Archivio Autore: eldavidinho94 - Pagina 5

Prepartita Juve-Genoa, continuiamo su questa strada.

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Articolo a firma di eldavidinho

Con la notizia che da Luglio Llorente sarà ufficialmente un giocatore bianconero per i prossimi 4 anni e con l’arrivo di Nicolas Anelka alla Juve, gratis, per i prossimi 6 mesi a 200.000 euro netti più bonus con opzione per il prossimo anno(altri 200mila alla 12a partita, 200mila in caso di vittoria Scudetto e 300mila vittoria della Champions League) affinchè tamponi la crisi di gol delle punte attuali, la Juve cerca in campionato di continuare sulla strada intrapresa contro l’Udinese. L’arrivo di Anelka non è stato ben accetto da parte dei tifosi bianconeri che di certo si sarebbero aspettati una punta di prospettiva come Lisandro Lopez, vicino nei giorni scorsi, o sicuramente più giovane e talentuosa. Anelka negli ultimi 6 mesi, nella pallida avventura  allo Shangai, non ha di certo giocato ad alti livelli né ha brillato, risultando un giocatore nella piena fase discendente della sua carriera. A lui non resta altro che smentirci e smentire tutti coloro che, alla notizia dell’arrivo di Anelka, sono tornati a chiedersi perché sono stati fatti partire con tanta leggerezza Trezeguet e Del Piero. Acquisto che è parso senza logica né senso, da parte della dirigenza. Ed è la mancanza di programmazione nella ricerca del tanto agognato bomber-top player che infastidisce i tifosi. Lecito farsi certe domande. Non è detto che Anelka escludi anche l’arrivo di Lopez ma a questo punto pare improbabile. Altra opportunità a basso costo, di quelle che Marotta non si lascia sfuggire mai. Perplessità, quelle dei tifosi, derivanti anche dal punto di vista tattico, essendo maturato e cresciuto Anelka, negli ultimi anni, come seconda punta di movimento, in grado di svariare su tutto il fronte d’attacco partendo addirittura dalla linea dei centrocampisti per dar supporto alla squadra. Non proprio un bomber, insomma. Però. Boh? Sino ad ora che attaccante arrivato alla Juve non abbiamo mai criticato? Nessuno. Dunque lasciamo che parli il campo. Sia chiaro che si critica la mossa societaria per i motivi già elencati sopra ma non è detto che il giocatore, paradossalmente, non possa rivelarsi utile(come chiunque). Però il punto è che #Anelka, per quanto possa rivelarsi utile, non sembra rappresentare un valore aggiuntivo per la squadra. Il livello qualitativo dell’attacco, con i vari Elia, Bendtner, Borriello e ora Anelka, non si è alzato.

I precedenti in campionato tra Juventus e Genoa parlano nettamente a favore dei bianconeri, con 35 vittorie (alle quali va aggiunto il 3-1 del 2006/07 in serie B), otto pareggi e solo due successi degli ospiti. L’ultimo successo dei padroni di casa è di due stagioni fa, quando la Juve allenata da Del Neri (mister del Genoa fino a domenica scorsa) superò per 3-2 la formazione ligure, guidata da Davide Ballardini, neoallenatore del Grifone. Fu una gara avvincente, con due autoreti (Bonucci e Rossi) nel primo tempo, il momentaneo vantaggio di Floro Flores nella ripresa e il capovolgimento del risultato a opera di Matri e di Toni. I punteggi più verificatisi nella storia sono il 2-0 e il 3-1, capitati in sette circostanze. Non mancano però risultati eclatanti, come il 7-0 del 1965 e l’8-1 del 1933/34, a confermare un dato costante nel tempo: quando le due squadre si affrontano non mancano i gol in grande quantità. Anche l’ultimo Juventus-Genoa, del resto, si è concluso 2-2 e risale al girone d’andata dello scorso campionato.

Il bilancio del Genoa in trasferta, per un totale di otto punti guadagnati su 17, è di due vittorie(contro Lazio e Atalanta), due pareggi(contro Udinese e Inter) e sei sconfitte(contro Catania, Milan, Siena, Sampdoria, Pescara e Cagliari). Altri numeri sono invece contraddittori: i rossoblu hanno segnato solo sette gol su 21, dimostrando grande sterilità offensiva. Contemporaneamente, è curioso che lontano da Genova la squadra abbia incassato solo 13 reti a fronte delle 21 di Marassi. A fine girone d’andata la squadra di Del Neri era virtualmente salva.  A Ballardini è stata affidata una situazione che la vede a tre punti dalla quartultima.

Sono due stranieri gli unici giocatori del Genoa che hanno disputato tutti i 21 incontri di campionato: il francese Frey e lo svedese Granqvist. Due finora gli espulsi: Moretti (giocatore che ha raccolto anche più ammonizioni) e Seymour (che ha lasciato in settimana la squadra per approdare al Chievo). I goleador della squadra sono Immobile e Borriello con cinque reti a testa. Seguono Jankovic con tre, Kucka e Bertolacci con due, Merkel, Said, Granqvist e Pisano con uno.

I bianconeri recuperano Bonucci e Quagliarella per la sfida interna contro il Genoa. Il difensore sarà regolarmente in campo al fianco di Barzagli e Caceres, mentre Pogba verrà confermato in cabina di regia con Vidal e Marchisio interni. Quagliarella è favorito su Matri (leggermente influenzato) per affiancare Vucinic in avanti.

Ballardini sembra orientato ad affidarsi al 4-3-1-2 con Bertolacci sulla trequarti a supporto del tandem Immobile-Borriello. L’alternativa è rappresentata dal 4-4-2 con l’innesto di Antonelli sulla corsia mancina di centrocampo. Sulla fascia difensiva destra rientra dal 1’ Pisano, Sampirisi si riaccomoderà in panchina. Unici indisponibili Jankovic e Vargas.

Per Juventus-Genoa, anticipo della 3ª giornata di ritorno di Serie A, è stato designato l’arbitro Marco Guida di Torre Annunziata. Il direttore di gara campano torna allo Juventus Stadium a distanza di poco più di un mese dalla sfida di Coppa Italia vinta dai bianconeri con il Cagliari lo scorso 12 dicembre. La gara con i sardi è stata la quarta in assoluto dei bianconeri con Guida. Il bilancio è di tre vittorie e un pareggio. Curioso che la prima di queste quattro sfide sia stato proprio un Juventus-Genoa, quello del 10 aprile 2011 all’Olimpico. Un 3-2 che rappresenta l’ultimo successo casalingo contro il liguri. Sabato sera, i guardalinee saranno Fabio Pietro Galloni e Matteo Passeri. Il quarto uomo sarà Francesco Altomare. Gli assistenti d’area saranno Andrea Romeo e Gennaro Palazzino. Forza Juve.

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Prepartita Lazio-Juve, POG-BOOM!

FBL-ITA-CUP-JUVENTUS-AC MILAN

Articolo a firma di eldavidinho

4-0 la prima Juve di campionato senza Pirlo e Marchisio. E la mini, presunta crisi, cacciata via. La Juve gioca un’ottima gara contro l’Udinese, crea parecchio, ma nel primo tempo pecca un po’ di cinismo e fatica a sbloccare il punteggio. Poi trova la classe sfrontata di un predestinato: Paul Pogba. La Juve si rialza e vince. Di prepotenza, con forza e convinzione. vittoria netta, fortificata poi dai gol di Matri e Vucinic. Ma prima della doppietta dell’ex Manchester, i bianconeri avevano palesato gli stessi difetti di sempre: tanta corsa, tante occasioni, zero palloni buttati in rete. A volte i bianconeri sono parsi un po’ troppo leziosi, con Vidal Giaccherini e Vucinic. Solito difetto che probabilmente, nelle ultime settimane difficili, si è ingigantito parendo più evidente ma che in realtà abbiamo da sempre, con la partita che avremmo dovuto chiudere già nel primo tempo e senza un colpo di genio di rara bellezza del francese. Quello che è mancato è stata la necessaria precisione nell’ultimo passaggio e un po’ di cattiveria sotto porta. Come sempre. Solito canovaccio. Dopo le solite occasioni sprecate nel primo tempo, nel secondo l‘Udinese ha cominciato ad impensierirci, con la squadra stanca gìà alla mezzora. Ma ho visto una squadra che ha comunque reagito bene rispetto alle ultime uscite e in settimana ha lavorato bene, senza lasciarsi distrarre da voci e questioni esterne allo spogliatoio. Tuttavia, i bianconeri hanno giocato ad un ritmo molto alto lasciando pochi spazi all’Udinese. Padroni del campo, in fin dei conti. Lo ha ammesso anche il mister dell’Udinese, Guidolin, a fine partita. La chiave della partita porta il nome di Pogba. Una combinazione di tecnica, istinto, irrazionalità, talento, classe, forza e quant’altro esplosa tutta in due destri micidiali. Un pizzico di follia dettata dai 19 anni e dalla sfrontatezza che non ha mai nascosto. Spensieratezza, naturalezza, pazzia. Doppietta con due eurogol dalla distanza che hanno infuocato e surriscaldato le tribune e le curve dello Juventus Stadium. Gol da fuori area, a 100 km/h, frutto dell’invenzione dei singoli che non si vedevano da tanto tempo da queste parti. Non a caso la Juve difetta proprio nel realizzare gol da fuori area o di testa, provenienti da cross o calci d’angolo.  Sperando che denaro e ambizione non lo rovinino. Bisognerà tenere a bada le voglie del suo procuratore. Ma questo si sapeva già. Raiola va gestito e con lui bisognerà temporeggiare. Si dovrà puntare sulla volontà del giocatore di crescere ancora qui e diventare perno di questa squadra. È normale che, attualmente, Pogba non possa giocare titolare: è giovane e discontinuo, inesperto, spesso si “perde” con la squadra, come a Parma, altre volte è molle. Marchisio e Vidal no, sono indispensabili. Hanno tracciato, con Pirlo, la strada verso uno scudetto vinto da imbattuti. Non si possono sostituire da un giorno all’altro. Tutto questo senza tralasciare il fatto che, potenzialmente, ha tutte le carte in regola per poter diventare un leader. Pogba impressiona perché sa giocare a calcio e usa sempre il cervello con grande freddezza e personalità. Restare umili sarà la prossima sfida. Pogba è un diamante grezzo in cui si sfaccettano istinto, classe e genio. E poi c’è l’inedita coppia Vucinic-Matri che, per una serata, è stata davvero prolifica: due gol e 1 assist, in due, in metà tempo. Non mi sarei aspettato mai un‘intesa così prolifica da parte loro. Forse, in fatto di numeri, meglio di qualsiasi altra coppia. La Juve ha superato i problemi legati ai richiami di preparazione e ha ripreso a correre. Matri è parso tonico, il ritorno di Vucinic, finalmente lasciato in pace(in parte…) dal suo tendine d’Achille, ha fatto molto nella fluidità dell’attacco. Non si allena, ma fa un gol e un assist. Nonostante il 4-0, non bisogna sbilanciarsi troppo. Martedì abbiamo la Lazio e sarà difficilissima. Sarà un match che testerà ancora a livello fisico e mentale, a distanza di pochi giorni, questa squadra tornata a vincere, macinare gioco e convincere.

Contro la Lazio, reduce dal pareggio in campionato ottenuto sabato pomeriggio sul campo del Palermo, 4 successi, 2 pareggi e 3 sconfitte: è questo il bilancio degli incontri disputati a Torino tra Juventus e Lazio in Coppa Italia. Il primo precedente risale al 27 settembre 1942. I bianconeri vengono eliminati perdendo 2-3, nonostante per ben due volte Ventimiglia porti in vantaggio la Juve. Nel 1960 la squadra di casa accede alla finale proprio battendo sonoramente i capitolini. Un 3-0 che sa d’impresa perché dopo il primo tempo, chiuso in avanti di un gol per effetto del rigore calciato da Cervato, la ripresa vede la Juve giocare in inferiorità numerica per l’infortunio di Sivori. Ciononostante, Lojodice e Charles chiudono la sfida prima dell’ora di gioco. I bianconeri saranno poi bravissimi nel superare la Fiorentina ai tempi supplementari nella finale disputata a San Siro. Identico risultato si verifica nel 1974, con Bettega autore di una doppietta e Causio in rete per il sigillo conclusivo. Dopo uno 0-0 nel 1987 (epoca Marchesi), le due squadre si ritrovano nel 1995 nella semifinale di ritorno. La Juve si guadagna l’accesso alla finale con un 2-1: dopo l’autogol di Paulo Sousa, va in rete Marocchi e chiude i giochi un rigore trasformato da Baggio. E’ questa l’ultima edizione vinta dalla Juventus, la nona Coppa Italia messa in bacheca. Nel 1998 è di nuovo semifinale. Al Delle Alpi si gioca l’andata ed è un ex juventino, il croato Boksic, a decidere la gara. La Lazio accederà poi alla finale, che la vedrà primeggiare sul Milan. Due anni dopo, nei quarti d’andata, Zidane, Conte e Kovacevic sono implacabili in un primo tempo che rasenta la perfezione. I piani però vengono complicati dalla ripresa, dove un rigore di Ravanelli e un gol di Mancini fissano il risultato sul 3-2 e aprono prospettive nuove alla Lazio, che saprà cogliere nell’appuntamento successivo e che la vedrà, infine, conquistare la coppa. Nel 2004 la Lazio vince il trofeo proprio a Torino. I biancocelesti si presentano forti di due gol maturati all’Olimpico. Trezeguet e Del Piero riescono a pareggiare i conti, ma Corradi e Fiore firmeranno un pareggio che significa conquista della Coppa Italia. Infine, l’ultimo appuntamento è del 22 aprile 2009. Ancora una volta è a Torino che si stacca il biglietto per la finale. La Juve perde, il gol di Del Piero arriva troppo tardi, quando Zarate e Kolarov hanno già messo in cassaforte la qualificazione. Ed è questa la quarta volta (su 5 complessive) che la Lazio riuscirà ad aggiudicarsi la manifestazione dopo avere incrociato la Juventus sulla sua strada.

Capitolo formazione. Nella Lazio, da valutare la condizione di qualche giocatore: “Konko, Klose, Radu, Stankevicius, ci sono diversi dubbi. Giocherà solo chi è al 100%”. Lo ha detto Petkovic. Nella Juve, “Pirlo non ci sarà sicuramente. Marchisio dovrebbe farcela. Giovinco quasi sicuramente non ce la fa e Vucinic è da valutare bene”. C’è dunque un solo attaccante, nella Juventus, sicuro di giocare: Alessandro Matri. Con Vucinic da dosare a causa dell’infiammazione alla caviglia, Quagliarella, Giovinco e Bendner infortunati, Conte non ha alternative. Non si esclude una soluzione a sorpresa con Giaccherini o il primavera Beltrame seconda punta. Parola del mister.

Per Juventus-Lazio, semifinale d’andata della Coppa Italia Tim Cup, è stato designato l’arbitro Antonio Damato di Barletta. Il direttore di gara pugliese trova i bianconeri per la terza volta in questa stagione dopo le gare di campionato con Napoli (2-0) e Cagliari (3-1 sul neutro di Parma). Ma Damato ritrova anche Juventus e Lazio insieme dopo il precedente di Serie A della scorsa stagione, sempre giocato allo Juventus Stadium e vinto 2-1 dalla squadra di Conte. In totale le gare sono 17 con un bilancio di 10 vittorie, due pareggi e cinque sconfitte. Negativo il computo in Coppa Italia, con due sconfitte in altrettante gare, con l’Inter nel 2010 e con la Roma nel 2011 (a segno andò però Mirko Vucinic). Allo Juventus Stadium, domani sera, gli assistenti saranno Riccardo Di Fiore e Claudio La Rocca. Il quarto uomo sarà Marco Guida. Forza Juve.

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Prepartita Juve-Udinese, ritroviamoci.

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Articolo a firma di Eldavidinho

A Parma la Juve ha dimostrato di non passare un bel momento di forma psico-fisica. Quando però sembrava fatta dopo aver preso le misure, seppur con difficoltà, ad un Parma propositivo e combattivo che ha giocato a viso aperto, manovrando bene, sfruttano le fasce e il palleggio stretto, non abbassando mail il ritmo e ribattendo colpo su colpo, un banale errore in fase di impostazione ha regalato agli emiliani il pallone del pareggio, costringendo la Juve ad accontentarsi di un pareggio e di un solo punto nelle ultime due gare di campionato. 4 nelle ultime 4. Una partita comandata con autorità nel secondo tempo, nonostante le evidenti difficoltà e buttata per una leggerezza, l’ennesima. Conte ha ammesso di aver chiamato lui il velo a Vucinic, facendo mea culpa davanti ai microfoni da grande mister qual è e difendendo a spada tratta i giocatori ma credo che qualche colpa vada data anche a lui in questo periodo. Sta perdendo un po‘ di mano la situazione. Torneremo quelli di prima se ritroviamo soprattutto lui. Comunque, i motivi di questo “calo” sono ben altri. Gli applausi fanno piacere, ma la praticità consiglia di pensare più ai punti che ai consensi. Imballati e un po’ impacciati. Si può anche parlare di crisi di gioco. Giocate in attacco sterili e forse troppo rapide con i tocchi di prima che non permettono alla squadra di salire in modo omogeneo se si perde subito il pallone. Così ci si espone troppo a contropiedi e ripartenze avversarie che ci bucano centralmente, con i tre di difesa larghi, le mezzali aperte e gli esterni troppo alti. Talvolta non c’è equilibrio e il centrocampo sembra svuotato. Il problema, dunque, non si limita solo all’attacco(che non cerca quasi mai la profondità ma fa gioco di sponda verso troppi giocatori sulle vie esterne e mai pronti a colpire per vie centrali) ma anche all’atteggiamento in generale della squadra che comincia a sembrare, in campo, rilassata e poco preoccupata dei pericoli che potrebbero venire dagli avversari, lasciando troppi troppi spazi distrattamente. Non bisogna giudicare in base alle emotività. Ammettere che c’é qualcosa che non va, non significa essere occasionali. Significa analizzare la situazione, senza catastrofismi. Lo dico perché si è tornati a parlare di giocatori inadatti per certi palcoscenici e certe squadre, di mercato, di modulo, di Giovinco si o Giovinco no, di mancanza d’umiltà. Ma, per carità, alcune di queste cose non vanno veramente, come l’attacco(ed è anche vero che la coppia d’attacco non si può cambiare ad ogni gara altrimenti gli equilibri giusti non si trovano mai e ultimamente ne stiamo avendo la dimostrazione, per quanto l’attacco possa giocare a memoria), i tocchi a centrocampo ed infine proprio la grinta e l’umiltà che lo scorso anno ci hanno fatto vincere lo scudetto. Ma questa non è una squadra né di fenomeni, né di marziani. Si sapeva. Se non si rende al massimo, vengono fuori i limiti individuali dei giocatori e strutturali della squadra. Per un’altra distrazione abbiamo perso di mano un’altra partita. Poi si può anche tornare a parlare di mercato, di preparazione invernale dura ed influente e condizione atletica al momento precaria ma ci sono stati errori tattici evidenti. Le squadre di Conte volano in primavera, vero, e lo scorso anno tra Gennaio e Febbraio abbiamo perso tanti punti per poi dare il massimo nello sprint finale. L’assenza della catena di sinistra, Marchisio-Chiellini-Asamoah non è stata di certo positiva ed il mister, non fidandosi evidentemente di De Ceglie e Peluso, ha proposto una catena del tutto nuova con Caceres, Padoin e Pogba autori non di una partita eccezionale. L’uruguaiano si è fatto imbeccare centralmente da Sansone, il francese per le qualità che si ritrova e le possibilità atletiche di cui è dotato, dovrebbe fare molto di più. Spesso s‘accontenta. Padoin è un onesto gregario che, in momenti di difficoltà, non può essere di certo d’aiuto alla squadra. Una Juve dunque sotto ritmo, opaca, lenta e pertanto prevedibile. Con qualcosa da rivedere anche a livello tattico. È forse il momento veramente più difficile degli ultimi due anni che tutti i nostri avversari stavano aspettando. Superiamolo da grande squadra. Pensando solo a noi e non agli altri perché l’anti-Juve siamo solo noi e non possiamo prendere il sopravvento su noi stessi. C’è una brutta aria attorno alla Juve e soprattutto attorno alla sua dirigenza, dopo le assoluzioni di Cannavaro e Grava, il -2 di penalizzazione annullato al Napoli e la rielezione di Abete con un voto che è parso un plebiscito anche a causa del voto che Agnelli, inspiegabilmente dopo tutto ciò che è successo a livello di giustizia sportiva in quest’ultimo anno,  ha dato all’ancora presidente della Federcalcio. Poi da Napoli la disparità di trattamento ed i due pesi e due misure utilizzati nel giudicare stanno in piccole cose, piccole differenze. Quando a Conte fu ridotta la squalifica si parlò di regalo e Juve favorita. Oggi, invece, giustizia è stata fatta e campionato regolare. Pene severe, dicevano. Fenomeno grave e scandaloso, dicevano. Nuova Calciopoli. Dicevano. Conte unico bersaglio. Tutti gli altri assolti. Per non parlare della ridicola responsabilità oggettiva con cui si puniscono le società: se al Napoli è stata tolta la penalizzazione perché alle altre no? Con Sampdoria, Atalanta e Siena il campionato è ancora irregolare. E poi, perché Cannavaro e Grava assolti senza testimoni e Conte punito con 24 testimoni a favore? Partendo comunque dal presupposto che sia Gianello che Carobbio non sono stati ritenuti affatto credibili. Spesso sono state chieste pene eccessive e punitive mai rispettate ed assegnate dai gradi di giudizio successivi. Disparità di vedute o giustizia da rifondare? Nessuno scommetteva ma Conte “non poteva non sapere”. Però, cosa non si sa a questo punto? Il tentativo di illecito confessato da Gianello derubrificato in comportamento sleale equivale all‘illecito strutturato inventato per condannare Moggi e la sua Juve. Mi dispiace solo che ora ricomincerà lo show di De Laurentiis e la campagna pro Napoli in questo periodo difficile per noi ricomincerà. Il Napoli lo spingeranno in alto. Tipica beffa.

Speriamo che queste discordie e discrepanze tra società e tifosi, col mercato ancora in un’odiosa fase di stallo e l’odio antijuventino tornato a manifestarsi e ad imbrattare i muri di Vinovo, non si tramutino sul campo e non siano trasmesse alla squadra che sabato scenderà in campo contro la compagine più in forma del campionato, l’Udinese. Mi chiedo a cosa sia servito, comunque, annullare la conferenza stampa di Conte. Però, forse, meglio così. Meno distrazioni, meno tensioni e testa al campo.

Undici punti dei 30 complessivi grazie a uno score fatto di due vittorie(contro Roma e Sampdoria), cinque pareggi(contro Siena, Torino, Bologna, Chievo, Atalanta) e tre sconfitte: è questo il bilancio attuale dell’Udinese in trasferta, dove ha registrato dati peggiori rispetto a quelli maturati al Friuli (13 gol fatti su 32, 15 gol subiti su 27). I tre stop sono nati tutti in confronti con formazioni che attualmente la precedono in classifica: Fiorentina, Napoli e Lazio.

Sono due stranieri, nell’ampia schiera di quelli a disposizione di Guidolin, i giocatori finora più utilizzati dall’allenatore. Con 19 presenze si collocano in testa il portiere serbo Zeljko Brkic e l’argentino Roberto Maximiliano Pereyra, seguiti dal brasiliano Allan con un’apparizione in meno. Il difensore Danilo è già incorso in due espulsioni (oltre a 10 cartellini gialli che ne fanno il recordman della squadra), mentre un rosso ha colpito anche Heurtaux, Lazzari e Brkic, quest’ultimo proprio nel corso della partita d’andata per fallo su Giovinco. Com’è tradizione, Antonio Di Natale è il bomber della squadra e con 14 reti è – insieme al milanista El Shaarawy – il principale inseguitore del capocannoniere Cavani. Gli altri goleador dell’Udinese sono Angella e Muriel con tre, Danilo, Pereyra e Maicosuel con due, Basta, Domizzi, Lazzari, Pasquale e Ranegie chiudono con un gol.

Ventotto vittorie, quattro pareggi e sei sconfitte: il bilancio tra Juventus e Udinese a Torino parla di una netta superiorità dei padroni di casa, non priva però di qualche importante colpo a sorpresa dei friulani, cresciuti notevolmente nell’ultimo periodo. La vittoria tipica della Juventus è di 1-0, risultato verificatosi sette volte a partire dal 1 novembre 1953, giorno del compleanno della società. In quella circostanza la gara la risolve Ricagni, mentre Boniperti fallisce sul finire la possibilità del raddoppio dal dischetto. Nel 1982 la rete nasce dalla panchina: il piccolo Giuseppe Galderisi, subentrato a Tardelli infortunatosi nel primo tempo, infila di testa Borin su un calibrato cross di Marocchino. Nel 1994 Gianluca Vialli chiude in rete un campionato poco positivo per la squadra. È questo un incontro a suo modo storico, perché termina l’epoca di Giovanni Trapattoni alla guida della Juventus. Nel 2002/03 è un cileno, Marcelo Salas, a segnare il gol decisivo all’inizio della ripresa. Nel 2005/06 il match-winner è Del Piero, bravo a deviare di sinistro un cross a mezza altezza di Zambrotta. La sfida del 2008/09 viene risolta a metà ripresa: bravo Amauri a raccogliere di prima intenzione un pallone portato avanti da una percussione di Sissoko. L’anno successivo, sotto la gestione Ferrara, si ha l’ultimo 1-0. Il gol è frutto di un’azione perfetta, con assist di Caceres e conclusione al volo di Grosso che batte in maniera implacabile il portiere Handanovic.

Conte, in occasione del match interno contro l’Udinese, spera di poter fare affidamento su Marchisio: il centrocampista bianconero è in recupero dalla contusione al ginocchio e potrebbe trovar posto in panchina. Dubbi in merito alla disponibilità di Pirlo, Vidal e Quagliarella: le loro condizioni verranno valutate nei prossimi giorni.

Nell’Udinese. Stop per Brkic: l’estremo difensore ha infatti rimediato un problema ad un dito della mano sinistra e verrà rimpiazzato da Padelli. Nella trasferta di Torino Guidolin dovrebbe confermare l’impiego di Muriel a supporto di capitan Di Natale, con Basta e Pasquale esterni di centrocampo. Friulani ancora privi di Benatia e Badu, in dubbio la disponibilità di Ranegie.

Per Juventus-Udinese di sabato è stato designato Luca Banti di Livorno. I bianconeri ritrovano il direttore di gara toscano poco più di due mesi dopo l’ultima volta: il successo per 6-1 di Pescara. La gara dell’Adriatico è stata la 14° in totale della Juventus con Banti, con bilancio di 10 vittorie, due pareggi e due sconfitte. Tra queste gare non ce ne sono con i bianconeri friulani. Sabato sera, allo Juventus Stadium, gli assistenti saranno Giulio Dobosz e Michel Giordano. Il quarto uomo Fabio Pietro Galloni. Gli assistenti d’area Andrea Gervasoni e Massimiliano Irrati. Forza Juve.

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Prepartita Parma-Juve, Trasferta insidiosa.

Articolo a firma di Eldavidinho 

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La Juve si prende la rivincita col Milan e riscatta anche la brutta sconfitta di domenica. Una grande squadra non sbaglia mai due volte. È finita ai supplementari e non è stato facile vincere una partita sino a metà del secondo tempo soporifera, non divertente ma non giocata sotto ritmo, bensì su buoni livelli che si è comunque trascinata stancamente, tra la pesantezza delle gambe dei giocatori in campo, verso la conclusione. Con i rossoneri è stata una battaglia dura, la fatica si è fatta sentire e il gioco è stato meno brillante ma la voglia di lottare, quella di non mollare mai, non è mancata e non mancherà mai a questa squadra. Questa caratteristica la Juve ce l’ha e contro il Milan l’ha dimostrato. Una Juve comunque paurosamente sulla gambe. Periodo di pessima forma fisica. Troppi giocatori palesemente appesantiti, alcuni totalmente fuori fase, come Isla (è evidente che non sia più lo stesso dopo l‘infortunio. è anche una questione mentale come fu per Quagliarella nel periodo del ritorno in campo e del recupero. Forse non si è inserito ancora negli schemi, forse ha perso prontezza fisica) e Matri, o fuori forma, come Vidal. Una Juve discreta nella prima mezzora, quando ha dovuto subito rimontare il gol di El Shaarawy, poi le difficoltà fisiche sono state evidenti. Grazie al carattere e alle “folate atletiche” frutto dei duri allenamenti, gli stessi che con la Samp ci hanno punito(con un po’ di presunzione e poca attenzione, aggiungerei) ma che, nel prosieguo della stagione, in caso di partite come questa ci premieranno e ci permetteranno di uscirne vincitori, abbiamo disputato comunque 8una partita dignitosa. Col cuore, con la forza dei nervi e la tensione. Tanta fortuna nei minuti finali, col risultato salvato da Storari, ma con le unghie e con i denti abbiamo portato il risultato a casa. Buona prova di Caceres decisivo in alcuni interventi, Giaccherini instancabile, Bonucci motivato, Vucinic ancora a segno contro il Milan, ai supplementari, in Coppa Italia, come lo scorso anno. Allora con un siluro all’incrocio. Quest’anno con un tocco a scavalcare il portiere. È fantastica l’ormai ricorrente esultanza di col pollice alzato. è un segno di sicurezza e di ordinaria amministrazione della gara. Poi Giovinco che ha segnato ancora al 12esimo e tolto le castagne dal fuoco in caso qualcuno avesse già cominciato a parlare di “periodo più difficile da quando c’è Conte in panchina: sconfitti in casa dalla Samp e subito sotto col Milan”. Invece no. Anche se in difesa abbiamo ballato ancora e l’assenza di Chiellini si è sentita ancora. Anche se Mexes andava espulso almeno un paio di volte. A livello tattico c’è da segnalare il passaggio, nei tempi supplementari, di Caceres da laterale sinistro a terzino destro, Giaccherini da interno sinistro a esterno destro e Isla da esterno sinistro(ruolo inedito in cui non ha comunque svolto una grande partita) a incursore dalla parte opposta. Una Juve interscambiabile, dunque, che dimostra ancora di sapersi sacrificare e adattare in qualsiasi momento. Ora c’è da superare l’ostacolo Lazio per poter giocare la seconda finale consecutiva, e magari prendersi un’altra bella rivincita.

Intanto domenica c’è il Parma, al Tardini, nella prima di ritorno. Il prepartita è caratterizzato dall’ormai perenne polemica fuori dal campo tra Juve e Napoli. Una riflessione. Loro rinviano le partite con il sole, vincono la Coppa Italia proclamandosi: “Campioni d’Italia” senza alcun titolo, non si presentano alle premiazioni quando perdono a differenza di Marchisio. Antipatia sportiva, odio agonistico, sana competizione. Ecco cos‘è. Invece il comunicato del Napoli attesta il provincialismo di una società. Le dichiarazioni di Marchisio non sono il massimo per una strategia comunicativa da grande squadra. Ma il Napoli è stato infantile. Una situazione desolante, patetica. Rabbia repressa per altre situazioni? Frustrazione per motivi (si spera) calcistici? Ogni occasione è buona per far polemica? Hanno completamente travisato il senso delle parole e dell‘intervento di Marchisio. Inizio moduloFine moduloInizio moduloDelirante è la parola per definire il comunicato del Napoli. Il club azzurro che tanto si ritiene offeso dovrebbe spiegare come mai non fu altrettanto “sconvolto” dalle dichiarazioni dei suoi tesserati: Dzemaili: “Voglio giocare contro la Juve perchè i napoletani la odiano”, Gamberini: “La Juve è una squadra antipatica un po’ a tutti”. Sarebbe ora di finirla con le insinuazioni sulla correttezza e sportività di Marchisio. E poi Viviano: “La Juve mi sta antipatica da quando ero bambino”, Stramaccioni: “Bella rivalità con la Juve. Mi è antipatica da…interista”, Stramaccioni-bis: “La Juve è antipatica, non è un modello per nessuno!”. C’è poi Zeman che firma la maglietta “Odio la Juve”, Cairo: “Juve antipatica sin da bambino”, Bonolis: “Sponsor Juve non è Jeep. Ecco perché la Juve è antipatica!”. Nino D’angelo: “Juventus antipatica? Un vero sostenitore azzurro non può non odiarla, sportivamente. Dunque, perché non si è sollevato alcun polverone? E non strumentalizziamo il tutto per tornare al discorso del razzismo perché i veri razzisti, al massimo, sono i napoletani che insultano gli juventini del Sud, non il contrario. Tanto Carobbio rimarrà un santo perché è più giusto vendersi partite piuttosto che avere un dibattito calcistico, così come saranno santi Balotelli e Cassano piuttosto che Bonucci. In un calcio come quello di oggi in cui si lascia sparlare tutti e ci si sente subito attaccati, Marchisio ha dimostrato di essere un uomo vero prima che un professionista ed un calciatore.

Ma noi pensiamo al campo. 6 vittorie(contro Chievo, Sampdoria, Roma, Inter, Cagliari, Palermo),  3 pareggi(contro Fiorentina, Milan, Siena) e ancora nessuna sconfitta. Il Parma 2012-13 è l’unica squadra della serie A a risultare imbattuta sul proprio campo, non perdendo da tre giornate consecutive. Un percorso virtuoso, che si spiega soprattutto con la forza della difesa, che ha incassato solo 7 reti a fronte delle 18 lontano da casa, mentre per quanto riguarda i gol segnati il Tardini ne ha visti 16, 5 in più di quelli realizzati in trasferta. Gobbi, Paletta e Parolo sono i tre giocatori del Parma che hanno disputato più partite nel girone d’andata, con 18 presenze su 19. Lucarelli e Valdes sono i maggiori collezionisti di cartellini gialli con 8 a testa, mentre 3 sono state le espulsioni finora, che hanno colpito Benalouane, Rosi e Belfodil. Lo stesso Belfodil è il cannoniere della squadra con 6 gol, seguito da Amauri con 5, Sansone con 4, Valdes con 3, Rosi e Parolo con 2.

Il campo di Parma ha una tradizione non particolarmente felice per la Juventus. 5 vittorie, 9 pareggi e 6 sconfitte. I risultati tipici (verificatisi 4 volte) sono i successi di misura di una delle due squadre (1-0 e 1-2), nonostante sia la situazione di equilibrio quella maggiormente espressa nel bilancio complessivo. Il Parma ha sconfitto la Juve per 1-0 nel 1997 (autogol di Peruzzi in una gara con ben 4 espulsi); due anni dopo con la rete dell’ex Dino Baggio; nel 2002 con exploit di Lamouchi in zona Cesarini; infine nel 2011 con splendido tiro da fuori area ad opera di Giovinco. Dal canto suo, i bianconeri hanno superato il Parma con il punteggio dell’1-2 a partire dal 1990-91 (epoca Maifredi e Juve in elegante maglia nera), per proseguire nel 2003 (con due reti in fotocopia, entrambe di testa, di Di Vaio e Tacchinardi), nel 2006 (Camoranesi e Vieira a ribaltare il momentaneo svantaggio prodotto da Delvecchio) e infine nel 2010, quando tutto si è verificato nel primo tempo con le reti di Salihamidzic, il pareggio dell’ex Amoruso e l’1-2 definitivo causato dall’autogol di Castellini.

Capitolo formazioni. Donadoni deve fare a meno di Lucarelli e Benalouane squalificati, invece torna disponibile Zaccardo che ha ripreso ad allenarsi con i compagni. A centrocampo rientra Valdes, mentre le fasce saranno presidiate da Rosi e Gobbi. In avanti infine possibile attacco a due con Biabiany al fianco di Belfodil.

Conte dovrà fare a meno di Marchisio, vittima di una forte contusione al ginocchio. Il reparto mediano bianconero sarà pertanto composto da Vidal, Pirlo e Pogba, con De Ceglie sulla corsia sinistra ed il rientrante Lichtsteiner a destra. Per quanto riguarda l’attacco, Vucinic (non al meglio) dovrebbe partire nuovamente dalla panchina: possibile la riproposizione del duo Matri-Giovinco. Ballottaggio Peluso-Caceres in difesa.

Per la prima gara del girone di ritorno, la Juventus ritrova come arbitro Andrea De Marco. Il direttore di gara di Chiavari è stato designato per la partita con il Parma e dirige di nuovo i bianconeri un mese dopo il match di Palermo, vinto 1-0 grazie al gol di Lichtsteiner e ricordato per il ritorno in panchina di Antonio Conte. Il match del Barbera è stato il 12° in assoluto e il bilancio è salito a sei vittorie, due pareggi e quattro sconfitte. De Marco ha già diretto una sfida tra bianconeri ed emiliani. È successo il 6 gennaio 2011 a Torino e finì con un 4-1 per gli ospiti, trascinati da una doppietta di Giovinco. Domenica pomeriggio, gli assistenti saranno Mauro Tonolini ed Elenito Giovanni Di Liberatore. Il quarto uomo Andrea Marzaloni. Gli arbitri d’area Paolo Tagliavento e Antonio Danilo Giannoccaro. Forza Juve

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Prepartita Juve-Milan, Befana indigesta.

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Articolo scritto da Eldavidinho

 

Se contro il Cagliari c’era stato qualche segnale di avvertimento, poi ridicolizzato dalla grande rimonta, con la Sampdoria la Juve ha mostrato di essere perlomeno umana. Dopo questa sconfitta, persino Conte ha puntualizzato che questa non è una squadra di marziani. Non una bella consolazione proprio per il mister che incassa la prima sconfitta in campionato da quando è sulla panchina bianconera, la terza complessiva della sua squadra in stagione. Una Juve dai due volti, bella e spumeggiante nel primo tempo. Distratta e molle nella ripresa. Pesano sul risultato anche le incertezze di Buffon, soprattutto in occasione del primo gol. La squadra di Conte nel primo tempo ha dominato e se il direttore di gara avesse dato il secondo rigore per fallo su Matri con conseguente espulsione di Palombo al 36′, probabilmente la storia sarebbe stata diversa. Probabilmente Nessuno però poteva immaginare un crollo così nel secondo tempo. Con la Samp in dieci uomini dal 31′ per un fallo ingenuo di Berardi su Peluso che gli è costato il secondo giallo, la strada sembrava spianata. Anche perché fino a quel momento la Samp aveva fatto veramente poco. La cura Conte, doppia seduta quasi tutti i giorni, evidentemente non è riuscita a contrastare gli effetti collaterali della sosta. Sicuramente durante il prosieguo della stagione aiuterà, a livello fisico, l’aver iniziato la preparazione invernale prima di tutti gli altri, ma nell’imminenza dell’impegno con la Samp, proprio da alcun giocatori responsabili d’aver avuto un rapido e ripido calo fisico nel secondo tempo, il mister è stato tradito. E stavolta c’ha messo anche del suo per aver subito buttato nella mischia Peluso invece di spostare Bonucci a sinistra con l’inserimento di Marrone al centro. Senza volerlo giustificare, forse ha avuto la necessità d’inserire l’ex atalantino subito in squadra, forse ha solo rispettato i ruoli e le gerarchie, dando fiducia anche a De Ceglie, come promesso, con l’assenza di Asamoah. Senza Chiellini(già 3 gol subiti in due partite) e Asamoah passeremo brutti momenti. Forse troppo turnover. Troppe riserve. E non è la prima volta che la panchina stecca. Ho sempre più dubbi sul rendimento(non le qualità) di Pogba. Rispolverare Giaccherini. Col senno del poi si potrebbe dire che Caceres e Isla avrebbero giocato meglio di Padoin e Peluso ma sono panchinari anche loro e il turnover vale per tutti. Purtroppo si sta palesando una panchina non sempre all‘altezza della situazione, le lacune di molti giocatori sono nascoste dal nostro corale ed aggressivo modo di giocare che, in una stagione lunga come quella di quest’anno, non sempre può farci vincere. Lo noti se sei in vantaggio, per un‘ora in 10 vs 11, con tante occasioni sprecate per andare in rete, tra cui le due clamorose diVucinic. Come dicevamo, debutto da dimenticare anche per Peluso: Icardi sulla sua fascia ha fatto quello che voleva, realizzando la doppietta della rimonta. Il difensore era in ritardo in entrambe le occasioni e a cinque minuti dalla fine si è preso anche il giallo per un fallo ingenuo. Rimandato, come tutta la Juve di oggi. Da difesa ad attacco. Conte studierà, studierà, perché ci sono stati evidenti errori tattici da parte della squadra che, troppo sbilanciata in avanti nel secondo tempo, si è lasciata infilare troppo spesso da Icardi ed Eder che hanno giocato in verticale e creato non pochi problemi. Rammarico, incredulità e delusione. Pensare di avere in tasca il risultato, senza aver già chiuso la partita, è troppo, troppo rischioso. Non è da grande squadra. Quest‘anno stanno mancando un po‘ di fame ed umiltà, orientamento e lucidità in alcune partite. Troppa sufficienza, supponenza, superbia. Tornare sulla terra per la terza volta dall’inizio dell’anno farà bene. Così nessuno pensa che il campionato é chiuso, ad iniziare dai nostri giocatori. Un bagno d’umiltà che ci aiuterà in vista di mercoledì. A Torino arriva un Milan imprevedibile e fortunato. Tutte le partite che la Juve perderà quest‘anno in campionato le perderà solo per colpa sua. Questo è assodato. Ma mai commettere errori di superficialità. Forse è stata una partita stregata e l’immagine simbolo è quella di Marchisio che soffre per un colpo al piede, ma essendo finiti i cambi rimane in campo, stringe i denti e cerca anche la via della rete con due tentativi da fuori area, entrambi a lato. Quando a tempo ormai scaduto inseguendo un pallone Claudio crolla a terra dolorante (Gli accertamenti non hanno evidenziato lesioni, ma una forte contusione al ginocchio. Quindi, nulla di preoccupante e tempistiche di recupero riviste immediatamente), è chiaro che la gara è segnata.

Il Milan è giunto in questo quarto di finale battendo agli ottavi la Reggina per 3-0 con reti di Yepes, Niang e Pazzini. Lo scorso anno, il 20 marzo 2012, nell’ultimo Juventus-Milan di Coppa Italia, i due mister mandarono in campo queste formazioni: la Juve con Storari in porta, Lichtsteiner, Bonucci, Chiellini, De Ceglie i 4 di difesa, Vidal, Pirlo, Giaccherini a centrocampo, Pepe, Del Piero, Vucinic in attacco con gol decisivo e spettacolare di quest’ultimo. Il Milan scese in campo con Amelia, Antonini, Mexes, Thiago Silva, Mesbah, Aquilani, Seedorf, Muntari, Emanuelson trequartista, Ibrahimovic, El Shaarawy in attacco.

Tra i precedenti, 4 vittorie, altrettante sconfitte e 3 pareggi, il bilancio dei confronti disputati in Coppa Italia tra Juventus e Milan a Torino. La serie prende inizio il 28 giugno 1942 e le due squadre si contendono proprio il trofeo nella gara di ritorno. All’andata si è verificata una situazione di parità, 1-1. Al ritorno i bianconeri prevalgono 4-1 grazie a una tripletta del bomber Lushta e a una rete di Sentimenti III dal dischetto, mentre per gli ospiti segna Boffi. Per la Juve è questa la seconda Coppa Italia, conquistata dopo quella del 1938. Nel 1967 le due squadre si trovano in semifinale e il Milan prevale ai supplementari per 2-1: sarà questa un’edizione vinta proprio dai rossoneri. Copione quasi identico nel 1972, con gol decisivo di Prati e manifestazione vinta da Rivera e compagni. La Juve torna al successo nel girone conclusivo del 1975, ma le reti di Scirea e Damiani nel 2-1 bianconero non impediscono l’eliminazione. Nel 1978 lo 0-3 è giustificato dalle tantissime assenze in casa Juve: ad andare in campo è la squadra riserve, essendo i titolari quasi tutti impegnati nel Mondiale argentino che si svolge contemporaneamente. Nel 1982 è una doppietta di Paolo Rossi a decidere la sfida, mentre per il Milan accorcia le distanze Joe Jordan, soprannominato Lo Squalo. Nel 1985 Virdis, ex bianconero, si prende la sua rivincita firmando la rete del successo. Nel 1990 Juventus-Milan termina 0-0, nonostante un assedio continuo con molte occasioni. Nella sfida del ritorno sarà Galia a determinare una vittoria che varrà la conquista dell’ottava Coppa Italia per i bianconeri. Nel 1992 al Delle Alpi si gioca la semifinale di ritorno. All’andata, a San Siro, il risultato è stato di 0-0. Al ritorno, la squadra di Trapattoni batte quella di Capello grazie a una rete di Schillaci. Baresi fallisce il rigore che poteva significare pareggio e qualificazione, mentre vengono espulsi Kohler e Tassotti in un finale decisamente convulso. Si arriva poi al 2002: all’andata la Juve espugna il Meazza col punteggio di 1-2. A Torino finisce 1-1, con rete dello spagnolo Josè Mari nel primo tempo e pareggio di Zambrotta nella ripresa ed è un risultato che basta per approdare all’ultimo atto, che vedrà la Juve superata dal Parma nei giorni successivi allo scudetto del 5 maggio. Infine, il precedente della scorsa stagione. La Juve si presenta nel proprio stadio forte del successo per 2-1 guadagnato a Milano, con Martin Caceres assoluto protagonista con una doppietta. A Torino la gara è straordinariamente emozionante. Il primo tempo si chiude con i bianconeri in vantaggio grazie a una magia di Alessandro Del Piero. Nella ripresa, però, Mesbah e Maxi Lopez ribaltano iol risultato e costringono le due formazioni a giocarsi l’accesso alla finale nei tempi supplementari. A decidere la sfida ci pensa Mirko Vucinic, con una conclusione dalla lunga distanza che termina la sua traiettoria all’incrocio dei pali.

La Juve dovrebbe schierarsi con Storari in porta, portiere titolare in coppa Italia, che torna dalla squalifica. In difesa dovrebbero giocare Caceres, Bonucci e Barzagli con Peluso in panchina. A centrocampo, come vice-Pirlo, come già anticipato in conferenza dal mister, fiducia a Marrone affiancato da Vidal, in panchina nell’ultima gara e Giaccherini che prende il posto dell’infortunato Marchisio. Sulle fasce agiranno due tra Lichtsteiner, Isla e De Ceglie con lo svizzero che potrebbe essere provato nell’inedito ruolo di esterno sinistro. In attacco Matri e Vucinic partiranno titolari con Quagliarella e Vucinic pronti a subentrare. Paolo Silvio Mazzoleni, sarà il fischietto di questa sfida. Sarà registrato il tutto esaurito. Un solo risultato per una partita ad eliminazione diretta e per ripartire. Forza Juve.

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Prepartita Juve-Sampdoria, comincia il 2013.

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di eldavidinho

 

Si torna in campo. In questi giorni di pausa, i temi trattati sono stati i record di questa Juve, gli Oscar di Tuttosport, gli elogi a trascinatori quali Pirlo, Marchisio, Vidal e Conte. Si è trattato ancora l’addio di Alessandro Del Piero come uno dei momenti più struggenti dell’annata bianconera. Col senno del poi Agnelli avrebbe potuto “perdonare” Del Piero per qualche uscita a vuoto, come il video in cui annunciava di esser disposto a firmare in bianco, per non dover giustificare un addio che, guardando i numeri e il campo, non avrebbe avuto senso. Col senno del poi, Del Piero avrebbe però potuto e dovuto attendere le scelte societarie e non mettere alle corde Agnelli proprio con quel video. Opportunismo? Atto d’amore? Ci saranno sempre due partiti distinti, quello degli incondizionati delpieristi e quello degli scettici, che ragionano secondo le logiche(o illogiche) societarie, nonostante siano queste a prevalere sempre, alla fine. Perché Del Piero sapeva benissimo che a scegliere sarebbe stata comunque la società. Ai retroscena e ai pettegolezzi che vorrebbero Del Piero contro Conte(quando, invece, con Capello sarebbe stato addirittura in tribuna ma in quel caso era la società ad opporsi spesso al mister) e Del Piero presunto “strumentalizzatore” dei morti dell’Heysel per motivare il suo “no” al Liverpool quest’estate, non do retta. Son voci. Dispiace per la stagione che sta disputando il suo Sidney che potrebbe far riflettere e tornare in auge qualche malpensante sempre pronto a trarre conclusioni rinfacciabili.

Dicevamo. Sono stati ripercorsi anche i momento delle partite più belle, quelle della svolta: Palermo-Juve ed il sorpasso definitivo in classifica ai danni del Milan appeso al gol di Muntari, l’andata di Champions a Londra contro il Chelsea e il ritorno, a Torino, nel capolavoro finale. Si è parlato di mercato. Di Peluso accasatosi alla Juve. Non un fenomeno né un Campione ma un giocatore funzionale al modulo, utile al gruppo come i vari Giaccherini, Padoin, Pepe e voluto da Conte per la fascia sinistra, a causa dell’infortunio di Chiellini e la partenza di Asamoah in coppa d’Africa. E la partita Llorente che il Bilbao ha deciso di giocare a carte scoperte. Col comunicato apparso sul sito ufficiale della squadra spagnola in cui si legge che la Juve sta trattando col giocatore il passaggio in bianconero, il Bilbao ha esercitato un proprio diritto, nel rispetto delle regole, ma non ricordo comunicati precedenti di questo genere a mercato in corso. Cerca di aprire un’asta e fare uno sgarbo alla Juventus che già dalla scorsa estate ha un’accordo di massima col giocatore o vuole fare uno sgarbo al giocatore, tenendolo in panchina(e non facendogli giocare neanche la Champions con la Juve) a costo di ricavarci comunque niente a Giugno? Il presidente del Bilbao, Urrutia, è un uomo che spesso va contro le logiche del mercato. Quella del comunicato potrebbe anche essere una semplice mossa “politica” per dimostrare ai tifosi chi è il vero “traditore” della storia dato che il Bilbao ha già rifiutato una nostra offerta l’estate scorsa. In scadenza di contratto il 30 giugno 2013, infatti, Llorente dall’1 febbraio potrà firmare con una nuova squadra, trasferirsi a costo zero e già allenarsi con la Juve. Quindi Urrutia non lo sfrutterebbe nemmeno i mesi rimasti. Resta da capire se, a questo punto, la Juve lo vorrà già da Gennaio per evitare qualsiasi rischio di prezzo, compromesso ed evitare che sfugga da sotto il naso un giocatore virtualmente suo, trattando il difficile acquisto(seppur a pochi milioni) col Bilbao, o attendere la fine del mercato invernale per accordarsi SOLO col giocatore a Febbraio e averlo pronto per Giugno. È probabile che la Juve lo stia trattando per averlo subito ma il Bilbao si opporrà fermamente.

Poi Bocchetti o Astori come altro rinforzo in difesa, la partenza mai tanto certa di Marrone e di Lichtsteiner al Psg, il fantamercato di Tuttosport che spesso si scatena, in riferimento a Drogba e Sanchez, il nuovo Chiellini prenotato per Giugno: Dória, difensore brasiliano classe 1994 del Botafogo. Difensore centrale, ma sa giocare anche a sinistra, grande fiscità, buona tecnica, ottimo sia nel colpo di testa che negli anticipi, difensore che avanza palla al piede e ha buona visione di gioco. L’unico difetto è che non ha molta velocità, normale visto il fisico (1,88 x 82 kg).

E ancora le lamentele dell’Inter che, in virtù della squalifica di Ranocchia dopo la partita persa con la Lazio, ha visto una disparità di trattamento nei confronti della squadra rispetto agli ormai famosissimi fatti di Catania-Juve in cui io vidi solo un’aggressione verbale e giornalisticamente sleale verso il mister Angelo Alessio in conferenza stampa. Handanovic e Nagatomo che credono nello Scudetto, Juan Jesus addirittura nel Triplete, Milito, dall’altro della sua esperienza, è parso il più realista: resta l’obiettivo Champions. E i fatti né unici né rari di Busto Arsizio. Semplicemente figura comune di questa Italia.

Si è parlato ancora della Juve di Capello. Io direi di finirla d‘intervistare Capello e di paragonare ripetutamente questa Juve alla sua. È controproducente e non si migliora affatto così. Il Tuttosport ha parlato ancora di uno scontro avvenuto tra Agnelli e Abete. Il primo non reputa funzionante il sistema, il secondo sì. E poi il mister che ha parlato anche la sere della vigilia di Natale rilasciando un’intervista conclusiva, di fine anno, a Sky, nello speciale NataleConTe(soliti giochi di parole col cognome del mister, naturalmente). Ed una riflessione. Non impazzirei veder giocare la Juve nel Boxing Day. Le vacanze son vacanze, per tutti. Non ne faccio una questione di addetti ai lavori perché i giocatori comunque continuano ad allenarsi ma una questione di tifo. A Natale niente tifo. C‘è tutto l‘anno per farlo e per esserci come sostenitori. Il calcio è si passione, ma seguire la propria squadra comporta anche perdita di tempo, fatica per chi non si limita alla partita stessa. Penso che il Natale vada passato serenamente in famiglia, senza calcio. È improbabile giocare a Santo Stefano e a Capodanno. Il calcio ci propone ritmi serrati già tutto l‘anno, è giusto che non lo faccia anche nel periodo natalizio.

Come per tutti i ritorni in campo che si presentano dopo le feste natalizie ogni anno, si è parlato poco anche di Juve-Sampdoria. Lo scorso anno, a Lecce, faticammo e ne uscimmo vincitori grazie ad un guizzo di Matri. Due anni fa, il tracollo per 4-1, in casa, contro il Parma, con doppietta di Giovinco e pazzia di Felipe Melo. Nella stagione 2009/10 ancora contro il Parma ma al Tardini, vittoria per 2-1 con Ferrara ancora in panchina e gol di Salihamidzic e Castellini(aut.). Nel 2008/09, con in panchina Ranieri, Del Piero risolse la sfida interna contro il Siena e nel 2007/08, la sfida al Massimino contro il Catania, su rigore.

La Juventus ha vinto solo uno degli ultimi otto confronti di campionato con la Sampdoria; sei i pareggi, un successo dei blucerchiati in questo parziale. In casa la Juventus è comunque imbattuta con la Samp da cinque incontri (due vittorie, tre pareggi). Dopo la sconfitta col Milan, i bianconeri hanno ottenuto quattro successi consecutivi, segnando complessivamente 10 reti. In casa la Vecchia Signora non subisce gol da tre partite: allo 0-0 con la Lazio sono seguite due vittorie per 3-0 contro Torino e Atalanta. ,La Sampdoria è reduce da tre sconfitte consecutive, ed ha raccolto un solo punto nelle ultime quattro giornate di campionato. I blucerchiati hanno raccolto due soli punti nelle ultime sette gare esterne, e hanno perso cinque delle ultime sei. In queste ultime sei trasferte i doriani hanno sempre subito almeno due reti. La Juventus è la squadra che ha segnato più gol (80) e che ne ha subiti meno (20) nel 2012 in Serie A. Sono 282 i tiri effettuati dai bianconeri in questo campionato – un primato stagionale. La Samp è la squadra che ha subito più gol dal dischetto in questa Serie A (quattro), la Juve quella che ne ha sbagliati di più (tre). La Sampdoria è una delle uniche tre squadre di questa Serie A contro cui Giovinco non ha ancora segnato in campionato. Enzo Maresca ha già segnato tre gol in 13 presenze stagionali in Serie A con la maglia della Samp, ma non ha mai trovato la rete contro la sua ex squadra.

Bianconeri ancora privi di Chiellini, Pepe e Bendtner; contro la Sampdoria inoltre saranno assenti lo squalificato Lichtsteiner ed Asamoah, impegnato in Coppa d’Africa: sugli esterni agiranno pertanto Isla e De Ceglie. Emergenza portieri per la Sampdoria: Romero e Da Costa, infatti, sono in forte dubbio per il match contro i bianconeri, in preallarme Berni. I blucerchiati devono inoltre rinunciare allo squalificato Soriano ed a Maresca: il centrocampista ha infatti rimediato una lesione muscolare al polpaccio destro che lo renderà indisponibile per circa 3-4 settimane. Delio Rossi potrebbe affidarsi al 3-5-2 col reintegro di Palombo nell’11 titolare, nel ruolo di centrale difensivo supportato ai lati da Gastaldello e Costa.

Sarà Paolo Valeri l’arbitro di Juventus-Sampdoria, ultima gara del girone di andata della Serie A, in programma domenica 6 gennaio, alle 15.00, allo Juventus Stadium. Per il fischietto romano sarà la dodicesima direzione di gara con i bianconeri e il bilancio finora parla di cinque vittorie, quattro pareggi e due sconfitte. Valeri ha già diretto la Juventus in questa stagione, lo scorso 2 settembre, nella gara vinta al “Friuli” sull’Udinese per 4-1. Domenica Valeri sarà coadiuvato dagli assistenti Di Fiore e Costanzo e dagli arbitri d’area Celi e Ostinelli. Quarto ufficiale sarà il signor Bianchi. Arbitra Sampdoria e Juve per la terza volta dopo il 3-3 del 2007/08 e lo 0-0 del 2010/11 a Genova.

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Prepartita Cagliari-Juve, più sette e Campioni d’Inverno.

Cagliari Calcio v Juventus FC  - Serie A

 

di eldavidinho

Una Juve tremenda e matura. Avevamo invocato il gol di Vucinic, a secco da tre mesi, ed è arrivato. Ci aspettavamo che la pratica Atalanta fosse risolta in poco tempo, magari già nella prima frazione, cosa avvenuta poche volte in questa prima parte di stagione. Contro l’Atalanta in mezz’ora scarsa, è stata chiusa la partita e Vucinic è andato in gol dopo 2 minuti. L’altra ora di gioco è stata pura accademia, con l’obiettivo di deliziare lo Juventus Stadium e congedarsi dal proprio pubblico, per il 2012, con l’ennesima, sonante vittoria. La Juve annienta l’Atalanta con una prova di forza schiacciante, che spegne le velleità dei bergamaschi dopo pochi secondi dal fischio d’inizio. Vucinic ha dunque ritrovato la via del gol, senza dimenticare gli assist e le maiuscole prestazioni comunque sfoderate sino ad ora. Poi viene Pirlo: destro a giro che sorvola il muro e si infila preciso tra palo e traversa. Una “pennellata” alla “Pinturicchio” per i più nostalgici, un gol del suo repertorio per non scontentare proprio nessuno. La quarta rete in stagione (mai così bene dal 2005/06. Fonte FootballData). Ci si aspettava anche il suo gol. Il 3-0 è opera del “principino” Marchisio. Dopo è alta scuola: espulso Manfredini per doppia ammonizione, cominciano i regali natalizi per l’Atalanta che solo grazie all’imprecisione dei nostri e alla buona prova del portiere Consigli non subisce una goleada: occasioni per Chiellini. Giovinco, Vidal, ancora Vidal, ancora Giovinco, due volte, e Quagliarella. A Giovinco, autore di un’ottima prova, è mancato solo il gol. Ancora due occasioni, trovando prima la risposta di Consigli, poi alzando troppo la mira. Ci provano ancora Pirlo, Asamoah, Quagliarella,Vidal. Ma finisce 3-0. Vittoria che Conte e noi tutti tifosi bianconeri abbiamo dedicato ad Ale&Ricky. Questa non è una semplice squadra. Sarebbe troppo riduttivo definirla in modo semplicistico così. È una cooperativa del gol vera e propria che mostra ogni volta un’autorevolezza a tratti imbarazzante per l’avversario. Miglior primo tempo di stagione. Sugli scudi Pirlo (autore di ben 110 passaggi riusciti, più del doppio di Vidal, secondo classificato nella speciale statistica, con 54), Chiellini, Marchisio, Vucinic. Facilità nel giungere al tiro e intesa perfetta. Sfortunato Giovinco(che ha collezionato 8 tiri e cercato il gol in tutti i modi). Questa squadra è impressionante per fluidità e velocità di gioco, cinismo, facilità di manovra, qualità e intelligenza degli interpreti. C’è un dato che spicca su tutti quelli che sanciscono il dominio bianconero contro l’Atalanta: il 99% di pericolosità della squadra di Conte. Praticamente un tiro ad ogni azione. La Juve ha tirato 23 volte, centrando la porta in 13 occasioni. Campioni d’Inverno a due giornate dalla fine del Girone d’Andata. 41 punti in classifica, a + 7 dai nerazzurri secondi: stesso bottino dello scorso anno, ma ottenuto appunto 180 minuti prima. 26esimo titolo invernale. 17 volte è stato scudetto. Allo stato dei fatti la Juventus si è laureata campione d’Italia nel 68% dei casi in cui ha vinto il titolo d’inverno, ha fallito il bis nel 24% dei casi, si è vista annullare i titoli nell’8% dei casi. Poi Stramaccioni ha perso. Zeman pure. Colpa del campo di patate del Bentegodi? Della nebbia? Salutate la capolista.

5 giorni dopo l’Atalanta, il Cagliari, affrontato poco più di una settimana fa in coppa Italia allo Juventus Stadium. Ma è anche la partita che, lo scorso anno, proprio prima della gara interna di festa con l’Atalanta, ci consegnò il 30esimo scudetto a Trieste. Questa volta non si giocherà né a Trieste, né ad Is Arenas. Si giocherà a Parma. Il motivo è presto spiegato: non è arrivato, inizialmente, il tanto atteso via libera da parte del sindaco di Quartu Sant’Elena, Mauro Contini, che aveva ricevuto la richiesta formale da parte del Cagliari di concessione della agibilità temporanea dello stadio. Sì, perché questa tiritera è fatta ogni volta che il Cagliari gioca in casa,. Essendo l’inagibile Nereo Rocco di Trieste lo stadio di casa “ufficiale” del Cagliari, scelto ad inizio anno da Cellino. La già ingarbugliata vicenda della nuova casa del Cagliari si è ulteriormente complicata con l’inchiesta della Procura di Cagliari che ha portato all’arresto di due dirigenti comunali e dell’amministratore delegato della ditta che ha effettuato i lavori. Sono due i nodi principali da risolvere: la cabina elettrica e la sistemazione della via Olimpia con la zona di pre filtraggio. I lavori attorno allo stadio, infatti, hanno subito una brusca frenata dopo l’apertura dell’inchiesta della Procura. Sino ad oggi l’elettricità è stata assicurata grazie ai generatori predisposti dal Cagliari, ma per l’agibilità è richiesta la realizzazione della cabina elettrica, i cui lavori non sono stati ancora ultimati. Il problema è che dopo poche ore dall’ufficializzazione del neutro di Parma, il Tardini, come stadio ospitante dell’incontro, il sindaco di Quartu e il Prefetto so0no tornati sui loro passi dichiarandone ,l’agibilità. Senza considerare tutti i problemi che provengono dall’organizzazione generale di un incontro d’interesse nazionale, biglietti, voli, orari sfasati, annullati o spostati. Roba da matti. È il regalo di Natale che questo paese e questa federazione ci propinano. Forse l’ennesimo, da film horror. Dopo esser stato preso in considerazione come luogo di disputa della gara anche il neutro di Bari, è stato poi scelto il Tardini dove, curiosamente, il Cagliari ha disputato l’ultima partita di campionato, domenica scorsa, perdendo 4-1 contro la squadra dell’ex Donadoni.

Il ruolino di marcia di questo Cagliari, in campionato, in casa, parla di 2 vittorie(contro Bologna e Siena), altrettanti pareggi(contro Atalanta e Catania) e 4 sconfitte(contro la Roma a tavolino, Pescara, Napoli e Chievo) per un totale di 8 punti sui 16 che compongono l’attuale classifica. Nel Cagliari di Pulga e Lopez c’è un solo giocatore che ha disputato tutti i 17 incontri di campionato (ai sardi ne manca uno sul campo non avendo disputato la partita con la Roma, rimanendo in tema…). Il fedelissimo è il difensore Francesco Pisano, seguito dal portiere Agazzi e dal centrocampista Nainggolan con 15 apparizioni. Sono 2 le espulsioni maturate nel girone d’andata. I rei sono Rossettini e Conti, che con 10 gialli è di gran lunga il giocatore più ammonito del Cagliari. Il bomber è Marco Sau con 5 gol. Alle sue spalle vi sono Nenè con 3, Dessena con 2 e un folto gruppo con una rete a testa: Casarini, Ekdal, Nainggolan, Pinilla e Thiago Ribeiro.

Quella contro i sardi non è storicamente una trasferta facile per la Juventus, come si evince dallo score delle 32 partite: 11 vittorie (l’ultima delle quali ha coinciso con l’assegnazione matematica del trentesimo scudetto), 12 pareggi e 9 sconfitte. I risultati più frequenti sono i seguenti. Per quanto riguarda i successi bianconeri, lo 0-1 si è verificato ben 7 volte, a partire dal 1969 che registrò la prima affermazione della Juventus in Sardegna grazie a una rete di Anastasi. Il pareggio più abituale è l’1-1, anche in questo caso registrato in 7 circostanze. Infine, la sconfitta più ricorrente per la Juventus avviene con il punteggio di 2-1. Un risultato maturato in 4 partite in un arco temporale relativamente breve, dal 1966 al 1980.

Mentre per l’ultima gara ufficiale del 2012, Antonio Conte non avrà squalificati, il giudice sportivo ha invece appiedato il capitano Daniele Conti che, nella gara con il Parma, ha subito l’ottava ammonizione stagionale. Un rientro importante è quello di Pinilla, assente in Emilia. Squalificato Conti in mezzo al campo, dunque, il capitano dei sardi dovrebbe essere sostituito da Nainggolan con Ekdal e Dessena disposti ai suoi lati. In difesa Rossettini potrebbe ritrovare una maglia da titolare mentre in avanti torna Pinilla e si rinnova il ballottaggio con il brasiliano Nenè. Nella Juve lungo stop per Chiellini, vittima di una sospetta lesione di secondo grado al polpaccio destro. Il difensore bianconero, contro il Cagliari, sarà rimpiazzato da Caceres. Qualche problema per Vucinic, alle prese con un lieve problema al tendine: se l’attaccante montenegrino non sarà al meglio lascerà spazio a Quagliarella.

L’ultima gara del 2012 bianconero sarà diretta da Antonio Damato. Il direttore di gara di Barletta trova la Juventus per la seconda volta in questa stagione. Importante, per i bianconeri, il primo incontro: il successo per 2-0 sul Napoli allo Juventus Stadium. In totale, i precedenti sono 16 (nessuno con il Cagliari) con un bilancio di nove vittorie, due pareggi e cinque sconfitte. Per il match del Tardini, gli assistenti saranno Riccardo Bianchi e Giacomo Paganessi. Il quarto uomo sarà Mauro Tonolini. Gli assistenti d’area saranno Daniele Orsato e Dino Tommasi. In attesa del Celtic, auguro a tutti voi un Buon Natale ed un Felice Anno Nuovo, sperando che sia ancora più vincente dell’ultimo che abbiamo trascorso alla grande. Forza Juve.

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Prepartita Juve-Atalanta, partita dai felici ricordi.

Juventus vs. Atalanta - Serie A Tim 2011/2012

 

di eldavidinho

Massimo risultato col minimo sforzo. In campo tutta la panchina tranne Caceres e Lucio, acciaccati, Storari squalificato e Giaccherini fuori all’ultimo minuto. Scelta coraggiosa quella del mister con Marrone che ha preso il posto di Bonucci(spostato sulla destra) al centro della difesa per provarlo in vista del match con l’Atalanta in cui mancherà l’ex Bari squalificato, Barzagli a sinistra, Pogba regista ma visto spesso in qualità d’interditore. Vidal subito sostituito da Asamoah che, al centro dello schieramento a 5, ha giocato meno bene che sull’esterno, Padoin l’altra mezzala, Isla e De Ceglie gli esterni. Molto in ombra il cileno. In attacco prima Bendtner, sfortunato, poi Matri, al fianco di Giovinco. Dopo i primi 45 min non si può non aver cominciato a parlare di Coppa Italia maledetta: GiaccheriniVidal e Bendtner infortunati, buona intensità di gioco ma poca fortuna e il gol che non è arrivato dentro il -2 dello Juventus Stadium. Partita che si sarebbe sicuramente potuto anticipare alle 18. Partita dunque fredda e noiosa, risolta da un erore della difesa avversaria di cui ne approfitta Giovinco, per adesso unico a segnare in tutte le competizioni con 8 gol stagionali e 5 nell’ultimo mese, e finalmente autore di un gol decisivo che ci ha fatto qualificare che ha persino sbloccato la partita. Finalmente. Continua la crescita di questo giocatore. Bene così, diventa sempre più indispensabile per la fluidità del gioco, assicurando intelligenza tattica e buone geometrie. Sarà il destino, saranno solo coincidenze, ma tra profezie nefaste e improbabili significati esoterici, Giovinco ha segnato il 12-12-2012 al minuto numero 12 del secondo tempo con la maglia numero 12 il gol numero 12 della sua carriera bianconera, considerando anche quelli della sua precedente avventura. Il segreto di questa squadra che non chiude le partite è che non subisce gol. Continua l’imbattibilità di Buffon. Non la mette in cassaforte, ma la controlla senza rischiare (quasi) mai. Quasi sempre. Altro segreto è quel’unione del gruppo che, andando sotto la curva, si è portato con sé a braccetto il mister quasi fosse un giocatore come loro. La curva gli ha dedicato una scenografia e lo ha inneggiato per tutta la partita, lui ha ringraziato con un giro di campo e con le lacrime davanti ai microfoni. È una storia d’amore.

Finalmente Antocio Conte tornerà ad assaporare, domenica, anche il gusto della panchina di campionato. Juve Atalanta è la partita che lo scorso anno ospitò, dopo i 90 minuti regolamentari, la festa del trentesimo scudetto per la Juve e fu l’ultima partita prima dell’addio di Alessandro Del Piero.

Il Bilancio dell’Atalanta in tasferta, in questo campionato, è di due vittorie(contro Milan e Sampdoria), due pareggi(contro Cagliari e Pescara) e quattro sconfitte(contro Catania, Roma, Fiorentina e Bologna), per un totale di otto punti su 23. Sette le reti segnate su 17 complessive. Un gol in più subito rispetto a quelli incassati a Bergamo. L’Atalanta è reduce da un successo casalingo per 2-1 sul Parma. Una vittoria ottenuta grazie a un colpo di testa di Denis e a un tap-in a porta vuota di Peluso, prima della rete della bandiera a opera di Amauri. Con 21 punti, la formazione di Colantuono è saldamente a centro classifica, in decima posizione, con sette punti di vantaggio sulla zona calda. È composta da una coppia di argentini la schiera dei fedelissimi di Stefano Colantuono. I due giocatori sempre in campo, nei 16 incontri di campionato, sono il bomber German Denis (1517 i minuti giocati) e il fantasista Maximiliano Moralez (distanziato con 1284 minuti). Sono già quattro le espulsioni maturate nel girone d’andata: due rossi li ha ricevuti Peluso (che ha collezionato anche 10 ammonizioni), una a testa Cigarini e Parra. Denis è il goleador con sei reti, seguito da Bonaventura con quattro, Cigarini con due, Peluso, Raimondi, Moralez, Carmona e De Luca con uno.

Cinquanta gare in campionato tra Juventus e Atalanta disputate a Torino parlano di un bilancio nettamente favorevole ai padroni di casa con 32 vittorie, 14 pareggi e quattro sconfitte (l’ultima delle quali risale al 1989/90, autore del gol decisivo l’argentino Caniggia). Il risultato di 3-1, verificatosi già lo scorso anno con reti di Marrone, Del Piero, autogol di Lichtsteiner e Barzagli su rigore, si è verificato altre due volte nel corso del tempo. Nel 1940/41, con tripletta di Gabetto a rovesciare la situazione di svantaggio determinata da un gol di Pagliano. Nel 1997/98 è stato invece Antonio Conte a sbloccare il risultato, prima che salisse in cattedra Zinedine Zidane che ha realizzato una doppietta dopo che l’atalantino Caccia aveva firmato il gol del pareggio. Curiosamente, rispetto alla tipologia della vittoria juventina, c’è grande equilibrio: l’1-0, il 2-0 e il 2-1 si sono verificati sei volte. Non mancano nella storia risultati eclatanti quali il 5-0, il 6-2 e il 7-1. Quinto confronto ufficiale tra gli attuali tecnici delle due squadre, con Conte che finora è imbattuto: score – a proprio favore – di 3 successi ed 1 pareggio. Fabio Quagliarella, uno degli ex della partita, è giunto a 98 gol in campionati professionistici, sommandone 71 in serie A, 7 in serie B, 19 in serie C-1 e 1 in serie C-2. Quagliarella ha in dicembre il mese dell’anno solare in cui ha finora segnato il maggior numero di gol in campionati professionistici: sono 18 sui 98 totali. Fabio Quagliarella ha nell’Atalanta ed in Consigli i suoi bersagli preferiti in carriera professionistica: sui 113 gol ufficiali finora realizzati, 11 sono stati segnati contro i bergamaschi e 4 contro il portiere nerazzurro (stessa cifra di Calderoni e Sorrentino).

Conte può far affidamento sul rientro di Giovinco, che tornerà ad agire in prima linea in tandem con Vucinic. In difesa Bonucci è out per squalifica: a rimpiazzarlo sarà Marrone, recuperato al pari di Isla. Nicklas Bendtner, sottoposto a risonanza magnetica ed ecografia, ha evidenziato una lesione del tendine del lungo adduttore di sinistra e dovrebbe rimanere fuori per i prossimi due, tre mesi. Per Vidal solo una contusione al ginocchio destrp. Per Giaccherini riposo per smaltire i postumi dell’influenza intestinale. Questi ultumi due saranno regolarmente convocabili.

Rientra Stendardo dopo la squalifica per l’Atalanta, ma il giocatore sarà tenuto fuori per motivi disciplinari. Dunque Colantuono dovrebbe riproporre Lucchini al centro della retroguardia mentre Bellini è favorito su Raimondi per il ruolo di terzino destro. A centrocampo Radovanovic e Carmona si giocano una maglia per affiancare Cigarini, invece sugli esterni certi Schelotto e Bonaventura. In attacco Denis con Moralez a supporto.

Una novità assoluta per la gara di domenica pomeriggio. A dirigere la sfida contro l’Atalanta sarà Davide Massa di Imperia, arbitro che non ha mai incrociato prima la Juventus in partite ufficiali. Allo Juventus Stadium, gli assistenti saranno Nicola Andrea Nicoletti e Claudio La Rocca. Il quarto uomo Andrea Padovan. Gli arbitri addizionali Gianpaolo Calvarese e Leonardo Baracani. Forza Juve.

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Prepartita Juve-Cagliari, inCONTEnibili.

 

di eldavidinho

I bianconeri rischiano poco o nulla a Palermo e trovano un successo meritatissimo, su un campo reso pesante dalla pioggia e dall’avversario che gioca praticamente  a specchio. Gli antijuventini diranno che la Juve ha sofferto ma, forse, senza cogliere la differenza tra sofferenza e gestione della gara. Meno precisi nelle giocate ma sempre pericolosi. L’effetto Conte non c’è stato veramente. Anche il mister è apparso meno carismatico delle altre volte e forse un po’ “tirato” per il ritorno in panchina. è un Conte ancora ferito nell’animo. Incredibile la capacità di questa squadra di assecondare il gioco avversario e controllare la partita anche nei momenti di difficoltà: a Palermo come a Donetsk, nel primo tempo ha gestito le scorribande, il possesso palla e il tentativo di manovra avversario e nel secondo, con una facilità disarmante, ha preso in mano le redini per poi segnare e portare a casa il risultato, sempre gestendolo e mai chiudendo i conti col raddoppio. Questione di maturità che emerge nell’incapacità di segnare più di una rete a fronte delle tantissime occasioni sprecate. Canovaccio oramai di questa Juve.  Una prestazione da squadra solida, forte, compatta che dimostra di saper controllare la partita nelle giornate difficili, fredde, invernali. Ieri, con un baricentro spesso basso non abbiamo rischiato nulla, anzi, abbiamo anche preso due pali piuttosto clamorosi: nel primo tempo il cross di Vidal trova in area Matri che con il petto addomestica per Marchisio. Il destro è pronto, così come il riflesso di Vucinc che trova la deviazione da due passi, colpendo il palo.  Nel secondo tempo lo scheggia Vucinic. Il vantaggio però arriva con Lichtsteiner: lancio di Pirlo per Vucinic, velo magico dell’attaccante che di tacco serve lo svizzero. Vucinic, il top player che nelle partite impelagate risolve i problemi. La simulazione di Bonucci è stata tanto buffa quanto ingenua. Sono convinto che se Bonucci avesse saputo simulare bene come gli attaccanti, l‘arbitro avrebbe concesso il rigore: il portiere non prende proprio il pallone. Su Twitter sono arrivate subito le scuse ufficiali: “Vittoria importante su un campo al limite e contro una squadra che darà del filo da torcere a tante squadre.
Per l’episodio che mi ha visto protagonista chiedo scusa per il brutto esempio, ammonizione giusta. Le mille idee mi hanno fatto sbagliare, dovevo tirare.”. Mea culpa non da tutti, mea culpa da veri uomini. Quelli che noi abbiamo in squadra. È il caso di Buffon che non vuole spillare soldi alla società e non vuole rubare soldi a nessuno. Giocherà ancora per 2-3 anni sin quando se la sentirà. E dice schiettamente che noi siamo l’alibi per le squadre che non vincono mai. Poi alla Juve servirà anche un attaccante, l’ormai famosa punta che da un anno a questa parte invochiamo e cerchiamo, un attaccante d’area o un attaccante di movimento? Ma sin quando abbiamo in squadra gente come Bonucci e Buffon che si dimostrano di essere Uomini, prima che Atleti. A Palermo 15 tiri in porta contro 4, 7 a 1 il conto di quelli nello specchio della porta. 58,4% di pericolosità contro il 18,65 dei padroni di casa. A sfavore, invece, queste statistiche: possesso palla 53% a 47%, palloni giocati, 605 a 545, passaggi riusciti, 65,3% a 60,6%, supremazia territoriale, 13’45’’ a 8’54’’. Ma abbiamo dimostrato di esser superiori anche in partite più complicate del solito. Torna Conte ma continua a vincere la Juve. In fondo, questa domenica ha regalato una sola novità.

Ritorna la coppa Italia e la Juve ritorna in campo negli ottavi di finale. Avversario di turno il Cagliari che la scorsa settimana ha sconfitto 4-2 il Pescara con tripletta di Thiago Ribeiro a Is Arenas. Come ricorderete bene, nell’edizione della scorsa stagione, dopo esser arrivati in finale battendo, a ruota, Bologna, Roma e Milan, ci siamo arresi al Napoli, riportando la prima sconfitta stagionale, con una squadra apparsa “soddisfatta” e appagata dello scudetto conquistato 7 giorni prima.

Prima della sfida col Cagliari, è tornato in conferenza stampa Antonio Conte. Il mister ha annunciato che sarà l’occasione per dare spazio a chi ha giocato meno sino ad ora: Marrone, Giaccherini, Padoin, Dovrebbe rimanere a riposo Vidal ed essere in campo Bonucci, squalificato per la prossima di campionato. In dubbio Caceres, non recuperato Lucio. Saranno squalificati Storari e Quagliarella. Giocherà Buffon ma potrebbe entrare anche Rubinho. Sarà l’occasione per rivedere ancora in campo Matri e/o Bendtner. Magari anche Isla.

Ci sono due precedenti tra Juventus e Cagliari relativi a gare di Coppa Italia disputate a Torino. Entrambi sono finiti in parità e in tutte e due le circostanze i risultati hanno determinato l’eliminazione della squadra bianconera ai quarti di finale. Ma si è sempre trattato di sfide di andata e ritorno e non a eliminazione diretta come quella che verrà giocata dalle due squadre. La prima volta si è verificata il 2 aprile 1969. La Juve perde in Sardegna col minimo scarto e al Comunale chiude il primo tempo in svantaggio di una rete, determinata da Brugnera. Nella ripresa i padroni di casa pareggiano al minuto 24 con un calcio di rigore trasformato da Bercellino. È quello, in gran parte, il Cagliari che la stagione successiva riuscirà a vincere il suo primo e unico Scudetto della storia, guidato in panchina da Manlio Scopigno, soprannominato “il filosofo”. Le due squadre si ritrovano il 6 maggio 1987. All’andata il verdetto in Sardegna è di parità: 1-1. A Torino il medesimo punteggio si registra dopo 45 minuti, grazie alle reti del rossoblu Bergamaschi e del bianconero Soldà. Nella ripresa, Platini va in rete dopo un quarto d’ora, ma a sette minuti dal termine il sardo Piras riesce a superare Tacconi e a regalare la qualificazione ai suoi. Da ricordare, che la rete di Platini è l’ultima delle 104 messe a segno con la maglia della Juventus nei cinque anni trascorsi a Torino.

Il Cagliari di Lopez e Pulga dovrebbe giocare con alcune seconde linee e dei titolari in panchina: Avramov in porta; Pisano, Rossettini, Ariaudo, Murru a comporre una difesa a 4; Casarini, Dessena, Ekdal in un centrocampo a 3; Thiago Ribeiro, Ibarbo, Pinilla a comporre il trio d’attacco. La società juventina sul proprio sito ufficiale ha reso noto il tuttom esaurito.

Quasi un anno dopo, tocca di nuovo a Marco Guida dirigere la sfida tra Juventus e Cagliari allo Juventus Stadium. L’arbitro di Torre Annunziata ritrova le due squadre per il match di Coppa Italia dopo la sfida dello scorso campionato, chiusa sull’1-1. Non è stato quello l’unico precedente dello scorso anno con i bianconeri. Guida ha fischiato anche il successo di Cesena del 25 aprile. In totale sono tre le gare (tutte in campionato) con un bilancio di due vittorie e un pareggio. Per le sfide di Coppa Italia si torna alla quaterna arbitrale. Mercoledì sera, allo Juventus Stadium, gli assistenti saranno Maurizio Viazzi e Maurizio Liberti. Il quarto uomo sarà Andrea De Marco.

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Prepartita Palermo-Juve, il ritorno di Conte.

 

di eldavidinho

 

Siamo fatti per essere primi e per essere i primi. Allora, alla Donbass Arena, è andato in scena un epilogo voluto, cercato, meritato e ottenuto con una prova di saggezza, di forza e di maturità. Nonostante un primo tempo prudente e giocato a scacchi, diverso da quello frenetico e veloce dell’andata, in cui si è lasciato allo Shakhtar l’onere d’ impostare, la squadra ha preso campo nella ripresa e, pur non chiudendo la gara, l’ha controllata con intelligenza e personalità, gestendo possesso palla e ritmi di gioco. Forse è vero, lo Shakhtar che abbiamo affrontato è stato piuttosto rinunciatario, con la testa già in vacanza(per loro era l’ultima partita annuale prima della sosta) ma una buona squadra non snatura mai la propria impostazione di gioco.  La pretattica adottata da Lucescu in conferenza stampa non ha sortito i suoi effetti. La Juve che ha affrontato è stata diversa da quella “prevedibile” dell’andata. Unica nota stonata il giallo(esagerato) a Chiellini a pochi minuti dalla fine: il difensore era diffidato e salterà il prossimo match. Solo noi dunque vincenti, in Europa, alla Donbass Arena, come il Barcellona. Noi imbattuti da 12 gare consecutive in Europa. Che diventano 16 contando i due preliminari di Europa League 10/11. Anche in Europa, dunque, #salutatelacapolista. Chiellini che la dedica a Pepe attesta che grande gruppo sia questo, sino ad oggi diretto in maniera ineccepibile da Carrera prima, Alessio poi, nonostante i tentativi di destabilizzazione mediatica. E mentre comincia il “Conte alla rovescia”, Oddenino e Bramardo non si staranno dando pace dopo l‘inutile esultanza al gol del Chelsea. E Lucescu, da buon interista, parla di “potere politico” della Juve e di vittoria velatamente immeritata e decisa da errori arbitrali: il nostro clamoroso ed evidentissimo rigore non l’ha visto? Non so voi, ma a me il Galatasaray non piacerebbe affatto… piuttosto, Valencia e Celtic. Ma ci toccherà il Real. Come vuole la tradizione. O forse l’Arsenal, coi quali abbiamo un conto in sospeso. Sulle loro pagine Facebook ufficiali, Chiellini e Buffon hanno postato alcune statistiche individuali che attestano la solidità difensiva mostrata da questa squadra in questa prima parte di Champions League. Nessuno ha fatto più respinte difensive di Chiellini(70), 21 contrasti aerei vinti in totale in queste 6 partite(1° tra i difensori in questa Champions League), 39 palle recuperate in questa fase a gironi della Champions League. Per Buffon, invece, 3ª partita senza subire gol in questa Champions League, solo Hilton del Porto ha fatto meglio(4), 16 le parate totali in queste 6 partite, l’80% dei tiri subiti nello specchio della porta. Mi preme, però, focalizzare un attimo l’attenzione su Pogba. Dopo l‘esplosione iniziale, qualche critica. A volte troppo lezioso e preferisce tenere il pallone invece che cederlo. Poco concreto nonostante le doti fisiche lo portino spesso al tiro o davanti alla porta. E rientra spesso in ritardo. Si bea troppo di ciò che fa, a mio parere. Con tutte le attenuanti del caso. Un’ultima cosa. In corsa su tre fronti, con le situazioni critiche di Bendtner e Matri da gestire e 20mln. in tasca. Vogliamo prendere finalmente L’(A)ttaccante? Sarebbe il tentativo di arricchire una squadra quasi perfetta con una ciliegina.

A Palermo, la Juve tornerà dopo l’ultima volta che sancì il definitivo sorpasso in classifica nello scorso campionato ai danni del Milan capolista. Fu la partita in cui Conte capì di che potenziale e capacità fosse dotata la squadra, sicurezza nei propri mezzi e grinta da vendere, quali fossero diventati i reali obiettivi raggiungibili, i sogni di successo che diventarono realtà. Tuttosport titolò “Apoteosi” in virtù del 2-0 e del dominio di gioco tenuto durante il match. Marchio di fabbrica della Juve di Conte. A distanza di pochi mesi, ci torniamo da Campioni d’Italia in carica. Al Barbera torna anche Conte, in panchina, dopo 4 mesi passati in gabbia.

Il Palermo in casa ha ottenuto tre vittorie(contro Chievo, Sampdoria e Catania), tre pareggi(contro Cagliari, Torino e Milan) e una sconfitta(contro il Napoli all’esordio in campionato), dove ha raccolto ben 12 dei 14 punti che compongono l’attuale classifica. Numeri identici per quanto riguarda i gol messi a segno (12 su 14), mentre la difesa ha incassato otto reti a fronte delle 14 lontano dalla Sicilia. Domenica scorsa, nell’ultima gara giocata in campionato,  il Palermo ha perso di misura a San Siro con l’Inter: una sconfitta amara, determinata da un intervento beffardo del difensore Garcia, protagonista involontario di un autogol.

Il bilancio degli incontri tra Palermo e Juventus giocati al Renzo Barbera vede i bianconeri in avanti con 10 successi, otto pareggi e sei sconfitte. Il punteggio classico è lo 0-2 a favore della Vecchia Signora, verificatosi in 4 circostanze. C’è poi, tra i successi più recenti, quello che risale al 2008/09, ancora una volta di febbraio (il 21): pochi giorni prima dell’incontro di Champions League tra Chelsea e Juventus, la formazione guidata da Ranieri espugna Palermo, ancora una volta spartendo le reti equamente: nel primo tempo Sissoko, nella ripresa Trezeguet, al rientro da titolare dopo un lungo infortunio. Da rilevare come il risultato di parità manchi addirittura dal 9 febbraio 1969, quando le due squadre chiusero la gara sull’1-1 per effetto dell’autogol di Salvadore e della rete del tedesco Haller.

Nessun giocatore del Palermo ha disputato tutti i 15 incontri di campionato. A quota 14 vi sono il portiere Ujkani, i difensori Munoz e Von Bergen e il centrocampista Ilicic. Clamoroso il dato dei cartellini rossi. In 15 partite, i rosanero hanno già collezionato cinque espulsi: Ujkani, Labrin, Von Bergen, Barreto e Brienza. Il goleador della squadra è Miccoli con cinque reti. Lo seguono Ilicic con tre, Giorgi e Dybala con due, Rios e Brienza con una.

Scontato il turno di squalifica ritornano a disposizione Miccoli e Donati, quest’ultimo prenderà di nuovo in mano le redini della difesa rosanero coadiuvato da Munoz e Von Bergen. Conferme a centrocampo, mentre in avanti Dybala partirà dalla panchina a vantaggio del trio Ilicic-Miccoli-Brienza. Indisponibili i lungodegenti Hernandez e Mantovani.

Nella Juve invece sarà assente Giovinco per squalifica, in prima linea potrebbe trovar spazio Matri (favorito su Quagliarella) in coppia con Vucinic. Probabile che Conte opti per un po’ di turn-over, con Caceres, Isla e De Ceglie pronti per giocare dal 1′. Nuovo stop per Pepe, in forte dubbio la disponibilità di Lucio e Bendtner.

Per Palermo-Juventus è stato designato Andrea De Marco di Chiavari. La Juventus trova per la prima volta il direttore di gara ligure, almeno nelle vesti di primo arbitro. L’ultimo incontro risale alla stagione scorsa, al 2-0 inflitto all’Inter lo scorso 25 marzo. Nella stessa annata ha diretto anche lo 0-0 in casa del Chievo. In totale i precedenti sono 11 con un bilancio di cinque vittorie, due pari e quattro sconfitte. Al Barbera, gli assistenti saranno Andrea Marzaloni e Andrea Padovan. Il quarto uomo Elenito Giovanni Di Liberatore e i due assistenti d’area Paolo Silvio Mazzoleni e Massimiliano Irrati. Forza Juve.

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