Archivio Autore: Luna23 - Pagina 46

Martedì 24 novembre 2020 Juventus-Ferencvaros Champions League – ore 21 Allianz Stadium Torino

scritto da Cinzia Fresia

Una partita in discesa  così si presenta il match contro il Ferencvaros di Budapest,  la cui vittoria consentirebbe alla Juventus di qualificarsi per il turno successivo e di raggiungere la  tranquillità per potersi dedicare al Campionato.

Comunque  Andrea Pirlo in conferenza stampa non sottovaluta l’avversario e  pretende dai suoi la massima concentrazione  sebbene si tratti di  un match che non presenta  nulla di difficile per la squadra  considerato il risultato ottenuto a Budapest.

Tuttavia, non c’è limite alla sfortuna, Demiral starà fermo per una decina di giorni,  quindi  senza opzioni  giocherà Alex Sandro.  il tecnico rassicura che Paulo Dybala sta bene e pare abbia superato i suoi problemi fisici e per questo potrebbe essere schierato in coppia con Ronaldo si vedrà se già dal primo minuto di gioco.

Reduci da una vittoria in campionato  la Juventus affronterà l’avversario ungherese con serenità, a parte lo stop di Demiral,  Pirlo può contare su una buona parte di organico.

 

 

Il “giovanotto” Ronaldo a cui Pirlo non vuole rinunciare

scritto da Cinzia Fresia

Andrea Pirlo trova la vittoria senza prendere gol, tra la sosta per la Nazionale e il  messaggio senza mezzi termini del Presidente Andrea Agnelli, durante la celebrazione del  francobollo dedicato alla conquista del nono scudetto, il tecnico ha avvisato che  il periodo di adattamento è terminato e perciò   anche gli alibi.

Dal canto suo, Pirlo  vuole costruire una squadra che valorizzi al massimo le caratteristiche di Cristiano, giocatore a cui non vuole assolutamente rinunciare,  e contro il Cagliari è riuscito a mettere in pratica ciò che aveva in mente.

L’umiliazione del pareggio contro la Lazio e le numerose critiche  hanno stimolato un’immediata reazione in alcuni giocatori come Artur più concreto nella costruzione del gioco,  Rabiot e in parte Bernardeschi. La difesa finalmente  non ha preso gol,  merito di Mattis Deligt il quale merita un autentico “10 e lode”, l’olandese  ha dimostrato quanto sia forte e come la sosta di 4 mesi dovuta all’infortunio non abbia lasciato tracce, effettuando una prestazione ai massimi livelli  fino a fine partita.
Cristiano Ronaldo si è distinto con  una doppietta spettacolare merito di azioni ben congegnate che hanno messo in condizione il portoghese di segnare, il Cagliari che possiamo definire una squadra discreta ha  avuto comunque  il merito di imporre un ritmo molto veloce per  tutti i 90 minuti, e la squadra nell’insieme  è riuscita a non cadere nell’errore di permettere agli altri di riaprire la partita.

In questo caso Andrea Pirlo ha gestito correttamente tutte le fasi del match non  lasciando mai  la squadra senza punti di riferimento e ha evitato che la Juventus facesse un passo falso, lo stesso tecnico di Francesco ammette la superiorità tecnica e tattica dell’avversario e del fatto che i suoi non potessero fare di più.

Il tecnico della Juventus  si ritiene  soddisfatto sia del risultato che della risposta di  squadra, in merito a Paulo Dybala entrato in sostituzione di Alvaro Morata, rassicura l’allenatore che l’attaccante sta meglio dopo ad un indebolimento generale dovuto da una  prolungata  assunzione di antibiotici e che  si sta allenando regolarmente ed è in pieno recupero di condizione.
Da ora in avanti la Juventus dovrà affrontare un tour de force di 10 partite tra Campionato e Champions, e Andrea Pirlo sa di dover pretendere il massimo anche  con le squadre di pari livello, quindi deve poter contare al più presto su tutte le sue forze al 100 per cento di condizione.
Nel frattempo Fabio Paratici si è espresso prima della partita rassicurando sullo stato di forma di Paulo Dybala ma allontanando i rumors che vedrebbe CR7 lontano da Torino la prossima stagione.

Costantemente nel mirino delle critiche, la Juventus tira un sospiro di sollievo godendosi qualche minuto di pace prima della “maratona” di partite che le aspetta.

Sabato 21 novembre 2020 Juventus-Cagliari ore 20.45 Allianz Stadium Torino

Scritto da Cinzia Fresia

La pausa nazionale è finita, riprende il Campionato, Andrea Pirlo avvisa che il periodo di adattamento è finito e che altri errori nom saranno più tollerati. Il tecnico annuncia ufficialmente il ritorno di De Ligt, il responso dell’ortopedico e’ positivo, e considerata la preoccupante situazione in difesa, è un fatto positivo per la squadra.

Il tecnico sostiene di aver visto buone prestazioni da parte dei giocatori della Juventus in nazionale, è perciò fiducioso per la partita di stasera.

Attualmente la squadra di Pirlo non può permettersi altri pareggi se vuole arrivare in zona champions, il gruppo crea  però interrogativi e dubbi per quanto visto fino adesso, e il calendario prossimo  si presenta impegnativo.

Vedremo quindi come andrà lo scontro di stasera, il Cagliari vanta alcune assenze, da valutare la presenza di Godin fermo a causa del Coronavirus.

 

Silvia Vada, il giornalismo è anche donna. Intervista a una pioniera delle giornaliste sportive Silvia Vada è stata tra le prime giornaliste ad occuparsi di calcio, una vera pioniera mossa dalla passione per questo sport e dall’amore per il Torino

Scritto da Cinzia Fresia

 

Silvia Vada è stata tra le prime giornaliste ad occuparsi di sport ma soprattutto di calcio maschile: una vera pioniera del giornalismo sportivo che con gli anni è diventata un volto storico di Italia 1.

Mi accoglie nella sua bellissima casa nel cuore di Torino; Silvia sembra un’adolescente, in jeans attillati, scalza e con una “cucchiarella” di legno in mano: la sorprendo a cucinare un ragù e scopro che la sera ha ospiti a cena, ma i nomi sono rigorosamente Top Secret.

Silvia è una cascata di riccioli e ha un sorriso incantevole; mi racconta che per uno strano scherzo del destino è diventata un volto noto del giornalismo italiano.

Bellissima e preparata, ha da tempo ha lasciato il giornalismo sportivo ed attualmente si occupa di cronaca come corrispondente per il Piemonte e Val d’Aosta, ma oggi è con me per raccontarci di sé, del suo lavoro ma soprattutto della sua grande passione: il calcio.

Silvia Vada, nonostante i 30 anni di carriera, sembra una ragazzina, ama gli animali, e noto con piacere che vive un con un bellissimo cucciolone che dorme a zampe all’aria sul tappeto del salotto.

Tra una girata al ragu’ e l’altra iniziamo l’intervista con una domanda che forse non avrei dovuto fare: “Ma come mai sei tifosa del Torino? “

Lei mi guarda, sorride e non risponde …

Ok, cambiamo argomento…

Silvia, tu sei stata una delle prime giornaliste ad occuparsi di calcio, come sono stati gli inizi, come sei riuscita a vincere i pregiudizi maschili di questo ambiente?

I pregiudizi non li ho mai vinti. I colleghi maschi non mi ritenevano brava come loro, e in fondo avevano ragione.I maschi tirano calci al pallone appena cominciano a camminare, quindi assimilano meglio il significato di una marcatura laterale o la differenza tra un 4-4-2 o un 3-5-2 rispetto ad una donna. Però il calcio, per fortuna, non è fatto di soli numeri e tecnicismi: il calcio è energia, emozione, riscatto, dove un uomo e una donna raccontando il calcio con punti di vista diversi si compensano a vicenda.

Ci racconti gli inizi della tua carriera?

Avevo 17 anni e tornavo dal Brasile dove ho vissuto l’infanzia. I miei si trasferirono lì per motivi di lavoro e quando tornai parlavo il portoghese quasi come una madre lingua; accadde che in quel periodo era arrivato a Torino, nelle fila del Toro, Leo Junior con la famiglia, parlando portoghese mi chiamarono per essere di supporto e aiuto.

Poi successe che Gianni Vasino, l’allora direttore di Raisport mi chiese se volevo condurre una trasmissione radiofonica insieme ad Antonella Clerici “Oggi sport”: erano tempi in cui si intervistavano i grandi Campioni a casa, ogni giocatore si faceva intervistare dal giornalista che più preferiva c’era un rapporto diretto che si trasformava spesso anche in un’amicizia. Attualmente avvicinare i giocatori è più’ complicato, mediano le Società.

Ad un certo punto della mia carriera in Rai incontrai Silvio Berlusconi, cioè Mediaset, che mi offrì di occuparmi del Torino (a quel tempo reduce da Martin Vazquez e sotto la presidenza di Goveani) che è anche la mia squadra del cuore, ed io, da grande tifosa granata e molto appassionata, accettai immediatamente.

Purtroppo però, la poca attenzione e i bassi ascolti sul Torino, non giustificavano una presenza dedicata, così la rete mi propose di passare alla cronaca come corrispondente su Piemonte e Valle D’Aosta: smisi quando il Toro era allenato da Nedo Sonetti.

Ma continuai a parlare di calcio, partecipavo come opinionista fissa in tutte i format delle emittenti private, anche se la mia modalità schietta e diretta nel dire ciò che pensavo mi faceva guadagnare sgridate e “bacchettate sulle dita” da parte dei conduttori e delle società non sempre in sintonia con i miei punti di vista.

Ritieni che ai nostri giorni, le donne che si occupano di calcio siano accettate o tollerate e supponi che siano messe in risalto per le doti professionali o per altre peculiarità?

A me le donne giornaliste e conduttrici di calcio attuali piacciono moltissimo, magari non saranno tutte “esperte” come Diletta Leotta, per esempio che resta comunque una bellissima presenza in DAZN, ma ci sono colleghe bravissime e competenti come Ilaria D’Amico e Paola Ferrari in auge da anni, che stimo particolarmente. Ma mi piacciono altresì le giovani visibili nelle emittenti private le quali fanno veramente di tutto come le cronache, che sono difficilissime, sono talmente brave che potrebbero darmi lezioni.

Cosa ne pensi del calcio di oggi?

Una volta il calcio era campanilista. I bambini tifavano le squadre della loro regione oggi tifano per i grandi campioni. Il sistema era interessato a crescere campioni che restavano in questo ambito e contribuivano a far crescere di qualità il nostro calcio, oggi non è più così, è uno sport sdoganato che si occupa più di plusvalenze che di atleti.

Hai condiviso l’arrivo di Cristiano Ronaldo in Italia?

Assolutamente sì e riconosco che la Juventus sia stata geniale in questa operazione. Personalmente non condivido chi non è d’accordo e vorrei l’arrivo di un “Ronaldo” ogni anno,  infatti sono indignata per il mancato arrivo di Luis Suarez.
Ronaldo è un grande calciatore e non si può assolutamente criticare, un professionista serio che valorizza e diffonde il calcio italiano.

Tu avrai conosciuto sicuramente molti tra giocatori e tecnici, chi ti ha colpita maggiormente in positivo?

Ho trascorso momenti unici e serate indimenticabili con tanti campioni; ho partecipato a feste meravigliose come quella del Napoli in occasione della conquista dello scudetto: ho condiviso eventi fantastici con Maradona, Careca, Juniorma anche Ciro Ferrara, Platini la lista è lunghissima, ma nel mio cuore restano tre persone che per me mantengono un posto speciale, e sono Claudio Sala, Franco Lerda e Moreno Longo.

Quale figura del mondo del giornalismo ti ha ispirata e formata in questa brillante carriera?

Mario Giordano: un giornalista geniale, un talent scout, nonché una persona meravigliosa, un uomo molto corretto anche in famiglia. I suoi insegnamenti mi hanno dato molto.

silvia vada mediaset
fonte immagine: profilo Fb della giornalista

In questo momento storico quale Società ritieni sia la più forte tecnicamente?

Indubbiamente non si può prescindere dalla classifica però non stimo quelle squadre che effettuano campagne acquisti, con fondi non di proprietà.

Oggi ritengo Atalanta, Sassuolo e Fiorentina, le società che hanno fatto qualcosa di bello per il nostro calcio.

Attualmente abbiamo visto come in Italia approdano i fuoriclasse come Ronaldo, Ibrahimovic, Ribery e per un vizio di forma non è arrivato Luis Suarez: sono giocatori a fine carriera, validi ma costosissimi, con ingaggi stellari.

Invece di investire su star a fine carriera bisognerebbe investire per far crescere i giovani.

Ma, far crescere i giovani costa e non vende e come abbiamo detto in precedenza, il calcio italiano fa più finanza che altro, questo anche per gli eccessivi costi che oggi ha il calcio.

Il Torino, l’Atalanta, l’Ascoli avevano prestigiose scuole calcio dove i ragazzi venivano selezionati e preparati per carriere importanti, questo non succede più quindi non si dà modo al calcio italiano di crescere, e ciò si riflette anche sugli allenatori i quali sono carenti di trofei in Europa.

Mancano i Gattuso, i Cassano e i Totti: ragazzi a cui è stato insegnato a competere.

Lo stesso concetto riguarda gli allenatori italiani, i quali sono carenti di trofei europei, perché troppo fedeli alla loro etichetta: non adattano la mentalità alla loro squadra ma pretendono il contrario.

Silvia, hai vissuto tante partite, tante avventure, incontri che ti hanno dato tanto,  ma c’è un episodio che vorresti rivivere?

Si, non so cosa darei per tornare al 15 di Aprile 1992 quando il Torino di Emiliano Mondonico trionfò al Delle Alpi per 2-0 battendo il Real Madrid e conquistando l’accesso alla finale di Coppa UEFA: una data memorabile, una notte piena di magia che vide le piazze e le vie di Torino riempirsi di bandiere granata.

Che consigli daresti oggi alle ragazze che voglio intraprendere questo mestiere?

Direi loro di provarci,  di seguire il sogno!!!

Intervista di Cinzia Fresia a Silvia Vada, liberamente tratto da “gol di tacco a spillo”

Gli allenatori cambiano .. i problemi restano.

scritto da Cinzia Fresia

 

 

Come al solito quando si deve cercare una responsabilità  ad un  fallimento si da la colpa  a quello che entra gli ultimi 10 minuti che prende un fracco di botte senza considerare gli  errori di prima, sorvolando sui nomi,   perché sappiamo di chi si parla, durante la partita  c’è chi ha fallito un numero elevato di gol, avremmo vinto 5-0, e proprio sul gol di Caicedo,  Bonucci e i suoi compari prendevano già  il the con i pasticcini. Spero che Andrea Pirlo  si renda conto che il Kit “il piccolo allenatore” non è sufficiente per far di lui un “allenatore”, mi spiego: ripiegare sull’errore di 2 singoli perché Dybala non ha fatto tutto da solo, senza assumersi la responsabilità di una partita che andava chiusa “PRIMA!!!!!!!” senza buttare una valanga di gol, non è da persona onesta. Purtroppo e questa partita ne è una prova,   la Juventus con una squadra anche un po’ rimaneggiata ma tuttavia forte non ce la fa, butta il risultato .. La Juventus non regge i ritmi delle squadre forti e  trova capri espiatori ad errori di concetto come  approccio alla partita. Penso che ogni allenatore e giocatore conosca l’avversario che affronta quindi sapevano anche senza Immobile di che genere di prova  si andava a fare.

Intanto non capisco per quale motivo considerato che Pirlo fa giocare in coppia con Ronaldo  o Morata o Dybala, abbia scelto il più stanco nel primo tempo,  per poi cambiarlo gli ultimi 7 minuti quando non serviva più a niente, vorrei saperlo perché sarebbe interessante capire, la sfortuna, diciamo anche l’indulgenza del terribile arbitro che ha permesso ai laziali di fare i picchiatori, cosa che peraltro fanno con una certa regolarità .. ha fatto sì che vuoi un calcio .. vuoi un altro, Ronaldo si sia  distorto una caviglia. Nel momento in cui e’ uscito , Morata era sfinito, quindi ecco Dybala con Bernardeschi .. e se mi consentite soprattutto Bernardeschi delle ultime partite .. ha combinato più danni che cose buone, inoltre, la squadra stava già perdendo il lume della ragione, in quell’incauta tenuta di  palla nella speranza di far passare in fretta il tempo e chiuderla con il fiatone 1-0, ma non funziona così .. no, è un escamotage che conoscono anche i fili d’erba del campo, è bastato un errore che zac ..ecco il pareggio.

La Juventus non ne aveva più e persi i riferimenti .. perso il riisultato .. Poi ..

Avrei stimato di più se Pirlo avesse detto ai microfoni “Mi dispiace .. ho sbagliato tutto .. sono un cretino” invece di dare la colpa a Dybala tout court .. omettendo la valanga di errori fatti prima .. pali, traverse, tir in aria, palloni non passati insomma c’è n’è per tutti. Perciò il consiglio che darei alla squadra e soprattutto ad Andrea Pirlo, che la presunzione è una brutta cosa .. detto questo  tanti auguri perché ne avremo bisogno.

 

Domenica 8 novembre 2020 Lazio-Juventus ore 12.30 Stadio Olimpico – Roma

scritto da Cinzia Fresia

Ritorno in campo per la Juventus in quel di Roma  contro la Lazio: la Juventus si presenta carica in forma e vittoriosa a Budapest, e quest’anno con la Lazio la Juventus non vuole fallire.

La squadra bianco celeste  intanto è stata al centro di polemiche e accuse circa la gestione della positività al Covid-19 di Immobile, Leiva e Strakoscha, il sospetto è che la Società abbia taciuto esiti precedenti  per non rinunciare a tre nomini tra i più importanti della formazione in occasione del match contro  il Torino.

Sta di fatto che lo staff Lazio respinge tutte le accuse e all’olimpico i tre giocatori positivi al Covid-19 come da protocollo  non giocheranno.

“Una partita difficile ma bella” è questo  il giudizio generale  di Andrea Pirlo, tenendo presente che per la Juve tutte sono difficili anche lo Spezia. Si fa viva anche se non ancora confermata un’ ipotesi di  Dybala tre quartista insieme alla coppia d’attacco Ronaldo e Morata. Una fantasia che potrebbe rimanere tale, ma al contrario sembrerebbe che si possa realizzare.

Una terna in attacco così è ciò che tenta Andrea Pirlo, il quale potrebbe mettere Dybala come tre quartista. Ma così facendo mettendoli tutti e tre rischierebbe di perderne uno se si fa male. In questo momento la condizione di Dybala non è ancora ottimale, e rischiare un giocatore non così facilmente sostituibile, non se ne parla.

Una partita facile

Scritto da Cinzia Fresia

Come da probabile previsione la prima della classe d’Ungheria non ha creato il benche’ minimo problema alla Juventus, che vince senza sforzi e sotto una pioggia battente a Budapest. Con queste squadre Andrea Pirlo ha la possibilità di poter sperimentare le sue formule ed elaborare quella formazione che si dovrà misurare con le avversarie al Top della forma, nonostante la vittoria, il tecnico ha comunque evidenziato alcuni errori, che in un risultato pieno diventano episodi irrilevanti.

Il Ferencvaros non ha mai inpensierito la Juventus nemmeno per 5 minuti,  una  squadra abbastanza giovane e tonica, di livello tecnico e tattico imferiore alla Juve ,  per un eccessivo entusiasmo  e desiderio di fare bene ha easurito velocemente le energie, la.fazione ungherese ce l’ha messa tutta per uscire dal match dignitosamente salvo poi crollare nel,secondo tempo.

siccome il calcio  è strano, la Juventus  non ha mai  abbassato la guardia,  i nostri  hanno compiuto una buona impresa: Morata si riconferma il migliore in campo,  e sigla una doppietta spettacolare e non in fuori gioco! Lo spagnolo è una vera bomba di energia e segna ad ogni partita,  in poco tempo è diventato un punto di riferimento per la squadra imprescindibile, gioca bene con tutti e nello  specifico con Ronaldo, dopo di che è la volta di un’altra doppietta, quella di Paulo Dybala, entrato nel secondo tempo al posto di Morata, anche se il secondo  gol sarà considerato un autorete per l’intervento di Dvali nel tentativo di mettere la palla in salvo.

Sull’attacco assolutamente niente da dire, hanno giocato bene tutti e tre, salvo un errore grave di Ronaldo subito accusato di egoismo, per il mancato passaggio a Morata libero da marcature, sicuramente il portoghese in una serata sfortunata ha cercato il gol allo spasimo senza riuscirci e l’occasione di favorire Morata è stato più un errore che un atto di egoismo, Ronaldo ha sempre confezionato assist per far segnare  gli altri, e  a volte la velocità di reazione è al minimo, ed e’ umano  che ogni attaccante pensi a se stesso e voglia fare gol.

Il centrocampo comincia a  funzionare anche se non ancora in maniera ottimale, ma si intravede la funzionalità sugli attaccanti, in questa partita dei nuovi  ho visto particolarmente   bene Mc Kennie,  anche non male Arthur sostituito per un malessere, molto bene sul recupero dei palloni  ma deve migliorare il supporto sulle  azioni potenziali  da gol

Unica nota negativa della serata, l’infortunio su i Ramsey, purtroppo il gallese è fragile e si fa male spesso, nel momento in cui cominciava ad entrare nel ruolo in cui serviva ed in prossimità del match con la Lazio non ci voleva.

Insomma qualche grattacapo per Pirlo, speriamo facilmente risolvibile.

il tecnico della Juventus può ritenersi soddisfatto della prestazione dei suoi, sorvolando su qualche errore, la Juventus dimostra di avere le risorse per andare avanti  su tutti i fronti, e dovrà essere all’altezza di affrontare avversari di pari o maggiore livello con la lucidita necessaria.

 

 

 

 

 

 

Mercoledì 4 novembre 2020 Ferencvaros – Juventus Champions League ore 21 Puskas Arena – Budapest

Scritto da Cinzia Fresia

La Juventus è coinvolta in  una vera e propria maratona di partite, la squadra è reduce da una vittoria  in campionato, ed arriva carica all’appuntamento in Champion league, contro la squadra ungherese, Il Ferencvaros, di Budapest prima in classifica nel Campionato ungherese.

La Juventus deve recuperare il brutto risultato contro il Barcellona e dichiara di voler  mantenere i medesimi parametri di posizione e tattica  al di la’ chi gioca.  Andrea Pirlo dovrà fare a meno di Demiral, recupera Chiellini, bloccato dall’infortunio accaduto a Kiev e per completare la difesa coinvolge Il giovane Alessandro Pio Riccio. A proposito di Dybala, il tecnico deciderà se impiegarlo o lasciarlo a riposo.

La possibile formazione potrebbe vedere Sczezny ai pali, in difesa Cuadrado, Chiellini. Bonucci, Danilo / Kulusevski, Arthur, Rabiot, Chiesa / Ronaldo, Morata.

 

 

 

 

 

Demiral  ma recupera Chiellini

 

 

 

 

Spezia – Juventus, la vittoria “salva Pirlo”

Scritto da Cinzia Fresia

Una vittoria con punteggio rotondo per la Vecchia Signora al Manuzzi di Cesena, in occasione di Spezia- Juventus.

tratto da “redazione gol di tacco”

I bianconeri finalmente si impongono 4-1 contro la formazione ligure allenata da Vincenzo Italiano: una vittoria “salva-Pirlo”, che mette a tacere per un po’ le numerose  e feroci critiche verso il tecnico bresciano insorte dopo il pareggio con il Crotone e la brutta sconfitta in Champions contro  il Barcellona.

Esultanza Juventus
Fonte immagine profilo Twitter Uff. Arthur Melo

 

E’ evidente ed è altresì superfluo dire che le singolarità dello  Spezia, baldanzosa squadra neo promossa e allenata da un “compagno di corso da allenatore” di Andrea Pirlo, non hanno nulla in comune con quelle della Juve se non la buona volontà.

Con questa peculiarità la squadra ligure  nel primo tempo mette in difficoltà la Juventus:  al solito la Superstar del momento Alvaro Morata segna l’ennesimo gol e questa volta la maledizione del Var non colpisce,  è valido.

Sempre Morata sfiorerà il raddoppio. Lo Spezia però ha carattere e reagisce bucando la difesa e segnando un bel gol, psicologicamente la squadra torinese (giunta ai suoi 123 anni)  sembra subire il pressing spezzino, lo spettro del pareggio aleggia e in quel momento che il centrocampo comincia a fare confusione.

I bianconeri non trovano la rete che li possa riportare in vantaggio.

Intanto  Paulo Dybala non brilla e a proposito di Paulo, in tutto il primo tempo non gli arriva una palla decente, l’argentino appare un po’ in crisi, si posiziona troppo lontano dalla porta,    lontano dalla sua forma migliore. Pirlo deciderà di  sostituirlo a e al posto suo entra  CR7.

CR7
Fonte immagine profilo Twitter uff. Cristiano Ronaldo

Pirlo cambia anche a centrocampo,  Ramsey e Kulusevski al posto di Bentancur  e  Mc Kennie. Cristiano Ronaldo prende per mano la squadra e sigla  una doppietta, di cui un rigore.   La  squadra ha cambiato atteggiamento in presenza  di  Cristiano, il centrocampo si mette a giocare meglio e persino Rabiot dice la sua con un bel gol.

Quindi finiscono le speranze dello Spezia  di strappare un pareggio alla Juventus e Andrea Pirlo tira un sospiro di sollievo. Tuttavia una piccola riflessione va fatta: se per vincere una partita contro un avversario modesto deve intervenire Ronaldo ci penserei su e mi chiederei se il gruppo  non abbia qualcosa che non va.

E’ comprensibile come la presenza di Ronaldo diventi fondamentale in determinate partite come in uno scontro diretto, ma pensare che CR7 sia indispensabile per vincere contro lo Spezia, è preoccupante.

La Juventus ha vinto e il risultato non si discute: ma occorre essere lucidi e realisti perché il peggio deve ancora arrivare.

Domenica 1 novembre 2020 Spezia – Juventus ore 15 Stadio Manuzzi di Cesena

scritto da Cinzia Fresia

Dopo due pareggi e una sconfitta in Champions, la Juventus si appresta ad incontrare lo Spezia, neo promossa in serie A, come di consueto Andrea Pirlo sottolinea la difficoltà della prestazione con questo tipo di squadra motivata ad eccellere soprattutto con le più prestigiose.

La partita si svolgerà allo stadio Manuzzi di Cesena, che accoglie  la Juventus ma anche Cristiano Ronaldo, che documentata la negatività al secondo tampone al Covid-19 si è potuto aggregare alla squadra, il tecnico garantisce che sta bene e si è allenato individualmente e che probabilmente non partirà come titolare.

E’ superfluo dire che la Juventus dovrà impegnarsi a vincere la partita, i bianconeri sono da alcune settimane nel mirino delle critiche per gli ultimi risultati conseguiti, restano assenti Giorgio Chiellini e Matthis Deligt.

La formazione ipotetica potrebbe vedere Szczesny ai pali, Demiral, Danilo, Bonucci / Cuadrado-Chiesa- Arthur-Kulusevsky-Frabotta/ Dybala e Morata.

Un pareggio o peggio un’altra sconfitta, sarebbe devastante per l’ambiente e la squadra già piuttosto attaccabile così com’è sarebbe una mazzata dall’incerta evoluzione ma  la presenza in campo di Ronaldo dovrebbe però  giovare al morale di tutta la truppa, e si confida in una ripresa di Paulo Dybala bersagliato di accuse e mancanza di responsabilità  dopo la prova con il Barcellona.

Plugin creado por AcIDc00L: bundles
Plugin Modo Mantenimiento patrocinado por: seo valencia