Juventus – Sassuolo 4-0. Sintesi.

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ricchiuti60

Galatasaray Juventus considerazioni sulla partita e sull’eliminazione.

Partita è un parolone. L’eliminazione invece è giusta: la Juve ha fatto una cempions da cani e merita di giocarsi in casa la coppetta dei poveri. Per salvarsi la Juve avrebbe dovuto avere una società più smaliziata e una squadra più presente. O per meglio dire l’inverso. Agnelli negli spogliatoi e il vecchio calcio italiano in campo.

Cosa deve fare questa Juve per tornare ad alto livello in Europa?

Deve conoscere vita morte e miracoli degli arbitri di punta, degli stadi più ricorrenti, presenziare a sorteggi, inaugurazioni di tagli, premi giornalistici. Deve stare un piede dentro France Football e l’altro nelle televisioni. Il resto, il calcio, verrà da sé.

Considerazioni sull’Europa League e su come deve affrontare l’impegno la Juve anche in considerazione del fatto che la finale si giocherà allo Juventus Stadium.

Con Del Neri la snobbammo clamorosamente. Finimmo col perdere la faccia e le gambe di alcuni punti di forza, tipo Krasic. Abbiamo dunque un precedente nel quale abbiamo dimostrato di essere dei pessimi furbacchioni e dei ridicoli speculatori. Detto questo, l’Europa League è veramente robetta. E logicamente è giusto boicottarla. Però dal momento che non sappiamo comportarci male con profitto, dal momento che siamo quegli idealisti un po’ de coccio che a 5 dalla fine a Istambul non fanno recite per perdere tempo ma se la giocano incredibilmente, dal momento che in Europa somigliamo più a quei film di Capra che alla Corazzata Potemkin, siamo più James Stewart che Jack Nicholson, e dal momento che dovremmo finalmente cominciare a crescere e a farci apprezzare dai parrucconi dell’Uefa, meglio giocarsela e onorarla, la coppa di gelato. Tanto siamo la Juve, dobbiamo vincere sempre. La scusa o la condanna che dir si voglia è già pronta.
 

Juventus – Sassuolo domenica 15 dicembre 2013 ore 18.39 Juventus stadium – Torino

imageScritto da Cinzia Fresia

nuova prova per la Juventus in campionato, reduci dalla delusione in champions League i bianconeri dovranno affrontare la fazione emiliana la quale lotta per la salvezza, mi verrebbe da dire che per la Juventus affrontare una squadra di provincia sia una passeggiata di salute, in realta’ sappiamo quanto  labassa classifica    sia la zona piu’ pericolosa di tutte.

Com’e’ sara’ il morale? Certo non alle stelle, e battere il Sassuolo diventa un’occasione per tornare a sorridere, almeno a denti stretti, Conte sara’ alle prese con un centro campo rimaneggiato e dovra’ spostare qua e la’ per tappare le lacune.

Il Sassuolo ha dimostrato di fermare le colleghe situate in alto, quindi  anche noi potremmo correre qualche rischio, se non ci imporremo con un po’ di forza.

Chiudere un capitolo per aprirne un altro sara’ la soluzione migliore.

Le ossa rotte

tutti insiemeScritto da Cinzia Fresia

E’ dall’inizio di questo campionato che la Juventus fresca di  Top player: Tevez, insieme al neo arrivo Llorente, che dico “qualcosa non va”. Anche se le vittorie sono in attivo, i “conti”  non tornavano. Infatti puntualmente il problema si è verificato in quella competizione in cui l’Italia brilla molto poco, cioè  la Champions. E’ andata meglio l’anno scorso senza Tevez e Llorente, si è arrivati più in alto con ciò che avevamo anche con gli attaccanti che non segnavano. Come dicevamo il bilancio delle vittorie in Campionato è alto, ma soprattutto all’inizio e  sebbene le vittorie, la Juventus sembrava una macchina dai buoni ingranaggi sul punto di rompersi.
Si capiva e si vedeva.

Ora l’eliminazione dalla competizione Europea  è un duro colpo, è inutile guardarsi indietro, “bisognava fare o non fare”, ormai è andata, la società ha perso una tonnellata di denaro tra le entrate derivate dalla Champion e  dai punti persi in Borsa. Questa fase fa capire che anche un allenatore volitivo come Conte non basta per arrivare ad un trofeo di quel tipo, l’Italia al momento non vanta top Player forse Pirlo e non ancora per molto, gli arrivi dalle altre squadre non possono bastare in un meccanismo di 11, Non è stato sufficiente  al Napoli Higuain, non è bastato Tevez per noi.

Per costruire una squadra che funziona e risponde con gli stessi risultati per tutti i tornei, i giocatori devono essere allo stesso livello di qualità di gioco. Oggi noi abbiamo  una rosa interessante, ma  con  caratteristiche ed esperienze di gioco non  allineate, d’altronde Tevez non è Cristiano Ronaldo che da solo fa la differenza,  ma in una squadra come il Real, però  la Juve non è così, ha dei giocatori le cui prestazioni non sono mai uguali, passano dal superlativo allo scarso da una settimana all’altra,  e questo nell’arco dell’anno sta succedendo  spesso, e sta durando dal dopo  B.

Tornando alla partita, vorrei dire che Muslera anche quando era alla Lazio non mi sembrava quel genio di portiere, eppure ce le ha parate tutte, non so perchè, na  tutti i portieri avversari ci parano un sacco di tiri? Come mai? Diventano tutti dei “mini Buffon”? o magari se si tirasse un po’ meglio .. con un po’ di forza .. E’ innegabile che non è il calcio che vorremo fosse.

Ora che succederà non è prevedibile, spererei nella finale di Europa League,  e visto che si disputerà a Torino allo Juventus Stadium, considerato l’infortunio a Pirlo  se vinciamo anche solo il campionato va bene ugualmente.Forse ci si è illusi di portare avanti tre tornei con il materiale a disposizione, adeguata al nostro campionato perchè le squadre colleghe stanno più o meno come noi, probabilmente la Juventus  con la presenza di Conte un pelo meglio, perchè in Italia è ancora il migliore, e grazie al rendimento instabile delle altre che noi in qualche maniera riusciamo ad arrivare in cima.

Ecco che la società non sa che pesci pigliare, per costruire un organico degno di questo nome servono almeno, e sottolineo la parola almeno, 5 Tevez inoltre a lui, non possono spendere.. quindi trovarli con pochi soldi è un’impresa, uno come Moggi non ce l’abbiamo più, e se per caso si trovano questi 5 elementi serve la  pazienza, avrete sicuramente notato quanto ci ha messo Llorente a diventare un briciolo autonomo .. Insomma va fatto un “grande passo” forse sarebbe meglio sacrificare qualche campionato ma costruire una Juventus competitiva anche in Europa che duri qualche anno, cercando di valorizzare al massimo le forze che si hanno, invece dichiarazioni intendono cedere Pogba, per rimediare denaro, ma sarà la mossa giusta? Il vendere i propri pezzi da 90 per incrementare la rosa? Comincio a sospettare che non sia la strategia giusta. E oggi ne abbiamo le prove, non sarebbe stato utile una presenza come quella di Giaccherini, che certo non è un top player, ma adeguato a sostenere un centro campo orfano di Pirlo.

In ultimo, anche le scelte di Conte dettano perplessità, il nostro tecnico ultimamente pare non avere la situazione sotto controllo, e il suo comportamento in campo desta perplessità.

Ora le circostanze impongono la massima attenzione al campionato e si vedrà per l’Europa league, nel frattempo viviamo alla giornata.

Galatasaray – Juventus 1-0. Sintesi.

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CARISSIMA JUVENTUS FC…………………

SPORT, CALCIO: JUVENTUS-PARMA

 

Articolo di Angela Butera

 

 

Questo vostro mutismo è assordante, lasciare la Juve in balia degli “eventi” è per noi tifosi una seconda sconfitta. Appurato il fatto che la Juventus ha compromesso il proprio cammino in champions nel girone di andata, noi tifosi ci chiediamo quanto c’era di regolare nella partita disputata ieri. Sarebbe stato meglio giocarla la sera prima, il regolamento lo prevedeva, non esistevano condizioni tali da permettere la sospensione, ma qualcuno ha deciso che non dovesse disputarsi, per l’incolumità dei calciatori dicono, ma con il senno di poi questa motivazione è poco credibile. Non potete negare che un briciolo di dubbio sia sorto anche a voi, allora perché non esporre questi dubbi all’UEFA? Perché stare sempre in silenzio? In fondo un chiarimento non costa nulla, soprattutto se non si ha nulla da nascondere. La metà campo in cui avrebbe attaccato la Juve era troppo rovinata per essere solo una coincidenza, infondo la neve era presente in egual modo su tutto il terreno di gioco, eppure solo quella metà campo era in quelle condizioni, stranamente le serpentine non funzionavano e la sera prima come mai gli addetti si sono dedicati alla pulizia totale nella nostra area e solo le linee nella loro? nessun dubbio nemmeno in questi casi? Peraltro ci sono delle immagini che parlano da sole, ma a quanto pare, la società Juventus oltre ad essere muta è pure cieca, o fa finta di esserlo. Ma a quale scopo? Eppure non è la prima volta che succede un evento del genere il cui protagonista è sempre il Galatasaray, e stranamente sempre a suo favore, sarebbe bene informarsi carissima società. Quella partita non doveva essere disputata, per stessa ammissione di Mancini. E invece si è giocato(?) o meglio, sono stati tirati due calci ad un pallone. Più che una partita valida per il passaggio del turno in Champions, sembrava una partita organizzata tra amici, o nemmeno, visto che in quei casi si gioca su terreni decenti. Tutto quello che è successo intorno alla partita ha del ridicolo, come l’apertura dei cancelli per riempire lo stadio permettendo a chiunque di entrare, e le forze dell’ordine in quel caso sono riusciti a mantenere l’ordine pubblico? Non è che magari lo spostamento chiesto da loro gli ha permesso di richiamare quanti più tifosi possibili? Non mi stupirebbe affatto. Perlomeno l’UEFA poteva avere il buonsenso di farla disputare a porte chiuse, per l’incolumità dei tifosi. Ma a quanto pare non vi è importato nemmeno di questo, non avete rispetto nemmeno per i vostri tifosi che erano venuti fin li per vedere giocare la Juve e se ne sono andati senza vedere nulla, o meglio qualcosa l’hanno vista, hanno potuto ammirare quello scempio di terreno. Ancora oggi mi chiedo come sia possibile che squadre sprovviste di stadi adeguati e senza seri addetti necessari per eventuali problemi possano partecipare alla Champions League, tutto ciò ha dell’assurdo. E tralasciamo il discorso degli arbitri, alcuni non sarebbero degni nemmeno di arbitrare squadre dell’oratorio ma misteriosamente si trovano ad arbitrare partite importanti di Champions. In tutto questo Juventus dove sei? Noi tifosi oltre ad esporre i nostri dubbi, altro non possiamo fare, ma voi si, in fin dei conti non vi chiediamo la luna, ma solo di chiedere al signor Michel Platini in quanto presidente UEFA, di aprire un inchiesta e fare chiarezza su quanto successo. Almeno questo noi tifosi i giocatori, e l’intera competizione lo meritiamo.

Galatasaray – Juventus analisi sciatta.

Drogba

 

 

Articolo di Alessandro Magno

 

Stenderei un velo pietoso su tutta l’organizzazione del Galatasaray e dell’Uefa. Juventus supermaltrattata e fatta giocare su un campo di patate. Galatasaray che cura la parte di campo dove deve giocare la sua squadra nel secondo tempo e ditrugge la parte di campo dove deve giocare la Juve. Mancini stesso ha detto che la partita doveva essere rinviata e questo gli fa onore. Concludo questa piccola parentesi con il sottolienare quanto la Juve in Europa non conti nulla a livello politico e men che meno conta la Federazione italiana. Abbiamo subito tutte le decisioni dall’Uefa, al Galatasaray , persino dalla polizia turca. Noi abbiamo accettato tutto e a nulla è servito che Conte nell’intervallo e sullo 0-0 , quindi a risultato ancora ottimo per noi, ha cercato di convincere l’arbitro a rinviare la partita.

Detto questo sono abbastanza corretto da ammettere che la Juventus pur disputando una buona partita qui ad Istanbul su un campo impossibile, la qualificazione se l’è mangiata nelle altre partite. In un girone di Champions League non puoi permetterti di sbagliare molte partite e poi quando si va ad eliminazione dirette ancora meno. Troppi calcoli noi, troppo rinviare, troppo timidi, troppo poco convinti. Sarebbe bastata nel girone una Juve come a Bologna e avremmo vinto sia col Copenaghen in trasferta che con il Galatasaray in casa. A Istanbul all’ultima saremmo andati in vacanza e poteva venire pure giù un metro di neve. Invece in Coppa entriamo in campo sempre timorosi. Sempre ci lasciamo imporre il gioco dagli altri. Sia contro Copenaghen che contro il Galatasaray all’andata ci siamo svegliati quando siamo andati in svantaggio, sia con gli uni che con gli altri, abbiamo regalato gol clamorosi per disattenzioni enormi dei singoli. Credo sia giusto dire che con una sola vittoria, quella sul Copenaghen allo Juventus Stadium, è giusto uscire dalla coppa. Dispiace per gli introiti che avrebbe avuto la società col passaggio del turno, ma se non investi o investi poco e male non vai da nessuna parte. Due anni fa potevamo prendere noi Drogba che percepisce 7 milioni di Euro l’anno e lo potevamo prendere gratis hanno preferito investire 7 milioni piu’ 1 d’ingaggio per 3 anni che fa 10, per Peluso e 8, fra ingaggio e acquisto, per Padoin. Non si compravano nè Padoin, nè Peluso, con gli stessi soldi ti pagavi Drogba per due anni. E questo è solo per fare un esempio per dire che la qualità di un grande giocatore fa la differenza e la Juve lo sta vedendo con Pirlo che seppure anzianotto forse riuscirà a spuntare un triennale a cifre importanti.

Ora ci tocca l’Europa League. Leggo che molti pregano di uscire perchè a loro dire questa coppa gli fa schifo. Dal mio punto di vista spero che venga affrontata con l’impegno giusto come fosse la Champions. Voglio ricordare a tutti che la Juventus non vince un trofeo internazionale da qualcosa come 15 o 16 anni quindi prima di schifarsi bisogna essere umili. I nostri grandi cicli in Europa sono partiti sempre da una finale di Coppa Uefa. L’Europa League è una gavetta. Servirà da banco di prova per vedere se riusciamo a far trovare a questi giocatori quello spirito Europeo che evidentemente gli manca. Non credo che arrivare di nuovo primi in campionato davanti a questa Roma o Inter o Fiorentina o Napoli sia tanto meglio di battere magari il Tottenham piuttosto che il Siviglia il Valencia o il Rubin Kazan. La scuola si fa per gradi e poi il Chelsea l’anno scorso vinse l’Europa League e non credo gli fece tanto schifo la cosa. E fra l’altro vincere l’Europa League consente anche di sfidare il Campione d’Europa nella supercoppa Europea. Si parte per vincere sempre in ogni competizione , questo deve eseere lo spirito della Juve. Tutto è prioritario non si scarta niente.

Ultima cosa la finale di Europa League si disputerà nel nostro stadio. Ora a quelli che pregano di uscire velocemente da questa coppa per puntare tutto sullo scudetto, voglio solo dire che forse non hanno considerato il fatto che magari in finale ci possono finire i viola o i laziali o i napolisti. Bo, sappiatelo. Poi se a voi piace farvi alzare una coppa in faccia in casa vostra da siffatti personaggi accomadatevi pure. Io ci penserei.

Cose turche

 

gala

di Davide Peschechera

 

Si sentiva lontano un miglio la puzza dell’Inferno turco. Ce l’hanno fatta sentire appena dopo i sorteggi, quando si è scoperto che l’ultima partita del girone l’avremmo giocata a dicembre in una bella trasferta nell’est dell’Europa. Ieri sera, però, si è sentita proprio la puzza di bruciato. Trasferta tormentata e disgraziata.

 

Cominciamo dal Concilio sull’orario, evitabile. Il braccio di ferro tra polizia turca e Uefa, con quest’ultima che prima divulga un comunicato ufficiale (ore 14 italiane), poi lo mette in discussione subito dopo (ore 13 italiane). Poi, per la seconda volta, ritorna sui suoi passi per permettere l’organizzazione del servizio d’ordine (si ritorna alle ore 14 italiane). Intanto l’ Odissea della Juve senza albergo e nel traffico della città sino alle prime ore della notte. Poi la Uefa torna ancora sui suoi passi, per la terza volta, contro il parere della polizia locale che è contraria: ore 13 italiane. Decisione imposta dall’organismo europeo contro il volere delle istituzioni di sicurezza turche. La riunione prevista nella mattinata del giorno dopo, poche ore prima della partita, per la scelta finale. E il ritorno alle 14 ora italiana perché, obiettivamente, i giocatori non sarebbero potuti andare a dormire senza sapere l’orario ufficiale del match.

 

Il pensiero che attraversa la mente di tutti è lo stesso: la partita è stata falsata da un campo orrendo, ma la Juve ha buttato la qualificazione agli ottavi molto prima del gol di Sneijder. Siamo noi ad esserci messi in questa condizione ed il destino ci ha puniti con una delle situazioni più assurde che potessero accadere. Falsata o no deve essere un punto di partenza. Ci siamo “giocati”(in senso negativo, ovvio, perché stando prettamente al significato della parola, non abbiamo avuto modo di poterlo fare) la qualificazione all’ultima occasione disponibile. Il problema è come si è affrontato l’intero girone, non questa partita, che è stata una situazione a sé, imbarazzante quanto imprevedibile, vergognosa quanto ingestibile. Ma un dato: nelle 6 partite giocate dei gironi di Champions, abbiamo sempre preso gol. Anche ieri. Anche a Copenaghen, Anche in casa con i danesi. E con i turchi. Insomma, in quelle partite che avremmo dovuto vincere. Se non tutte, quasi. Tra Copenaghen, Torino, Istanbul e Madrid, 6 punti in questo girone sono pochi e valgono l’eliminazione. Assumiamoci le nostre responsabilità, ma andiamo subito via da questo posto. È stata una pagliacciata. Il Galatasaray si è adattato: lancio lungo e spizzata. “Una partita a tamburello e a tamburello non sappiamo tanto giocare”, ha detto Conte a fine partita. La Juve ha cercato di giocare la palla. E quando non può farlo diventa molto meno efficace e una cosa che proprio non si poteva fare nel pomeriggio di Istanbul era cercare il passaggio e la manovra. In condizioni climatiche accettabili avremmo vinto noi, probabilmente. Una partita decisa da un episodio con un campo inagibile. Fango e ghiaccio, un miscuglio di insidie in cui si sono arenati i bianconeri. Tra l’altro il terreno era diseguale. Una metà campo era stata spalata dalla neve con i trattori e se ne vedevano i solchi: è solo un caso che fosse quella in cui si sapeva che il Galatasaray avrebbe giocato in attacco soltanto per 15’ mentre alla Juve sarebbe toccato farlo per 45’? In queste condizioni la squadra più tecnica è penalizzata, ed è più semplice per i difensori della squadra avversaria fermare ed intercettare una palla che già si ferma da sola. Una partita che è diventata, col passare dei minuti, un terno al lotto, un avere più fortuna, nulla di prevedibile e applicabile tatticamente. I valori si sono equiparati, livellati. Ma non si parli di sfortuna o di congiura. La bravura e la maturità si misurano anche con la capacità di adattarsi tutte le situazioni e gli uomini Mancini l’hanno fatto meglio. Il divario di mestiere tra Drogba e Pogba è balzato agli occhi in ogni azione: l’ivoriano ha calamitato palloni per trasformarli in sponde, compreso quello che ha mandato il gol Sneijder; il giovane francese non ha capito neppure per un attimo che su quel terreno doveva usare giocate diverse dalle solite, si è impantanato nelle azioni solitarie e ha fatto impantanare il pallone a centrocampo, esponendo la Juve al pericolo soprattutto nella ripresa.  E come capita spesso il gol turco, con la difesa scoperta, è arrivato nel momento in cui la Juve sembrava aver ripreso il controllo del match.

 

Conte a fine primo tempo ha detto chiaramente all’arbitro “This in not football”, “Questo non è calcio”. “Quando sono arrivato ho visto il campo e l’impossibilità di giocare. Sono andato dall’arbitro che mi ha detto parla con l’altro allenatore. Allora sono tornato dall’arbitro con Mancini, c’è stata la riunione con delegato Uefa. Lui ha chiesto a Mancini cosa ne pensasse e tutti e due abbiamo detto che era “dangerous” per i giocatori, anche l’arbitro era d’accordo con noi ma l’Uefa ha detto che si poteva giocare.” The show must go on, a tutti i costi, evidentemente, in Europa. I sorteggi non aspettano nessuno. “Non capisco come oggi il campo non poteva essere “dangerous” per i calciatori se lo era stato ieri.”. Ieri le condizioni del campo non garantivano l’incolumità dei giocatori, ma oggi si è giocato in situazioni decisamente peggiori. E poi Drogba, dello stesso parere di Conte, ma con una sfumatura, sostenendo che “è così per tutte e due le squadre” e Conte che gli ha risposto: “Ma su un campo normale non so se sarebbe finita così”. Eh già. Una squadra che aveva tutto da perdere, l’altra tutto da guadagnare, non facciamo gli ipocriti, diciamo almeno le cose come stanno. “Noi siamo stati penalizzati enormemente. Forse dove abbiamo sbagliato, e lo dico per esperienza, è ridurci all’ultima partita e giocarcela qui, ci siamo complicati noi la vita in Champions”. Per chi pensa che Conte e tifosi stiano piangendo, questa frase dimostra che non è così, anzi. S’impara e si guarda avanti, recriminando il giusto.

 

Chi pensa che esser fuori dalla Champions sia un vantaggio per campionato, si sbaglia. Potremmo pagarla, in autostima e convinzione, anche se Conte tenterà di motivare ancora i suoi dopo questa delusione come è da sempre abituato a fare. Cerca motivazione ovunque. Dispiace solo essersela giocata in queste condizioni e in questa situazione, difficilmente amministrabile, conducibile, coordinabile da noi. Abbiamo perso stupidamente punti per strada e ci è scivolato il destino dalle mani, senza più possibilità di cambiarlo. Servirà da allenamento, in EL è pieno di campi così. Il risultato in sé per sé è indiscutibile, può capitare. È stata una partita secca che ha visto emergere le strategie turche. Gli sbagli sono stati fatti prima di questa partita. Noi ci abbiamo messo del nostro in precedenza.

 

E poi i tifosi, tornati in Italia con un mucchio di ghiaccio tra le mani, senza vedere la partita, tanti soldi spesi, una retrocessione in EL e la beffa di Juve-Sassuolo spostata alle 18:30 della domenica, diretta conseguenza dell’inferno di Istanbul. . Alla fine, dei 2600 presenti, ne sono rimasti 700 che alle 14 (le 15 ora locale) sono tornati ad occupare il ghiacciato settore ospiti. La sconfitta fa male e ci riporta alla mente altri capitoli tristi della storia bianconera, lo Scudetto perso sotto la pioggia di Perugia, l’eliminazione in mezzo al ghiaccio di Poznan e ora l’addio alla Champions nel pantano ghiaccio e fango di Istanbul: maledizione Juventus. La sensazione di aver dato il massimo, come sempre, ma non è bastato a causa di errori evitabilissimi commessi durante il percorso. La sensazione d’incompiuto dopo l’uscita ai quarti, lo scorso anno, al cospetto del Bayer. La sicurezza e la serenità con cui uscimmo e con cui promettemmo d’affrontare questa Champions, non commettendo più gli stessi errori ma che oggi abbiamo già perso. Quell’amaro in bocca che ci accompagnerà per tutto il resto della stagione a meno che, forse, non si disputi la finale di EL allo Juventus Stadium con un cammino trionfante. Sta diventando un destino, forse diventerà un proverbio: “Incerto come un Galatasaray-Juve a Istanbul”.  Il 25 novembre 1998 la gara in programma a Istanbul viene rinviata per il “caso Ocalan”, il terrorista turco ospitato in Italia. La gara fu recuperata sette giorni dopo, sempre in Turchia, e si chiuse sull’1-1. Cinque anni dopo, nel 2003, sempre il 25 novembre, la gara che si doveva disputare ancora ad Istanbul, venne pure rinviata, stavolta per motivi di sicurezza in seguito agli attentati che nei giorni precedenti avevano sconvolto la capitale turca con morti e feriti. Anche in questo caso il recupero fu sette giorni dopo, ma la partita venne spostata a Dortmund, in Germania, per motivi di sicurezza e la gara venne vinta dai turchi per 2-0. La Champions, una coppa che manca dal 1996.

 

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L’elaborazione del lutto

DrogbaScritto da Cinzia Fresia

Fa freddo a Torino oggi, fa ancora più freddo ad Istanbul di un gelo strano per una città di mare, una situazione anormale ad Istanbul, viene giù qualcosa:  sembra grandine, sembra ghiaccio, areonauticamente parlando si chiama ice pellets, e da questo fenomeno atmosferico così anomalo per questa città, che viene  firmato il “the end” per la Juve.

La Juventus non passa il primo turno e non si qualifica per la champions League. Era sufficiente un pareggio, uno 0 a 0, ma nulla, tutto è andato storto già da ieri sera. Chiaramente resta il rammarico per questa sconfitta poco onesta, ma è giusto che i nostri si prendano la responsabilità di questo fallimento, idem Antonio Conte.
Avevo scritto che se fosse mancata la qualifica non sarebbe stata colpa di questa partita ed è vero, arrivare fino “all’ultimo respiro”  indica che nella prima parte dell’anno si sono sprecati punti, che non ci si è espressi come si doveva sebbene  in campionato si abbia  avuto più fortuna ma in Champions no.

Perchè è accaduto? E’ mancato il centro campo da inizio stagione, Pirlo giocava male, Marchisio era in infortunio, e forse una mole di allenamento durissimo ha fatto la differenza, proprio quando Pirlo si stava riprendendo, è arrivata la tegola, l’infortunio ..che lo terrà fermo a lungo. Ma la Champions non è il campionato, dove forse dovremmo riuscire a farcela anche senza il nostro regista, sono bastati 2 o 3 giocatori di esperienza e profonda motivazione, e l’unico errore in difesa nostro ci ha castigato.

Ieri sera la Juventus se la cavava, non la vedevo benissimo ma il gioco lo conduceva e se non fosse nevicato chissà che non avremmo potuto essere più precisi e meno affannati. Oggi un campo orrendo, il freddo e il continuo nevicare ci ha messo KO. Pogba, Vidal, Llorente e Marchisio non sono entrati in partita, non riuscivano ad adattarsi a quella situazione, nemmeno il Galatasaray ha brillato, ma è bastato un piccolo errore in difesa che un giocatore come Snejider ha segnato.

Ma gli errori non sono stati solo in campo, indubbiamente i cambi effettuati in ritardo hanno preso parte alla sconfitta,  si vedeva quasi da subito che alcuni erano a disagio, purtroppo senza Andrea Pirlo in una fase di grande difficoltà tecnica e psicologica sono crollati. E’ mancato l’elemento adulto, di esperienza, sebbene Tevez si sia dato tanssimo da fare, dimostrando di essere capace, è mancato il gol, e se non si segna non si passa.

Ora Conte potrà dire quello che vuole, il campo era ostico anche per gli avversari, indubbiamente l’arbitro non si è comportato molto bene, ha punito i nostri eccessivamente dimenticandosi degli altri, c’è stata un’evidente presa di parte nei confronti dei padroni di casa.

Spiace, la Juventus a tratti ha giocato bene e come sa, purtroppo non siamo maturi per la Champions e forse nemmeno il nostro allenatore lo è, verranno tempi migliori. Si sono comunque battuti egregiamente e hanno cercato di dare il possibile. Così tante partite di seguito ed un elemento in meno come Andrea Pirlo e la non eccellente forma di Marchisio ha fatto il resto.

Ora si prosegue in Europa League, sperando che si riprendano dalla batosta e vadano avanti a custodire il vantaggio sulla Roma affrontando le prossime partite in completa serenità.

 

Galatasaray-Juventus Champions League – martedì 10 dicembre ore 20.45 Istanbul – Stadio Olimpico Atatürk

Galatasaray-Juventus-300x164Scritto da Cinzia Fresia

Vincere! E’ la parola d’ordine per domani sera quando la Juventus incontrerà il Galatasaray, the last chance for both! (l’ultima possibilità per entrambi)

La partita sarà durissima e la tensione alle stelle, il sig. Mancini ha già dichiarato di partire avvantaggiato considerata l’assenza di Pirlo. Questo infortunio al giocatore più importante della Juventus non ci voleva, ma confido sul buon senso dei ragazzi e anche, perchè no,  un po’ di buona sorte. La squadra pare stare bene, Conte dovrebbe affidarsi a Tevez e Llorente in attacco, e a Pogba nel ruolo di regista.

Possono farcela, se non si fanno prendere dall’ansia da prestazione i numeri e la maturità per riuscirci ci sono,  C’è poco altro da aggiungere se non che l’avversario è altrettanto motivato e che sarà scontro a muso duro.
Se le cose non dovessero andare per il verso giusto, non sarà colpa della partita di domani, ma la responsaiblità per i punti persi prima.

Quindi un abbraccio alla nostra squadra e forza ragazzi, siamo tutti con voi.

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