Archivio Autore: Luna23 - Pagina 85

La Juventus vince la coppa Italia! Bravissimi!

Scritto da Cinzia Fresia

E l’Olimpico dice si’ alla Juventus, trionfante sulla Lazio e vincitrice della Coppa Italia tre volte consecutivamente. Bravissimi!
Non esiste una finale che si possa definire piu’ importante di un’ altra, la finale, lo dice la parola e’ l’ultima fase di un percorso i cui ostacoli sono stati superati, e la vittoria ne è il riconoscimento ufficiale; vince la Juventus delle “semi-riserve”, primo fra tutti il portiere Neto, che ha disputato un’ottima partita effettuando parate decisive.
Una cornice quella dell’olimpico straordinaria, tra coreografie, personaggi illustri e tanto entusiasmo, le squadre benedette da Papa Bergoglio in persona si sono espresse nel migliore dei modi.
La Juventus dai talenti indiscussi di alcune singolarità è stata superiore, forse non sempre perfetta, qualche errore è sfuggito, ma tatticamente ineccepibile.
Continua la fase positiva di Dani Alves, ieri tra i migliori in campo, e autore di un gol splendido tutto “Brasil” e meritevole di aver sbloccato il risultato, e poi .. lui, quello che non ti aspetti e che sbuca dal nulla, completamente smarcato e ti fa gol: Bonucci.
Importantissima la presenza di Chiellini, che sicuramente non è più quello di una volta, e che si porta sulle spalle le conseguenze di una carriera da difensore piena di ammaccature, ma che non sarà di facile sostituzione.
Peccato per Higuain e Dybala, dinamici e propositivi ma sfortunati.
Pessimo l’arbitraggio: in Italia, e di questo è colpa di tutto il sistema, l’arbitro è diventato un “timbra-cartellino” vado, faccio finta di arbitrare, incasso e me vado, ieri Tagliavento era da “espulsione”.
Okay una finale, va bene che non bisogna più favorire la Juve, come se mai lo fosse stata .. ma non estrarre un giallo contro quei giocatori che non riuscendo in altro modo, ricorrono alla violenza per me è un reato, e in ultimo, ammonire nei minuti finali di gioco Dani Alves per proteste, è ridicolo.
Le due squadre hanno cercato nella concitazione della partita di esibire il massimo del fair play, sono due società in accordo che non si fanno la guerra, e che al contrario si stimano reciprocamente.
La Coppa Italia, ci fa bene, soprattutto al morale e carica i ragazzi in vista dei due prossimi obiettivi molto impegnativi, tra non molto la conquista scudetto contro il Crotone, squadra che combatte per la salvezza.
Forza ragazzi! Possiamo farcela.

Mercoledì 17 maggio 2017 Juventus-Lazio Finale di Coppa Italia, ore 20,45 – Stadio Olimpico – Roma


Scritto da Cinzia Fresia

Tic .. Tac .. Tic .. Tac.. corre inesorabile l’orologio della Juve, stasera in campo di nuovo a Roma, si tratta di una finale: la coppa Italia.
La Juventus reduce da una sconfitta pesante e netta, affronterà la Lazio, squadra super in forma allenata da un ottimo Simone Inzaghi.
Critiche, sussurri, grida e sospetti su questa sconfitta romana del tutto inaspettata,che ha rimandato la festa per la conquista dello scudetto, non scalfiscono Massimiliano Allegri che dall’alto del suo ruolo non si scompone asserendo che arrivati fin qui, non si può più sbagliare.
La Juventus vuole la Coppa Italia e domenica lo scudetto, e su questo non ci piove, il resto non gli interessa.
I suoi, sostiene l’allenatore, sono sereni e pronti a combattere per vincere.
Come sempre, saremo al loro fianco sperando di assistere ad un trionfo, e sarebbe la terza consecutiva, un altro recordo per la squadra.

Festa rimandata.

Serie A, Roma-Juventus (elaborazione)


Scritto da Cinzia Fresia

Era piu’ probabile che un cammello passasse mella cruna di una ago che la Juve ieri sera vincesse lo scudetto, davanti al Pupone e a tutte le maestranze romane. A me pero’ e’ sorto un dubbio, ma Perche’ ieri Andrea Agnelli non c’era?
La Juventus, svuotata e priva di forze, ha giocato male e a parte il gol di Lemina, non ne hanno fatta una giusta.
Spero sia solo una sensazione e che sia stata una giornata storta, ma non vorrei che proprio ora, che c’ e’ da inserire il turbo, arrivi il conto da pagare.
Sulla partita e il piu’ che scandaloso arbitraggio poco da dire, tanti errori, a partire da Buffon che ha sbagliato soprattutto sul primo gol.
Sarebbe stato bello, essere incoronati proprio li’, pazienza sara’ per la prossima volta, ricordo solo ad Allegri che il Crotone, non fara’ regali, e sarebbe spiacevole con un’annata cosi, giocarsi tutto a Bologna che è un terreno per noi ostile e molto difficile.
Spesso nel calcio si cade nell’ingenuita’, e si da importanza alla forma che alla sostanza, e cito l’esempio di Buffon, che ieri non era per niente in forma, e magari al posto suo poteva fare meglio Neto, peccato perdere per un pre-concetto, in questo gli allenatori proprio non ci arrivano, perche’ puo’ fare piu’ danni un giocatore stanco anche se campione rispetto ad uno che non lo e’, ma e’ lucido.
Vedremo come andrà’ a finire mercoledi’, che sara’ una finale, sebbene la Lazio ci abbia dimostrato simpatia, non aspettiamoci che facciano regali.
Forza ragazzi, non molliamo proprio adesso.

Domenica 14 maggio 2017 Roma-Juventus ore 20.45 Stadio Olimpico- Roma

Scritto da Cinzia Fresia

Conto alla rovescia per la Juventus, da domani la nostra squadra potrebbe diventare matematicamente campione d’Italia proprio in casa della Roma.
Ma i brividi non finiranno domani , perchè il 17 sempre a Roma, ci sarà la finale per la Coppa Italia.
Una bella maratona per i ragazzi, che sono motivatissimi e concentrati in questo finale di stagione veramente incredibile, coronato con la finale di Coppa dei Campioni.
Massimiliano Allegri è tranquillo e cauto nelle dichiarazioni, sostenendo che se non riusciranno a vincere domani, sarà per la partita successiva, al tecnico non interessa vincere in anticipo, l’importante è arrivarci ..
Se ipoteticamente la Juventus riuscisse a raggiungere già lo scudetto avrebbe più energia utile a concentrarsi per il grande traguardo per la prima in Europa.
Massimiliano Allegri sottolinea la difficoltà del nostro campionato facendo i complimenti a Napoli e Roma per i punti conquistati, non mancando però di ricordare Antonio Conte fresco vincitore del Campionato inglese.
Mettiamo in fresco dei millesimati e godiamoci questi momenti che dopo ci aspetta una lunga pausa estiva, sicuramente con tante novità per la stagione a venire.

Ciao Juve! Benvenuta a Cardiff

Scritto da Cinzia Fresia

La Juventus conquista la “prima finale”, ovvero supera la semifinale di ritorno, l’obiettivo è stato raggiunto. Ora però .. ci tocca vincerla questa Coppa dei Campioni diventata per noi troppo sfuggente.
Serata magnifica a Torino e Juventus in grande stile.
La nostra squadra è stata l’assoluta protagonista del match, migliore in tutto, nel gioco, in difesa, in attacco e nel fair play.
La Juventus non è una società come tutte le altre, è la migliore, quindi bisogna meritarsela.
Dalla Juventus si fa sempre un salto di qualità come professionisti e come persone.
Stasera sono stata sorpresa in positivo su come i nostri si siano battuti senza cadere nelle trappole tese da Glik e compagni.
Quando un gruppo gioca in questo modo, non si può effettuare nessuna critica. La partita si è svolta al limite della perfezione ma con alcuni errori verso la parte finale, che hanno mandato su tutte le furie Allegri e per lui l’attesa del triplice fischio dell’arbitro, è stata una vera e propria “passione”.
I ragazzi hanno dimostrato di saper gestire i loro momenti di calo di cui uno particolarmente grave, dove i monegaschi hanno segnato l’unico gol. Sembrava fatta, c’era molta stanchezza e adrenalina a non finire e tanta era la voglia di esultare e fare festa con i tifosi, che si è commesso un errore “umano” che però non deve più capitare, perchè in finale potrebbe costare caro.
Il Monaco contro tutte le previsioni, è rimasto travolto dalla verve della Juventus, resta sempre una squadra con delle singolarità interessanti, ma nulla di paragonabile ai nostri, hanno fatto la loro partita come potevano, soccombendo poi alla nostra superiorità tecnica e tattica.
Faccio i complimenti personali ad Higuain che alla Juventus ha trovato una nuova vita e serenità, è stato esemplare nel mantenersi calmo e non reagire al fallo da espulsione commesso dall’ex Granata Glik.
Questi sono i nostri ragazzi, Questa è la Juventus.
Continua la super ripresa di Dani Alves, autore di un gol fenomenale, il brasiliano è diventato profondamente determinante in questa ultima parte di Champions, ottimo anche Mario Mandzukic che ha sbloccato il risultato. Bravissimi Higuain e Dybala anche senza gol.
Dybala ha in effetti sbagliato un’opportunità semplice, e non è riuscito a farci vedere cosa sa fare, tant’è che Allegri ha preferito sostituirlo e inserire Cuadrado al suo posto, tuttavia Paulo è stato di grande supporto ai compagni, così come tutti.
Unica nota negativa, l’infortunio a Khedira che ci auguriamo non sia nulla di grave, e che si riprenda al più presto. Sarebbe una grave perdita per la squadra.
Anche se l’allenatore implora di tenere i piedi per terra perchè la strada è ancora lunga, la Juventus può ritenersi soddisfatta di essere arrivata in finale di Champions, traguardo ambito ma per come si erano messe le cose a metà stagione, inaspettato.
Ora vietato rilassarsi, domenica sera prossima potrebbe il giorno dello scudetto, ormai i ragazzi sono in un vortice emozionale tale da farli rimanere sul pezzo fino alla fine.
Preparatevi perchè Cardiff … sta aspettando!

mercoledì 9 maggio 2017 Juventus-Monaco (Princ. di Monaco) Champions Leaugue – ore 20.45 Juventus Stadium – Torino



Scritto da Cinzia Fresia.
E’ scoccata l’ora della verità, ormai è finita .. come andrà .. andrà. La Juventus reduce dal Derby pareggiato per il rotto della cuffia, ha retto bene agli insulti e illazioni di un post partita infuocato più della competizione.
L’allenatore del Torino ha dato spettacolo, prima, dopo e durante, quasi quasi meglio di Belotti, abbiamo ricevuto da parte di un signore che percepisce uno stipendio milionario, parolacce, minacce, insulti, dando dell’ignorante persino a Vialli e intimandolo di stare zitto, e per finire ha giudicato l’Italia, accusandola di razzismo.
Razzista l’Italia? Un paese che gli ha dato un lavoro e lo ha reso ricco?
Ma noi dobbiamo andare avanti, domani sarà una grande partita con una posta in palio altissima, la qualificazione alla finale ad un bottino per la Juventus molto importante.
Allegri non può sbagliare e la sua formazione dovrà funzionare, vietato rivedere il film di sabato sera.
La Juventus comunque parte bene e carica, la squadra questa finale la vuole, come vorrà lo scudetto.
Siamo con voi ragazzi ..

E tutti non risero


Scritto da Cinzia Fresia
Sara’ stata la tensione per la partita con il Monaco, saranno state le troppe chiacchiere sul Derby, l’immagine buonista di Bonucci che accompagna il suo bambino a vedere la partita della sua squadra del cuore, saranno state le celebrazioni, o sara’ stata colpa degli astri non allineati, che stasera i nostri non mi sono piaciuti, ma diro’ di piu’ la partita nella globalita’ non e’ stata entusiasmante.
I nostri hanno dato per scontato il risultato sottovalutando l’avversario, un Cuadrado irriconoscibile, impreciso e molto confusionario, e mai entrato realmente in partita. Il grave e’ che la formazione non ha mai del tutto funzionato.
Molto male Sturaro, un giocatore non piu’ da Juventus, inadeguato, in crisi e inutile per i compagni.
Abbiamo salvato la faccia, e questo per ora basta ma lo scudetto non e’ ancora vinto e tutto sara’ rimandato alla prossima settimana.
La formazione e’ stata condizionata dalla prossima partita sicuramente piu’ importante di questa, anche se con una maggiore lucidita’ e piu’ calma, la Juventus questo Derby poteva vincerlo.
Allegri era convinto di recuperare il risultato e persino di vincere la partita, ma il pareggio non arrivava, tanti tiri, tanti errori, troppi palloni tirati piano, troppi fuori. Le cose si fanno difficili, e Allegri pensa ad Higuain. Il Toro, e’ sicuro di avere la vittoria in tasca, ma l’argentino sorprende Hart e segna il pareggio allo scadere del tempo di recupero.
Il Toro questo film l’ha gia’ visto e a parte il tripudio generale, nessuna delle squadre e’ contenta.
Ma veniamo al caso Acquah.
Dispiace, intravedere l’odio anche tra i giocatori, e questa sera era palpabile anche ad un occhio non esperto che non conosce le vicende Juve e Toro, era da tempo che ci stava provando e alla fine il Ghanese effettua un’entrata con gioco pericoloso, verra’ poi espulso per somma di ammonizioni, e questo mandera’ su tutte le furie la panchina granata, l’allenatore Mihailovic protagonista di una piazzata poco edificante verra’buttato fuori e il Toro si trovera’ in vantaggio, e’ vero, ma in inferiorita’ numerica. Quindi organizzera’ una vera e propria resistenza per contenere la Juve. Il Giocatori del Toro capiscono che i colleghi Juventini non sono in forma e comunicano poco, vogliono aprofittarsene perche’ questo derby lo vogliono vincere anche in 10, ma poi con lo spicchio granata in totale delirio .. arriva lui … il guasta feste, Gonzalo Higuain che pareggia I tifosi del Toro sono ammutoliti, gli Juventini esplodono in una gioia incotenibile.
E’ finita e si torna a casa, il Derby sabaudo non ha un vincitore, i giocatori non sorridono.
Il Toro, dal canto suo, la partita poteva vincerla, non sarebbe stato nulla di strano, in 10 hanno scoperto di essere ancora piu’ forti, ma come gli capita da alcuni anni, si e’ messo nei pasticci da solo, l’errore di Acquah e l’allontanamento dell’allenatore hanno creato un terreno avverso, la cui fatalita’ e’ costato un errore,
La Juventus pareggia in extremis il Derby, ed e’ gia’ in modalita’ Champions, Allegri ora non puo’ piu’ permettersi di sbagliare.

Il Derby della mole. Intervista a Domenico Beccaria Presidente del museo del Grande Torino.


Intervista di  Cinzia Fresia

L’odio tra squadre della medesima città è un fatto increscioso che non dovrebbe esistere, nonostante la provenienza comune, tra gli Juventini e tifosi del Torino regna l’incomunicabilità e se non è possibile amarsi, ci si dovrebbe almeno tollerare.

Se si è arrivati a questo punto è sicuramente a causa di incomprensioni del passato che con il tempo hanno infervorato gli animi, e che oggi peggiora sempre di più.

La tifoseria del Toro non sopporta i successi della Juventus ed è felice quando perde, ed è speranzosa di vederla fallire nei prossimi obiettivi. Il Torino dal canto suo, si lamenta e si sente la “Cenerentola” del Campionato, sempre maltrattata dagli arbitri e per nulla tenuta in considerazione.

Per approfondire l’argomento, sappiamo, molto controverso per le posizioni delle due praticamente agli antipodi, ne parliamo con un tifoso granata d’eccezione e dal ruolo importante che è Domenico Beccaria, giornalista, scrittore nonchè presidente del Museo Grande Torino, Domenico ha avviato un cammino pacificatore tra le due tifoserie, ed è sempre presente durante le celebrazioni organizzate in ricordo delle 39 vittime dell’Heysel ed è un piacere incontrarlo e averlo con noi, l’intento è di fare chiarezza per capire e magari un giorno poter risolvere.

Ciao Domenico, e grazie per essere qui,

Allora .. Juventus e Torino, amici mai .. ma nemmeno nemici .. si può fare secondo te? Non si riesce proprio a mettere un “macigno” sopra al passato e non parlarne più?

Secondo me non è il modo corretto di porre la questione. Il problema non è essere “amici” o “nemici”, perché il termine corretto dovrebbe essere “avversari”, ma siccome parliamo di una rivalità cittadina che dura da centodieci anni ed è molto sentita, mettersi il cuore in pace ed accettare il termine “nemici”, dando però ad esso delle connotazioni ben precise e fissando dei paletti dai quali non uscire. Credo che sia giusto che tra le due realtà calcistiche torinesi debba esistere una fiera rivalità, sia in campo, cercando di prevalere nel risultato, ma rispettando le regole del gioco e l’avversario, così come sugli spalti, inscenando le coreografie più fantasiose e belle, arricchendole magari con qualche bello striscione di sfottò reciproco, ma senza scadere nell’offesa gratuita o peggio, nel vilipendio della memoria di chi non c’è più.

Quando ufficialmente le due tifoserie hanno cominciato ad odiarsi seriamente, tanto da non potersi nemmeno tollerare?

Da cosa ricordo io, l’odio tra le tifoserie inizia negli anni settanta, forse anche un po’ figlio di quella tensione sociale che in quegli anni attanagliava l’intero Paese. Ci si contrapponeva tra destra e sinistra, ricchi e poveri, polentoni e terroni, biondi e bruni…insomma, ogni scusa era buona per trovare qualcuno da odiare e con cui litigare. Un clima che, non per nulla, è passato alla storia come “gli anni di piombo”.

Domenico, il Torino ha vissuto fasi altalenanti tra cui alcuni anni in serie B e non tutti i passaggi di proprietà sono stati positivi, oggi però il Toro sembra ritornato ad essere competitivo, grazie anche al lavoro di Giampiero Ventura, che ha riportato la tua squadra in serie A. Ad oggi tutto sembra più stabile?

Credo che il lavoro che Ventura abbia svolto con maggior profitto, nei suoi cinque anni al Torino, sia stato di “allevatore” non di “allenatore”. Con un semplice cambio di consonante, infatti, si sottolinea la quantità di giocatori che il mister ligure cresceva e valorizzava, con ben chiaro il motto “sei quasi pronto per una grande squadra”, quasi che nel destino del Toro non ci dovessero essere sogni di grandezza, e che anno per anno andavano ad ingrossare le fila delle cosiddette “plusvalenze”, ovvero di quei giocatori che erano arrivati per pochi soldi e avevano lasciato, alla loro partenza un ricco tesoretto da spendere, che però Cairo non spendeva mai, se non in minima parte. Giusto per capirci, alla Juventus la partenza, magari dolorosa, di Pogba, è servita a concretizzare l’arrivo di Higuain e Pjanic. Le partenze di Grella, Dzemaili, Rosina, Ogbonna, Cerci, Immobile, Darmian, Glik, Peres, Maksimovic e spero di non aver dimenticato nessuno, chi hanno portato? La stabilità, a mio avviso, è data più da un livellamento verso il basso del nostro campionato, causato da tutta una serie di fattori, soprattutto economici, che col gioco del calcio hanno poco a che fare.

I tifosi del Torino, sono soliti attribuire la responsabilità circa le proprie disgrazie alla Juventus, di questa visione i tifosi granata ne sono convinti e non perdono occasione per accusare e lanciare maledizioni a ai tifosi bianconeri, colpevoli di esistere, questa è una posizione peraltro poco veritiera, non è tempo che anche la società distolga la tifoseria da questi pensieri che portano male, odio e insofferenza, per ricominciare una nuova vita?

Beh, credo tu voglia darmi atto che vivere nella stessa città dove c’è la famiglia che da cent’anni abbondanti, col suo potere e la sua ricchezza, ha scritto la storia del nostro Paese, influenzandone in molti momenti il corso, non sia facile. Sicuramente se noi granata ci sentiamo un po’ schiacciati da tutto questo, non sarà solo frutto della nostra fantasia, no? Dicono che anche i paranoici abbiano dei nemici, quindi consentimi, di avere qualche dubbio in merito. Con ciò, questo non deve essere motivo di scusa per giustificare i nostri errori o i nostri fallimenti sportivi. Dobbiamo avere la forza di crescere e crearci il nostro futuro, anche se oggettivamente le condizioni ambientali non sono le migliori. In una città come Napoli, Firenze o Bergamo, dove c’è una sola squadra, è certamente più facile e lo stesso discorso vale per città come Milano, Roma o Genova, dove la disparità tra le due realtà societarie è meno accentuata che a Torino. Quanto alle maledizioni, non credo abbiano mai ammazzato nessuno. Se qualcuno crede veramente che basti augurare male a qualcuno, per vederlo realizzato, è veramente limitato mentalmente. Per esperienza personale, se tutte le maledizioni che mi hanno lanciato i granata che non la pensano come me riguardo a Cairo e non solo, avessero attecchito, sarei già morto da un bel pezzo. Lasciamo la superstizione al suo giusto posto. Una cosa di cui ridere e scherzare, ma senza darvi troppo peso.

Questo odio e modalità anti-juventina fomentato anche dalle società in generale nel nostro campionato, non sta secondo te portando alla deriva questo sport? Invenzioni, accuse senza prove tutto per colpire la Juventus, non sembra un atteggiamento pericolosamente cervellotico che non c’entra nulla con lo sport?

No, non credo. Intanto credo e devi darmi anche atto del fatto che negli ultimi decenni la Juventus è stata coinvolta in diversi procedimenti, sportivi e civili, che non l’hanno vista uscire bene. Prescrizioni (che non sono assoluzioni) o condanne mai accettate (gli scudetti revocati) non sono episodi che aiutano a distendere e rappacificare gli animi. Ti racconto un episodio curioso. Al Museo del Grande Torino, abbiamo esposto un cimelio che non perdo mai occasione di far notare ai visitatori che accompagno in visita. SI tratta di una lettera su carta intestata del Torino Football Club, datata 1929. Il contenuto è di poco interesse, ma è bellissimo notare il testo dell’intestazione. Al Torino, Campione d’Italia 1926/27 e 1927/28, fu revocato per una presunta combine nel derby con la Juventus, il primo dei due scudetti. Ma la società aveva nel frattempo già provveduto a far stampare la carta intestata che recava entrambi i titoli come vinti. Beh, senza star li a farla tanto lunga, il dattilografo che aveva battuto a macchina la lettera, aveva tirato due righe sul primo dei due scudetti, cancellandolo e tanti saluti. Rifare la carta costava evidentemente di più che accettare serenamente il verdetto della giustizia sportiva. Si dice che le sentenze si possano ricorrere fintanto che la giustizia lo consente, in ogni grado e sede di giudizio, ma una volta passate in giudicato perché definitive, vadano accettate. Probabilmente da parte bianconera riconoscere che nel periodo Moggi – Bettega – Giraudo sono stati commessi degli errori e quindi accettare la sentenza, visto che oltretutto si è già pure scontata la pena (retrocessione e penalizzazione) sarebbe un bel modo per mettere la famosa pietra sul passato e mettere tutte le altre società e tifoserie nella posizione di non poter più criticare la Juventus. D’altronde sbagliare capita a tutti. Ma solo gli Uomini, con la maiuscola, riconoscono i propri errori e sanno emendarsi.

Parlando di morti, le nostre due squadre hanno in comune degli eventi tragici, la sciagura del Grande Torino e la strage all’Heysel a Bruxelles, ancora oggi ci fa male a volte anche a parlarne, potrebbe esistere quel giorno in cui celebreremo insieme ricordando questi morti, almeno per quel giorno senza recriminazioni?

Questa è una delle cose che mi sta più a cuore. Come ho detto nella risposta alla prima domanda, è indispensabile fissare dei paletti di civiltà dai quali non uscire mai per nessuna ragione. Sono fermamente convinto che si possa tifare a favore, si possa anche tifare contro, ma assolutamente non si debba mai perdere di rispetto a chi non c’è più. Anche certi sottili distinguo, come rispetto per tutti, onore solo ai nostri, non sono belli, anche se parzialmente comprensibili. Per quale ragione dovrei rifiutarmi di onorare un Uomo, sempre con la maiuscola, come Roberto Lorentini, medico aretino trentunenne, che salvatosi dalla prima carica degli hooligans, scelse di ritornare indietro per aiutare i feriti che giacevano a terra e morì tragicamente durante il secondo barbaro assalto degli inglesi? Forse perché era juventino? Ma assolutamente NO! Giù il cappello davanti ad un personaggio di tale spessore morale e coraggio umano, di qualsiasi parte politica, fede religiosa, credo calcistico o colore della pelle. Persone di questo valore danno un senso compiuto alla parola “umanità” e se mi rifiutassi di onorarlo non sarei migliore dei delinquenti che l’hanno ucciso. Quindi, sarebbe ora, da una parte e dall’altra, di smetterla di nasconderci dietro ad un dito. Basta con scuse puerili come “ma loro hanno detto…” o oppure “ma hanno iniziato prima loro…”. Chi se ne frega. Non conta chi ha iniziato, ma chi avrà il coraggio di smettere.

La Juventus, sta disputando una stagione entusiasmante, e’ prima in classifica e sta lottando per la conquista dello scudetto, ha ottenuto la finale di coppa Italia e a breve dovrà affrontare il ritorno della semifinale di Champions, secondo il tuo giudizio, la Juventus di Massimiliano Allegri, può vincere la Champions?

Sicuramente si. Se è arrivata a questo punto della competizione, eliminando con pieno merito una squadra come il Barcellona, ha sicuramente le possibilità di aggiudicarsi il trofeo. Ma non dimentichiamoci che di fronte troverà compagini che sono arrivate anch’esse fin qui con pieno merito. E per onestà, aggiungiamoci che il Real Madrid ha qualcosa in più della Juventus. Che non significa che sicuramente vincerà la coppa, ma che se a vincerla sarà la Juve, maggiore sarà il merito bianconero.

Anche il Torino avrà il suo stadio, come sta vivendo la tifoseria granata questa fase?

Beh, il Torino avrà il Filadelfia che però non sarà l’equivalente del JStadium. Si tratta di un impianto di capienza limitata che sarà usato per gli allenamenti della prima squadra e le partite della Primavera. Ma è comunque un primo passo verso il ritrovamento di una identità che negli ultimi due decenni s’era un po’ sbiadita. Se noi tifosi sapremo restituire al nuovo Filadelfia lo spirito che permeava lo storico campo, sarà certamente un bel successo e un passo significativo sulla buona strada.

Ritieni che l’ingresso di capitali di investitori stranieri che stanno rilevando le quote maggiori delle squadre italiane in deficit, sia un dato preoccupante o un male necessario per poter mantenere il Campionato di calcio in Italia?

Ne l’uno ne l’altro. Si tratta semplicemente di uno degli effetti della globalizzazione, per cui è normale che un investitore guardi più in la, a volte molto più in la, del suo orticello di casa e spazi per tutto il globo. I mali che affliggono il calcio sono ben altri, a partire dalla scelta di accentrare a favore di poche squadre il grosso dei proventi dei diritti televisivi e pubblicitari, creando così una squilibrio evidente, togliendo interesse ad un campionato che a gennaio ha già emesso una buona parte dei suoi verdetti e che la gente segue sempre più mal volentieri. Lo spezzatino che ci propinano, spalmando su più giorni ed orari le partite, nel tentativo di vendere a quanti più utenti televisivi quanti più eventi possibile, non fa altro che peggiorare la situazione, svuotando gli stadi da uno dei due attori principali dello spettacolo calcio. I tifosi. Senza di essi, viene meno il significato del contendere e dell’aver successo.

Domenico, tu pensi che se la Juventus emigrasse in un altro campionato, richiesta che noi tifosi da quando fu mandata ingiustamente in b chiediamo, voi sareste più felici?

Per quel che mi riguarda, sarei più triste. Ho un sacco di amici bianconeri, con cui ci sfottiamo senza pietà. Se dovessi per colpa di questa emigrazione sportiva perdere qualche sfottò, sia in entrata che in uscita, sia ben chiaro, ne sarei impoverito. L’ironia è il sale della vita e ogni battuta spiritosa persa o mancata, è una risata in meno che ci regaliamo in questa nostra esistenza invece così ricca di ragioni per piangere e rattristarsi.

“Domenico, tu sei il Presidente del un museo dedicato al “Grande al Torino” che ha sede a Grugliasco, in provincia di Torino, ci puoi raccontare com’è nato il progetto e il tuo impegno nei confronti di questa importante testimonianza storica?”

Il progetto di creare un museo dedicato al Torino nasce nel 2002, al termine di un triennio di mostre itineranti dedicate alla tragedia di Superga, iniziate nel 1999, cinquantesimo anniversario della tragedia. Volevamo mettere un “punto e a capo”, ma ci siamo riusciti solo in parte. Se da una parte siamo riusciti a creare un museo che proprio quest’anno compie 15 anni, dall’altra non siamo riusciti a fermare la fiumana di mostre itineranti. Eravamo arrivati a 52 nel 2002 e oggi siamo a oltre 150. Cui vanno aggiunte quella creata tre anni fa, chiamata “70 Angeli in un unico Cielo. Heysel e Superga tragedie sorelle”, dove settanta è appunto la somma tra le trentuno vittime di Superga e e le trentanove dell’Heysel, realizzate dal nostro museo con gli amici bianconeri Domenico Laudadio, curatore della “Sala della Memoria Heysel” museo virtuale sul web e Francesco Caremani, giornalista e scrittore, autore di un libro sulla tragedia dell’Heysel. Insomma, un percorso culturale ancora in pieno itinere. Il mio impegno culturale nasce nel 1994, quando viene chiuso il Filadelfia e si decide con alcuni amici di fare qualcosa per protestare contro questa decisione è dura tuttora. E visti da una parte i lusinghieri risultati e dall’altra quanto ci sia ancora da fare, credo che durerà ancora parecchio.

(Sia Domenico Laudadio che Francesco Caremani sono stati intervistati in passato da questo blog n.d.r.)

Hai un sogno nel cassetto che ti piacerebbe realizzare in questa vita che riguarda la tua squadra, e ti piacerebbe condividerlo con noi?

Mah, sogni nel cassetto ne ho tanti, ma quello che oggi vorrei condividere con voi è quello che per mio padre e il suo amico Aldo, non era un sogno, ma la realtà. Erano entrambi della classe 1928 e nel secondo dopoguerra non c’erano tanti soldi o possibilità per divertirsi. E allora, siccome Aldo giocava nelle giovanili della Juventus, di cui era anche accanito tifoso, ed aveva il tesserino che lo autorizzava ad entrare gratis alle partite casalinghe sia della Juve che del Toro, una domenica andava al Filadelfia, entrava e poi faceva furtivamente passare il suo tesserino tra le sbarre dei cancelli a mio padre, che a sua volta entrava gratis a vedere il suo amato Toro. Ma la domenica seguente, la scena si ripeteva al Comunale, dove l’ospite che assisteva alle gare interne bianconere era lui. Il tutto con mille battute e sfottò, ma senza mai un litigio o una parola fuori posto. Così dovrebbe essere, nel calcio come nella vita. Lo so che non è semplice, ma che ci costa provarci?

Grazie a Domenico Beccaria da parte di tutti noi del Blog per la piacevole chiacchierata.

 

Yes, I am Juventus

scrittto da Cinzia Fresia

E’ passata ragazzi, rilassatevi e dormite che vi siete meritati questa vittoria, Montecarlo si inchina a Voi.
Primo mattone messo da parte verso la conquista della finale, la Juventus un po’ rimaneggiata si scontra e reagisce contro il Monaco, squadra moderatamente forte, ma molto fastidiosa, di quelle che attaccano ai fianchi. Ma i nostri non si fanno intimidire e reagiscono alle aggressioni monegasche prendendo il comando della partita.
La Juventus non ha giocato sempre bene, e ha vissuto momenti di calo, in cui la squadra ha un po’ sofferto le incursioni nemiche, ritrovando pero’ quella lucidita’ che le ha permesso di vincere e di dire … “Noi vogliamo andare a Cardiff”.
Un Dani Alves ritrovato, che effettua un passaggio da urlo con il tacco e che Higuain trasformera’ in un gol Straordinario!
La notte di Higuain, pienamente protagonista della partita e della serata, autore di una splendida doppietta, e felice di esserlo.
Una match quello contro il Monaco, molto nervoso , ma tuttavia sempre godibile, e appassionante fino alla fine.
Trovare difetti in questa performance e’ quasi impossibile, ma se vogliamo trovare il pelo nell’uovo, possiamo dire di non aver visto Pianic al meglio, mai veramente in partita che ha fatto arrabbiare piu’ di una volta Massimiliano Allegri.
Va detto anche l’importanza delle parate di quell”adorabile” vecchietto di nome Buffon, che si e’ distinto piu’ di una volta, in parate che hanno salvato la squadra,
Chi non ha sentito un brivido alzi mano quando si e’ visto Dybala a terra, toccarsi l’inguine dolorante, l’argentino ci ha fatto prendere un colpo, in realta’ non era nulla di grave, e ‘ ha continuato la partita senza mai chiedere la sostituzione.
la situazione infortuni … e’ cio che fa veramente paura, e che incrociamo le dita ogni qual volta la squadra scenda in campo, l’organico e’ contato, e sabato prossimo sara’ Derby.
Allegri anche questa volta ce la fa, il Monaco domato dimostra di essere solo un grosso fastidio, da tenere a bada anche la prossima volta.
I nostri questa finale la sentono, e noi con loro.

Mercoledi 3 maggio 2017 Monaco-Juventus Champions League ore 20.45 Stade Louis II – Monaco (Principato)

scritto da Cinzia Fresia

Conto alla rovescia per la Juventus, che tra alcune ore iniziera’ la corsa alla finale di Champions League e sara’ con il Monaco, del Principato di Monaco.
La Juventus si presenta al torneo serena, consapevole della forza dell’avversario e delle proprie.
Per entrambe vietato prendere gol.
Per Allegri non sara’ facile gestire un organico che ha perso un altro pezzo importante in difesa, per Rugani stagione finita,
Un imprevisto che non ci voleva e che potrebbe mettere in crisi la Juventus se le cose Non andassero nel modo giusto.
Percio’ attenzione soprattutto alle gambe, il Monaco per colpire la Juventus usera’tutti i metodi, puntando a colpirli nell’insicurezza di avere disponibilita’ misurate.
Forza ragazzi! Ormai siete al dunque, la Juventus non ha paura e sente di potercela fare.

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