noi.
C’è molto da meditare su attaccanti e difensori da aggiungere o sostituire, manca però un vice Pirlo che sappia un giorno prendere il suo posto, sperando che Pogba resti ancora un po’ …
Juventus – Inter. Che rabbia!
Articolo di Alessandro Magno
Errare è umano , perseverare è diabolico. E noi perseveriamo. Fatti esattamente gli stessi errori di Doha in Supecoppa. Passati in vantaggio e dimostrato di esser nettamente più forti, invece di chiudere con rabbia e cinismo, si cazzeggia. Si va avanti di colpi di tacco e leziosità che si riveleranno fatali. Alla fine non solo non si vince ma si riuscirà persino a rischiare di perdere, contro una squadra che definire imbarazzante è un eufemismo. Male molto male.
Male l’arbitraggio che non vede tre rigori e un espulsione. Un rigore di questi , quello su Llorente è francamente impossibile da non vedere. Male la squadra come detto , supeficiale, supponente, leziosa, presuntuosa. Male la gestione del mister, e non è la prima volta, detto di Napoli ma anche Sampdoria , Roma, Torino ecc…. Non è la prima volta che si passa in vantaggio e ci si fà raggiungere, e non è sempre festa che poi si riesce a vincere lo stesso nel finale. Male i singoli, soprattutto Buffon che esce quando non deve uscire e facilita il gol di Icardi. Lui stesso ammetterà a fine gara che se fosse rimasto in porta l’altro avrebbe dovuto inventarsi un gol impossibile. Male Bonucci che a momenti ci fà perdere. Male quasi tutti soprattutto nel secondo tempo.
Male , malissimo questa società che è in cerca di un’ trequartista e va elemosinando a destra e manca ex giocatori e/o panchinari, mentre regala per pochi spiccioli Gabbiadini a una concorrente. E magari Domenica Gabbiadini ci fà pure il mazzo. E pensare che con quei 6 milioni di euro che la Juventus ha ricavato con questa cessione poteva portare un giocatore forte, duttile e giovane a casa. Male ancora di più nei rapporti con la stampa e i media in generale. Abbiamo visto come tira il vento di Roma. A fronte di presunti torti arbitrali ricevuti in Juventus – Roma e francamente falsi, Garcia s’è montato una storia che va avanti da mesi e che sta producendo un mucchio di favori pro-Roma, non ultima la gestione dell’arbitro di ieri nella partita con l’Udinese. E i nostri zitti!
Stanno già apparecchiando lo scudetto per la Roma su un vassoio d’Argento. Noi però ci stiamo mettendo tantissimo del nostro.
Dopo Doha, ripartire

di Davide Peschechera
La sconfitta (intesa come la mancata conquista del trofeo) è stata bruttissima, proprio per il numero di volte in cui abbiamo ogni volta pensato di avere la gara in pugno, convinti di averla vinta. Troppe volte, considerando la doccia fredda che ci siamo beccati alla fine. Ma, appunto, per quanto brutta la sconfitta possa essere niente cambia il fatto che fosse una partita secca di Supercoppa, un trofeo che non ha nulla a che vedere con il coronamento di una stagione, a maggior ragione a dicembre. Ovviamente dispiace non aver portato a casa un trofeo. Che sia minore, che ci voglia una sola partita per portarlo a casa. Sempre un trofeo è. Complessivamente ha meritato il Napoli, specialmente perché la Juve ha avuto un numero molto grande di occasioni per chiudere la partita e non lo ha fatto. Loro ne avevano meno di noi, dovevamo sbagliare meno nei tocchi a centrocampo, i famosi “errori tecnici”. Il vantaggio di Tevez, il 2-1 di Tevez e il doppio match-point ai rigori. Vero è che durante i 90 minuti siamo stati fortunati, il Napoli ha prodotto molto e colpito 2 pali. Abbiamo fatto di tutto per riaprire una partita chiusa dopo il gol di Tevez e il primo tempo in discesa. Nel secondo, invece, il Napoli ha alzato la linea di pressione. è la mediana che non ha funzionato. Difesa non protetta, loro nell’1vs1 hanno sfruttato gente valida, soprattutto nel secondo tempo mentre la loro mediana ha funzionato bene con Gargano e David Lopez prima, Jorginho poi sulla linea dei trequartisti.
Brutta idea quella di non attaccare una difesa come quella del Napoli per 70′ e poi farlo gli ultimi 10 rischiando il contropiede. Calati di tensione, ci siamo cullati troppo. Poca lucidità e personalità, scarsa attenzione nei momenti clou della gara. Poteva resistere l‘1-0. Doveva, invece, il 2-1. Perché gestirla e non chiuderla? Problemi di ritmo, intensità, atteggiamento, non modulo o stanchezza(almeno non in maniera assoluta, anche se l’aver disputato la Supercoppa dopo la prima parte di stagione sulle gambe ha influito). Ci siamo fermati perché era saggio arrivare al 60esimo con energie? Eviterei comunque ogni discorso sul modulo(almeno in questa partita) e più che di testa parlerei proprio di atteggiamento e di approccio a questo tipo di partite. Vanno aggredite e non studiate. Non sciupando, sprecando, dilapidando un doppio vantaggio e tre bonus sui rigori. E’ stato qualcosa di testa che, invece, ha riequilibrato la partita: il Napoli non l’ha mai persa, la Juventus l’ha usata troppo. Perché andare in controllo quando hai l’avversario potenzialmente alle corde? Perché interpretarla come fosse campionato? Diciamo che anche con Conte questa squadra aveva un atteggiamento chiaro a buttare via partite già vinte – in quelle dentro o fuori – e la seconda metà di stagione ci si limitava a segnare e mantenere il vantaggio. Obiettivo Scudetto sì ma con molti punti di vantaggio sulle altre non si è migliorato a livello di gioco e le altre competizioni sono state “sacrificate”.
è mancata la gestione della partita nei momenti chiave. Quando abbiamo preso il pari abbiamo ripreso a giocare. Una volta in vantaggio, di nuovo campo e palla a loro, quando sarebbe stato più semplice tenere la palla(altro concetto caro ad Allegri) facendola girare in difesa con un possesso fine a se stesso, senza doverci necessariamente abbassare. Loro hanno fatto di tutto per vincere e noi di tutto e di più per perdere. Giusto così. È un grande rammarico perché quando la Juve ha giocato ha messo a nudo i difetti del Napoli e quando ha cercato di gestire non è stata in grado di farlo.
Partita a ritmi bassi e intensità minima, praticamente da amichevole estiva per scelta e per necessità. Non era neanche mai successo di giocare una finale a questo punto della stagione. Agonisticamente location e contesto tutto non hanno aiutato. L’ impressione è che non si sentissero sicuri del loro stato di forma, c’era netto il timore di non averne per 90′ o 120′ nonostante i giocatori ne avessero ancora perché lo hanno dimostrato nei supplementari. Per questo 90 minuti a non prenderle. Insomma, si possono fare tante ipotesi. La Juve ha preferito contenere per evitare le ripartenze del Napoli che, quando è riuscito a ripartire, puntualmente ha creato azioni pericolose.
I gol sono arrivati(per fortuna o per sfortuna) da due errori tecnici sui quali Allegri insiste dicendo sempre che bisogna migliorare tecnicamente e fare in campo la cosa giusta. Sbagliare un passaggio o un gesto tecnico perché si è costretti è un conto, sbagliarlo perché si fa la scelta sbagliata è un altro e la Juve spesso, in alcuni frangenti della partita, fa la cosa sbagliata. La più difficile e non la più facile, ad esempio. Allegri ha capito che a volte ci complichiamo la vita da soli. Juve di coppa, per spiegare il malinteso al limite dell’area tra Bonucci e Buffon, con miracoloso rimedio del portiere su Callejon, e l’atavica avversione della Juve per partite secche e gare di Coppa?
Detto ciò, negli scorsi anni la squadra aveva un calo fisiologico a gennaio, quest’anno mi pare che il calo sia avvenuto a dicembre, mentre a novembre abbiamo visto le cose migliori, compresa la reazione veemente contro l’Olympiacos e un mese di sole vittorie, alcune molto larghe e convincenti. Non escludo dipenda dalla preparazione: c’è chi dice che dal warm – up pre – partita abbia notato che gli anni precedenti c’era molto contatto con la palla e prove di scambi veloci, quest’anno molta cura fisica, scatti ed esercizi.
La difesa della Juve è una delle meno battute in Europa eppure ci sono dubbi e perplessità sulla tenuta individuale e di reparto dei difensori. Io credo che questa difesa a 4 della Juve sia una difesa molto “artigianale”, che funziona bene perché abbiamo difensori intelligenti che la linea a 4 sanno farla ma è evidente che il miglioramento del cambio di modulo deve vedersi in attacco dove si guadagna un uomo in più nel reparto e una migliore dislocazione in campo dei giocatori. Per vedere automatismi ben oleati come quelli della difesa a 3 di Conte credo che ci voglia tempo anche se non è detto che Allegri punti alla stessa, ossessiva, perfezione. Nonostante lo scorso anno col Real Madrid c’è stata la dimostrazione che si poteva già fare la difesa a 4 Conte preferiva una squadra “italiana”, coperta, compatta (passò a 3 dietro per proteggere Pirlo e far giocare contemporaneamente Barzagli, Bonucci e Chiellini), frutto del pressing del primo anno e dell’organizzazione rimasta sempre marchio di fabbrica della squadra, distintasi per coraggio, grinta e corsa, non certo per razionalità e malizia(vedi in Europa) in questi anni. Allegri preferisce rischiare qualche contropiede in parità numerica ma cercare di imporre la qualità e la tecnica di squadra appena possibile, vuole una Juve più razionale ed abile a gestire i vari momenti della gara con lucidità e cinismo ma capace allo stesso momento di decidere la gara con un gesto tecnico o una giocata. Questa è una Juve nata per tenere palla, non per contenere e lasciare il pallino del gioco agli avversari. Sia con Conte che con Allegri quando ha deciso di difendersi lo ha fatto ma spesso soffrendo. Che abbiamo la miglior difesa del campionato è un dato di fatto ma i gol li prendiamo sempre quando ci abbassiamo, cerchiamo il palleggio e perdiamo regolarmente il controllo della partita. Su questo bisogna migliorare perché è una precisa scelta del mister, è una sua convinzione. Tenendo palla si corrono pochi rischi e si fanno correre gli avversari. Concetti semplici perché Allegri non è un rivoluzionario.
Non so se al momento dei tiri di rigore Evra si sia defilato o se altri come Pereyra, Chiellini e Padoin si sentissero più sicuri tanto da sostituire Evra. Io credo che il francese sia però più tecnico ed esperto degli altri e non riesco a credere che non se la sia sentita o si sia spaventato uno che ha fatto 4 finali di Champions. Ed è stato un suicidio l’ordine dei rigoristi così stilato dopo il quinto. È andato chi se l’è sentita? Allegri ha dettato solo la lista dei primi 5?
Vero che uno come Pirlo, soprattutto in vista dei rigori, non dovrebbe mai essere sostituito ma Allegri ha giustificato il cambio dicendo che serviva più copertura(già detto che la mediana non ha funzionato) laddove Pirlo veniva preso in mezzo da Gargano e David Lopez. Si affondava. Eppure abbiamo preso gol nel momento in cui avevamo trovato un equilibrio con l’ingresso di Marchisio. È il calcio. Pereyra Ha costretto a riposizionare la squadra, con Marchisio in regia e Vidal mezzala destra, con un effetto domino su assetto e certezze infatti il gol è arrivato proprio da destra con Pereyra spaesato. Peccato.
Pereyra gran bel giocatore se non ci fosse il problemino del gol che ha manifestato in questa prima parte della stagione. è veloce, ha tecnica, salta l’uomo e sa crossare. Ma non vede la porta. Un trequartista deve fare almeno 7-8 gol a stagione o basta che il trequartista sia uno che serva i compagni tra le linee, che il gol lo crei e lo costruisca, che salti l’uomo in ogni punto del campo, da fermo o in movimento?
In quella posizione, Allegri ha provato anche Vidal che ha mostrato di sentirsi, secondo me, limitato nelle sue caratteristiche migliori di corsa, pressing e inserimenti. Allegri sta cercando di riproporre ciò che fece con Boateng ma a Vidal mancano il timing e l’elasticità che gli sono consuete. Non dà qualità, non ha spazio per inserirsi, rimane solo l’interdizione. Aldilà di testa e fisico è chiaro che Allegri chiede a Vidal qualcosa di diverso da ciò che chiedeva Conte. Qualcosa che, al momento, gli riesce male. Altri equivoci sono la centralità di Tevez(che in un 4-3-1-2 potrebbe allargarsi spesso), i pochi cross, le poche apparizioni di Coman e Morata, visto il loro valore. Morata non è giocatore che aiuta la squadra o apre le difese, è giocatore da contropiede e ripartenze. Non tiene palla come Llorente e anche Tevez ha espresso preferenza per Fernando ma Allegri continua a ribadire che deve migliorare tecnicamente. Staremo a vedere. Poi i gol dei centrocampisti. Con le stagioni, Vidal, Pogba, Marchisio erano diventati peggio degli attaccanti, per chi li doveva affrontare. Soprattutto il cileno, che viaggiava con fatturato da centravanti. Anche se i gol non sono tutto. Vidal, Pogba e Marchisio: la scorsa stagione, arrivarono sotto l’albero con 18 gol, ora siamo a 10. Si confida nell’anno nuovo.
Ma torniamo a noi. Siate seri. L‘obiettivo principale è lo Scudetto, sempre. Coppa Italia e Supercoppa sono un contorno, in Ucl disputare i quarti. Serve equilibrio. Sarebbe un peccato non raggiungere i quarti di Champions con questo Borussia in difficoltà, sarebbe un peccato non vincere lo Scudetto contro questa Roma chiacchierona. Vero è che vincere è l’unica cosa che conta e che la Supercoppa vale un trofeo stagionale in gara secca ma proprio per questo perderlo non deve far strappare i capelli. Comunque, anche Bayern e Real Madrid hanno perso Supercoppe in gara secca. Può succedere. Ma hanno poi centrato gli obiettivi principali. Non sto disprezzando perché l‘ho persa. Sono incazzato. Ma non c‘è neanche da tirarsi i capelli, secondo me. C’è amarezza che deve trasformarsi in linfa vitale per il prosieguo della stagione. Chiamare la Supercoppa un “traguardo” è di per sè quasi contraddittorio, è più che altro un trofeo che viene assegnato a chi vince la singola partita secca e, come è sempre successo, questo tipo di partite possono andare bene e possono andare male. Ovvio che non dovrebbero andare male esattamente perchè si decide tutto in una partita, ma può succedere, c’è poco da fare. Tuttavia, di tutti i trofei “perdibili” questo rimane il meno importante, lo è anche meno della Coppa Italia. Fallire la vittoria dello scudetto sarebbe davvero un fallimento, proprio perchè non sarebbe dettato da una partita giocata male ma da un’annata sputtanata alla grande. Piuttosto è giusto soffermarsi sul fatto che abbiamo un evidente, storico, problema di mentalità, come confermato, per un verso, dalle enormi difficoltà a livello europeo con squadre di basso livello, e, per un altro, dall’incapacità, in Italia, di chiudere le partite dopo essere andati in vantaggio con squadre inferiori. La Juventus è forse la squadra che maggiormente, nella storia del calcio mondiale, ha somatizzato e rispecchia (non solo per la lunga gestione) il carattere, la mentalità, il DNA del proprietario: la Juventus è una catena di montaggio, una fabbrica di scudetti frutto di professionalità, abnegazione, caparbietà, austerità. Ma poca brillantezza, pochi momenti “magici”, pochi picchi di “irrazionale” valore nella sua storia. In Europa vince quasi sempre la razza eletta, quella del genio che si accende quando il momento, l’attimo, fanno entrare nella storia. In fabbrica non funziona così, conta (come detto) la prussiana (o sabauda) metodicità, l’applicazione, la concentrazione, la continuità. Dopo 38 partite vince chi primeggia in questo.
Le brutte prestazioni di Sassuolo, Genova in campionato e Madrid, Atene in Champions altro non sono state che lo scotto, il passaggio, la conversione al modulo e alle idee di Allegri. Nuove idee su scelte ereditate. Un effetto positivo dell’arrivo di Allegri è, al momento, il miglioramento tecnico e in termini di personalità di gente sottovalutata (o mal sfruttata) come Ogbonna e Padoin. Persino Chiellini sembra più giocatore di quello di Conte, perchè ognuno fa quello che sa fare. Invece la forza e il limite della Juve di Conte era proprio il fatto che i difensori impostassero nella metà campo avversaria, i centrocampisti attaccassero e gli attaccanti difendessero (considerate le dovute proporzioni). A Conte proprio non andava giù, ma diceva sempre che la sua Juve era una squadra da corsa, quella di Allegri invece è esteticamente elegante e imperiale nell’incedere, nonostante la presenza di autentici manovali. Il lato “un po’ sfacciato e un po’ fatalista” di Allegri è probabilmente la cosa al momento più diversa rispetto al passato. Fin dall’inizio della stagione, fin dalla sua prima conferenza a Vinovo. Credo che noi, inteso come tifosi ma sopratutto come squadra, avessimo bisogno di consapevolezza. Prima di tutto, prima ancora della difesa a 4. E trovare un allenatore che viene da “fuori” e che ci ha riconosciuto una forza che ci possa permettere di arrivare nelle top 8 è stato sicuramente importante. Ha sempre ripetuto in conferenza che avremmo passato il turno, forse costretto un po’ dal ruolo un po’ dalla storia ma rispetto al passato è un altro cambiamento. Rischiando (perché, in fondo, con l’Atletico è stato biscotto), però intanto abbiamo iniziato con la convinzione di raggiungere l’obiettivo che ci siamo prefissati. Senza pensare che gli altri hanno Di Maria e noi no, ma pensando che noi abbiamo Pogba, Vidal, Tevez, Pirlo e Marchisio e che gli altri dovrebbero preoccuparsi.
Se mi avessero chiesto di scegliere tra Ottavi di Champions e Supercoppa avrei scelto la prima a occhi chiusi. Solo perché i due obiettivi sono stati molto ravvicinati. Ma una Supercoppa estiva per cominciare bene la stagione va vinta senza se e senza ma. Brucia il c***, ma non si può avere tutto. Le partite bisogna vincerle tutte. Con l’Inter bisogna vincere, a Cagliari bisogna vincere… purtroppo capita di perdere. Rabbia e insoddisfazione devono trasformarsi in nuovi stimoli. Bisogna dimostrare di non voler smettere di crescere e di essere ancora in grado, dopo tanti trionfi, di cogliere con umiltà l’aspetto educativo di una sconfitta. E adesso sotto con Inter e 2015. Forza Juve.
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Juventus-Napoli: una Supercoppa persa da fessi
Articolo di Alessandro Magno
Supercoppa regalata al Napoli in modo veramente sciocco. Credo che per chiunque abbia visto la partita sia saltato subito all’occhio che fra le due contendenti la Juventus sia la squadra più forte. Credo di poter pronosticare che loro arriveranno decisamente staccati dalla Juve in Campionato. Loro hanno un attacco notevole ma in mezzo e dietro hanno diversi problemi. Noi siamo assemblati meglio coperti bene in tutti i reparti.
Avremmo potuto fare solo un errore ieri, lasciare l’iniziativa ai loro attaccanti. Puntualmente lo abbiamo fatto. Sull’1-0 e sull’2-1. Non sono un fanatico del calcio ultra offensivo certo si può difendere decisamente meglio un risultato. Si fa possesso palla, si addormentata il gioco. Noi invece in entrambi i casi ci siamo arroccati in area e abbiamo iniziato a buttare palle in tribuna. Tutto questo senza una reale motivazione visto che a parità di risultato la Juventus faceva tranquillamente la partita e il Napoli aveva grandissime difficoltà.
Anche Allegri ci ha messo del suo togliendo Pirlo e non Vidal particolarmente impreciso e confusionario. Dulcis in fundo con Buffon che para tre rigori riusciamo a sbagliare ben due rigori decisivi. Ma d’altronde quale folle farebbe mai calciare un rigore a Chiellini? Noi abbiamo fatto pure questo.
Allora quando sprechi tutte le chance che il destino ti da (loro hanno preso anche due pali nei 90), allora non puoi dirti sfortunato. Puoi dirti solo fesso. Spero serva di lezione per un’altra volta. Le partite vanno sempre giocate dall’inizio alla fine e non solo quando si è in risultato di parità. Spiace sempre perdere quando poi dai l’impressione di essere più forte, a me spiace di più. La Supercoppa non è di per sé un trofeo estremamente importante, tuttavia poteva essere il primo per Allegri. Peccato.
Venti di guerra
Ha avuto ragione Allegri nel chiedere “Garcia ..chi è?” e ci ricorderemo anche quando Conte affermò, che il calcio italiano stava benissimo anche senza di lui. La risposta all’anatema è arrivata stasera con un bel 3-1 prendi e porta a casa. Siamo d’accordo che il Cagliari sia stato ben poca cosa, e che la Juve si sia in parte molto divertita ed allenata in vista del super match di lunedi contro il Napoli, ma tre gol e’ la risposta sul campo che fa tacere tutti. Per la Juve e’ stata una passeggiata, con svista difensiva, ma che dire .. Un errore ci puo’ stare, il Cagliari mai pervenuto, a parte una presa di posizione con calci e pugni, subito calmata dall’arbitro che ha ammonito meta’ squadra,
A parte i tre punti, la partita e’ stata terapeutica per alcuni dei nostri in ombra da settimane, considerando che non ci sia stato niente di diffcile, ho rivisto un po’ piu in forma Arturo Vidal, autore di un gran gol confezionato da Pirlo, Tevez, meno stanco e piu’ lucido Evra, e strano ma vero un ottimo Ogbonna. Per Morata ancora no, una prestazione non convincente da parte dello spagnolo che dimostra di essere in defaillance e fa sorgere dubbi circa La sua permanenza in squadra.
A riguardo di Zeman, dico solo una cosa, che e’ datato e che probabilmente non e’ piu’ adeguato per la serie A, resta comunque sicuramente un personaggio folkloristico che colora il campionato ma le squadre che allena falliscono miseramente.
Tornando alla Juventus, la pausa natalizia dovrebbe portare consiglio, in attesa dei recuperi e chissa’ di nuovi arrivi, un po’ di rigenerazione non fara’ male per rimettersi in corsa per lo scudetto e champions league.
Cagliari – Juventus. Zemanfrana.
Articolo di Alessandro Magno
Tutto persino più facile del previsto. Partita messa in discesa dopo 3 minuti e in cassaforte dopo 15. Non so se sia stato un buon allenamento forse no, sicuramente è stato un allenamento. Non immagino se poi in Supercoppa si tornerà vincitori anche se me lo auguro ma questa di Cagliari è la partita che vorrei prima di ogni incontro difficile. Zero problemi, zero patemi, zero ammoniti , zero infortuni. Insomma una specie di amichevole estiva forse anche meno. E dire che il signor Zeman dichiarava di avere sempre grandi motivazioni contro la Juve. Credo che il pubblico più che altro si sia addormentato. Più o meno come alle sue interviste.
E’ difficile persino da commentare una partita senza storia di sifatte dimensioni. Loro con una specie di catenaccio (altro che calcio champagne), noi a prenderli a schiaffoni fin da subito. Buffon con una parata degna di nota su Ekdal giusto per mettere il voto al fantacalcio e un Vidal redivivo anche se la pochezza dell’avversario non ne fa un test attendibile. Il resto, come diceva Califano, è noia. Se Zeman ci avesse avvertito prima che erano così poca cosa forse ci venivamo con la squadra primavera. La prossima volta teniamolo in considerazione.
Con questa partita si chiude un anno con un altro piccolo record, 95 punti nell’anno solare , battuto il precedente di 94 sempre della Juve. Un anno dove oltretutto si è stati sempre in testa alla classifica, ed è un privilegio davvero per pochi. Dall’altro lato è difficile capire come un allenatore come Zeman abbia ancora credito. E’ evidente come in Italia fare il personaggio paga più che allenare bene. Parlare male della Juve poi, aiuta moltissimo in questo senso. Tranquillo signor Zeman oggi ancora una volta ha fatto vedere come si fa giocare una squadra in modo disastroso. Ma ancora una volta ci sarà chi avrà voglia di credere che in carriera non ha allenato ad alti livelli per colpa di qualcuno. Pensi che peccato il Barcellona poteva prendere lei e invece ha preso Guardiola. Pensi che peccato davvero. Pensi come si sarebbero divertiti….. quelli del Real Madrid.
















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