ricchiuti17

Considerazioni su Juventus Nordsjealland. Considerazione su Nordsjealland e Pescara.

2 serene tisane. corroboranti forse. ma al momento inattendibili.

Polemica Conte Gufi. Polemica Conte giornalisti gufi. Polemica Juve Raiola sul caso Pogba. Polemica Conte vs giornalisti gufi e Juve vs Raiola sul caso Pogba.

Carletto juliano m’ha detto che conte avrebbe dovuto evitare. Io dico che è una fortuna per i giornalisti che conte non sia vendicativo. se lo fosse avrebbe finto di fare nulla e avrebbe poi tentato di segare quei due in privato. sempre che la nostra comunicazione sia in grado di fare un torto al giornale di casa. Riguardo pogba, quelli che hanno criticato raiola per aver forse, come suggestionato gb olivero della gazzetta, chiesto un impiego maggiore magari sono gli stessi che lo volevano in campo a salvare la patria con l’inter. Si fa un gran casino tra noi a protestare contro la stampa e poi ci si abbandona passivamente alle malizie della Gazzetta che nei confronti di Raiola preferisce coltivare altri procuratori. Di qui l’immagine brutta, lo scandalo falso sui soldi, i rinnovi etc che fanno parte delle dinamiche normali di ogni mercato. e mercante. Di qui la caricatura e l’invito a non averci a che fare con tale potenza. Un po’ come ai bei tempi la gea. Non ne fo una questione di merito, non m’interessa neanche sapere se ci sono versioni diverse e scuse alle assenze. Ne fo questione di metodo: non si mette l’etichetta di scansafatiche a un proprio patrimonio. Sulla questione si sono espressi sia moggi che un certo Alessandro magno il quale avrebbe rintuzzato gli amanti della verità a tutti i costi pure a svantaggio della Juventus con un classico e definitivo “Ma da quando siamo amici dei giornalisti ?”.

Sei andato a qualche processo questa settimana?

se ti riferisci a quello a Giraudo, si. e divertito. se ti riferisci al mio, non ancora.

Pescara – Juventus 1-6 Sintesi

http://www.metacafe.com/watch/9369993/

Pescara-Juventus 10.11.2012 – Stadio Adriatico – Super Quagliarella show!

 

di Luna23

 

Allo stadio Adriatico, la Juventus ha battuto un’inesistente Pescara, nonostante la voglia di farsi notare e valere in questo campionato gli abruzzesi sono dolorosamente caduti,  puniti con 6 gol, di cui tre segnati da un Quagliarella, stellare e spietato ..come piace a noi.

Dobbiamo però essere onesti, il Pescara non c’era proprio, a parte un giocatore con tanta voglia di farsi notare (Quintero) gli altri assenti ingiustificati. Non ho comunque mai visto niente di simile, una squadra debole, con un attacco e difesa inesistente, per la Juve è stato un gioco da ragazzi metterla sotto, e condurre il gioco a suo piacimento, strano, la consuetudine delle squadre da metà e bassa classifica che incontrano la Juve è di distinguersi facendo meglio possibile e tentare di batterla utilizzando qualunque mezzo,  questa volta, a parte l’unica disattenzione della nostra difesa e un po’ anche del nostro portiere, la Juventus non ha concesso nemmeno un respiro.  E’ corretto dire che la nostra squadra  ha giocato da sola, il povero Perin, ramingo, ha potuto nulla contro le furie bianconere ancora psicologicamente ferite dalla sconfitta durissima con l’Inter, hanno segnato quasi tutti dei nostri, meno Bendtner.

Il primato l’ha toccato Quagliarella, è stata la sua serata e glielo riconosciamo, tre gol fantastici e ci auguriamo che la sua parabola ascendente vada avanti per un bel pezzo, bene Giovinco che ha trovato anche il gol, e ottimo Asamoha, anche lui rete di grande qualità. Una menzione a Marchisio che ha fatto il vice Buffon .. respingendo una palla praticamente in rete, ma il match era segnato, si potevano segnare anche 20 gol, talmente  arrendevole e poco convinto il povero Pescara, rimasto persino senza allenatore, espulso per proteste.

Un timore quello degli abruzzesi reverenziale, paura di  tutto, attaccare, difendere, creare, nulla .. sembravano paralizzati, incapaci di fare qualcosa, almeno provarci, nulla è valso dai cambi e della nuova fantasia introdotta, il Pescara affondava e presto sarebbe affogato.

Al posto dell’allenatore la presenza di Angelo Alessio stasera è stata superflua, la Juve era troppo forte, e i cambi sono stati come contro il Nordjalleand, conservativi, anche le riserve avrebbero vinto.  Le passeggiate sono al momento finite e   ci stanno aspettando tre prove dfficili, Lazio, Chelsea e Milan, che dovremo affrontare al massimo della forma e concentrazione perchè saremo obbiligati a vincere.

Bene, quando si incontra un avversario così debole, la parola d’ordine è divertirsi, e la Juventus l’ha fatto alla grande, abbiamo assistito ad una spettacolare goleada, ovvio, spiace non essersi battuti con una squadra di pari livello, ma queste  vittorie  servono per recuperare il morale, sperimentare ed andare a casa con il buon umore, non è successo niente di male, nessuno si è infortunato gravemente, a parte un ginocchio dolorante di Quagliarella, che pare sia di poca conseguenza. La Juve non ha di sicuro infierito, ha solo dimostrato la sua superiorità e grandezza. Tre punti  .. e andiamo avanti!

 

Luna23

 

Pescara-Juve, quelli di una volta.

 

di eldavidinho

Che la Juve col Nordsjaelland doveva vincere si sapeva, Che doveva migliorare la propria differenza reti nel girone anche. Ma che andasse tutto così bene era difficile immaginarlo. Concentrati, aggressivi, affamati. Si sono rivisti la transizione difensiva e il pressing. Nel primo tempo le occasioni sprecate sono state troppe al netto dei gol. Quello di Vidal è l’essenza di questa Juve e questo giocatore simbolo che, con quell’esultanza, ha ricordato lo scrollarsi di dosso le critiche come lo scorso anno a Firenze, in quella “lite simulata” con Bonucci. Il pallone se l‘è ripreso con le unghie e con i denti. Si è inventato il gol in tackle. Bello anche il gol di Giovinco, semi pallonetto e anche lui protagonista di un’esultanza che fa parlare: con quelle mani davanti agli occhi ha voluto comunicare di “aprire gli occhi perché ho segnato io?”. è mancato solo quello di un Matri ormai vittima di un blocco psicologico. Isla mi ha impressionato positivamente. Ha un passo diverso rispetto a Lichtsteiner, sa ben calibrare i cross ed è un esterno vero. Marchisio spaziale, stratosferico, mostruoso. Ha fatto capire agli attaccanti come si segna. Poi c’è quel Quagliarella sempre utile. Se questa squadra torna a giocare col recupero alto del pallone e la manovra ampia, in velocità, torniamo a divertirci come lo scorso anno ma con una compattezza di squadra ed una solidità difensiva veramente notevoli e migliorate. Tanto da potercela giocare sino alla fine contro la fortuna(eufemismo) del Chelsea e la freschezza dei giovani dello Shakhtar: una vittoria d’obbligo in casa con gli inglesi ed un pareggio in Ucraina con i padroni di casa già qualificati. La Juve interrompe così la serie di pareggi europei. Non perde nelle coppe europee dal 18 marzo 2010 quando, in Europa League, venne superata per 1-4 in casa del Fulham e nelle seguenti 13 partite ha ottenuto 4 vittorie e 9 pareggi (di cui 9 nelle ultime 9 gare, appunto). La Juventus non vince in Europa dal 26 agosto 2010 quando, nel playoff di Europa League, si impose in casa per 1-0 contro lo Sturm Graz: con la vittoria di mercoledì, l’imbattibilità in Europa arriva a 14 partite, quasi a rimarcare il percorso cominciato lo scorso anno in campionato. Nella serata in cui la Juventus asfalta il Nordsjaelland, però la società bianconera colleziona un risultato negativo. Mercoledì lo Juventus Stadium ha registrato solo 31.366 paganti, ovvero la terza peggior partita casalinga nel nuovo impianto per presenze. Pare proprio che la Champions League non “tiri” neanche dopo la protesta contro lo Shakhtar. Solo in due occasioni lo Juventus Stadium ha fatto registrare un risultato peggiore: contro il Bologna in Coppa Italia lo scorso anno e proprio contro lo Shakhtar qualche settimana fa, quando il sold out non registrato non influì sul guadagno della società che aveva previsto un aumento del prezzo dei biglietti in Champions.

Forse ha ragione Maurizio Compagnoni a temere che “la sconfitta con l’Inter ha peggiorato la situazione perché questa Juve è ancora più forte di prima”, tanto da portare alcuni giornalisti ieri presenti allo Stadium come cronisti in virtù dell’accredito ricevuto dalla società ad esultare in seguito al gol del 3-2 realizzato dal Chelsea contro lo Shakhtar e a parlare di un “Conte furioso e al limite della censura nella sala stampa dello Juventus Stadium dopo il 3-2 del Chelsea”. Niente. Questo giornalismo proprio non ha la voglia di essere meno fazioso e più sportivo o per lo meno “coraggioso” nel prendersi la responsabilità delle sue azioni. Siamo proprio tornati.

Speriamo di riconfermarci anche nell’anticipo che ci porta a Pescara, allo Stadio Adriatico, contro la squadra che lo scorso anno, impressionando tutti per gioco e spettacolo, ha raggiunto la serieA. Di quella squadra che avrebbe fatto divertire anche quest’anno sappiamo tutti che ne è stato ma i giocatori attualmente in rosa sono 14esimi in classifica con 11 punti sino ad ora raccolti, frutto di un gioco ancora corale ma un gruppo che la coesione sta cominciando a conoscerla. Molti sono gli stranieri in squadra, tante le scommesse: alcune di queste al momento “vinte”. Il colombiano Quintero, centrocampista offensivo classe ’93 e Weiss, trequartista in grado di svariare su tutto il fronte d’attacco, classe 89’, sono alcune di queste.

Il numero di match disputati nel campionato di Serie A tra Pescara e Juventus è pari a 5. In totale sono stati segnati 13 goal. La squadra di casa ha collezionato 2 vittorie contro 2 della squadra ospite. In tutto un solo pareggio. La vittoria più larga della squadra di casa risale alla stagione 1992/1993, giornata numero 33 valevole per il girone di ritorno: Pescara-Juventus si concluse 5-1. Per quanto riguarda la squadra ospite, la miglior vittoria fu registrata durante la 13° giornata della stagione 1977/1978 girone d’andata: Pescara-Juventus si concluse con il risultato di 1-2. Complessivamente nell’incontro Pescara-Juventus sono stati messi a segno 13 goal, di cui 8 a favore della squadra di casa e 5 dalla Juve.

Stroppa deve ancora rinunciare a Terlizzi al centro della retroguardia, invece tornano a disposizione Colucci e Romagnoli. Contro la Juventus mancherà invece Blasi infortunatosi alla coscia destra contro il Parma e ne avrà per più di un mese. Intanto il tecnico dovrebbe continuare sulla strada del 3-5-2 che ha fruttato i tre punti domenica scorsa. In avanti probabile conferma per il tandem Abbruscato-Jonathas, ma lo slovacco Weiss scalpita. Intanto Quintero si è ripreso dopo il malore accusato nell’allenamento di martedì dovuto ad un’allergia alimentare ed oggi rientrerà in gruppo. Indisponibili infine Crescenzi, Savelloni e Brugman.

Antonio Conte invece può far leva sull’intera rosa eccezion fatta per Simone Pepe, alle prese con un lieve problema al polpaccio destro. Vucinic, costretto ad abbandonare il terreno di gioco durante il match contro l’Inter a causa di una contusione al polpaccio sinistro, dovrebbe essere regolarmente a disposizione dell’allenatore bianconero. Poi sarà il solito turn over a decretare i titolari.

Arbitro designato per questo anticipo è Luca Banti di Livorno che incontra i bianconeri per la prima volta in questa stagione. Due i precedenti in quella passata: il pareggio (1-1) di Bologna in campionato e la vittoria (3-0) in Coppa Italia contro la Roma allo Juventus Stadium. In totale, sono 13 i precedenti della Juventus con Banti. Il bilancio è di nove vittorie, due pareggi e due sconfitte. Tra queste gare non ce sono contro il Pescara. Gli assistenti saranno Pietro Galloni e Alessandro Giallatini. Il quarto uomo Francesco Altomare, gli assistenti d’area Paolo Valeri e Leonardo Baracani. Forza Juve.

“Attimi Di Juve” – Profilo Twitter: @eldavidinho94

Buon compleanno ..Capitano!

 

di Luna23

 

Come passa  il tempo, è già passato un anno da quando Alessandro Del Piero è volato in Australia per una nuova avventura e  sarà stata sicuramente  una bella festa per lui, ma immagino conoscendo l’attaccamento ai suoi tifosi  e in particolare a quelli della Juve che un pensiero è stato per noi.

Come ci manchi Capitano, e come servirebbero  le tue azioni ed i tuoi gol alla Juve, che senza di te, non è ancora completamente se stessa. Eppure in Australia stai bene, stai giocando e ti stai divertendo senza dimenticarti dei tuoi affetti rimasti qua, dimostri che niente si disperde e tutto si rigenera e che si può essere felici dando sempre il massimo anche da un’altra parte.

Caro Capitano siamo rimasti orfani senza di te, ci fa ancora effetto non vederti più in quel gruppo, dentro a  quella maglia,  siamo ancora disorientati della tua partenza, ma questa è la vita e comunque dove ti trovi stai bene e questo è ciò che conta. Nel frattempo andiamo avanti  seguendoti anche da qui.

Goditi questo primo compleanno australiano, la tua nuova vita e questo splendido paese dai colori e paesaggi mozzafiato, e ricorda che il tuo pubblico juventino ti sta aspettando, in cuor nostro sogniamo che un giorno tornerai.

Luna23

 

 

Salvate il soldato Matri (cronaca della partita vista allo stadio).

 

di Alessandro Magno

 

La serata inizia con il solito giro di chiamate ed sms : ” Ci sei, non ci sei?” , ” ma dai vieni? allora ci si becca”. Partiamo per lo stadio con molto anticipo. La strada è breve da casa mia, normalmente ci si mette 20 minuti a percorrerla, ma per le partite ci si può impiegare anche un ora. Odio la coda, così faccio qualche percorso alternativo e alle sette sono li. Parcheggio dove evito di pagare i 10 euro di pedaggio che è una delle tante ladrate correlate all’evento, dato che già in quattro mi è costato 158 euro, e mi fiondo al settore C1 Tribuna Family, di fianco alla Curva Sud. Aspettiamo l’amico Marco che arriva da Rimini ci si saluta, ci si abbraccia. La serata è fredda fredda si gela, ma i nostri cuori sono caldi di tifo e di amicizia è una bella serata di sport e di Juventus. Mio fratello non fa a tempo ad arrivare e anche l’amico Fabry che viene da Alessandria, così con loro ci si da il gancio a fine partita. Entriamo dentro e scopro che ho i posti in fila 2. Praticamente abbiamo la faccia dentro il campo, figo. Quando Pirlo nel secondo tempo verrà a battere i calci d’angolo sembrerà quasi di poterlo toccare. Sicuramente gli si può parlare e lui sente i complimenti e ringrazia applaudendo. Mi guardo attorno, il cameramen dello stadio viene a riprendere i miei figli Federico e Vittorio (13 e 9 anni) che appaiono sul maxi schermo, poi dopo chiede a uno vicino a noi di non mostrare la sciarpa con la scritta ”Odiati e fieri” ma solo ”fieri”, direttive della Juventus, ancora evidentemente malata di ”smilepolitik” penso io …mah. Manca ancora un ora alla partita , guardo in sù e noto che in caso di piogga saremmo bellamente fottuti, la copertura dello stadio non copre bene le prime file, direi che se piove di traverso le prime 3-4 file si bagnano sicuro. Meno male non è prevista pioggia. Mi viene anche da notare che fra noi e la Curva Sud la distanza è veramente breve, pochissimi seggiolini, saranno 6 metri. Da quel lato la visuale è identica, il posto a sedere è uguale, ma il costo decisamente diverso. In curva avrei speso 95 euro. Non ho trovato biglietti di curva nè Sud nè Nord. Anche l’acqua dagli zaini ci hanno tolto ai controlli, non serve che ci eravamo messi i tappi in tasca come facevamo fino all’anno scorso e ci tocca comprarla a 2 euro a bottiglietta, un’altra bella botta. Sembra insomma che lo Juventus Stadium sia un posto tutt’altro che per famiglie. Ma comunque chi se ne frega i ragazzi volevano vedere una partita di Champions e siamo qui. Sono radiosi e questo è quello che conta. Anche la mia Rosy è felice, vuol rivedere Matri e spera giochi Caceres (gusti femminili). Entrano i ragazzi per il riscaldamento, Buffon ci saluta, poi anche Pogba. Padoin viene a fare un allenamento differenziato proprio sotto di noi. Poi la presentazione, la musica degli Ac-Dc, e poi l’inno che tutto lo stadio canta a squarciagola come sempre. Si comincia.

La partita sembra avere già una storia segnata. Questi danesi a parte qualche buono scambio iniziale perdono il possesso della palla quasi subito e non lo recuperano più. E’ inevitabilmente  un monologo bianconero. Il trio di centrocampisti Vidal-Pirlo-Marchisio è ”troppa roba” per questi volenterosi nordici e così in pochi minuti si va prima in vantaggio e poi si raddoppia. La nota lieta della serata sul piano tecnico, pare essere Isla. Ora fermo restando che gli avversari non sono dei fulmini di guerra, la prestazione del cileno è assai confortante. Si va avanti sempre su questa falsariga. Buffon saltella perchè sta morendo di freddo come noi, ci sono 5 gradi.

A questo punto accade una cosa che per mio conto segnerà nel bene e nel male questa serata. Su un cross di Isla, Matri stacca in perfetta torsione e con un colpo di testa di pregevole fattura centra in pieno la traversa. Da li in poi sarà una partita Matri vs Nordsjealland e tutti i ragazzi in campo cercheranno di far segnare Alessandro. Di li a poco, Giovinco trova un gol veramente capolavoro. Un tiro a girare dove il portiere non può nulla. Chapeau, ma mi vien da pensare che a Seba proprio non gli va di fare le cose facili. Sul 3-0 la partita diventa una specie di allenamento. Ora tutto lo stadio si aspetta il gol di Matri. E’ un serio professionista, un bravo ragazzo che ha sempre segnato, non rompe le balle nello spogliatoio, è Juventino e tutti gli vogliono bene. Di palle a disposizione ne avrà diverse e purtroppo le sprecherà tutte. Non è proprio serata per lui. Ad ogni palla sbagliata aumenta il suo sconforto. C’è uno, 4 file sopra di me, che non la smette di dire che è una pippa e un broccazzone. Qualcuno gli fa notare che allo stadio si viene per tifare e non per criticare, quello si fa al bar e giustamente questo la pianta lì, era ora. Neppure un secondo dopo Matri si fa anticipare dal difensore, proprio quando Quagliarella subentrato a Giovinco, lo aveva messo incredibilmente solo davanti al portiere. E’ un attimo veramente brutto per Matri e per tutto lo stadio che sembra inveire contro di lui. Invece questo boato che sembra di insulti e di rabbia che appare come il brontolio sordo di un tuono, magicamente via via cresce alle orecchie piu’ forte e più chiaro. La Sud ha iniziato a cantare ”Siam venuti fin qui, siam venuti fin qui, per vedere segnare Matri”. Altro chapeau, questa volta per la Curva Sud. Alessandro alza la testa e con il pollice in sù ringrazia. Dopo qualche minuto su un angolo dell’imprendibile e magnifico Pirlo (dal vivo uno spettacolo nello spettacolo), Matri schizzerà la palla del 4-0 sulla testa di Quagliarella. Molti andranno ad abbracciare Fabio e altri andranno ad abbracciare lo sfortunato 32. Anche Quaglia ringrazierà Alessandro e proverà ancora a farlo segnare , ma non è proprio la sua serata. Finisce così 4-0. Con i ragazzi a ricevere l’applauso sotto la curva. Che bello spirito di gruppo c’è stato, siamo orgogliosi di questi ragazzi.

Mentre usciamo dallo stadio apprendiamo la notizia che Moses del Chelsea ha segnato. Federico mi dice che ‘sto Moses è un giovane, io ”manco” sapevo che esisteva al mondo. Conoscevo un Moses che faceva la corsa ad ostacoli, porca miseriaccia. Ma chi se ne frega vinceremo le altre due non abbiamo voglia di rovinarci la serata per Moses. Ci incontriamo alla Juventus Store all’uscita con gli amici di prima, con mio fratello, mia cognata e Ciccio ”il mio fratello drugo” con sua figlia, conosco con piacere anche Gianni che mi legge sempre e che è da tempo che mi voleva conoscere e un altro amico di Napoli, Roberto, abbonato storico che s’è fatto e si fa da anni, km e km in treno per seguire la Juventus. Mi chiedono quando porto Enzo Ricchiuti allo stadio. Gli dico quando torna Moggi torna pure Ricchiuti come mi ha detto lui: ”siiiiii , allora campa cavallo ….” e si ride e si scherza come fossimo una famiglia nella nostra casa. Stiamo veramente in bella compagnia. E’ una bella sensazione. Vittorio mi chiede se ci facciamo l’abbonamento ma gli devo dire che non ce lo possiamo permettere. Mi strappa una promessa che presto torniamo. Marco poi lo incalza per la Lazio,  sà che fa presa sul piccolo, l’ha tenuto sulle spalle alla festa scudetto quando passava il pulman in Piazza Castello, ma resisto, me la cavo con un: ”Vediamo che si può fare”.

Lo Juventus Stadium è una ”bella storia” ragazzi, potrebbe essere ancora più bella se fosse pensato per le famiglie. Purtroppo così, è uno stadio per single, oppure per singoli eventi. Impossibile per una famiglia media come la mia abbonare tutti. Se poi contate che gli abbonamenti valgono solo per il campionato, mentre per la champions bisogna spendere ulteriori soldini , la cosa è assolutamente fuori portata. Se il costo fosse più accessibile, davvero potrebbe diventare una bella abitudine. Spero che Agnelli legga questo articolo (so che ogni tanto lo fa), e ne tragga le sue conseguenze. Lo Juventus Stadium è una bella cosa. Potrebbe essere ancora meglio. Ma questa è un altra storia.

Alessandro Magno

 

Articolo pubblicato anche su Juvemania.it e Ladivinajuventus.it

Juventus – Nordsjealland 4-0 Sintesi

http://www.metacafe.com/watch/9354062/

Juventus-Nordsjaelland Champions league -7.11.2012 Juventus Stadium- Torino: Alessandro Matri ti vogliamo bene”

 

Luna23

 

 

Adesso ne abbiamo la conferma, che all’andata abbiamo giocato non solo male, peggio, stasera la Juventus ha affrontato una squadra che pareva quella “dell’oratorio sotto casa” , senza offesa naturalmente,  anche solo la nostra Primavera si sarebbe distinta sicuramente contro i danesi che  seppur in modo dignitoso,  hanno incassato 4 gol, in predicato di prenderne altri 6, ma sappiamo quanto sia difficile segnare , perciò vada per i  4.

Non so a voi, ma a me è sembrato  un incontro  di allenamento, tranquillo, senza sbattimenti,  il Nordsjaelland non ci ha nemmeno provato, rinunciatario da subito. Il primo tempo i poveretti non hanno  toccato  un pallone, neanche mezzo, la Juve ha fatto  quello che voleva, tirava,  sbagliava  ..faceva  gol .. nessuno ha  provato  a fermarla, e posso dire che il tutto si è svolto  senza un minimo di ferocia, a parte un giallo dato a Marchisio solo   perchè l’arbitro non sapeva cosa fare, il resto una passeggiata al parco con  gelato.

I gol tutti belli, questa,  era la serata giusta per approfittarsene, ci hanno provato tutti e potenzialmente potevano riuscirci,  anche  Matri, che ahimè ha sbagliato tante volte ..troppe.

Il secondo tempo, a parte i primi 10 minuti, in cui i danesi hanno tentato di fare qualcosa,  è stata tutta una discesa per la Juve che si è divertita moltissimo, ne ha fatte di tutti i colori, ha sperimentato, e dato importante finalmente i due attaccanti hanno segnato.

Giovinco libero da marcature, riceve un super assist di Pirlo che finalmente finalizza in gol,  e Quagliarella realizza  interpretando  positivamente una deviazione di Matri,  entrambi,  da bravi colleghi hanno fatto il possibile  per far segnare Matri, anzi, tutta la squadra ci ha provato, ma Alessandro non è riuscito, non solo, si è complicato la vita più di una volta,  troppe esitazioni lo hanno indotto all’errore, e fallire contro la squadra di stasera non vorrei diventasse fatale.

Al posto dell’ allenatore I cambi sono stati superflui, quindi si suppone che le decisioni di Alessio siano state puramente conservative per la gara di sabato  a Pescara, una piccola critica: visto l’ingresso di Pogba, avrei fatto riposare Pirlo.

Da questo episodio però, si è evidenziato quanto Giovinco, soffra le marcature e non riesca spesso a divincolarsi dalla stretta avversaria che lo manda in confusione all’atto della finalizzazione in gol, obiettivo primario del suo ruolo,  Quagliarella invece con i partner giusti rende di più, anche Matri nonostante le occasioni fallite, ha giocato bene e in ottima sintonia  con Quagliarella che con Giovinco, in effetti la  coppia di attacco Matri-Giovinco mi ha convinta, i due si sono comportati molto bene e hanno collaborato.

Ora che ci siamo divertiti con un  risultato che ci ha  asciugato  le lacrime dell’ultima sconfitta, torniamo sulla terra e ammettiamo che le cose si sono fatte difficili. La caduta in campionato, ha consentito all’Inter di raggiungerci in vetta, ora sono secondi dietro a noi con un distacco di un solo punto, il ciò significa che qualunque gara anche con l’avversario più insignificante dovrà essere stravinta, perchè l’Inter non mollerà e ogni settimana sentiremo il suo fiato sul collo, idem in Champions, speravamo che il Chelsea pareggiasse ed invece  durante il  tempo di  recupero  una zampata  su calcio d’angolo, colpo di testa di Moses ..  battuto lo Shaktar, per noi vuol dire “battere il Chelsea ..” il sig. Di Matteo è avvisato …

 

 

 

 

 

Juve-Nordsjaelland, 49 volte grazie.

di eldavidinho

E pensare che il gol di Vidal dopo 19 secondi non era lecito neanche pensarlo dopo gli inizi di gara degli ultimi tempi, spesso sottotono e col freno a mano tirato. E invece, l’interpretazione iniziale dei primi 20 minuti di gara è stata ottima, con la Juve ad attaccare l’Inter in inferiorità numerica dalla cintola in giù a causa della sfacciataggine di Stramaccioni nello schierare tre punte in avanti. Poi l’Inter ha meritato, col passare dei minuti. Vero. Squadra rognosa che, rispetto alle altre che sino ad oggi ci hanno messo in difficoltà, ha giocato di rimessa e in contropiede, sfruttando i prolifici e veramente bravi attaccanti in rosa, Milito e Palacio, la corsa di Nagatomo e, nel secondo tempo, l’innesto del fresco Guarin. Perdere era inevitabile. Prima o poi sarebbe successo. La certezza è che, con questa squadra, capiterà poche, pochissime volte, se s’impara dalla sconfitta. La prima dopo 49 partite di campionato, l’unica di un percorso a ostacoli. La sconfitta ha fatto suonare alcuni campanelli d’allarme che vanno spenti se non si vuole rischiare un’involuzione della squadra. Sarebbe un peccato perché il meticoloso lavoro di mister Conte va protetto, custodito e migliorato perché niente vada a rotoli. Proprio l’assenza del mister e del suo carisma ha cominciato a farsi sentire nelle ultime uscite in cui la squadra si è arrangiata con le unghie e con i denti, arrancando e trascinandosi faticosamente verso la vittoria. Caduta che obbliga a rialzarsi, senza fare troppi drammi. Può capitare dopo 49 partite. Il reparto offensivo della Juve è il vero tallone d’Achille, anche sabato inconsistente. Usare il turnover come grimaldello potrebbe farci avere qualche rimpianto a fine stagione, non integrare con attaccanti validi un impianto di squadra come questo sarebbe un vero peccato. Si può parlare anche di sconfitta salutare dal momento che il record d’imbattibilità era diventato un macigno grosso quanto un’eredità. Adesso non c’è più neanche questo alibi e si riparte da zero con la consapevolezza di essere i migliori e che c’è sempre da imparare, forse anche da Stramaccioni e i suoi fan, esageratamente idolatrato al cospetto di un Antonio Conte mai idoleggiato in questa maniera quando già vinceva a Bari e Siena  e Moratti che, a fine partita, parla di giustizia fatta, merito, rispetto, fastidiosa ironia dei dirigenti juventini. È il boccone amaro da ingerire, ahimè, quello degli avversari che parlano. Di Moratti che accusa a sproposito e della società che non interviene, lasciando fare ad Alessio e Bonucci nella conferenza stampa pre Champions. So che avremmo dovuto perdere con tutti ma non proprio con loro. Effettivamente l’errore di valutazione del guardalinee Preti dopo quello della scorsa domenica di Maggiani c’è tutto(anche se, venisse confermata la notizia della segnalazione istantanea del fuorigioco dall’Ipad di Baresi, ci troveremmo di fronte al primo caso di utilizzo improprio e proibito di apparecchi tecnologici da parte di tesserati…), il mancato rosso a Lichtsteiner anche. Ma non possono parlarci proprio loro di onestà. Sportivamente e umanamente parlando non accetto da loro lezioni di moralità. La loro vittoria ha comunque dimostrato che, al di là degli orrori arbitrali che rovinano le partite(dal momento che, nel secondo tempo, Tagliavento ha cominciato l’arte della compensazione maldestra e volontaria fischiandoci tutto contro e ammonendo qualsiasi juventino che trovasse sul proprio cammino) la squadra che mette in mostra i valori migliori vince. E non quella che viene aiutata dagli arbitri. E scusatemi se mi sento danneggiato e condizionato da questo arbitraggio e questa classe arbitrale che sta “oscurando” la credibilità delle nostre vittorie. Parliamoci chiaro: un arbitro non condizionato non avrebbe mai concesso il rigore di Milito. Eppure Moggi non c’era. Dunque gli arbitri ora sbagliano in buona fede o c’è un’altra Calciopoli in atto, visto che gli errori sono molto più clamorosi di quelli di 6 anni fa? Meditate, gente.

Le squadre di Conte storicamente hanno ottenuto molti più punti nei gironi di ritorno che in quelli d’andata. 28 punti oggi, solo 22 ieri.Inizio modulo Sono numeri. Forse, alla fine dei conti, gira e rigira, il problema, la croce e la delizia ed anche la soluzione di questa Juve è ancora una volta il modulo: quel 3-5-2 che ha preso il posto del 4-3-3. Modulo sparagnino e difensivista che col passare del tempo ha cominciato a mono tematizzare(quante volte avrò già usato questa parola?) il gioco, rendendolo troppo e solo verticale. Azione che si sviluppa tanto rapidamente da farne risentire al possesso palla, a quella transizione difensiva che lo scorso anno era il nostro punto di forza e agli esterni apparsi tutti fuori forma o spaesati nelle ultime apparizioni. Bisogna tornare ad imporre il proprio gioco, soprattutto in Europa, col 4-3-3 e quale occasione migliore per non cominciare a farlo dopo questo stop? Nuove idee, nuove carte in tavola. Gli avversari ci studiano di continuo. L’errore è stato cambiare modulo e modo di giocare adeguandosi al mercato estivo pensando che si fosse aumentata notevolmente la qualità della rosa. E in assenza di Pepe, forse, per questo ora risulta difficile tornare alle origini. Non è detto che una soluzione non la si possa trovare nello stesso 3-5-2 come nel gol di Vidal in cui si sono rivisti bei movimenti senza palla tipici del nostro 4-3-3, tocchi di prima e ventaglio di idee. Insomma, quella fantasia tattica che si era persa in questi primi mesi con l’avvento del 3-5-2. Con Chiellini che scende sulla sinistra e Marchisio che riceve palla proprio da Chiellini dopo essersi allargato, Asamoah si accentra(movimento mai fatto alla Juve sino ad oggi ma che, sulla destra, aveva fatto Lichtsteiner alla prima giornata contro il Chievo) e dimostra di poter tornare utile anche da mezzala, riceve il passaggio in profondità di Vucinic dopo che quest’ultimo finta, si gira su se stesso e riceve da Giovinco, venuto incontro al pallone girato verso il centro da Marchisio. Azione-essenza delle idee contiane, per me.

In fondo, a questi ragazzi non c’è proprio nulla da rimproverare. Le lacrime versate sul campo da Bonucci, sotto la curva, ricominceranno, già da mercoledì, a versarle gli avversari. Per le prossime 49 partite, si spera. 537 giorni di dominio non hanno fatto altro che alimentare l’irrequieta gioia dei repressi antijuventini che non esultavano da più di un anno ed è la cosa della serata che dà più soddisfazioni.

Già contro il Nordsjaelland, nella prima di ritorno di Champions, proprio allo Stadium, si spera di poter da subito invertire la rotta, adottando con calma i piccoli cambiamenti auspicati. Contro i danesi, non deve assolutamente finire come a Copenaghen. La parola d’ordine è tornare a vincere. L’unico risultato che conta: in questo caso non centra il motto bonipertiano, ma si tratta di pura realtà. Se la Juventus non vince, anche con una goleada, la qualificazione agli ottavi diventa sempre più una chimera. Nell’ultima di campionato, i danesi  si sono imposti sul Sonderjyske per 2-1, successo anche dello Shakhtar, 2-0 al Metalurg.

In questa sfida da dentro o fuori, potrebbero trovare posto tra i titolari, Pogba, Caceres, Isla e Quagliarella con Vucinic out. Ancora pazio, dunque, per Bendtner.

C’è un unico precedente giocato a Torino dalla Juventus contro una formazione danese in Coppa dei Campioni. E’ successo il 29 settembre del 1982, nella gara di ritorno dei sedicesimi di finale, impattato 3-3 con l’Hvidovre dopo il 4-3 ottenuto in trasferta. Tra i giocatori più importanti di Hjulmand che sino a questo momento si sono messi in mostra in Champions ci sono Stokholm, Okore, Laudrup figlio d’arte, John, Parkhurst e Christiansen.

Il Nordsjaelland, in tutti e tre gli incontri di Champions, ha dimostrato di avere un ottimo possesso palla, con una percentuale sempre molto alta e costante in entrambe le frazioni di gioco. Ma è spesso risultata netta la differenza della manovra offensiva rispetto ai propri avversari. Anche contro noi, poche settimane fa, la netta supremazia e l’enorme volume di gioco in zona d’area sono stati imbrigliati nella fitta rete di passaggi avversari, nella giornata di grazia del portiere e in una buona organizzazione difensiva che ha mandato i nostri attaccanti 8 volte in fuorigioco. Partita tutt’altro che scontata. Forza Juve.

“Attimi Di Juve” – Profilo Twitter: @eldavidinho94

ricchiuti16

Considerazioni su Juventus Inter, risultato , arbitraggio polemiche.

una juve assistenziale modello befana ha regalato a chi ne aveva bisogno e fame. Una juve emo ha finito con lo sbagliarsi addosso l’impossibile. Al di là dei meriti che pure ci sono stati dell’inter, una partita normale e ci saremmo portati via tutto. Invece ci siamo dati, sia nel senso di regalati che scappati. Se non chiudi una gara vinta dopo appena 18 secondi è autolesionismo, altruismo, crisi di coscienza. Tutta roba che un orco inseguito dai forconi o un business troppo cresciuto come la juve non può permettersi. Al di là della poesia o delle definizioni c’è un dato chiaro: almeno per quanto mi riguarda avrei preferito battere l’inter col goal in fuorigioco e tenermi le polemiche piuttosto che quello che è successo. Meglio ladri che perdenti: ne va della nostra vita.

Il problema dell’attacco Juve. Di Giovinco e Bendtenr abbiamo detto . Vucinic?

Vucinic è inamovibile. Lo sappiamo tutti. Il problema è che lo sa anche lui. L’anno scorso in siena juve fece una gara da schifo. Poi d’improvviso con uno dei suoi estri random inventò l’assist per matri. Un secondo dopo conte lo umiliò sostituendolo. È questa la strada per tenercelo buono cioè utile.

Soluzioni a breve e lungo termine?

C’è gente strapagata per risolvere eventuali problemi di risultato. Il calcio non è cultura per gli esteti o per i paragoni da bar dello sport. La cultura è quella cosa dalla quale ricavi solo un culo indolenzito diceva paul mc cartney e la cosa vale soprattutto per il calcio dominato esclusivamente dal dato empirico, dall’evidenza matematica, dalla roba, il bottino. Solo quello conta alla fine per la riconferma di queste persone.

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