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Prime sensazioni sui nuovi acquisti Ogbonna, Tevez e Llorente.

L’Oriente come lo chiama Conte, forse perché data l’avvenenza gli ricorda Romeo e Giulietta.  Oppure Alce nel Paese delle meraviglie come lo chiamo io, dato il suo atteggiamento stupefatto e un po’ naif. Boh. Non vorrei che con la scusa della timidezza fosse sotto sotto un gran buzzicone. Al momento i primi tre vaffa della stagione sono tutti suoi, uno per ogni goal già fatto che s’è divorato.

Ogbonna ha classe. Forse un po’ compiaciuto nei movimenti. Sembra che invece di correre si faccia un massaggio profumato a cosce e piedi. Comunque va bene così, la classe in panchina si perde subito.

Tevez è una stronza.

La juve resisterà fino alla fine del mercato a non cedere Vidal al Real Madrid?

A me sta bene che diano Vidal. A un patto. Che ridiano vent’anni e due scarpette da gioco ed un contratto a Pavel Nedved. Se non lo si può riportare tra noi, allora qualsiasi cosa riguardi Vidal altrove non è mai esistita. Neanche dovesse esistere. A costo di negare l’evidenza.

Questo sarebbe il mio approccio romantico. Il mio approccio da 43enne sarebbe invece: allo stadio non sono mai andato e continuo a non andarci.

Considerazioni sulla Supercoppa che si giocherà a Roma.

Uno scivolone della società stritolata in un gioco di politica, affari, false regole e veri amici più grande e più stronzo di lei. Forza Juve.

E buona attesa del mio ritorno.

 

Niente paura siamo ancora noi la squadra da battere.

Juventus-Logo

 

Articolo scritto da Alessandro Magno

 

Non è mia abitudine occuparmi delle faccende degli altri tuttavia c’è un importante novità sul fronte del calcio mercato italiano e quindi ritengo giusto fare un approfondimento. La novità è che dopo un periodo carratterizzato da un esodo abbastanza marcato di campioni verso l’estero, quest’anno c’è una significativa inversione di tendenza. Va detto a onore del vero che Higuain, Gomez e Tevez ( così come Balotelli l’anno scorso) non erano delle primissime scelte nei loro club di provenienza, e nemmeno Llorente e una primissima scelta nella sua nazionale. Tuttavia rispetto al passato questi sono da considerare comunque dei campioni importanti. Fatta questa piccola premessa e detto che dall’arrivo di questi giocatori il campionato italiano ne va sicuramente a guadagnare, andrei ad analizzare la situazione squadra per squadra.

Roma, Lazio e Inter direi che dal mercato che hanno fatto (ovviamente fino ad oggi) sono grosso modo da considerare delle outsider e nulla più, difficile pensare a qualcosa piu’ di questo. A Milano sponda nerazzurra, addirittura è arrivato un  nuovo tecnico, che gioca con un modulo diverso dal passato e non sarà facile ottenere subito qualcosa di significativo. Anche il Milan non sembra fare particolarmente paura. Anche dovesse arrivare Honda ed è tuttaltro che certo, non mi pare la squadra si sia particolarmente rafforzata.

A detta di tutti gli adetti ai lavori, la Fiorentina e il Napoli dovrebbero essere le maggiori antagoniste della Juventus per la lotta finale. Io devo dire pur apprezzando sia Gomez che Higuain , giocatori che non mi sarebbe dispiaciuto avessimo comprato noi in passato, mi sento abbastanza tranquillo. Intanto la Juve con Ogbonna, Llorente  e Tevez , mi pare di poter dire, che anche ”numericamente” ha fatto di più degli avversari, ma poi soprattutto noi andiamo a inserire questi nuovi, su un impianto parecchio collaudato. La Fiorentina indubbiamente con Montella questo impianto ce l’ha, ma resisterà alle pressioni che l’anno scorso sicuramente non aveva, e riuscirà a gestire facilmente le aspettative della piazza? E a Napoli? A Napoli arriva un mister nuovo con idee e modulo diverse dal mister precedente. Giocatori come Cannavaro, Maggio o Zuniga (qualora dovesse restare), che erano molto coesi e calati nel modulo con la difesa a 3 di Mazzarri, sapranno riadattarsi con profitto alla difesa a quattro? Io su alcuni nutro dei seri dubbi.

Ecco perchè , non posso dirvi con assoluta certezza che rivinceremo lo scudetto, ma vi posso dire che mi sento abbastanza tranquillo. Ovviamenteal 25 di Luglio.

 

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Trofeo Tim 2013 – Reggio Emilia – Stadio Maipei: Juventus Milan e Sassuolo : Il ballo della debuttante

 

Scritto da Cinzia Fresiatim 2013

 

Il 23 luglio 2013 allo Stadio Maipei di Reggio Emilia, si sono affrontate nel consueto torneo estivo Trofeo Tim, la Juventus, il Milan e il debuttante in A: Sassuolo. Un torneo precampionato utile per effettuare i primi test valutativi delle squadre, i neo arrivi, gli anziani, le tattiche e così via. La Juventus priva dei nazionali, e reduce da una preparazione con ritmi serrati alla Conte, è apparsa un briciolo appannata e lenta e poco costruttiva. Ma era prevedibile .. anche il Milan non si è proposto al meglio.

L’atmosfera era “ridanciana”, Marotta e Galliani insieme con il medesimo  vestito (frequenteranno lo stesso sarto?) a scherzare ed esibire una pseudo – sorta di riconciliazione, atteggiamenti che mi fanno impressione vi dirò, non perchè bisogna serbare rancore a vita,  per carità .. ma con tutto quello che c’è stato condanna di Conte compresa, darsi delle pacche sulla spalla come all’osteria mi è  sembrato  eccessivo, ma è così. E’ stata una noia tremenda  questo intermezzo di luglio, la vittoria al Sassuolo, mi è parsa un po’ decisa a tavolino e per tanti motivi, il terremoto e un riconoscmento a  questa squadrina debuttante in serie A. Ma va bene anche così, per quanto ci riguarda, a Conte del Trofeo Tim ben poco gli importa, gli interessava di più  che i “deb” Tevez e Llorente dessero delle risposte. Per quanto abbia potuto valutarli  in una “non partita”, Tevez mi è sembrato più veloce e già assimilato alla squadra, Llorente non ancora.  Continua vittima di Mexes, il suo metro e 95 cm non ha intimidito nessuno ed è pure finito (poveretto) all’ospedale, per una ferita al naso per fortuna  di poco conto. Gli altri attaccanti,  non pervenuti, speriamo che il problema “attacco” non cronicizzi e sia stato solo un fatto di circostanza. In effetti la parola d’ordine stasera, non era “vincere” ma passeggiamo e poi vediamo, idem per il Milan.

Comunque, va bene anche così, un po’ di calcio di luglio fa anche piacere per rompere la monotonia degli sproloqui sul calcio mercato, abbiamo visto diversi debuttanti, alcuni giocatori prelevati dalla primavera, il nostro terzo portiere Rubinho, che ha anche parato alcuni rigori. Insomma si sono divertiti, dico si sono perchè non penso che il pubblico bianconero sia rimasto entusiasta e debutto di Llorente e Tevez il resto è stato normale amministrazione.

Bene, tiriamo una riga, vedremo cosa succederà più avanti, come  Conte ha interpretato  questo test e su che cosa bisogna migliorare. Direi che stasera non faccia testo, per tanti motivi, era evidente come le squadre più forti adottassero un basso profilo per far risaltare il simpatico Sassuolo a cui non sembra vero di essere in A.Era anche auspicabile evitare infortuni per ambo le fazioni, il momento è topico, il calciomercato anche, e se qualcuno deve partire evitiamo si faccia male.

Comunque come inizio non c’è male in attesa di tempi migliori.

 

Nel segno della fatica, del sudore e del mercato/1.

articolo 4

di Davide Peschechera

Si riparte. Con la gran solita mole di lavoro, con qualche novità tecnologica nella preparazione fisica, con qualche bella conferma che dimostra l’affiatamento dello staff di Conte e principalmente col mercato in entrata. Argomenti come il mercato in uscita e le novità tattiche di questa Juve li trattiamo nel prossimo articolo. Facciamo il punto della situazione. Tante ripetute da 20 metri, scatti a non finire, allunghi, lavoro fisico in campo e in palestra, nel pomeriggio lavoro tattico a porte chiuse, tipica partitella finale in famiglia. Così sino al 22 Luglio, giorno in cui terminerà il ritiro valdostano di Chatillon e si partirà alla volta della tournèe americana. Così, con questi ritmi massacranti e martellanti che tanto ci sono mancati in queste settimane di vacanza.

I tifosi al seguito della squadra hanno manifestato subito il proprio entusiasmo per i nuovi arrivati Tevez, Lorente e Ogbonna. Sulle tribune dei campi di allenamento, sino ad oggi, è sempre stato registrato il tutto esaurito, situazione questa che la società non aveva previsto. Il calore della gente viene ricambiato dalla disponibilità annunciata di Tevez a firmare autografi a non finire, come promesso nella conferenza di presentazione. L’estasi collettiva è a tratti davvero incontenibile, un fenomeno che non si verificava da tempo e che ha i tratti di un sogno, quello bianconero, inseguito da tutti i tifosi, accarezzato da vicino e respirato tra i monti valdostani. L’affetto dirompente dei tifosi e l’ambiente permeato di passione pura danno l’idea di come sia cresciuto a dismisura,  in questi ultimi due anni, l’effetto-Juve sui propri tifosi, da intendere come qualcosa di estremamente positivo ai fini della fiducia che si percepisce attorno alla squadra e al lavoro della società. Insomma, i tifosi sembrano approvare le strategie societarie e l’oculato lavoro tecnico, tattico, atletico e psicologico del mister

L’importanza dello staff di Conte, dicevamo, col tecnico che ragiona e vive in simbiosi con la sua squadra. Sintonia che, in questi giorni di ritiro, gli ha permesso di osservare “super partes” i propri giocatori in campo che si allenavano divisi con i suoi vari collaboratori (prima con i preparatori Sassi e Coratti e poi per la parte tecnica con Alessio, Carrera e Sandreani). Questo non ha di certo impedito ai giocatori di lavorare duro ed affrontare una partenza tosta. Tanto lavoro sull’alta intensità con e senza pallone e sedute di forza in palestra. Diversi giocatori ritengono le sedute di forza con Julio Tous uno dei valori aggiunti. Il preparatore spagnolo è uno specialista della forza eccentrica sviluppata attraverso i macchinari yo-yo. La Juventus negli ultimi due anni si è dimostrata la squadra che ha corso di più in Italia. Per ripetersi e migliorarsi l’unica soluzione è lavorare con intelligenza, non fermarsi e non essere mai appagati. L’asticella della fatica infatti è destinata a salire costantemente ancora per un paio di settimane visto il “Tour de Force” di amichevoli che aspetta la Juventus.

Regista, mente e braccio principale che dà garanzie ai suoi giocatori ed ai suoi collaboratori è naturalmente Antonio Conte che blinda al pubblico la prima ora di esercitazioni tattiche e grazie a un sofisticato software non si lascia scappare praticamente nulla di quello che succede sul campo. Poi ha varato l’uso delle telecamerine e del palo telescopico posizionato ai lati del campo, una torretta allungabile che immortala nei dettagli le prestazioni durante le esercitazioni. In particolare, quelle fisiche per verificare le posture dei giocatori. Altra novità tecnologica di questo ritiro è il sistema gps, una sorta di scatolettina elettronica di cui vengono dotati i giocatori e che immagazzina in tempo reale le prestazioni di ognuno di loro. Grazie alla tecnologia lo staff bilancia e personalizza il lavoro sull’alta intensità. La prevenzione degli infortuni, infine, è attuata attraverso le tecniche e gli esercizi del “recuperatore” Marco Luison e all’impiego sempre maggiore della terapia dell’acqua ghiacchiata per ridurre i traumi. Una metodologia di moda soprattutto in Germania che a Vinovo e in ritiro viene praticata quotidianamente. Alle due bacinelle situate nel percorso che porta agli spogliatoi quest’estate è stata aggiunta anche una nuova minipiscina.

Chi sta lavorando tanto in questa parte del ritiro è Carlos Tevez, il top player di cui tanto si è parlato negli ultimi 2 anni e che il presidente Agnelli aveva promesso alla tifoseria. Un investimento da 45 milioni di euro, tesoretto che Agnelli aveva già scelto di destinare, infatti, proprio ad un grosso nome. 12mln. al City, 16,5 netti di ingaggio in tre anni, 33 lordi. L’arrivo di Tevez, al quale Agnelli ha deciso di affidare anche la maglia numero 10, dimostrando che Del Piero non si può ricondurre ad un semplice numero e che prima dei calciatori viene la Juventus, aumenta l’appeal del campionato italiano ed è un’ottima mossa di marketing. Le famose parole di Galliani (“Non credo mi tradirà”), l’incontro davanti alle telecamere con Joorabchian e quello rimasto segreto per cercare di bloccare il giocatore, rimarranno solo flebili e ironici ricordi di una trattativa che ha visto vincere, alla fine, il terzo incomodo, Beppe Marotta. Ora, però, che è ufficiale anche la notizia dell’acquisto da parte del Manchester City di Jovetic, in molti si sono chiesti perchè i Citizens hanno venduto Tevez. Potrebbe essere fantamercato, non che allo sceicco Mansour manchino i soldi, però non è del tutto illogico ritenere che abbia costretto Marotta ad accelerare la trattativa e in pratica, sotto forma di bonus e prezzo scontato, a pagare 15mln, la metà di quelli che sono serviti per acquistare proprio  Jovetic, l’investimento principale che doveva essere fatto su un giovane di grandi prospettive e sicure qualità. In pratica, i più scettici, ritengono che i Citizens abbiano compiuto una grande operazione di mercato, costringendo Marotta a mollare il suo iniziale obiettivo. Solo il campo potrà dire chi ha avuto ragione.

Poi c’è quel Llorente, secondo spagnolo a vestire la maglia bianconera dopo Luis Del Sol, giunto gratis dal Bilbao e nel quale tutti rivedono le movenze e le caratteristiche di David Trezeguet, l’uomo dell’area di rigore. Al momento, la certezza è che altrove si sono spesi 25 milioni per un giocatore e mezzo (Icardi + metà Belfodil), sperando che Llorente diventi una certezza per questa Juventus anche in campo.

Infine lavorerà tanto con mister Conte anche l’ultimo arrivato, il cui ingaggio è stato discusso per l’alto costo dell’investimento. Angelo Ogbonna, pagato 13 mln. più 2 di bonus al Torino(facilmente acquisibili e per i quali il Torino, paradossalmente, dovrà tifare Juventus), secondo difensore più costoso nella storia della Juve dopo Thuram. Terzo Bonucci, quarto Andrade. Somma che Urbano Cairo investirà nell’acquisto delle azioni RCS. Ogbonna è un giocatore che, durante il ritiro estivo, Conte ha provato come vice-Bonucci ma che parte principalmente come mezzo sinistro e vice-Chiellini per il fisico imponente che si ritrova, la grande aggressività, l’attenzione, la lucicidità, la concentrazione. Ad esse abbina una buona velocità, uno spiccatissimo senso dell’anticipo, del pressing e capacità di lettura dell’azione anche se difetta, palla al piede, nella repentina verticalizzazione dell’azione, rifugiandosi spesso in passaggi comodi ed orizzontali e prendendosi poche responsabilità d’impostazione. Caratteristica, questa, che Conte sta cercando già di limare in questi giorni di ritiro. Elegante negli interventi difensivi, tempestivo e pulito ma restio nel seguire l’uomo nell’uno contro uno e nell’assorbire i movimenti degli attaccanti avversari senza palla.

In conferenza ha dimostrato di essere anche un ragazzo intelligente, declinando le polemiche sul razzismo, non strumentalizzandolo (“A questo punto meno se ne parla, meglio è. Non voglio dover enfatizzare un discorso di questo tipo. Dovrebbero farlo altri, a cominciare da voi“), e quelle sul suo recente passato granata, che puntualmente, i giornalisti vogliono innescare. Risposte, le sue, educate e dalle idee chiare, dicendo espressamente di voler essere considerato come un serio professionista nel calcio del ventunesimo secolo, impegnandosi al massimo per la squadra nella quale gioca. Poi le allusioni giornalistiche su un suo poco impiego alla Juve e il rischio del posto in Nazionale, alle quali il ragazzo ha risposto con la formula lavoro-consapevolezza-sudoe. Insomma, “Gobbona” ha già appiccicato addosso l’etichetta di traditore, più o meno come a Balzaretti, e dà ancora più fastidio il fatto che abbia dato l’impressione di fregarsene. Ogbonna ha confessato che non legge i giornali e non guarda la tv. Insomma, vive nel suo mondo, ai margini della popolarità. snobbando le interpretazioni giornalistiche della propria professione.

Insomma, Tutti e tre i nuovi arrivati pare che abbiano già capito che stagione a fari spenti, concretezza, rapidità, squadra, lavoro, collettivo, impegno, quantità e qualità sono le armi per rivincere lo Scudetto e tentare l’assalto alla Champions. Alla prossima con la seconda parte dell’articolo.

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Il neo tuttologo De Laurentis.

NAPOLI VS SAMPDORIA

 

 

Articolo scritto da Alessandro Magno

 

In questi giorni di calcio molto chiacchierato e poco giocato la parte del leone la fa senza dubbio il presidente del Napoli Aurelio De Laurentis. Ho detto tutto. I giornali lo hanno battezzato ADL, che io leggendo i titoli dico: ”Ma chi è questo qua? Conosco ADP e scusate se è poco, lo conosco bene… ma questo ADL ?…boh”. Poi leggi gli articoli all’interno e vedi che trattasi del presidente del Napoli. C’è sempre lui, ogni giorno. Non ne passa uno senza la sua esternazione. Poi ora ha imparato a usare twitter, apriti cielo, e chi lo ferma più, è un cinguettio continuo. Ormai mi alzo al mattino col pensiero di che avrà detto ADL. Lui sa dove va Lewandowsky, cosa fa Ibrahimovic, dove va Jovetic, insomma sa tutto. Parla di Lavezzi, Quagliarella, della supercoppa Italiana. Dà del fesso al procuratore di Zuniga reo di spingere Zuniga verso altri lidi, come se non fosse lecito che una persona nella vita possa gradire di cambiare aria, dà del venduto anche al suo ex capocannoniere Cavani, reo di essere uno a cui piacciono i soldi, mentre immagino ad ADL facciano schifo. Magari scambiando i conti in banca fra lui e Cavani cominciano a fargli schifo pure a quest’ultimo, hai visto mai. Toglie le figurine del Napoli dall’album Panini, togliendo il gusto ai giovani azzurri di acquistare lo storico album. Ci fa sapere quanti soldi ha da investire però non è riuscito a fregare né Jovetic al City e neppure Gomez alla Fiorentina. Dà del fesso anche al suo ex- allenatore, l’unico che gli ha fatto vincere qualcosa: una coppetta Italia. Si perchè ADL, questo tuttologo che presto ci darà anche le quotazioni in borsa, i prezzi della benzina e le previsioni del tempo, l’oroscopo del giorno e quando dobbiamo mettere o no il formaggio sulla pasta, parla come fosse il massimo esperto e conoscitore di calcio mondiale, come fosse uno dei top presidenti con esperienza pluriennale sulle spalle, il re del mercato, il top del top del top del top. Uno a cui non la si dà a bere, uno che magari ha vinto tutto. Be ad oggi il suo palmares brilla (si fa per dire) di una misera coppa Italia. Il proverbio dice: “Il silenzio è d’oro”. Tradotto in napoletano: ”Aure’ e statt nu poc zitt”. Ovviamente si fa per scherzare.

 

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La rivincita dei “bruttini”

 

Tevez e ugly Betty

Scritto da Cinzia Fresia

Vi sarete accorti di come l’arrivo di Tevez, abbia calamitato un’ attenzione generale e non solo Juventina. Il centravanti argentino è stato molto fotografato, altresì preso in giro per il suo aspetto per così dire ..un po’ buffo. Infatti, si trovano sul web divertenti comparazioni: Tevez con “Ugly Betty”,  Tevez con l’incredibile Hulk. A dire il vero, sportivi non proprio con il “phisique du role”, riescono ad avere lo stesso successo dei colleghi decisamente più attraenti.

Il nostro Tevez è appena arrivato, non ha ancora fatto nulla, eppure riscuote molta simpatia e successo tra noi tifosi, una folla ad accoglierlo all’aeroporto e alla sede della Juventus in C.so Galileo Ferraris, a Torino è già una star e il rapporto con il pubblico è stato immediato, sarà il suo essere latino, ma Tevez è un uomo sorridente, offre sorrisi a tutti, e se riuscirà ad ambientarsi alla svelta in squadra, il suo successo non faticherà a consolidarsi diventando un beniamino dei tifosi. Il giocatore argentino è sicuramente consapevole che la stampa “nemica” sia terribilmente feroce con lui, ma per noi è importante che segni,  il bomber che tanto aspettavamo, i suoi gol lo faranno diventare bellissimo, almeno ai nostri occhi. Un altro “bruttino” che colpisce è Ribery, che non ha proprio la faccia di Alain Delon, e per lasciare stare il calcio per un attimo, il pluricampione mondiale di motocross Toni Cairoli dimostra che si può essere vincenti e di talento, avvenenza a parte.
Tutto sommato, anche Messi, non è proprio una bellezza e se Tevez somiglia ad “Ugly Betty” (l’attrice America Ferrera nell’omonimo serial) Messi mi farebbe venire in mente “Topo Gigio”, eppure, proprio lui .. si accompagna come tutti questi atleti citati, a signorine affascinanti che non si fanno problemi a cambiare  con una certa frequenza. Il fatto è che anche un “diversamente” bello e con un conto corrente possibilmente considerevole può piacere ed essere oggetto di interesse per donne decisamente di alto livello estetico ed economico. E poi, umanamente il bruttino piace alla gente, l’uomo esteticamente medio si può identificare supponendo di potercela fare.

Però la bellezza fisica ha il suo fascino, i calciatori già sono gli uomini del momento: maggiormente  approcciabili hanno fatto breccia nei cuori femminili più di attori o cantanti: prendiamo in considerazione Cristiano Ronaldo o David Beckam, i quali hanno  costruito  un impero economico solo con l’immagine, e come dimenticare Alex Del Piero, l’uomo più seducente della serie A, e proprio Alex ha fatto “tendenza” per anni, la moda maschile si ispirava a lui, modelli, attori e cantanti lo hanno imitato in tutto, una vera icona di stile.

Dubito che Tevez, anche indossando la maglia numero 10 eserciterà il fascino del nostro capitano, anche segnando 100 gol a stagione, non sembrerebbero nemmeno parenti .. ma noi a Tevez lo prendiamo anche così e gli vorremo un gran bene ugualmente.

Però la Juventus, ha voluto puntare su un po’ di “bellezza” che non guasta e fa pubblico, e noi ultimamente di belli ..beh .. siamo carenti, tolto Matri che alza un po’ i livelli, e non è detto che si fermi quest’anno, ecco perciò l’arrivo di Llorente, altissimo, bellissimo e sorridentissimo, conquisterà il pubblico femminile con il suo sex appeal e simpatia latina.

Tornando ai “bruttini”, il successo e il potere acquisito con un certo tipo di introito economico fa apparir “bello” chiunque .. anche “l’incredibile Hulk”, quindi, nessun problema di competizione maschile in fatto di aspetto, c’è posto per tutti .. cosa conta lo sappiamo è il denaro e di questo c’è n’è in abbondanza ..

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Tevez è quello che ci voleva?

Un buon elemento. Buonissimo. Ottimo. Bello anche a vedersi. Per i nostri standard di cattivoni, ovviamente. Tatticamente è un problema di Conte che mi sembrava orientato ad un modulo più europeo, la boa alla Ibra. Complessivamente non è un fenomeno e non ce l’hanno regalato. E non ci ha regalato niente. Chiaro che Galliani avesse smesso di cercarlo senza sconti. Speriamo vada tutto bene, due anni fa è stato fermo per aver rotto i coglioni.

Al Milan pare abbiano accusato il colpo.

Se l’avessero realmente voluto l’avrebbero preso. Sarebbe bastato dargli lo stesso contratto nostro. In Italia per vincere basta anche Matri.

E invece come la prenderanno Vucinic e Giovinco? C’è anche Llorente.

Llorente dei 3 è quello che in Cl potrebbe giocare di più. Vucinic e Giovinco come la prenderanno ? Come San Bernardo. Vedere tutto, sopportare tanto. E giocare un po’ per volta.

Juventus: Ragione e sentimento

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Scritto da Cinzia Fresia

Stiamo vivendo un momento interlocutorio, si parla, si dice, si mormora, si promette, si ritrae, i risultati tardano ad arrivare, i giornali hanno parlato per molte settimane di Higuain con un piede nella Juve, ma niente da fare l’ex del Real Madrid non troverà casa a Torino.

E’ vero,  è materia che fa vendere i giornali ora che il campionato è andato a “dormire”, la  carta stampata si  scatena  farneticando una sequenza di nomi che resteranno nel mondo delle idee giornalistiche e forse nei desideri dei tifosi. Ma d’altronde la Juve non ha mai detto niente di ufficiale, fino ad   oggi ed ecco un annuncio:  la trattativa con Tevez è riuscita, l’ex bomber del Manchester city è arrivato a Torino per sostenere le visite e ufficializzare la sua investitura.

La Confederation cup sta finendo, e Antonio Conte fresco di matrimonio si troverà a fare i “conti” con gli Juventini ammaccati e affaticati, reduci da questo torneo estivo,  un titolo curioso di alcuni “tutto sport” fa, parlava di Pavel Nedved al posto di Marotta, in effetti il Ds non si può dire brilli di luce propria in fatto di calcio mercato, scarsi gli affari e pochi soprattutto gli uomini necessari alla Juventus, è vero che Antonio Conte è un prestigiatore in fatto di allenamento, sappiamo quanto sia abile  ai tirare fuori linfa da una rapa,  ma come tutte le brave persone non bisogna approfittarne,  da professionista quale è, molto  ambizioso,  non disdegnerebbe  una volta nella sua vita Juventina breve o lunga che sarà, partorire un progetto con un campione vero, vorrà quella soddisfazione che va cercando da quando fa  l’allenatore, Pavel Nedved: un nome, una garanzia, legatissimo in una profonda e leale amicizia nei confronti della famiglia di Umberto Agnelli, sarebbe probabilmente l’uomo giusto al momento giusto. Da anni si è messo in “aspettativa” per arrivare al posto ambito non solo da lui ma da tutti i tifosi, un uomo dai trascorsi calcistici leggendari che ha voluto la Juventus per realizzarsi da  calciatore e forse un giorno da dirigente, ma come tutte le persone di valore sanno aspettare, Nedved non è fuggito quando la Juventus è ingiustamente scivolata in B, quando è stata infangata dall’indecente inchiesta di calciopoli,  Nedved nonostante i richiami delle “sirene” è rimasto qui, a Torino, ad aspettare  tempi migliori quelli  attuali, però ..  sarà stato il Tuttosport o il fiato sul collo di Nedved che improvvisamente e come per magia et voila …ecco uscire dal cilindro Carlito Tevez, siamo tutti senza parole .. e chi se lo aspettava? Chi ..sotto il “solleone” (si fa per dire) di giugno non avrà commentato negativamente i “rumors” circa il nostro calciomercato?

La notizia di oggi cambia tutto, come volevasi dimostrare è bastato il titolo di un giornale ed una figura minacciosa già con le mani sulla scrivania che si è materializzato in pochi giorni quel top player o presunto tale,   che ci  si aspettava,  o comunque ciò che Conte stava inseguendo. Con questo non significa che abbiamo finito, mancano ancora tanti nomi all’appello e il prossimo probabile  potrebbe essere  Ogbonna, difensore attivo al Torino a cui Conte dà la caccia da tempo immemore.

Questa volta i giornali hanno fatto un buon servizio a noi della Juve, la minaccia di Nedved ha fatto “pedalare” il ds Marotta concludendo la trattativa che interessava Conte e soprattutto i tifosi.

Ora vedremo cosa succederà, a questo punto il mercato diventa rovente! Incrociamo le dita ragazzi perchè il Tevez con tutto il rispetto funzioni, che non si metta ” in pensione” come hanno fatto i precedenti , e ci regali tanti gol ma soprattutto ci faccia brillare in Champions. Tanto in Juventus ci stanno già  tenendo molto a questo signore, assegnandogli  la “mitica maglia numero 10”, sì proprio quella ..di Alex Del Piero.

Si conclude perciò il dilemma 10 o non 10, nessun italiano ma nessun’altro giocatore della Juve, nemmeno Pirlo che poteva portarla non tanto per i trascorsi  precedenti, ma per quella parità di carriera che poteva consentirgli di indossarla senza sentirsi usurpatore, invece no. E’ stata data o forse meglio dire accettata da uno che è appena arrivato e di cui sappiamo solo le speranze.  E’ stato giusto? Forse sì o forse no. Questo clima intorno al nostro capitano ancora nel cuore, fa male .. perchè continuiamo a non capire il motivo di così tanto odio per lui .. e vorremo sapere. Ma l’acquisizione del numero 10 a Tevez mette tutti a tacere e i paragoni saranno evitati e poi 10 oggi, è diventato solo un numero, quindi non più importante.

Allora complimenti al nostro Ds e soprattutto Benvenuto a Carlito Tevez e che ci stupisca con i suoi gol ..

 

 

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Arriverà questo benedetto Top Player o anche in questa sessione dovremo accontentarci di quello che passa il convento?

Il problema per il convento Juve non è accontentarci il 31 Agosto. Ma dopo la 38°gara.

Ogbonna merita secondo te questo grande sacrificio economico?

Ogbonna viene per imparare. Bisognerà pur spendere qualcosa, tanto vale farlo per un difensore italiano.

E’ vero che in società c’è chi pensa di sostituire Marotta con Nedved?

Marotta è una di quelle classiche persone che possono essere sempre sostituibili. Finché i risultati di Conte sono buoni però sarebbe prematuro. E allo stesso Nedved non converrebbe. Intuendo il temperamento da polacco contro i panzer di Pavel non avrebbe la pazienza di fare questo calcolo. Mi auguro però che chi gli sta vicino sia meno romantico.

Intervista a me stesso.

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Di Alessandro Magno

 

 

1- Intanto questa intervista non è una cosa folle?

No perchè se è onesta non è folle, è diversa. Questo si.

2 – Non è facile cominciare perchè ti conosco troppo bene vediamo un pò. Sono anni ormai che ti occupi di Juve quale è stata la maggiore soddisfazione e quale la maggiore delusione?

La maggiore delusione è stata sicuramente la chiusura di juveforum che era un progetto a cui avevo dedicato un paio d’anni della mia vita e al solito mi ci ero buttato anima e corpo; perchè io sono cosi una cosa se la faccio vado fino in fondo altrimenti neppure la inizio e siccome fu chiusa, non per colpa mia, resta una grande sconfitta. Però c’è un altra cosa che mi ha fatto provare ancora più amarezza di questa. La maggiore soddisfazione invece….. non so bo, non mi viene in mente , tante. Come Alessandro Magno la maggiore soddisfazione è conoscere tanta gente che mi è diventata amica leggendomi e con cui ci siamo conosciuti di persona o telefonicamente. Ecco forse questa.

3 – Hai parlato di amarezza ora mi devi dire cosa?

Si la cosa che mi ha creato più amarezza in assoluto (e questo va oltre la delusione) sono state alcune mail di qualcuno che mi ha definito ”sciacallo che vuol farsi pubblicità sui morti” quando mi sono occupato dell’Heysel. Queste son cose che mi hanno fatto veramente male.

4 – Come hai risolto?

Non ho risolto. Chiesi a Domenico Laudadio che è il ”vate” della questione, gli dissi ”Mimmo che devo fare?” e lui mi disse semplicemente: ”Sai che non è così , sai che te ne sei occupato perchè ti andava di farlo, perchè sai che è una cosa giusta, vai avanti, fottitene” e io me ne sono fottuto e son andato avanti, anche se da allora ho imparato a tenere piuttosto un basso profilo sull’argomento.

5 – Domenico ti disse proprio ”fottitene” ?

Non lo so ma il senso era quello.

6 – A Domenico Laudadio hai fatto una bellissima intervista ne hai fatte anche altre ti va di parlarne?

Certo che si, sono orgoglioso delle mie interviste.

7 – La migliore e la peggiore?

Se dicessi la peggiore e la migliore farei torto a qualche amico, e poi le considero tutte ottime, è una cosa che mi viene particolarmente bene, sono logorroico a volte. Direi senza dubbio che quella a Domenico è stata la più emozionante, per l’argomento e per come si è svolta, perchè fu una sorta di discussione fra due persone una un poco più grande e l’altra più giovane….due fratelli che si raccontano……è un quadro che è venuto bene insomma a me piace molto. La più divertente è senza dubbio quella ad Antonello Angellini, lui oltre ad avere una grande ironia ha proprio un lato comico incredibile, mi sono sbellicato dalle risate a farla e devo dire anche il seguito con Zampini è stato ottimo. Però fra le due dico Antonello (spero Max non si offenda).
E la migliore comunque è quella mai pubblicata ad Enzo Ricchiuti. E’ andata così, da non credersi, prima me l’ha chiesta perchè gli piacevano le mie interviste, poi quando gliela feci disse che l’avevo messo veramente spalle al muro e che gli piaceva molto e l’avrebbe tenuta per l’apertura del suo sito che poi non aprì. E cosi è restata chiusa in un cassetto. E lo è tuttora.

8 – Però puoi pubblicarla e farcela conoscere?

No non lo farei mai senza l’autorizzazione di Enzo. Resta li è un segreto fra me e lui. E poi è passato del tempo non mi ricordo neppure più se è attuale, magari parliamo ancora di Krasic e Del Neri.  Non potrrebbe interessare più.

9 – Le cose di Enzo sono sempre interessanti . Come mai le interviste tue vengono considerate un po da tutti ”fatte bene”?

Intanto condivido sulle cose interessanti che scrive Enzo Ricchiuti. Le interviste son fatte bene perchè penso di essere un curioso. Non c’è un altro segreto.

10 – Hai un maestro che ti ha insegnato a fare quello che fai?

No non ce l’ho. Che mi ha insegnato non ho alcun maestro, faccio da autodidatta ed essendo un curioso apprendo un poco da qui e un poco da li.  Leggo molto. Leggo soprattutto da chi scrive bene e da chi scrive con onestà.
Come maestro però riconosco Enzo Ricchiuti perchè anche se scriviamo in modo diametralmente opposto, o comunque molto diverso, mi ha sempre dato un mucchio di consigli utili, mi ha sempre stimolato e incoraggiato a fare le cose che volevo fare, quindi anche se non uso il suo metodo lo vedo come una figura da cui ho imparato molto. Però mo’ basta con Ricchiuti se no l’intervista la fai a lui e poi quando la legge dice che ho esagerato negli elogi nei suoi confronti.

11 – Però lo hai nominato quasi sempre tu, io ti ho chiesto?

E’ vero ora che guardo hai ragione.

12 – Alessandro Magno è uno pseudonimo che durerà per sempre?

Non ne ho la più pallida idea, penso che prima o poi finirà, però non so quando. Forse quando vado in tv o in un vero giornale mi chiederanno di usare il mio nome vero, scrissi una volta per CalcioGp e li fecero cosi.

13 – Questo sottolinea due cose, che vuoi andare in tv o scrivere su un giornale vero?

Non me ne frega sinceramente nulla nè di una e nè dell’altra. Certo quando scrissi per CalcioGp mi fece piacere, feci anche un bel pezzo, anche li diverso.

14 – Ce lo ricordi. Ci ricordi anche il tuo vero nome e come è nato lo pseudonimo Alessandro Magno?

Si l’articolo in questione era la rivisitazione in chiave juventina del famoso discorso di Martin Luhter King ” I have a dream”, avevano chiesto a 12 persone di fare 12 articoli sulla Juve, bisognava per forza di cose cercare di esser originali e devo dire fui molto molto contento del risultato. Mi chiamo Bendetto Croce per cui anche il mio vero nome sembra un nikname tanto che una volta uno su un forum mi disse: ” Ma quale Benedetto Croce e Bendetto Croce cambiati sto cazzo di nikname” ….credo fosse un forum di politica da cui fuggii a gambe levate. L’altra domanda era? A lo pseudonimo di Alessandro Magno nacque come nikname sui forum in onore di Alex Del Piero non è nemmeno particolarmente originale ci sono altri Alessandri Magni che non sono io sui forum, quando Mirko Nicolino di Juvemania mi chiese di scrivere per lui gli chiesi come voleva mi firmassi e lui disse che visto che ero conosciuto come Alessandro Magno lui preferiva quello. E cosi rimase.

15 – A proposito degli articoli che scrivi ci sono articoli in cui ti commentano in molti e articoli in cui ti commentano molto meno, come si spiega questo?

Credo che un poco sia fisiologico nel senso che magari dipende anche dal momento della squadra e un pò sia il mio modo di scrivere. Tendenzialmente non sono uno che scrive per provocare quindi non ”scateno” la discussione però va bene così, non sento la necessità di provocare per forza, non devo inventarmi cose, scrivo quello che sento e spesso quello che sento lo sentono pure tanti altri, quindi in genere i commenti si limitano ad elogi o magari anche a chi non è d’accordo.

16 – Più critiche o più elogi?

In genere piu elogi.

17 – Il miglior commento che ti hanno fatto e quello peggiore.

I migliori quelli che a me piacciono di più son quelli quando mi scrivono che non avrei potuto dire meglio cose che volevano dire loro. Questo mi riempie sempre di gioia e di orgoglio. E’ una dote, piccola ma me la tengo. E’ un pò la dote delle rockstar se ci pensi. Cantano sentimenti loro che però condividono e provano in tanti. Nel loro caso in migliaia di persone, nel mio, molto meno, ma va bene così. Commenti contro una volta uno mi ha scritto: ” Mai visto un articolo più inutile di questo” ……però c’è anche a qualche amico mio che è andata peggio e gli han scritto: ”Torna a scuola”, oppure: ”Non c’ho capito ‘ncazzo” ah ah ah. Io solo: ”Articolo inutile”.

18 – Rispondi sempre ai tuoi articoli rispondi anche a chi non è d’accordo?

Rispondo sempre, lo trovo divertente e mi piace. Rispondo soprattutto a chi non è d’accordo.

19 – Hai mai sbagliato giudizio su un giocatore o dirigente e hai dovuto fare ammenda?

Senza falsa modestia devo dire mi sbaglio poco. Fortunatamente capisco un poco di calcio e ad esempio su Anelka e Bendtner c’ho preso in pieno senza che li vedessi all’opera ( si fa per dire), cosi come su Giovinco o Vucinic. Ricordo ancora un lettore: ”Farà 20 gol Giovinco e 10 Bendtner”. Dico: ”Se ne fanno la metà che hai detto andiamo bene”. Anche su Marotta non mi sono sbagliato. Comunque sia anche ai migliori capitano delle cadute e devo dire che fra i miei errori, cui ho dovuto fare poi ammenda, il primo posto lo occupa Barzagli. Francamente non pensavo si rivelasse così bravo. Ma sfido chiunque a dire che credeva in Barzagli. Siamo onesti. Devo dire che anche un poco Pirlo mi stupì ero convinto che il Milan ce lo dava mezzo rotto. Certo in questo caso la classe era indiscutibile.

20 – Passi per un grande Delpierista è vero, è così, non è così?

Intanto col tempo ho imparato a discostarmi da queste sette. Delpieristi, Agnellisti, 29isti, ventisettisti, l’altra com’era ? A si rancorosi e ju29ri. No, mi dissocio da tutto questo, sono Juventino pensante con la mia testa. Quindi dico ciò che mi piace e ciò che non mi piace. Certo se delpieristi vuol dire riconoscenti a Del Piero allora sono delpierista. Al di la delle etichette per me Del Piero è il più grande giocatore di tutti i tempi della Juventus.

21 – Quindi Agnelli non è il tuo Presidente?

Intanto ad Agnelli vanno riconosciuti tutti i meriti che ha nell’aver riportato la squadra ai vertici. Poi sinceramente io ”miei ” Presidenti non ne ho e non ne ho mai avuti. Agnelli è giustamente il Presidente della Juventus. Non ho mai pensato neppure di Gianni Agnelli o di Umberto Agnelli che fossero ”i miei” Presidenti. Questa è una forzatura che qualcuno ha voluto fare nella diatriba Alex-Agnelli, perchè va da sè che un bambino vuole la maglia del campione che vede in campo e  sogna di emulare il campione che è in campo, non ho mai visto nessuno diventare tifoso perchè la Juve è degli Agnelli o il Milan è di Berlusconi o l’Inter di Moratti. Poi certo c’è la parte storico-societaria ed è chiaro che siamo orgogliosi che la Juve sia della famiglia Agnelli, ma sono diventato della Juve perchè sognavo la maglia di Platini mica l’orologio sul polsino dell’Avvocato.

22 – Quindi sulla torre tra Agnelli e Del Piero butti giù Andrea Agnelli?

Se proprio devo, tra i due si.

23 – Non pensi che un Presidente possa decidere la fine dell’utilizzo di un giocatore anziano?

Altrochè se lo penso. Infatti avrei capito (a malincuore) se fosse arrivato Van Persie al posto di Del Piero. Allora era una questione anagrafica. Siccome son arrivati Anelka e Bendtner non era una questione anagrafica e considererò sempre quella di Andrea una caduta di stile. Del Piero evidentemente gli faceva una qualche ombra e allora ha deciso così. Sbagliando. Spero un giorno se ne renda conto e lo richiami. I suoi avi non erano mai in soggezione davanti ai propri campioni e nemmeno li consideravano ingombranti. Ma Andrea è giovane crescerà e riparerà. E poi mi pare abbia una grande fortuna. Del Piero non è vendicativo.

24 – Su alcune risposte pari Ricchiuti?

… come ti ho detto qualcosa ho imparato.

25 – Mi hai detto di Platini e di Del Piero. Credo che molti Juventini che li hanno visti entrambi faticano a riconoscere che Platini fosse inferiore a Del Piero . Come mai hai questo punto di vista?

Io sono cresciuto con Platini e devo dire non pensavo mai potessero nascere giocatori più bravi. Poi abbiamo visto i Zidane, i Messi, i Baggio. Insomma giocatori fortunatamente ne nascono sempre di bravi. Platini è stato grande, grandissimo per 5 anni. Probabilmente in 4 è stato il giocatore più forte che c’era sulla terra. Forse del Piero non lo è stato mai il giocatore più forte ma è sempre stato in una rosa di nomi. Però Del Piero è durato quasi 20 anni. Allora devo metter le carriere a confronto dei due per 20 anni e allora non c’è partita. Platini a 24-25 anni era uno sconosciuto, Del Piero aveva già vinto tutto. Platini ai primi acciacchi ha preferito lasciare l’altro ancora delizia le platee. Sarò folle ma se li metto sulla bilancia preferisco Del Piero. Comunque ognuno è libero di avere la sua opinione.

26 – Sei contento che questa maglia numero 10 la Juve non l’abbia ritirata?

Contentissimo. Non mi piacciono queste pagliacciate rubate al basket americano. Spero che la 10 della Juve ritorni quanto prima e ci siano tanti bambini che ambiscano ad indossarla.

27 – Quando ci fermiamo?

Direi che possiamo fermarci qui anche perchè te l’ho detto sono logorroico.

E’ stata una follia ma è stato un piacere, alla prossima.

”Questa avventura è stata una follia, è stata colpa mia, tu hai 16 anni ed io….ed io….”(Gabry – Vasco Rossi)
Piacere mio. Alla prossima.

 

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