Domenica 5 maggio 2013 – Juventus- Palermo Juventus stadium Torino … E Torino gridò …Juventus!

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Scritto da Luna23

Oggi, alle ore 15 a Torino, la Juventus ha vinto contro il Palermo 1 a 0 e ha consegnato nelle mani di Antonio Conte lo scudetto n.ro 31 per noi, il ventinovesimo per il resto del mondo. Il Palermo non ha potuto nulla contro una Juve che oggi voleva festeggiare con i suoi tifosi questo titolo tribolato e faticosamente conquistato da  Antonio Conte vero artefice di questa conquista.

La partita con il Palermo non era determinante, certamente insidiosa come con tutte le ultime in classifica, ma un’eventuale sconfitta non avrebbe cambiato nulla se non rimandare la festa   di pochi  giorni, ma un Palermo così sofferente, privo di gioco e di tattica contro una Juventus al settimo cielo non ha contrastato quella che era una vittoria  annunciata e molto desiderata. Il Palermo ha subito l’attacco della Juve è stata costretta nella sua metà campo quasi sempre, solo un paio di occasioni rimediate facilmente da Buffon, la Juve dalla sua ha confezionato azioni degne di nota sfortunatamente non concluse, anche questa volta è mancato il gol su azione che avrebbe coronato la chiusura della partita che ci ha portato  il tricolore. Il rigore procurato da Vucinic e  realizzato da Vidal, uomo rivelazione di quest’anno, sbloccherà il ritmo diventando più intenso, il tentativo di rimonta da parte degli avversari non  riuscirà ma per noi non avrebbe variato la nostra sorte, quella vincente, questa volta è veramente finita.

Conte è raggiante, ha voglia di sorridere, entra in campo con in braccio la figlia e il simbolo dello scudetto n.31, è un uomo che ha vinto ma che ha tanto sofferto. La Juventus è stata stoica ha saputo sopportare tutti gli impedimenti e le negatività di un’annata che vedeva degli avversari senza scrupoli,  che in modo imprevedibile sono crollati, la Juventus è riuscita ad arrivare fino ad un certo livello in champions, ma qui in Italia nulla da fare è stata implacabile. Conte ha vinto perchè ha  costruito  una squadra i cui componenti hanno saputo rendere a turno al momento giusto, e non un gruppo  intorno ad un giocatore trainante. Questo è stato il segreto di Conte. Mentre mentre stiamo brindando, si pensa già al prossimo anno e alla Champions, il nostro allenatore  vuole di più, desidera portare la Juventus sul  tetto d’Europa, per farlo occorrono cambiamenti, ora la stampa si scatenerà con fanta-notizie vere o presunte, già ci sono delle voci di un possibile allontanamento di Conte medesimo, smentite peraltro dal Direttore Sportivo Marotta, e di un valzer di stelle, stelline e di ex, probabilmente solo chiacchiere per far vendere i giornali, ma se vogliamo essere competitivi in Europa per sfidare quelle società di altissimo livello, bisogna essere attrezzati. Anche se mancano ancora alcune giornate alla fine del campionato, mi manca già  .. Non ha fatto mancare la sua presenza Alessandro Del Piero, le sue congratulazioni sono arrivate puntuali:  parole stupende per tutti, tifosi, società e colleghi.

Ma ora ..godiamoci la festa e che stasera non finisca mai.

Prepartita Juve-Palermo, fine della storia.

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articolo a firma di eldavidinho 

80 punti in 34 partite e il 31° scudetto a un solo punto di distacco. Nell’ormai celebre 5 maggio, a 11 anni di distanza dall’inatteso e inaspettato 26esimo scudetto, la Juve si appresta a festeggiare quello che è uno scudetto strameritato in un campionato stradominato, dopo quello straordinario vinto lo scorso anno. Un exploit senza il favore dei pronostici e dopo due settimi posti deludenti. Come ci tiene a ribadire spesso il mister, in Italia non è facile ripetersi e quest’anno è stato compiuta un’impresa della quale nessuno si rende conto, dal momento che sembra che tutti si siano dimenticati dei mesi in cui la Juve ha dovuto giocare senza mister in panchina, squalificato ingiustamente nell’ambito del processo sul calcioscommesse, parentesi stagionale che ha visto, però, la Juve macinare più punti di quanti ne abbia fatti con lo stesso mister in panchina. Ma questo, sino a Gennaio, non ha fermato la Juve che, a parte le due sconfitte con le milanesi, è campione d’inverno e stabilisce un nuovo record: 94 punti nell’anno solare 2012, meglio della Juventus di Capello. Poi il difficile mese di Gennaio, con qualche passo falso di troppo. Rimonte avversarie contro Parma, Lazio nell’andata di Coppa Italia, Genoa, Sampdoria, quest’ultimo match che culmina in una sconfitta interna, la terza stagionale. Tutti passi falsi dovuto ad errori individuali e tattici molto simili, ad un periodo di forma d’appannamento fisico legato ai carichi di lavoro contiani del ritiro invernale e alle partite di Champions che, lo scorso anno, non c’erano. Poi gli “orrori” arbitrali che hanno fatto sbottare il mister e tornare in mente la “brutta aria” che, di questi tempi, tirava anche la scorsa stagione. Sequenza di rigori negati con la Sampdoria, con la Lazio e col Genoa, quando il clamoroso mani di Granqvist e il “Non me la sono sentita” dell’arbitro Guida scatenano l’ira di una squadra che si ritrova con le squalifiche di Conte, Marotta, Chiellini e Bonucci. Banti nega altri tre rigori nel ritorno di Coppa Italia con la Lazio. La Juve perde 2-1 e dice addio alla finale di Tim Cup. Il fatto che nell’aria si respirasse “un’esagerata voglia di Napoli, con rigori per i partenopei che fioccano al San Paolo”, non ha permesso all’Italia antijuventina ed agli uomini di Mazzarri di raggiungere in classifica i bianconeri che, nello scontro diretto del San Paolo, pareggiando per 1-1 suggellando, raffreddando,  congelando e conservando in classifica i 6 punti di distacco che mettono fine ai sogni di gloria avversari. Sette giorni dopo, i punti di distanza diventano 9. Con la serie di 7 vittorie consecutive, la Juve vendicate le due sconfitte dell’andata con le milanesi e si porta a +11 da un Napoli che non regge il passo. I 4 gol di Vidal contro Lazio, Milan e Torino potrebbero chiudere con 3 giornate d’anticipo la pratica Scudetto, escludendo la partita col Palermo, e puntare ancora altri record: i 92 punti totali per superare i 91 della Juve di Capello del 2006, le 11 vittorie consecutive per superare le 10 della Juve del quinquennio, maggior distacco sulla seconda per battere la Juve di Lippi del 95. Ed entrare, oltre che nella storia, nella leggenda. La missione parte(o continua?) col Palermo.

Il bilancio degli incontri tra Juventus e Palermo giocati a Torino parla di 17 vittorie, tre pareggi e quattro sconfitte. Quella con i rosanero è sempre stata una sfida ricca di gol, tanto che non si è mai verificato il risultato di solito più frequente, cioè l’1-0. Il punteggio ricorrente, capitato cinque volte, è il 2-1. E la serie parte curiosamente proprio il 5 maggio, data dell’incontro di domenica prossima. In quel giorno, nel 1935, i bianconeri prevalgono dopo essere andati sotto per effetto di una rete di Blasevich. La Juve pareggia dopo appena tre minuti con Varglien II, per poi andare a conquistare la vittoria a un minuto dalla fine con Cesarini (il giocatore che dà il nome proprio alla zona temporale degli ultimi istanti di gara). Anche il secondo 2-1 vede risolutiva un’azione nei minuti conclusivi: è Giampiero Boniperti a mettere la firma decisiva nella sfida del 1953. Nel 1960, Boniperti apre le marcature. Pareggia poi Carpanesi e segna a fine primo tempo Colombo. Da notare che sulla panchina siciliana c’è Cestmyr Vycpalek, ex giocatore juventino e futuro mister che conquisterà a Torino i tricolori del 1972 e 1973. Tre anni dopo è Sivori, a metà ripresa, a siglare la rete del 2-1. Infine, c’è la gara del 7 maggio 2006: il 2-1 è opera di Nedved, Ibrahimovic e Godeas. Una partita storica perché è l’ultima che si disputa allo stadio Delle Alpi.

Nessun giocatore del Palermo ha disputato tutti i 34 incontri proposti finora dal campionato. Il fedelissimo della squadra è lo svizzero Steve Von Bergen con 31 presenze, seguito a quota 29 da Garcia, Munoz e Ilicic. Della rosa di giocatori del Palermo di oggi, sensibilmente modificata nel mercato di gennaio, sono quattro i giocatori che hanno ricevuto cartellini rossi: Aronica, Morganella, Von Bergen e Barreto. Il collezionista di ammonizioni è invece Munoz, con 10 gialli a carico. Il goleador della squadra è Ilicic con 10 centri. Seguono Miccoli con sei, Dybala con tre, Rios e Giorgi (in forza adesso all’Atalanta) con due e una folta schiera di giocatori con una marcatura a testa: Garcia, Nelson, Von Bergen, Fabbrini, Formica e i non più rosanero Brienza e Budan.

Una vittoria, sette pareggi e nove sconfitte: il bilancio del Palermo in trasferta è negativo, come attestano i soli 10 punti conquistati su 32 complessivi, i 10 gol segnati su 31 e la debolezza difensiva con 26 reti incassate (sei in più rispetto agli incontri casalinghi). L’unica volta che i rosanero hanno guadagnato l’intera posta lontano dalla Sicilia è avvenuta alla trentunesima giornata, grazie all’1-3 sulla Sampdoria.

Il tecnico potrebbe confermare il 3-5-1-1 delle ultime gare, pronti a dar manforte dalla panchina Quagliarella, Matri ed il recuperato Giovinco. In settimana, amichevole a Vinovo contro il Lugano (Serie B svizzera), i bianconeri sono andati a segno con Giaccherini, Anelka e Braccini per il punteggio finale di 3 a 3.

Nel Palermo, dopo Dossena, hanno fatto rientro in gruppo Miccoli ed Ilicic: i due appaiono recuperati e dovrebbero così comporre il tandem d’attacco rosanero. Infine a Torino mancherà Morganella causa squalifica, Sannino dovrebbe affidare a Nelson la fascia destra di centrocampo.

Per Juventus-Palermo di domenica pomeriggio è stato designato l’arbitro Andrea Romeo di Verona. Si tratta della 3ª gara in stagione, dopo le due con Parma e Bologna, entrambe vinte allo Juventus Stadium. Una consuetudine, per i bianconeri, avere Romeo nelle gare casalinghe. Gli otto precedenti sono stati tutti a Torino, gli ultimi tre allo Juventus Stadium, i primi cinque allo stadio Olimpico. Il bilancio è di cinque vittorie, un pareggio e due sconfitte. Tra questi otto incontri non ce ne sono con il Palermo. Per il match di domenica, gli assistenti saranno Andrea Edoardo Stefani e Andrea Padovan. Il quarto uomo Massimiliano Grilli e gli assistenti d’area Gianpaolo Calvarese e Renzo Candussio. Forza Juve.

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E forza Toro facci un gol…

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Articolo scritto da Alessandro Magno.

 

Come ogni buon torinese che si rispetti vivo in compagnia dei granata. Non perché siano più di noi, non cadete in questo luogo comune che è l’ennesima loro mistificazione. Sono il massimo a raccontare balle. In città sono quanti noi, probabilmente anche meno, con la sola differenza che di juventini ne trovate in tutta Italia e pure nel mondo, di granata al di fuori di Torino neppure l’ombra. Questo fa si che quando un forestiero capita da queste parti esclami: ”Ammazza quanti granata a Torino!”. E capirai! Quanti ascolani ci sono ad Ascoli? Quanti dell’Atalanta a Bergamo, quanti fiorentini a Firenze? Ripeto è normale. Se non li trovaste qui dove li volete trovare i granata a Palermo? Altro luogo comune che spesso colpisce i forestieri è la storia delle bandiere alle finestre e degli stemmini granata alle targhe delle auto. Per quanto riguarda le bandiere noi come tutti, le esponiamo quando vinciamo qualcosa, e quando le esponiamo, per loro non c’è proprio partita. Per quanto riguarda le auto invece il granata li da il meglio di se. Va detto che è una gara falsa e lo sanno, perché loro per primi sanno che nessun juventino puo’ fare altrettanto senza rischiare una riga sull’auto o una gomma forata. Al granata, ovviamente, non capita non perché apprezzato dagli altri, ma proprio perché non se lo caga nessuno.

Il granata poi, difficilmente nasce da sè a differenza di quanto sostengono. Il granata nasce in una famiglia di granata dove si fa dell’odio alla Juve, unica effimera soddisfazione, una ragione di vita. Ora qualsiasi bambino che ragiona con la propria testa s’innamora di una squadra bella e combattiva, che gli da anche una qualche soddisfazione. E’ normale che nell’epoca del Milan di Sacchi sono venuti su tanti milanisti, come gli interisti nell’epoca di Mourinho o Ronaldo, cosi come juventini per Baggio, Platini, Del Piero eccetera eccetera. Ora capisco che qualche bambino si possa innamorare di Rolando Bianchi… ma quanti? Al Toro se non ci pensano papà e mamma granata a portare sulla via-sfigata i propri figli è quasi improbabile che questo accada. Che genitori degeneri. Ma piuttosto liberateli a ‘sti ragazzi, fategli tifare che so… il Milan. Ma non vi basta la vostra di vita da sfigati ma pure quella dei vostri figli? Si raccontantegli che un giorno arriverà la vittoria sulla Juve. E dopo? Altri 20 anni di sfiga a divinis? Ma dai!

E’ per questo che è bello vincere il derby, è bellissimo vincerlo a 5 minuti dalla fine con due gol sotto la maratona. Vincere dopo averli dominati in lungo e in largo, dopo aver dato l’impressione di poterli vincere largamente e avergli dato l’illusione di prendere quel misero punticino contro di noi. Perché poi il granata se pareggia con la Juve va in giro a raccontare che ha vinto. E’ bello nel loro stadio che non è neppure il loro, dove ci volevano dare uno spicchio come abbiamo fatto noi con loro all’andata e ci hanno dovuto dare invece mezzo stadio che altrimenti neppure lo riempivano. Ed è la metà del nostro come capienza. E’ bello perché sentiamo granata dirsi fra di loro, come gli indiani nella riserva: ” Torino è granata” oppure ”c’è solo una squadra a Torino” quando davvero nessuno vi fila. E’ bello vedere che credete ciecamente nelle cavolate che dite, quando vi riempite la bocca di parole di squadre che neppure avete mai visto giocare, quando sono 18 anni che non vincete un derby e 11 che non ci segnate neppure un gol. L’ultimo mi pare fosse Cauet. Ma chi cacchio è Cauet?

Spero la prendiate questa lettura con la giusta ironia, in quanto non sono cattivo e neppure vi odio. Come potrei? Con voi sono 6 punti sicuri tutti gli anni e un godimento unico vedere le vostre facce ”da tola” post-derby. Semplicemente non mi piacete. Anzi sportivamente vi detesto. Vi trovo insopportabili quando con quei sorrisini aspettate le nostre (poche) sconfitte. Vi trovo insopportabili ancora di piu’ quando tifate sempre e solo contro il nostro avversario e poi fate i finti sportivi il giorno dopo della serie: ”sapevo che vinceva la Juve” oppure ”ha vinto la Juve perché quest’anno è veramente forte” sempre frasi dette con ipocrisia. Non vi sopporto perché se vinciamo contro il Chelsea non vi fate vedere. Il calcio non vi interessa. Dite: ”Non l’ho vista”. Ma chi vi crede. State dietro le tv a seguire la Juve peggio di noi Juventini! Improvvisamente poi, resuscitate come zombie dalle tombe dopo che la Juve le prende dal Bayern. Voi che contro queste squadre ci potete giocare solo alla play station. Vi detesto perché spesso a Torino rappresentate la parte più piemontese della città e io da meridionale so bene cosa vuol dire, e nonostante questo avete tifato spudoratamente per il Napoli quest’anno. Vi costringiamo pure a questo. Coerenza sotto zero. Come ho detto conosco tanti granata abitando a Torino, e sinceramente sul piano sportivo li detesto tutti. Anche quelli che sul piano umano restano miei amici.

Torino è bianconera fatevene una ragione. Senza l’odio nei nostri confronti voi neppure esistete. Raccontate tutte le storie che volete, avete solo i vostri figli piccoli che vi credono, in tutta Italia e in tutto il mondo la Juve è la Juve, il Toro? Boooooooooo. Ci rivediamo il prossimo anno, spero. Noi siamo quasi bis-scudettati voi spero per NOI che vi salviate. 6 punti facili facili ogni anno dove li andiamo a trovare. 5 gol fatti zero subiti. Zero gol subiti dalla Juve nei derby negli ultimi 11 anni. Che posso dirvi di più?

E forza Toro facci un gol!

 

Gli articoli di Alessandro Magno escono su:
ilblgodialessandromagno.it ,  Juvamania.it ,  ladivinajuventus.it , ilbianconeronews.blogspot.it

Torino – Juventus 0-2 Sintesi.

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Domenica 28 aprile 2013 Torino-Juventus – Stadio Olimpico- Torino: “il regolamento di conti”

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Se il Toro non interpretasse questo evento ogni volta come un “regolamento di conti” forse il derby diventerebbe  una partita più  interessante per il calcio giocato, e non attraente per le coreografie delle due fazioni.  I  nostri considerate eventuali direttive dall’alto e posizione in campionato privilegiata   hanno preso botte  stando  abbastanza zitti, ma non può durare. Sebbene il tormentone settimanale parlerà della famosa trattenuta di Bonucci, e il Toro insisterà dicendo che il risultato poteva andare diversamente, atteggiamento riconducibile allo  stile Toro dare colpa alla Juve di tutto, l’opinione pubblica sorvolerà sicuramente  su la violenza gratuita dei giocatori granata per quasi tutta la partita, vedi Meggiorini .. In realtà, la Juventus poteva vincere con molto più margine se non avesse errato almeno 3 palle gol, per fortuna che c’è Vidal che  sveglio come una lepre,  ha sbloccato il risultato con un gol straordinario, la chiusura di Marchisio ha dato il colpo di scure che ha messo fuori gioco l’avversario.

Ci siamo levati una bella seccatura e messo altri 3 punti in cantina, ne basta solo 1 e abbiamo vinto, il match è stato risolto negli ultimi 10 minuti con  grande soddisfazione per Antonio Conte.

Una bella partita? No, francamente le belle partite per me sono altre, certo la condizione atmosferica ha disturbato  moltissimo e aumentato tensioni, i granata più che una squadra di calcio sembrava un’insieme di picchiatori in libera uscita, la Juventus che comincia ad  accusare  stanchezza e punte di distrazione riesce a dominare gli attacchi del Toro che trascendono nella scorrettezza. Comunque la Juventus ce la fa, di riffe o di raffe riesce a non farsi fare gol, grazie a due fondamentali  parate di Buffon che annullano le poche riuscite azioni del Toro. La Juventus invece nel primo tempo e buona parte del secondo ha sbagliato diverse palle gol, di cui due dall’unico attaccante in campo, Vucinic. Per fortuna che  la Juve  può contare su Vidal, anche se non è un bomber ma il fiuto del gol ce l’ha, ed ultimamente ci ha fatto vedere di cosa è capace, grazie a lui, abbiamo sbloccato un risultato destinato ad un pareggio, peraltro obiettivo del Toro. Ci sono stati due macroscopici errori della difesa del Torino che sono costati cari a Ventura e C. lasciare due elementi come Vidal e Marchisio smarcati  è stato fatale.

Al posto dell’allenatore La formazione era anche azzeccata, ottima la difesa e  centrocampo  fortissimo, solito problema dell’attacco, prestazione Vidal-Marchisio a parte, gli attaccanti sono stati carenti tutti, da Vucinic rimasto troppo a lungo in campo idem Quagliarella che forse gioca troppo poco. Sta di fatto che le difficoltà non le risolvono gli attaccanti, ma tutto verte sul centro campo. E’ stata corretta la sotstituzione di Lichsteiner le cui prestazioni non brillano come l’anno scorso ed è spesso in preda al nervosismo per motivi futili. Tutto sommato, la JUventus ha retto bene la carica, la rabbia e la sete di vendetta del Toro che non ha risparmiato nulla, calci, pugni, litigate, scaramucce ecc. ecc., .. più che un terreno di gioco sembrava un campo di battaglia. E sinceramente non è gradevole vedere questi spettacoli. Facendo un riferimento a come si dovrebbe giocare a pallone, l’esempio  l’hanno dato le 4 squadre  che si stanno contendendo la finale di Champions league, i quali dimostrano di non essere mai in balia degli eventi. Con un’attività arbitrarle ridotta al minimo,   le partite  hanno avuto   un decorso  fluido e poco contaminato da falli dettati più dalla rabbia che dalla effettiva necessità, un vero confronto da prime della classe.

Da noi l’arbitro ha sempre il fischietto in bocca, c’è sempre qualcuno per terra, non si va avanti, è inutile giustificarsi dicendo che mancano i talenti, va cambiato il sistema, parlare di meno e giocare meglio. Comunque va bene così. Vorrei, per non far mancare nulla a questo commento, fare un’osservazione a Massimo Mauro, commentatore sky, quando chiede a Conte se non sarebbe stato più giusto un pareggio per far contenta anche la città di Torino, e il nostro allenatore risponde a tono dicendogli che a lui queste domande non si dovrebbero fare, ricordandogli la squalifica subita. Condivido la risposta di Conte, e sottolineo l’uscita infelice di Mauro, di cui non ho afferrato il senso. Vittoria non  meritata? La famosa trattenuta?
Pare che Jonathas fosse anche in fuori gioco, ma non penso che la vittoria o il riscatto di una stagione, quella del Toro che sta lottando per la salvezza, non possa dipendere da questo risultato, mentre la Juve, è vero che ha sbagliato nel primo e una buona parte del secondo tempo, ma ha segnato e ha vinto, quindi la vittoria è meritata. Ventura se fosse onesto, ammetterebbe che non ha potuto nulla contro una tattica di gioco che al momento il Toro non la vede nemmeno con il binocolo, ed attaccarsi alla “trattenuta” è arrampicarsi sugli specchi.

Va beh ..diamoci l’appuntamento alla prossima settimana, -1 e abbiamo vinto!

 

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Più 11 sulla seconda a 5 giornate dalla fine è il momento decisivo?

S’è vinto lo scudo già ad Agosto.

La primavera vince la coppa Italia a Napoli non sono mancate le polemiche. La premiazione come è andata?

Non seguo la Primavera. Mi fa piacere che vinca: seguire però la Primavera mi chiedi troppo.

Si è fatto al solito tanto clamore per i gesacci dei nostri primavera contro il pubblico del San Paolo nulla di che invece per le risse di Domenica a Catania e Napoli.

I gestacci dei nostri erano più divertenti.

Prepartita Torino-Juve, in cerca della matematica.

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articolo a firma di eldavidinho
 

 

 

Nella settimana di avvicinamento alla sfida coi cugini rivali del Torino, che
potrebbe già sancire la definitiva vittoria del trentunesimo Scudetto, e dopo gli strascichi della vittoria di rigore col Milan, a tenere banco sono stati il
caso dei falsi cori razzisti a Boateng, ormai solita montatura giornalistica,
ma soprattutto 30.000 euro di multa ricevuti per altri presunti cori insultanti
ma non razzisti a Robinho; la questione della coreografia della Est pagata da
Tim, mossa societaria poco rispettosa verso i propri tifosi, molti dei quali si
sono visti strumentalizzati dalla società per l’annosa questione di Calciopoli;
il calciomercato con l’affare Ibrahaimovic che sicuramente riempirà le prime
pagine dei giornali sportivi per il resto del periodo di mercato; le domande
sulla Juve che verrà, con l’obiettivo di ridurre il gap che c’è in Europa con
le squadre che, in questa settimana, hanno disputato l’andata delle semifinali
di Champions League con risultati finali inimmaginabili come la larga e
convincente vittoria del Bayern sul Barcellona che lascia poche speranze di
rimonta ai blaugrana, e l’inaspettata vittoria del Borussia sul Real Madrid con
lo stesso sorprendente numero di reti realizzare dal Bayern All’Allianz, un 4-0
ed un 4-1 che sanciscono il nuovo dominio, in Europa, del moderno e giovane
calcio tedesco . Poi c’è stato un nuovo episodio di “demistificazione e
malafede giornalistica”, perché, oltre ad essere un vero dispiacere il fatto
che l’intervista di Andrea Agnelli al Financial Times si sia ridotta all’
argomento Calciopoli, avendo il presidente bianconero affrontato non solo la
situazione della Juventus, l’attenzione di molti giornalisti è caduta su poche
righe, scritte in inglese ma poi tradotte male in italiano. Dunque, la
traduzione corretta delle parole del Presidente, che sarebbe dovuta essere: “Ma
Moggi telefonava ai capi degli arbitri e molte altre persone, come è poi venuto
fuori”, magicamente, è diventata “Ma Moggi telefonava agli arbitri come tutti
gli altri”, con la differenza che chiamare gli arbitri era illecito(e Moggi non
lo ha mai fatto, a differenza di altri), chiamare i designatori, invece, non lo
era affatto e si poteva parlare al telefono, con loro, liberamente. E prima di
passare alla presentazione della sfida col Torino, non posso che chiudere con
due perle di saggezza che Stramaccioni e Mazzarri ci hanno riservato alla
vigilia di questa giornata di campionato. Il primo avrebbe affermato con
sicurezza che “La mia Inter al completo avrebbe battuto il Bayern Monaco ad
inizio stagione, il secondo, con spavalderia, che “Il mio percorso qui a Napoli
è paragonabile a quello del Borussia Dortmund.”.
Ma domenica pomeriggio, al Comunale di Torino, si torna a giocare il Derby
della Mole. 26 vittorie, 23 pareggi e 18 sconfitte: nella sfida della Mole
giocata in casa del Torino, il bilancio parla a favore dei bianconeri, con una
differenza significativa anche di gol segnati (89-72). I derby del mese di
aprile sono improntati a un grande equilibrio: due i successi granata (nel 1942
e esattamente 50 anni dopo), quattro i pareggi (2-2 nel 1955, 0-0 nel 1966, 1-1
nel 1977, anno che vide la Juventus prevalere al fotofinish sui rivali proprio
grazie al punto guadagnato nel derby e 1-1 nel 1987). L’unico trionfo juventino
risale al 1996, una sconfitta particolarmente amara per i cugini che chiudono
in vantaggio di una rete il primo tempo grazie a Rizzitelli, ma si trovano
rovesciato il verdetto a causa di un autogol di Sogliano e a una prodezza
inventata da Gianluca Vialli. In quella stagione il Toro finirà in Serie B,
mentre un mese dopo la formazione guidata da Marcello Lippi alzerà la Champions
League.
Sei vittorie e altrettante sconfitte, con quattro pareggi: è questo lo score
del Torino all’Olimpico, dove ha raccolto 22 punti a fronte dei 15 in
trasferta. 21 i gol fatti (fuori casa ne ha segnato uno in più), 22 le reti
incassate (cinque in meno di quelle lontane dal suo stadio).
È il portiere Gillet il punto fermo del Torino, come testimonia il fatto che
non ha saltato neanche uno dei 3154 minuti giocati dalla squadra. Con una
presenza in meno c’è il centrocampista Alessandro Gazzi. Tre gli espulsi
finora: Glik (nel derby d’andata), Ogbonna (nella trasferta di Cagliari) e
Darmian (a Firenze nella giornata di domenica scorsa). Darmian che è anche il
collezionista principale di ammonizioni, con 11 gialli. Il goleador della
squadra è il capitano Rolando Bianchi, che ha già toccato la doppia cifra con
10 gol. Gli altri marcatori sono Cerci con sei, Santana con quattro, Meggiorini
e Barreto con tre, Brighi, Gazzi, Stevanovic, D’Ambrosio, Birsa e Jonathas con
due, Sgrigna, Basha, Glik, Sansone con uno, con in più il contributo di un’
autorete.
Ventura non può disporre degli squalificati Vives e Darmian: saranno
D’Ambrosio e Masiello a presidiare le fasce di difesa, mentre in mezzo al campo
toccherà a Basha affiancare Gazzi. In attacco Bianchi e Barreto potrebbero
esser scelti dal tecnico per comporre il tandem titolare dell’attacco. Infine
migliora Brighi che dalla prossima settimana si renderà nuovamente disponibile.
Ricordiamo che la partita disputata all’Andata col Torino, è l’unica in cui
Conte decise di cambiare modulo e giocare con un inedito 4-3-3 sin dal primo
minuto. Questa volta dovrebbe giocare, però, col 3-5-1-1 delle ultime
settimane, versione di fine stagione del 3-5-2 di quest’anno. In caso di
vittoria e contemporanea non vittoria del Napoli, i bianconeri potrebbero
festeggiare con quattro gare di anticipo la conquista di un altro Scudetto.
Appare al momento improbabile il recupero di Giovinco per il derby. Si profila
una nuova panchina per Quagliarella e Matri, con Vidal-Pogba-Marchisio in campo
tutti contemporaneamente.
Un arbitro di grande esperienza per il Derby della Mole di domenica
pomeriggio: Torino-Juventus sarà diretta da Mauro Bergonzi di Genova. Il
direttore di gara ligure trova i bianconeri per la terza volta in questa
stagione, sempre in trasferta, nei successi di Verona con il Chievo (2-1 il 3
febbraio) e Bologna (2-0 il 16 marzo). Un doppio successo che ha portato a 12
le vittorie juventine con Bergonzi, in un totale di 17 gare. Tre pareggi e due
sconfitte nelle altre cinque sfide. Tra questi precedenti non ci sono Derby,
quindi quello di domenica sarà il primo in assoluto. All’Olimpico, gli
assistenti saranno Nicola Andrea Nicoletti e Massimiliano Grilli. Il quarto
uomo Maurizio Viazzi. Gli assistenti d’are Andrea De Marco e Antonio Danilo
Giannoccaro. Forza Juve.

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Lasciatemi sognare

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Articolo di Massimo Gizzi

 

Con uno scudetto (quasi) in cassaforte e senza, purtroppo, l’obiettivo Champions (ma sia chiaro, grazie al Mister e ai ragazzi per la splendida cavalcata), si comincia ormai insistentemente a parlare di mercato. E’ la stagione dei sogni, in cui ognuno di noi costruisce nella sua mente lo squadrone imbattibile, con la passione del tifoso ma anche col raziocinio del manager, facendo calcoli su entrate, uscite, valutazioni, plusvalenze e quant’altro. Certo, poi bisognerà tornare alla realtà e fare i conti con Marotta…. ma, per qualche settimana, è lecito sognare.
E allora vorrei proporvi la mia Juve, o meglio, le mie Juve, a seconda di come Conte deciderà di affrontare la prossima stagione. Una cosa da premettere: il mio ragionamento esula da eventuali “contestazioni” su cavalli di ritorno, argomento sul quale ognuno ha una propria opinione su cui non voglio ovviamente sindacare. Tanto per chiarire: parlo di Ibra, giocatore tanto forte quanto infedele, professionista al massimo livello, certo non uno che scalda il cuore dei tifosi con promesse di amore eterno, ma uno che ha sempre onorato ogni santissimo contratto con impegno e dedizione totale. E allora diamo il via alle danze.
La mia Juve col 442 a rombo
Buffon – Licht Barzagli Bonucci Chiello – Pirlo Vidal Pogba Marchisio – Ibra Sanchez
Storari – Caceres Marrone Peluso – Verratti Isla Asamoah Bonaventura– Llorente Vucinic
Altri: Terzo portiere, Pepe Quaglia
I difensori potrebbero sembrare pochi numericamente ma non dimentichiamo che abbiamo giocatori che possono ricoprire più ruoli, pertanto come esterni avremmo Licht, Chiello, Caceres, Peluso e volendo Pepe e Asa in estrema emergenza, mentre come centrali avremmo Bonucci, Barzagli, Chiello, Caceres e Marrone, se proprio la sfortuna si accanisse contro di noi avremmo Peluso e anche Vidal che ha già ricoperto quel ruolo.
La grande capacità fisica degli esterni bassi, necessaria per questo modulo, sarebbe garantita da qualsiasi dei nostri difensori. Immagino già la prima osservazione: Bonucci nella difesa a 4 non è lo stesso giocatore della difesa a 5. E’ in parte vero ma dobbiamo ricordare che Bonucci nasce difensore centrale proprio nella difesa a 4, modulo che l’ha visto protagonista nel Bari di Ventura, e inoltre la crescita esponenziale di questi ultimi 2 anni anche e soprattutto a livello di concentrazione e di lettura tattica possono portarlo alla consacrazione anche con questo modulo. I nostri 4 assi di centrocampo giocherebbero tutti e l’attacco con Ibra e Sanchez sarebbe favoloso. Con Ibra che viene tra le linee a dettare il passaggio e Marchisio e Vidal a buttarsi dentro penso che vedremmo uno spettacolo pazzesco.
Acquisti: Ibra (12 mln) Sanchez (8 mln + obbligo di riscatto di ulteriori 17 mln il prossimo anno per non gravare sul bilancio corrente), Verratti  (20 mln), Bonaventura (4 + 6 il prossimo anno), Llorente (par 0) Isla e Asa (18 mln). Totale 60 mln
Cessioni: Matri (10 mln), Giovinco (14 mln), Padoin (4 mln), De Ceglie (4 mln), Giak (7 mln), Melo (5 mln), la comproprietà di Immobile o Boakie o Gabbiadini, per altri 5 mln. Totale: 49 mln
Certo l’ingaggio di Ibra sarebbe oneroso ma con un passivo di mercato di una decina di milioni sarebbe senz’altro abbordabile.
La mia Juve col 352
Buffon – Barzagli Bonucci Chiellini – Pepe Vidal Pirlo Pogba Bale – Marchisio – Ibra
Storari – Caceres Marrone Peluso – Licht Isla Verratti Giak Maxwell- Vucinic – Llorente
Altri: Terzo portiere e Padoin
Acquisti: Ibra + Maxwell (15 mln), Bale (50 mln), Verratti (20 mln) Isla e Asamoah (18), Llorente (par 0). Totale 103 mln
Cessioni: Matri (10 mln), Quaglia (8 mln), Giovinco (14 mln), Asamoah (20 mln), De Ceglie (4 mln), Melo (5 mln), le comproprietà di Immobile, Boakie e Gabbiadini per altri 15 mln Totale 76 mln
Sarebbe un mercato più dispendioso ma anche un passivo di poco più di 25 milioni + gli ingaggi parecchio onerosi di Ibra e Bale sarebbero comunque sopportabili grazie ai proventi champions
Personalmente preferirei la prima opzione ma anche la seconda con due veri esterni sulle fasce e Ibra davanti sarebbe comunque eccezionale.
A voi i commenti, prima di risvegliarci con la realtà marottiana….

Juventus – Milan. Anestesia di una vittoria.

CALCIO: SERIE A, JUVENTUS-MILAN

 

Articolo scritto da Alessandro Magno

La partita non è stata bella. Antonio Conte ha deciso che che la Juve di questo nuovo corso ”primaverile”  non deve proprio rischiare niente. A torto o a ragione la vittoria contro il Milan è arrivata con il minimo sforzo. Quasi anestetizzata. I rossoneri sono apparsi molto stanchi e spuntati senza Balotelli, forse è vero che il lungo inseguimento li ha fiaccati o forse la loro reale forza è questa e la ”grande” rimonta non è tutta farina del loro sacco. Qualcuno ha detto che dall’ottava in poi hanno fatto gli stessi punti della Juve. Non so come li hanno fatti ma io ho avuto l’impressione che proprio forti come la Juve non lo sono. El Shaarawy e Pazzini sono stati bloccati in modo egregio dalla nostra difesa. Buffon ha corso solo qualche pericolo su tiri da fuori più che altro di Montolivo, Muntari e Mexes sempre comunque abbastanza centrali. L’impressione che ho avuto è che la Juve se avesse voluto avrebbe potuto vincere con più margine ma come detto, ha prevalso la voglia di amministrare e non rischiare. C’è uno scudetto da portare a casa costi quel che costi.

Non è il momento certo di fare i sofisti ma qualcosa sulla prestazione dei singoli la voglio dire visto che la partita in se non ha detto molto. Probabilmente Vucinic andava cambiato prima. Contro una difesa, quella rossonera, che non mi pare affatto impeccabile giocare con una punta in più o con un centravanti vero, sarebbe stato probabilmente più utile a chiudere l’incontro. Io non l’avrei disdegnato. Matri è finito nuovamente nel dimenticatoio e ho l’impressione che ieri avrebbe anche potuto dire la sua. Stesso discorso devo farlo per Asamoah e Lichtsteiner estremamente contratti e preoccupati di difendere il quasi gioco -nullo del Milan sulle fasce. Vidal è una garanzia, l’unico vero Top Player scoperto da Marotta ( Pirlo lo era già, Pogba lo deve ancora diventare), tuttavia mi fa sempre venire una certa apprensione quando calcia i rigori. A me hanno insegnato che non si tirano altri e men che meno all’incrocio dei pali. Rischio di sbagliarlo enorme, poi finisci a togliere le ragnatele nel sette e allora tutti a congratularsi ma un altro rigorista io lo cercherei, magari proprio Vucinic che mi pare che in questo riesce meglio di altri.

Mi sono perso più o meno quasi tutte le interviste post partita ho visto solo quella di Amelia che si arrampicava sugli specchi per difendere un rigore solare e indifendibile con un alquanto improbabile: ”Asamoha mi poteva saltare, ma le immagini mi danno torto”, be dico se ti rendi conto che ti danno torto che parli a fare? E Allegri rammaricato perchè era una partita da pari ed era finita persa, ma francamente vince chi segna e non mi pare che all’andata la partita la meritasse il Milan.

Concludendo credo che anche se effettivamente era una partita che poteva finire pari e che il Milan era imbattuto nel girone di ritorno, non mi pare che i rossoneri abbiano fatto questa grande partita, nè tantomeno meritassero qualcosa di più di un misero punticino, nè ancora di più dopo il gol del nostro vantaggio siano stati arrembanti o furiosi di raggiungere il pari. Anzi nonostante l’ingresso di Bojan è andata più vicino la Juve al 2-0 che non il Milan al pari. Boateng si era prefisso di venire qui a fare una grande partita e a tirare più forte per far gol. Ritenta sarai più fortunato. Sarà per la prossima volta. Salutate la capolista.

 

Gli articoli di Alessandro Magno escono su:
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Juventus-Milan – domenica 20 aprile 2013 Torino Juventus stadium – Si comincia a vedere qualcosa ..

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Diciamo che si comincia a vedere da lontano l’immagine della vittoria di campionato  che di settimana in settimana si sta materializzando di fronte ai nostri occhi, non si parla ancora di scudetto finchè la matematica non dirà di sì, ma il sorriso e la gioia  sono inequivocabili.  Antonio Conte non ce la fa più ..ha voglia di staccare, ha voglia di prendersi la famiglia e portarla in vacanza, ha voglia di spegnere la luce  e non pensare più al pallone per un po’.

Lo capisco, se vincerà, sarà lo scudetto della “passione”, ottenuto  tra  mille ostacoli tra dicerie, cattiverie e malefatte.  Anche i giocatori della Juve intravedono “la spiaggia” la partita di ieri non è stata tra le migliori in campionato da ambo le parti, il Milan ha tentato di concretizzare qualcosa ma la nostra difesa si è rivelata sempre pronta, se non fosse stato per il rigore, trasformato da un illuminato Vidal sarebbe finita in un pareggio, e andava  bene anche così. Sarà stata l’assenza di Balotelli, ma il Milan anche se ci ha provato accusava le stesse fatiche della Juventus, e durante il match non si possono registrare o menzionare episodi degni di nota, se non il rigore concesso ad Asamoha,  Il resto una normale amministrazione di due squadre ai vertici che vorrebbero vincere ma senza neanche tanta convinzione. Anche le tensioni e i veleni si sono attenuati, e a chiusura della partita un abbraccio sincero fra tutti. E’ giusto però evidenziare il bellissimo spettacolo coreografico organizzato dalle tifoserie che ha accolto le due squadre in campo.

Al posto dell’allenatore trattandosi di una partita giocata sotto tono è mancato il gol su azione, quindi l’attaccante, il solito problema non risolto, posso dire che Conte ha considerato questo scontro diretto come un fatto di normale amministrazione, difatto i cambi sono stati irrilevanti. Atteggiamento comprensibile arrivati a questo punto dell’anno e con questo vantaggio, l’importante era non farsi male e quindi possiamo dire che l’obiettivo sia stato raggiunto.

Poco da dire quindi, se non che il vantaggio si sta ampiamente amministrando ma  aspettiamo la fine del campionato per poter festeggiare tutti insieme.

L’assenza della Champions League però si fa sentire, ormai messa “in cantina”, c’è ancora un pelo di rammarico e un velo di tristezza nei giocatori della Juve a cui logicamente dispiace essere stati privati di questa occasione. E’ vero che ci siamo tolti un problema e che la Juventus sia stata una delle migliori italiane in Europa, ma chi è professionista non si accontenta. Ed è giusto così.

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