Elettroencefalogramma piatto

 

Juventus’ midfielder Cristiano Ronaldo reacts during the Italian Serie A soccer match between ACF Fiorentina and Juventus FC at the Artemio Franchi stadium in Florence, Italy, 25 April 2021. ANSA/CLAUDIO GIOVANNINI

 

Articolo di Alessandro Magno

 

La squadra è piatta e il suo mister non sa che pesci prendere. Ultima trovata la difesa a 3 con annesso trequartista a 5 giornate dalla fine. Credo che di queste porcherie non ne ho viste neppure in terza categoria. Una difesa a 3 non si improvvisa. Cambiano meccanismi, marcature, linee di passaggio. Inoltre i moduli a 3 normalmente non prevedono trequartista men che meno Ramsey. Altro errore il gallese che ormai è un oggetto misterioso da smaltire al più presto. Questo ragazzo non può giocare nella Juve men che meno con Rabiot. I due in campo hanno la stessa grinta di un canarino. Bentancur, che non è una cima, almeno ha la grinta e vicino avrebbe bisogno di giocatori veri. Schierare oggi Rabiot e Ramsey insieme a Firenze, in una città dove aspettano la Juve come aspettano una guerra, significa non capirci un acca. Ma se tutto il male sembrava già fatto aggiungerei la sostituzione di Dybala con Kulusevski alla fine del primo tempo lasciando ancora a Ramsey ulteriori minuti quando l’unica sostituzione per poter vincer la partita era quella di togliere il gallese per Morata giocando, almeno fin quando l’argentino poteva, con il tridente. La Juventus lancia segnali scoraggianti. 8 punti nelle ultime 6 partite. 1 trasferta vinta nelle ultime 6. 10 partite di fila che la Juventus subisce almeno un gol 11 se si conta Juve Porto. L’ultima partita con la porta inviolata è stata Juventus Spezia del 2 marzo e siamo a fine aprile. Ci siamo anche fatti raggiungere dal Napoli. Urge un elettroshock.

Il tempo stringe il Napoli è passato a Torino ed oggi ci insidia per questa qualificazione. Occorre agire prima che sia troppo tardi. La barca sembra lanciata ormai senza più timone contro gli scogli e non si può far finta di nulla continuando a suonare l’orchestrina come sul Titanic. Mi spiace. Pensavo che contro l’Atalanta, dove avevo visto una squadra ordinata, fosse il preludio per un finale di stagione sugli scudi. Sbagliavo. I punti persi malamente contro Torino, Fiorentina e Benevento ( 7 punti buttati su 9 disponibili) stanno pesando in modo esponenziale. Senza contare tutti i punti dilapidati prima. Ora non c’è più tempo. Pirlo non si può più salvare e non sarebbe logico affondare tutti insieme per salvare lui, che ormai è chiaro non sarà l’allenatore della Juventus neppure l’anno prossimo con l’eventuale qualificazione in Champions. Non potrebbe esser che così. Non ha dimostrato nulla e il suo calcio non si è mai visto. Inutile insistere.

Opzioni possibili : l’opzione migliore sarebbe sicuramente quella che alla Juve arrivasse l’allenatore che è stato scelto per l’anno prossimo. Ovviamente questo è uno scenario percorribile solo nell’eventualità il prescelto fosse un allenatore libero subito (Allegri, Spalletti). Nel caso in cui invece per l’anno prossimo fosse stato scelto un mister attualmente impegnato (Mancini, Gasperini) allora bisogna fare con quello che si ha in casa. A questo punto le opzioni sono due. Sarri che è ancora a libro paga, ma Sarri dopo che è stato trattato come è stato trattato potrebbe accettare di allenare la squadra per 5 partite? E soprattutto con quale spirito e interesse lo farebbe dato che sicuramente non sarebbe lui l’allenatore dell’anno prossimo? L’altra opzione è Tudor, che però ha rinunciato ad allenare in patria per venire a fare il vice di Pirlo anche lui ben sapendo che fra 5 giornate comunque sarebbe messo alla porta a meno che il nuovo mister non lo voglia come vice. Improbabile. La Juventus si è messa con molta presunzione in un ginepraio da dove è molto difficile uscire. Non ci sono buone sensazioni oggi e il calendario si è fatto difficile visto che le partite più facili non sono state vinte. Dimenticavo c’è una quarta opzione. Pregare. Per chi ci crede.

  1. luigis

    Non è come dici, la Juve finora è stata testa di serie nei gironi di CL perchè vince il campionato italiano da 9 anni, mentre il 4° posto nel ranking europeo raggiunto nel 2018 sopratutto per merito dei punti conquistati sul campo dalla Juventus, ha permesso all’Italia di avere l’accesso diretto di 4 squadre aila Champions con più soldi a disposizione delle squadre partecipanti.
    Se parliamo di vantaggi credo dunque che a beneficiarne, oltre che dal lato sportivo sopratutto da quello economico, siano state proprio le terze e quarte classificate delle ultime 3 stagioni.

    • L’accesso diretto di 4 squadre l’ha permesso anche la riforma della Champions del 2018. Per non beneficiarne avremmo dovuto combinare proprio un disastro ed essere superati dalla Francia nel ranking.
      Comunque speriamo di poterne beneficiare noi quest’anno del quarto posto…

      • Da Marco Barzizza
        Pubblicato il 26/08/2016 A 11:47 GMT+2 | Aggiornato 26/08/2016 A 14:42 GMT+2

        Un bel regalo all’Italia da parte dell’Uefa. Dal 2018 si qualificheranno alla Champions League le prime quattro squadre classificate dei primi quattro campionati europei. A guadagnarci, mantenendo questa situazione di ranking, sarebbe proprio la serie A, quarta.
        Qualche giorno fa vi avevamo parlato della possibilità che i meriti storici diventassero pregnanti nella composizioni degli elenchi delle partecipanti alla massima competizione europea, oggi ne sappiamo qualcosa in più. Saranno importanti, ma solo relativamente ai premi per i grandi club, che aumenteranno proprio in base alla storia degli stessi. Non garantiranno però la qualificazione. Per quella “basterà” arrivare tra le prime quattro in campionato, senza che nessuna di queste debba passare attraverso preliminari o playoff. Scendere al 5° posto vorrebbe dire avere due sole squadre sicure in Champions e una ai playoff. Un modo per avere più formazioni dei campionati migliori (16, il 50%); mentre per le altre è ancora da definire il metodo di qualificazione: quante attraverso i playoff e quante dall’Europa League (sicuramente la vincente approderà in Champions senza turni intermedi).

      • Ilsole24ore 28 settembre 2017
        Datasport

        “L’Italia dopo sette lunghissimi anni è riuscita a ritornare sul gradino più basso del podio nel Ranking UEFA sorpassando i rivali tedeschi, grazie alle tre vittorie su tre partite di Juventus, Roma e Napoli e le altrettante sconfitte di Bayern Monaco, Borussia Dortmund e Lipsia nella seconda giornata di Champions League. Era dai tempi del Triplete dell’Inter di Mourinho che l’Italia non raggiungeva il terzo posto in classifica. Sono stati anni duri, durante i quali il nostro calcio non è più riuscito a vincere niente, raggiungendo al massimo due finali poi perse con la Juventus. La retrocessione al quarto posto ha causato anche la perdita di un club in Champions: soltanto due le squadre ai gruppi più una, spesso eliminata, ai playoff.”

        Italia scivolata poi al 4° posto a causa delle ripetute figuracce in Uefa League, 4°posto che per ora non è discussione ma attenzione ai francesi perchè semifinale della Roma a parte, quest’anno il “raccolto” delle italiane in Europa sarà decisamente magro.

        • Appunto Gioele,
          È quello che dicevo. Con la riforma sano stati garantiti 4 posti ai primi 4 Paesi. Avremmo dovuto fare peggio della Francia per non averlo, cosa difficile. Anche restando dietro alla Germania li avremmo avuti.
          Per questo l’articolo parla di bel regalo all’Italia da parte della UEFA.

          • Kris

            Nella stagione 2011/12 l’Italia aveva chiuso al 5° posto del ranking , nel 2012/13 era addirittura scivolata al 6° posto dietro Spagna, Germania, Inghilterra, Portogallo e Olanda, nelle stagioni successive ha effettuato il controsorpasso su Portogallo e Olanda tornando ad occupare il 4° posto.
            Dunque ricapitolando, condiserato che la riforma Uefa del 2018 prevede l’accesso diretto di 4 squadre delle 4 Nazioni che occupano i primi 4 posti del ranking, tu cosa pensi che sia accaduto dopo il 2013 per permettere all’Italia di arrivare in orario per attaccare le 4 carrozze nostrane ai primi 4 vagoni del treno europeo?

            • Che io sappia l’Italia non è mai scesa sotto il quarto posto. Nel 2010 era terza, poi è stata sempre quarta fino al 2018 che è tornata terza.

              • “La classifica del quinquennio 2008/09-2012/13 vede in prima posizione la Liga spagnola, che ha scavalcato la Premier inglese. Al terzo posto la Bundesliga tedesca. L’Italia è in quarta posizione, staccata anni luce dalle tre nazioni di testa.La serie A è ormai tallonata da Portogallo e Francia, rispettivamente in quinta e sesta posizione.

                1. Spagna 73.329 (7/7)
                2. Inghilterra 69.320 (7/7)
                3. Germania 64.043 (7/7)
                4. Italia 51.731 (6/6)
                5. Portogallo 50.001 (6/6)
                6. Francia 49.083 (6/6)

                La classifica della stagione 2012/13 limitata alle squadre che occupano le prime sei posizioni nella classifica del quinquennio vede in prima posizione la Liga spagnola che precedela Premier inglese. Al terzo posto la Bundesliga tedesca. L’Italia scivola in quinta posizione, superata dal Portogallo. Francia in sesta posizione.

                1. Spagna 2.982 (7/7)
                2. Inghilterra 2.785 (7/7)
                3. Germania 2.357 (7/7)
                4. Portogallo 2.583 (6/6)
                5. Italia 2.000 (6/6)”

                E’ evidente che visti questi dati le tue informazioni non coincidano con questi che ben inteso non sono numeri inventati dal sottoscritto ma frutto di accurata ricerca nel web che volendo e armati di un pò di pazienza chiunque può trovare.

            • considerato che..

  2. Non credo che cambiare allenatore ora possa garantire l’accesso alla Champions, tanto più che con la sconfitta del Milan contro la Lazio, la Juve resta comunque quarta in classifica almeno fino allo scontro diretto contro i rossoneri che credo basterà anche pareggiare, non penso neppure che Allegri o Spalletti possono essere la soluzione al problema, alla Juve l’anno prossimo servirà altro per tornare ad essere competitiva, sempre che, ammesso che arrivi fra le prime 4, all’ultimo momento non decidano per qualche motivo di penalizzarla in classifica per estrometterla dalla CL.

    • Alessandro Magno

      La Lazio ha una partita in meno se la vince ( col Toro ) è a 2 punti. Con 15 punti a disposizione potrebbero finire fuori dalla Champions sia il Milan che la Juve.
      Nessuno può garantirti nulla nemmeno la permanenza di Pirlo, si tratta di capire se dobbiamo andare al patibolo come stiamo andando sperando nella fortuna o provare a fare qualcosa per dare una scossa.

      • Vero anche questo, ma quella squadra del Cairo che hai nominato rischia di retrocedere e farà di tutto per non perdere e ti assicuro (o almeno lo spero) che la Juve a Udine vince perchè diversi giocatori non vogliono Tudor in panchina al posto di Pirlo.

  3. Ben
    Altre volte è successo di cambiare in corsa anche a 2 partite dalla fine.
    Quindi non credo ad una eventuale ritorno di Allegri libero oppure alla prima venuta di Spalletti.
    Credo invece ad un nuovo allenatore all’inizio del prossimo campionato.
    Mi auguro solo che sia un allenatore che firmi il contratto dopo accordi presi come ad esempio la cernita degli attuali giocatori in rosa e chi secondo lui faccia bene al suo gioco da comprare.

    Non voglio essere pessimista e spero finisca questa annata almeno “bene”.

    Buongiorno ☕

    • Alessandro Magno

      Io mi auguro invece proprio il ritorno di Allegri perché è quello che serve. Eviterei un altro allenatore anche perché non possiamo permetterci un allenatore di grido.

      • Si Ben, ma se fosse lui già avrebbero sostituito Pirlo…per questo dico che non sarà Allegri.
        Altrimenti che cazzo stanno aspettando?

        • Alessandro Magno

          Non lo so. Leggo oggi se perdiamo a Udine squadra a Tudor. Se perdiamo a Udine è tardi

        • Barone credo che se fosse, Allegri non abbia alcuna intenzione di prendere una squadra che a 5 giornate dalla fine rischia di restar fuori dalla Champions o eventualmente quello di venir estromessa all’ultimo momento con una penalizzazione in classifica (Perugia è a un tiro di schioppo dai Palazzi romani) per la vicenda SuperLega.

          • Gioele non è neanche quello di rimanere fuori dalla Champions che non farebbe venire Allegri.
            Da qualche parte ho letto che abbia preso già accordi per venire a Torino.
            Ripeto, fosse vera la notizia Allegri finita la partita di Firenze dopo 2 ore stava già alla Continassa.

  4. CHE GIORNO È CHE ANNO È

    Fino ad un paio di anni fa Marotta era uno della ‘ndrangheta che aveva il controllo dei biglietti, aveva il controllo delle squadre amiche e pure la stampa. Oggi è un ottimo Dirigente.

    Una volta eri bravo fino al confine, oggi è un allenatore top dei top. Ma pure de più.
    Non è più quello che si vendeva le partite e non gli si dice più ex dopato.
    Se in coppa fa cagare e però vince lo scudo era una giusta strategia per riposare e preparare meglio le partite.

    Oggi se e altre si presentano con 3-4 giocatori in meno, annullano goal alle altre e non ti danno nemmeno un rigore contro non stai facendo un gioco del catzo ma miri al risultato e lele adani non rompe più manco li cojoni.

    Buona giornata

  5. I TRE DEL ROSARIO: MIMÌ COCÒ E CACHEC’OCATZ

    I tre centrali più forti…almeno 2 una volta tanto tempo fa.

    Pare che Pirlo abbia scelto all’ultimo minuto di giocare a tre causa indisponibilità di Danilo per un problema all’adduttore per una botta presa contro il Parma.
    Aveva pensato, forse, che con quei sarchiaponi la dietro avrebbe sguinzagliato tra le fila viola sia Cuadrado che Alex Sandro.
    Invece dalle retrovie non è partito un lancio uno che sia uno nelle vicinanze di un nostro giocatore.

    Ramsey e Rabiot hanno fatto il resto.
    Punto è a capo si riparte per la Champions.
    Si però dalle alte sfere facessero sapere prima se eventualmente ne potremmo far parte.

    Saluti.

  6. Alla mia Juve
    Cadere fa parte del percorso.
    Inciampare,barcollare,farsi male.
    I lividi,i ruzzoloni,l’incertezza,è tutto lì:tutto lungo la via.
    Non c’è una strada giusta o sbagliata,c’è la tua,ci sono le coordinate che scegli tu,c’è la bussola delle sensazioni,dei passi falsi,di quelli certi,di quelli che ,se avessi saputo….
    Quello che conta mentre vai è non perdere di vista dove vuoi arrivare.
    Fermati se è necessario,che sia per un sospiro o per una sosta più lunga.
    Sei tu che decidi.l’unica cosa che conta è non tornare indietro. MAI.

  7. Benedetto, come sai adoro Allegri ma allo stesso tempo non piacciono i ritorni: quindi spero di no. Se ovviamente ritornerà, avrà il mio incondizionato appoggio come ho sempre dato ad ogni allenatore, nessuno escluso. Ma il mio appoggio incondizionato conta meno di zero come quello di ogni tifoso. Se sarà Allegri o qualcun’altro, l’ importante che abbia l’appoggio totale della società. L’importante è che appoggi ogni scelta suggerita dall’allenatore. Che sia qualche ritocco o rifondazione. Che mandi via, a costo di regalarli, tutti quei giocatori che l’eventuale nuovo allenatore dirà: “non mi serve”. Chiunque esso sia senza esclusione di nomi.

    • Clap clap clap Miki. La penso esattamente come hai scritto . Quando la Juve cade, si risolleva sempre più forte di prima.
      Già è un anno da schifo e sta vincendo l’avversaria che ci fa più schifo di tutte, ergo se non entriamo neanche in Champions non me ne frega neanche più di tanto. Pensiamo al futuro fiducioso.

  8. Ben,
    Credo stiano cercando di evitare l’esonero visti i rapporti di amicizia.
    Ma nel caso decidessero credo che l’unica soluzione sarebbe interna, con Tudor che è quanto di più simile ad un allenatore che si possa trovare alla Continassa.

  9. Anvedi la Christillin che dichiarazioni. Io invece una così la vorrei in società.

    • Io non più Germano. Era buona ai tempi dell’Avvocato, ora molto meglio questi giovani rampanti, sono ben preparati sanno dove vogliono arrivare
      . Ma se mi avessi promosso la Diletta, ti avrei appoggiato .😉

  10. Corre voce che il rapporto tra Pirlo e Tudor sia ai minimi termini. Pare che il “vice” sia stato emarginato dai collaboratori di Pirlo perche vede il calcio diversemente.
    Fosse vero ci sarebbe da mettersi le mani nei capelli per l’operato della società. Cioè, non solo azzardano su uno che non aveva mai allenato, ma gli mettono come vice uno con vedute differenti.🤦🏻‍♂️

    • Kris, magari si capissero le “vedute” sia dell’uno che dell’altro …
      Perché sul campo si vede solo “pascolo brado” 😅

    • Il calcio diverso di Tudor è quello visto a Firenze vale a dire la difesa a 3 (poi abortita nella ripresa) che è uno un marchio di fabbrica del tecnico croato, ragione per cui la spaccatura più che con i collaboratori di Pirlo è con alcuni dei giocatori che non apprezzano quel modulo di gioco, come palesemente dimostrato dal 1° tempo di Firenze.

    • Ma infatti non è questione di propendere per l’uno o per l’altro, anche perché ancora non si è capito che tipo di calcio si voglia fare, ma almeno si poteva mettere lì gente con vedute simili…

  11. Alessandro Magno

    Mondo Calcio di Ben Croce del 27.04.2021
    https://studioblue.altervista.org/
    17:15 on air

  12. Damascelli sostiene che tudor è uomo della società che lo ha voluto come garante nello spogliatoio tant’è che si è dovuto sborsare 500mila euro per liberarlo. Se come dice Gioele la difesa a tre è un suo marchio di fabbrica mi sembra che l’avvicendamento sia passare dalla padella alla brace. E’ fuori dubbio che pirlo è in completa confusione come testimonia la formazione di firenze, la champions è troppo importante per potergli salvare il culo, quindi ben venga un vero allenatore che sia spalletti o il ritorno di allegri. Si riprenda anche sarri dandogli mandato per un altro anno.

  13. Gioele, questa é l’evoluzione 2008/2018 (UEFA.com)

    Analizziamo in dettaglio i cambiamenti che nell’ultimo decennio hanno caratterizzato il ranking UEFA coefficienti club per paese, in modo da scoprire com’è maturata l’attuale configurazione che vede Germania, Inghilterra, Italia e Spagna (citate in ordine alfabetico) ricoprire le prime quattro posizioni che danno diritto a quattro squadre in UEFA Champions League.

    Dieci anni di ranking UEFA coefficienti club per paese: l’evoluzione

    1ª pos 2ª pos 3ª pos 4ª pos 5ª pos 6ª pos 7ª pos 8ª pos 9ª pos 10ª pos
    08/09 ENG ESP ITA GER FRA RUS UKR NED ROU POR
    09/10 ENG ESP ITA GER FRA RUS UKR ROU POR NED
    10/11 ENG ESP GER ITA FRA POR RUS UKR NED TUR
    11/12 ESP ENG GER ITA POR FRA RUS NED UKR GRE
    12/13 ESP ENG GER ITA POR FRA UKR RUS NED TUR
    13/14 ESP ENG GER ITA POR FRA RUS NED UKR BEL
    14/15 ESP ENG GER ITA POR FRA RUS UKR NED BEL
    15/16 ESP GER ENG ITA POR FRA RUS UKR BEL NED
    16/17 ESP ENG GER ITA FRA RUS POR UKR BEL TUR
    17/18 ESP ENG ITA GER FRA RUS POR UKR BEL TUR

    L’ANALISI:

    • Nelle ultime dieci stagioni, sono otto le nazioni sempre presenti nella top ten del ranking UEFA coefficienti club per paese: Francia, Germania, Inghilterra, Italia, Portogallo, Russia e Spagna (elenco in ordine alfabetico)

    • La Spagna ha conquistato il primo posto nel 2011/12 e lo occupa saldamente da sette stagioni consecutive.

    • L’Inghilterra, che nel 2008/09 era in vetta, è scivolata fino al terzo posto nel 2015/16, prima di riguadagnare la seconda piazza la scorsa stagione.

    • Nelle ultime dieci stagioni, il primo posto nel ranking è sempre stato appannaggio di Inghilterra o Spagna.

    • Dopo sette annate in quarta posizione, l’Italia ha scavalcato la Germania al terzo posto in questa stagione.

    • Numerose nazioni che nell’ultimo decennio hanno fatto la loro apparizione nella top ten hanno perso notevolmente terreno: la Romania, ottava nel 2009/10, è attualmente 20esima; la Grecia, decima nel 2011/12, è attualmente 15esima; l’Olanda, ottava nel 2008/09, è attualmente 14esima.

    PS. Nell’incollare le linee si sovrappongono m aé spiegato che l’Italia é stata 3ª o 4ª

    • Kris

      Da questo quadro dettagliato per nazione si può vedere come il totale dei punti conquistati dalle squadre italiane dal 2008 al 2012 di 64.147 punti al termine del quinquennio permettono all’Italia di mantenere la 4a posizione del ranking. Dal 2013 fino al 2018 con 76.249 punti l’Italia non solo scavalca la Germania piazzandosi al 3° posto ma tiene a debita distanza Portogallo e Francia. Detto questo veniamo al punto, fra chi suddiviso il merito dei 13.102 in più rispetto al quinquennio precedente in cui c’è stata per altro la vittoria del 2010 dell’inter, considerato che nella stagione 2015/16 con Juve e Roma eliminate agli ottavi di Champions (della Uefa League meglio non parlarne) il punteggio complessivo dell’Italia è stato di poco superiore a quello di Francia e Portogallo.

      • sono 12.102 i punti conquistati in più e non 13.102 dal 2013/14 al 2017/18.

      • Gioele,
        Certo che la Juve contribuisce a risuperare la Germania nel 2017. Ma a effetto di squadre che portiamo in Champions non cambia nulla perché ne avremmo portate 4 comunque anche stando dietro la Germania, grazie alla riforma della UEFA.
        Il dato positivo é che negli ultimi anni si é consolidato il distacco con quelle che stanno fuori dai 4 posti.

        • Kris

          La questione è più complessa di quanto dici, nel 2012 cambiarono i criteri di assegnazione del numero di squadre e l’Italia che aveva perso posizioni nel ranking… in questo articolo è spiegato bene cosa accadde:
          https://www.tempi.it/ranking-uefa-la-germania-supera-litalia-la-francia-incalza/

          In quest’altro invece è spiegato come e perchè l’Italia, grazie anche ai risultati ottenuti sul campo sopratutto dalla Juventus, è tornata ad avere la possibilità di iscrivere direttamente 4 squadre in Champions League, a partire dalla stagione 2018/19:
          https://www.calcioefinanza.it/2016/08/24/riforma-champions-league-4-squadre-italiane-uefa-annuncio-ufficiale-dopodomani/

          • Gioele,
            Ma si parla di successo politico di Juventus e Milan. Che non hanno spinto per la riforma per favorire club come l’Atalanta o chicchessia ma per rendere sempre piú sicura la loro partecipazione.
            Dopo la riforma, essere il terzo o il quarto Paese non cambia nulla , l’importante é non essere il quinto. La Juve ha contribuito a questo, ma per il suo interesse, mica per le altre squadre.
            Quella riforma va nella stessa direzione degli interessi della superlega, garantire introiti sicuri ai top club dei principali campionati. Ma essendo una riforma fatta nell’ambito dell’UEFA non poteva essere drastica come la Superlega dovendo comunque essere figlia di un compromesso.
            Ora ci fa comunque comodo, perché abbiamo la possibilitá di entrare in champions da quarti classificati. É principale il timore dei top club quello di sbagliare un’annata e non poter prendere i soldi della champions. Non é che siano dei Robin Hood che guadagnano ranking per favorire l’Atalanta di turno.
            Anzi, la loro speranza é che la classifica di serie A dica sempre Juve, Milan, Inter e Roma nelle prime4.
            Le altre cercano di intrufolarsi, ma quando ce la fanno é perché se lo sono sudato sul campo, non devono secondo me ringraziare nessuno in particolare.

  14.  GIÙ LE MANI DALLA JUVE

    In questo momento in cui l’attenzione è stata catturata dalla SuperLeague, nella concitazione degli eventi sono venute meno quelle “carinerie” destinate a nascondere una realtà non propriamente idilliaca.

    Il 19 aprile, nell’edizione cartacea della Gazzetta Dello Sport, abbiamo letto questo passaggio sull’inter: «…O quelle riguardanti gli stipendi arretrati dell’inter, con il club alla ricerca di complicati accordi con i dipendenti e le istituzioni per dilazionare al prossimo anno queste mensilità o addirittura, si sussurra, di chiedere di rinunciare a premi e parte degli emolumenti.
    Che strano il calcio italiano, dove c’è chi paga puntualmente e rischia di retrocedere, come il Parma, e c’è chi sta per vincere uno scudetto, ma non chiude i conti alla fine del mese». Ah, allora lo sapete, vero?

    Il 25 aprile Repubblica, sempre in merito alla situazione dei conti nerazzurri, scrive questi passaggi: «L’inter, in caso di uscita dalla Super League, potrebbe essere esentata dal pagamento di penali.
    Al momento della costituzione, infatti, non aveva avuto ancora il via libera formale dai creditori e stakeholders necessario per aderire al progetto, e non ha completato la procedura di iscrizione».
    Ed ancora: «La Figc ragionerà anche sull’introduzione di regole più stringenti sulla spesa e sulla sostenibilità finanziaria da parte dei club (rendendo non più ammissibili crisi di liquidità spinte come quella dell’inter di questo inverno)» .

    È stata anche pubblicata da Affariitaliani.it l’analisi di un banker londinese sui ricavi della squadra nerazzurra da quando Suning ha preso il controllo. L’inter ha generato flussi da sponsor regionali pari a 300 milioni definiti «di dubbia natura» che sembrano non aver una spiegazione logica se non il tentativo di eludere il fair play finanziario.

    In questo contesto la FIGC approva una norma ad hoc che permette all’inter di trovare accordi con i tesserati per dilazionare gli stipendi e contestualmente la società rinegozia i termini dei pagamenti degli acquisti da calciomercato. Una situazione che sembra al limite del sostenibile dove l’unico intervento della FIGC è stato quello di favorire il prendere tempo, non certamente trovare un correttivo.

    Visto che si è tanto parlato di etica e di veri valori dello Sport, proclamare campione d’Italia una squadra che sta gareggiando senza rispettare i medesimi impegni delle altre partecipanti, non è un affronto per quel calcio educativo che tanto vogliono proporre ai bambini? Ed in questo contesto, la cenerentola Atalanta, che oggi è seconda in classifica, non è ancor più penalizzata da queste inadempienze che non dalla Super League dove comunque avrebbe potuto avere accesso per merito?

    Il problema di fondo di questo sport, oramai marcio, è che in primo piano ci sono solo gli interessi dei singoli, che siano poltronati FIGC o presidenti di società.
    La visibilità fa da megafono a finti perbenisti che mantengono i loro cari privilegi. Ne prendiamo atto un’altra volta.

    E venne il tempo dei limoni neri.

  15. Ma alla fine Pirlo resta o no?

    Si perché poi, è vero che la stagione per me è finita contro il Porto ed il resto è stato un riempitivo, ma è anche vero che ci sono ancora 5 partite da fare.

    5 partite per centrare la CL, dove a quanto pare le minacce di Ceferin si ridurranno, ad una multa, e ad una squalifica per i dirigenti dei 12 club rivoltosi, cioè niente.

    5 partite prima di vedere nascere una Juve che mi aspetto molto diversa da quella attuale, perché sostanzialmente, quella di oggi non è più la Juve ed anche dai commenti dei tifosi, vedo i miei fratelli non più bianconeri.

    Perché non è più la Juve?

    Intanto perché nella Juve la società comanda, poi c’è l’allenatore, poi ci sono i giocatori che ubbidiscono, e questo non è più.

    Arriva Sarri, i giocatori non hanno un buon rapporto con lui e vanno dalla società e la società li ascolta.

    Arriva Pirlo, ed a fine stagione i giocatori vanno dalla società e dicono che così non va.

    Ed intanto i tifosi, i fratelli si esaltano per Chiesa! Avessi detto Alex, avessi detto Roberto, avessi detto Michel, ma cosa siamo diventati il Toro? Ciesa è un bravo giovane che ci mette l’anima, che corre per 4 ed ancora di più, ma non è il classico giocatore da Juve. Quelli che fanno il tornante e ti fanno vincere le coppe, sono stati Mauro, Boniek, Del Piero all’epoca di Vialli e Ravanelli.

    Insomma altra cosa altra Juve.

    Ma ora ci sono 5 partite da vincere per chiudere da Juve, per non essere paragonati a quella cosa di Del Neri creata da Marotta. Per non essere paragonati a tutti quei bidoni, che ne facevano parte. Si c’erano anche loro, quelli che vanno a parlare in società a lamentarsi degli allenatori, e che sarebbe ora cambiassero aria.

    Seppur con tanti abbracci e lacrimuccia.

    • Luca il problema è che se i giocatori vanno dalla società e questa li ascolta vuol dire che l’allenatore manca di doti da comandante e di personalità. Io spero che ci sia un avvicendamento perché la vedo dura arrivare tra i primi quattro. L’atalanta continua a volare, il napoli è sulle ali dell’entusiasmo; dovremmo fare la corsa sul milan, ma se la lazio vince con il torino può ambire anch’essa alla champions avendo delle condizioni psicologiche migliori delle nostre.

      • Anch’io penso che ci voglia un avvicendamento.

        Ma penso anche che serva una Juve maggiormente strutturata.

        Ti dico come la vedo io dall’esterno.

        In questo momento serve un certo tipo di allenatore, uno di quegli allenatori capaci di creare una squadra da zero.
        Non Guardiola, forse neanche Zidane tantomeno Allegri.
        Conte potrebbe essere il profilo giusto, ma ha un problema, lui ti crea un tipo di squadra che poi per crescere ha bisogno di essere trasformata in qualcosa di diverso ed è quello che è stato capace di fare Allegri.

        Un allenatore capace di fare ciò sarebbe Benitez, sarebbe Biesla. Questo per inquadrare la tipologia di allenatore. Oggi ci vedo Mancini, capace di creare il City, capace di creare un ottima Nazionale dal nulla.

        In società, invece più che cambiare, potrebbe essere necessario l’inserimento di una figura capace di legare le varie anime, non manca Marotta, manca una figura che occupi il posto di Marotta, penso a Lippi per esempio.

        Poi mi piacerebbe un Agnelli, presente in società, meno esposto però sui media, un Andrea all’Umberto, alla Gianni, libero di agire nelle retrovie per il bene della società, perché la Superlega è necessaria ed un Andrea che lavora nelle retrovie sarebbe un surplus ineguagliabile.

        Ma serve una figura capace di metterci la faccia, di fare da riferimento un po’ per tutti. Con un ruolo operativo, un presidente alla Boniperti. E qui il nome è solo uno Alessandro Del Piero.

        A questo punto la squadra avrebbe la struttura operativa, ma anche l’autorevolezza di andare davanti alle telecamere ai giornalisti ed ai giocatori ad imporre le proprie idee, a dire e saper dire le cose come stanno, senza creare le polemiche che in questi anni hanno circondato la Juve, come società e come squadra.

        Insomma come dice Moggi, la Juventus va difesa.

        Quindi:

        Presidente Del Piero;
        Vicepresidente Nedved;
        Direttore Sportivo Lippi;
        Scouting Paratici;
        Allenatore Mancini.

  16. Per gli appassionati del calcio questa sera c’è la prima semifinale di Champions League:
    Real Madrid- Chelsea

  17. OGNUNO AL PROPRIO POSTO

    Ammetto che in questo momento particolarmente “storico” della Juventus sono preoccupato.
    E allora sono sempre alla ricerca di qualcosa a me conveniente che mi faccia rinfrancare un pò l’animo.
    Conoscendo per le sue capacità costruttive e anche l’amore che ha sempre avuto per i colori bianconeri della Juve ho trovato una dichiarazione della signora Cristillin riguardo la presidenza della Juve.

    Evelina Christillin ha smentito ancora una volta l’ipotesi di vestire i panni della presidentessa della Juventus: “È una notizia infondata e già smentita più volte.
    Non ho ricevuto nessuna chiamata e penso che Andrea continuerà a ricoprire la sua carica.
    Con la Juve è un amore totale, infinito e inesauribile.
    Già solo il fatto di essere inserita tra le ipotesi, per me è un grande orgoglio e un piacere. Ai tifosi dico di avere una visione diacronica della Juve. Resistere alle pulsioni del presente, alla figuraccia e all’impellenza di un giudizio, e piuttosto confrontarci con la storia di questa grande squadra che va avanti da più di 100 anni. Le altre società sono ‘barattoli’ che viaggiano tra Emirati, Cina e fondi americani, la Juve è sempre stata in mano a una sola famiglia.
    La nostra è una storia vittoriosa che non ha eguali”.

    Buongiorno ☕

  18. Ma perché la Juve si e l’Atalanta no?

    Dobbiamo vedere la storia delle due società, fortunatamente, entrambe sono state in B, ed entrambe hanno visto l’ingresso di due presidenti nuovi che le anno trasformate. La cosa ci rende possibile un paragone abbastanza accurato.

    Juve: parte dal 2010 con un fatturato di 160 mln e cresce fino a 600 mln. Differenza di 440 mln

    Atalanta: parte dal 2015 con un fatturato di 70 mln e cresce fino a 250 mln. Differenza di 180 mln

    La differenza tra le due società sta in quello che Dreghi definisce il debito buono ed il debito cattivo.

    Il debito buono, è in pratica quello derivante dagli investimenti, cioè io chiedo in prestito 100, per creare le condizioni per farne 200. Che poi la Juve se li presta da sola, ma questa è un’altra questione.
    E’ questa la differenza tra la Juve e l’Atalanta.
    La Juve ha si fatto debiti, ma li ha fatti per poter raggiungere le antagoniste in CL e poter competere, sia sul campo che sul mercato, l’Atalanta no, si è limitata a perseguire una crescita di per se stessa senza cercare di essere competitiva con gli altri club, prendendosi il tempo per poter crescere senza investire e legando la crescita sportiva all’incremento del fatturato..
    In un sistema di mercato, aperto e liberale l’Atalanta sarebbe già morta, nel sistema dei diritti tv suddivisi invece politicamente e non su numero di abbonati per squadra, l’Atalanta riesce addirittura a crescere, perché protetta sostanzialmente dai soldi degli altri. Senza un sistema creato dalla politica e sostenuto dai clienti di Inter Milan e Juve, sarebbe quello che è?

    Immagina una situazione ella quale il cliente vuole vedere una partita in tv e la compra con la carta di credito. Fatto questo i proventi vengono divisi tra le due squadre partecipanti. Un po’ come ricreare la situazione al botteghino dello stadio.
    Mi chiedo, che differenza ci sarebbe di ricavi tra le diverse squadre? Grosso modo il 70% a Juve Inter e Milan il resto a tutte le altre.

    Chiudo su Ronaldo, perché ne ho sentite troppe.

    Ronaldo costa alla Juve 100mln all’anno tutto compreso. Al primo anno solo in ricavi totali il fatturato è cresciuto di 60mln. Questo sul totale, non sappiamo e non sapremo mai alla conclusione dei 4 anni cosa sarebbe stato, per causa Covid. Normalmente però gli investimenti sull’immagine hanno guadagni crescenti, e potremo senz’altro immaginare una crescita che avrebbe non solo coperto l’investimento ma fatto guadagnare molto di più.
    Prima di Ronaldo, in pratica negli aeroporti e ne centri commerciali in Asia la maglia della Juve non c’era, mentre quella del Milan si. Oggi la 7 di Ronaldo è negli store Adidas e negli aeroporti anche se non con la teca dedicata come quella dello United, e non con la diffusione di quella del Real.

    Quindi i club che si trovano ora con i debiti, non sono da attaccare, è necessario analizzare le situazioni a fondo, e non è corretto elevare l’Atalanta ad esempio, per le considerazioni di cui sopra.

    • Luca,
      Dici che in un sistema di mercato aperto e liberale l’Atalanta sarebbe giá morta. Puó essere, quindi staremmo creando un sistema in cui un club che ottiene una crescita sportiva parallela ad una economica dovrebbe finire per morire, nonostante sul campo si dimostri piú forte di altri club che peró hanno la sorte di avere un bacino d’utenza maggiore.
      Con questo ragionamento ovviamente ci allontaniamo completamente dal concetto di competizione sportiva per abbracciare quello del puro business.
      Ma di questo business forse si beneficierebbero in pochi, e magari agli altri non converrá rimanerci a fare le comparse.
      Bisogna poi vedere se anche i tifosi guardano ormai il calcio esclusivamente con gli occhi del manager o sono ancora attratti da altri aspetti…
      Perché forse alla lunga questi supertornei dove non si vince né si perde, ma solo ci guadagnano gli investitori, potrebbero anche non risultare tanto appassionanti.

      • Luca
        l’atalanta sta facendo le cose piano piano, ha acquistato il vecchio stadio ed ora ne ha uno di sua proprietà, insomma sta investendo come fa la juventus. Logico che non abbia il bacino di utenza dei bianconeri e non possa fare investimenti equiparabili ai nostri. L’atalanta sta facendo in italia quello che noi stiamo cercando di fare in europa.

        • Luigis

          Non ho nulla contro l’Atalanta, anzi!

          Ma non si possono paragonare due società così distanti ed affermare il merito sportivo.

          L’Atalanta ha è davanti quest’anno, onore al merito.
          Ma qui mi si vuol far credere che la Juve è una squadra dove tutto è sbagliato e dove buttano via i soldi dalla finestra. Dove Agnelli il cattivo vuole i soldi tutti per se e per farlo taglia fuori tutti gli altri.

          Mentre nel calcio vale il merito sportivo, e se ci fosse il merito sportivo quello vero, i problemi di soldi non ci sarebbero.

          Non è vero niente.

          Il merito sportivo c’è tra pari.
          Lo spettacolo dello sport è quando l’evento è incerto.
          I campionati sono coinvolgenti quando c’è lotta.
          E le partite sono belle da vedere.

          Ecco tutte queste cose nel campionato italiano non le vedo.
          Quindi ben venga la Superlega.

          Che poi per come sarebbe strutturata quando e se l’Atalanta avrebbe raggiunto gli altri mica la tengono fuori, anzi!

          L’esempio è nell’MBA che è passata da 16 a 30 squadre, da 1 a due gironi con Play off.

          Potrebbe farlo anche il calcio.

      • Kris
        I bacini di utenza non cadono dall’alto si creano, e lo dimostra la Juve in questi ultimi 10 anni. Per passare da 160 mln a 600 mln di fatturato, non basta usare il bilancino del farmacista e le vittorie sul campo, la Juve ha messo su un’organizzazione commerciale con più di 100 dipendenti, ed ha superato due anni fa Mediaset in borsa, questo è il merito.
        Gli altri fanno le comparse perché lo hanno scelto loro, quando hanno deciso di vivere esclusivamente sui diritti televisivi e sulla vendita dei giocatori, un po’ di sponsor, ed il traino dei club maggiori.
        In questi giorni proprio gli occhi dei tifosi hanno sentenziato che del calcio popolare che poi popolare non è, gli interessa poco, è di oggi la notizia che in francia il calo degli ascolti ha portato ad un offerta della pay tv per il calcio, molto inferiore a quello che si aspettava la lega ed ora stanno studiando di limitare le squadre a 18 se non a 16 per tenere alti i guadgni.
        Il pubblico, vuole invece il calcio dei grandi club, dei grandi eventi e dei campioni a livello mondiale.
        Questa è la realtà. Oggi alcuni proprietari con una certa visione commerciale si sono staccati dal resto della truppa e chiedono un ulteriore serie per raggruppare i club oltre un certo fatturato, e poter offrire al mercato una competizione più attraente.
        Non stanno facendo niente di diverso, da quello che hanno fatto negli anni passati, quando hanno deciso di separare i club in diverse categorie per riequilibrare le competizioni.
        Ma quello che è oggi la Juve nei confronti dell’Atalanta, non lo è l’Atalanta nei confronti del Monza? Ed il Monza non lo è nei confronti del Cuoiopelli? Ed il Cuoiopelli non lo è nei confronti del mio Lucento? Queste due squadre tra l’altro non si incontreranno mai tale è la distanza e le spese necessarie ad una simile trasferta.
        Per concludere il calcio popolare è quello che facevo io con gli amici la domenica mattina, nei prati di periferia, dove oggi sorge lo Juventus Stadium!

        • Luca,
          Il bacino d’utenza non te lo dà la borsa o il jmedical, te lo fanno i tifosi che ti sei guadagnato negli anni vincendo scudetti.
          Se bisogna lottare tra pari, sarebbe anche coerente non partecipare al campionato se si fa la SuperLega.
          Io sinceramente preferirei avere più squadre competitive nel campionato, com’era negli anni 80 e 90. Ma è una visione da tifoso, non da manager. Ora un Agnelli o un Zangh non gradirebbero le famose “7 sorelle” perché entrare in Champions sarebbe ancora più difficile.

          • Da tifoso ti dico che vedrei bene una superlega su modello MBA con 20 squadre.
            Quindi final eight al termine della stagione.

            I campionati nazionali devono avere un altro format. legato alla tradizione al territorio.
            Magari con un limite nazionale per l’arruolamento dei calciatori.
            Se non regionale.

            A quel punto ci sarebbe lo spazio per avere una coppa europa dove tutti si scontrano con tutti ad estrazione, come la coppa d’inghilterra.

  19. COSA CI FACEVA MAX A MONTE CARLO?

    I due fanno coppia fissa dal 2017.
    Ma ora, misteriosamente, la situazione è precipitata.
    Una fonte segreta fa sapere che il 53enne starebbe valutando diverse offerte dei club stranieri.
    Insomma, potrebbe andare a lavorare all’estero.
    Questo significherebbe tanto: i due potrebbero stare lontani e le nozze sarebbero sempre più lontane.
    Nessuna traccia di una presunta crisi pre-matrimoniale sui social.
    Ma Ambra e Allegri, chi li conosce bene lo sa, sono sempre stati piuttosto riservati sulla loro vita privata.

    E se stava contrattando una buona puledra?

    Buona giornata

  20. @MarcoM

    Il link sullo storico del ranking Uefa in effetti contiene gli stessi dati di quello che avevo già postato ieri a Kris che riporto anche qui:
    https://it.uefa.com/memberassociations/uefarankings/country/#/yr/2018

    Ma come già detto poco sopra in risposta allo stesso Kris, la questione delle squadre italiane iscritte direttamente alla Champions è da rivedere nell’ottica di 3 diversi periodi che coprono l’arco di oltre un decennio, il primo fino al 2012 in cui erano le squadre da poter iscrivere direttamenete ai gironi erano 3 più una quarta che avrebbe dovuto qualificarsi attraverso i playoff che, ad esempio, nel 2011/12 furono Milan, inter e Napoli, se non ricordo male con l’Udinese che arrivata quell’anno quarta in campionato fu eliminata ai preliminari mi pare dall’Arsenal. Negli anni successivi l’arretramento dell’Italia al 4° posto del ranking ha portato da 3 a 2 squadre la possibilità di iscrizione diretta, con la terza che poteva accedere solo dopo aver passato il turno preliminare. Con la riforma del 2018 infine, nel link riportato nella replica sopra allo stesso Kris, l’articolo di Calcio&Finanza spiega come e perchè l’Italia ha avuto la facoltà di iscrivere direttamente le prime 4 classificate in campionato ai gironi di CL.

  21. Max, sono proprio quelle da te riportate le parole della Christillin a cui facevo riferimento. Ora, non sarà la Leotta come dice Antony seppur nonostante non più giovanissima ancora molto affascinante, ma una con il suo carisma la vedrei bene in società. Magari come comunicative o quello che vogliono ma ce la vedrei bene.

    • Germano

      ho aperto il mio libro dei sogni al capitolo Juve, paragrafo, organigramma societario.

      Presidente Del Piero
      Vicepresidente Nedved
      DS Lippi
      Scouting Paratici
      Allenatore Mancini

      La Cristillin lasciala alla UEFA ed alla FIFA sta bene li

      La Leotta la lasciamo a bordo campo.

  22. Comunicatrice

  23. Kris

    Questo è quello che hai scritto sopra:
    “Che io sappia l’Italia non è mai scesa sotto il quarto posto. Nel 2010 era terza, poi è stata sempre quarta fino al 2018 che è tornata terza.”
    Affermazione contestata da me con dati di fatto che documentano come questo fosse vero fino al 2011, mentre dal 2012-13 al 2017-18 le squadre ammesse direttamente furono solo 2 e che solo a partire dal 2018-19 sono diventate 4.
    Assodato questo e in merito ai benefici, visto che continui a girare intorno alla questione provo a riformularti diversamente la domanda: Quante volte secondo te Juventus e Milan hanno “politicamente” tratto vantaggi dalla riforma del 2018 (ottenuta come ho tenuto a precisare -anche- grazie ai meriti sportivi conquistati dalla Juve sul campo) e quante volte invece ne hanno sportivamente beneficiato da allora Atalanta, Lazio, Roma e inter?..
    Chiarito questo, per concludere permettimi di dire che dei continui intermezzi sul capitolo SuperLega con annessi risvolti politico-sportivo-economici, possiamo anche evitare di continuare a discuterne, visto che ne abbiamo già diffusamente parlato in ambiti che non rientrano nell’argomento trattato fin qui, ovvero sia quale fosse il numero di squadre ammesse direttamente alla CL nei 3 differenti periodi storici presi in esame nell’ultimo decennio calcistico.

    • P.S.: L’annotazione riguardante quel tuo virgolettato, contrariamente a quanto da te sostenuto, è in riferimento al diverso numero di squadre italiane direttamente iscritte alla Cl relativamente alle posizioni occupate nel ranking Uefa dall’Italia in più di un decennio, oltre naturalmente ai vantaggi sportivi ed economici ottenuti con l’iscrizione diretta dalle terze e quarte classificate in campionato a partire dall’edizione 2018-19.

      • Kris 28 Aprile 2021 @15:33
        Guarda che non c’entra che le squadre ceh accedevano fossero due, l’Italia era comunque 4ª in quegli anni. Siamo stati quarti per 7 anni consecutivi fino a superare di nuovo la Germania nel 2017/2018. Sono i criteri di assegnazione dei posti che sono cambiati. Sei tu a dire che addirittura ci superó l’Olanda. Ripeto l’unica ad insidiarci fu il Portogallo dopo l’emiminazione della Juve con Benfica. Ma l’anno dopo confermammo il 4º posto.
        Insisti a non voler capire: Il successo politico (non il vantaggio politico) di Juve e Milan é stato ottenere che fino al 4º posto del ranking hanno accesso 4 squadre. Che poi di questo successo ne abbiano beneficiato anche altre non c’entra niente perché quello lo decide il campo.

        • Ho dovuto fare un copia incolla perché il commento era andato in moderazione. Per errore ho scritto con un altra email…non tenere in conto la prima linea dove dice Kris…

        • Così dicendo sminuisci l’importanza del ruolo di Agnelli all’Eca e (insisto) anche del merito sportivo della Juve (parlo sopratutto delle 2 finali conquistate nel 2015 e nel 2017) che è innegabile abbia avuto un peso importante sul tavolo della trattativa sostenuta da Agnelli per ottenere l’accesso diretto alla CL di 4 squadre italiane.
          Ed il punto è proprio questo, tu continui a sottolineare che Juventus e Milan non hanno spinto per la riforma per favorire club come l’Atalanta o chicchessia ma per rendere sempre piú sicura la loro partecipazione, quando in realtà negli ultimi 3 anni il “successo politico” ottenuto con la riforma è consistito nei benefici sportivi ed economici accordati alle squadre menzionate sopra, non decisi dal campo come dici, ma grazie al “vantaggio politico” di aver avuto Andrea Agnelli alla Presidenza dell’Eca.

          • Evidentemente non mi spiego:
            1. Juve e Milan hanno ottenuto un successo politico ottenendo le 4 squadre per l’Italia (è scritto nell’articolo che hai messo).
            2. Questa battaglia politica l’hanno fatta negli interessi dei top club. Per farli partecipare con più facilità.
            3. I top club italiani però non sono stati all’altezza neanche di arrivare nelle prime 4, quindi dei quattro posti ne hanno usufruito squadre come l’Atalanta che si sono guadagnate la qualificazione sul campo.
            Anche perché se Inter e Milan arrivano decime non è che i quattro posti li possa occupare tutti la Juve.

            • Nell’articolo di C&F è scritto che: 1) l’Italia ha ottenuto un successo politico grazie al lavoro di Juventus e Milan
              2) Che quel successo è ossigeno economico per le 2 squadre sicure in più (che prima del 2018 non c’erano) senza passare attraverso i rischiosi spareggi estivi, in cui tante terze classificate del campionato si sono incagliate.
              ribadisco, grazie al “vantaggio politico” 3) Questo lo ribadisco personalmente, grazie al “vantaggio politico” della Presidenza di Agnelli all’Eca e al merito sportivo della Juventus per i piazzamenti conquistati sul campo, indipendentemente da chi nei prossimi anni ad occupare quei posti.

              • andrà ad occupare

              • Mi pare che finalmente stiamo riuscendo a capirci! 😛
                Io non sminuisco quanto fatto dall’ECA in questo senso. Quello che sto cercando di dire dall’inizio é che non é stato fatto per fare beneficienza alle Atalanta d’Europa.
                Anche perché i successivi sviluppi, posteriori al 2018 (discorsi di Agnelli, presentazione superlega) confermano chiaramente che l’idea é tutelare l’accesso dei top e non delle Atalanta.

    • Guarda che non c’entra che le squadre ceh accedevano fossero due, l’Italia era comunque 4ª in quegli anni. Siamo stati quarti per 7 anni consecutivi fino a superare di nuovo la Germania nel 2017/2018. Sono i criteri di assegnazione dei posti che sono cambiati. Sei tu a dire che addirittura ci superó l’Olanda. Ripeto l’unica ad insidiarci fu il Portogallo dopo l’emiminazione della Juve con Benfica. Ma l’anno dopo confermammo il 4º posto.
      Insisti a non voler capire: Il successo politico (non il vantaggio politico) di Juve e Milan é stato ottenere che fino al 4º posto del ranking hanno accesso 4 squadre. Che poi di questo successo ne abbiano beneficiato anche altre non c’entra niente perché quello lo decide il campo.

      • Riallineo la mia risposta al tuo post delle 15:33 che è ricomparso ora

        Così dicendo sminuisci l’importanza del ruolo di Agnelli all’Eca e (insisto) anche del merito sportivo della Juve (parlo sopratutto delle 2 finali conquistate nel 2015 e nel 2017) che è innegabile abbia avuto un peso importante sul tavolo della trattativa sostenuta da Agnelli per ottenere l’accesso diretto alla CL di 4 squadre italiane.
        Ed il punto è proprio questo, tu continui a sottolineare che “Juventus e Milan non hanno spinto per la riforma per favorire club come l’Atalanta o chicchessia ma per rendere sempre piú sicura la loro partecipazione”, quando in realtà negli ultimi 3 anni il “successo politico” ottenuto con la riforma è consistito nei benefici sportivi ed economici accordati alle squadre menzionate sopra, non decisi dal campo come dici, ma grazie al “vantaggio politico” di aver avuto Andrea Agnelli alla Presidenza dell’Eca.

  24. POLITICA-MENTE

    Quindi chi ne ha usufruito da quello fatto dalla Juve è stata la Juve stessa e poi il Milan?

    Ma, giusto pe sapè, il Milan da quando non entra in Champions…mi pare che la Dea, la Roma, la Lazio ( lasciamo stare poi che per 2 anni ha voluto che andasse l’inter), l’inter stessa hanno usufruito dal lavoro fatto all’Eca da Agnelli e dalle finali e quarti posti e semifinali conquistati dalla Juve.

    Dare addosso ad Agnelli e di rimbalzo alla Juve mi pare peggio di come fanno quelli incappucciati senza ritegno sparsi per il web.

    Buona serata

    • Baró, tutta questa gentucola sputa nel piatto di chi li sta facendo mangiare, senza sapere che quel piatto è dove mangiano loro.
      La mamma degli imbecilli è purtroppo sempre incinta

  25. Aldilà del ranking che la Juve ha tenuto sù con i suoi piazzamenti in campo internazionale credo che quest’anno l’ideale sarebbe non qualificarsi tra le prime 4.
    Con il senno di poi immagino uno scenario in cui le mancate entrate delle partite in Champions imporranno la Juve a fare cassa anche svendendo qualche calciatore oggi molto pesante nel bilancio, e si potrebbe puntare con qualche giovane in più, all’Europa league, dove non saresti visto come un oppressore cattivo. Potrebbe essere l’inizio per un nuovo ciclo e soprattutto ci sarebbe l’opportunità di uscire dall’occhio del ciclone.
    Ora come ora qualsiasi peto emesso da A.Agnelli o da chiunque del suo staff, diventa oggetto di invidia e motivo per chiedere processi punitivi verso la Juventus.
    Sono tutti con il fucile spianato pronto a sparare, con il caso Suarez, superlega ecc. e finalmente sono riusciti ad avere l’Inter che non paga nessun creditore e i suoi tesserati, prima della classe,con la possibilità ( cosa alquanto singolare e realistica) che fallisca subito dopo aver vinto uno scudetto.
    Sono stomacato ma dopo aver già vissuto la Juve dei periodi “ neri” sfociati con il 2006, vorrei vedere scannarsi tra di loro tutti i benpensanti che tanto odiano la Juve, per vederli fare poi la fine di un Pistocchi qualunque.

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