Una Inter piccola piccola

imageScritto da Cinzia Fresia

Una Juve scatenata, forte e determinata ha battuto un’Inter piccola piccola e per niente competitiva, sara’ stato il neo arrivo Osvaldo, (messo a dieta sicuramente da Conte) o gossip amorosi riguardanti certi giocatori, che la Juventus uscita dalla parentesi negativa laziale, ritrova la forma e la grinta e una certa fisicita’ espressa ai massimi livelli. Un primo tempo intenso e ricco di occasioni da goal, la Juventus ha costretto l’Inter nella sua meta’ campo senza mai concedere un respiro.

La Juve sempre nel primo tempo, avrebbe potuto produrre, anche 5 o 6 gol, tanti i tiri in porta e molta sfortuna, particolarmente per Tevez, che ci ha provato e riprovato, ma nulla, non e’ riuscito a ritrovare il gol. Comunque, sara’ Lichtsteiner a rompere il ghiaccio, un assist di Pirlo ed e’ fatta, 1 a 0, e il primo tempo finisce li’, l’Inter ha lacune profonde, lotta, resiste ma non regge la carica Juventina. Nel secondo tempo tutto accade in 10 minuti, 2 gol quasi uno dopo l’altro,  da un tiro respinto di Pogba, nasce il raddoppio, una confusione nell’area dell’Inter, pasticci dei difensori, non puo’ essere che gol, arrivera’ il terzo gol, questa volta firmato Vidal, nel frattempo Barzagli chiede il cambio, apprensione nella panchina della Juve,  pare un acutizzarsi dell’infiammazione al tendine, sara’ sostituito da Caceres.

Dopo l’uscita di Barzagli, l’Inter trova il gol, una confusione dei difensori della Juve crea l’occasione per accorciare le distanze, e dopo questo gol, l’Inter ci crede e ci prova, e riprova  ma tra la sfortuna loro e la bravura di Storari  l’Inter fallira’ miseramente, perdendo tre punti.

La Juventus e’ stata superlativa tutto il primo tempo e i primi dieci minuti del secondo,  dopo il gol dell’Inter  e’ calata di concentrazione consentendo ai nemici di venire avanti, fortunatamente senza danni.

Essendosi attrezzata in attacco, mancherebbe invece un difensore pari Barzagli, che una volta uscito l’avversario ha fatto gol. Comunque la Juventus ha vinto, tre punti meritati e correttamente guadagnati.

 

Solo Due parole per le sassate al pullmann degli interisti, purtroppo essere presi a sassate per noi e’ una consuetudine triste che si presenta di tanto in tanto, penso pero’ che non si dovrebbe fare a prescindere dalle condizioni di esasperazione dei tifosi, gesti cosi violenti non sono mai giustificati.

 

 

 

Juventus – Inter 3-1. Sintesi

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Juventus-Inter Domenica 2 febbraio 2014 ore 20.45 juventus Stadium – Torino

imageScritto da Cinzia Fresia

Questa volta, per scaramanzia non mi pronuncero’ su nessun risultato, diro’ una banalita’ che entrambe le squadre se ce la metteranno tutta possono farcela. L’Inter quando vede la Juve non capisce piu’ niente, si prevedono calci e pugni.

Vi diro’ che sono preoccupata per l’assenza di Buffon, sebbene Storari si sia comportato bene nell’emergenza Lazio, anzi, e’ stato grazie a lui se abbiamo tenuto.

Ma domani sara’ diverso, e lo spessore di Buffon sarebbe servito. pero’ e’ così’ affronteremo  i nerazzurri con il portiere di riserva.

Ma l’attacco e’ di tutto rispetto, e ci affidiamo a loro per un bello spettacolo. La Juve comunque deve vincere, per recuperare i due punti persi male, sabato scorso, e dovra’ seriamente combattere, non commettere errori, e non perdere la testa. L’Inter puntera’ alla provocazione, considerata anche la scorrettezza subita nei giorni scorsi dalla Juve circa l’affair Vucinic-Guarin, sebbene ci siano stati segnali di ripresa di dialogo.

 

 

 

i nerazzurri

Lazio – Juventus . Un punto d’oro.

Juventus - Lazio

 

Articolo di Alessandro Magno

 

Premetto che la Juventus , soprattutto quella del primo tempo, non mi è piaciuta affatto. Troppo sorniona, troppa scricchiolante e inutilmente leziosa in difesa. Probabilmente anche troppo inspiegabilmente convinta di essere così tanto superiore alla Lazio. Diciamola tutta, per come si è svolta, potevamo tranquillamente perdere e invece ne veniamo fuori con un punto. Io dico un buon punto. La Lazio conscia dei propri pochi, limitati mezzi ha fatto catenaccio. Reja ha schierato il 7-2-1 con un muro invalicabile in difesa, fatto di difensori e  centrocampisti che facevano i difensori vedI Ledesma, e due veloci rifinitori,  Candreva ed Hernanes, pronti a rilanciare l’azione verso Klose. L’atteggiamento era francamente di una squadra che un pari gli sarebbe andato più che di lusso, e non è cambiato neppure in superiorità numerica. Noi abbiamo fatto di tutto per fare il gioco della Lazio. Invece che cercare di aggirare questo muro per le vie laterali , abbiamo continuato a cercare triangoli strettissimi per vie centrali. Proprio quello che loro volevano che facessimo. Abbiamo fatto per lunghi tratti la figura della mosca contro il vetro. Anche nel primo tempo, giocato al limite del disastroso, nell’unica volta in cui Tevez riesce ad incunearsi lateralmente, a momenti Llorente fa il gol del pari con una girata. Gol del pari che arriva nel secondo tempo sempre su una percussione laterale di Lichetsteiner che crossa per Nando. Secondo tempo giocato invece decisamente meglio.

In mezzo a tutto questo, una bella partitadiciamo godibile, una gran fortuna da parte nostra per i due legni loro, una grande prova di carattere da parte dei ragazzi che veramente in inferiorità numerica si sono dimostrati encomiabili. Mi pare strano ma ormai me ne faccio una ragione, che Conte non faccia nessuna sostituzione e sottolineo NESSUNA, obbligando così di fatto i giocatori a farsi un culo mai visto. Già in inferiorità numerica dovevano correre più degli avversari, ma addirittura senza buttare nessuna forza fresca nella mischia, immaginatevi voi quale puo essere stato lo sforzo prodotto. Mi sono convinto che Conte non faccia mai le sostituzioni per paura di fare danni. Grosso, enorme , limite per un mister, perchè le partite di calcio sono anche partite a scacchi fra i due allenatori e vince chi fa le mosse migliori. Chi non fa mosse per niente come Conte non è che parta da una posizione di vantaggio. E’ così che alla Lazio per poco non riesce il colpaccio.
Concludendo dico che per come si era messa fra l’espulsione, il rigore e una squadra arroccata in difesa che aveva solo esclusivo compito di colpire in contropiede e rintanarsi nella propria area, è un punto d’oro. Obiettivamente parlando credo che si nel finale si poteva fare il colpaccio , ma si è rischiato anche più volte di prendere il secondo. Ci ha salvato la fortuna e uno Storari in serata di grazia. E a dirla tutta non sarebbe stato nemmeno meritato. Va bene così niente drammi, dopo tante vittorie di fila un pari a Roma rientra nei passi fassi fisiologici di una squadra. Ho visto Verona – Roma e a dispetto di cosa dicano i giornali , questa Roma non mi convince un granchè. Farà anche lei i suoi pareggi e le sue sconfitte statene certi. Niente drammi, continuiamo a mantenere la concentrazione. Il cammino è ancora lungo.

Lazio – Juventus 1-1. Sintesi

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Abbiamo fatto tutto noi

imageScritto da Cinzia Fresia

Una gran tristezza pervade questo dopo partita, 2 punti regalati alla Roma, e il grave e’ che abbiamo fatto tutto noi. Stasera se Llorente non avesse centrato la porta, i punti regalati sarebbero stati 3, un primo tempo pessimo e sopratutto complicato dall’espulsione di Buffon. Colgo l’occasione per sottolineare come Storari sia calato immediatamente nella parte e ci abbia salvato in diverse occasioni, Sino a quel momento niente di emozionante, salvo qualche uscita del nostro portiere, un po’ ardite, dove si e’ messo in pericolo molte volte, gli attaccanti avversari lo conoscono cosi bene che per Klose stasera e’ stato un chiodo fisso, e Buffon c’e’ cascato come un 15 enne al primo appuntamento. Il grave e’ stato il rigore, troppo per qualsiasi portiere, unica occasione da gol per la Lazio, la quale non e’ riuscita a segnare nemmeno in superiorita’ numerica. Comunque noi al 24mo restiamo in 10, e per Conte e’ una bella gatta da pelare. L’allenatore decide di sacrificare Asamoha per inserire Storari, la tristezza calava all’olimpico. rimanere in 10 per una squadra come la Juventus non dovrebbe essere un grosso problema, diciamo una bella seccatura, e la storia insegna che si puo’ vincere anche in 9 ma la Juve, e’ tramortita, non sa cosa fare, subisce gli assalti della Lazio, e c’ e’ una gran confusione, tra la difesa che funziona a meta’ e l’attacco che fatica andare in avanti. La Juventus sembra inebetita, tutte le azioni erano intercettate dall’attacco avversario che aveva nel frattempo acquisito molta fiducia.

Dopo l’intervallo, la Juventus reagisce, gioca meglio, e prova a pareggiare, al 60mo, divincolati dalle strette avversarie, Tevez, Lichsteiner e infine Llorente, confezionano un gran gol. Da quel momento che la Juventus prova e riprova, ma niente … la serata e’ cominciata male, e rischiava di finire peggio, un pessimo arbitraggio spudoratamente di parte ha messo in crisi i nostri che non riuscivano a completare un’azione senza perdere la palla. L’errore e’ lasciare senza supporto Tevez, che viene marcato da due o tre giocatori, e spesso le sue azioni vengono sprecate a causa di questo.

Pogba che e’ stato uno dei migliori questa sera, non e’ ancora determinante, e’ bravissimo, e’ un giocatore importante fondamentale, ma attualmente non riesce a cambiare le sorti della partita, piu’ a suo agio in questa funzione e’ Vidal che non ha mai perso la speranza, pero’ un giocatore che in un  momento di difficolta’ cambia tutto e trasforma un accadimento negativo in una vittoria, manca.

Per il resto la partita si poteva stravincere, obiettivamente la Lazio e’ migliorata ma poteva essere domata senza tante storia,

A parte Storari, Conte non ha cambiato nulla, e forse ha avuto ragione, la rinascita non dipendeva da un nuovo ingresso.

Cosa mi e’ piaciuto stasera? il gol di Llorente e il volo dell’aquila Olympia, non abbiamo perso, ed e’ gia’ qualcosa, ma spiace assistere a giornate cosi.

 

 

Lazio-Juventus Sabato 25 gennaio 2014 ore 20.45 Stadio Olimpico – Roma

lazio juveScritto da Cinzia Fresia

Ritorno a Roma per la Juventus, non per rincontrare la formazione giallo-rossa, bensì quella Laziale, che sta vivendo un momento positivo, e si presenterà “con i coltelli ai denti” per vincere la gara.Antonio Conte non concede la conferenza stampa, si appresta quindi ad avvicinarsi al tredicesimo successo in completo  silenzio.

La Juventus si presenta orfana di Chiellini, e la logica sostituzione dovrebbe essere Ogbonna, Marchisio pare favorito al ballottaggio con Andrea Pirlo per il ruolo a Centro campo. In effetti Andrea Pirlo, attualmente, è piuttosto chiacchierato, non per i suoi successi in campo bensì di quelli amorosi, individuata in questi giorni,  la neo conquista dello sportivo bresciano.

Speriamo che torni il Pirlo che conoscevamo e ci faccia vedere quanto è bravo a dirigere la Juventus vincente. Scherzi a parte, la Juve non avrà problemi a gestire la Lazio ricaricata, e la coppia Tevez e Llorente, si distinguerà sicuramente, speriamo con tanti bei gol.

ricchiuti64

Roma Juventus uscita dalla coppa Italia.

Partita equilibrata che si risolve con un episodio. Lo abbiamo avuto entrambi. Solo che il nostro l’hanno annullato.

Trattativa Guarin – Vucinic.

Ormai sembra la storia di quando un uomo e una donna vanno a letto. Non si sa chi abbia goduto davvero, chi abbia solo finto, chi abbia tenuto duro, chi abbia fottuto chi.

E’ stato scritto che la Juventus è diventata ora la prima società per introiti in Italia e la nonain Europa. Intanto ci credi e poi questo ci cambia qualcosa?

Non penso sia una questione di cifre reali l’economia. Quanto di cifre percepite. I migliori uomini d’affari non hanno soldi loro ma guadagnano sull’immagine e le amicizie proprie. Detto questo a me non cambia nulla se la Juve è ricca. Resto lo stronzo di prima.

Roma – Juventus 1-0. Coppa Italia gol Gervinho

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E adesso? Bi-plete?

gol-gervinho-600

di Davide Peschechera

“Poche chiacchiere, sarebbe un grosso colpo uscire anche dalla Tim Cup e ritrovarsi con questo squadrone a lottare solo per Campionato ed EL”. Lo pensavo e lo avevo scritto ad inizio partita, lo penso ancora e lo ribadisco: più che la sconfitta in sé, a bruciare è il secondo(?) obiettivo(?) stagionale. Direzione di gara che definire controversa è un eufemismo. Decisioni discutibili della terna arbitrale. Tagliavento approssimativo e leggermente casalingo. Benatia probabilmente non doveva finire il primo tempo, graziato dopo 15′ con “un’ammonizione da ultimo uomo”. Novità regolamentari. Poi er go’ de Peluso era regolare ma Thohir ci ha ripensato e ha detto no. Primo cross decente di Isla in 2 anni e gol annullato. Pallone uscito di 30cm.(forse), dopo i 21cm. di Llorente. L’antisistema del guardalinee ha funzionato. Dubbio offside sul loro gol, con la Rai che non sa neanche cosa significhi la parola “replay”. Sugli episodi Conte sereno: “Giovinco? L’arbitro ha deciso in questa maniera, non voglio entrare nell’analisi dell’episodio, lo accettiamo. Il gol di Peluso? Rivedendolo, a me sembra dentro e pure di parecchio, sinceramente parlando, poi si può sbagliare e si può non sbagliare, ma la palla è dentro. Però ribadisco, meglio che sia successo a sfavore nostro perché sennò figurati che succedeva se accadeva a favore nostro, con tutta la storia degli aiutini…”

La Juve rimaneggiata di Coppa Italia e imbottita di panchinari tiene testa alla Roma titolare per tre quarti di partita ma alla fine capitola di contropiede ed esce dalla competizione, con qualche valutazione che, al di là della direzione di gara, va fatta in tutta onestà. 7/11 dei titolari in campo. Fuori Tevez, Llorente, Buffon e Pogba. E nel secondo tempo anche Chiellini, con Barzagli a mezzo servizio. Condivisibile la necessità del turnover ma se la Juve avesse giocato solo 5 minuti da Juve avrebbe vinto facilmente la partita con una Roma incapace di trovare altre soluzioni d’attacco (limite di Garcia) differenti dal contropiede in rapidità (per altro fatto benissimo dalla Roma e sfruttato nell’unica occasione concessa).Pesa però il turnover esagerato di Conte, forse troppo sicuro di poter fare risultato anche cambiando esterni e coppia d’attacco tutti insieme. Se non ci fosse stata la Roma (e forse anche il Napoli, Conte avrebbe fatto giocare anche Padoin e Caceres. Per dire. Si poteva dare importanza alla Coppa Italia con una rotazione mirata più mirata e meno massiccia. Poi però Conte fa capire le reali intenzioni a fine partita: “Avevamo sempre utilizzato la coppa per fare rotazione e abbiamo bisogno di avere 20-22 giocatori abituati a giocare anche questo tipo di partite.” Conte tiene unito il gruppo promettendo ai panchinari di giocare la Coppa Italia e deve rispettare i patti. Solo così si spiega il turnover massiccio, perché Conte così mostra anche più rispetto per i vari Quagliarella e Giovinco facendogli giocare una partita che contava qualcosa piuttosto che giocare senza motivazioni contro la Sampdoria, però se Conte pretende da loro il massimo senza che abbiano continuità col campo è difficile che rendano. Non giocano mai, è normale che quando hanno una chance non siano in grado di sfruttarla. Troppa differenza con i titolari che ormai sono di un altro pianeta, hanno altri ritmi, altre misure, tutt’altra intensità di passaggi. È evidente. Se le riserve toccano palla troppe volte consecutivamente vanno in affanno o sbagliano gli appoggi o le misure del passaggio. Vedi gli attaccanti e gli esterni, appunto.

Sindrome europea? Macché. Mentalità di Coppa. Nazionale e non. Sappiamo ammazzare il campionato e non aggredire le partite che contano. La mentalità di coppa come la acquisisci se nelle coppe giochi sempre coi rincalzi? Vedi Copenaghen in Champions e Roma in Coppa Italia. Una Juve che nelle coppe ama complicarsi la vita. Gioca sempre con le infradito e la palla medica da 5kg. E si ostina a giocare con le riserve sino all’80’. Mi domando a cosa servano i punti di vantaggio in campionato se non a gestire situazioni delicate come gli impegni rognosi di Coppa Italia ed Europa League. A noi le Coppe stanno indigeste. Spero di vedere diverso approccio e intensità in Europa League. Continua ad esserci una Juve a due facce, tra campionato e coppe, dai tempi di Lippi. Approcci e atteggiamenti diversi.

Non si capisce come Conte potesse pensare di vincere una partita del genere “non giocando” affatto. Un’ora a presidiare la nostra area e poi gol in contropiede. Il mister é un Dio. Con i difetti degli umani a volte. E sono pronto a scommettere che rivedremo lo stesso film anche in Europa League. Il colmo. Bonucci che prima va con meno grinta di Pjanic sul pallone e poi si perde Gervinho sul gol, sintomo di una Juve distratta nel complesso, che ha preso sottogamba l’impegno, snobbato e sottovalutato l‘incontro. Arroganti a pensare di vincere con le riserve. Bastava far entrare anche solo Tevez, Llorente o Pogba prima. Non abbiamo fatto un tiro in porta e ci siamo rassegnati alla sconfitta già dal primo minuto scendendo in campo con quella formazione. Se nelle partite secche non si schierano i migliori questi sono i risultati. Contano più i trofei dei record. Il turnover andava fatto in campionato. La formazione iniziale diceva una sola cosa: voglio essere eliminato. Non ci credo che contro la Sampdoria mettiamo tutti i titolari, con 8 punti di bonus da giocarci(e giocheremo con i titolari anche contro la Lazio, ne sono certo), e poi giochiamo con 5 riserve contro la Roma in partita secca da dentro-fuori. Turnover massiccio inconcepibile.

Alla fine la Roma ha meritato perché perlomeno ci ha provato. Ha vinto chi la voleva di più e chi aveva più motivazioni, come spesso accade. Ultima Coppa Italia vinta nel 1994/95, un ventennio fa. La Coppa Italia non era un obiettivo della società e di Conte; la Roma ci ha puntato di più. Si era capito già dal primo anno, quando nella finale contro il Napoli giocarono Borrielo-Del Piero in attacco invece di Vucinic-Matri. Ci sta, ma almeno si eviti di dire “puntiamo a tutte le competizioni”. Che senso ha giocare una partita simile e poi mettere Tevez quando vai sotto? Se non frega nulla si abbia la coerenza di finire con quelli con cui si é iniziato.

Fuori da due competizioni di cui una la Champions, fotocopiando quella dello scorso anno, e l’altra la Coppa Italia, poco incisivi e risucchiati anche qui da una sorte di complesso. È evidente la differenza di rendimento tra Campionato e Coppe, con una squadra e un tecnico che dimostrano di essere più affidabili in competizioni di lunghe distanze e non immediate.  Juve che ha aspettato troppo e non è stata in grado una sola volta di tirare in porta, la Roma con due tiri di cui uno grazie all’immobilità della difesa passa alle semifinali. Questo rende l’idea e fa capire come ci volesse poco in più per vincerla. Sarebbe bastato volerlo. Invece poca voglia e capacità mentale di giocare a certi livelli. Per la Roma dopo la sconfitta di Torino 4 vittorie consecutive, tutte in casa. 9 fatti, 0 subiti.

Per avere i frutti e i risultati che Conte ha ottenuto in campionato c’è bisogno, oltre che di grande intensità in allenamento da parte di tutti i giocatori, agli stessi livelli della partita, come sappiamo, anche di un gruppo unito a partire da Rubinho fino ad arrivare a Tevez. Per fare questo deve far leva su qualcosa e spronare tutti a dare il massimo, promettendo anche alcuni “premi”. È l’unica chiave di lettura possibile. Ecco, sembra quasi che la Juve abbia dovuto e voluto sacrificare la Coppa Italia. Tra un po’ inizia l’ Europa League e saranno turni e trasferte molto dure, tutti match giocati di giovedì sera e domenica sera. Andremo in casa di Napoli, Milan e Roma, alla fine… La Coppa Italia è una seccatura che dovevamo toglierci? Passiamo oltre. Anche se non abbiamo più la CL, ci sono due partite in più di EL, sempre che la si affronti con la giusta determinazione.

Insomma. Due giorni surreali. Verrebbe solo da dire: “Togliamo il disturbo, ma vedrete che banditi verranno dopo di noi” (Antonio Giraudo). Negli ultimi 3 anni, abbiamo perso la TimCup sempre a Roma: in finale contro il Napoli 2-0, nella semifinale di ritorno contro la Lazio 2-1 dopo il pareggio dell’andata, ai quarti contro la Roma. Conclusione? Teniamoci Vucinic, perché non abbiamo punte all’altezza di Tevez e Llorente. Giovinco e Quagliarella la conferma: c’è un abisso tra titolari e panchinari, Vucinic è una via di mezzo. Ma, a proposito di panchinari, se ci fosse stato Guarin in panchina…

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