Archivio Autore: Luna23 - Pagina 51

Venerdì 26 luglio 2020 Juventus-Lecce ore 21.45 Allianz Stadium – Torino

Scritto da Cinzia Fresia

Si inizia questa prova con il migliore degli auspici e con tutta la cautela del caso, visto l’organico rimaneggiato tra infortuni ed espulsioni.
Maurizio Sarri, convoca Higuain nell’intenzione di concedere un turno di riposo a Ronaldo, e schierare il tridente con Douglas Costa Dybala e Higuain.
In difesa, a seguito dell’espulsione di Danilo, Matuidi rivestirà il ruolo di terzino.
Una partita che può rivelarsi complicata se non la di approccia nel modo giusto, e la Juventus ha necessità di continuare a vincere.
Le statistiche avvantaggiano i bianconeri, ma l’incidente è sempre in agguato.
La Juventus deve restare concentrata e non perdersi in episodi di isteria, il menefreghismo di Danilo non può essere tollerato in un momento così determinante della stagione.

Siamo senza terzini

scritto da Cinzia Fresia

Non c’è pace per la Juventus: i bianconeri rispondono con una vittoria 2-0 (quasi tre) alla “finalaccia” di Coppa Italia, tre gol, compreso quello annullato per fuori gioco a Ronaldo, avrebbe potuto far respirare almeno fino a venerdì i Campioni d’Italia, invece no.
Nel giro di pochi minuti, la Juve perde De Sciglio, per un infortunio muscolare e Danilo subentrato, per un atto di leggerezza e stupidità.
Il Brasiliano appena entrato si rende subito protagonista di un fallo al limite dell’espulsione graziato poi dall’arbitro. Invece di fare attenzilone .. no ..un altro fallo sempre sullo stesso avversario sentenzierà il cartellino rosso, lasciando la Juventus in 10 e soprattutto la prossima partita senza terzini.

Mancando Alex Sandro, ora De Sciglio e il turno di squalifica a Danilo, vedremo quale “coniglio” Sarri Farà uscire dal cilindro per venerdì prossimo.
Pare non ci sia limite al peggio per Il tecnico napoletano, perseguitato dalla sfortuna.

La Juventus risponde bene al Bologna “chiassoso” a tratti confusionario ma di carattere come il loro Mister vuole, Sinisa Mihailovic. Squadra non forte e con evidenti problemi in difesa, il Bologna ha resistito alla Juventus come poteva, cercando di limitare le iniziative e chiudendo tutti gli spazi, ovvio una squadra tecnicamente inferiore alla Juventus, ma in questo momento storico, ottiene un successo il quale non restituisce la finale persa ma almeno mette un cerotto alle ferite mantenendo il primo posto in Campionato.
Tuttavia è importante notare che l’uscita di Dybala, sostituito a causa di probabile stanchezza, non dimentichiamo che il giocatore è stato l’unico della squadra a sviluppare la malattia in forma acuta, come accadeva negli anni precedenti, ha disorientato il gruppo che al solito indietreggia anziché salire.
Infatti proprio in quella fase che il Bologna diventa pericoloso, credendo nella rimonta.

Con Dybala e Ronaldo che ritrovano il gol, e la difesa senza errori, tutto sommato considerata la situazione interna tra voci e illazioni, si può considerare buono il bilancio della giornata, ma la perdita di Danilo sta mettendo in ginocchio la difesa, e l’atteggiamento del terzino brasiliano andrebbe pesantemente sanzionato.

La Juventus anche con il morale non altissimo torna a casa, il tempo necessario per recuperare, ed è subito allenamento in vista della prossima gara.
La maratona per la fine del Campionato non conosce soste e diventa necessaria un programma articolato di allenamenti per arrivare primi.

Concludo nel dire che è bello aver visto Mihailovic al suo posto nella panchina del suo Bologna, il tecnico serbo ha persino rinnovato con il club, e tutto il mondo del calcio si stringe a lui in un virtuale abbraccio.

Lunedì 22 giugno 2020 Bologna-Juventus ore 21.45 Stadio Dall’Ara – Bologna

scritto da Cinzia Fresia

Dopo la caduta rovinosa in Coppa Italia la Juventus comincia la corsa in Campionato, dove è prima in classifica.
La situazione non è buona, dopo due prestazioni appannate e la perdita della coppa Italia, la Juventus non si presenta all’appuntamento attrezzata tecnicamente è men che meno psicologicamente.

La rottura tra Maurizio Sarri e Cristiano Ronaldo pare evidente, e in questa diatriba non c’è traccia della Società.
Qualunque partita che siano avversari forti o meno sono delle finali in cui la Juventus deve vincere.
La Società pare resti a guardare, Maurizio Sarri non si adatta, e nemmeno Cristiano Ronaldo, Mentre gli altri fanno da cuscinetto.

Perdere tutto è un attimo, perciò ci rimettiamo al buon senso della squadra per evitare il peggio.

Il Presidente che fa arrabbiare i tifosi

scritto da Cinzia Fresia

All’alba della bruciante sconfitta a Roma in Coppa Italia, il Presidente della Juventus Andrea Agnelli .. non perde occasione per far arrabbiare i suoi tifosi, il gesto “sportivo” quello di tendere le medaglie ai giocatori del Napoli ha lasciato un po’ di amarezza al pubblico Juventino, non tanto per l’azione di per se, va sottolineato che De Laurentis al contrario non lo avrebbe fatto mai, ma questa è un’ altra storia, ma per l’aver accettato senza batter ciglio una sconfitta incomprensibile che ha destato non pochi dubbi e illazioni.

Andrea Agnelli fino all’anno scorso è stato protagonista di una rinascita della Società che ha re inserito la squadra ai massimi livelli, effettuando operazioni di marketing che hanno aumentato il bacino d’utenza non più affidato alle sole entrate provenienti dalle partite e dai suoi derivati.
Un imprenditore preparato, illuminato altresì dalla modernità.. nel far parte degli amministratori della Exor ..la cassaforte della famiglia Agnelli.

Succede però che la gestione della Juventus in questo ultimo anno (sfortunato) stia vacillando, dalla scelta infelice di Maurizio Sarri alla guida della squadra e agli investimenti risultati non idonei a centro campo.
Insomma una bella valanga di errori gravano sulla dirigenza della Juventus che persa la Coppa Italia, si accinge a trovarsi male nei confronti degli impegni a venire, Campionato e Champions League.
Non è chiaro cosa stia succedendo, ma l’evidenza dei fatti non può passare inosservata: dalla scelta di un allenatore che non entra nella dinamica di squadra e di società e che non riesce a gestire una rosa troppo squilibrata e con giocatori spesso infortunati e dalla carriera irrimediabilmente finita e che non vogliono allontanarsi dalla Società.

Oggi la Juventus è in difficoltà con Ronaldo, il quale arrivato in Italia con l’intenzione di far faville si trova invece con dinamiche da squadra di provincia, con Dybala e Deligt i quali considerati i risultati anche con tutto L’ amore verso la maglia, non perderanno occasioni e tempo a stare in un organico che non produce risultati.
Andrea Agnelli colui che insieme a Paratici condusse l’operazione Ronaldo, non tenne in considerazione le conseguenze che il giocatore portoghese poteva portare senza cucirgli una squadra su misura, in un club non abituato alla presenza di grandi campioni, di star internazionali pari a divi del cinema.

Un quadro non proprio roseo per il rampollo di casa Agnelli che ogni giorno si trova a dover tappare falle senza avere una vera e propria soluzione.

D’altronde il malessere della squadra era in atto già dall’ultimo anno della gestione Allegri, quello che portò la Società l’idea di prendere Maurizio Sarri, che avrebbe dovuto impostare la squadra in un gioco più dinamico e offensivo più competitivo soprattutto in Europa, dove le squadre italiane ultimamente non riescono a vincere.
Invece non è andata così, la strategia di Sarri non solo non è attecchita ma ha prodotto regressioni su giocatori di cui non ci si aspettava, i quali sono impacciati a segnare un rigore.

Cosa farà’ quindi Andrea Agnelli e il suo staff?
Si manterrà’ la scelta di tenere Sarri e concedergli altro tempo per realizzare il suo progetto, rischiando uscite importanti? O si penserà ad un avvicendamento in panchina?
Tutto dipenderà da come andrà il campionato e Champions League, dopo la finale di Roma sono indisponibili altri due giocatori Alex Sandro e Khedira.

La Dea Bendata non sorride ne’a Sarri ne’ alla Juventus, e già si vocifera un ritorno, che se fosse darebbe alla squadra la mazzata finale.

Andrea Agnelli deve capire che per essere come il Real o il Barcellona ci vuole tempo, e forse l’averlo creduto troppo in anticipo è stato un errore.
Bisogna ricominciare tornando sulla terra.. e ragionando sul presente e sulla reale potenzialità di questa squadra che ha salutato un ciclo e che ha il dovere di credere in un altro.

2 finali fallite.. Maurizio Sarri … l’inizio della fine?


Scritto da Cinzia Fresia

Una caduta pesante per la Juventus di Maurizio Sarri che precipita ai rigori.
Male .. molto male per il tecnico della Juventus che fallisce miseramente l’ennesima finale.
La squadra fuori condizione ha mollato nell’istante in cui poteva farcela, non è mai bello arrivare ai rigori .. ma fallirne 2 indica che la Juventus è regredita, e non è più quella di prima.
La partita è stata al limite della noia, la Juventus non ha mai creato una vera occasione da goal che si potesse considerare pericolosa, e alla fine un errore di Federico Bernardeschi entrato pochi minuti prima della fine, ha regalato un calcio d’angolo agli avversari.

È evidente che la squadra sia regredita, irriconoscibile e senza identità, sono uscite tutte le falle e gli errori del calcio mercato.
La Juventus ha sbagliato tutto, l’approccio e forse l’idea di voler arrivare ai rigori non ha pagato.
Non è possibile che una squadra prima in Campionato e prima nel girone in Champions si sia persa e non riesca nemmeno a concepire un’azione da gol.

Occhi puntati su Ronaldo .. da lui, e da Paulo Dybala ci si aspettava molto di più, il giocatore portoghese ha tirato solo una volta, e dimostra una certa, fatica sia nel possesso palla che nelle finalizzazioni.
I due attaccanti appaiono decisamente in crisi in partita e a disagio con i rigori.
Insomma un bel problema per Maurizio Sarri al quale dovranno venire al più presto delle idee, in vista dei prossimi impegni, non sarà facile trovare motivazioni convincenti ad andare avanti, con un Campionato da finire ed una Champions da proseguire.

Perciò.. adesso cosa succederà a Sarri, oggi imputato numero 1?

La Juventus non sopporta perdere e agli Agnelli non piace fare brutte figure, sebbene il Presidente Andrea Agnelli, non si sia sottratto alla promessa di premiare le squadre insieme a De Laurentis ed esibisse un sorriso di circostanza, era visibilmente deluso.
Si chiude un doloroso capitolo della gestione di Maurizio Sarri, tra poco sotto processo direttamente dalla Società.
La squadra ha diverse mancanze tra giocatori quasi giunti a fine carriera e altrettanti non ambientati.
Si rende necessaria un’analisi nuda e cruda dell’organico e senza inutili giri di parole vanno presi provvedimenti.
Vedremo perciò che cosa accadrà e quali saranno le decisioni della Società’ su questa ultima gestione.
Sarri è consapevole di rischiare di compromettere il rapporto con la tifoseria bianconera, già parzialmente incrinata se continua a collezionare sconfitte in finale. Va effettuato un cambiamento di percorso il più presto possibile.

Mercoledì 17 Giugno 2020 Napoli- Juventus Finale coppa Italia ore 21 Stadio Olimpico -Roma

Scritto da Cinzia Fresia

Un debutto post lock down poco brillante per la Juventus nonostante qualificata per la finale di Coppa Italia.
La squadra sfidante è il Napoli, la quale risulta maggiormente avvantaggiata dal campo e dalla voglia di ottenere un risultato.

Per Maurizio Sarri ed i suoi, sarà durissima vincere.
La qualificazione è stata faticosa, e la Juventus ha mostrato diverse falle nel suo assetto.
Sarri si trova a fare i conti con giocatori ancora fuori forma e alcuni hanno già la testa altrove, inoltre ai i soliti guai a centro campo.
Nella sfida di domani, è vietato sbagliare .. Sarri è consapevole di incontrare una sua ex squadra molto amata, quindi dovrà sfoderare una certa grinta, se tiene a proseguire questa avventura alla Juventus, un altro insuccesso potrebbe non essere tollerato in un ambiente come il club torinese.

Il tecnico ha deciso di convocare tutto ciò di cui può disporre, con la speranza che Cristiano Ronaldo sia nella serata giusta, e gli altri si diano una svegliata.
Essendo entrambe le squadre non totalmente in condizione, ci auguriamo di assistere ad una buona partita.

Tutto sommato, buona la prima


Scritto da Cinzia Fresia

Un minuto di silenzio prima del fischio di inizio, in ricordo delle vittime del Covid 19, in campo un’infermiera un medico e un’operatrice Socio Sanitaria hanno ricevuto gli applausi dei presenti.
Un momento toccante e doveroso per chi ha disputato un’altra partita quella della vita e della morte, e che ci ricorda che non ne siamo ancora fuori.
Le persone presenti escluso arbitri e giocatori in campo indossavano mascherine e osservavano distanza sociale, un’immagine forte anche per noi spettatori da casa.

Comincia bene la Juventus centrando la finale di Coppa Italia: dopo una performance piuttosto approssimativa e poco precisa, i bianconeri ce la fanno.

È stata evidente la pessima prestazione di Cristiano Ronaldo, Il portoghese assolutamente fuori condizione, non e’ emerso in nessuna fase della partita, mettendo in difficoltà gli stessi compagni, dopo il fallimento di un rigore, che avrebbe portato in vantaggio la squadra.
Una partenza con il freno a mano tirato dove lo spettro del Covid 19 aleggia nell’aria, quella della prima partita dopo il lock down, I giocatori sia di Milan che Juventus non parevano totalmente a proprio agio in campo.
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È stata evidente la pessima prestazione di Cristiano Ronaldo, Il portoghese assolutamente fuori condizione, non e’ emerso in nessuna fase della partita, mettendo in difficoltà gli stessi compagni, dopo il fallimento di un rigore, che avrebbe portato in vantaggio la squadra.
Una partenza con il freno a mano tirato dove lo spettro del Covid 19 aleggia nell’aria, quella della prima partita dopo il lock down, I giocatori sia di Milan che Juventus non parevano totalmente a proprio agio in campo.

La Partita si è svolta senza particolari exploit, con poche emozioni e tiri in porta, nessuna giocata straordinaria ; bene Douglas Costa per la Juventus sicuramente tra gli attaccanti il migliore, nella media Paulo Dybala e insufficiente Cristiano Ronaldo.
Molto bene invece Rodrigo Bentancur, il quale è l’unico che aggredisce avanzando, dominando a centro campo, esattamente come vuole l’allenatore.
Il Milan dal canto suo non ha mai messo veramente in pericolo la Juventus, nonostante la perdita di Rebic, espulso per un brutto fallo, i rossoneri hanno immediatamente reagito, tentando di recuperare il risultato, e mettendo in allarme la Juventus.

Juventus-Milan semifinale di Coppa Italia, si chiude senza gol. Una partita questa in cui ciò che conta è solamente il risultato, e questo la Juventus lo ha ottenuto, ma che mette Maurizio Sarri in una corretta riflessione in riferimento alle risorse a disposizione.
Sebbene i cambi effettuati, l’assetto ha prodotto pochissimo, e l’ingresso di Cuadrado forse andava considerato prima.

Maurizio Sarri, soddisfatto a metà dovrà trovare soluzioni in vista di un calendario che non prevede molto spazio sul quale lavorare.

Venerdi 12 giugno 2020 Juventus-Milan semifinale Coppa Italia ore 21 – Allianz Stadium Torino

 

 

 

 

 

 

Scritto da Cinzia Fresia

Riprende ufficialmente il calcio giocato con la semifinale di Coppa Italia a Torino, con Juventus/ Milan, e Maurizio Sarri si trova ad aver problemi con la formazione a causa di alcune indisponibilità.
Cosa aspettarci da questa ripresa discussa e inaspettata?
Per la Juventus prima in classifica, non sarà facile affrontare un calendario così fitto nelle condizioni in cui è, cioè con risorse limitate.

Maurizio Sarri si è lasciato andare in dichiarazioni amletiche, dicendo che i due attaccanti star del campionato Dybala e Ronaldo fanno fatica a coesistere nella medesima partita.
Se il Milan impegnerà la Juventus, altresì la Juve impegnerà il Milan e si può dire che non esista un vero e proprio favorito se non sulle singolarità.
Entrambe le squadre osservando il Lockdown hanno riazzerato lo stato di forma. Il Milan è comunque motivato a giocarsela fino alla fine, essendo escluso dalle altre competizioni, potrebbe sfoderare una grinta inaspettata.

Tutto dipendera’ dallo spirito e dalla forza di volontà del gruppo nel voler recuperare gli obiettivi parcheggiati nell’emergenza Covid.

La verità di Giorgio Chiellini

scritto da Cinzia Fresia

Cosa succede a Giorgio Chiellini?
La recente uscita della biografia del celebre difensore nonché capitano della Juventus sta facendo discutere non poco. Mentre il mondo del pallone timidamente si sta risvegliando, Giorgio Chiellini pubblica una autobiografia con aneddoti e giudizi su alcuni colleghi poco carini.

Una fatto strano e inusuale non proprio conforme allo stile Juventus.
Il giocatore parla degli ex Felipe Melo, Arturo Vidal e Mario Balotelli, e dei loro comportamenti privati dalle inevitabili conseguenze sul gruppo scendendo in particolari non proprio edificanti.
Di solito nel calcio regna l’omertà e non c’è giocatore che non abbia “scheletri” nell’armadio, e poi non è bello eticamente rendere pubblico il vizio di un collega non si fa, non si fa in nessun ambiente.
Tuttavia penso che Giorgio avesse alcuni sassolini nella scarpa e che non vedesse l’ora di toglierseli.

Con questo non voglio giudicarlo per quanto fatto ne’ trasformarlo in un mostro ne’ tanto meno martirizzare le sue vittime, mi chiedo però se lo scritto non potesse concentrarsi più sulla carriera sportiva che su “rumors” riguardante terzi peraltro da confermare.

Perché ognuno ha la sua verità che può non collimare con quella scritta da Giorgio Chiellini.
Tuttavia i signori citati sono consapevoli di non aver assunto durante le loro carriere comportamenti sempre ortodossi, in campo e di notte in città, però..va detto che non erano gli unici.

In nome della verità, le persone andrebbero trattate tutte allo stesso modo perché sennò si fanno “figli e figliastri” e questo non va bene .. perciò per essere credibile il Capitano della Juventus avrebbe dovuto raccontare che cosa è successo quella notte a Cardiff, oppure vista la particolare attenzione ai passatempi alcolici di Vidal per quale motivo, non ha prestato la medesima attenzione alla stessa abitudine assunta da un altro prestigiosissimo collega, forse perché si tratta di un amico?

È strano come la Juventus stessa abbia autorizzato la pubblicazione concorrendo perciò alla diffamazione solo di alcune persone anziché altre, insomma se si vuole raccontare la verità, o tutta o niente,
Se è vero che il bianconero sia in predicato di fare il dirigente alla Juve, è consigliabile tapparsi la bocca, perché l’ambiente potrebbe diventare da un momento all’altro imprevedibile.

Il calcio .. e se dovessimo rinunciarci?

Scritto da Cinzia Fresia

Fase 2 ..

C’è chi dice che il virus sparirà e si tornerà presto alla normalità, altri invece che durerà fino a fine Estate, chi invece sostiene che non se ne andrà mai e che dovremo conviverci fino all’elaborazione di un vaccino, qualora fosse possibile.

Tra tutte le attività messe in seria crisi dalla pandemia Covid-19 rientra il calcio, messo rigorosamente in Lock Down insieme a tutte le attività sportive.
La lega calcio però comincia a farsi sentire, poiché numerosi club soprattutto i minori corrono il rischio di non avere fondi per iscriversi al prossimo campionato, gli sponsors minacciano di ritirarsi, e chi si potrebbe salvare sono i club più ricchi ed economicamente più stabili.

Parlando in termini economici, il Coronavirus sta mettendo sul lastrico un mare di categorie, alcune delle quali meditano di chiudere e di non riaprire più.

Il governo in questo istante è mosso da pesanti priorità, la prima di tutte è riferita a come gestire la fase due con la speranza che il desiderio di libertà faccia meno danni possibile, la realtà è durissima al di là della gestione fase 1, i soldi sono finiti e non razionalizzare le aperture avrebbe conseguenze gravissime. Lo stato peraltro se non incassa non avrà i fondi per pagare le pensioni, la cassa integrazione e tutte le assistenze tra cui il reddito di cittadinanza che mantiene persone che non lavorano.
È ovvio che un’emergenza simile distolga il governo il quale ha ben altre priorità è urgenze.

La lega sostiene che la ripresa del Campionato sia fattibile, e un protocollo di sicurezza sia stato presentato, ma logicamente respinto, semplicemente perché allo stato attuale è impossibile garantire sicurezza ne’ ai calciatori tanto meno agli operatori del settore.
Ci manca il calcio? Certamente .. come manca la vita di prima, quindi la nostra libertà, ma parlare di ripresa oggi è impossibile, se non sappiamo ancora come andrà la fase due e come si evolverà il virus.

Il campionato di Serie A italiano sta diventando una bella gatta da pelare, e sebbene la Juventus (brutta e cattiva) sia pronta ad accettare qualunque verdetto ma altri non la pensano così.
Addirittura non è sicuro che il campionato 2020-21 si faccia, insomma la situazione potrebbe non avere una vera e propria fine e la convivenza con il virus in sicurezza non è realizzabile in tutti settori.

Eppure, sembra che la ripresa del Campionato a porte chiuse possa diventare realtà, il ministro dello sport Spadafora valuterà la seconda bozza del protocollo di sicurezza, intanto la Juventus ha richiamato i suoi giocatori dall’estero che dovranno, una volta in Italia osservare un periodo di quarantena di 15 gg, e alla Continassa hanno cominciato gli allenamenti individuali, secondo le normative ministeriali.

È impensabile che il governo possa stanziare fondi salva calcio prima di capire come andrà la fase due e come muterà il virus.
Siamo di fronte ad una realtà più forte di noi i cui segnali sono stati gravemente sottovalutati, e dobbiamo essere preparati e accettare il fatto che non potremmo tornare alla vita di prima e il calcio potrebbe improvvisamente subire una battuta d’arresto.

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