Scritto da Cinzia Fresia
Ciò che fa più male in questo momento non è l’essere fuori dai giochi, si c’è la Champions, ma in queste condizioni la speranza è minima, è il rendersi conto che Andrea Pirlo non è fatto per questo mestiere, almeno non ancora.
È giusto considerare le attenuanti, infortuni, COVID e quant’altro ma l’allenatore di una grande squadra che gareggia per vincere, deve sfoderare una grinta che per carattere e inclinazione non ha, almeno non da allenatore.
Andrea è una brava persona ed è stimato da tutti, colleghi, giocatori e non, la squadra è dalla sua parte e si vede, ma non basta. Guidare un gruppo così eterogeneo e farli funzionare non è per tutti e senza un’adeguata esperienza ma diversa da quella da calciatore si sta trovando in difficoltà e non si può pretendere di più.
La partita l’abbiamo vista e possiamo dire che ci è andata di lusso con la squadra messa insieme da “chi c’è ..c’è” quindi con giocatori fuori ruolo adattati all’esigenza del momento e sembrava stesse andando bene.
Appena il Verona ha organizzato la carica l’ultimo quarto d’ora i nostri hanno mollato, in ultimo l’arbitro “Maresca sempre lui “ ha dato due ammonizioni così tanto per farci del male e alla fine ciao scudetto.
Oltre ai 7 titolari che sono tanti, manca qualcuno che in campo urli e non c’è niente da fare spetta al tecnico il quale non può delegare nessun’altro, con una squadra così attaccabile e fragile psicologicamente l’unico obiettivo percorribile è la coppa Italia.
La realtà è più dura del previsto, la sfortuna quest’anno non ci risparmia nulla, ma è bene per la stagione a venire che la Società sappia prendere le giuste decisioni nella guida della squadra e valuti con obiettività l’andamento di quest’anno.
Con questo non intendo ritenere Pirlo unico responsabile in negativo, come in tutti gli episodi della vita in cui si fallisce la colpa è al 50 per cento, quindi la Società deve prendersi la sua parte:
– l’aver scelto anche se con ottime credenziali un tecnico totalmente neofita e averlo buttato allo sbaraglio, questo non è da Juve.
– l’aver creato conflitti inutili anzitempo la chiusura della stagione (Dybala e il rinnovo)
– il voler perseverare a pretendere di vincere solo sulle disgrazie altrui, semplicemente perché la sfortuna prima o poi finisce.
– L’aver ingaggiato un allenatore inadeguato senza dargli strumenti per poi cacciarlo via.
– fidarsi totalmente dei parametri 0
In tutta questa storia spiace per i tifosi, i giocatori ma anche per Andrea, autentico idolo in bianconero, la cui esperienza di calciatore tra i più grandi della storia comunque vada la sua storia non verrà mai scalfitta.


Scritto da Cinzia Fresia
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