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Ci tenevo a precisare (piccolo bilancio sul Presidente Andrea Agnelli).

E’ da qualche tempo che nonostante la questione del rinnovo a Del Piero sia stata superata continuo a leggere cose fra Juventini che sinceramente mi lasciano basito. Mi riferisco al fatto della divisione in fazioni, particolarità negativa che ha sempre contraddistinto il popolo Juventino e che sinceramente dopo il 2006 consideravo (evidentemente a torto) superata. Ancora oggi, per l’ennesima volta, ci sono due fazioni, una assolutamente schierata con il Presidente Agnelli e l’altra invece fermamente contraria o comunque molto critica. Cosi pare che qualsiasi analisi o opinione si scriva si debba sempre esser tacciati di qualcosa e collocati da una parte o dall’altra. Infatti è da un pò che io stesso vengo definito ”non Agnelliano” oppure ”contrario al Presidente”, oppure anche, come mi ha recentemente scritto un amico in privato: ”Non troppo allineato alla fc Juventus”. Per quanto rigurada l’allineamento ho spiegato all’amico mio, che non sono allineato a niente se non al mio cervello, non mi sento in ”missione” per conto di nessuno, nè della Juventus e nè tantomeno di nessun altro, compreso Alex Del Piero. Che il mio esser tifoso non mi esime dall’avere un approccio critico che io ritengo sempre costruttivo e non fine a se stesso, sulle vicende della Juventus. Infondo si loda quando c’è da lodare e si critica dove si pensa che si può fare meglio. Per quanto riguarda invece il non esser mai d’accordo con il Presidente non c’è nulla di più falso in quanto spesso ne ho fatto l’elogio (e ci sono i miei articoli a testimonianza di ciò che dico).
Per chi invece avesse poca memoria faccio un piccolo bilancio delle ”azioni” intraprese da Andrea Agnelli da quando è in carica e dei miei giudizi dati a riguardo. Giudizi che ancora oggi non sono cambiati e sottoscrivo.

1 – Ho sostenuto, difeso e poi lodato, fin da subito la scelta di Agnelli di prendere Conte, quando Marotta voleva, ricordiamo, prender Mazzarri. Posizione che ho difeso anche da alcuni Juventini che sostenevano che Conte non era più Juventino o peggio si era addirittura spogliato della propria Juventinità.
2 – Ho lodato sperticatamente Agnelli quando liquidò Cobolli, Secco e soprattutto Blanc, individuando da subito una fortissima volontà di positivo cambiamento.
3 – Ho lodato Agnelli quando ci ascoltò nella nostra battaglia (soprattuto dei siti web) di togliere la stella a Boniek per darla a Edgar Davids. In quel caso ho scritto una lettera di personali ringraziamenti per averci ascoltato e ricevuto da Lui medesimo risposta di congratulazioni.
4 – Ho difeso (quasi unico fra gli Juventini) la scelta del Presidente di sedersi al famoso “tavolo della pace” quando tutti dicevano che Agnelli con Moratti non dovrebbe neppure parlare. Io dicevo: “Aspettiamo di vedere cosa ne esce fuori prima di giudicare”.

Queste sono le cose diciamo che mi vengono in mente ma ce ne sono state anche tante altre come le varie conferenze stampa in difesa della Juve. L’essersi presentato piu’ volte, mettendoci la faccia, a rinuioni di tifosi o di giornali o di siti. Mi piace sicuramente molto ad esempio questo suo modo di cercare di essere fra i tifosi, come in questi giorni nel ritiro, certo poco ”Agnelliano” rispetto a suo Zio e a suo Padre , ma pur sempre molto bello.

Altresì

5 – Ho criticato recentemente Agnelli per aver scelto di non sedersi a un tavolo con Del Piero e per non avergli concesso un altro anno di contratto come il Capitano e moltissimi tifosi desideravano. O comunque per non aver concordato insieme al Capitano un uscita di scena maggiormente senza polemiche.

6 – Ho criticato Agnelli per averci fatto prima credere che mettevamo le 3 stelle sulla maglia e poi aver trovato questa soluzione che mi pare assai stramba nonostante le sue recenti spiegazioni alla presentazione delle nuove maglie. A questo proposito preciso che chi dice che la società non aveva promesso nulla di tutto ciò o mente sapendo di mentire oppure ha la memoria assai corta, perchè ci sono le interviste di Nedved e Marotta che parlano chiaramente di metter la terza stella e i due rappresentano in modo molto forte la società Juventus, essendone due cardini fondamentali.

Tutto queste mie ”posizione” sono ampiamente dimostrabili andando a leggersi gli articoli che ho scritto durante l’anno.
Io a differenza di molti, non mi schiero nè con, nè contro qualcuno. Non divido il mondo in buoni o cattivi, nè mi metto da una parte o dall’altra a prescindere. Semplicemente di volta in volta giudico con la mia testa se una cosa mi piace e mi convince, oppure no. Ho voluto fare questa precisazione perchè spero che finisca una buona volta questa storia delle fazioni e che le idee di tutti vengano giudicate solo in quanto tali.

Il bilancio del Presidente come nei punti che ho elencato sicuramente oggi è più positivo che negativo. Direi che ha fatto tanto e (visto il mercato) stà facendo ancora tanto per portare la Juventus in alto. Tuttavia perdonatemi se lo dico, ma neppure lui è perfetto. Non ogni cosa che fa o dice il Presidente mi piace. E questo lo dico e lo scrivo. Come d’altronde non è che ho la presunzione di dire che tutti i miei pensieri siano giusti e dovete condividerli. Finiamola una buona volta con questa storia delle fazioni.
Ci tenevo a precisarlo.


Alessandro Magno

http://juvemania.it/ci-tenevo-a-precisare-piccolo-bilancio-sul-presidente-andrea-agnelli/

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1 – La nazionale di Prandelli.

è uno spot etico che risente della scarsa personalità del suo allenatore. prandelli è uno che ha iniziato a farsi notare con il caso umano della moglie e ha il complesso di doversi far notare da quando stava in panchina già come giocatore. non avendo idee copia di volta in volta la squadra del momento e per compensare la butta su cose extra tecniche. è l’ultima persona che potrebbe fare del bene al nostro sport proprio perché è una persona genericamente onesta. i migliori papi, quelli che hanno stroncato la corruzione, erano proprio quelli che il papato se l’erano comprato. debellarono la corruzione proprio perché sia la conoscevano e praticavano bene. e sia per evitare che gli altri li fregassero con gli stessi mezzi.

2 – Il panorama web Juventino.

“il potente web juventino” è una definizione di narducci, data la sera della sentenza dell’8 novembre al povero discreti. è una definizione a fronte di risultati pratici praticamente nulli data ai vinti dai vincitori. quindi per il 5 % è un educato chissenefrega e per il 95 % una presa per il culo. il web juventino a volte ricorda l’ambiente dei fascisti alla fine degli anni ’70. umanamente un po’ di tutto. dal politico al terrorista. la sensazione giusta di sentirsi in un ghetto, l’”insultare uno juventino non è reato”. persino i tentativi di far ragionare l’avversario su un minimo di basi comuni. partiti per fare la rivoluzione o per i più realisti vendicare gli amici, finirono con lo spararsi addosso. o andare al governo.

3 – Del Piero atto finale.

del piero chi. ormai è trapassato remoto. e non ha importanza quanto ci manchi o come sia stata gestita male la sua situazione. liquidato in una pausa caffè di un consiglio d’amministrazione, oggi juve spa con lui fa come veltroni con berluskoni nel 2008: non lo nomina neanche più. lo chiama il “predecessore”. solo che veltroni quelle elezioni le ha perse. ma tanto è solo questione di tempo. lo dico sempre a mia moglie. faccio parte di una cosa, la Juventus, che può fare a meno di tutti. compreso me.

Anche un uomo ha il diritto di decidere ..

Ne abbiamo viste di tutti i colori, mi riferisco all’idolo nostrano Mario Balotelli, protagonista di questo strampalato campionato europeo chiuso senza infamia e senza emozioni. Di lui sappiamo quasi tutto delle sue intemperanze e violenze non canalizzate, un personaggio quasi creato dai media le cui avventure catturano l’attenzione del pubblico gossipparo a caccia di scandali da sfogliare sui giornali. Sembrava finita qui, valige pronte ed   europeo archiviato, salta fuori una news  che l’attaccante aspetterebbe un bambino. Dichiarazione  resa ufficiale dalla ex fidanzata lasciata da alcuni mesi senza possibilità di appello a detta del giocatore.

Meglio di così non poteva andare, l’industria del gossip questa estate avrà di che scrivere, è abbastanza usuale che i calciatori siano avvezzi a concepimenti più o meno inconsapevoli, senza regole, ma questa volta parliamo di uno che per il momento non dimostra di sentire la necessità di mettere la testa a posto. D’altronde chi glielo farebbe fare? Un campione, ricchissimo e giovane, di tempo ne ha per sposarsi .. Però, la situazione non cambia, la ragazza è incinta e questo è quanto. In realtà, Mario Balotelli non vuole scappare di fronte a questa eventualità, ma per assumersi la responsabiltà di questo figlio che apparteneva al mondo delle idee fino adesso, vuole la prova di paternità attraverso gli accertamenti del DNA.

Spero di non attirarmi le ire delle femministe o delle donne in generale, ma penso che Balotelli abbia tutti i diritti di essere sicuro che questo bimbo sia suo. D’altronde per sua stessa ammissione, la relazione era finita, ed erano passati diversi mesi restando all’oscuro di tutto. Qualcuno potrebbe pensare che il denaro sistemerà tutto. Non è vero .. una gravidanza  improvvisa e inaspettata non nasce sotto un buon auspicio, i rischi che il bimbo cresca senza padre sono numerosi, ciò che ci auguriamo è che una volta tutto chiarito, Balotelli si “innamori” di questa creatura e lo cresca insieme alla madre, cosa d’altronde possibile, e chissà che non diventi il piccolo una “terapia d’amore” volta a placare questa violenza radicata e non risolta che rischia di rovinargli la vita.

Frequenti i calciatori a cui vengono attribuiti figli nati “così” da rapporti non ufficiali e spesso clandestini, e c’è da stupirsi, che questi uomini non siano al corrente di come gestirsi i propri rapporti intimi senza incorrere a conseguenze infauste, sono queste le informazioni che riceviamo tra la terza media e la prima superiore, quando gli ormoni sono a mille, famiglia e scuola informano i ragazzi ad affrontare un passo importante che è la gestione della vita sessuale, lungi considerarla un “passatempo” divertente e piacevole, ma una parte importante della nostra vita che va gestita con l’assoluto raziocinio, onde evitare problematiche spiacevoli e rischi gravi alla salute.

Dall’altra parte, i calciatori devono imparare che con i soldi non si può comprare tutto, la famiglia e le squadre devono aprire gli occhi a  questi ragazzi troppo presi da se stessi e dalla consapevolezza della propria ricchezza materiale, dal proprio potenziale seduttivo e dall’elevatissimo numero di occasioni sentimentali e non, proprio perchè  non sono individui comuni, ma persone il cui introito è indice di ricchezza, che li rende particolarmente interessanti.

Luna23

 

Luna23

 

 

 

E così è arrivato quel giorno, il giorno del saluto.

Se ripenso al 1995, quando avevo 9 anni, quando ho iniziato a seguire la Juventus e vedevo il calcio con gli occhi di un bambino, mi sono calcisticamente innamorato di un piede che faceva magie e che disegnava arcobaleni che finivano dritti sotto l’incrocio.

Il piede di Alessandro Del Piero, stava nascendo un mito, una leggenda. Ti ho visto nascere Alex. Dopo aver vinto la Champions nel 1996 la prima cosa che ho fatto è stata andare a comprare con Papà la maglia di DEL PIERO, con quel numero 10 stampato su una maglia blu con due stelle sulle spalle, nasceva il mito, nasceva il nome.

Col passare degli anni sei diventato il mio idolo, il gol al River Plate, vederti segnare negli stadi maggiori europei, quel gol dopo 20 secondi a Manchester, quelle sgroppate contro napoli e inter, quei continui tiri alla Del Piero, punizioni, rigori, dribbling, esultanze e vittorie, la migliore stagione nel 1998 ed un pallone d’oro sfiorato, ingiustametne non vinto. Quel bimbo contento che ammirava il suo idolo, anche perchè era nato a novembre come lui, era dello scorpione come quel bimbo. Guai a chi mi toccava Del Piero, neanche dopo quel grave infortunio che ha fatto crollare la Juventus. Gli anni successivi tutti aspettavano Del Piero, tutti a criticarti ma io ho sempre creduto in te Alex, non ho mai smesso, sempre difeso. E quel gol nel 2001 al Bari…

Vederti nel 2001 con la fascia di Capitano è stato un grande orgoglio, una grande rivincita la tua, conclusasi con lo scudetto del 5 maggio 2002 e poi lo scudetto 2003, altra grandissima stagione, il gol per l’avvocato, il tacco nel derby e il gol al Real Madrid in semifinale.

Tra dolori e gioie sportive non ho mai smesso di vederti con occhi particolari, sempre con gli occhi di quel bambino del 1995. Soffrivo vederti in panchina ma sapevo che la partita l’avresti risolta o sbloccata o anche fatto un solo gol ininfluente per il risultato. Solamente leggere il tuo nome mi faceva sorridere. Gli scudetti 28 e 29, vinti sul campo.

Quel gol ai mondiali 2006, perchè un tuo gol in nazionale per me valeva di più… E poi la serie B, sentire il boato della gente perchè ti eri solamente affacciato dalla finestra dell’hotel, non scorderò mai quel momento, vederti ed emozionarmi. Vederti per la prima volta su un campo, un campetto, di B ed emozionarmi. Il 200° gol al “mio” Frosinone, il 300° e 301° gol in carriera con me presente allo stadio la prima volta a Torino.

Il ritorno in A, la doppietta al Real a Madrid, la standing ovation del Bernabeu che solo ai grandi va fatta, la standing ovation a Manchester per un’amichevole. Altre punizioni, rigori, dribbling, gol…la sofferenza insieme a te di questi 6 anni.

In quest’ultimo anno non aspettavo altro che il tuo primo gol ed è arrivato contro la Roma in coppa italia, uno dei tuoi sotto l’incrocio come solo tu sai fare, gioia, urlo e lacrime. L’emozione di un tuo gol per me è particolare, soprattutto quest’ultimo anno. La punizione alla Lazio, importante per il nostro campionato, per la vittoria finale. L’ottavo scudetto per te…

Il gol all’atalanta il 13 maggio 2012, lo meritavi, lo cercavi, la standing ovation dello Juventus Stadium, il tuo popolo, l’inchino a noi, il tuo grazie e il nostro grazie. Il momento più emozionante da quando sono Juventino.

Con te si chiude la mia prima epoca bianconera durata ben 19 anni (anche se i primi due anni non li ricordo bene), grazie per gli 8 scudetti vinti sul campo, grazie per la Champions e l’Intercontinentale, per il Mondiale, grazie per le gioie e sofferenze, per fortuna più gioie. Ci hai fatto gioire per 19 anni e piangere in un giorno… Adesso, quando sarò “grande” e mi chiederanno ‘chi era Del Piero?’, posso rispondere e raccontarti.

Sarai sempre il mio mito, per le tante emozioni che solo tu riesci a dare. Perchè mi hanno sempre chiamato “Del Piero” per una vaga somiglianza e ne ero contento. Perchè quando vedevo le tue interviste mi dicevano “eccolo che ora piange, eccolo con il suo amore” e gli occhi si illuminavano, perchè ti ho sempre visto e ti vedo sempre con quegli occhi di quel bambino del 1995.
Grazie Capitano, Grazie Alex.

Silvio Raponi

30 GIUGNO 2012. Arrivederci Alex.

30 GIUGNO 2012.Finisce qui, il mio contratto con la Juventus scade oggi.

Non è una notizia, ma sapere che è “ufficiale” fa comunque effetto. Per me non è un momento triste, non c’è rimpianto né nostalgia. Non più. Perché in questi giorni ho avuto modo di ripensare a tutto quello che è successo nella mia ultima stagione in bianconero, poi di lì tornare indietro, e rivivere il più bel sogno che avrei potuto sognare.

Tutti i ricordi, tutte le gioie, tutti i trionfi e – per dirla tutta – anche qualche recente amarezza… oggi tutte queste immagini mi passano davanti e a un certo punto si appannano e si dissolvono in quell’abbraccio meraviglioso della mia ultima partita a Torino. Quella è la fotografia che racchiude tutto, l’istantanea che voglio portare sempre con me, quella che dal 13 maggio mi si è stampata nel cuore. Incancellabile.

Qualche tempo fa, prima di partire per le vacanze, ho svuotato il mio armadietto a Vinovo e, uscendo dal campo d’allenamento, mi sono fermato là dove per molti mesi mi avete aspettato voi per un una foto, un autografo, un saluto… sotto la neve, il gelo, la pioggia, il sole che picchia. Ma questa volta sono io a salutarvi e a ringraziarvi, come voi avete fatto con me.

I giocatori passano, la Juventus rimane. Rimangono i miei compagni, ai quali auguro il meglio: tiferò sempre per loro. Rimanete soprattutto voi tifosi, che siete la Juventus. Rimane quella maglia che ho amato e amerò sempre, che ho desiderato e rispettato, senza alcuna deroga, senza sconti. Sono felice che altri dopo di me possano indossarla, anche e soprattutto la “10” che da quando esistono i nomi sulle maglie bianconere, ha sempre portato il mio. Sono felice per chi la indosserà l’anno prossimo, sono felice che da qualche parte – in Italia e nel mondo – qualcuno sta sognando di indossarla. E sarei orgoglioso che volesse ripercorrere la mia storia, come io ho fatto con altri campioni, altri esempi, altre leggende.

Da domani non sarò più un giocatore della Juventus, ma rimarrò per sempre uno di voi.

Adesso comincia un’altra avventura. E io sono carico come 19 estati fa.

Arrivederci, ragazzi. Grazie di tutto.

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1-Zeman il ritorno.

ma se n’è mai andato ? ha ponzato su tutto lo scibile possibile, dal calcio agli spazzolini da denti. conosco più opinioni sue che mie.

2-Top player.

checché ne dica qualcuno, esistono. se dovessimo dare retta a marotta, dovremmo considerarli come gli ufo: anche ci fossero sarebbero dei piccoli palloni gonfiati, dei fuochi fatui d’estate. cose che sembrano avvistamenti e invece magari sono dediche degli sfigati alle ragazze durante le feste di paese. esistono invece e sono determinanti. ti fanno vincere spesso sul campo e sempre sui giornali specie quando non hai l’allenatore. la juve che rischia conte a luglio dovrebbe ricominciare la caccia all’extraterrestre solo che considerando la capacità visuale del management temo che gli ufo resterebbero giusto nel cannocchiale.

3-Nazionale di calcio spagnola,Barcellona,Alonso,Nadal,Condador,Lorenzo…c’e’ una spiegazione a tutto questo o e’ il caso che si e’ sbizzarrito?

la spagna non ha cambiato pianeta. in spagna continuano a mangiare le solite schifezze al riso come cinesi abbronzati e ad ascoltare quella orrenda musica fascista. è che andrebbe fatto un distinguo. ci sono modelli organizzativi che trascinano un movimento come ad esempio il barca. e i fenomeni. i modelli sono scelte. i fenomeni no. è il caso. comunque bisogna stare tranquilli. la spagna come l’inghilterra è un paese a vocazione imperiale perché non ha belle donne e deve andare a vedere quelle degli altri. un paese senza belle donne è votato all’autodistruzione perché senza vita si è votati alla morte.

Finale europeo Spagna-Italia 2012 – The end.

Siamo stati battuti, 4-0, un risultato che non lascia spazio all’immaginazione. Fa tenerezza la giustificazione dell’allenatore il quale dice “eravamo più stanchi di loro”, mai una volta che si ammetta che l’avversario era superiore, che senza una gran fatica ha chiuso la partita, putroppo non ce la facciamo proprio, dobbiamo dare la colpa ad un altro, questa volta la stanchezza.

Che dire di questa partita? Poco.. abbiamo giocato non bene, non all’altezza dell’avversario e dell’evento, tutto ciò che abbiamo visto con la Germania è già tutto dimenticato, una casualità.O forse il desiderio di dare una lezione al capo dello stato tedesco, per’altro deriso e offeso dalla nostra stampa, fosse la priorità più grande?

Indubbiamente la sfortuna ha fatto la sua parte, lo strappo di Thiago Motta  non ci voleva con i cambi tutti effettuati, e giocare in 10 la finale non rientrava nei nostri desideri, e parlando di cambi avrei da ridire, forse avrei tolto Marchisio, sebbene protagonista in questo Europeo, scarso proprio questa sera, e perchè far uscire Montolivo che stava giocando bene.

Chi mi ha deluso moltissimo è stato Di Natale, a parte il gol della prima partita, il resto dell’Europeo è stato latitante, mi aspettavo di meglio da lui, per quanto riguarda Balotelli, non doveva segnare 4 gol stasera?

Torniamo a casa da secondi, ma tutto sommato, volendo essere ottimisti, non è che fossimo proprio attrezzati, soprattutto in attacco, certo, ci sono stati i gol di Balotelli, ma nel momento buono sono mancati e non abbiamo avuto altri in condizione di segnare. Stasera è andato male il centrocampo, sebbene Pirlo giochi sempre bene, stasera non aveva supporto, troppo occupato a rimediare agli errori altrui, e poi , quando l’avversario gioca meglio, c’è ben poco da fare se non incassare.

Va bene,ci possiamo accontentare anche del secondo posto, i soldi sono stati presi ugualmente, è mancato li trofeo .. ma sappiamo che vince sempre uno solo.

Luna23

 

 

 

Tifare Italia o non tifare questo è il problema

Vedo molta gente affannarsi a fare la graduatoria di come e perché si tifa o non si tifa per l’Italia. Ho sempre mal sopportato le gare di juventinità, figuriamoci quanto mi interessano quelle sulla Nazionale. Comunque chiarisco il mio pensiero. Dal 2006 io non “tifo” Italia, diversamente però da molti juventini che vedo soprattutto su Facebook non la gufo, né tantomeno faccio la morale agli altri che la tifano. Io stesso ho scritto in più di un occasione che la Juve dovrebbe negare i suoi giocatori all’Italia, ma è anche vero che bisogna vedere se questo sia un qualcosa di realmente percorribile in quanto, credo che rientri nelle libertà individuali del giocatore decidere se giocare o meno per la propria nazionale. Per quanto riguarda invece i tifosi a me pare che sia giusto che ogni juventino si senta libero di andare dove vuole il suo cuore, perché è vero che la nazionale è espressione di questa federazione, ma è altrettanto vero che è espressione di questa nazione. Io fino a prova contraria mi sento Italiano, indi per cui non tifo per altre nazionali. Per quel che mi riguarda purtroppo dal 2006 mi sono disaffezionato a questa Italia e nonostante oggi offra un bel gioco , questa non mi dà quell’adrenalina che mi da la Juventus.

Non me la dà perché non me la dà… punto e basta. E’ assolutamente vero che dal 2006 qualcosa si è rotto e questo non può esser dimenticato. Io riesco a vedere la nazionale in modo molto sereno e distaccato, e quindi questo non è propriamente quello che si suol dire, fare il tifo. Se vince vince, se perde amen. La cosa non mi fa arrabbiare. Tuttavia non la gufavo prima e non la gufo neppure ora. Il gufare fra l’altro è una cosa molto antijuventina che l’han inventata altri contro di noi per una specie di complesso di inferiorità, indi per cui non è una logica che mi rappresenta molto. Al massimo posso gufare un Inter e un Milan in finale di Champions, ma per rosicamento. Non certo perdo il mio tempo a tifare contro l’Italia in favore poi magari di qualche altra nazione di ”simpaticoni” tipo Germania o Inghilterra. Con la Juve il discorso è diverso perché non solo la guardo come un invasato, ma quando perde ci sto male. Ho anche dei figli a cui per principio non insegno ad odiare nessuno. Perché anche odiare per me è un sentimento abbastanza ”inferiore”. L’avversario lo batto, lo vinco, lo faccio perché son più forte e convinto della mia forza, non ho bisogno di odiarlo per fare questo. Quindi i miei ragazzi per loro scelta seguono con molto interesse la nazionale e fanno il tifo per essa. Se dovesse vincere l’Europeo li porterò in centro a fare casino come mi han chiesto e come ho fatto per lo scudetto. Chi mi vedesse e non approvasse non mi rompesse l’anima, se non ha motivi per non venire in centro va benissimo rispetto le sue decisioni come voglio vengano rispettate le mie. Dico solo questo per chiarire il mio pensiero perché vedo che è molto di moda far la morale agli altri a buon mercato. Il concetto è molto semplice io rispetto te, tu rispetti me, punto. Questa è la regola base dell’amicizia. Se per esser amico di qualcuno la debbo pensare uguale a lui al 100% non si può fare, ho la mia testa grazie, mi piace usarla. Resto molto orgoglioso però di una cosa… Quella di vedere che i nostri ragazzi giocano bene anche in nazionale e si fanno valere. A me questo piace, perché un giocatore quando è forte penso lo debba sempre dimostrare.

Alessandro Magno

http://http://juvemania.it/tifare-italia-o-non-tifare-questo-e-il-problema/#comment-71975

Italia-Germania Europeo 2012 – In finale!

La Germania in economia è la prima della classe, ma nel calcio è caduta, il nostro riscatto è arrivato stasera, una indimenticabile Italia ha distrutto l’orgoglio teutonico. Siamo inaspettatamente in finale, Complimenti ragazzi. L’Italia, grazie alla lucidità di un centro campo invidiabile capitanato da Pirlo, ha affondato una Germania senza riferimenti. Non si può dire che non abbia giocato o che abbia preso sottogamba l’avversario e la partita, ma è risultata drasticamente inferiore e ha perso.

E finalmente è uscito fuori Balotelli che stasera non ha sbagliato mai, ma soprattutto quante occasioni e che bel gioco. Buffon, la solita “saracinesca” ha dimostrato tutta la sua grandezza, difendendo quei rari ma altresì insidiosi tentativi della Germania di pareggiare, ma niente da fare, questa Italia Juventina non ha  mollato ed è arrivata in finale.

E dovrei cercare di essere scaramantica e non pensare alla finale, ma la Spagna non è quel gran che, degli anni precedenti, tanta fortuna contro un Portogallo migliore di lei, quasi quasi la potremmo proprio vincere questa finale. Voi ci credete?

A questo punto sì, non possiamo dire di aver disputato un primo turno superlativo, per niente, superato con un po’ di affanno,  ma come nella tradizione,  l’Italia, viene sempre fuori dopo, migliorata  dopo gli errori, ed evviva,  conosciamo i talenti della Spagna, e non sarà facile combattere, ma  in qualche maniera ci siamo destati e le premesse per battersi fino all’ultimo ci sono.

L’atmosfera a Kiev sarà elettrica, una match tutto latino sarà la chiusura di questo europeo non particolarmente entusiasmante, ma per noi, ricco di emozioni.

Come andrà?

Comunque vada .. è stata una grande impresa .. il commissario tecnico Prandelli, è riuscito ad arrivare fino a qui, con non pochi problemi, a gestire due personalità difficili come Balotelli e Cassano ed averli amalgamati con un insieme che non prometteva molto almeno all’inizio.

Complimenti davvero a tutti!

Luna23

 

Allenatori ..sempre più baby …

Prima dicevamo che erano di moda, adesso, i baby allenatori stanno imperversando nel mondo,  gli under fifty hanno surclassato gli allenatori più anziani, gli over sixty, che via via sono sempre più esclusi dai giovanissimi trenta-quarantenni, qualcuno talmente giovane, che pare abbia smesso la maglia da giocatore per indossare la giacca e cravatta di ordinanza da poche ore.

La Classe 1970 è così numerosa da far sembrare i colleghi con  dieci d’anni di più dei pezzi di antiquariato, per non parlare  degli over sixty considerati dei ruderi.

Il potere mediatico dei babies è davvero notevole: E da noi in Juventus lo possiamo proprio dire. Ne vantiamo due, Ciro Ferrara e il nostro attuale e vincente Antonio Conte.

Intervallato da un “old  Gigi Del Neri”  anziano e sfortunato.

Mi ricordo i sorrisi che suscitò un Franki Rijkard appena trentenne nelle vesti di commissario tecnico della sua nazionale, l’Olanda, sembrava il fratello maggiore dei suoi giocatori, Franki,  suscitava curiosità ed un pizzico di ilarità, purtroppo la sua squadra non andò molto bene, ma oggi è diverso. I babies sono bravi e molto preparati.

Tant’è che un “insignificante” sig. di Matteo, arrivato assistente del giovanissimo ma più famoso Villas-Boas, con una squadra non “sua”, e non particolarmente attrezzata ha vinto una champions league. Scusate se è poco!

Nel nostro campionato, ormai ci sono solo loro, dal 43 enne, Antonio Conte, al 36 enne Stramaccioni, scelto per allenare l’Inter ..ma perché questo boom? Sicuramente non c’è una sola ragione e non si tratta solo di bravura tecnica …ci sono altri motivi:

Fa vendere:

Trattandosi una squadra di calcio, di una vera e propria azienda, cerca introito anche nell’immagine del proprio personale, oggi a differenza di ieri, l’allenatore è un personaggio che fa immagine, che calamita su di sé l’attenzione dei media, che litiga,discute, dichiara .. fa “vendere”,

Immagine:

Non lontani  come età da alcuni giocatori: non dimentichiamo che, se per gli allenatori l’età media si è drasticamente abbassata, di contro per i giocatori si è allungata, ecco che, le due categorie si avvicinano, e l’immagine del baby allenatore è migliorativa per tutto quanto: più bello, più giovane, più curato, contribuisce al look mediatico della squadra, più fresco, più attuale.

Preparazione:

Sarà che hanno finito di “giocare l’altro ieri”, ma questi “ragazzini ” sono sul serio preparati e  non solo in teoria,  i fatti d’altronde  lo confermano,  I  risultati dei campionati e Champions league parlano da soli … In ultimo sentendosi più vicini al proprio allenatore c’è una sorta di confidenza che  unisce e non divide.

Insomma, oggi il c.t. è giovanissimo, i più vecchi devono resistere per non fare la figura dei tecnici inadeguati, diventati appunto troppo vecchi anche nella comunicazione, per gli oldies però niente paura! C’è sempre il Trap, che con i suoi  73 anni non si arrende  e continua ad allenare come se ne avesse 33, non solo! Alle sue “venerande età” ha imparato ben due lingue  tedesco ed inglese .. come dire .. “boia chi molla!” insomma un mito! E chi non lo vorrebbe uno così?

Luna23

 
 

 

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