Quagliarella night! Juventus – Chievo Sabato 22 settembre 2012 ore 20.45- Juventus Stadium – Torino

di Luna23

E’ il suo momento e speriamo duri, Fabio Quagliarella, stasera, contro il Chievo ha segnato 2 reti e ha siglato l’ennesima vittoria della Juventus.

L’incontro coni il Chievo è ostico per tutte le squadre, nonostante sia una provinciale, nata da un rione di Verona, resiste in serie A da anni, e in passato siamo stati spesso castigati da un Pellissier molto determinato, ma la Juve di oggi è diversa e non aveva nessuna intenzione di lasciare tre punti agli avversari, vediamo com’è andata.

Per questo Match, Massimo Carrera, decide di proporre un team diverso, Pirlo, la colonna portante della Juve attuale, viste le sue ultime prestazioni piuttosto appannate, resterà in panchina, considerando anche le due partite dell’immediato futuro: Fiorentina e Roma che non saranno due passeggiate, al posto suo ci sarà Pogba giovane talento e promessa calcistico.

Premettendo che, la Juventus ha sempre attaccato e il Chievo si è solo difeso, durante il primo tempo e buona parte del secondo non si andava avanti, il gioco della Juve poteva anche essere buono e lineare come siamo abituati a vedere, tanti i tiri in porta di un Quagliarella scatenato, ma forse troppo prevedibile, vista la pronta reazione dei difensori, per non parlare delle parate fenomenali del portiere Sorrentino, il migliore degli avversari in campo, che pareva un extra terrestre come le parava tutte.

La situazione stava diventando critica perchè a centro campo avevamo il giovane Pogba, in piena ansia da prestazione del tutto legittima e un Isla reduce da una lunga pausa per infortunio non ancora amalgamato alla squadra, bisognava fare qualcosa! Nel frattempo Quagliarella provava a mettere in rete continuamente, e non solo lui, Chiellini e lo stesso Vucinic, a cui annulleranno un gol in fuori gioco .. ma niente da fare.  Carrera, trova la soluzione, il centro campo non produce palle gol realizzabili, IDEA! al 52mo esce Isla ed entra Vidal, questa è stata la mossa che ci ha permesso di vincere. In pochi Minuti Arturo, prende in mano il centro campo, il suo ritmo cambia tutto e finalmente .. al 64mo un Quagliarella stellare segna il primo gol e sblocca il match, ma non finisce qui ..pochi minuti dopo lo stesso risegnerà un’altra volta e sarà 2 a 0.

Una big night per Fabio, protagonista in Champions ed in campionato, successo meritatissimo e tanto atteso.. non possiamo sperare che vada avanti e che i suoi gol ci accompagnino tutta la stagione.

Al posto dell’allenatore :La Juventus alternativa, ha presentato alcune piccole problematiche: posso dire tutti bravi a prescindere, ma non è ancora autonoma dalla presenza di Andrea Pirlo, che troneggia il centro campo in tutte le partite anche quando è fuori forma, come in questo attuale momento,  il suo  modo di essere allenatore-giocatore lo rende un punto di riferimento fondamentale per questa Juventus, basta un cenno, un gesto e tutti sanno cosa fare, e stasera la sua figura è mancata. Pogba sebbene bravo e preparato e in debutto, non riusciva nel suo intento di sbloccare il risultato lo stesso per Asamoha e per tutti gli altri, disorientati da questo nuovo assetto. A questo Punto Carrera non ha più tempo e Contite a parte, decide di togliere Isla, che dimostrava di averne abbastanza, e introdurre Arturo Vidal, mossa che ci permetterà di vincere il match un po’ a rischio di pareggio, il Cileno non ha perso tempo riprendendo in mano la situazione e dopo pochi minuti è arrivata la prima rete di Quagliarella. A riguardo del suo cambio, l’ho trovato non pertinente, Fabio stava benissimo e meritava di finire la partita, per far giocare qualche minuto Bendtner, avrei sacrificato Vucinic la cui prestazione era entrata in esaurimento.

Detto questo, mettiamo in cassaforte tre punti, sarebbe stato sgradevole lasciarli al Chievo, nel frattempo sarà meglio preparare le valige perchè martedì 25 settembre si parte per Firenze non pe visitare le opere d’arte del rinascimento, ma per incontrare l’acerrima nemica di sempre, la Fiorentina.

Luna23

Juventus – Chievo 2-0 Sintesi

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Juve-Chievo, non come lo scorso anno…

Di eldavidinho

La Juve si catapulta nel campionato dopo il positivo esordio in Champions League. A Genova, la Juve ha portato a casa non senza correre rischi la vittoria. L’ennesima. E da questa partita c’era da portare a casa solo il risultato come abbiamo visto. Anche se qualcosa l’abbiamo imparata e capita. Abbiamo visto giocare una brutta Juve senza i titolari. Il Genoa ha pressato alto, sostenendo ritmi frenetici e costringendoci a giocare su Caceres e DeCeglie, sempre incapaci di saltare l‘uomo e veri punti deboli della squadra. Partita, quella del Genoa, studiata a tavolino nei minimi dettagli. Con Matri, sempre in ritardo e scoordinato su ogni tipo di pallone. Turnover troppo sostanzioso e senza equilibrio, seppur necessario. Uno dei due esterni laterali non andava cambiato sin dall’inizio. Il Genoa ci ha sorpresi in questo, presidiando tutta la parte centrale del campo e lasciandoci giocare solo sugli esterni, senza risultati. In partite come questa, inoltre, si è capito che col 352 si sviluppa un gioco monotematico che, se arginato bene, non offre molte vie per il gol. Le fasce diventano dunque l‘unica soluzione. Eppure, da quando siamo passati del tutto al 352 abbiamo vinto 13 partite su 14, e pareggiato in casa col Lecce. Anche le statistiche finali parlano comunque dell’ 84.5% dei passaggi riusciti su 406 effettuati(meno, comunque, rispetto al solito), la marcatura su Andrea Pirlo ha funzionato, limitando il numero dei tocchi utili del regista a 56 (contro l’Udinese erano stati addirittura 109), il 73.4% di essi avvenuti nella metà campo avversaria con oltre 14 minuti di supremazia territoriale, contro i quattro dei rossoblu, un totale di 52 cross( di cui però solo il 19.2% riusciti), 65.4% di possesso palla, 9 calci d’angolo effettuati, 11 tiri effettuati dentro l’area, 20 verso la porta con un indice di pericolosità dell’80%. Insomma. Una Juve che al di là dei moduili cerca di proporre semrpe in campo i propri princìpi di gioco che prescindono, appunto dai moduli e dagli uomini. Nel secondo tempo palo di giovinco, Traversa di Borriello, poi Bertolacci si divora il 2-0 con tutta la porta davanti, ipnotizzato da Buffon che gli restituisce il gol dello scorso anno con gli interessi. Su ribaltamento di fronte, Vucinic serve Giaccherini. Poi Vucinic su rigore e Asamoah. Cambi azzeccati che hanno spaccato la partita, in effetti la rimonta porta con sé i loro volti, dimostrato sì che questa squadra deve imparare a calibrare le forze(lo scorso anno non c’era la Champions), ma è dotata di un carattere inossidabile. Al di là del rischio che si è corso, è stata una prova, un atto di forza con i pezzi da novanta in campo nel secondo tempo e manifesta superiorità nei momenti in cui la squadra gioca come sa e come vuole.

Nel mercoledì di Champions, invece, come gioco siamo stati perfino superiori ai blasonati avversari e il risultato, alla fine, sta perfino stretto. Solito problema: il poco peso offensivo. La partita è sembrata molto simile a quella di Genova, con un inizio timido e impacciato e l’iniziativa lasciata al Chelsea. Poi la Juve prende le misure e rischia di passare in vantaggio con Marchisio e Vucinic. L’uno-due di Oscar (secondo giocatore nella storia del Chelsea a segnare all’esordio in Champions) stenderebbe qualsiasi squadra ma non la Juve, che, ancora nella ripresa e ancora con i cambi decisivi, riacciuffa col gol di Quagliarella imbeccato splendidamente da Marchisio una gara riaperta nel primo tempo già da uno stoico(migliore in campo) Vidal, macinando gioco e terreno nel secondo tempo, schiacciando un Chelsea sempre pericoloso seppur in difficoltà. Una squadra che, dopo Genova, dà un’altra prova di forza. Con carattere, cuore, forza d‘animo, volontà. E ancora imbattuti. Statistiche e precedenti spiegano meglio che impresa sia stata: il Chelsea in 26 gare interne di girone non ha mai perso. L’anno scorso 6 vittorie su 6 (17 gol fatti e 2 subiti). Juve reduce da 6 sconfitte in Inghilterra, tra Ranieri, Capello e Lippi. Ultimo pareggio ottenuto nel ’99 cntro il Manchester Unite, 1-1. In gol proprio lui, il nostro mister in gabbia, Antonio Conte. Per la prima volta Pirlo fa il record negativo di passaggi(52, dietro Chiellini e Vidal. Anche il possesso palla è stato equilibrato, quasi pari. A dimostrazione di che partita combattuta sia stata, giocata con calma e tattica.

Ma, sabato sera allo Stadium, c’è già il Chievo che si ripresenta come la squadra ostica degli ultimi anni, ordinata in ogni parte del campo e pericolosa su ripartenza e in contropiede abituata a colpire le squadre avversarie prendendole sugli esterni(attacca per il 40% da destra). Forti anche sui calci piazzati, tra i punti deboli c’è lo sterile possesso palla, non di certo nelle corde e nelle abitudini di questa squadra che preferisce condurre un altro tipo di gioco. Contro il Chievo, infatti, spesso ci si espone e si cerca di fare la partita ma i precedenti, contro di loro, non sono del tutto felici. Impossibile dimenticare il pareggio interno per 3-3 nel 2008/09. In quell’occasione, 2 volte Pellissier ci punì in contropiede, su lancio lungo dalla retroguardia. Il terzo gol lo realizzò di testa su discesa profonda di un compagno sulla sinistra con cross sul secondo palo. L’allenatore era Ranieri e la squadra una compagine in crisi, spaccata all’interno dello spogliatoio. Tuttavia, nei 9 precedenti fin qui disputati il Chievo non è mai riuscito a violare il campo della Juve che ha concesso alla squadra scaligera appena 3 pareggi; le rimanenti 6 gare hanno visto Madama ottenere altrettanti successi. Ovviamente anche il bilancio delle reti è in favore dei bianconeri che conduce per 19 marcature a 11. L’ultima vittoria juventina contro il Chievo, in casa, è datata 23/08/2009 che grazie ad una rete realizzata da Iaquinta si impose per 1-0. Ferrara in panchina. In totale sono 18 le sfide tra le due compagini, 11 le vittorie bianconere, 1 vittoria del Chievo e 6 pareggi, 33 le reti messe a segno dalla Juventus, 17 quelle realizzate dal Chievo. Lo scorso anno finì 1-1 con gol di De Ceglie e Dramè e una Juve che, nonostante il solito dominio territoriale(60,8% di possesso palla,  425 passaggi utili su 505 effettuati sono solo alcune delle non più ormai sorprendenti statistiche) faticò a trovare la via della rete grazie ad un Sorrentino in stato di grazia e provvidenziale  a più riprese su Padoin e in seguito su Pirlo. Pareggio che permise, all’epoca, di andare a -3 dal Milan capolista.

Il Chievo viene dalla sconfitta subita all’esordio, al Tardini, contro il Parma e dalla già fondamentale vittoria contro il Bologna, al Bentegodi, in chiave salvezza e dalla brutta sconfitta, sempre al Bentegodi, nell’anticipo dell’ora di pranzo di domenica scorsa contro la sorprendente  e ordinata Lazio di Petkovic. Di Carlo possiede una squadra molto fallosa e che non si fa scrupoli in presenza di un ostacolo e che commette una media di 20 falli a partita. Sino ad ora ha concesso solo 5 corner in 3 partite. Non ha mai nulla da perdere ed è un tipo di mentalità che porta ormai avanti da anni.

Sabato sera, Di Carlo dovrebbe confermare Sardo e Jokic esterni di difesa, in attesa del completo recupero di Dramè. A centrocampo Rigoni L. sarà affiancato da Luciano e Hetemaj, mentre in attacco Rigoni M. potrebbe essere proposto come trequartista alle spalle di Thereau e Pellissier, inizio dalla panchina in tal caso per Di Michele. Squalificato Bentivoglio

Conte, invece, ci auspichiamo che continui il turnover lasciando riposare, questa volta, Pirlo, Barzagli, Marchisio e Giovinco anche se le condizioni di Vidal e Vucinic, da verificare, potrebbero costringere Marchisio e Giovinco a scendere ancora in campo per affiancare un Quagliarella in stato di grazia, Pogba e Giaccherini. In difesa dentro Marrone, sull’out di destra staffetta per Lichtsteiner ed Isla. Forza Juve.

@eldavidinho94

Specialisti in rimonte. (Chelsea – Juventus).

di Alessandro Magno

A Stamford Bridge è stata una serata decisamente emozionante. La partita è stata bella anche se la Juventus ha avuto un approccio al solito un poco troppo prudente, contratto. Pare strano, detto di una squadra che ultimamente segna abbastanza, ma  in queste prime cinque uscite ufficiali la Juventus è riuscita a far un solo gol  nella prima mezz’ora: contro l’Udinese su rigore di Vidal. Nelle restanti partite ha espresso il meglio di se sempre nei secondi tempi .  Cosi al solito abbiamo regalato quasi un tempo agli avversari, senza tuttavia rinunciare a giocare del tutto. Marchisio e Vucinic hanno sulla coscienza due gol che in campionato credo avrebbero segnato agevolmente. Non c’è nulla di male ad ammettere che più di qualcuno ha ”sentito” la partita in modo particolare, d’altronde era la prima … e in trasferta … e contro i campioni in carica. Insomma non una passeggiata di piacere. Asamoah e Lichtesteiner mi son sembrati molto più  preoccupati di difendere che non di spingere, lo stesso Vucinic l’ho trovato abbastanza anonimo nella prima parte, per non parlare di Giovinco che avrei sostituito prima o di Pirlo che ha sbagliato una serie incredibile di passaggi per il suo standard abituale. Non c’è ripeto niente di cui stupirsi, esistono in campo anche gli avversari. Essere messi in difficoltà in casa del Chelsea, dove l’anno scorso non è passato nessuno (e nessuno è riuscito a pareggiare) non è una vergogna. Mettiamoci anche la sfortuna. Un Chelsea tosto ma non certo stratosferico si trova in vantaggio con un uno-due che avrebbe stesso un toro, proprio nel momento in cui la Juve sembrava iniziare a carburare. Un toro si ma non questa Juve. Ordinata, umile, atletica, coraggiosa ma non spavalta, con la giusta presunzione di pensare che la gara si può ancora aggiustare; una Juventus che conosce i sui difetti e ha imparato a gestirli.

Così pian piano il diesel bianconero inizia a carburare. In assenza di Pirlo sono Marchisio e Vidal a prendere per mano la squadra. Il cileno poi, segna con una distorsione in corso: eroico. Barzagli inizia ad alzare il ritmo. Lo stesso Vucinic cambia registro e aumenta i giri cosi come Chiellini, che quando il gioco si fa duro sembra calare perfettamente nel ruolo a lui più congeniale. Buffon ci tiene dentro la partita con delle parate su mischie e tiri da lontano che non sono certo parate agevoli. Tutta la prestazione della squadra con il passare dei minuti  migliora eccetto quella di Giovinco che verrà sostituito da Quagliarella che sarà l’uomo del match, e che per poco non ce la fa vincere veramente, centrando purtroppo solo la traversa. Il dodicesimo uomo in campo sono i nostri tifosi a Stamford Bridge. E’ incredibile ed emozionante il supporto che danno alla squadra per tutta la partita anche sotto di due gol. Si sentono  chiaramente in tv i cori  di incoraggiamneto alla squadra. Mai come l’altra sera s’è avuta la sensazione che in casa giochiamo noi, pure a Londra. Evidentemente la mentalità che è riuscito a infondere Antonio Conte ha contagiato positivamente anche la curva. Due anni fa in una partita così saremmo stati tutti convinti di prenderne cinque, mercoledì invece anche sotto di due gol eravamo tutti convintissimi  che si potesse al minimo pareggiare. Grazie ad Antonio Conte e a Massimo Carrera e al loro staff per esser riusciti a realizzare tutto questo. Non c’è da ringraziare invece la FIGC che penalizza la  migliore delle squadre italiane e il tecnico emergente migliore che ”ha”, con una squalifica ridicola e ad personam. Non c’è bisogno di ricordare come Conte non poteva non sapere ed è squalificato mentre Mondonico per la stessa partita (Albinoleffe- Siena)  non solo poteva non sapere ma viene ”promosso” addirittura commentatore Rai. Mi viene veramente da mandarvi a … E chiaramente non ce l’ho con il signor Mondonico che non c’entra nulla in tutto questo, ma con chi produce di queste sentenze. Resto dell’idea che la  Juventus non dovrebbe giocare per questa nazione e men che meno per questa federazione. Tornando alla partita penso che stiamo diventando seriamente specialisti in rimonte. Non è un caso che nelle prima cinque uscite ufficiali, per ben tre volte (Napoli, Genoa, Chelsea) siamo andati sotto, e altrettante volte ci siamo ripresi alla grande (vincendone due e pareggiandone una). A proposito di rimonte e di gol Muntari con cui ci avete scocciato per un anno intero: ma le partite sul 2-0 non finivano perse al 100%?.

Alessandro Magno

L’imbattibilità continua .. Chelsea-Juventus Champions league- 19 settembre 2012 Londra stadio Stamford bridge

 

di Luna23


Adesso non abbiamo più dubbi: ci servono degli attaccanti  che segnano, ci voleva il Chelsea del sig. Di Matteo, davvero un uomo squisito, calmo e serafico, sempre con un sorrisetto arcaico di circostanza, per capire che se vogliamo vincerla questa champions, così come stiamo non basta.

Stasera è andata bene ed io considero questo pareggio come una quasi-vittoria, e un premio a Quagliarella che ha salvato “baracche e burattini” in pochi secondi con un gioco di prestigio degno del mago Silvan! Bravo!

Nel primo tempo hanno giocato bene ed in modo equivalente entrambe le squadre, forse la Juve ha imposto meglio il suo gioco ma il Chelsea era preparato e con giocatori di ottimo livello. Peccato che un certo Oscar di 21 anni,  con la complicità di Bonucci, sempre in prima linea quando si tratta di combinare disastri ce ne ha rifilati due ..uno dopo l’altro ..

Beh, siamo  gelati ed ammutoliti, e pensare di andare a riposo sotto di due gol non è il massimo, ma gli uomini della Juve non si fanno abbattere .. e reagiscono immediatamente con un Vidal persino dolorante, accorciando le distanze la Juventus può crederci e speriamo tutti nel secondo tempo, in fondo la Juventus ha dimostrato di saper rimontare anche  vincendo.

Però, le aspettative si affievoliscono, il Chelsea nella seconda parte del match vorrebbe vincere, i nostri fanno fatica, molta fatica,  sbagliando tantissimo, l’attacco è carente di idee, Giovinco non ne centra una e anche Vucinic ci fa ricordare che non è proprio quel fenomeno che ci vogliono far credere, immagino che la maggior parte di noi aspettava un cambio che non arrivava mai .. Poi …al 75mo, il miracolo ..fuori Giovinco, entra Quagliarella ..e sarà lui il protagonista, colui che in pochi minuti rimetterà  in discussione un risultato che pareva ormai deciso. E’ un delirio .. Grande Fabio .. dopo di che, nè l’ingresso di Isla e Matri porterà niente di nuovo, ma chiudere con 2 a 2 in rimonta allo Stamford Bridge dopo 3 anni di assenza è come passeggiare sulla luna per la prima volta.

Sono felice lo ammetto, è solo un pareggio è vero, ma con la più forte di Europa e per noi vale tanto.

Perchè abbiamo pareggiato? La prima motivazione che vorrei sottolineare, è che sono mancate le prestazioni di molti giocatori, primo fra tutti Pirlo, che non è mai entrato in partita, non riusciva a trovare un posto, forse preso a tenere insieme i reparti e a controllare Bonucci, si è dimenticato del suo ruolo in avanti, tant’è che gli attaccanti non hanno avuto molte palle gol, e quelle poche le hanno fallite. Altro errore, i cambi in ritardo. Questa volta Carrera era affetto da Contite acuta, ma cosa aspettava a cambiare? Forse di perdere? L’inaspettato protagonista della partita Fabio Quagliarella ha restituito il sorriso e il record di imbattiblità della Juve, ma il tempo non è stato sufficiente per conquistare la vittoria, bisognava pensarci prima.

Una lezione spero imparata, ci eviterà di commettere i medesimi errori per il prossimo incontro, d’altronde, la Champions non è il campionato ..sarà bene metterselo in testa.

 

Luna23

 

 

Bentornata Champions League.

 

di Alessandro Magno

 

 

Vi confesso di essere molto emozionato. Non pensavo che dopo il purgatorio della serie B avremmo dovuto attraversare un nuovo periodo nerissimo, che ci estromettesse per due anni di fila dalla Champions League. Devo dire che con la dirigenza di un tempo invece ce lo saremmo dovuti aspettare io per primo, tuttavia quando uno tifa Juve le partite di Champions League rappresentano una piacevole e costante abitudine a cui è difficile rinunciare. Come è risaputo la Juventus è una delle partecipanti più assidue di questa competizione e penso di poter dire che se a noi è mancata la Champions è altresì vero che la Juve è mancata a questa competizione. Senza nulla togliere a società emergenti come Paris Saint Germain o Manchester City penso che i tifosi del Barcellona o Real Madrid o Manchester United o Bayern Monaco ad esempio , provino senz’altro sensazioni migliori ad affrontare la Juventus. Questo e per il blasone e per la storia, che non sono seconde a nessun’altra squadra. Ebbene eccoci qua, come ”comitato di benvenuto” affrontiamo i campioni in carica del Chelsea. Anche il fato ci ha voluto mettere del suo. Pare quasi che il destino ci voglia far entrare dalla porta principale e non da un ingresso secondario. Ebbene se sarà Chelsea – Juventus l’inizio di una nuova cavalcata trionfale non è dato sapere, ovviamente ci speriamo tutti. Sicuramente i bookmakers non ci danno così per battuti ma anzi pare che credano molto in una Juventus protagonista. Per chi volesse vedere i pronostici lo invito a farlo seguendo questo link. Gli ultimi due confronti tra le due squadre in Champions risalgono al 2009, negli ottavi di finale. All’andata gli inglesi avavano avuto la meglio per 1-0. A Torino, per il ritorno, i bianconeri erano riusciti a ottenere un pareggio (2-2) che allora, purtroppo, non bastò per farci passare alla fase successiva. Se Londra non ci dirà bene neanche questa volta, allora non ci sarà da demoralizzarsi, c’è tutto un girone ancora da giocare e probabilmente a quel punto, la partita più ostica sarà già archiviata. Poi già Domenica ci si ributterà a capofitto nel campionato, dove il Chievo ci farà visita allo Juventus Stadium. Non ci sarà tempo di fermarsi a riflettere ma si penserà solo a giocare e a continuare la sfida a distanza con Napoli e Lazio per la testa della classifica. Potete trovare qualche suggerimento sulla giornata di campionato qui. I ragazzi sono pronti e noi tifosi pure. Comunque vada sarà un divertimento.

Alessandro Magno

Chelsea – Juventus 2-2 Sintesi

http://www.metacafe.com/watch/9132514/

Chelsea-Juve, profumo di Champions.

di eldavidinho

Finalmente. Dopo due anni di assenza, la Juventus torna in Champions League. E lo fa nel migliore dei modi, affrontando subito la squadra campione d’Europa in carica. Si riparte con la squadra che ci aveva eliminati nell’edizione 2008/2009 della Champions (vinta poi dal “solito” Barcellona), agli ottavi, dopo un girone di qualificazione strabiliante che ci vide vittoriosi nella doppia sfida contro il Real Madrid (con tanto di doppietta e “standing ovation” al Bernabeu per Del Piero), primi in classifica e qualificati dopo sole 4 giornate. Allo Stamford Bridge, il Chelsea s’impose per 1 a 0 al termine di una partita di strana decifrazione; Blues in vantaggio in avvio con Drogba, mattatore dei primi minuti che prima sfiorò la rete di testa, quindi impallinò Buffon scattando sul filo del fuorigioco: Kalou ispirò e diede profonda una palla raccolta dall’ivoriano. La rete arrivò al culmine di un avvio oggettivamente disastroso da parte della Juve. Poi la truppa di Ranieri prese le misure degli avversari e provò a fare la sua partita, ma seppur con qualche affanno la squadra di Hiddink tenne botta e portò a casa la vittoria.

Il ritorno, invece, si mise subito male con Nedved che uscì dopo 12 min. nella sua ultima partita di Champions facendosi male all’anca, al suo posto quel Salihamidic, detto “Brazzo” che Ranieri aveva deciso di escludere dall’11 titolare per inserire Iaquinta in avanti in un inedito tridente d’attacco con Del Piero e Trezeguet. Proprio Iaquinta, poco dopo l’uscita dal campo di Nedved, realizzò il gol dell’atteso vantaggio su assist di Trezeguet. Poi nel recupero del primo tempo Essien riuscì a pareggiare per i Blues. Doccia fredda al riposo. Nel secondo tempo la Juve cercò di portarsi in vantaggio ma il Chelsea chiuse tutti gli spazi. A metà ripresa fallaccio ingenuo di Chiellini a centrocampo, doppio giallo ed espulsione per il difensore bianconero. Prima della mezzora il gol meritato per la Juventus, Del Piero batte una punizione che Belletti ferma con le mani in area, rigore realizzato dallo stesso Del Piero. La Juve ci prova, non avendo nulla da perdere, i blues cercano di arginare la vena propositiva di Giovinco, entrato al posto di Iaquinta, che in più di un occasione creò scompiglio nella retroguardia del Chelsea e che, in quella stagione, tentò di far notare le sue seppur ancora acerbe doti calcistiche. Tuttavia, la Juventus non è fortunata e subisce il secondo, fatale, gol di Drogba, come all’andata, ancora da uno spazio venutosi a creare sulla sinistra e attaccato da Belletti. Fu la stagione che sancì l’esonero del tecnico testaccino, oggi in Ligue2, al Monaco. Da allora, Chelsea e Juve sono cambiate tanto. Sicuramente più la Juve che il Chelsea, all’esordio in Champions con giocatori che non hanno mai disputato questa competizione. La Juve viene dalla vittoria di Genova portata a casa non senza qualche rischio a causa del probabile turnover proprio in vista del mercoledì di Champions.

Il Chelsea, invece, viene dal pareggio a reti bianche contro il Qpr ma a fare notizia sono state le sconfitte subite nella Community Shield per 3 a 2 contro il Manchester City di Roberto Mancini e nella Supercoppa Europea contro l’Atletico Madrid che ha rifilato, con la tripletta di Falcao ed il gol di Miranda, un roboante 4-1. Di Cahill il gol dei Blues, in mischia. Ad impressionare, in queste sconfitte, è stata la quasi inesistente compattezza difensiva che aveva permesso al Chelsea dell’abruzzese(emigrato in svizzera sin da piccolo per motivi familiari di lavoro) mister DiMatteo di vincere la scorsa edizione della Champions, un po’ a sorpresa, contro squadre più quotate quali Barcellona, Real Madrid, Bayern di Monaco. A trascinare la squadra londinese a suon di gol fu, ricorderete benissimo, l’ivoriano Didier Drogba accasatosi alla squadra cinese dello Shanghai Shenhua dopo esser rimasto svincolato durante il mercato estivo. E la sua mancanza, in questa squadra, si sente. Nonostante ”El Niño” Torres sia uno dei giocatori sino a questo momento più utilizzati nel Chelsea, non riesce ad assicurare alla squadra la stessa profondità di gioco e sostanza in attacco rispetto all’ivoriano. Spesso il 4-3-3 inglese (un 4-1-4-1 in movimento) si limita a tanti passaggi orizzontali e fraseggi a centrocampo  che non vanno quasi mai in profondità. Le 3 mezze punte, il brasiliano Ramires ex Benfica, il belga Hazard ex Lilla e lo spagnolo Mata ex Valencia tendono spesso a scambiarsi le posizioni per creare scompiglio in attacco ma senza risultati vista la scarsa compattezza difensiva che coesiste tra il serbo Ivanovic ex Lokomotiv, l’inglese Cahill ex Bolton, il brasiliano con passaporto portoghese D.Luiz, anch’egli ex Benfica e Ashley Cole dal 2006 a Londra. In mediana non offrono un’adeguata copertura neanche Lampard e Obi Mikel. Sino ad ora Jolly della squadra, partendo quasi sempre dalla panchina, è stato Ryan Bertrand, classe 1989, di ruolo terzino sinistro ma all’occorrenza anche terzino destro (al posto d’Ivanovic) e ala sinistra. Difetto del Chelsea è, se non l’avete ancora capito, una panchina troppo corta e giovane su cui fare affidamento, seppur composta da gente talentuosa. Azpilicueta, Ferreira, Oscar, Romeu, Marin, Moses, Sturridge. Unica eccezione la costituisce il francese Malouda. Sarà da brividi il solo ritorno in Champions dopo due anni, vincere all’esordio costituirebbe un’emozione unica per questa Juve giovane e “inesperta” ma piena di grinta, di voglia di fare e di dimostrare. Forza Juve.

@eldavidinho94

ricchiuti6

inter condannata x spionaggio cambia qualcosa?
nulla. le società che fanno dossier godono di protezioni apparentemente incomprensibili ma logicamente durature.
Del piero al sidney
chi è stato in australia mi dice sia un paese bellissimo. non so quanto se ne intenda alex di paesaggismi ma mi sembra una scelta meno patetica di quella che fece baggio all’epoca. cioè caccia grossa in argentina.
alberto contador il ritorno
lo chiamo “sua leggerezza”. sia per il modo di stare in bici che per la percentuale di clembuterolo trovatogli, il famoso zero virgola periodico. un vero errore di ingenuità quello di comprare carne in francia, paese di formaggi grassi e vini acidi. chi segue contador è un vero amante del ciclismo. solo chi ama il ciclismo sul serio poteva sorbirsi il suo ritorno alle corse all’eneco tour, la corsa più brutta e piatta del mondo. dove comunque s’è fatto notare sul grammont. di contro aveva uno zero tituli come rodriguez, uno incapace persino di vincere il giro dei paesi baschi e sul quale usada varie avrebbero già aperto supermegacalifragili inchieste valesse appena qualche cosa. vincere la vuelta è stata la rivincita dello sport, del talento, del razzismo della qualità, della bellezza, dello stile sull’etica, la modestia, il gregariato, la concezione di eguaglianza forzata della competizione, i burocrati dell’antidoping, i facchetti, i brutti, i generosi, tutte le merdose vite da mediano. diciamo che se lo zero virgola aveva battuto contador, contador a sua volta ha battuto quello zero virgola di Rodriguez per tutti gli zero virgola del mondo.

 

Genoa – Juventus: bianconeri mai domi.

di Alessandro Magno

Mi spiace molto per gli antijuventini e rosiconi vari ma la prima sconfitta in campionato della Juventus Contiana è rimandata. Mi auguro aspettino ancora molto, ma certo che a Marassi è sembrato proprio che i loro sogni insani fossero lì lì per realizzarsi. Il Genoa è partito con il coltello fra i denti adottando un ritmo infernale che altresì ha finito per sfiancare tutti i loro giocatori nel giro di un tempo. Tuttavia in quel tempo il Genoa ha rischiato seriamente di metter una grossa ipoteca sulla partita. Sarebbe bello e onesto vedere queste squadre tipo il Genoa usare lo stesso metro di impegno quando affrontano le altre. Mi è capitata la disgrazia di dover assistere per dire a Toro-Inter e i granata giocavano a un ritmo a dir poco brasiliano. Scommetto che con noi sarà un altra musica. Lo stesso mi è sembrato del Parma col Napoli e dell’Atalanta contro il Milan; anche se qui c’è da dire che contro i rossoneri di oggi è proprio difficile non vincere, anche se non ti impegni al massimo.

Il primo tempo è stato un mezzo calvario per noi, complici soprattutto i due esterni Caceres e De Ceglie che difendevano poco e che spesso lasciavano i tre nostri centrali soli contro gli attaccanti genoani. Borriello e Immobile poi supportati dal loro fisico potente erano particolarmente indiavolati e ispirati. Jankovic, Kucka e Bertolacci con i loro inserimenti spesso mettevano la nostra difesa nelle condizioni di 3 contro 3 e questo non va per niente bene e non dovrebbe mai accadere. Pirlo è stato ingabbiato a dovere ma penso che il problema principale sia stato il ritmo del Genoa. Non credo che con Asamoah e Lichtestenier dall’inizio la situazione potesse esser molto migliore. Più probabile che avrebbero patito anche loro. Così come non sono assolutamente d’accordo nel colpevolizzare Matri come molti stanno facendo. Il primo tempo è stato duro per tutti e lui si è impegnato al massimo anche se non sta passando un buon momento di forma e lucidità. Difficile nella squadra del primo tempo dare tante sufficienze. Nel secondo tempo il ritmo è cambiato in nostro favore soprattutto grazie ad Asamoah e Vucinic. Mirko ha guidato la riscossa con piglio da leader, si è andato a battere anche il rigore decisivo che al momento è un mezzo tabù, visto che lo hanno sbagliato in diversi. Ha ricevuto il premio meritatissimo di uomo migliore dell’incontro, però Matri, De Ceglie e Caceres (questi due ultimi rientravano da infortuni) vanno recuperati. Vucinic non può giocare sempre, se lo si vuol avere a disposizione nelle partite che contano, altrimenti a Marzo non ci arriva. Leggo e sento di persone che dicono e scrivono: ”Ma perché gioca questo, ma perché gioca quello?”. Il Napoli l’anno scorso ha provato a fare tutte le competizioni con pochissimo turn over (i soli Dzemaili e Pandev entravano spesso). Si è trovata fuori da tutte le competizioni principali molto presto. Ecco perché il turn over non è uno sfizio del mister ma una necessità, e i giocatori in difficoltà vanno sostenuti dal pubblico e recuperati alla causa dal tecnico e dal suo staff. Nel secondo tempo comunque non c’è stata più partita e il Genoa non è stato più in grado di reggere il ritmo del primo tempo. La Juventus ha preso molto presto il sopravvento e ha liquidato la pratica in scioltezza. Davvero una Juve che non molla mai. Bene fra l’altro la vena realizzativa di quest’anno: 9 gol in tre partite.

E veniamo ai sassolini nelle scarpe. L’arbitraggio non mi è piaciuto, molti gialli dati a casaccio o ingiustificati in una partita non cattiva. Molte decisioni prese alla leggera come diverse punizioni date al Genoa dal limite dell’area o fatte ripetere a ogni minimo contatto. Diverse decisioni contese tipo falli laterali e calci d’angolo prese pro-Genoa. Mi è sembrato eccessivamente casalingo tanto che mi sono anche stupito del rigore che ci ha dato. A proposito di questo, devo tirare le orecchie al commentatore Sky che dice in diretta che Asamoah non fa nulla per restare in piedi (sciocchezza senza senso) e a De Canio che preso da trance post-partita dichiara che però sul rigore il suo giocatore aveva i crampi (altra sciocchezza peggio del commentatore Sky). Udite udite invece a Mediaset dicono che il rigore è sacrosanto e Paparesta si spinge anche oltre dichiarando che Bonucci non andava espulso per fallo da ultimo uomo in quanto c’era Marchisio affianco e quindi non c’era la chiara occasione da gol. Scusate ma non ero abituato e sentire che una volta ogni 50 partite ci danno ragione; comunque fa piacere. Un’altra tirata di orecchie grossa va fatta a mio parere a Ciro Immobile per l’esultanza. Non ho nulla contro le esultanze, poteva alzare le mani e abbracciare i suoi compagni, o alzare i pugni al cielo o applaudire, tuttavia quell’aizzare con le mani i tifosi genoani e quelle mani messe alle orecchie io non le ho gradite. Se si vuol costruire un futuro alla Juve inizi ora ad esser più furbo e più diplomatico. Gli Juventini vivono un momento storico molto particolare e hanno sofferto molto, non sono molto tolleranti verso chi gli va contro. Immobile si è poi scusato nel post-partite, tuttavia non può dimenticare che se è in serie A e nell’Under21 lo deve alla Juve che ha creduto (e forse crede ancora) in lui. In passato Miccoli e oggi Giovinco hanno avuto grossi problemi con i tifosi della Juve per certi comportamenti non in linea con lo stile Juve. E’ un consiglio il mio, se risegna contro la Juve al ritorno festeggi pure, ma eviti di fare l’invasato.

E concludiamo con i romanisti e i media vari. Tre cose veloci.

1 – Boniek potrebbe risparmiarsi certe battute squallide sulla Juve tipo che la partita l’ha decisa Bertolacci (che s’è mangiato un gol) e non Vucinic, oppure che spera tolgano la squalifica a Conte solo perché lui non sopporta più di vederlo dietro i vetri ”in gabbia”. A Roma dicono: ”te ‘e cerchi?”. Poi non ci venga a dire che non si spiega perché a Torino non lo possono vedere.

2 – Zeman ha dichiarato in settimana che non è la Roma l’antijuve. Infatti direi che come tutte le sue squadre più che altro è l’anticalcio. Prendere tre gol in 25 minuti dal Bologna in casa è un mezzo record. I romanisti scrivevano che erano contentissimi che Zeman tornava da loro… e figuratevi noi.

3 . Sempre riguardo Zeman e Zemanlandia. A questo allenatore cui tutto è permesso (pure battute da querela vedi Vialli), che risulta esser più famoso per quello che dice fuori che per quello che combina in campo, che passa per il paladino del fair-play e del calcio punito ed è sempre protetto e accuratamente ”trattato” dai media, e ai media stessi che ne esaltano la correttezza e la signorilità ad ogni occasione, voglio dire quanto segue: ”Ora passi che il Napoli ha fatto due gol in sospetto fuorigioco di cui il primo dei due molto molto dubbio e che i media non ci hanno fatto rivedere i replay se non alla maniere ”toccata e fuga”, ma che il gol di Lamela avviene con un avversario a terra senza che la Roma se ne occupi minimamente e continui a giocare e nessuno e dico NESSUNO lo rilevi, la vedo come una grandissima scorrettezza. In primis da parte della Roma e del suo tecnico (anche se conosco il regolamento), ma ancora di più e soprattutto da parte dei media.

E figuriamoci avesse segnato la Juve (magari contro la Roma) con un avversario a terra per quanto se ne sarebbe parlato. Vero Zeman?

Alessandro Magno

Articolo pubblicato anche su Juvemania.it e Ladivinajuventus.it

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