Scritto da Cinzia Fresia
i nostri giocatori oggi li vedo cosi, all’antivigilia di un match in predicato di trasformarsi in un incontro tra gladiatori. Eppure la Juventus di problemi non ne ha, gli altri ial contrario ne hanno tanti di problemi, talmente, i da promettere minacce e non solo ai giocatori.
Una volta era solo una partita di calcio, oggi non so, Riusciranno i nostri ad essere sereni? A giocare in sicurezza? Ma soprattutto a tornare indietro incolumi? Ce la fara’ la Juventus ad organizzare un servizio di sicurezza consono a difendersi?
Qui, non si pensa piu’ a strategie o moduli, qui si tratta di riportare a casa la pelle, perche’ ormai l’odio c’e’ e la colpa e’ anche di scalda gli animi già incandescenti di suo. L’odio tra tifosi sta diventando palpabile, nel mio piccolo, soprattutto dai tifosi del toro mi sento dire ” andatevene, non ci mancherete”.
Pero’ dico, ma andate via voi … Inter, Milan, Napoli, Roma Fiorentina e Toro .. se esiste un altro campionato che vi vuole, perche dobbiamo essere noi ad andarcene?
Per ingannare l’attesa, la Presidenza della Juventus viene deferita e sentita dalla commissione anti mafia, si tratta di un pretesto per inventare qualche motivo per andare contro la Juve: una storia di biglietti ed improbabili contatti con la malavita, l’andrangheta per l’esattezza, una faccenda poco chiara, pasticciata ed incongruente in tutti i suoi dettagli, un polverone sollevato solo per colpevolizzare la Juventus, perche’ diciamo che nessuno crede ai rigori facili e chi grida allo scandalo sono gli scarsi.
Purche’ tornino tutti a casa, io questa partita gliela regalerei a tavolino, senza nemmeno partecipare, cosi da fare tutti contenti, perche’ sara’ una partita sfalsata, che un gruppo arbitrale non potra’ dirigere correttamente perche’ minacciata, il cui rischio che i nostri giocatori si facciano male e’ alto, ormai si e’ perso il controllo, persino i giocatori, cioe’ dei professionisti si sono sentiti legittimati di farci a pezzi lo stadio.
La Juventus si trova con le spalle al muro e obbligata a reagire, il bon ton, l’indifferenza e l’immobilismo mediatico sono state scambiate per debolezza ed oggi si pagano le conseguenze. Aspettando il Barcellona, “speriamo che i nostri, se la cavano”
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