Siena-Juve, bisogna ripartire.

di eldavidinho

Juve-Shakhtar è semplicemente riassumibile nella protesta di una parte di tifosi presenti martedì allo JStadium che ha inevitabilmente compromesso la prestazione generale della squadra, sicuramente non ancora “il top” in Europa e dunque bisognosa del continuo supporto che lo JStadium, sino ad oggi, ha sempre regalato e che ieri non c’è stato per una serie di motivi. L’1-1, dunque, è un risultato giusto anche in virtù di ciò che si è visto in campo. Partita tattica e difficile, continua superiorità sulle fasce e al centro con palla gestita in ampiezza da parte degli ucraini, rognosi, concentrati e preparati. Asamoah e Lichtsteiner hanno sofferto molto le loro sovrapposizioni e la velocità/rapidità dei brasiliani. È la prima volta che una squadra prende le misure al nostro 352(sulla cui efficacia si è tornato a parlare: inadatto forse per la Champions, a tratti vulnerabile e scoperto, monotematico nel gioco in fascia e portato ad un baricentro basso che non ti aiuta a salire e a recuperare terreno nei momenti di difficoltà). Tanti passaggi sbagliati, impauriti, irriconoscibili. Anche questa volta è mancata la precisione nell’ultimo passaggio. Manovra troppo verticale, loro sempre in anticipo e pronti a ripartire. Forse andava gestita meglio con la Roma. Nel secondo tempo abbiamo sprecato troppe energie e oggi non c‘è stata costante intensità. L‘impressione è che in Italia, contro di noi, non se la giochi più nessuno. In Europa, invece, non hanno paura di niente. Non c’è timore reverenziale. Ci sono tutte squadre scafate, spavalde, coraggiose.

È un punto guadagnato. Sino ad oggi, la partita più difficile disputata e la squadra più forte affrontata. D’altronde, vi avevo messo già in guardia nell’articolo precedente.

Ma torniamo ai motivi, principalmente due, della protesta: pare che la Sud abbia protestato, restando in silenzio per tutto l’arco della partita(a cominciare in parte già dalla partita con la Roma), per la decisione della società di “ridurre“ l’ingresso nello stadio di bandieroni troppo ingombranti che non permetteva ai tifosi di vedere la partita. Singolare e caratterizzata da tanti risvolti. Lo stadio comunque mezzo vuoto in altri settori dell’impianto, invece, ha mostrato l’altra faccia della protesta, quella per il costo esagerato dei biglietti, sbagliata però nella tempistica: le andava concessa più visibilità in estate, al momento degli abbonamenti.

C’è chi sostiene che per protestare non si debba andare allo stadio per non danneggiare la squadra in campo, assolutamente non colpevole di tutto ciò. A differenza di ciò che ha deciso di fare la Sud. La Sud, invece, ritiene che non siano stati all’altezza della situazioni gli altri settori dello JStadium in assenza dei loro cori (che avrebbe comunque potuto protestare e rimanere in silenzio per una parte di gara, non tutta, e spostare il fulcro di questa protesta in altri luoghi, sedi e momenti). È una protesta di rivendicazione dei propri diritti di tifoso-ultrà, e quegli striscioni che, materialmente, rappresentano la propria identità ma che va contro l’idea societaria di portare allo stadio famiglie e non più gruppi organizzati. Lo JStadium non può comunque essere usato come cassa di risonanza che si ripercuote sull’andamento della stagione. Si sapeva che la moderna struttura dello JStadium avrebbe comportato dei cambiamenti e l’accettazione di compromessi. Che non si scenda dalle nuvole adesso. Mi pare invece più giusta e sacrosanta la protesta per il caro prezzo. Non tanto per il prezzo di Curva(unito agli standard europei) quanto per quello degli altri settori dell’impianto(soprattutto settori est e ovest): non era meglio avere 40000 tifosi festanti a 20 euro che 28000 tifosi adirati, scontenti e silenziosi a 40 euro? Contro lo Shakhtar si è registrato il quinto incasso nella storia dello JStadium. Una pernacchia che il presidente ha fatto alla crisi e a tutti noi. Si potrebbe e si dovrebbe chiedere un confronto diretto e pacifico con la società per non compromettere la stagione. Dico sul serio. Lo JStadium è veramente il dodicesimo uomo in campo e lo stesso Agnelli ne sa qualcosa.

Proteste “minori”, oserei dire “interne” e non confermate, son quelle degli ultrà che vorrebbero biglietti e viaggi gratis per le trasferte all’estero, la diminuzione delle quote di chi entra gratis in curva e la prelazione su alcuni dei biglietti di curva tolta agli ultra che, precedentemente, ne erano in possesso. A tal proposito, ci sarebbero state anche forme estreme, esasperate, minacciose, violente e costrittive di bagarinaggio sulle quali ci sarebbe d’approfondire ed episodi di violenza in curva. Cose che succedono da sempre, stando al codice dell’Ultrà, direte voi… Ma ripeto, non confermo. Poi i soliti problemi con Listicket, i mini abbonamenti mancati, gli steward assenti in curva, la scelta(da parte dell’UEFA) di una persona sconosciuta come referente per società e curva e i soliti intoppi con le Tessere del Tifoso. Sta di fatto che ci sono due settimane di tempo per risolvere questo(o questi?)primo e vero problema interno che, si spera di no, potrebbe portare ad un muro contro muro nel caso in cui società e curva non raggiungano un accordo o un compromesso per il bene comune e della Juve. Con buon senso e intelligenza da parte di tutti, non si può mettere a rischio una stagione. Ma non possiamo neanche parlare del tutto di “capricci”. La società sta inevitabilmente puntando all’obiettivo d’ospitare un pubblico di taglio elitario, “inglese”, per dirla tutta, esente da distinzioni di settori e curve “italiane”. Un cambiamento tanto radicale quanto repentino e invasivo al quale nessuno è preparato. Ma, io mi chiedo… Conte tornerà in campo il 9 Dicembre contro il Palermo al Barbera in virtù dello sconto di squalifica ridotta a 4 mesi. Al di là del fatto che la Disciplinate debba spiegarci perchè il patteggiamento non fu ritenuto “congruo” dalla commissione presieduta dal giudice Sergio Artico visto che I 4 mesi di condanna non sono altro che i 3 patteggiati proprio alla Disciplinare con multa. La squalifica di 4 mesi non è il minore dei mali, ma la peggiore delle prese in giro. Tutti hanno parlato di riduzione della squalifica. Grave che si tratti, invece, di una conferma della squalifica, al di là dei mesi e che, forse, alla luce dei fatti, un mese costa più di 200 mila euro. Ma torniamo al ma iniziale… la priorità adesso andrà ai bandieroni o a qualche protesta contro l‘ingiustizia subita da Conte? Bisogna fare delle scelte perché la cosa più schifosa è che alla Figc interessi solo che “l’omessa denuncia sia stata confermata e con sé il castello accusatorio“. Dei 4 mesi, in verità, non interessa a nessuno.

Alla trasferta di Siena, dunque, non arriviamo nelle migliore condizioni fisiche e mentali. Tifosi e giocatori. Colpiti da una grave penalizzazione che li ha fatti partire da -6, il Siena ha esordito in campionato davanti al proprio pubblico con uno scialbo 0-0 contro il Torino di Ventura. Alla terza giornata, ancora in casa, un altro pareggio, questa volta per 2-2 contro l’Udinese, sostanzialmente differente da quello raccolto nella 1° giornata poiché conquistato realizzando una doppia rimonta sui friuliani. La prima vittoria in casa arriva col Bologna grazie alla rete del veterano Calaiò, rete che ha permesso al Siena di annullare gli effetti della penalizzazione. Sono dunque pronti a giocarsi contro di noi il primo allungo in classifica verso la salvezza.

Finora li Siena e la Juventus si sono incontrati complessivamente 12 volte in confronti ufficiali. Il bilancio pesa nettamente a favore della Juve con 11 vittorie a 1. Unica sconfitta registrata, quella per 1-0 nel 2007/08 con rete di kharja e la Juve di Ranieri che abbandonò l’obiettivo del secondo posto in classifica regalando la salvezza ai toscani. Non ci sono mai stati pareggi al Franchi.

Cosmi ritrova in gruppo sia Rosina che Coppola, i due centrocampisti hanno smaltito gli acciacchi muscolari ravvisati venerdì scorso. In difesa invece è ancora fermo ai box Contini per lombalgia, allora conferme per il terzetto Neto-Paci-Felipe davanti a Pegolo. A centrocampo Vergassola e Rodriguez a dirigere la manovra senese, infatti mancherà D’Agostino che dovrà stare ai box per circa venti giorni a causa di una lesione di I° all’adduttore. Infine probabile chance per Rosina di riprendersi il posto da titolare, il fantasista si andrebbe a posizionare poi alle spalle Calaiò e Zè Eduardo.

Nella Juve, Al centro della difesa sarà assente Bonucci, appiedato dal Giudice Sportivo: l’ex giocatore del Bari verrà rimpiazzato da Marrone o Lucio, con Barzagli e Chiellini ai lati. Da non escludere il possibile inserimento di Pogba a centrocampo, mentre Isla cerca spazio a destra. Pepe rientrerà in gruppo subito dopo la sosta. In avanti si fa spazio Bendtner. Potrebbero riposare Barzagli e Vidal.

Ad arbitrare l’incontro sarà Mazzoleni da Bergamo. Il fischietto bergamasco sarà all’undicesima direzione di gara con i bianconeri. I precedenti parlano di cinque vittorie della Juventus, quattro pareggi e una sola sconfitta. Mazzoleni ha già arbitrato la formazione di Conte in questa stagione, in occasione della Supercoppa italiana vinta sul Napoli lo scorso 11 agosto a Pechino. Forza Juve.

“Attimi di Juve” – Profilo Twitter: @eldavidinho94

IL VALORE E L’IMPORTANZA DI UN NO.

Abbiamo ricevuto da un amico mio carissimo appartenente ai Drughi Ultras Curva Sud, la richiesta di pubblicare questa lettera scritta da Antonello di Orgoglio Gobbo che spiega le ragioni della protesta degli ultras. Nell’ambito di una corretta informazione abbiamo deciso di dare spazio a questa voce e di pubblicare. ( Alessandro Magno)

OG: IL VALORE E L’IMPORTANZA DI UN NO. LETTERA APERTA ALLA NOSTRA DIRIGENZA CON PREGHIERA DI CONDIVIDERLA IL PIU’ POSSIBILE E POSTARLA IN OGNI FORUM O SITO FREQUENTATO. GRAZIE.

Come in ogni famiglia, nella fase della crescita, ci si trova a dover affrontare decisioni spesso difficili ma che incideranno in maniera determinante sul futuro delle nuove generazioni. E’ in questi momenti che rispondere sempre affermativamente, se da una parte è più comodo, dall’altra impedisce la crescita e, soprattutto, la conoscenza di un valore importante: la conquista.
Quando la Curva grida “LA JUVE SIAMO NOI” è perché in quell’affermazione c’è tutto l’Amore, l’Orgoglio, quel Senso di Appartenenza che non è possibile spiegare ticchettando sui tasti di un computer ma bisogna esserci dentro per potersi appropriare del concetto. Oggi come oggi siamo davanti ad una spaccatura non voluta da chi ha sempre sostenuto la Squadra ma, incredibile a dirsi, da quegli avventori occasionali, non tifosi, fate bene attenzione, che avendo pagato un biglietto del settore più “popolare” per eccellenza pretendono di sovvertire regole non scritte ma incise nel cemento di quei gradoni. In Curva, la partita si sente, si vive, i cuori di chi occupa quello spazio battono all’unisono con i giocatori in campo, si suda pur stando fermi, si partecipa attivamente alle fasi del gioco, ci si sgola, ci si dispera, ci si abbraccia in una sorta di rito pagano che viene rinnovato ogni volta. I bandieroni, i famigerati bandieroni, non sono solo il simbolo di un Gruppo ma un modo per marcare il territorio: allo Juventus Stadium, i giocatori avversari vengono annientati dal boato della Curva, intimoriti da quei metri di stoffa che sventolano a pochi metri da loro e li fanno sentire circondati, accerchiati, le loro gambe diventano molli perché consapevoli di trovarsi in territorio nemico. Questo vuol dire amare i propri colori, difendere la Maglia, onorarla nel miglior modo possibile. Certo, tutto questo comporta alcuni svantaggi: è innegabile che bandiere, stendardi, mani alzate o sciarpate impediscano la perfetta visuale, ma sentirsi, ed essere protagonisti del risultato finale, ripaga con gli interessi questo piccolo disagio. Ecco, gli Ultras sono tutto questo. L’impegno profuso con un ardore ai limiti delle umane capacità, ha portato il nostro Stadio ad essere una bolgia dantesca ed è inutile sottolineare come il raggiungimento di questo sia stato possibile SOLO ED UNICAMENTE grazie alla CURVA. Gli altri settori dello Stadio seguono, a volte, gli umori, altre sono coinvolti nell’atmosfera che si viene a creare ma restano delle comparse, paganti, di uno spettacolo che non li vede protagonisti e nemmeno in grado di sostituire chi protagonista lo è davvero.
Venga Presidente Agnelli in Curva con noi, venga e si renda conto di persona cosa accade in quella zona alla destra della sua postazione, comprenda toccando con mano quanto Amore ci mettono le persone che oggi vengono condannate senza sapere i veri, reali motivi della contestazione. In Champions c’erano 30mila persone allo Stadio eppure sembrava di essere ad un funerale… Vi siete chiesti come mai, tolta la Curva, gli altri 22, 23 mila non hanno sostenuto la Squadra? E questo non vi fa sorgere un dubbio su chi sia realmente importante in termini di sostegno? Noi siamo il top player a costo zero, noi siamo quelli che ci danniamo l’anima e l’anno scorso, tanti punti li abbiamo conquistati grazie a quel soffio di Fede che spirava dalla Sud verso il campo. E’ per questo che lo sciopero del tifo, con la morte nel cuore, andrà avanti ad oltranza fino a quando non ci verranno riconosciuti i meriti di quanto fatto finora. La Sud è Nostra, la Sud è di chi l’ha resa un muro compatto e negare questo significa darsi la zappa sui piedi. Abbiamo due Curve: una più calda, la Sud, e l’altra più tranquilla, la Nord, riservata ai club. Chi vuole può decidere se voler vivere la partita o semplicemente vederla. Venire incontro alla Nostre richieste non significa piegarsi ma prendere atto di come certe decisioni vadano contro gli interessi della Squadra e della Società. Martedì chi ha visto la partita non capiva il perché di quel mortorio e Noi, con questa lettera aperta, cerchiamo di spiegarne le ragioni consapevoli di combattere dalla parte dei giusti. Forse, in un’ottica di puro mercato orientato al guadagno, fanno più gola gli avventori dei ristoranti interni che non chi mangia un panino dal porchettaro fuori dello stadio, ma le vittorie si raggiungono più grazie ai secondi che non ai primi.
Se il Nostro rumore ha portato punti, il Nostro silenzio inchioderà alle proprie incapacità quella parte di pubblico parassita che non ha mai partecipato attivamente e che martedì ha dimostrato l’inutilità della propria presenza allo Stadio.
Non è una guerra tra tifosi ma le sacrosante rivendicazioni di chi ama la Maglia e vuole continuare a sostenerla contro tutti i nemici che vogliono affossarci. Negare alla Curva di essere importante vorrebbe dire dare un vantaggio a chi ci odia permettendo a questi di salire a Torino sapendo di trovare un ambiente teatrale.
La Nostra Maglia, vogliamo sostenerla in un’arena infuocata, non come vorreste imporci seduti e magari su poltroncine vellutate.
Ad oltranza, ad oltranza, ad oltranza.

Anto OG

ricchiuti10

Considerazioni su Juventus Shaktar Donest?

meglio guardarsi “onore e rispetto”. ce n’era più nella fiction che in partita. m’è sembrato il bis di firenze, solo con qualche occasione in più di parte nostra quando ci siamo ricordati di pressare. diciamo che la concretezza ci ha dato buca. la fortuna no. di contro avevamo una squadra da prendere a pallate, un manipolo di fricchettoni che sembravano usciti dal video di daddy cool che la difesa non sanno manco cosa sia. fossimo stati la vera juve avrei preso il pronostico: 3 a 0. la società pare essersene fregata della gente. della sua reazione. l’hanno linkata alcuni che parlano di rosica qui e rosica quo e rosica qua. personalmente appoggio gli ultras. e l’unica cosa che m’ha fatto rosicare in questi giorni è stata non aver vinto in cl. poi comunque la società deve fare pace con se stessa. se la squadra dà la colpa al pubblico assente o presente/assente, è un ingenuo riconoscimento di merito al pubblico stesso.

Tutti aspettano la prima nostra sconfitta, non sarebbe una liberazione anche per noi?

Parla per te.

A Marotta mancano piu’ le idee o piu’ i soldi?

delle idee pare non ne abbia bisogno secondo quanto dichiarato in passato, quando disse che il mercato si fa con quattro furbate. di soldi bisognerebbe saper spulciare i bilanci juve e questo tocca a chi vi ha un interesse pratico, a chi vi ha investito soldi in azioni e quant’altro. di solito si parla dell’uomo medio come di un medio peccatore. penso che l’uomo medio, il mediomen marotta, sia un medio sprecatore.

Viaggio a Londra al seguito della Juventus.

In questi giorni si fa molto rumore intorno alla protesta degli ultras riguardo lo sciopero del tifo. Non conosciamo tutti gli aspetti di questa protesta ma ci siamo fatti delle nostre idee che abbiamo esposto con grande serenità di giudizio nei nostri articoli precedenti evidenziando anche le ragioni del tifo organizzato. Restiamo sempre vigili e in attesa di conoscere in maniera più approfondita il problema. Questo blog in tal senso non si tira indietro. Altresì in precedenza abbiamo già scritto e riproposto il tema del caro biglietti. A questo proposito vi posto il racconto di una nostra amica tifosa e abbonata che ha seguito a sue spesa la Juventus a Londra. Con questo racconto noi de ilblogdialessandromagno intendiamo mettere a conoscenza dei nostri lettori e della società Juventus, dei sacrifici e della passione che muovono i tifosi come la nostra amica e chiedere RISPETTO per loro e per noi tutti. Per queste persone che non sono solo dei clienti da dissanguare ma sono dei FANS da coccolare. Un incredibile risorsa per la squadra più seguita d’Italia. (Alessandro Magno).

Viaggio a Londra al seguito della Juventus.

L’emozione per questo evento a dire il vero è iniziata domenica 16 settembre prima di Genoa-Juventus, ero (avamo) a Firenze Nord in procinto di partire per Genova e il Presidente del Club mi da il biglietto della partita, lo guardo con occhi sbarrati e felice, è mioooo…da quel momento il mio pensiero è Londra, per fortuna mancano solo pochissimi giorni!!….Il fatidico giorno è arrivato, sveglia alle h.03:00, dopo nemmeno due ore di sonno sono pronta per partire, a Firenze mi aspettavano altri 3 amici con i quali si doveva raggiungere Bologna, avevamo il volo alle 7, in modo da arrivare a Londra presto per poter fare anche un giro per la città!….in aereo c’erano altri tifosi, e vedendoli la mia tensione era aumentata, ero già in clima partita, anche se mancavano troppe ore all’evento. Si arriva, ci accoglie un bel sole, nella mia organizzazione del viaggio non potevo far di meglio 😀 , si decide di fare due passi, è il modo migliore per non pensare, cartina alla mano e ci dirigiamo verso Buckingham Palace, uno del gruppo non aveva mai visitato Londra, poi Westmister e Big Ben, tappa obbligatoria, “il più Grande Spettacolo dopo il Big Ben siamo noi (Juve)” poi Trafalgar Square e infine Piccadilly Circus, dove c’era un bel gruppetto di juventini….il clima si stava scaldando, la tensione saliva, dopo la lunga e piacevole passeggiata per Londra era arrivata l’ora fermarsi un attimo per mangiare e anche decidere cosa fare….dopo un oretta di sosta in un ristorante di Regent Street, si decide che si doveva andare in zona stadio, per evitare il caos e poi perché il pensiero era solo uno la Juve!!
Si prende la metro, direzione Fulham Broadway, 4 fermate e siamo lì, usciti dalla metro, subito di fronte troviamo due bancarelle che vendono sciarpe e magliette del Chelsea, ecco ci siamo, l’agitazione sale, un amico compra due sciarpe, che poco dopo scopriamo una cosa carina, la sciarpa è per metà blu con la scritta Chelsea e l’altra metà nera (ah, io non l’ho presa, sono allergica al nero azzurro) con la scritta Forza Juve, invece che Juventus, ci dirigiamo verso lo Stanford Bridge, ci avevano detto, uscite dalla metro e andate a destra, ma non vedevamo nulla, chiediamo e ci indica che eravamo quasi lì…..con grande meraviglia scopro uno stadio che fino a quando non arrivi lì, vicino all’ingresso principale, sembra un centro commerciale…arrivati lì, c’erano già alcuni tifosi bianconeri, foto di rito, e giro intorno allo stadio per trovare il nostro ingresso, in 10 minuti si fa tutto….sinceramente il mio pensiero è, tutto qui??!!….iniziano ad aumentare i tifosi, solo bianconeri, e aumenta la mia tensione, non so quante volte ho fatto il giro dello stadio, due risate con quelli di Juve Channel che mi intervistano (mi sa che mi hanno tagliata, meglio avevo una faccia sconvolta 😀 ), ancora qualche giro, mentre i miei amici erano stanchi e si erano seduti, ritrovo qualche amico che saluto e poi ci si dirige verso il Settore, dove erano appena arrivati in gruppo quelli della Sud, la tensione aumenta sempre più, forse è meglio entrare….in fila ritrovo 3 ragazzi con cui avevamo fatto una trasferta a Torino per Juventus-Fiorentina e con i quali ci diamo appuntamento al dopo partita…..in pochi minuti siamo dentro lo stadio, sono allo Stamford Bridge, SHED UPPER – VISITING SUPPORTER -ROW 11, SEAT 0038…mi fermo un attimo “sull’uscio” per poter vedere meglio lo stadio e penso, si carino, buona visuale, spalti a pochissimi metri dal campo ma nessuna emozione, lo Juventus Stadium è molto più bello!!….il tabellone dava il countdown, mancavano quasi 2h, io per quasi tutto questo tempo sono stata in piedi appoggiata a una ringhiera a guardare, come una bambina, tutti quelli che entravano sul rettangolo di gioco, quando sono entrati i giocatori con Carrera avrei voluto raggiungerli e stare lì in cerchio a sentire quello che Carrera diceva…..a volte mi sporgevo come se volessi origliare!! Passano i minuti, ecco, inizia il riscaldamento, boato della curva, il clima era bellissimo, sembrava di giocare in casa….il resto dello stadio ancora vuoto, ma che importa, ci siamo noi, basta!!…..Ci siamo, sta per iniziare la nuova avventura in Europa, nell’Europa che conta, a centro campo c’è già il telo con il simbolo Champions, le squadre stanno entrando e ecco che parte la musica, brividi….si inizia!!….io ero felice di essere lì, qualunque fosse stato il risultato, ma siccome era la stessa sensazione che avevo provato alla mia prima partita di Champions ma a Torino in una partita storica, Juventus-Real Madrid 3-1, 14 maggio 2003, ero ottimista!!….comunque ero lì, stranamente l’agitazione non c’era più, era come se fossi convinta che sarebbe stata una bellissima gara, l’unica cosa che a volte mi innervosiva erano alcuni tifosi intorno a me che ululavano o dicevano stronzate…..ma il clima era bello, festoso, ci si sentiva solo noi, gli inglesi erano silenziosi, si sono sentiti solo in occasione dei loro gol, poi quasi il nulla…..ecco i gol, me li aspettavo, sapevo che avrebbero segnato prima loro, perché quando ti vedi Marchisio lì, vicino la porta e sbaglia, pensi, ora ci puniranno….1, 2 micidiale, secondo gol di Oscar da applausi, ma la squadra c’è e sta reagendo bene, sono fiduciosa, non si può perdere, ne sono convinta!….ed ecco, arriva il gol di Vidal, guerriero, anche con una gamba era riuscito nell’impresa, da monumento!! Forza ragazzi, possiamo farcela…la curva si scalda, il tifo aumenta, i ragazzi non sono soli!!….intervallo, mio solita capatina al bagno, ci sarò stata una decina di volta nel giro di poche ore, si ricomincia…..dai facciamo l’impresa!!…passano i minuti e ancora nulla fino al momento in cui, Fabio proprio sotto di noi trova quel gol fantastico….è l’apoteosi!!….la curva è in delirio, ci si abbraccia tutti, siamo grandi anche in Europa, i campioni in carica non ci spaventano….Vamos, l’impresa è alla nostra portata!!….finisce 2-2, con la traversa di Quagliarella che ancora trema, se fosse entrata penso che lo stadio sarebbe crollato :D!! Un pari che vale oro, che ci rende fieri di questa squadra e ripaga noi tifosi che l’abbiamo seguita, bella partita, bella serata!! Si esce dallo stadio, si commenta con gli altri l’impresa, in un clima sereno, lì è tutto tranquillo…..per strada incontriamo anche Platini, un saluto veloce e via per il centro di Londra, si mangiato qualcosa insieme a un gruppo di tifosi e poi si ritorna……la giornata fantastica è finita, alla prossima.

Francesca

P.s. devo dire che la cultura inglese del calcio è veramente avanti, bisogna tutti imparare da loro, controlli normali, steward che fanno rispettare le regole….ognuno al suo posto e se sbagli, vai fuori, abbiamo molto da imparare da loro, anche se devo dire che da quando c’è lo Juventus Stadium anche noi tifosi juventini stiamo piano piano imparando a rispettare le regole e penso che anche a Londra siamo stati bravi!!

 

Juventus – Shakhtar Donest 1-1 Sintesi

http://www.metacafe.com/watch/9177268/

La Juve pareggia, la società perde, gli ultras (forse) vincono.

 

di Alessandro Magno

Le cose da dire sono molte cerchiamo di essere concisi. La prima cosa è: ”Restiamo calmi”, Non è normale che ogni volta che si trova qualche difficoltà si cade nel panico. Siamo abituati troppo bene in Italia con squadre che giocano un calcio pessimo e contropiedista. Lo Shaktar Donest è una bella squadra, nulla di trascendentale soprattutto nella retroguardia ma ha in toto un’ ottima organizzazione di gioco. La seconda cosa che voglio dire è che ci han fatto troppi complimenti: ”Squadra fra le migliori d’Europa”, ”inferiore solo a Barca e Real”, ”squadra fra le più organizzate d’Europa eccetera”. Ecco gradirei che ci dimenticassimo tutto questo e che affrontassimo la Champions con lo spirito di quello che siamo ora, cioè gli ultimi arrivati. Soprattutto mi piacerebbe che non si parlasse di vittoria finale così come l’anno scorso non si parlò mai di scudetto fino a quando poi non si vinse davvero. Questo lo vorrei non tanto per un fatto puramente scaramantico ma per non caricare tutto l’ambiente, giocatori in primis, di un’aspettativa esagerata. Sulla partita di Martedì dico brevemente ciò che penso. Non è la prima volta che una squadra che ci toglie il possesso palla ci mette seriamente in difficoltà. E’ successo contro la Fiorentina, contro il Donest e l’anno scorso in alcuni momenti contro il Milan. Questo è un aspetto tecnico che secondo me non va sottovalutato e va rivisto e risolto. Questa nostra bella squadra sa giocare solo facendo la partita e tenendo il pallino del gioco, se per bravura degli avversari il pallino passa a loro mi pare che siamo abbastanza persi. Un alto aspetto poco convincente sulla partita di Champions è stato il perseverare per tutto l’incontro del modulo 3-5-2. Molte volte siamo andati con la difesa al 3 contro 3, e questo non dovrebbe mai avvenire. In questo frangente penso sia mancata veramente per la prima volta la presenza e l’esperienza di Conte rispetto a Carrera. Secondo me si sarebbe dovuto metter la difesa a 4 magari facendo entrare Giaccherini e riproponendo il 4-3-3. Non sono sicuro che avremmo vinto ma sicuramente avremmo costretto loro a studiare delle contromisure e non gli avremmo lasciato la possibilità di fare il bello e il cattivo tempo. Sui singoli posso dire che mi son piaciuti solo Marchisio e Buffon. Gli altri li ho visti tutti o troppo timidi o troppo persi o entrambi. Barzagli ha provato a non far affondare la nave ma era obbiettivamente preso in mezzo ed era per lui oltremodo difficile. Mi ha seccato molto la prestazione di Vucinic. Mirko è un bel giocatore ma anche qui si son sprecati dei complimenti esagerati che forse han fatto credere a lui per primo di essere uno che può decidere la partita da solo. Se gioca insieme agli altri e non fa tutto da solo la squadra ne guadagna sicuramente. Ultimo aspetto sulla partita è questo. La Juventus è assolutamente inferiore a Barca, Real, Manchester United, City e Bayern Monaco, non come impianto di gioco ma come bravura dei singoli. Noi abbiamo tanti bravi giocatori  e due top player Buffon e il vecchio Pirlo. Queste squadre invece i top player li hanno davanti e anche quando a volte non giocano bene può capitare che le partite gliele risolvano i Messi o i Ronaldo. E’ bene che questo si sappia perchè per tutta l’estate abbiamo cercato un top player davanti che però non è arrivato.
E veniamo al capitolo protesta del tifo e silenzio in curva. Intanto vorrei dire che la protesta è giusta nel merito magari è discutibile nei modi e nei tempi. E’ giusta in quanto c’è un caro biglietti evidente e una crisi economica in atto abbastanza palese a tutti. E’ un poco sbagliata nei tempi in quanto già ad Agosto io e qualche altro Blogger ( pochissimi in verità) sollevammo questo problema. Appena saputo dei prezzi degli abbonamenti. Ora va da se che se gli abbonamenti aumentavano del 40% non si poteva pensare che i biglietti per la Champions li regalassero. Purtroppo allora molti scrissero che: ”Era il prezzo da pagare per un grande spettacolo” o che ” era giusto perchè così compravano i giocatori” oppure che ” era si sbagliato in quanto c’era la crisi ma era comprensibile che la Juve pensasse ai propri interessi”. Tutti sono corsi a fare gli abbonamenti per paura di restare senza e infatti son stati bruciati in pochissimo tempo. Ecco magari se li si fosse aspettato forse abbassavano i prezzi. Bene comunque,  mi fa piacere che ora invece ci siamo accorti tutti che come dicevo io e 4 sfigati che non han potuto far l’abbonamento causa costo incredibile, questo è un problema. Per quanto riguarda i modi invece io personalmente avrei evitato di osteggiare la Juve in Champions oppure se avessi fatto una protesta di questo genere mi sarei limitato magari a un tempo o a una trentina di minuti e non certo a tutta la partita. Altra cosa che non ho capito e sinceramente non mi son spiegato è perchè se i biglietti sono cari perchè allora gli ultras li hanno comprati. A questo punto ritengo che una protesta più sensibile per la Juventus Spa fosse stata quella di lasciargli la curva vuota con un danno economico evidente. Cosi invece  la società i soldi li ha incassati ma chi ci ha rimesso, forse è solo la squadra, che non ha avuto il solito supporto. Ho fatto i complimenti alla curva sull’articolo di Chelsea – Juventus per il grande tifo fatto a Londra, quindi le mie sono solo considerazioni personali, lungi da me avercela con gli ultras dove fra l’altro ho anche qualcha amico e infatti ora vado a elencare quali che ritengo siano alcune delle loro ragioni.  E veniamo al capitolo società. Ora va assolutamente riconosciuto che lo stadio senza la curva in festa fa proprio schifo. E’ una roba inguardabile. Così come va riconosciuto che la Curva Sud è stata l’anno scorso senza ombra di dubbio il dodicesimo uomo in campo. Ora la società deve decidersi se vuole questo dodicesimo uomo in campo oppure vuole il teatro; perchè non si può fare il casino, fare le coreografie, i bandieroni , far partire i cori stando seduti come a teatro. Fra l’altro Antonio Conte vuole la bolgia e spesso ha inneggiato alla bolgia. Lo stadio può diventare una bolgia solo se la curva la organizza e questo mi pare che lo ha dimostrato Martedì sera. Senza curva no party. Quindi la società si decida su che cosa vuole, e come mi auguro accada,  concordi con queste persone il giusto compromesso sul cosa si può fare e cosa no. Non credo non si possa arrivare a un unità d’intenti, vogliamo tutti immagino il bene della squadra. Ultima cosa la gestione dei prezzi. Quella della partita di Coppa è una gestione da sconsiderati dilettanti. Stendendo un velo pietoso sulle dichiarazioni di  Marotta che per giustificare la mancanza di pubblico se ne esce con sciocchezze tipo che la Juve ha tanti tifosi da fuori e al Martedi fan fatica a venire a Torino, visto che la Champions si gioca Martedì e Mercoledì e non possiamo spostarla alla Domenica: resta il fatto che la matematica non è un opinione. Allora 40mila biglietti venduti a 30 euro fa  un incasso di 1 milione e 200mila, 29mila (quelli che forse eran contro il Donest) a 40 euro fa 1 milione e 160 mila con una perdita di 40mila euro e lo stadio mezzo vuoto. In più se ci mettiamo 11mila persone in meno che non consumano i panini, non bevono il caffè e le coca cola e le bottigliette d’acqua, e non comprano le magliette e i cappellini il danno è ancora più enorme. Ottimizzare le vendite significa vendere tutti i biglietti possibili al maggiore prezzo possibile ma va da se che lo stadio si deve sempre riempire. Ogni singolo posto vuoto è una perdita. Non siamo economisti eppure a fare due più due ancora ci arriviamo.  Sperando che qualcuno  ci ascolti e riveda i prezzi dei biglietti, ci auguriamo di tornare a vedere lo Juventus Stadium al suo splendore normale, perchè vederlo così come l’altra sera mezzo vuoto e tutto muto, obiettivamente è uno spettacolo pietoso di cui vorremmo fare volentieri a meno.

Alessandro Magno

Stanchezza, malintesi e un pizzico di fortuna. Juventus-Shaktar Donetsk Champions league – Torino Juventus Stadium

 

 

di Luna23

 

 

Questa volta la Juventus non ce l’ha proprio fatta a vincere e grazie ad un pizzico di fortuna è riuscita a non perdere, correndo  grandi rischi. Sembra che in Champions si sia ricaduti nella “pareggite”, l’avversario era molto preparato ma non imbattibile, questo pareggio è stata un’occasione perduta.

la stanchezza gioca brutti scherzi, e l’abbiamo notato già in questo inizio di partita quando gli ucraini hanno tenuto per parecchio tempo il possesso palla. Non erano nè devastanti e nemmeno indiavolati ma molto precisi e in accordo su un po’ tutte le strategie da tenere durante la partita. Pirlo ormai è l’uomo da marcare, fermato lui ..la Juve si blocca, mai come stasera ho visto smarrimento in campo.

Ben venga la rete di Bonucci capitata un po’ per caso, per il resto, la difesa ha lasciato un briciolo a desiderare, infatti abbiamo subito troppo e  per fortuna Buffon ha salvato le solite “capre e cavoli”. A parte Barzagli e Asamoha, gli altri hanno fatto molta fatica, e gli attaccanti hanno sbagliato sempre, tant’è che il gol del pareggio l’ha segnato un difensore,   un gran gol .. Gli assist  non sono mancati ma nessuna coppia in attacco ha funzionato, e i tiri “all’arrampazza ..” si sono sprecati.

Non si può dire che la Juventus abbia giocato male .. ma non è certo il risultato finale che ci aspettavamo, nè immagino  i loro “allenatori” vogliano assistere ad una mancanza di obiettivo come stasera e a causa di nessun motivo contingente particolare.

Al posto dell’allenatore: I cambi di Carrera sono stati idealmente corretti, ma non hanno funzionato, come mai? Allora, la squadra ha dimostrato di non essere equilibrata, sarà lo stress della frequenza dei match, sarà l’avere due allenatori o magari anche tre se si aggiunge Alessio, che in campo talvolta regna un poco di anarchia e le scintille si notano. Situazione che non deve degenerare e che i tecnici devono recuperare all’istante se si vuole continuare verso la conquista scudetto e champions, stasera le finalizzazioni,  a parte una, non hanno prodotto nulla, e la difesa ha offerto molti spazi aperti: Male. Sarà bene lavorarci su, perchè la fortuna non dura in eterno e potremmo trovarci in serie difficoltà proseguendo soprattutto il percorso in champions che ci aspettiamo  vada avanti il più possibile.

La domanda che mi pongo è questa: ma che ci manca?

La champions è una prova del nove, una verifica su come la Juventus riesce ad affrontare le numero 1 d’Europa, obiettivamente, lo Shaktar è una squadra forte ma non imbattibile, è vero che sembrava una succursale del Sud America, ma per me e penso anche per voi, le due potevano essere equivalenti. e quando vedo partite così o come contro la Fiorentina penso che manchi  qualcosa, ma non solo in attacco, anche in difesa, Chiellini ha sbagliato spesso e Bonucci gol a parte, non si è fatto mancare i lanci lunghi agli avversari. E se il reparto difensivo fa acqua i centrocampisti sono costretti a recuperarne gli errori, togliendo spazio e creatività al centrocampo.

Va  beh ..è andata, confidiamo nella qualificazione comunque ancora  possibile, la prossima partita sarà con un avversario piuttosto semplice almeno così dicono e puntiamo su una vittoria sicura, nel frattempo inganniamo l’attesa con il campionato.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ricchiuti9

Considerazioni su Juventus Roma?

come battere bambini dell’asilo. ridicolo anche solo commentare una gara del genere. che non va però né esaltata sennò siamo scemi né sminuita sennò siamo masochisti.

Zeman dovrebbe ritirarsi?

cobolli l’ha invitato al bar a fumare sigarette. mi accodo e accetto l’invito anche per lui. a patto che una tantum sia lui a pagare il conto. senza farlo pagare ad altri. ce ne stiamo tutti e 3, respirando piano senza far rumore. accendini a parte. tanto saremmo muti. io non parlo perché non ci ho un cazzo da dire perciò scrivo, cobolli si zittisce da solo e zeman l’ha zittito la storia.

Bisogna temere Il Donest o come molti dicono la Juve è attrezzata pure per la Champions?

il donest no. fondamentalmente quelle del girone no. bisogna temere gli scontri ad eliminazione diretta per i quali siamo forse attrezzati per ciò che succede in campo. fuori dal campo dove spesso si giocano le partite più importanti bisogna chiederlo ad agnelli.

Juventus – Shakhtar, portiamola a casa.

di eldavidinho

45 da imbattuti e sabato sera è stato tutto più facile del previsto. O meglio, più facile di quanto già ci si potesse immaginare. In 20’ abbiamo chiuso un’altra partita senza tanti problemi, dominando, divertendoci e giocando a calcio. Quello vero, non quello pulito di Zeman. Punizione ingannevole di Pirlo, Rigore preciso di Vidal e opportunismo di Matri nello sfruttare la difesa inesistente della Roma con tagli da dietro. E il gol di Giovinco al 90esimo dopo una discesa paurosa di Barzagli sulla destra, assist man. A tratti si è rivista la squadra straripante che lo scorso anno, col 4-3-3, pressava in maniera disumana in ogni zona del campo, considerando sempre la pochezza della Roma. Ma la Juve dei primi 20 minuti è scesa in campo con un atteggiamento che non si vedeva dallo scorso anno. Subito aggressiva, cattiva, con l’intento di voler fare la partita e dominarla, a differenza delle prime uscite stagionali all’insegna sì della solita intensità di gioco e del controllo del match ma con un atteggiamento più rinunciatario. Il fatto che abbiano giocato i titolari con Chievo, Fiorentina e Roma dimostra che questa squadra tutto è tranne che stanca. Forse di Juve Roma non è piaciuto solo l’atteggiamento e la gestione del secondo tempo, entrambi rivedibili. Poteva(e doveva) finire con un risultato tennistico e abbiamo preso persino troppi gialli. La forza di questa squadra, comunque, è che giocatori come Marchisio, Asamoah e Pirlo, tanto per fare degli esempi, non hanno bisogno di riposo, Anzi. Più giocano, più migliorano. L’esempio del Marchisio dello scorso anno è lampante, col raggiungimento di una tenuta fisica, una media gol ed una pericolosità sotto porta da attaccante vero. Gli aggettivi per elogiare questa squadra sono finiti, evidentemente. Cominciano quelli per giudicare Zeman e la sua squadretta ora. Campagna acquisti sbagliata, giocatori Roma indisciplinati ma Zeman resta “il mago” per le strade ed i quartieri di Roma. Poveri illusi. E povero capitan Totti che si è preso altre 4 pere. I giornali ed i giornalisti, invece, tutti contro Zeman. Sono d‘accordo perché la Roma di ieri è la tipica squadra del boemo. L. Enrique in questo caso può essere un’attenuante per criticare la strategia societaria degli ultimi anni ma questa squadra è tutta frutto della pazzia del boemo.

Col senno del poi, facciamo più gol giocandole che vincendole a tavolino le partite, come invece ha fatto la Roma, approfittando del Regolamento che lo permetteva, la scorsa settimana . Agnelli, non fare mai ricorsi in stile Roma. Non ci conviene. E chissà Petrucci, noto tifoso giallorosso, come avrà reagito…

Le occasioni che hanno portato alle traverse di Marchisio e Vucinic sono l’emblema della prova difensiva della squadra di Zeman. Impaurita e incapace anche di provare, fare un minimo tentativo per aggredire i giocatori in possesso di palla. Niente. Letteralmente surclassati. Tutto ciò, sommato alla totale impreparazione a contrastare il gioco di Conte(che oramai conoscono tutti, fatto di tagli centrali, pressione sui difensori avversari e taglio obliquo dell’attaccante oltre la linea difensiva, le uscite di Vucinic, gli inserimenti dei centrocampisti, da dietro e senza palla, la transizione difensiva, l’ormai obbligatoria marcatura a uomo su Pirlo) Zeman deve ringraziare l‘antijuventinismo se è ancora qui. Senza di esso, ora, dove starebbe? D’altronde, la definizione che Marotta ha dato di Zeman prima della partita: ”è uomo di spettacolo, raccoglie applausi e fischi” fa ben capire che differenza ci sia tra un mister che in settimana lavora e sta in silenzio e un altro che gioca la partita ai microfoni. Zeman, non siamo dopati noi. Siete troppo scarsi voi. E non è neanche colpa del Gol di Turone. Forse a Baldini conviene chiamare Auricchio per un altro ribaltone. Passando alle statistiche, 17 tiri totali, di cui ben 13 nello specchio della porta(il 53.3%). Il 99% l’indice di pericolosità registrato, possesso palla (55 a 45), palle giocate (547 a 450), passaggi riusciti (74,7% a 67,7%). Chiellini ancora una volta leader nelle palle recuperate (ben 24, otto in più dei 16 di Tachtsidis), Pirlo 67 passaggi riusciti (Chiellini secondo con 55). Insomma. All’impegno di Champions la Juve ci arriva al meglio e col morale a mille anche se c’è sempre il rischio d’incappare in una partita come quella di Firenze.

Lo Shakhtar è squadra consolidate che si schiera con un 4-2-3-1: in porta c’è l’ucraino, a Donetsk dal 2007, Andriy Pyatov, la linea difensiva è composta dal croato Srna, difensore laterale che può giocare anche come esterno sinistro, Oleksandr Kucher, giocatore potente in grado di giocare anche da centrocampista difensivo, Yaroslav Rakitskiy e Razvan Rat, difensore rumeno in Ucraina dal 2003. A centrocampo, a comporre una diga a due davanti la difesa ci sono Fernandinho, giocatore brasiliano in maglia nero arancio dal 2005, 27 gol in totale e Thomas Hubschman, calciatore ceco, all’occorrenza difensore, ex Sparta Praga. Nella linea a 3 d’attacco troviamo, largo a destra, l’attaccante Alex Teixeira, seconda punta che può giocare anche da trequartista. È veloce ed abile nel dribbling, facilitato dal fisico minuto. Possiede un buon controllo di palla ed è abile nel gioco “di prima”. Sa ben muoversi fornendo svariati assist ai compagni. Al centro della manovra c’è l’armeno Henrikh Mikhitaryan, nazionale riconvertito con successo, negli anni scorsi, in mediano, dopo un inizio di carriera come esterno offensivo nel Metalurg Donetsk. Ora è tornato alle origini, spostando il proprio raggio d’azione al centro e traendone vantaggi: Mkhitaryan ha già realizzato 12 marcature nelle prime 9 partite di Premier ucraina. Sulla sinistra viene schierato, di solito, il velocissimo William, altro giocatore brasiliano nella gioielleria di Lucescu. In attacco quel Luis Adriano che tutti conosciamo e che sino allo scorso anno era appetito da tutti sul mercato.

Nella prima giornata, lo Shakhtar Donetsk ha passeggiato sul Nordsjaelland, vincendo 2-0. Troppo squadra gli ucraini per dei dilettanti, soprattutto in campo europeo. I campioni di Danimarca hanno fatto il loro esordio assoluto nella bolgia della Donbass Arena. L’emozione dei danesi e l’evidente inferiorità sul piano tecnico hanno fatto il gioco degli ucraini, padroni assoluti del campo. Protagonista del match è stato proprio l’armeno Mkhitaryan, che affronterà l’Italia nel girone di qualificazione per i prossimi Europei. La giovane punta timbra due volte (al 44′ e al 76′), sopperendo alla poca concretezza di Luis Adriano e Willian.

Lucescu è allenatore molto preparato. Lo dimostra l’affermazione di pochi giorni fa di uno dei suoi giocatori, Fernandinho: “Lucescu ci ha fatto vedere un’infinità di partite della Juve: ormai la conosciamo bene”. Lo Shakhtar, tra l’altro, è squadra ancora imbattuta in campionato con 5 vittorie e 1 solo pareggio, 15 gol fatti e solo 3 subiti. La Juve d’Ucraina, oserei dire. Vanta 12 partecipazioni alla Champions League, è forte di sei titoli nazionali conquistati negli ultimi otto anni(e, lo scorso anno, ha vinto anche Coppa e Supercoppa nazionale) deponendo la Dinamo Kyev dal trono di regina d’Ucraina. L’esperienza in Europa negli ultimi anni è stata addirittura trionfale, con il club che ha raggiunto due anni fa, per la prima volta nella propria storia, i quarti di finale di Champions League, venendo estromesso solamente dai marziani del Barcellona. Oggi Mircea Lucescu, tecnico in sella dal 2004 e vincitore nel 2009 della Coppa Uefa, è chiamato a consolidare lo status europeo conquistato Non è certo una missione impossibile. Forza Juve.

Profilo Twitter: @eldavidinho94

Zemanlandia? Zombilandia! Ovvero Il re del niente e il suo calcio aceto

di Alessandro Magno

Siamo alle solite, ancora una volta dopo le chiacchiere da Bar che hanno riempito le pagine dei giornali poi arriva il giorno della partita. E si, si deve proprio! Certo per i romanisti sarebbe stato meglio evitare e rimanere alle chiacchere ma purtroppo per loro poi arriva il giorno del campo. E il giudizio del campo su Juve-Roma e su ”miste Zema” è davvero inesorabile. Diciannove minuti appena per espletare la pratica. In mezz’ora 3 gol 2 traverse qualche azione da gol sprecata per noi, dall’altra parte il nulla assoluto. Vedendo i primi 20 minuti di partita mi son venuti in mente gli sketch tanto cari a Terence Hill e a Tomas Milian nei film degli anni 80 in cui il nostro eroe prendeva a schiaffi il malcapitato di turno con una sequenza velocizzata così da colpirlo innumerevoli volte in pochissimi secondi, e poi chiudeva con la battuta: ”E ora sparisci prima che ti prendo a schiaffi”. Questo è stato Juventus-Roma. Con un Vucinic in campo palesemente dispiaciuto di infierire sul suo ex mister e sui suoi ex compagni, e il resto della squadra che sul 3-0 ha trasformato la partita in una specie di allenamento. La Roma di Zeman non vale nulla neppure come sparring-partner. La prossima volta conviene non fare neppure turn over ma mandare in campo direttamente la primavera e dare 5 giorni di vacanza alla prima squadra.

Si è parlato spesso di Zeman come di un maestro. Effettivamente la partita di ieri sarebbe da fare vedere nelle scuole calcio. Perfetta sintesi di come si deve giocare da una parte e di come non si deve giocare dall’altra. Di cosa è una squadra di calcio e di cosa è il nulla più assoluto e improbabile dall’altra. Il grande maestro del nulla con grande intelligenza e acume tattico si permette di metter due giovanotti di belle speranze in mezzo al campo (Tachtsidis e Florenzi) rischiando di rovinarne per sempre la carriera, permettendo a Vidal e Marchisio di asfaltarli completamente. Menomale che è uno che lancia i giovani. E si li lancia dalla finestra. Al macello direi. Pure il povero De Rossi (a parer mio uno dei centrocampisti migliori al mondo) si perde nello scacchiere a righe del boemo. La ciliegina sulla torta poi è la marcatura inesistente su Pirlo. Che dire? E’ talmente diventata una costante la marcatura a uomo su ”Mozart” che qual’ora giocassimo un amichevole in Lapponia vedremmo sicuramente utilizzata questa consuetudine. ”Miste Zema” no! ”Miste Zema” è uno che fa er gioco suo, oh… quello fa ‘a partita…, ao le squadre de Zema je somijano! Infatti le sue squadre son come lui: fumano. Evaporano. Come il fumo e le chiacchiere si dissolvono. Praticamente tutto fumo e niente arrosto. Pirlo giustamente ringrazia e tira fuori dal cilindro una prova sontuosa, la migliore per lui quest’anno. ”A ridatece Zeman” è uno striscione che esponevano i romanisti in passato e son stati accontentati, ma da ora in poi sarà uno striscione che spero di vedere sempre nella nostra curva. ”A ridatece Zeman” perché davvero con Zeman si vince facile. Lui, il filosofo del calcio perdente. Mi vengon in mente le discussioni dell’estate passata con qualche romanista su Facebook, di quanto gli piaceva che Zeman era tornato con loro in A, perché Zeman fa rosicare gli Juventini (ovviamente per quello che dice non per quello che fa). E io rispondevo che solo dei poveri fessi potevano rinunciare a un allenatore bravo, serio, preparato e di sicuro avvenire come Montella, per un venditore di fumo come Zeman. Uno che in trent’anni di carriera ha collezionato quasi esclusivamente esoneri. Che ha vinto due campionati di B ( Foggia 90-91 e Pescara 11-12) fra i più pessimi della storia. Nel primo vinto, come squadre di rango c’erano solo Udinese e Verona, nel secondo solo Sampdoria e Torino, tutte comunque nobili decadute e nulla più, per il resto squadre di serie B qualsiasi. L’anno scorso poi è stato pure secondo fino all’ultima giornata e lo ha terminato a pari merito con il Torino risultando primo solo per differenza reti. Niente di trascendentale e niente a che vedere con la B fatta ad esempio dalla Juventus con Bologna, Napoli, Genoa, che c’erano quell’anno quasi più scudetti vinti in B che in A. Campionato stravinto battendo tutti i record. Pero si parla di grande calcio di Zeman, mah.

Il mister recordman dei ”se”. Se non ci fosse stato Moggi, se non ci fosse stato il doping. Se non mi perseguitavano, se non mi fanno allenare che posso fare. Lo stereotipo del inconcludente all’italiana. Quello che non è mai colpa sua ma sempre colpa o degli altri o degli eventi. Quello che trovi al Bar e ti racconta che: ”… se non mi facevo male giocavo in serie A, e quando giocavo io Del Piero mi faceva da riserva, e ho smesso di giocare perché mi son scontrato con la mafia”. Comunemente questa persona viene chiamata in gergo ”cazzaro”, che non vuol esser un offesa ma solo la parola per farvi capire bene che tipo di persona intenda. Mi spiace magari anche passare per razzista ma se a Roma piace avere un ”cazzaro” come Mister vuol dire che è l’uomo giusto al posto giusto. Questo è il fantastico score di questo mister e del suo gioco che chiamano Zemanlandia e che dovrebbero chiamare invece più appropriatamente Zombilanda. Questo calcio che chiamano Champagne e invece dovrebbero chiamare Aceto. Battuto ieri e umiliato da un allenatore in seconda, tale Carrera che allena da 5-6 partite, visto che il nostro Mister titolare è squalificato. Dopo quello visto sabato presumo che potevamo stracciarli anche senza mister. Noi siamo a 45 partite senza sconfitte, questo è già tanto se riesce ad arrivare a 4,5.

L’ultima considerazione la voglio fare sugli insulti che Zeman ha ricevuto (a mio parere giustamente) dai tifosi allo Juventus Stadium e che han scandalizzato un po’ tutti i moralisti a buon mercato dell’ultima ora, quelli che ci sentono solo quando gli fa comodo, e non faccio la lista perché è troppo lunga. In primis, se la Lega e anche la Roma avessero non dico punito che sarebbe francamente troppa grazia, ma almeno fermato Zeman in passato, non si sarebbe arrivato a questo. Non è assolutamente normale che un mister faccia sempre dichiarazioni improprie di un altra squadra e non parli esclusivamente della sua. Zeman è l’unico allenatore che parla sempre (e male) della Juventus. Non lo fanno Allegri, Stramaccioni, Mazzarri, Guidolin e nessuno di tutti gli altri. Le scaramucce con questi e gli altri si limitano esclusivamente agli incontri con le loro squadre. E’ imperativo per tutti il non occuparsi dei fatti altrui ne tantomeno fare i tuttologhi a tutto campo come fa Zeman e come purtroppo gli è permesso. Va da se che se provochi, se fai di tutto per esser inviso agli Juventini, se fai di tutto per farti odiare a Torino perché così a Roma ti amano, se non hai l’intelligenza e il buon senso di dire: ”basta parlare di Juve parliamo della mia Roma” allora come dicono a Roma: ”te ‘e cerchi”. E se te le cerchi te le tieni. E’ scientifico: ogni azione provoca una reazione, non bisogna essere geni per capirlo. In secundis la richiesta di sanzioni e\o squalifica e\o sconfitta a tavolino per gli insulti a Zeman da parte dello Juventus Stadium è una cagata di proporzioni così astronomiche che è vergognosa per chi (vedi Sacchi) l’ha pensata e anche affermata e offende l’intelligenza comune. Se dovessimo punire ogni stadio per gli insulti rivolti a giocatori, allenatori, presidenti e dirigenti vari e tifosi avversari, noi vinciamo a tavolino tutti i campionati dal 1897 ad oggi e anche tutti quelli a venire fino alla notte dei tempi. O pensate che quando ci chiamano ladri e insultano il nostro mister o insultano il nostro presidente e\o i nostri martiri come Scirea e quelli dell’Heysel non è reato? Fatemi capire, siamo a: insultare uno Juventino non è reato?

Concludendo Antijuventini e gufi, vi abbiamo nuovamente asfaltato sul campo. Non sapete che piacere e che gioia si prova a vedere una tale ripassata della propria squadra data a un’ avversaria. Arriverà prima o dopo la prima sconfitta è normale, ma nel fra tempo vi facciamo venire un fegato grosso come una casa.

Alessandro Magno

Articolo pubblicato anche su Juvemania.it e Ladivinajuventus.it

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