Scritto da Cinzia Fresia
La Juventus e’ affondata, ha perso male e il bilancio non è dei migliori: 3 gol annullati in fuori gioco, 5 ammonizioni, 1 espulsione e una sconfitta.
E’ imbarazzante pensare che la squadra non vada avanti perché mancano Ronaldo e De Ligt.
E’ strano, la Juventus sembrava aver trovato la giusta dimensiome, un allenatore giovane e stimato, uno svecchiamento della rosa, ma questo gruppo in apperenza in grande armonia, non sembra decollare, avevano cominciato bene, ma partita dopo partita il gruppo sta perdendo i pezzi e la sconfitta piena e senza appelli fa sorgere dei dubbi.
Troppo nervosismo in campo, 5 ammonizioni e un’espulsione non è normale per una squadra di questo calibro. Kulusevski e Demiral devono imparare a stare zitti, in ultimo la lentezza, spero non sia solo una mia impressione, ma sono spaventosamente lenti, ci anticipano sempre e siamo in ritardo sulle azioni, succede in Campionato che in Champions.
La causa, cosi dice il tecnico è il cantiere aperto: “Stiamo lavorando”, sì certo .. e si vede ma qualcosa al di la’ del campo non quadra, erano anni che la Juve non iniziava cosi male. Urge fare un corso a Morata su come segnare un gol non in fuori gioco, poi: smettere di giocare palloni solo su Dybala, quando c’è Chiesa posizionato meglio, fare meditazione Zen per quelli che si fanno ammonire ogni partita giocata, e alla fine Pirlo si svegli quanto prima che si sprofondi a far compagnia al Toro. La Juventus non può permettersi di “guardare” in fondo è più o meno la squadra di Sarri che ha vinto lo scudetto con qualche elemento più giovane, non è giustificato un comportamento così.
Parola d’ordine “Sveglia” , si è ancora in tempo a rimediare agli errori , ma velocemente, urgono soluzioni al più presto,che le devono ottenere esclusivamente dall’allenatore, e il suo staff, soprattutto quello atletico. I ragazzi non corrono ed esauriscono le energie prima del tempo, e questo se lo portano dietro dalla gestione Allegri, peraltro è presente uno dei più importanti preparatori atletici, Paolo Bertelli, percio’ non ci sono scuse.

Scritto da Cinzia Fresia
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