Obiettivo non raggiunto. La Juventus torna a casa qualificata ma non prima del girone, beffata e battuta dal solito ex, Fernando Llorente, che dai che ti ridai ci ha punito con il suo classico gol di testa.
Questa sconfitta non è una tragedia, nè la si deve vivere come tale, resta però una seccatura che poteva essere evitabile, con un modesto pareggio.
Esaminando la partita, senza troppi rimpianti, possiamo dire che la Juventus si è impegnata all’inverosimile per segnare, ma troppe sono state le occasioni fallite dettate probabilmente dall’emotività di una squadra ancora in divenire tra moduli ed esperimenti.
Non ho visto differenze eclatanti tra le due fazioni, se non una condizione atletica leggermente più tonica del Siviglia, la fortuna e anche un errore della nostra difesa ha fatto sì che l’avversario conquistasse la vittoria. La Juventus aveva la facoltà di poter recuperare il risultato puntando al pareggio ma il gol inaspettato ha messo la squadra in affanno e il timore di perdere ha avuto il sopravvento, tant’è che la squadra non è stata in grado di mantenere la lucidità necessaria per riagguantare il risultato.
Sebbene il campo abbia visto una prestazione globale ben al di sopra della sufficienza, non è uscito ciò che ultimamente faceva la differenza, il talento dei singoli.
Tuttavia, Allegri resta ottimista e fiducioso dei suoi uomini sperando in un sorteggio benevolo.
La sua Juventus però, deve trovare un linea ed un ritmo di gioco che venga portato avanti per tutta la durata della partita, spesso la palla viene mandata indietro ai difensori che la tirano direttamente agli attaccanti, serve una parte più creativa che sappia reagire ai momenti negativi, in previsione di un sorteggio che ci assegni un avversario forte come il Barcellona, Real o Bayern.



















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