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Quattro dicembre 1994…nasce una stella

Cattura

 

Articolo di Silvio Mia

 

Stadio Delle Alpi di Torino. E’ in programma la dodicesima giornata del girone di andata e si gioca Juventus-Fiorentina. La Juventus è all’anno zero. Dopo nove anni all’asciutto di vittorie in campionato , vuole riprendersi la vetta della classifica ed il tricolore , per ricominciare un ciclo di trionfi come quello che ha contrassegnato l’epoca del Presidente Giampiero Boniperti , passata attraverso gli allenatori Armando Picchi/Cestmir Vickpalek , Carletto Parola e Giovanni Trapattoni , quest’ultimo protagonista di un decennio in cui arriva sul tetto del mondo vincendo la Coppa Intercontinentale a Tokio contro gli argentini dell’ Argentinos Junior , battuti ai calci di rigore dopo che nei 120’ di gioco il risultato è stato 2 a 2. Gran protagonista di quella sequenza di calci di rigore il nostro portiere Stefano Tacconi ,che neutralizzandone due permette a Le Roi Michel Platini di realizzare il tiro decisivo dal dischetto . La Juventus nel 1994 è passata in mano a Umberto Agnelli . Il ritorno del Dottore al comando della Società , porta a un cambio della sua struttura tecnica ed amministrativa. Nei ruoli dirigenziali tre persone che faranno epoca e che voglio ricordare per i loro meriti sportivi, visto che altre situazioni risultano controverse ed ancora in via di definizione sull’effettivo grado di colpevolezza ancora tutto da dimostrare.

Sto parlando di Antonio Giraudo Amministratore Delegato, Luciano Moggi Direttore Generale , che sono stati coinvolti in quello che si è definito lo scandalo di calciopoli e Roberto Bettega preposto a curare i compiti di rappresentanza e di immagine nelle riunioni con le Società più rappresentative in seno a UEFA e FIFA . Formeranno la cosiddetta Triade che verrà smembrata nell’estate 2006 prima dalla nostra nuova dirigenza con a capo John Elkann, che ne prende le distanze ancor prima che cominci il processo , poi dai fatti in un’estate da incubo per la Juventus. In panchina arriva dal Napoli Marcello Lippi, un allenatore reduce da un’ottima stagione ,che seppur travagliata per i problemi societari dei partenopei, saprà condurre in porto con fermezza e capacità. La stagione della Juventus comincia in maniera contradditoria , con risultati altalenanti. Lippi sta cercando di dare una mentalità vincente e quella determinazione che in campo serve a non mollare mai per raggiungere l’obiettivo prefissato , ma non è facile riuscire nell’ intento , nonostante le capacità di strizzacervelli che dimostrerà negli anni a seguire nella Juventus ed in Nazionale questo allenatore . Il punto più basso di questo inizio di stagione si registra a Foggia dove i bianconeri vengono sconfitti 2 a 0. Dopo aver perso il derby alla nona giornata , attenzione perché è l’ultimo derby perso prima di quello di quest’anno quando ricorreva il ventennio senza vittorie granata , la Juventus vince in casa contro la Reggiana ed in trasferta a Padova. Alla dodicesima arriva la Fiorentina , acerrima nemica , divisa da una rivalità storica che spesso trapassa il buon senso portando gli accadimenti molto oltre la decenza del tifo ; questo vale per entrambe le tifoserie. La Juventus è priva del suo capitano , Roberto Baggio, uno degli elementi della discordia che corre sull’asse Torino-Firenze. Al suo posto gioca Alessandro Del Piero, un giovane acquistato da un paio d’anni dal Padova che fa le sue prime apparizioni in prima squadra dopo aver primeggiato con la squadra Primavera.

Quando ho visto per la prima volta Alex , sono rimasto un po’ basito , perché avevo letto che la Juventus aveva acquistato un giocatore simile a Van Basten , centroavanti olandese del Milan , quindi pensavo di vedere un marcantonio tipo l’olandese e vedendo , al confronto, una sua miniatura la cosa mi lascia perplesso. Perplessità che ben presto Alex ha fatto sparire dai miei pensieri , con le sue giocate da Campione . Arrivati io e il mio amico in ritardo allo Stadio, quando le squadre stavano già facendo il loro ingresso in campo, mi ricordo che a fatica siamo riusciti a trovare posto nelle gradinate , perché la Curva era piena al limite della capienza. La partita si dimostra difficile e combattuta fin dall’inizio e nonostante la Juventus giochi bene , la Fiorentina , sfruttando due micidiali ripartenze riesce a segnare due goal con Baiano e Carbone . Ricordo anche un episodio controverso in area viola , in quanto il portiere Toldo andando in presa alta su un cross proveniente dalla fascia destra dell’attacco bianconero, probabilmente si porta il pallone oltre la linea bianca , che però né l’arbitro, né l’assistente riescono a valutare . Alla fine del primo tempo si va negli spogliatoi con il risultato di Juventus-Fiorentina 0 a 2 , che per quanto visto in campo non rispecchia la realtà , poiché la Fiorentina è stata brava a sfruttare le uniche occasioni avute , a fronte di una bella Juventus che è però risultata molto imprecisa sebbene abbia , come si suol dire, fatto la partita .Get New Authentic cheap wholesale jerseys Online. Quando le squadre iniziano il secondo tempo, la Juventus man mano che i minuti passano aumenta la sua pressione , costringendo i viola a rimanere rintanati nella propria metà campo o peggio ancora in area di rigore. A cavallo della mezz’ora uno scatenato Capitan Vialli segna le due reti che riportano il risultato in parità e proprio per evidenziare la capacità e la forza di questo giocatore di trascinare e prendere, come suol dirsi, la squadra sulle spalle, dopo aver segnato il goal del pareggio , prende il pallone dalla porta e incitando i suoi compagni a rientrare nella metà campo juventina per permettere la ripresa del gioco, mette il pallone sul dischetto di centrocampo, facendo capire ai viola che il peggio doveva ancora concretizzarsi. Il peggio per la Fiorentina, si concretizza a tre minuti dal termine , quando il terzino sinistro Orlando , che è ricordato in bianconero per quest’unica azione, vedendo Del Piero scattare in avanti a dettare il passaggio, effettua un lancio.

Il lancio non è di per se un granchè , in quanto un giocatore normale avrebbe cercato di stopparlo, magari senza riuscirci , e sicuramente non avrebbe creato pericolo. Il fuoriclasse, il genio , si vede nei momenti in cui la giocata pare impossibile , Alex con una torsione del busto , colpendo la palla con un mezzo esterno destro , dà alla stessa una parabola che supera Toldo e si infila imparabilmente sotto la traversa dando alla Juventus il terzo goal , quello della vittoria e a tutti la sensazione di aver visto ,oltre a un goal spettacolare , la nascita di un campione che della Juventus fa la Storia appropriandosi di tutti i record personali e vincendo tutto quello che c’è da vincere , compreso purtroppo un campionato di serie B. Lo Stadio esplode , io mi ritrovo ebbro di gioia in un posto totalmente diverso da quello che avevo occupato , abbracciato a persone che non conosco , ma con le quali condivido la gioia di ciò che i nostri occhi hanno visto. La Juventus finalmente è tornata a comandare e quell’anno , oltre che al campionato , vince anche la Coppa Italia e apre un ciclo dove , come già con Trapattoni, sa arrivare ancora a Tokio sul tetto del Mondo , battendo ancora degli argentini , il River Plate , con un goal di…..ALESSANDRO DEL PIERO.

 

Divin Codino.

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Articolo di Silvio Mia.

 

 

Diciotto maggio 1990. La Fiorentina annuncia il trasferimento di Roberto Baggio alla Juventus. A Firenze scoppia il finimondo, con i tifosi gigliati che contestano la Società nella persona del Conte Flavio Pontello azionista di maggioranza e Presidente della Viola, reo di aver ceduto il loro Campione e per giunta all’ odiata Juventus. Era un accordo siglato da tempo , di cui si diceva , si sapeva, ma nessuno voleva confermare. A tal proposito ricordo un’intervista del Natale 1989, in cui Silvio Berlusconi Presidente spendaccione del Milan , che avrebbe fatto carte false per avere Baggio nelle fila della sua squadra, dire che lui su quell’affare non avrebbe potuto , anche volendo, fare nulla perché era già stato definito. Per quanto ne so , tale affermazione scaturiva dal fatto che l’accordo Agnelli-Pontello era di natura commerciale, che esulava dai soliti accordi con pagamenti in contanti o a parziale contropartita con scambi di giocatori. I Pontello erano dei costruttori realizzatori di opere pubbliche, di autostrade e pare che il prezzo del giocatore sia stato pagato con delle forniture di macchinari e attrezzi per le attività che venivano svolte dai proprietari della Fiorentina e che quindi non ci potevano essere ripensamenti , né da parte dei dirigenti, né tantomeno rifiuti del giocatore , che probabilmente pur sapendo dello stato delle cose , continuò a dire che non avrebbe abbandonato la maglia viola , quando sapeva benissimo dell’impossibilità che la cosa potesse concretizzarsi. Il giocatore voleva con questo continuo rifiuto far capire ai tifosi che la scelta della sua cessione non era dettata dalla sua volontà. Visto che si temeva che i tifosi reagissero , come poi in effetti è stato, in maniera violenta , si tardò l’annuncio fino all’ultimo giorno utile di mercato riservato ai giocatori della Nazionale che da li a poco sarebbero stati protagonisti nel Campionato Mondiale del 1990 che si disputava in Italia.

Il resto si sa , Baggio arrivò alla Juventus in un anno in cui le prospettive erano ottime , anche in virtù degli acquisti fatti e dei molti soldi spesi, ma la guida tecnica individuata in un altro santone della zona che era riuscito a portare il Bologna in serie A con un gioco spettacolare, Maifredi ,fallì miseramente e con lui il progetto societario che aveva portato alla sostituzione di Zoff , vincitore della Coppa Italia e della Coppa UEFA nella stagione precedente , con l’allenatore bresciano e di Boniperti che era al comando della Juventus dal luglio 1971, con Montezemolo. Alla fine di quella stagione con la Juventus settima in campionato e fuori dalle Coppe Europee dopo 27 anni di partecipazione consecutiva , per rimettere in sesto una nave che, nonostante fosse composta da giocatori di ottima qualità, era affondata , vennero richiamati dalla lungimiranza dell’Avvocato che seppe ammettere i propri errori, Boniperti e Trapattoni. Non voglio ricordare avvenimenti che hanno caratterizzato l’esperienza del giocatore in maglia bianconera, tipo il rifiuto di calciare il rigore a Firenze, la sciarpa viola raccolta ecc. perché fanno parte di atteggiamenti su cui tutti noi abbiamo un nostro parere che non cambiano e non spostano una virgola della grandezza di questo Campione. Voglio dire che , secondo il mio parere, Baggio è stato per me un giocatore unico , il miglior numero 10 che i miei occhi abbiano visto con la maglia della Juventus, tanto che nella classifica per ruoli che ho inserito nel libro da me scritto “La mia Juve….” dove racconto circa 50 anni di ricordi legati alla mia squadra del cuore, Baggio e Sivori dividono la prima posizione ,davanti a Del Piero , Boniperti e Platini. Divin Codino era in possesso di una tecnica e di giocate da vero funambolo a cui solo il Grande Omar Sivori può essere avvicinato.

Il mio è un giudizio prettamente tecnico , di quello che ho visto sul campo, perché Del Piero e Boniperti oltre ad essere anche loro due fuoriclasse hanno segnato la loro vita con una juventinità che non è pari a nessuno , due miti che rimarranno per sempre nei nostri cuori. Baggio aveva delle giocate in cui sembrava imprendibile, ha realizzato reti superando difese intere ed è riuscito ad incantare i tifosi di ogni squadra in cui ha militato. Da solo ha portato in finale la Nazionale Italiana, nei mondiali disputati in USA nel 1994 , realizzando reti con giocate da fuoriclasse e per un soffio , nei mondiali francesi del 1998, un suo tiro nella parte finale dell’incontro , non elimina la Francia dalla competizione che i transalpini vinceranno poi battendo il Brasile 3 a 0 a Parigi. Nei Campionati Mondiali del 1990 il dualismo con Vialli lo fece giocare titolare poche partite , ma segnò una rete strepitosa contro la Cecoslovacchia partendo da metà campo e dribblando gli avversari come fossero birilli . Nell’incontro di semifinale contro l’Argentina entrando a pochi minuti dalla fine non riuscì a dare la vittoria all’Italia , nella partita in cui Vicini C.T. azzurro sbagliò tutte le scelte. Ricordo di lui le due partite contro il PSG di George Weah nel 1993 ,che segnò il vantaggio dei parigini a Torino, dove realizzò due reti nell’incontro di andata che permisero alla Juventus di rimontare il goal dei francesi . Dopo aver pareggiato le sorti dell’incontro diede la vittoria ai bianconeri realizzando la sua seconda rete in una sua specialità , il calcio di punizione, con un tiro perfetto nel sette della porta dei francesi allo scadere dell’ incontro . Con la sua rete a Parigi qualificò la Juventus alla finale della Coppa UEFA , che vinse battendo nelle due partite conclusive il Borussia Dortmund 3 a 1 in Germania, con una sua doppietta e una rete di Dino Baggio e 3 a 0 a Torino con doppietta di Dino Baggio e rete fortunosa nata da un rimpallo di Moller . Questa vittoria concluse il lavoro di ricostruzione di Boniperti e Trapattoni dalle macerie lasciate da Maifredi e Montezemolo. Di questo giocatore, voglio ricordare quella che per me forse è la rete più bella che gli ho visto fare. La rete l’ho vista dal vivo allo Stadio delle Alpi in un Juventus-Brescia del primo aprile 2001. Il Divino giocava nelle fila del Brescia di Carletto Mazzone, folcloristico allenatore romano.

La Juventus conduceva 1 a 0 per merito di una rete di Zambrotta segnata nel primo tempo e la partita stava volgendo ai titoli di coda. Al minuto 86 un lancio di un giocatore che noi conosciamo benissimo, visto che ci ha deliziato negli ultimi quattro anni con le sue giocate, Andrea Pirlo ,verso l’area juventina raggiungeva il giocatore che aveva dettato il passaggio che non poteva essere che Roberto Baggio. Correndo il fantasista bresciano sembrava non vedere la palla, ma piuttosto sentire il suo arrivo sul suo piede destro, che appena a contatto con la sfera di cuoio, la ammaestrò mettendola a terra e proseguendo il movimento riuscì ad evitare il portiere juventino, il disastroso Van der Sar, a depositare in rete , segnando il goal del pareggio che probabilmente cancellò le ultime speranze di rimonta della Juventus verso il titolo tricolore che verrà vinto dalla Roma. Un bel pesce d’ aprile !!! Per finire mi sento di dire che Baggio non amò , secondo il mio parere, mai particolarmente la maglia della Juventus e non fu mai amato completamente dalla tifoseria juventina. Io forse ero un caso a parte , ho amato questo fuoriclasse che non avrei mai voluto vedere con altra maglia se non con la nostra. Il suo sostituto mi ha ripagato della scelta che venne fatta . Il giocatore a cui mi riferisco è Del Piero ,che dal campionato 1995-1996 diventerà proprietario della maglia numero 10 della Juventus onorandola come meglio non avrebbe potuto fare , fino al campionato 2011-2012, anno in cui si concluse dopo 19 anni la sua carriera di giocatore della Juventus. Baggio è stato quando giocava, ma lo è ancora adesso , un personaggio schivo, forse scomodo , padrone dei suoi sentimenti e dei suoi comportamenti ,ma coerente anche a costo di risultare inviso ai più . Una persona fuori dagli schemi , tant’è che smessi gli scarpini , invece di continuare ad essere protagonista nelle opportunità che le televisioni offrono oggi agli ex giocatori, si è ritirato nella sua casa nel vicentino senza troppo clamore, dividendo la sua vita al massimo con delle battute di caccia in Argentina dove è proprietario di una fazenda. A testimonianza di ciò che dico sul suo modo di essere è l’abbandono da responsabile del settore tecnico delle FIGC , per divergenze sul modo intendere il lavoro. Un fuoriclasse in campo e fuori..

Juventus-Fiorentina 3-2: manca solo un punto

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Articolo di Alessandro Magno

 

Juventus-Fiorentina 3-2. La partita con la Fiorentina non è stata una passeggiata. Loro pur venendo da un periodo non felice hanno sempre stimoli giusti contro la Juve. Noi un po’ di braccino, la testa non può che essere da un’altra parte chiaramente. Allegri è molto teso sa che la squadra è un po’ molle che qualcuno non è in piena forma. Sa che se vuol arrivare al meglio alla fine è necessario dosare le energie. Fare turn over. Il calendario non aiuta. Eccetto Cagliari e Verona all’ultima andremo ad affrontare tutte squadre in lotta per l’Europa. Tutte formazioni agguerrite. Fortunatamente il fieno messo in cascina prima è parecchio. 14 punti di vantaggio consentono anche qualche passo falso come avvenuto nel derby.

Ad ogni modo la Fiorentina passa in vantaggio e dopo la reazione della Juventus ha anche la palla del pareggio. Due rigori contro alla faccia di quelli che sostengono che la Juventus viene aiutata. Ci sono almeno un paio di episodi dubbi in area viola soprattutto per un mani che le tv si guardano bene dal far rivedere. Va bene così. C’è un po’ di sciopero del tifo. Ci sono le 300 presenze di quell’immenso uomo e giocatore che è Claudio Marchisio. Ci sono Pereyra ed Evra a tutto pepe. Ad ogni modo nonostante la prova poco brillante di Pirlo la Juve ha molte frecce al proprio arco. La più velenosa risulterà Tevez come ormai consueto. Dio ci salvi Carlitos perché è un vero portento. Nonostante sembri spento sembri mezzo infortunato, al momento opportuno tira fuori due conigli dal cilindro con due colpi di gran classe. Alla fine siamo a un solo punto dal titolo. Ecco perché dopo il derby ero rimasto sereno. La differenza fra noi e tutti gli altri è tutta qui. Noi viviamo di continuo. Abbiamo un impegno ogni tre giorni. Domani è già un altro giorno. Gli altri vivono due volte l’anno. Grazie a Dio sono Juventino. Ci vediamo presto in centro a Torino.

Juventus – Fiorentina- Sintesi.

Immagine anteprima YouTube

Mercoledi 29 Aprile 2015 Juventus-Fiorentina ore 20.45 Juventus Stadium Torino

Juventus Fiorentina

 

Digerito un derby, eccone un altro, la Juventus reincontra la Fiorentina auspicando sia l’ultima volta e arrivederci ad un altr’anno che non ci manchera’.

I presupposti sono sempre gli stessi per la Juventus che non ha ancora conquistato matematicamente il titolo ma che vorrebbe riscattarsi dalla gara con il Torino. In attesa delle decisioni del giudice sportivo che la identifica come unica responsabile dei “fattacci” di Torino circa domenica scorsa, la Juventus non si distrae e si concentra a combattere uno dei suoi  piu’ acerrimi nemici : La Fiorentina.

Coraggio ragazzi che si intravede un  po’ di luce.

Ammazza che ripassata.

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Articolo di Alessandro Magno

 

E rimontona fu. Una grande Juve bis ha avuto la meglio sulla Fiorentina titolare. Da non credersi. Non solo si è vinto in casa loro che è sempre dura ma addirittura si è stravinto. Alla fine se si contano gli interventi di Neto il risultato è finanche stretto. Praticamente non c’è stata mai partita, loro con i soli Neto e Salah all’altezza della situazione, una difesa sempre in balia dei nostri attacchi, un Gomez fantasma e spettatore non pagante. I nostri super concentrati, con una ferocia e una voglia di vincere addirittura imprevedibile. E dire che dopo la defezione di Tevez, che sapeva tanto di infortunio-politico per risparmiarlo per la Champions, abbiamo pensato in tanti che si andava a Firenze in gita. Invece i sostituti si sono rivelati non solo all’altezza ma con una voglia di vincere pari o superiore ai titolari. E’ stato così per il sempre troppo bistrattato Matri autore di una prova superlativa e così anche per Padoin in versione Cabrini e Storari sempre attento.

Mancava mezza squadra come detto: Tevez, Pogba, Lichtesteiner, Pirlo , Asmoah, Caceres, Barzagli, insomma non proprio una botta di vita. La differenza non si è vista. Prima Matri apriva le danze poi un Pereyra come non s’era mai visto quest’anno portava al bis, infine un sempre grintoso Bonucci chiudeva la pratica. Ho un amico carissimo viola che dopo la partita mi ha mandato un sms di congratulazioni scrivendo che siamo una grande squadra. Questo dovrebbe essere lo sport. Le lamentele di Montella per il gol annullato a Salah sanno tanto di rosicamento. Il gol era irregolare. Piuttosto ci sarebbe da discutere sull’espulsione di Morata invece che non mi pare proprio un fallo da rosso ma piuttosto una sceneggiata di Diamanti. Morata uscirà dal campo applaudendo il pubblico che lo fischia. Grande Alvaro qualcuno ci ha visto della provocazione in questo gesto ma si sa agli antijuventini brucia sempre il culo. Qualcuno è uscito dal campo in altre occasioni, facendo il dito medio o altri gestacci e poi li si è andati anche a difendere in sede di squalifica. Fegati marci. Giornaletti sportivi di quart’ordine.

La curva dei tifosi viola invece si è distinta come suo solito per cori offensivi nei confronti di Scirea , di Pessotto e dei caduti dell’Heysel. Non è una novità capita sempre in questo stadio. La novità piuttosto è che pare che i suddetti cori non siano stati ripresi da tutto lo stadio e questo a differenza di altre volte pare una buona cosa. Ora speriamo che anche la curva Fiesole come la curva della Roma per lo striscione contro Ciro Esposito, venga chiusa per lo meno per un turno. Non che questo risolve, ma una punizione direi che è sacrosanta. Intanto la punizione senza attenuanti è arrivata dalla Juventus. Non ci credevano i viola. Erano convinti che non potessimo ribaltare il risultato. E d’altonde non era facile da prevedere. Proveremo a vincere la finale anche senza Morata e Marchisio squalificati. Intanto tre schiaffoni e tutti a casa alè.

Fiorentina – Juventus 0-3. Sintesi.

http://www.dailymotion.com/video/x2m03lr

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Di Enzo Ricchiuti

 

Fiorentina e Sassuolo.

Qualche pausa deve capitare. Se sei una grande squadra devi avere momenti in cui non sei al massimo e resti in piedi lo stesso. E’ anche irridente per gli altri. Quelli che non hanno pause sono quelli che non conoscono i propri limiti.

Ancora convinto che siamo in forma?

Siamo primi.

Simone Pepe.

Una volta mi piaceva abbastanza. Oggi è un po’ sfasato. Corre quando gli altri camminano, fa ancora i movimenti di Conte. Sembra un po’ il personaggio del “Dormiglione” di Woody Allen. Uno che aveva senso tanto tempo fa.

Juventus-Fiorentina: serrare le fila e vincere nonostante tutti

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Articolo di Alessandro Magno

 

Juventus-Fiorentina 1-2. È un momento no. Ci giravamo intorno da parecchio a una sconfitta e alla fine è arrivata. È un mese esatto, da Udinese-Juventus, che abbiamo perso lo smalto e fatichiamo enormemente contro tutti. Potevamo perdere a Cesena o nei minuti finali con la Roma. È accaduto in coppa Italia contro i viola che sono invece in buonissima forma e forse è giusto così anche se occasioni per pareggiare ce ne sono state e i gol loro sono due clamorosi regali nostri.

Non ci aiuta Allegri in questo. Un mister che potrebbe fare la formazione e poi andarsi a vedere la partita al bar tanto che è nullo nella gestione. Avevamo uno pessimo nel fare i cambi; ne abbiamo preso uno peggio se è possibile. Ieri si è iniziato col 433 e si è visto subito che il centrocampo non filtrava. Sarebbe bastato portare Pepe sulla linea dei centrocampisti passando al 442 e si sarebbe patito meno. Lui fa il 4312 sul 1-2 facendo entrare Pereyra quando ormai i buoi sono fuggiti dalla stalla. Oltretutto la squadra ha dei cali di tensione incredibili ultimamente che Allegri non riesce a gestire per nulla. Resta lì braccia conserte in balia degli eventi.

Non aiuta la società in questo. Intanto per aver scelto un allenatore sulla base del fatto che è una brava persona e costa poco. Complimenti poi per la genialata di dare via Gabbiadini per una cotta di fave e aver preso Matri che probabilmente non giocherà mai. Oggi sarebbe servito uno in forma come Gabbiadini che i gol li fa. D’altronde la Fiorentina si sta facendo bella con Salah uno che segna più di Cuadrado. Non aiuta la società dicevo, che in sede di mercato di riparazione non ha provveduto a comprare almeno un difensore di valore visto le assenze prolungate di Asamoah e Barzagli. A proposito di quest’ultimo qualcuno mi spiega se non gioca perché non gioca e se è convocato infortunato per quale motivo è convocato? Ora la qualificazione alla finale di Coppa Italia è quasi del tutto compromessa. La stagione è al momento positiva. Siamo a un punto però dove può accadere ancora qualsiasi cosa. Vincere tutto o perdere tutto. Ora davvero bisogna impegnarsi e tornare a giocare come si deve per non mettere a rischio per lo meno il campionato. Vada la Coppa Italia e vada la Champions che rimane un bel sogno da inseguire. Ma il Campionato no. Mollarlo ora sarebbe imperdonabile e ingiustificabile.

Juventus – Fiorentina 1-2 . Sintesi.

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