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La Juve perde la partita ma ritrova l’orgoglio.

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Articolo di Alessandro Magno

 

Una bella e combattiva Juve maltrattata da un arbitro non all’altezza di una partita così. La Juve meritava assolutamente la vittoria, per qualità e quantità di gioco espresso. Probabilmente anche il pari stava stretto. L’arbitro e il guardalinee hanno condizionato pesantemente l’incontro non tanto per il rigore che c’è, anche se Buffon comunque ha anticipato Ramos e la palla era già sua, quanto per un espulsione assurda di g per una sceneggiata indegna di Ronaldo. Vergognoso. Uno che è fra i migliori del mondo certe scene se le dovrebbe risparmiare. La Juve è uscita fra gli applausi, loro son stati fischiati. In casa loro dal loro pubblico e questo la dice lunga più di ogni disamina.

Resta il rammarico per non aver messo sempre questo piglio. Copenaghen, Galatasaray e Fiorentina si potevano battere. Ora lo sappiamo e giochiamo sempre così. Ci toglieremo ancora delle soddisfazioni.

Ultima considerazione la voglio fare sul modulo, premesso che Conte un po’ di casino con le sostituzioni l’ha fatto tipo Asamoah per Pirlo che non ho ben capito, ho finalmente potuto apprezzare un benedetto cambio di modulo. La Juve ha giocato col 4-3-3 e lo ha fatto egregiamente. Conte a fine partita ha dichiarato che questa squadra sa interpretare bene 3 moduli, oltre al sopracitato e il classico 3-5-2 anche il 3-3-4 (parole di Conte). Bene, finalmente, lo prenderei bonariamente a bastonate perché è due anni che lo dico e ricordo molto bene Conte giurare e spergiurare che senza Pepe il 4-3-3 non si poteva fare. Meglio tardi che mai.

In definitiva la Juve perde la partita ma esce a testa alta, altissima, la strada per la qualificazione è quasi ormai compromessa del tutto ma abbiamo capito e dimostrato di essere ancora un ottima squadra. Una squadra che va al Bernabeu e se la gioca alla pari col Real, ed esce fra gli applausi. In un processo di crescita scusate se è poco.

C’era una volta…….

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Articolo di ”Nonno” Andrea Renda

 

Cominciano così tutte le favole, e la favola della Juve imbattibile e vogliosa di vincere è arrivata allo epilogo.
Abbiamo fatto due splendidi anni spinti dalla voglia di riemergere dopo quattro anni d’inferno.
Ora tutto si sgonfia, la squadra era stata ricostruita sfruttando la voglia , la determinazione e la fame di successi.
La dirigenza ha tirato i remi in barca centellinando gli acquisti necessari per ricostruire una grande squadra che durasse nel tempo.
Ora ci troviamo con dei giocatori che hanno tirato la carretta spremendosi tutte le gocce di energia rimaste , non inserendo nuove forze, escluso due buoni attaccanti, ma cedendo tanti ottimi giocatori che avrebbero potuto inserirsi gradualmente negli schemi, schemi che ,oramai , sono a conoscenza di qualunque squadra ci affronti e non abbiamo saputo rinnovarci negli schemi e negli uomini.
Non voglio pensare che siamo al tracollo , ma al collasso SI e se non si corre ai ripari rischiamo di avere giocatori demotivati e impauriti. Le continue voci che sono messe ad Arte per indebolire il gruppo , cominciano a fare effetto sul morale dei giocatori e ,sotto sotto, pensano di cambiare aria anche perché le voci di trasferimento non vengono smentite dalla società , ma anzi avallate.
Le favole finiscono sempre a lieto fine e noi fans della juve non vogliamo rinunciarci.
Meditano coloro che sono preposti a risolvere i problemi tecnici con in testa l’allenatore , che mi sembra incapace di cambiare modulo e si fossilizza nello unico che conosce, pur non avendo più i giocatori adatti.
Si è rotto il giocattolo e bisogna correre subito ai ripari necessari.
Non si può accettare uno stato confusionale come si è visto ieri pomeriggio, sebbene le avvisaglie ci siano state dallo inizio della stagione.
PER FAVORE SVEGLIATEMI DA QUESTO BRUTTO SOGNO

Notizie angosciose

 

 

 

Andrea-Agnelli-2-ImcScritto da Cinzia Fresia

Suppongo che voi, come me, vi stiate annoiando in questa pausa di campionato e Champions, l’appuntamento con la serie A, manca, non c’è niente da fare, intanto  i giornalisti non sapendo cosa scrivere,  si scatenano in  elaborazioni di  ipotesi secondo certe  dichiarazioni a dire il vero alquanto angoscianti.

Sul Tuttosport di alcuni giorni fa, il Presidente della  Juventus, Andrea Agnelli dichiara ufficialmente  di non essere sicuro di poter in futuro tenere la attuale “stellina” Pogba,  promessa del calcio, la situazione economica italiana non è buona, i club sono sempre più “tirati” e  la Juventus stessa non può permettersi di spendere con super ingaggi, freno applicato dalla Exor, condizionata dall’andamento della Fiat e dei provvedimenti ai lavoratori, tante incognite obbligano la Juventus ad un basso profilo. Ecco  che i giocatori promettenti, e quelli richiesti, da incedibili  vengono messi sul mercato. Ma non c è solo questo che ci preoccupa, le voci di un cambio di panchina al nostro interno paiono sempre più vicine, Conte vuole di più, vorrebbe lavorare in un modo diverso ma nella attuale Juve, dove tutti gli vogliono bene non può. Trattandosi di una persona ambiziosa che non si accontenta di vincere campionati, sa a malincuore di doversi staccare da quei colori che ama e che sente. In fondo una carriera con il freno a mano non si addice ad una persona come lui, il poter disporre di budget illimitati accenderebbe la scintilla a chiunque, e poi Conte ha dimostrato di saper vincere con le “mele” e le “pere”, figuriamoci potesse spendere cosa farebbe.

Dalla nostra parte, questo cambio di tecnico sarà per noi veramente deleterio, perché in questo momento non vedrei bene nessuno, e il nome che circola come successore mi fa venire la “pelle d’oca”. Se l’Allegri, 99 su 100 diventerà l’allenatore della nazionale, chi arriverebbe da noi? Prandelli .. No, è inaccettabile. Per diversi motivi: A) mi dovrebbe per cortesia spiegare cosa verrebbe a fare se non per un fatto di denaro per tutte le cattiverie dette in passato quando è stato in Fiorentina, poi, mi dovrebbe altresì spiegare per quale motivo non ha mai preso distacco dagli striscioni e cori contro le vittime dell’Heysel, defunte e viventi. Capite che è un po’ tanto per averlo tra i piedi ..poi c’è un altro fatto, non ha grinta, non ha carisma, e per me è sopravalutato anche come allenatore, e per stare in Juve e farsi seguire bisogna avere determinate caratteristiche.

Così facendo si rischierebbe di tornare nel limbo del 7°mo posto, ma lo vedete voi Prandelli allenare la Juventus?  Io sinceramente no. Nel frattempo, il nostro cammino attuale  in campionato è faticoso, per non parlare della Champions, Cristiano Ronaldo ci sta aspettando, e il nostro tecnico non lo vedo motivato, che abbia già pronto il camion del trasloco?

Tornando a Pogba, vorrei dire due cose, che sia  un giocatore di indiscutibile talento  sicuramente sì, ma che  debba  essere un genio del pallone lo deve ancora dimostrare,  Quest’anno, fino adesso, non ha giocato sempre bene, e cose mirabolanti non le ha ancora fatte.

Sebbene Conte con noi ci speri di vincere il terzo campionato, le premesse non ci danno   per favoriti, sembra che la Roma invece quest’anno ci creda, e pare sentano il trofeo di primi d’Italia già in mano, i festeggiamenti sono pronti, compreso di spogliarello di qualche signora famosa della capitale.

E nel frattempo noi che facciamo? Nulla se non quello di partecipare e far sentire la nostra voce, sperando che qualcuno le ascolti, e soprattutto scongiurando che ciò che si sta leggendo sulla carta stampata siano tutte “chiacchiere da pausa di campionato”.

 

 

Juventus – Galatasaray: analisi lucida.

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Articolo di Alessandro Magno

 

 

Al solito ho pensato a lungo sul cosa scrivere di questa partita. Vi confesso che mi sono venuti almeno una decina di titoli, dal ”Polli contro Turchi”, al ”Non basta un Tevez per vincere una Champions”, al ”Tanta fatica per nulla” e simili. Premetto che quando le cose non vanno troppo bene se da una parte mi fanno ridere gli antijuventini che godono per un 2-2 nostro come se fosse una sconfitta per 4-0, dall’altra mi fan veramente cadere le braccia (per non dire altro) gli insulti di certi tifosi nostrani alla squadra. Parliamo nel bene e nel male di una squadra che per la stagione 2013-2014 è ancora imbattuta ed è in corsa per ogni obiettivo, oltre che aver vinto già una Supercoppa italiana. Detto che questi possono andare a tifare un altra squadra e io sono sempre primo sostenitore di una critica sana e onesta, cerco di fare un analisi la più lucida che conosca.

La prima cosa che mi viene in mente è che la squadra non ha per niente una mentalità europea. Sempre approcci timidi si giocasse pure contro l’ Apollon Limassol. Poi magari si ha una reazione quando si va sotto. Conte, per quanto riguarda l’approccio, ha dato fin da subito un’ impronta vincente nelle partite di campionato; non mi sembra di poter dire altrettanto per quelle di Champions. Nella sua gestione mi viene in mente solo una partita condotta dall’inizio alla fine con la mentalità giusta ed è: Juventus Chelsea (fra l’altro in un pessimo momento loro se non ricordo male), poi solo sprazzi qua e la o mezzi tempi con Shakhtar, Celtic o Chelsea (in casa loro). Sempre, in quasi tutte, approcci timidi e recuperi sul filo del rasoio. Non è una particolare colpa, Capello ebbe lo stesso rendimento di Conte con una rosa molto più forte. Storicamente poi io ricordo solo due Juve scendere in campo con la mentalità di dominare anche in Europa: la Juve del Trap e di Platini e quelle di Lippi.

Seconda cosa, la Juve non mi è parsa così assolutamente superiore al Galatasaray che fra l’altro come noi, fa incetta di titoli nazionali. Nè a livello di gioco nè tantomeno a livello di singoli. Quindi volerei basso basso perchè qualora (ed è possibile) passassimo il turno non mi sembra che siamo così attrezzati per arrivare fino in fondo. Almeno rispetto ad altri. Se il Galatasaray non parte per vincere la Champions mi pare corretto che anche noi si faccia altrettanto. Anche se la Storia dei due club è assai diversa in campo non va la Storia vanno i giocatori.

La terza cosa che mi viene in mente e faccio un complimento a Conte, è che i Turchi sono andati in confusione quando ha inserito Llorente. Non tanto per la prestazione di Nando, onesta ma non fenomenale, quanto per il fatto che fino a quel momento ci avevano preso le misure e credo avremmo potuto giocare fino a mezzanotte con il 3-5-2 che non la si pareggiava. Entrata la terza punta ci hanno messo un poco a capire chi l’avrebbe dovuta marcare e guarda caso Quagliarella ha fatto anche il gol del 2-1 proprio perchè in mezzo i Turchi si sono smarriti. Poi l’ennesima dormita ha vanificato tutto ma abbiamo ragione a dire che si può e si deve, in certi momenti, mettere la terza punta e Conte la deve smettere di perseverare con il 3-5-2 fino alla morte, in un gioco perverso tipo pungiball con la testa contro il muro.

Quarto mi pare di poter dire e lo dico dall’anno scorso e lo ribadisco tuttora, che Quagliarella dovrebbe essere più avanti nelle gerarchie degli attaccanti visto quanto segna rispetto a quanto gioca. Conte a Quagliarella non concede due partite di fila se in una non segna mentre ad altri li fa giocare anche con 38 e mezzo di febbre quando non segnano per filotti di 5-6 partite ed oltre. Non mi pare giusto.
Quinto se i nostri esterni tutti, magari imparano a crossare come si deve e non alla che cojo-cojo, la cosa sarebbe a dir poco apprezzabile perchè è veramente uno spreco di risorse inutili tutto questo gioco sulle fasce al cospetto di sifatta pochezza di cross fatti bene. E infatti per metter la palla in testa a Qaglia per il 2-1 deve scendere giù Pirlo.

Concludo con un pensiero sull’ammenda pubblica di Bonucci. L’ennesima, dopo quelle passate di Chiellini (Inter) e Buffon (Chievo). Vi posso dire : ”Ma che ve possino…” Ora le ammende pubbliche possono essere anche una bella cosa fin quando non diventano tipo uno spot pubblicitario. Sarei molto più felice se Buffon, Bonucci e Chiellini e altri evitassero di fare cazzate grossolane. Errori di sufficenza che a questi livelli non sono tollerabili.

Per il resto che cosa vi devo dire? Questa Coppa per noi è maledetta. Non so che macumba ci hanno fatto ma se qualcuno conosce qualche sortilegio per togliercela lo faccia al più presto perchè ne abbiamo bisogno.

 

Gli articoli di Alessandro Magno escono su:
ilblgodialessandromagno.it ,  Juvamania.it ,  ladivinajuventus.it , ilbianconeronews.blogspot.it

Juventus – Galatasaray 2-2. Sintesi.

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La metamorfosi della Juve

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di Davide Peschechera

Pareggiata anche la seconda, come l’anno scorso. Perché questo pareggio ricorda molto quello ottenuto con lo Shakhtar ed il finale di partita quello palpitante della semifinale di Coppa Italia dello scorso anno giocata a Roma contro la Lazio, al ritorno. Pareggiata una partita contro una squadra che, diversamente da quanto si poteva pensare, si è difesa subito dopo il vantaggio e segnato due gol senza mai realizzare un’azione concreta. Nonostante i cambi, giusti e obbligati questa volta, non è bastata ma comunque abbiamo visto cosa può fare questa Juve con il 4-3-3, subito col rigore ed il raddoppio. Con un solo modulo si sta diventando prevedibili e sterili. Per 60 minuti si è fatta fatica e si è giocato un brutto primo tempo, come ormai solito, e di colpo si sono create palle gol con molta facilità. Llorente tiene impegnati i centrali, Tevez ha molta più libertà e Quaglia ha portato rigore e gol. Pirlo, Vidal e Pogba possono avere più spazi. Il reparto in generale deve occuparsi meno di impostare e prendere il pallone lontano dall’area di rigore anche se, sia a 3 che a 4, va registrata la difesa. Odio parlare di errori individuali. Chiellini(Inter), disattenzioni difensive e di reparto su palla inattiva(Copenaghen e Verona), Buffon(Chievo). Ne abbiamo commessi tanti per sufficienza, mancanza di concentrazione, leggerezza, disattenzione. In ultima analisi alla lista si è aggiunto anche Bonucci(con Buffon). Quelli tecnici ci possono stare. Ma quello di posizione di Isla alla fine è proprio da giocatore di categoria inferiore.

La cosa peggiore guardando la Juventus, però, é il cogliere un certo logorio nella squadra. Come se fosse necessario un grande rinnovamento. Alcuni dei nostri stanno subendo un calo, fisico e soprattutto mentale, che non fa remare tutti verso la stessa direzione. Nelle ultime uscite è sembrata una squadra sfilacciata proprio per questo, col freno a mano tirato e senza entusiasmo, imprecisa nei passaggi ed appesantita nelle ripartenze. Spesso siamo lunghi e le distanze tra i reparti non sono quelle giuste. Un appagamento generale che comincia a farsi sentire. Sintomo evidente è il gran numero di disattenzioni in tutti e tre i reparti che ci sono costati sino ad oggi gol su gol subiti. È emersa una squadra che pensa troppo, si preoccupa eccessivamente, non gioca più sul velluto. Mancano sfrontatezza, ritmo, leggerezza, coraggio. È una squadra bloccata, impacciata. È una Juve un po’ lontana da quella che avevamo conosciuto. Nelle orecchie echeggiano gli avvertimenti secchi ed aspri di Conte che già alla fine della stagione scorsa, come se avesse previsto il rischio di un imborghesimento della sua squadra, allarmava la pancia già sazia di vittorie, lo spegnersi di quel fuoco nei giocatori che in questi due anni l’allenatore era riuscito a riaccendere. Lo stesso Conte sembra abbattuto, incapace di trasmettere ai suoi quella carica che lo ha sempre contraddistinto, sente di non avere per le mani la stessa squadra dello scorso anno. Manca dinamicità e movimento, non ci si esprime più sugli standard abituali. La Juventus non morde, non aggredisce più l’avversario, si sfinisce per mezzore intere di un gioco lento, inefficace, di un giro palla effimero all’interno della propria area, che passa dai piedi di tutti e dà possibilità agli avversari di chiudersi. La linea di tre centrocampisti non è in grado, per un semplice fatto di gestione dello spazio orizzontale, di giocare aggressiva sui portatori di palla avversari se questi consolidano il possesso. Ne consegue che la Juventus concede fasi di possesso palla prolungate agli avversari per poi ridursi a forsennate rimonte negli ultimi 30 minuti che non sempre possono completarsi. Nella gestione delle partite, questa Juve ricorda tanto quella di Fabio Capello. È una squadra che non va più a mille all’ora per vincere ma che va quasi a folate, vere e proprie sfuriate. Se si sta vincendo, si cerca di addormentare la partita, se si sta perdendo, si rimpiange il primo tempo mai produttivo. Sarà difficile vedere risultati roboanti?

Non è la Juve tambureggiante del primo anno di gestione Conte o quella schiacciasassi della scorsa stagione. Ma sarebbe sbagliato parlare pure di Juve difensivista. Meno spettacolare sì. La squadra gioca costantemente nella trequarti offensiva con possesso palla, buona pericolosità offensiva e tanti tiri in porta. Semmai questa impostazione risulta al più macchinosa nello sviluppo della manovra, perché il giro palla dietro, con la difesa a tre, conta sempre un passaggio in più che rallenta l’azione, mentre i movimenti degli esterni sono quasi sempre volti a fare sponda e da appoggio per gli spostamenti in fascia delle punte o per scaricare palla per vie centrali ai centrocampisti interni, gioco che spesso impedisce le sovrapposizioni in uno-due, non porta al cross gli esterni stessi che ricevono palla da fermi e marcati, impedisce loro di saltare l’uomo o di cercare di attaccare lo spazio. Per questo Conte cerca tatticamente di portare più spesso le mezzali a cercare le fasce per crossare, gente qualitativamente migliore di Lichtsteiner e Asamoah(gli esterni titolari, per dire) come Pogba, Marchisio, Vidal e col Galatasaray Pirlo, lasciando le due punte più vicine al centro dell’area. Conte, infatti, sta cercando di adattare i principi di gioco di sempre agli attaccanti che possiede. Con l’ingresso in squadra di Llorente, la Juve ha cercato di sviluppare un gioco diverso. Il sistema di gioco resta lo stesso perché difficilmente vedremo, in stagione, Conte cambiarlo(non crede che con giocatori come Tevez, Vucinic e Giovinco e senza Pepe possa giocare con un fronte a tre), ma è cambiata I’interpretazione. La Juve ha cercato di sfruttare la forza fisica degli attaccanti Quagliarella e Llorente facendo arrivare in area cross alti dalle fasce.

Certamente è presto per trarre delle conclusioni dopo solo sei giornate di campionato e due di Champions. Un’altra ipotesi è quella che la Juve stia gestendo le forze in vista di una stagione che si prospetta più lunga e difficile delle ultime due, anche perché nonostante il gioco sino ad oggi deludente, i risultati sono identici a quelli dello scorso anno: in campionato la Juve, dopo le prime sei giornate della scorsa stagione, aveva ottenuto 16 punti frutto di 5 vittorie e 1 pareggio. Nella stagione attuale la Juve ha ottenuto ancora 16 punti su 18 disponibili, frutto di 5 vittorie e 1 pareggio. Questi risultati hanno comportato uno score complessivo di 21 gol realizzati contro 7 subiti nella scorsa stagione, a fronte dei 16 gol fatti contro i 5 subiti dell’attuale, ovvero la Juve lo scorso anno segnava di più (+5), ma subiva anche di più (+2). Quest’anno segna di meno(diminuiscono pure i marcatori perché segna soprattutto con gli attaccanti) rispetto alla mole di gioco creata e subisce di meno(nonostante gli errori difensivi), basti pensare ai zero tiri in porta subiti contro il Torino. Stesso discorso in Europa, con due pareggi iniziali, anche se ogni Champions fa storia a sé e quest’anno il cammino sembra più compromesso che mai.

Di fatto, tutte le squadre che ci hanno affrontato, a parte la Lazio, hanno impostato la loro partita in maniera nettamente difensiva, non trovando quasi mai le geometrie di gioco abituali per andare a rete. 9 uomini dietro la linea della palla e praticamente tutti dentro la propria tre-quarti difensiva. L’avversario di turno quasi mai ha avuto occasioni da gol frutto di una supremazia, anche momentanea, che fosse dovuta ad una disposizione tattica migliore o a doti tecniche superiori dei singoli avversari. Spesso la Juve si trova ad affrontare con linee di gioco sterili, assetti avversari catenacciari e non “a specchio” come ci vorrebbero far credere. Ed è qui che ci sono situazioni(ricorrenti) che la Juve non sfrutta. 11 calci d’angolo e nessuna incornata vincente. I calci da fermo che mai ci conquistiamo. I tiri da fuori area che sono più tiri della disperazione che altro. Serve un cambio di marcia e stop ai regali. In CL devi giocartela. Non sì può forzare così troppo la verticalizzazione, allungare la squadra e permettere all’avversario di avere maggior possesso palla perchè può ricominciare sempre l’azione.

Ma diamo un po’ di numeri: contro il Copenaghen, 511 passaggi effettuati, 58% di possesso, 26 tiri, 12 nello specchio e una sola rete. Contro il Verona, 64% di possesso palla, 700 palloni giocati, 400 passaggi nella metà campo avversaria, 35 volte al tiro, 15 conclusioni nello specchio. Una supremazia territoriale netta, oltre 22 minuti contro gli appena quattro dei veneti. Contro il Chievo, 71% Possesso palla, baricentro alto attestatosi sui 55 mt., pallone toccato 889 volte contro le 473 degli avversari, 605 passaggi contro i 187 del Chievo, 35 cross sfruttando le fasce, tanto che la larghezza della squadra è indicata in 47,6 metri, contro i 33,4 metri dei gialloblu. 18 tiri di cui 8 nello specchio, 4 respinti, 11 da dentro l’area. Chievo 5 tiri. Pirlo 101 passaggi riusciti(90%), Pogba 11 Cross. Contro il Torino, possesso di palla quasi pari, 50.7 a 49.3% per i bianconeri, baricentro molto alto, a 59.2 metri, contro quello del Toro, fermo a 50.7 metri. Indice di pericolosità del 59,2% quello della Juve, 22,8% quello del Toro. Supremazia territoriale: oltre 12 minuti noi, poco meno di otto i granata. Neanche un tiro in porta da parte del Toro delle 6 effettuate, 8 le nostre conclusioni sulle 17 totali. Infine, contro il Galatasaray, 23 tiri ma, a dispetto di altre volte, minor precisione, con appena 5 conclusioni arrivate nello specchio della porta. Possesso palla al 53%, 11 angoli battuti a 0. 221 passaggi effettuati (su un totale di 479) nella trequarti offensiva, contro gli appena 67 della squadra di Mancini. Solo tre squadre hanno fatto meglio dei bianconeri in queste prime due giornate di Champions League.

I numeri sono indicativi, certo, ma non fanno vincere le partite. I numeri vanno pesati per capire che non è oro tutto quel che luccica. Anche se è difficile parlare di Juve meno intensa, perché ciò che fa è sempre, comunque sufficiente per meritare il successo. Ma non convince. Conte ha attinto a piene mani dal “reparto riserve” in questo periodo ed ha sempre rimescolato la formazione, atteggiamento sicuramente rischioso ma praticamente obbligato se si vuole arrivare a coinvolgere tutta la rosa, tenere alta la tensione e non rischiare di arrivare col fiato corto in primavera come avvenne l’anno scorso. È comprensibile che, stravolgendo continuamente le formazioni, si possa andare incontro a qualche rischio come la mancanza di dinamismo, ed a dover fronteggiare alcune difficoltà, quindi se non vedo la Juve dominare e rullare l’avversario ma averne comunque ragione, è sintomo di crescita. Ma bisogna cambiare marcia. Organizzazione di gioco, solidità difensiva, mentalità europea. “Testa, cuore e gambe”, mister.

Rubrica #AttimidiJuve
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Juventus-Galatasaray – 2 ottobre 2013 20.45 Juventus stadium Torino

 

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Scritto da Cinzia Fresia

Per la  Juventus, domani ore 20.45 torna la Champions League, a Torino arriverà il Galatasaray fresco di Mancini, il quale non  sicuro di poter già prendere posto in panchina sta già avvisando Conte della sua presenza.

Settimana non facile per i bianconeri profondamente criticati ed ammaccati dalle conseguenze del derby, Tevez colpito e ferito da un fallo potenzialmente molto pericoloso, vuole esserci. Sa che la Juventus di oggi ha bisogno di lui.

Purtroppo l’avvio di Champions non è stato un gran che, occorre recuperare per poter fare punti in vista di  avversari più impegnativi. La Juventus può farcela contro i turchi? Sicuramente sì, mettendo ordine al centro campo e schierando la formazione migliore, quella più affine a Tevez e coordinata da Pirlo, non si dovrebbero incontrare problemi a gestire un avversario che sì, vuole vincere, ma perfettamente gestibile da parte di una squadra come la Juventus attuale.

Conte deve recuperare la salute psicologica dei nostri giocatori un po’ acciaccata dai tanti e numerosi attacchi e da un paio di avversarie profondamente ostiche e pronte a tutto per vincere. Si parla di Roma e Napoli, ma soprattutto Roma, il cui cammino pare in discesa.

Coraggio ragazzi, il tifo è tutto per voi!

 

RITORNO AL PASSATO.

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di Davide Peschechera

Questa Juve è un giallo. No, non la maglia. Mentalità, atteggiamento, approccio timido, impaurito e provinciale. Sembriamo ubriachi da sabato. Probabilmente una partita preparata così, sulla falsariga di quella disputata con l’Inter, senza la voglia di portare troppa pressione, aspettando l’avversario. Nonostante la lezione danese della scorsa stagione. 1-1 col Nordsjaelland, 1-1 col Copenaghen. A distanza di un anno, non abbiamo ancora capito con che atteggiamento giocare in Champions? Se infatti la scorsa stagione si potevano accampare scuse legate all’inesperienza, alla desuetudine a giocare certe partite, questa volta scusanti non ce ne sono. Non può essere una scusante la stanchezza, visto che siamo appena ad inizio stagione. Avversari modesti ma convinti e vogliosi contro bianconeri molli, senza dinamismo e cattiveria. Si vede che la nostra Juve non è ancora matura, non ancora cresciuta, è rimasta quella dello scorso anno in Europa. Il divario tecnico sembrava enorme, ma in campo si è vista una squadra, la nostra, lenta, impacciata e perennemente sotto ritmo, a tratti addirittura assente di testa oltre che di gambe, incapace di organizzare un’azione degna di nota. “Abbiamo avuto una dozzina di occasioni, il loro portiere ha fatto miracoli“. Diciamola tutta: “A quello (il portiere, ndr.) abbiamo tirato sempre addosso. Il risultato è molto, ma molto peggiore di quello ottenuto lo scorso anno su questo stesso campo, perché è stato ottenuto all’esordio contro la peggior squadra del girone, destinata a perdere le restanti partite. Il pari contro il Nordsjaelland arrivò alla terza giornata, non alla prima. Ma attenzione. La Juve non ha giocato bene, nonostante il gioco macinato, le occasioni sprecate, la sfortuna e il portiere. E l’1-1 sta pure stretto. Ce la siamo cercata con ostinato masochismo. Ma alcuni errori Conte li ha commessi, principalmente uno: Ogbonna centrale difensivo, all’esordio assoluto in CL, spaesato ed a tratti osceno, e Bonucci che, spostato a destra, oltre a veder limitato il proprio apporto in fase di costruzione(in confusione lì a destra sembrava quasi imprecasse di tornare al centro ad impostare), ha faticato tremendamente a rincorrere l’uomo. Pacchetto arretrato inedito anche se obbligato anche dal recente stop di Caceres, ma troppo fragile e troppe lacune in fase di impostazione. Il centrocampo ha faticato ad imporsi. Non fa più possesso, non ha ritmo, non s’inserisce più senza palla. è apparso piuttosto scolastico e lento, con le due solite opzioni “palla spalle alla porta alle punte” o “appoggio all’esterno”. Forse col rientro di Marchisio si ritroverà anche la brillantezza che favorisca l’intera transizione offensiva con un Pogba meno lezioso.

Le punte: smarrito Llorente, ricomparso Giovinco assente da Maggio, Quagliarella che a conti fatti doveva partire ma fa un gol, colpisce una traversa e non gioca per 45 minuti. Appurato che ogni allenatore ha il diritto di optare per le scelte che ritiene maggiormente redditizie, appare assai curiosa la gestione del centravanti di Pamplona. Quando arriverà il momento di Llorente? 16 calci d’angolo ed una trentina di cross piovuti dalle zone di Wiland. Niente da fare, non siamo riusciti a vederlo nemmeno stasera. Poi la partita di Tevez, che deve far riflettere. Perfetto in ricezione e impostazione, fallimentare in quella realizzativa. Poco lucido. E quindi? Matri e Quagliarella osceni con lo stop di palla e sua protezione, Giovinco in quella realizzativa. Tevez un grande, ma non può fare tutto lui. In molti criticano Vucinic ma quando non c’è sono dolori. Quindi deve affiancarlo uno che sappia segnare. Costa qualcosa provare, appunto, Llorente? Quanto indietro è questo giocatore rispetto agli altri per non giocare? Ad oggi, sembra che per Conte Llorente sia più scarso di Matri e invece non è così.

Giusto fare turnover col Copenaghen, anche se visto come la Juve si comporta in Europa, forse dalla prossima è meglio fare turnover in campionato e scendere in Europa, contro qualsiasi tipo di avversario, con la squadra titolare. E poi il Conte intervistato a fine gara giustifica così l’ingresso di De Ceglie e non di Asamoah, per Peluso, al 75’: “Contro squadre fisiche come questa il pericolo di prendere gol su palla inattiva è altissimo, e per questo quando ho tolto un corazziere ho preferito metterne un altro, De Ceglie, invece di Asa”. Sì, decidendo per “attitudine fisica”, non tattica e tecnica, e subendo comunque un gol da calcio piazzato nell’unica azione dei padroni di casa, e preoccupandosi della difesa in una partita che devi vincere. Salvo poi inserire, a proposito di centimetri, Giovinco e non Llorente: “Perché non ho schierato lo spagnolo? Ho preferito puntare su Quagliarella e Giovinco, attaccanti svelti, rapidi, brevilinei” In due minuti è riuscito a contraddirsi. Così l’ingresso di Isla e non, ad esempio, di una punta: “Ho cambiato per portare un po’ più di vivacità a destra”. A 4 minuti dalla fine? Stanchezza non può essere, cambio tattico neanche: esterno per esterno, non cambia nulla. Non può averlo fatto per perdere tempo, ne per turnover, allora? Boh. E De Ceglie che, freschissimo, da solo, dal limite dell’area, fa un retropassaggio di 50 metri a Buffon come si spiega?

Il calcio è una materia opinabile ma sembra che stia mettendo il suo ego davanti all’interesse della squadra per far guerra a Marotta, ai microfoni sembrava quasi innervosito ed irritato dalle domande dei giornalisti, rassegnato, sereno, non oserei dire “felice” del pareggio. Lui stesso senza fame. Ho la sensazione che Conte a volte pensi più a mandare segnali di fumo alla società che a vincere, come se riesca a tenere tutto sotto controllo e sia sicuro di vincere la prossima “spaventando”, intanto, la società. Come se questo risultato, per lui, non complichi tremendamente le cose. Persino derisi con sombreri e torello a fine primo tempo e, per non perdere palla, azioni sempre più lente e prevedibili. D’accordo con l’ingresso di Giovinco, ma se inserisci esterni per crossare e fai uscire pure Quagliarella, perché non metti Llorente? Abbiamo giocato una partita alla rovescia. 60 minuti di lanci lunghi quando la difesa avversaria giocava alta e poteva essere sorpresa palla a terra in velocità(come ha ammesso Conte in conferenza), ma ha giocato 30 minuti finali di forcing palla a terra e movimenti spalle alla porta contro un catenaccio, con esterni per i cross, Llorente in panca. Assalto finale condotto con Tevez-Giovinco che in due non ne fanno uno. Vuole dimostrare che senza Matri e Giaccherini non si può vincere? E gli esterni allora in base a cosa li cambia? Solo in nome di un turnover fine a se stesso, con tabelline dei minuti alla mano, o necessario e funzionale alla partita?

Ha fatto semplici cambi conservativi. Non si può essere prigionieri di numeri e modulo solo perché si vince. Serve più dimestichezza alcune volte. Così sembra che la mentalità sia quella di non prenderle. Conte ha paura di perdere? Preferisce coprirsi bene, affidarsi più che può ai suoi soliti pupilli, ai soliti, efficaci, principi di gioco, seppur ridotti ormai all’osso, e urlare/sbraitare da bordo campo come sempre? Non è bella la mentalità che lentamente si sta facendosi strada. Sembra quasi che non volesse vincerla. Invece di osare e finire la partita con gli uomini migliori in campo, l’abbiamo finita con gli uomini peggiori. Ricordate Juve-Catania con gol di Giaccherini al 90esimo? Dentro Matri, Quagliarella, Giaccherini, per Vucinic, Giovinco, Asamoah. Spregiudicatezza giustamente premiata con una vittoria scudetto. Io ieri, sull’1-1, avrei messo dentro Giovinco per Peluso, Llorente per Quagliarella, Isla per Lichtsteiner . 3-4-3 mascherato, con Pogba esterno, ma 352 propositivo a conti fatti. Perché 511 passaggi, 58% di possesso, 26 tiri, 12 nello specchio, una sola rete e l’impressione di non averci provato abbastanza, non è qualcosa di logico. Per non parlare dei calci d’angolo battuti corti(e i colpi di testa che non si vedono neanche da calcio d’angolo), mai un tiro da fuori area o un calcio di punizione dal limite. Mai il gol “semplice” che ti cambia la partita”. 30 gol totali nel martedì di Champions ma la Juve che crea più occasioni di tutte nell’unico match finito pari. Vincitori morali?

Secondo me è riemersa anche la differenza abissale che c‘è tra i panchinari ed i titolari. Nelle altre big d‘Europa questa differenza non si nota. Mi spiego. Non che i nostri panchinari siano più scarsi di altri, ma nelle altre big non si notano differenze in campo tra titolari e panchinari. Magari Conte deve fidarsi di più di certi giocatori inserendoli anche prima dell‘ 80esimo se si sta vincendo, per amalgamare meglio il gruppo.

Amo Conte e amo la Juve. Il mister lo adoro e non lo cambierei con nessuno per ciò che abbiamo vissuto in questi due anni. La Juve un cantiere sempre aperto a livello di gioco e quasi sempre vincente nel complesso. E’ un pari che fa male più per come è venuto che per il pari in se. Lo dico perchè alla Champions io PERSONALMENTE non credo, forse neanche il mister e se avessimo realizzato anche solo la metà delle occasioni, parleremmo comunque di un’altra partita. Ma è insopportabile sentire che Conte non si puó criticare. Nessuno nasce già imparato. Perché non si può criticare Conte o la squadra? Per lui nutro una specie di venerazione ma non è corretto non criticarlo per paura di perderlo. Criticare nel merito sì, processare no. Criticare squadra e allenatore dopo aver buttato via una partita come quella di stasera non solo è utile, ma doveroso. E pure questa volta, anche lui sa di aver sbagliato, ancora.

Rubrica #AttimidiJuve
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Copenaghen – Cappellaghen 1-1

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Articolo di Alessandro Magno

 

Ho voluto aspettare qualche ora per cercare di fare un analisi della partita la più onesta possibile. Premesso che se uno solo di quelli che si sono presentati a tu per tu col loro portiere avesse segnato, staremmo a parlare d’altro e sulla mira ”ad minchiam” dei nostri l’ altra sera, Conte non ha alcuna responsabilità, le domande che mi sono posto sono le seguenti:

Intanto personalmente il turn-over mi è piaciuto. Peluso e soprattutto Quagliarella sono stati fra i migliori. Ogbonna a gol preso, non ha giocato poi male. Molto peggio Chiellini ultimamente in stato confusionale. A proposito di Quagliarella mi pare che quando gioca, ”il ragazzo”, spesso e volentieri timbra il cartellino. Allora perché gioca cosi poco? Perché deve per forza uscire lui, quando ha fatto il gol e preso una traversa, dimostrando di avere il piede caldo? Perché Ogbonna centrale al posto di Bonucci e Bonny laterale al posto di Barzagli ma non era piú semplice Ogbonna al posto di Barzagli punto?

Perché questo approccio sbagliato? Ci siamo di nuovo ridestati dopo aver subito il gol come a Milano. Ma è possibile che i ragazzi non trovino i giusti stimoli per la prima di Champions? E a un solo mese di distanza dove è finita la Juve in grado di asfaltare la Lazio sul piano atletico e dinamico? E perché non l’ingresso di Llorente? L’altra sera chi come me aspirava a vedere di tanto in tanto una Juve a tre punte, ha capito che non la vedrà né ora né mai. Se infatti non si ha il coraggio di ”osarle” contro il Copenaghen sull’ 1-1 credo che non si oserà mai. Peccato! Mi domando come fanno gli altri a questo mondo a giocare o ad aver giocato col 4-3-3 senza Pepe in rosa, come il Barcellona di Guardiola o la prima Juve di Lippi che non avevano Simone Pepe, l’unico unto dal Signore e da Conte per fare il 4-3-3.

Mi chiedo come mai un grande preparatore atletico e mentale come il nostro Mister possa essere così completamente privo di fantasia da togliere un terzino e mettere un terzino, togliere un attaccante e metter un attaccante, togliere un’ala e mettere un’ala? Ma così l’allenatore scusate, ma lo so fare pure io; e non ho studiato a Coverciano. Ho sempre pensato che un Mister debba essere anche un grande stratega. Conte a strategia, mi fa male dirlo, ma sta sottozero. È come un pugile che conosce solo un modo di boxare e va avanti sempre a testa bassa fidandosi di quello che sa fare. Ma così facendo quando trova ”il suo” non ha nessuna speranza! E l’imprevedibilità scusate dov’è?

In ultimo la giustificazione che ha dato sul mancato ingresso dell’attaccante Basko è veramente pessima, lo giustifico in quanto data a caldo, ma è una roba che non si può sentire: ”Contro dei difensori alti e grossi mi servivano attaccanti veloci”. Be raga, quindi gente come Klose, Mario Gomez, Ibra, Luca Toni, insomma tutti gli attaccanti sopra l’1-90 di altezza, non possono giocare a calcio se non contro difensori col fisico di Giovinco. E certo li troviamo in centr-Africa i difensori come Giovinco, fra l’altro è oltremodo strana ”sta” roba perché io ho visto spesso Seba (non ieri sera), giocare contro difensori alti e grossi tipo Luiz o Terry e spiaccicarsi contro tipo una mosca contro un vetro. Si vede che Conte ignora l’ esistenza del termine: “Fare a sportellate in area di rigore”.

Queste sono tutte le domande che mi sono posto e non a tutte ho trovato delle risposte. Sono convinto che questa Juve sia molto forte e che il nostro tecnico sia molto bravo, come che la campagna acquisti sia stata azzeccata. Sono però altresì convinto che bisogna lavorare per migliorarsi sempre a iniziare proprio dal tecnico.

In conclusione si sono persi due punti determinanti in maniera stupida e questo fa male. Occorrerà andarsi a riprendere questi due punti su altri campi costi quel che costi. Sono convinto che passeremo il turno. Certo ci siamo complicati la vita da soli. Ne facevamo volentieri a meno.

 

 

Gli articoli di Alessandro Magno escono su:
ilblgodialessandromagno.it ,  Juvamania.it ,  ladivinajuventus.it , ilbianconeronews.blogspot.it

Copenaghen – Juventus 1-1 Sintesi

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