
Probabilmente Mirko Vucinic, non provocherà una guerra, come fu per la bella Elena di Troia della mitologia greca, incolpevole di essere bella ma per questo, rea di aver provocato una guerra, insanguinando la città di Troia.
Non insanguinerà certo la Juventus, Vucinic, per le sue intemperanze ed instabilità, ma solo discussioni e polemiche. E’ in questo momento Juventino, il calciatore che fa più parlare e molto discutere per i suoi comportamenti fuori dalle righe e per il suoi rendimenti non sempre “leggibili”, o lo si ama o lo si odia: non ci sono mezze misure. Ha trovato un posto importante Mirko Vucinic, nella Juventus di oggi, proposto da Antonio Conte suo grande sostenitore, nonostante un inizio tutt’altro che brillante, e con diversi punti di caduta in cui il giocatore non si è distinto in bravura, pare oggi abbia trovato “una quadra” offrendo spesso prestazioni di tutto rispetto degne di un fuoriclasse, almeno così si scrive.
Eppure, Vucinic non passa mai inosservato, per la sua discontinuità piuttosto evidente e non solo per questo, il suo punto debole: un carattere difficilmente gestibile.
La sua fragilità emotiva mette in discussione il suo operato, anche quando ritenuto eccellente fino al momento, può bastare un fallo, o una decisione arbitrale a fargli perdere le staffe, e procurarsi un ammonizione rischiando il più delle volte l’espulsione, situazione spesso evitata grazie all’intervento di qualche compagno volto a tappargli la bocca in extremis, mettendolo al riparo da situazioni sgradevoli.
Insomma vive anche nella stessa partita, momenti up e pochi secondi dopo down, e se non entra nel ruolo come vorrebbe il nervoso prende il sopravvento, rendendosi quasi inutile.
Quando è psicologicamente in forma Vucinic lavora piuttosto bene, è in grado di servire anche assists vincenti ai suoi compagni, o che realizza lui medesimo in gol, ma quando non è “in grazia” fa disastri, tanto da ritenersi necessaria la sostituzione, azione che per’altro Antonio Conte effettua mal volentieri.
Che dire di lui?
Che abbia delle doti non c’è dubbio ma che scompaiano come il fantasma di Amleto è altrettanto vero. Certo va gestito, e Conte proprio perché ne è affascinato lo sa fare, ma sarebbe opportuno, vista la così poca scelta attuale, lavorare con lui molto sulla testa. Che sia un’istintuale è evidente, ma il calcio non lo si può trattare solo così, occorre usare l’intelligenza, il cervello per così dire, il non cadere nelle trappole degli avversarie fa la differenza tra una squadra vincente da una no.
E’ un fuori classe? Qualcuno lo afferma ma personalmente non ne sono convinta che lo sia davvero, la sua resa è condizionata da troppi fattori, e una squadra come la Juventus ha bisogno di poter fare affidamento sulle sue forze di primo livello.
Tutto sommato lui c’è e a sprazzi fa qualcosa, siamo in predicato di poter vincere il campionato, e proprio ora è “obbligatorio tenere i nervi saldi”, quindi è doveroso assistere psicologicamente il giocatore valorizzando il più possibile le sue qualità tecniche, se si riuscisse, il traguardo dello scudetto non sarebbe più un’utopia, ma un sogno che diventa realtà che sarebbe anche un po’ suo .. non posso che dirgli .. Blessed be .. Vucinic! (Sii benedetto ..Vucinic)
Luna23.
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