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Non è finita fino a che non è davvero finita.

Benfica vs Juventus

 

Articolo di Alessandro Magno

 

Partiamo dalla fine. Il risultato è buono. Per quello che si è visto in campo penso di poter dire che sta anche molto stretto alla Juve. Risultato che è anche ampiamente recuperabile. Ora veniamo alla cronaca. Il Benfica mi è sembrato tutt’altro che trascendentale, una squadra che è un mix di giovanotti, vecchietti e giocatori scartati da altri club più importanti. Tolti i primi 15 minuti in cui al solito ci siamo cagati addosso , non mi hanno fatto nessunissima impressione. Pressati, questi qua, non riescono a fare 4 passaggi di fila. Quello che è lodevole invece di questa squadra è la mano del mister. Si vede chiaramente che hanno idee di gioco e l’azione del loro secondo gol ne è la testimonianza. Un accelerazione, una finta, un inserimento e noi siamo stati bucati come dei fessacchiotti. Difficile vedere le trame di gioco di Conte invece. Se Pirlo è marcato e deve impostare Bonucci con i lanci da dietro, siamo veramente all’anticalcio. Per fortuna che Pirlo nel secondo tempo riesce a prendere di nuovo in mano le redini del gioco ma certo sarebbe auspicabile avere delle alternative valide. Bonucci poi anche sul piano difensivo è un vero disastro. Colpevolissimo sul primo gol dove resta a guardare il suo uomo che salta e insacca. Mi spiace constatare come su questo giocatore i giudizi siano totalmente parziali. Brandendo la sua grande Juventinità gli si perdona tutto. Scusate,  pure io sono Juventino viscerale ma non è che per questo gioco nella Juve. Bonucci fra Real, Galatasaray e ieri  è il Re di disastri. Mi chiedo se è giusto continuare a insistere su un giocatore così che fa tutti questi svarioni. Al di la del volergli bene come ragazzo, poi queste disattenzioni le paghiamo sempre a caro prezzo.

Stesso discorso lo farei ieri per la genialata, lasciatemelo dire, di Conte, di schierare Vucinic dall’inizio. Notare, si è andati nell’inferno dello stadio del Benfica con un giocatore e mezzo in meno fra Leo e Mirko. Però! Ora io ho criticato spesso Conte per la mancaza di coraggio nei cambi di uomini e moduli, per la mancanza di osare quando bisognerebbe osare, per la mancanza di stupire. Bene se questo è come ci vuole stupire direi che è meglio se si sta fermo. Questa di Vucinic titolare ieri sera è la genialata dell’anno, al pari dell’esclusione di Quagliarella dalla lista Uefa in favore di Pepe. Quaglia che in coppa, negli anni di Conte è stato sempre il più decisivo, mentre Pepe probabilmente in Europa League non giocherà neppure un minuto. Ma Pepe c’è e Quaglia no. Ma torniamo a Vucinic. Mirko è ormai con la testa da un altra parte da mesi. Fra l’altro nella sua carriera non ha mai mostrato particolari doti di combattente e a Lisbona si sapeva che ci aspettava una dura battaglia. Fra l’altro mi pare che anche nella prima parte della stagione, quando ha fatto coppia con Tevez, i due non abbiano dimostrato chissà quale particolare intesa. Allora perchè me lo mandi in campo proprio ieri sera Antonio? Forse è l’ennesimo tentativo di recuperarlo alla causa per l’anno prossimo? Ancora? Certo è stata una grossa cazzata fattelo dire. In una partita da dentro o fuori, invece di pensare alla Juve e alla Coppa pensiamo al recupero degli irrecuperabili. Il bene del singolo (che poi bene non gli si fa) a dispetto del bene della squadra. Ma… Fino a che è stato in campo Mirko pur impegnandosi, si è trascinato sonnecchiando di qua e di la da par suo, senza nè particolari meriti nè lodi. Ma domando se Llorente stesse male o se Giovinco non poteva giocare da subito.

Misteri che ci porteremo dietro per una settimana sperando che non diventino nostri crucci dopo la partita di ritorno. Al di la di tutto io penso che siamo più forti di questo Benfica, a patto che però ce la giochiamo senza calcoli ma per vincere. Questa squadra per me a livello di rosa non ha nulla in meno di tante altre che fanno bene in Europa come il Borussia o l’Atletico Madrid. Gli manca ancora però quella mentalità vincente. Quella mentalità che ti fa andare in campo  consapevole della tua forza senza che ti tremino le gambe ogni volta. Quando avremo questa mentalità, allora saremo pronti per vincere anche fuori dell’Italia. Per il ritorno: fino alla fine forza Juventus.

La scarsa Udinese

imageScritto da Cinzia Fresia

Chi ha paura dell’Udinese? Da stasera piu’ nessuno, eravamo tutti cosi’ preoccupati della fazione friulana, invece nulla, svanita come una bolla di sapone. Un’altra seccatura in meno, la Roma dovra’ stare appollaiata sull’albero ancora un po’ per vedere se il cadavere passera’.

La oartita non c’e’ stata, ha fatto tutto la Juventus, il cui gioco ha lasciato il minimo spazio ai friulani che si sono visti schiacciare dal centro campo della Juve. La sorpresa e’ stata che Tevez non e’ entrato in campo, l’allenatore ha delegato Giovinco che ha persino segnato sbloccando il risultato il secondo gol quello che mettera’ a riparo la vittoria  lo firma il Llorente ritrovato.

Possiamo dire che hanno giocato tutti bene, subodorando un’inadeguatezza tecnica degli avversari sono andati giu’ di brutto, e hanno fatto un po’ quello che hanno voluto, annullando completamente Di Natale. Per il resto bravi,

Ecco che, lo scudetto comincia a prendere forma, non possiamo dire di averlo in mano, ma si comincia a scorgerne la sagoma, Il calendario prevede un unico scontro diretto proprio con i romani, ed il resto normale amministrazione, poi c’e’ l’Europa League, Andrea Pirlo, si dichiara piu’ che ottimista, e per nulla intimorito dal Benfica,  percio’ all’assalto.

Come dicevo, i nostri sono stati bravissimi, considerata la modestia dell’avversario, non mi sento di ritenerne uno in particolare migliore di altri, intuendo la debolezza dell’ Udinese, se ne sono approfittati e hanno fatto bene, forse un rischio ma minimo lo hanno corso quando verso la fine del secondo tempo entra Muriel  ma anche lui in 10 minuti non poteva fare miracoli.

Tutto e’ bene cio’ che finisce bene, proseguiamo in questa corsa all’impazzata.

 

 

 

Giovedi’ 10 Aprile 2014 Juventus – Olimpique Lyonnais Juventus Stadium Torino – europa League

imageScritto da Cinzia Fresia

Il tempo vola .. Ma la Juve di piu’ .. Rieccoli in campo domani sera a Torino contro l’olimpique Lyonnays per il match di ritorno nel cammino dell’Europa League, Conte punta alla finale, percio’ domani dovra’ vincere.

Torna Vidal a centro campo, insieme a Marchisio e Pogba, ma si vocifera che Pirlo sara’ a riposo. Vedremo a chi si affidera’ Conte in attacco, se optera’ per Vucinic – Giovinco, o restare nel tradizionale Tevez-llorente.

Comunque vada, la Juventus puo’ vincere, i francesi hanno dimostrato di essere all’altezza atleticamente, e con il gioco potrebbe riservare delle sorprese, percio’ occhio a non sottovalutare l’avversario.

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La tua disamina di Juventus-Inter e di lazio-Juventus.

Settanta minuti di monologo con l’Inter, seguiti da un fisiologico calo. Prestazione poco convincente con la Lazio alla quale abbiamo regalato il primo tempo oltre che il portiere.

Il punto sul mercato Osvaldo, il non arrivo di  Guarin e la permanenza di Vucinic.

Osvaldo, sono contento. E’ un giocatore che mi piace tanto perché rappresenta il bomber classico come lo intendo io. Egoista. Guarin è un buon giocatore ma non l’avrei preso a quelle condizioni. E’ stato un bene che Tohir si sia intromesso. Vucinic ? Recupererà. Alla sua età gli shock psicologici te li puoi permettere solo nei film o nelle interviste.

Roma-Parma rinviata per pioggia  e Atalanta-Napoli 3-0.

Non so se ci fosse premeditazione da parte della Roma nel non voler giocare. Se fosse, sarebbe una furbata da paesello. Quello che guadagni con le piccole furberie spesso lo perdi in sfortuna perché solo le grandi mascalzonate hanno il fascino per farsi perdonare. E poi s’è sottovalutato il fattore psicologico. In Italia quando hai una partita in meno sospesa per mesi non dicono mai che hai una partita in meno. Ti trattano come l’avessi persa. Il Napoli l’ho visto, Benitez ha la fortuna di avere una buona stampa internazionale per cui quella italiana fa fatica a criticarlo. E’ così che per paura di apparire provinciali il re può essere nudo quanto gli pare. Prendere i giocatori del suo manager quanto gli pare, prendere goal quanto gli pare. A Bergamo ha fatto errori marchiani puntando al pari. Si fosse chiamato con un cognome italiano sarebbe stato da esonero. Poiché se ne dispiacerebbe Le Figaro non succederà.

Juventus-Inter Domenica 2 febbraio 2014 ore 20.45 juventus Stadium – Torino

imageScritto da Cinzia Fresia

Questa volta, per scaramanzia non mi pronuncero’ su nessun risultato, diro’ una banalita’ che entrambe le squadre se ce la metteranno tutta possono farcela. L’Inter quando vede la Juve non capisce piu’ niente, si prevedono calci e pugni.

Vi diro’ che sono preoccupata per l’assenza di Buffon, sebbene Storari si sia comportato bene nell’emergenza Lazio, anzi, e’ stato grazie a lui se abbiamo tenuto.

Ma domani sara’ diverso, e lo spessore di Buffon sarebbe servito. pero’ e’ così’ affronteremo  i nerazzurri con il portiere di riserva.

Ma l’attacco e’ di tutto rispetto, e ci affidiamo a loro per un bello spettacolo. La Juve comunque deve vincere, per recuperare i due punti persi male, sabato scorso, e dovra’ seriamente combattere, non commettere errori, e non perdere la testa. L’Inter puntera’ alla provocazione, considerata anche la scorrettezza subita nei giorni scorsi dalla Juve circa l’affair Vucinic-Guarin, sebbene ci siano stati segnali di ripresa di dialogo.

 

 

 

i nerazzurri

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Roma Juventus uscita dalla coppa Italia.

Partita equilibrata che si risolve con un episodio. Lo abbiamo avuto entrambi. Solo che il nostro l’hanno annullato.

Trattativa Guarin – Vucinic.

Ormai sembra la storia di quando un uomo e una donna vanno a letto. Non si sa chi abbia goduto davvero, chi abbia solo finto, chi abbia tenuto duro, chi abbia fottuto chi.

E’ stato scritto che la Juventus è diventata ora la prima società per introiti in Italia e la nonain Europa. Intanto ci credi e poi questo ci cambia qualcosa?

Non penso sia una questione di cifre reali l’economia. Quanto di cifre percepite. I migliori uomini d’affari non hanno soldi loro ma guadagnano sull’immagine e le amicizie proprie. Detto questo a me non cambia nulla se la Juve è ricca. Resto lo stronzo di prima.

E adesso? Bi-plete?

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di Davide Peschechera

“Poche chiacchiere, sarebbe un grosso colpo uscire anche dalla Tim Cup e ritrovarsi con questo squadrone a lottare solo per Campionato ed EL”. Lo pensavo e lo avevo scritto ad inizio partita, lo penso ancora e lo ribadisco: più che la sconfitta in sé, a bruciare è il secondo(?) obiettivo(?) stagionale. Direzione di gara che definire controversa è un eufemismo. Decisioni discutibili della terna arbitrale. Tagliavento approssimativo e leggermente casalingo. Benatia probabilmente non doveva finire il primo tempo, graziato dopo 15′ con “un’ammonizione da ultimo uomo”. Novità regolamentari. Poi er go’ de Peluso era regolare ma Thohir ci ha ripensato e ha detto no. Primo cross decente di Isla in 2 anni e gol annullato. Pallone uscito di 30cm.(forse), dopo i 21cm. di Llorente. L’antisistema del guardalinee ha funzionato. Dubbio offside sul loro gol, con la Rai che non sa neanche cosa significhi la parola “replay”. Sugli episodi Conte sereno: “Giovinco? L’arbitro ha deciso in questa maniera, non voglio entrare nell’analisi dell’episodio, lo accettiamo. Il gol di Peluso? Rivedendolo, a me sembra dentro e pure di parecchio, sinceramente parlando, poi si può sbagliare e si può non sbagliare, ma la palla è dentro. Però ribadisco, meglio che sia successo a sfavore nostro perché sennò figurati che succedeva se accadeva a favore nostro, con tutta la storia degli aiutini…”

La Juve rimaneggiata di Coppa Italia e imbottita di panchinari tiene testa alla Roma titolare per tre quarti di partita ma alla fine capitola di contropiede ed esce dalla competizione, con qualche valutazione che, al di là della direzione di gara, va fatta in tutta onestà. 7/11 dei titolari in campo. Fuori Tevez, Llorente, Buffon e Pogba. E nel secondo tempo anche Chiellini, con Barzagli a mezzo servizio. Condivisibile la necessità del turnover ma se la Juve avesse giocato solo 5 minuti da Juve avrebbe vinto facilmente la partita con una Roma incapace di trovare altre soluzioni d’attacco (limite di Garcia) differenti dal contropiede in rapidità (per altro fatto benissimo dalla Roma e sfruttato nell’unica occasione concessa).Pesa però il turnover esagerato di Conte, forse troppo sicuro di poter fare risultato anche cambiando esterni e coppia d’attacco tutti insieme. Se non ci fosse stata la Roma (e forse anche il Napoli, Conte avrebbe fatto giocare anche Padoin e Caceres. Per dire. Si poteva dare importanza alla Coppa Italia con una rotazione mirata più mirata e meno massiccia. Poi però Conte fa capire le reali intenzioni a fine partita: “Avevamo sempre utilizzato la coppa per fare rotazione e abbiamo bisogno di avere 20-22 giocatori abituati a giocare anche questo tipo di partite.” Conte tiene unito il gruppo promettendo ai panchinari di giocare la Coppa Italia e deve rispettare i patti. Solo così si spiega il turnover massiccio, perché Conte così mostra anche più rispetto per i vari Quagliarella e Giovinco facendogli giocare una partita che contava qualcosa piuttosto che giocare senza motivazioni contro la Sampdoria, però se Conte pretende da loro il massimo senza che abbiano continuità col campo è difficile che rendano. Non giocano mai, è normale che quando hanno una chance non siano in grado di sfruttarla. Troppa differenza con i titolari che ormai sono di un altro pianeta, hanno altri ritmi, altre misure, tutt’altra intensità di passaggi. È evidente. Se le riserve toccano palla troppe volte consecutivamente vanno in affanno o sbagliano gli appoggi o le misure del passaggio. Vedi gli attaccanti e gli esterni, appunto.

Sindrome europea? Macché. Mentalità di Coppa. Nazionale e non. Sappiamo ammazzare il campionato e non aggredire le partite che contano. La mentalità di coppa come la acquisisci se nelle coppe giochi sempre coi rincalzi? Vedi Copenaghen in Champions e Roma in Coppa Italia. Una Juve che nelle coppe ama complicarsi la vita. Gioca sempre con le infradito e la palla medica da 5kg. E si ostina a giocare con le riserve sino all’80’. Mi domando a cosa servano i punti di vantaggio in campionato se non a gestire situazioni delicate come gli impegni rognosi di Coppa Italia ed Europa League. A noi le Coppe stanno indigeste. Spero di vedere diverso approccio e intensità in Europa League. Continua ad esserci una Juve a due facce, tra campionato e coppe, dai tempi di Lippi. Approcci e atteggiamenti diversi.

Non si capisce come Conte potesse pensare di vincere una partita del genere “non giocando” affatto. Un’ora a presidiare la nostra area e poi gol in contropiede. Il mister é un Dio. Con i difetti degli umani a volte. E sono pronto a scommettere che rivedremo lo stesso film anche in Europa League. Il colmo. Bonucci che prima va con meno grinta di Pjanic sul pallone e poi si perde Gervinho sul gol, sintomo di una Juve distratta nel complesso, che ha preso sottogamba l’impegno, snobbato e sottovalutato l‘incontro. Arroganti a pensare di vincere con le riserve. Bastava far entrare anche solo Tevez, Llorente o Pogba prima. Non abbiamo fatto un tiro in porta e ci siamo rassegnati alla sconfitta già dal primo minuto scendendo in campo con quella formazione. Se nelle partite secche non si schierano i migliori questi sono i risultati. Contano più i trofei dei record. Il turnover andava fatto in campionato. La formazione iniziale diceva una sola cosa: voglio essere eliminato. Non ci credo che contro la Sampdoria mettiamo tutti i titolari, con 8 punti di bonus da giocarci(e giocheremo con i titolari anche contro la Lazio, ne sono certo), e poi giochiamo con 5 riserve contro la Roma in partita secca da dentro-fuori. Turnover massiccio inconcepibile.

Alla fine la Roma ha meritato perché perlomeno ci ha provato. Ha vinto chi la voleva di più e chi aveva più motivazioni, come spesso accade. Ultima Coppa Italia vinta nel 1994/95, un ventennio fa. La Coppa Italia non era un obiettivo della società e di Conte; la Roma ci ha puntato di più. Si era capito già dal primo anno, quando nella finale contro il Napoli giocarono Borrielo-Del Piero in attacco invece di Vucinic-Matri. Ci sta, ma almeno si eviti di dire “puntiamo a tutte le competizioni”. Che senso ha giocare una partita simile e poi mettere Tevez quando vai sotto? Se non frega nulla si abbia la coerenza di finire con quelli con cui si é iniziato.

Fuori da due competizioni di cui una la Champions, fotocopiando quella dello scorso anno, e l’altra la Coppa Italia, poco incisivi e risucchiati anche qui da una sorte di complesso. È evidente la differenza di rendimento tra Campionato e Coppe, con una squadra e un tecnico che dimostrano di essere più affidabili in competizioni di lunghe distanze e non immediate.  Juve che ha aspettato troppo e non è stata in grado una sola volta di tirare in porta, la Roma con due tiri di cui uno grazie all’immobilità della difesa passa alle semifinali. Questo rende l’idea e fa capire come ci volesse poco in più per vincerla. Sarebbe bastato volerlo. Invece poca voglia e capacità mentale di giocare a certi livelli. Per la Roma dopo la sconfitta di Torino 4 vittorie consecutive, tutte in casa. 9 fatti, 0 subiti.

Per avere i frutti e i risultati che Conte ha ottenuto in campionato c’è bisogno, oltre che di grande intensità in allenamento da parte di tutti i giocatori, agli stessi livelli della partita, come sappiamo, anche di un gruppo unito a partire da Rubinho fino ad arrivare a Tevez. Per fare questo deve far leva su qualcosa e spronare tutti a dare il massimo, promettendo anche alcuni “premi”. È l’unica chiave di lettura possibile. Ecco, sembra quasi che la Juve abbia dovuto e voluto sacrificare la Coppa Italia. Tra un po’ inizia l’ Europa League e saranno turni e trasferte molto dure, tutti match giocati di giovedì sera e domenica sera. Andremo in casa di Napoli, Milan e Roma, alla fine… La Coppa Italia è una seccatura che dovevamo toglierci? Passiamo oltre. Anche se non abbiamo più la CL, ci sono due partite in più di EL, sempre che la si affronti con la giusta determinazione.

Insomma. Due giorni surreali. Verrebbe solo da dire: “Togliamo il disturbo, ma vedrete che banditi verranno dopo di noi” (Antonio Giraudo). Negli ultimi 3 anni, abbiamo perso la TimCup sempre a Roma: in finale contro il Napoli 2-0, nella semifinale di ritorno contro la Lazio 2-1 dopo il pareggio dell’andata, ai quarti contro la Roma. Conclusione? Teniamoci Vucinic, perché non abbiamo punte all’altezza di Tevez e Llorente. Giovinco e Quagliarella la conferma: c’è un abisso tra titolari e panchinari, Vucinic è una via di mezzo. Ma, a proposito di panchinari, se ci fosse stato Guarin in panchina…

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Senza aiutini

senza aiutini

di Davide Peschechera

A mente fredda. Ho voluto capire perché i due gol sono regolari e non sono stati annullati e perchè Rizzoli ha dato il rigore. Senza sottovalutare “er sistema” che ci ha consentito lo Stadium (prima che crollasse, ovvio). Passa qualche minuto e penso: “Due gol regolari, un rigore sacrosanto, due espulsioni giuste, nessun aiutino. Non è possibile, questa partita è assolutamente da ripetere. Anzi, no. Perché Bergomi a partita in corso conferma: “vince la Roma anche se perde.””.

Il problema del giuoco del calcio è che dopo molto parlare, infatti, tocca giocare. E mentre noi vinciamo sul campo, gli altri chiacchierano. Con la Roma ci si diverte sempre: negli ultimi tre anni tra campionato e Coppa Italia allo Stadium, Juventus-Roma 14-1. Nel dettaglio: Giaccherini, Del Piero, Kjaer, Vidal, Vidal, Pirlo, Marchisio, Pirlo, Vidal, Matri, Osvaldo, Giovinco, Vidal, Bonucci, Vucinic. Ricapitoliamo: 13 gol dei giocatori della Juve più due di romanisti (Osvaldo e Kjaer). Peccato che uno dei due romanisti (Kjaer) abbia fatto gol nella propria porta. Quindi aggiorniamo: le visite allo Stadium sono finora costate alla Roma 4 sconfitte, un solo gol segnato (su rigore di Osvaldo) e 14 subìti. Tutte vittorie nette e incontestabili. Continuando con questa media punti si rischia di forare il tetto dei 100 punti finali (103,44 per esattezza). Il campo racconta di una Juve stratosferica: sempre vincente in casa, con dieci successi consecutivi in campionato. La grinta famelica di Conte ha contagiato il gruppo che da qui si autoalimenta per continuare a combattere, dominare, imporsi. È un gruppo di persone che lavora con dedizione, spirito di abnegazione, con consapevolezza delle proprie debolezze e con l’umiltà dei propri punti di forza. Gli altri, anche se tecnicamente alla pari o superiori, perdono perché non hanno questi ingredienti. L’autostima del gruppo, del mister, della società, dell’ambiente tutto, ha raggiunto picchi quasi impensabili e per la medesima ragione, le ambizioni della Roma hanno subito un brusco ridimensionamento. In fondo, i giallorossi tre gol in una gara sola non li avevano ancora presi. La Roma era imbattuta e aveva subito 7 gol in 17 partite. In una ne ha presi quasi il 50%. Il mister ha la capacità di caricarmi persino dal divano. Dieci trionfi di seguito come nel 1932. Il nono successo casalingo (su altrettante partite disputate), ma soprattutto la vittoria numero 16 in campionato, su 18 gare disputate. Con 49 punti (sui 54 disponibili!) conquistati e con un +8 proprio sui giallorossi, i bianconeri hanno conquistato il platonico titolo di Campioni d’Inverno con 90 minuti d’anticipo. E per la terza stagione consecutiva. Ricapitolando: in campionato il 70,21% di vittorie dal 2011 a ora, il 23,40% di pareggi, il 6,38 di sconfitte (una sola quest’anno, quella di Firenze dopo un primo tempo stradominato). Percentuali derivate da 94 partite, 66 vinte, 22 pareggiate, 6 perse. Un raffronto con Fabio Capello, già sorpassato: per il mascellato 69,74% di trionfi, 23,68% di pareggi, 6,58 di sconfitte. Più otto e vantaggio dilatato, ingigantito. Chi è abituato a vincere ha continuato a vincere, chi si sta attrezzando per riuscirci si è sgretolato prima sotto il profilo psicologico e poi sotto quello tattico. Alla Roma sono cambiate moltissime cose, la squadra è bellissima. Una cosa però, per ora, è rimasta uguale: quando si mette male si perde la testa. Vedi De Rossi. E la faccia. Vedi Totti. Della vittoria della Juve impressiona la consapevolezza della sua forza. Della sconfitta della Roma impressiona che al primo ko è disfatta. Per mentalità e gioco la Roma è la squadra che più si “avvicina” alla Juventus tra le altre. Ma non regge le pressioni. E questo è il male. Nonostante sia tecnicamente forte. Non ci sta che la Roma perda spesso la testa a partita compromessa, compromettendo così anche le successive. Vecchio vizio.

Partita studiata a tavolino, in allenamento. Atteggiamento Juve voluto e cercato da Conte, trasmesso e inculcato ai suoi giocatori. Tanta densità nella nostra area e ripartenze avversarie annullate. Tra il primo e il secondo tempo, però, ci sono state più intensità e meno errori da parte dei nostri e questi due cambiamenti hanno fatto la differenza. Per un tempo non avevamo mai visto la capolista giocare – in campionato – alla pari del suo avversario, persino prudente, quasi preoccupata di non prestare il fianco ai micidiali contropiedisti giallorossi. E’stato bravo Conte a preparare il match, a modellarlo sulle caratteristiche di chi aveva davanti, a frenare quando c’era da frenare, ad accelerare quando è stato possibile. Poi, una volta contenuta la furia giallorossa, non c’è più stata storia. Avesse osato, la Juve si sarebbe offerta proprio ai micidiali contropiedi giallorossi. La Roma, d’altronde, è una squadra che comunque non si sottrae a fare la partita se le si lascia spazio, ma le migliori vittorie le ha avute lasciando il pallino ad altri. Impacciati., infatti, col pallone tra i piedi: poche soluzioni offensive e reparti messo in ombra. Noi se c’è da fare la partita, la vinciamo, e siamo cinici se non la facciamo. Loro soffrono a farla con le piccole e con noi. Ma sono letali nel non farla con le grandi. E noi non glielo abbiamo concesso. Conte ha asfaltato Sassuolo e altre piccole. Garcia no. La Roma è dunque una squadra che se non ha spazi da attaccare o per allungare, perde tanto, nonostante giocatori molto tecnici. il possesso palla fine a se stesso ha messo in mostra pregi e limiti di un attacco che non ha saputo allargare le nostre maglie. Dall’altra parte, c’è stata la straordinaria capacità, maturità e duttilità della Juve di mutare atteggiamento e di vincere entrambi gli scontri diretti, col risultato di 3-0, ma giocando in due maniere diametralmente opposte. Il3-0 di oggi, infatti, è molto simile al 2-0 dello scorso anno contro il Napoli di Mazzarri allo Stadium, ma non al 3-0 di quest’anno contro il Napoli di Benitez. Da grande allenatore, quindi, Conte ha deciso per una volta di non fare la partita e da grande squadra, con umiltà, questi giocatori hanno deciso di seguire il mister e rinunciare alla solita manovra avvolgente. Tanta oculatezza nell’orchestrare le manovre offensive e squadra racchiusa in 35 metri, a muoversi mantenendo queste distanze, questo spazio, in questi pochi quanto efficaci metri quadrati, in fase difensiva. Ci sono molti modi di vincere e molti modi di perdere. E le due cose combaciano quando c’è dominio totale da parte di una sola squadra. Conte ha lavorato anche per Garcia costruendo alla perfezione la sconfitta della Roma, neanche al Bernabeu aveva lasciato così tanto spazio all’iniziativa degli avversari, sintomo che Conte intendeva vincere convincendo, questa volta, prima sul piano tattico che su quello del gioco. Il fine giustifica i mezzi e spesso, per Conte, i mezzi coincidono sempre col fine. L’input era quello di fare la Juve in fase di possesso palla, di limitare gli avversari con grande umiltà in fase di non possesso. E poi i giocatori, al di là degli schemi e delle tattiche. Tevez più di Totti. Pogba il vecchio, 20 anni pesanti e maturi come fossero 40, Pirlo il giovane, 34 anni leggeri e creativi come fossero 17. E tutti gli altri, che hanno fatto il solito, il massimo, il meglio. La Roma come un diesel nel primo tempo, la Juve come un turbo quando, alla prima occasione buona, ha ammazzato subito la partita.

Una Roma che sì ha cercato di giocarsela, ma è stata anche un po’ presuntuosa, visto il risultato. Ai romanisti, infatti, lasciamo la convinzione di essersela giocata alla pari. Il prepartita è cominciato con De Rossi che, qualche settimana fa, aveva affermato che: “Chi ci sta davanti in un momento particolare è stato fortunato con gli arbitri. Alcuni episodi che ci possono stare in un campionato, episodi che si pareggiano nell’arco di una stagione. E noi aspettiamo di pareggiarli“. Messaggi al sistema? Poi il Corriere dello Sport venne subito in suo aiuto e accese la sfida con le solite parole di Turone sbattute in prima pagina: “Turone accende la supersfida «La Juve ha sempre l’aiutino»”. Giornalismo degno della considerazione di cui gode all’estero. Poi Totti: “Roma più forte, vinceremo. Ma attenti, la Juve ha sempre l’aiutino”. Gli ha risposto prima Conte che, in conferenza stampa, non volendo alimentare tensioni pre-gara, interpellato su queste ultime dichiarazioni del capitano giallorosso, sull’insinuazione che “anche questa Juve riceva aiutini” ha risposto: “Ma sai, già potrei obiettare sull’ anche… Guarda, la prendo sul ridere perché è giusto che quando ci sono chiacchiere da bar, da tifosi, bisogna prenderla sul ridere e prenderla in maniera molto serena. Io dico che non ci sono delle risposte da dare a chi fa queste affermazioni. Anzi, io insegno ai calciatori, a chi lavora con me, a chi mi frequenta, che le risposte vanno date sempre sul campo, perché il campo rende giustizia sempre a tutto e a tutti. E dico che in due anni e mezzo il campo ha reso giustizia alla squadra più forte, in maniera anche molto netta e clamorosa alcune volte”. Poi Buffon, prima sul campo e poi ai microfoni, a fine gara: “Aiutino è la scusa di chi non vince mai”. L’unico aiutino che puoi avere, Francesco, e’ quello per salire sull’aereo e tornartene a casa o quello di Rizzoli che non concede recupero per evitare il quarto gol della Juve. Garcìa, poveretto, ha cercato di dare un colpo al cerchio e uno alla botte, forse perché ha capito l’ambiente nel quale si è ritrovato e, proprio in conferenza stampa, all’elenco dei precedenti Juve-Roma dei giornalisti, ha risposto: “Ma cos’è, un corso di storia?”. Ma continuiamo con la rassegna stampa. È il turno di De Sanctis: “Il sistema italiano rende i bianconeri assolutamente più forti. A partire dallo stadio, che è un grande vantaggio. Al di là del risultato, in più di noi la Juventus ha solo gli otto punti in classifica.” Lo ha detto nei giorni scorsi e lo ha ribadito a fine partita. Il Sistema di Morgan De Sanctis o, in altre salse, “Il Palazzo”, o “Il Vento del Nord”, che fa il gioco della Juventus attraverso diversi “aiutini”, che ha permesso alla Juventus la costruzione dello stadio e che implica sudditanza psicologica nei confronti dei bianconeri. Una dimostrazione? Naturalmente la debacle europea e gli arbitri che, in Europa, non subiscono sudditanza. Vedi Grafe in Real-Juve. Paolo Liguori addirittura delirante a Tikitaka, appoggia la “teoria” di De Sanctis e paragona il giallo di Chiellini del primo tempo col rosso di De Rossi e dice che su Castan il pallavolista c’è spinta e fallo. Tutto frutto del sistema, degli aiutini e della sudditanza dello Stadium, naturalmente. Due pesi e due misure di Rizzoli, insomma. Per fortuna che concludono i nostri, Bonucci e Barzagli, dicendo l’uno che “Le parole pre-gara? “Le lasciamo a loro, noi facciamo parlare il campo. Negli ultimi anni a Torino li abbiamo sempre dominati.”, e l’altro: “Ci sono state dichiarazioni che ci hanno fatto girare un po’ lo stomaco e quindi hai un po’ di carica in più quando scendi in campo. Comunque sono cose che fanno parte del calcio, nessuno si è offeso”. Eh vabbè, non sanno perdere. Però poi penso e dico, tra me e me: “Ma che m’importa, se allo stadio c’era David Trezeguet…”

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V’avemo sdrajato.

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Articolo di Alessandro Magno

 

Per noi era una festa, era il ritorno a casa di uno dei nostri figli prediletti Re David Trezeguet. Anzi due, perchè allo stadio c’era pure Moggi in tribuna. Grande cosa quest’ultima. Anche se non una visita ufficiale un buon primo passo. Grandissima ed emozionante invece quella di Trezeguet.

Si vero c’era pure Juve – Roma devo dire ci pensavamo, ma poi neppure più di tanto. Per i romanisti al solito era una guerra, l’hanno caricata cosi tanto di sginficati inutili che alla fine gli sono saltati i nervi. Dichiarazioni fuori luogo prima durante e pure dopo la partita. Vedi il delirante De Sanctis. Ne mandano uno alle interviste dopo aver perso sonoramente e ci mandano quello che ha l’italiano di Cassano e i pensieri che si picchiano fra di loro nel cervello di Balotelli. Morgan poraccio sei stato una vita a Napoli ora a Roma se capisce t’hanno riempito la testa de chiacchiere. D’altronde le chiacchiere sono il loro pezzo forte.
”La Juve l’aiuta il sistema”. ”Lo stadio alla Juve gliel’ha costruito il sistema” er complotto si capisce. Infatti il sistema ci ha mandato in B con una farsa, mentre alla Roma che sarebbe fallita da secoli il sistema, non solo gli ha permesso di spalmare i debiti, ma gli ha permesso pure di essere acquistati da una banca. Credo unico caso nel mondo. Fra l’altro negli ultimi venti anni solo una volta la Roma si è giocata lo scudetto con la Juve e guarda caso ha vinto la Roma. Fra l’altro il sistema fece un cambio di regolamento sull’utilizzo degli stranieri che permise alla Roma di utilizzare Nakata proprio prima di Juve – Roma. Cambio di regolamento a campionato in corso. Anche questo non s’era mai visto. Il sistema Juventino che non ti aspetti. Fra l’altro nelle uniche altre occasioni che la Roma s’è giocata lo scudetto, e sempre contro l’Inter, sono sempre stati ampiamente penalizzati e derubati a piene mani. Ma a loro sta bene così. C’ hanno l’odio pe la Juve e basta, mica cazzi!

Ma torniamo a noi. Il Corriere dello Sport non si è risparmiato con titoli fuoriluogo, discutibili, direi di cattivo gusto. Toni esageratamente esasperati, finanche violenti. Un giornale che fa del terrorismo mediatico. Un direttore che è una vergogna per tutto il giornalismo italiano. Perere mio personale. Un direttore che diventa tifoso di ogni squadra che più o meno rappresenta il giornale che va a dirigere. Che già il diventare ”tifoso” per un giornalista è sconcio, ma la prostituzione, intellettuale e non, è pure peggio. E’ deontologicamente vergognoso. Il Corriere dello Sport dicevo , pur di vendere qualche copia in più non s’è preoccupato minimamente di caricare un ambiente già carico di suo. Poi la gente s’ammazza negli stadi. La Roma che è l’ennesima squadra che sente la partita con la Juve come ”la rivalità” per eccellenza, forse ancora più accesa che con i laziali. Rivalità che non ha modo di esistere come detto tanto è l’abisso fra le due compagini. Una squadra che ha meno scudetti del Bologna e della Pro Vercelli. Stessa malattia dei napolisti.

Cosi si sono lanciati in anatemi e previsioni sconceretanti, una totale mancanza di umiltà e di buon senso e anche di sano realismo: ” Nnamo a vince”, ”Ve sverginamo lo stadio”, ”v’asfaltiamo”. Non gli bastava neppure vincere venivano a stravincere. Che poi questa è stata una malattia che non ha colpito solo i tifosi da Bar, ma anche qualche più o meno VIP, vedi Di Livio, per cui la differenza in classifica era frutto di sviste arbitrali. Infatti s’è visto sul campo la differenza in classifica. Per non parlare dei zombie come Turone che rilasciano sempre la stessa intervista da 30 anni nonostante anche Sassi ha dichiarato che quella moviola fu manipolata per ”fare” la notizia. Non ci stanno. E che dire di Pruzzo e dei 10 punti di distacco che la Roma avrebbe dato a tutti in poco tempo. Nessuno ha ricordato che la Roma aiutini ne ha avuti  contro l’Inter, il Napoli ( rigori inesistenti), contro il Toro ( mani di Balzaretti in area), che la stessa ha fatto cagare contro il Sassuolo, che ha vinto immeritatamente contro l’Udinese. Tutta una serie di concause dovute alla sorte che fan si che si trovassero primi ( o secondi) sicuramente meritatamente, ma senza che fossero sto neo Barcellona de noi altri. E vedansi dichiarazioni a cazzi di sua nullita ” non vinco mai n’cazzo” Francesco Totti, per cui loro presi a uno a uno sono più forti dei nostri….. si a briscola magari!  Cosi De Santis è più forte di Buffon ( hai visto mai) Strootman ( ieri inesistente) più forte di Vidal , Ljajic e Pjanic ( altri due morti viventi) più forti di Tevez e Llorente, Gervinho (ieri si scartava e cascava da solo) meglio di Pelè. Benatia e Castan i migliori difensori del mondo. Infatti uno ha sulla coscienza il primo gol e l’altro gli altri due. Effettivamente direi che presi a uno a uno… A uno a uno presi per il culo.

Tanto han parlato de ”il sistema”, de ”a federazione”, de ”er comprotto” che sono riusciti a partorire pure la designazione. Si son portati l’arbitro: Rizzoli. L’unico arbitro con cui la Juve  riesce quasi ad avere uno score  di parità fra perse e vinte. Roba seria visto che in Italia la Juve negli ultimi anni perde pochissimo. Ci han mandato Rizzoli apposta quelli del sistema…. per sitemarci. Purtroppo la Roma ha fatto cagare. Dopo un buon primo tempo ha iniziato a squagliarsi dopo il primo gol e s’è definitivamente liquefatta sul secondo. Anzi Rizzoli non ha potuto far a meno di mostrare due rossi ineccepibili a De Rossi e Castan , nonostante risparmi di un altro rosso Ljaic, come aveva gia risparmiato Totti di un giallo sacrosanto per una stecca volontaria a Bonucci. A proposito di Totti: a Torino nun s’è visto pe ‘gnente. Uscito degnamante dallo Stadium accompagnato dalla standing sfanculation di tutti i tifosi. Parla di meno prima delle partite Francè che fai più bella figura.

A come so stati boni a parlà sti romanisti. Umiltà questa sconosciuta. Infondo non era la partita fra noi che siamo i bis campioni d’Italia e loro che non vincon una mazza da una vita no? Loro che l’anno scorso ( come l’anno prima ) hanno fatto ridere tutti e non si sono qualificati nemmeno per l’Europa. No eravamo noi secondo loro che in casa nostra dovevamo tremare perchè arrivavano loro. Prima leoni e poi cojoni. Prima: ”Occhio ca arivamo”, dopo : ”Mejo se se ne ritornamo”. V’avemo magnato a mozzichi. Si salva solo Garcia; se nel fra tempo non lo fate romanizzà del tutto .

 

Juventus – Roma 3-0. Sintesi.

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