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Prepartita Cagliari-Juve, più sette e Campioni d’Inverno.

Cagliari Calcio v Juventus FC  - Serie A

 

di eldavidinho

Una Juve tremenda e matura. Avevamo invocato il gol di Vucinic, a secco da tre mesi, ed è arrivato. Ci aspettavamo che la pratica Atalanta fosse risolta in poco tempo, magari già nella prima frazione, cosa avvenuta poche volte in questa prima parte di stagione. Contro l’Atalanta in mezz’ora scarsa, è stata chiusa la partita e Vucinic è andato in gol dopo 2 minuti. L’altra ora di gioco è stata pura accademia, con l’obiettivo di deliziare lo Juventus Stadium e congedarsi dal proprio pubblico, per il 2012, con l’ennesima, sonante vittoria. La Juve annienta l’Atalanta con una prova di forza schiacciante, che spegne le velleità dei bergamaschi dopo pochi secondi dal fischio d’inizio. Vucinic ha dunque ritrovato la via del gol, senza dimenticare gli assist e le maiuscole prestazioni comunque sfoderate sino ad ora. Poi viene Pirlo: destro a giro che sorvola il muro e si infila preciso tra palo e traversa. Una “pennellata” alla “Pinturicchio” per i più nostalgici, un gol del suo repertorio per non scontentare proprio nessuno. La quarta rete in stagione (mai così bene dal 2005/06. Fonte FootballData). Ci si aspettava anche il suo gol. Il 3-0 è opera del “principino” Marchisio. Dopo è alta scuola: espulso Manfredini per doppia ammonizione, cominciano i regali natalizi per l’Atalanta che solo grazie all’imprecisione dei nostri e alla buona prova del portiere Consigli non subisce una goleada: occasioni per Chiellini. Giovinco, Vidal, ancora Vidal, ancora Giovinco, due volte, e Quagliarella. A Giovinco, autore di un’ottima prova, è mancato solo il gol. Ancora due occasioni, trovando prima la risposta di Consigli, poi alzando troppo la mira. Ci provano ancora Pirlo, Asamoah, Quagliarella,Vidal. Ma finisce 3-0. Vittoria che Conte e noi tutti tifosi bianconeri abbiamo dedicato ad Ale&Ricky. Questa non è una semplice squadra. Sarebbe troppo riduttivo definirla in modo semplicistico così. È una cooperativa del gol vera e propria che mostra ogni volta un’autorevolezza a tratti imbarazzante per l’avversario. Miglior primo tempo di stagione. Sugli scudi Pirlo (autore di ben 110 passaggi riusciti, più del doppio di Vidal, secondo classificato nella speciale statistica, con 54), Chiellini, Marchisio, Vucinic. Facilità nel giungere al tiro e intesa perfetta. Sfortunato Giovinco(che ha collezionato 8 tiri e cercato il gol in tutti i modi). Questa squadra è impressionante per fluidità e velocità di gioco, cinismo, facilità di manovra, qualità e intelligenza degli interpreti. C’è un dato che spicca su tutti quelli che sanciscono il dominio bianconero contro l’Atalanta: il 99% di pericolosità della squadra di Conte. Praticamente un tiro ad ogni azione. La Juve ha tirato 23 volte, centrando la porta in 13 occasioni. Campioni d’Inverno a due giornate dalla fine del Girone d’Andata. 41 punti in classifica, a + 7 dai nerazzurri secondi: stesso bottino dello scorso anno, ma ottenuto appunto 180 minuti prima. 26esimo titolo invernale. 17 volte è stato scudetto. Allo stato dei fatti la Juventus si è laureata campione d’Italia nel 68% dei casi in cui ha vinto il titolo d’inverno, ha fallito il bis nel 24% dei casi, si è vista annullare i titoli nell’8% dei casi. Poi Stramaccioni ha perso. Zeman pure. Colpa del campo di patate del Bentegodi? Della nebbia? Salutate la capolista.

5 giorni dopo l’Atalanta, il Cagliari, affrontato poco più di una settimana fa in coppa Italia allo Juventus Stadium. Ma è anche la partita che, lo scorso anno, proprio prima della gara interna di festa con l’Atalanta, ci consegnò il 30esimo scudetto a Trieste. Questa volta non si giocherà né a Trieste, né ad Is Arenas. Si giocherà a Parma. Il motivo è presto spiegato: non è arrivato, inizialmente, il tanto atteso via libera da parte del sindaco di Quartu Sant’Elena, Mauro Contini, che aveva ricevuto la richiesta formale da parte del Cagliari di concessione della agibilità temporanea dello stadio. Sì, perché questa tiritera è fatta ogni volta che il Cagliari gioca in casa,. Essendo l’inagibile Nereo Rocco di Trieste lo stadio di casa “ufficiale” del Cagliari, scelto ad inizio anno da Cellino. La già ingarbugliata vicenda della nuova casa del Cagliari si è ulteriormente complicata con l’inchiesta della Procura di Cagliari che ha portato all’arresto di due dirigenti comunali e dell’amministratore delegato della ditta che ha effettuato i lavori. Sono due i nodi principali da risolvere: la cabina elettrica e la sistemazione della via Olimpia con la zona di pre filtraggio. I lavori attorno allo stadio, infatti, hanno subito una brusca frenata dopo l’apertura dell’inchiesta della Procura. Sino ad oggi l’elettricità è stata assicurata grazie ai generatori predisposti dal Cagliari, ma per l’agibilità è richiesta la realizzazione della cabina elettrica, i cui lavori non sono stati ancora ultimati. Il problema è che dopo poche ore dall’ufficializzazione del neutro di Parma, il Tardini, come stadio ospitante dell’incontro, il sindaco di Quartu e il Prefetto so0no tornati sui loro passi dichiarandone ,l’agibilità. Senza considerare tutti i problemi che provengono dall’organizzazione generale di un incontro d’interesse nazionale, biglietti, voli, orari sfasati, annullati o spostati. Roba da matti. È il regalo di Natale che questo paese e questa federazione ci propinano. Forse l’ennesimo, da film horror. Dopo esser stato preso in considerazione come luogo di disputa della gara anche il neutro di Bari, è stato poi scelto il Tardini dove, curiosamente, il Cagliari ha disputato l’ultima partita di campionato, domenica scorsa, perdendo 4-1 contro la squadra dell’ex Donadoni.

Il ruolino di marcia di questo Cagliari, in campionato, in casa, parla di 2 vittorie(contro Bologna e Siena), altrettanti pareggi(contro Atalanta e Catania) e 4 sconfitte(contro la Roma a tavolino, Pescara, Napoli e Chievo) per un totale di 8 punti sui 16 che compongono l’attuale classifica. Nel Cagliari di Pulga e Lopez c’è un solo giocatore che ha disputato tutti i 17 incontri di campionato (ai sardi ne manca uno sul campo non avendo disputato la partita con la Roma, rimanendo in tema…). Il fedelissimo è il difensore Francesco Pisano, seguito dal portiere Agazzi e dal centrocampista Nainggolan con 15 apparizioni. Sono 2 le espulsioni maturate nel girone d’andata. I rei sono Rossettini e Conti, che con 10 gialli è di gran lunga il giocatore più ammonito del Cagliari. Il bomber è Marco Sau con 5 gol. Alle sue spalle vi sono Nenè con 3, Dessena con 2 e un folto gruppo con una rete a testa: Casarini, Ekdal, Nainggolan, Pinilla e Thiago Ribeiro.

Quella contro i sardi non è storicamente una trasferta facile per la Juventus, come si evince dallo score delle 32 partite: 11 vittorie (l’ultima delle quali ha coinciso con l’assegnazione matematica del trentesimo scudetto), 12 pareggi e 9 sconfitte. I risultati più frequenti sono i seguenti. Per quanto riguarda i successi bianconeri, lo 0-1 si è verificato ben 7 volte, a partire dal 1969 che registrò la prima affermazione della Juventus in Sardegna grazie a una rete di Anastasi. Il pareggio più abituale è l’1-1, anche in questo caso registrato in 7 circostanze. Infine, la sconfitta più ricorrente per la Juventus avviene con il punteggio di 2-1. Un risultato maturato in 4 partite in un arco temporale relativamente breve, dal 1966 al 1980.

Mentre per l’ultima gara ufficiale del 2012, Antonio Conte non avrà squalificati, il giudice sportivo ha invece appiedato il capitano Daniele Conti che, nella gara con il Parma, ha subito l’ottava ammonizione stagionale. Un rientro importante è quello di Pinilla, assente in Emilia. Squalificato Conti in mezzo al campo, dunque, il capitano dei sardi dovrebbe essere sostituito da Nainggolan con Ekdal e Dessena disposti ai suoi lati. In difesa Rossettini potrebbe ritrovare una maglia da titolare mentre in avanti torna Pinilla e si rinnova il ballottaggio con il brasiliano Nenè. Nella Juve lungo stop per Chiellini, vittima di una sospetta lesione di secondo grado al polpaccio destro. Il difensore bianconero, contro il Cagliari, sarà rimpiazzato da Caceres. Qualche problema per Vucinic, alle prese con un lieve problema al tendine: se l’attaccante montenegrino non sarà al meglio lascerà spazio a Quagliarella.

L’ultima gara del 2012 bianconero sarà diretta da Antonio Damato. Il direttore di gara di Barletta trova la Juventus per la seconda volta in questa stagione. Importante, per i bianconeri, il primo incontro: il successo per 2-0 sul Napoli allo Juventus Stadium. In totale, i precedenti sono 16 (nessuno con il Cagliari) con un bilancio di nove vittorie, due pareggi e cinque sconfitte. Per il match del Tardini, gli assistenti saranno Riccardo Bianchi e Giacomo Paganessi. Il quarto uomo sarà Mauro Tonolini. Gli assistenti d’area saranno Daniele Orsato e Dino Tommasi. In attesa del Celtic, auguro a tutti voi un Buon Natale ed un Felice Anno Nuovo, sperando che sia ancora più vincente dell’ultimo che abbiamo trascorso alla grande. Forza Juve.

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Prepartita Juve-Atalanta, partita dai felici ricordi.

Juventus vs. Atalanta - Serie A Tim 2011/2012

 

di eldavidinho

Massimo risultato col minimo sforzo. In campo tutta la panchina tranne Caceres e Lucio, acciaccati, Storari squalificato e Giaccherini fuori all’ultimo minuto. Scelta coraggiosa quella del mister con Marrone che ha preso il posto di Bonucci(spostato sulla destra) al centro della difesa per provarlo in vista del match con l’Atalanta in cui mancherà l’ex Bari squalificato, Barzagli a sinistra, Pogba regista ma visto spesso in qualità d’interditore. Vidal subito sostituito da Asamoah che, al centro dello schieramento a 5, ha giocato meno bene che sull’esterno, Padoin l’altra mezzala, Isla e De Ceglie gli esterni. Molto in ombra il cileno. In attacco prima Bendtner, sfortunato, poi Matri, al fianco di Giovinco. Dopo i primi 45 min non si può non aver cominciato a parlare di Coppa Italia maledetta: GiaccheriniVidal e Bendtner infortunati, buona intensità di gioco ma poca fortuna e il gol che non è arrivato dentro il -2 dello Juventus Stadium. Partita che si sarebbe sicuramente potuto anticipare alle 18. Partita dunque fredda e noiosa, risolta da un erore della difesa avversaria di cui ne approfitta Giovinco, per adesso unico a segnare in tutte le competizioni con 8 gol stagionali e 5 nell’ultimo mese, e finalmente autore di un gol decisivo che ci ha fatto qualificare che ha persino sbloccato la partita. Finalmente. Continua la crescita di questo giocatore. Bene così, diventa sempre più indispensabile per la fluidità del gioco, assicurando intelligenza tattica e buone geometrie. Sarà il destino, saranno solo coincidenze, ma tra profezie nefaste e improbabili significati esoterici, Giovinco ha segnato il 12-12-2012 al minuto numero 12 del secondo tempo con la maglia numero 12 il gol numero 12 della sua carriera bianconera, considerando anche quelli della sua precedente avventura. Il segreto di questa squadra che non chiude le partite è che non subisce gol. Continua l’imbattibilità di Buffon. Non la mette in cassaforte, ma la controlla senza rischiare (quasi) mai. Quasi sempre. Altro segreto è quel’unione del gruppo che, andando sotto la curva, si è portato con sé a braccetto il mister quasi fosse un giocatore come loro. La curva gli ha dedicato una scenografia e lo ha inneggiato per tutta la partita, lui ha ringraziato con un giro di campo e con le lacrime davanti ai microfoni. È una storia d’amore.

Finalmente Antocio Conte tornerà ad assaporare, domenica, anche il gusto della panchina di campionato. Juve Atalanta è la partita che lo scorso anno ospitò, dopo i 90 minuti regolamentari, la festa del trentesimo scudetto per la Juve e fu l’ultima partita prima dell’addio di Alessandro Del Piero.

Il Bilancio dell’Atalanta in tasferta, in questo campionato, è di due vittorie(contro Milan e Sampdoria), due pareggi(contro Cagliari e Pescara) e quattro sconfitte(contro Catania, Roma, Fiorentina e Bologna), per un totale di otto punti su 23. Sette le reti segnate su 17 complessive. Un gol in più subito rispetto a quelli incassati a Bergamo. L’Atalanta è reduce da un successo casalingo per 2-1 sul Parma. Una vittoria ottenuta grazie a un colpo di testa di Denis e a un tap-in a porta vuota di Peluso, prima della rete della bandiera a opera di Amauri. Con 21 punti, la formazione di Colantuono è saldamente a centro classifica, in decima posizione, con sette punti di vantaggio sulla zona calda. È composta da una coppia di argentini la schiera dei fedelissimi di Stefano Colantuono. I due giocatori sempre in campo, nei 16 incontri di campionato, sono il bomber German Denis (1517 i minuti giocati) e il fantasista Maximiliano Moralez (distanziato con 1284 minuti). Sono già quattro le espulsioni maturate nel girone d’andata: due rossi li ha ricevuti Peluso (che ha collezionato anche 10 ammonizioni), una a testa Cigarini e Parra. Denis è il goleador con sei reti, seguito da Bonaventura con quattro, Cigarini con due, Peluso, Raimondi, Moralez, Carmona e De Luca con uno.

Cinquanta gare in campionato tra Juventus e Atalanta disputate a Torino parlano di un bilancio nettamente favorevole ai padroni di casa con 32 vittorie, 14 pareggi e quattro sconfitte (l’ultima delle quali risale al 1989/90, autore del gol decisivo l’argentino Caniggia). Il risultato di 3-1, verificatosi già lo scorso anno con reti di Marrone, Del Piero, autogol di Lichtsteiner e Barzagli su rigore, si è verificato altre due volte nel corso del tempo. Nel 1940/41, con tripletta di Gabetto a rovesciare la situazione di svantaggio determinata da un gol di Pagliano. Nel 1997/98 è stato invece Antonio Conte a sbloccare il risultato, prima che salisse in cattedra Zinedine Zidane che ha realizzato una doppietta dopo che l’atalantino Caccia aveva firmato il gol del pareggio. Curiosamente, rispetto alla tipologia della vittoria juventina, c’è grande equilibrio: l’1-0, il 2-0 e il 2-1 si sono verificati sei volte. Non mancano nella storia risultati eclatanti quali il 5-0, il 6-2 e il 7-1. Quinto confronto ufficiale tra gli attuali tecnici delle due squadre, con Conte che finora è imbattuto: score – a proprio favore – di 3 successi ed 1 pareggio. Fabio Quagliarella, uno degli ex della partita, è giunto a 98 gol in campionati professionistici, sommandone 71 in serie A, 7 in serie B, 19 in serie C-1 e 1 in serie C-2. Quagliarella ha in dicembre il mese dell’anno solare in cui ha finora segnato il maggior numero di gol in campionati professionistici: sono 18 sui 98 totali. Fabio Quagliarella ha nell’Atalanta ed in Consigli i suoi bersagli preferiti in carriera professionistica: sui 113 gol ufficiali finora realizzati, 11 sono stati segnati contro i bergamaschi e 4 contro il portiere nerazzurro (stessa cifra di Calderoni e Sorrentino).

Conte può far affidamento sul rientro di Giovinco, che tornerà ad agire in prima linea in tandem con Vucinic. In difesa Bonucci è out per squalifica: a rimpiazzarlo sarà Marrone, recuperato al pari di Isla. Nicklas Bendtner, sottoposto a risonanza magnetica ed ecografia, ha evidenziato una lesione del tendine del lungo adduttore di sinistra e dovrebbe rimanere fuori per i prossimi due, tre mesi. Per Vidal solo una contusione al ginocchio destrp. Per Giaccherini riposo per smaltire i postumi dell’influenza intestinale. Questi ultumi due saranno regolarmente convocabili.

Rientra Stendardo dopo la squalifica per l’Atalanta, ma il giocatore sarà tenuto fuori per motivi disciplinari. Dunque Colantuono dovrebbe riproporre Lucchini al centro della retroguardia mentre Bellini è favorito su Raimondi per il ruolo di terzino destro. A centrocampo Radovanovic e Carmona si giocano una maglia per affiancare Cigarini, invece sugli esterni certi Schelotto e Bonaventura. In attacco Denis con Moralez a supporto.

Una novità assoluta per la gara di domenica pomeriggio. A dirigere la sfida contro l’Atalanta sarà Davide Massa di Imperia, arbitro che non ha mai incrociato prima la Juventus in partite ufficiali. Allo Juventus Stadium, gli assistenti saranno Nicola Andrea Nicoletti e Claudio La Rocca. Il quarto uomo Andrea Padovan. Gli arbitri addizionali Gianpaolo Calvarese e Leonardo Baracani. Forza Juve.

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Juventus Cagliari 1-0 Sintesi ( Coppa Italia)

http://www.metacafe.com/watch/yt-8S664oM5smo/

 

 

http://www.metacafe.com/watch/yt-o_IPuU3MaQk/

Lo Juventus Stadium riabbraccia Conte

Juventus-Cagliari 1-0 Antonio Conte

 

Articolo di Alessandro Magno

 

Alla fine diciamolo pure, la cosa che contava di più mercoledì, oltre alla vittoria, era l’abbraccio del pubblico al nostro amato mister. Grandissimo pubblico per una serata di coppa Italia. Si stenta a credere che parliamo della stessa squadra che in questa competizione, meno di un decennio fa, vendeva 300 biglietti. Potenza del nuovo stadio, e perché no, di questo nuovo corso. Voglio pensare che questa nuova dirigenza e questo Presidente abbiano un poco più di attenzione verso i tifosi; almeno rispetto al passato. Non siamo ancora al tifoso-parte-integrante-del-progetto, ma già aver concepito che la curva e lo stadio, hanno la loro utilità e rappresentano una “forza” a favore durante gli incontri, è già qualcosa. Ieri lo stadio è stato una bolgia con un tifo assordante per tutto l’incontro, nonostante molti settori vuoti, la temperatura infernale e una partita poco spettacolare in un torneo poco significante.

Già la partita. Che dire? Ottimo il turn over, mi chiedo solo quando riposerà anche Barzagli. Ottimo il gioco espresso, sempre nelle nostre mani. Ottimo anche Giovinco autore di una prova importante sul piano dinamico. Con la voglia di correre sempre contro il proprio avversario. Ottimi Marrone e Asamoah da interno (già sarebbe il suo ruolo).  Mi piacerebbe poter dire anche ottimo Bonucci che tecnicamente giganteggia, se non fosse per una quantità industriale di palloni che regala al Cagliari. Non sono andati bene invece al solito Bendtner autore di una prova generosa ma anche divoratore di gol facili facili. Non si può arrivare alla Juve giocando con un solo piede a meno di non essere Maradona. Quel tiro esterno destro a tu per tu con il portiere è davvero una brutta cosa. Non è andato bene neppure Matri, anche lui timido e pasticcione. Mi domando se almeno in allenamento segna. Non è andato per niente bene Isla. Ora capisco che sia utilizzato fuori ruolo ma alla fine ogni volta che tocca la palla ci chiediamo: “Dai vediamo se anche questa volta centra quello davanti?” Dai su! Crossa meglio mio figlio di 9 anni. Vale lo stesso detto per Bendtner: se non sai fare un cross non puoi giocare nella Juve. Ma davvero vogliamo spendere 18 milioni cosi? Io prima di acquistare qualcuno valuterei che tecnicamente non abbia grossi limiti, e se li ha meglio lasciarlo ad altre squadre.

Male, malissimo gli infortuni, soprattutto quello occorso a Vidal e qui mi chiedo se era il caso di rischiarlo visto l’infortunio patito a Palermo, e per finire maluccio il risultato anche se si è vinto. Maluccio perché siamo una squadra che produce tanto e conduce sempre il gioco e l’1-0 non deve mai esser il nostro obiettivo. Anche contro il Cagliari, una partita da vincere 2 o 3 a zero si conclude con un misero gol di scarto. E sono 3 di fila. Donetsk (e ci sta), Palermo e ieri. Non finiremo mai di dirlo servono altri giocatori davanti e serve un gioco diverso in attacco, un gioco più incisivo. Mancano i cross e soprattutto mancano i cross benfatti. E’ un peccato che una squadra come la nostra, che in fase difensiva non rischia quasi nulla e a centrocampo produce tanto, poi debba perdersi così davanti al portiere. A un certo punto persino Conte vedendo che non riuscivamo a venirne a capo fa scaldare Pirlo. Suvvia contro questo Cagliari di coppa si poteva far 2-0 tranquilli e poi “cazzeggiare”. Juve-Lecce dell’anno scorso insegni. Puoi prendere sempre un gol su un “infortunio” e poi dover andar a sprecare ulteriori energie per vincere. Come detto in passato, non e’ che voglio essere incontentabile e’ che voglio vedere dove si può (e per me si deve), migliorare.
Sempre! Siamo la Juve.

gli articolo di Alessandro Magno escono su ilblogdialessandromagno.it , Juvemania.it e ladinvinajuventus.it

Mercoledì 12.12.2012 – Juventus-Cagliari Coppa Italia – Juventus Stadium “Matri rien ne va plus!”

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Articolo di Luna23

 

La coppa Italia è un trofeo che vanta una storia, viene introdotta nel 1922, annata particolarmente turbolenta e di crisi del calcio italiano, con il tempo  ebbe le sue evoluzioni, arrivando ai giorni nostri ancora tutto sommato in auge, torneo utile ai club come allenamento, e occasione per le riserve per  non  allontanarsi troppo dal clima partita.E nonostante oggi sia un po’ l’ultima ruota del carro, fa sempre piacere vincerla, penso sia rimasta sullo stomaco quella persa con il Napoli questa estate .. Sarebbe stupendo se .. vincessimo campionato, Champions e coppa Italia, qui a Torino festeggeremmo per un mese, .. va beh .. sognare non costa niente.

Questa sera, la Juventus ha conquistato la qualificazione senza troppi problemi, o per lo meno, si sono visti i soliti come  l’incongruenza sotto rete. Il Cagliari, scarso, era confinato nella propria metà campo, a parte una volta, non si sono mossi di lì, niente gioco, poca tattica e profondamente prevedibile, i nostri si sono imposti con convinzione, Giovinco è riuscito a segnare il gol del 1 a 0, e ha giocato bene in entrambi i tempi, una Juventus mai in difficoltà o in crisi, se non nel tiro in porta, anche questa volta abbiamo buttato via parecchio. Talmente questa partita è stata facile, che ho sperato fosse l’occasione per  Matri, che  si potesse riscattare, era la sua ex squadra, che conosceva bene, stavano giocando in modo elementare, quale migliore opportunità  per lui, invece nulla, il Matri di oggi, non è nemmeno la brutta copia di quello degli anni precedenti, se penso a  cosa faceva anni fa, quando non avevamo nemmeno un allenatore, mi si stringe il cuore, il dubbio è che lui di stare qua non ne abbia più voglia,  senza entusiasmo, stasera ha dimostrato di non volersi nemmeno impegnare, ha sbagliato molte volte, nonostante le ottime palle servite e  vi confesso che mi dispiace molto, mi piaceva come giocatore quando era al top, e lo vedevo benissimo in Juve, qualcosa con Conte non ha funzionato, e dopo di lui non abbiamo un gran che   a disposizione, Bendtner, che per’altro stasera si è fatto pure male, non ne centra una neanche lui, e nemmeno in un torneo che possiamo considerare secondario. Sono tutte queste spie, cartine di tornasole che parlano chiaro “questo attacco non è affidabile”, per affrontare la Champions ci vuole di più.

Al posto dell’allenatore la formazione, attacco a parte, è stata perfetta così almeno per oggi, ovvio il nostro allenatore  non è che si accontenti di un 1 a 0 striminzito, soprattutto quando hai delle occasioni per segnarne tre o quattro, ma ci dovrà lavorare e lo sa. Stasera per lui è stata una dimostrazione affettiva continua, coccolato dal pubblico ha riservato baci e sorrisi per tutti, e non solo, ha salutato la curva correndo con in giocatori! Grande!

Lo stadium era esaurito e tanti complimenti ai tifosi che erano lì per Conte e la Juventus, e che hanno preso tanto freddo, non deve essere stato facile resistere,  il freddo continuerà e pare scenda la neve, ma noi ci ritroviamo  domenica ..che ci aspetta l’Atalanta.

 

Prepartita Juve-Cagliari, inCONTEnibili.

 

di eldavidinho

I bianconeri rischiano poco o nulla a Palermo e trovano un successo meritatissimo, su un campo reso pesante dalla pioggia e dall’avversario che gioca praticamente  a specchio. Gli antijuventini diranno che la Juve ha sofferto ma, forse, senza cogliere la differenza tra sofferenza e gestione della gara. Meno precisi nelle giocate ma sempre pericolosi. L’effetto Conte non c’è stato veramente. Anche il mister è apparso meno carismatico delle altre volte e forse un po’ “tirato” per il ritorno in panchina. è un Conte ancora ferito nell’animo. Incredibile la capacità di questa squadra di assecondare il gioco avversario e controllare la partita anche nei momenti di difficoltà: a Palermo come a Donetsk, nel primo tempo ha gestito le scorribande, il possesso palla e il tentativo di manovra avversario e nel secondo, con una facilità disarmante, ha preso in mano le redini per poi segnare e portare a casa il risultato, sempre gestendolo e mai chiudendo i conti col raddoppio. Questione di maturità che emerge nell’incapacità di segnare più di una rete a fronte delle tantissime occasioni sprecate. Canovaccio oramai di questa Juve.  Una prestazione da squadra solida, forte, compatta che dimostra di saper controllare la partita nelle giornate difficili, fredde, invernali. Ieri, con un baricentro spesso basso non abbiamo rischiato nulla, anzi, abbiamo anche preso due pali piuttosto clamorosi: nel primo tempo il cross di Vidal trova in area Matri che con il petto addomestica per Marchisio. Il destro è pronto, così come il riflesso di Vucinc che trova la deviazione da due passi, colpendo il palo.  Nel secondo tempo lo scheggia Vucinic. Il vantaggio però arriva con Lichtsteiner: lancio di Pirlo per Vucinic, velo magico dell’attaccante che di tacco serve lo svizzero. Vucinic, il top player che nelle partite impelagate risolve i problemi. La simulazione di Bonucci è stata tanto buffa quanto ingenua. Sono convinto che se Bonucci avesse saputo simulare bene come gli attaccanti, l‘arbitro avrebbe concesso il rigore: il portiere non prende proprio il pallone. Su Twitter sono arrivate subito le scuse ufficiali: “Vittoria importante su un campo al limite e contro una squadra che darà del filo da torcere a tante squadre.
Per l’episodio che mi ha visto protagonista chiedo scusa per il brutto esempio, ammonizione giusta. Le mille idee mi hanno fatto sbagliare, dovevo tirare.”. Mea culpa non da tutti, mea culpa da veri uomini. Quelli che noi abbiamo in squadra. È il caso di Buffon che non vuole spillare soldi alla società e non vuole rubare soldi a nessuno. Giocherà ancora per 2-3 anni sin quando se la sentirà. E dice schiettamente che noi siamo l’alibi per le squadre che non vincono mai. Poi alla Juve servirà anche un attaccante, l’ormai famosa punta che da un anno a questa parte invochiamo e cerchiamo, un attaccante d’area o un attaccante di movimento? Ma sin quando abbiamo in squadra gente come Bonucci e Buffon che si dimostrano di essere Uomini, prima che Atleti. A Palermo 15 tiri in porta contro 4, 7 a 1 il conto di quelli nello specchio della porta. 58,4% di pericolosità contro il 18,65 dei padroni di casa. A sfavore, invece, queste statistiche: possesso palla 53% a 47%, palloni giocati, 605 a 545, passaggi riusciti, 65,3% a 60,6%, supremazia territoriale, 13’45’’ a 8’54’’. Ma abbiamo dimostrato di esser superiori anche in partite più complicate del solito. Torna Conte ma continua a vincere la Juve. In fondo, questa domenica ha regalato una sola novità.

Ritorna la coppa Italia e la Juve ritorna in campo negli ottavi di finale. Avversario di turno il Cagliari che la scorsa settimana ha sconfitto 4-2 il Pescara con tripletta di Thiago Ribeiro a Is Arenas. Come ricorderete bene, nell’edizione della scorsa stagione, dopo esser arrivati in finale battendo, a ruota, Bologna, Roma e Milan, ci siamo arresi al Napoli, riportando la prima sconfitta stagionale, con una squadra apparsa “soddisfatta” e appagata dello scudetto conquistato 7 giorni prima.

Prima della sfida col Cagliari, è tornato in conferenza stampa Antonio Conte. Il mister ha annunciato che sarà l’occasione per dare spazio a chi ha giocato meno sino ad ora: Marrone, Giaccherini, Padoin, Dovrebbe rimanere a riposo Vidal ed essere in campo Bonucci, squalificato per la prossima di campionato. In dubbio Caceres, non recuperato Lucio. Saranno squalificati Storari e Quagliarella. Giocherà Buffon ma potrebbe entrare anche Rubinho. Sarà l’occasione per rivedere ancora in campo Matri e/o Bendtner. Magari anche Isla.

Ci sono due precedenti tra Juventus e Cagliari relativi a gare di Coppa Italia disputate a Torino. Entrambi sono finiti in parità e in tutte e due le circostanze i risultati hanno determinato l’eliminazione della squadra bianconera ai quarti di finale. Ma si è sempre trattato di sfide di andata e ritorno e non a eliminazione diretta come quella che verrà giocata dalle due squadre. La prima volta si è verificata il 2 aprile 1969. La Juve perde in Sardegna col minimo scarto e al Comunale chiude il primo tempo in svantaggio di una rete, determinata da Brugnera. Nella ripresa i padroni di casa pareggiano al minuto 24 con un calcio di rigore trasformato da Bercellino. È quello, in gran parte, il Cagliari che la stagione successiva riuscirà a vincere il suo primo e unico Scudetto della storia, guidato in panchina da Manlio Scopigno, soprannominato “il filosofo”. Le due squadre si ritrovano il 6 maggio 1987. All’andata il verdetto in Sardegna è di parità: 1-1. A Torino il medesimo punteggio si registra dopo 45 minuti, grazie alle reti del rossoblu Bergamaschi e del bianconero Soldà. Nella ripresa, Platini va in rete dopo un quarto d’ora, ma a sette minuti dal termine il sardo Piras riesce a superare Tacconi e a regalare la qualificazione ai suoi. Da ricordare, che la rete di Platini è l’ultima delle 104 messe a segno con la maglia della Juventus nei cinque anni trascorsi a Torino.

Il Cagliari di Lopez e Pulga dovrebbe giocare con alcune seconde linee e dei titolari in panchina: Avramov in porta; Pisano, Rossettini, Ariaudo, Murru a comporre una difesa a 4; Casarini, Dessena, Ekdal in un centrocampo a 3; Thiago Ribeiro, Ibarbo, Pinilla a comporre il trio d’attacco. La società juventina sul proprio sito ufficiale ha reso noto il tuttom esaurito.

Quasi un anno dopo, tocca di nuovo a Marco Guida dirigere la sfida tra Juventus e Cagliari allo Juventus Stadium. L’arbitro di Torre Annunziata ritrova le due squadre per il match di Coppa Italia dopo la sfida dello scorso campionato, chiusa sull’1-1. Non è stato quello l’unico precedente dello scorso anno con i bianconeri. Guida ha fischiato anche il successo di Cesena del 25 aprile. In totale sono tre le gare (tutte in campionato) con un bilancio di due vittorie e un pareggio. Per le sfide di Coppa Italia si torna alla quaterna arbitrale. Mercoledì sera, allo Juventus Stadium, gli assistenti saranno Maurizio Viazzi e Maurizio Liberti. Il quarto uomo sarà Andrea De Marco.

“Attimi Di Juve” – Profilo Twitter: @eldavidinho94 / Profilo Facebook: Eldavidinho Juve 

Tutto torna.

Per un preciso segno del destino, a Trieste è finita come l’ultima volta a Bari, 0-2 in campo neutro la domenica pomeriggio del Maggio 2005-2006. Un romantico e sentito quanto voluto ritorno al passato si è avverato dando la sensazione che questo scudetto sia simile, almeno nelle coincidenze, a quello ingiustamente derubatoci. La partita col Cagliari è stata rognosa e maschia proprio come Ficcadenti, allenatore degli isolani ed ex Toro, aveva voluto che fosse interpretata dai suoi. E come accaduto in ogni partita della stagione, questi ragazzi hanno giocato con grande maturità, sacrificio e lucidità, senza mai perdere la bussola, affrontando di volta in volta l’avversario di turno. Neanche per il Cagliari c’è stato nulla da fare. Alla fine, ha vinto veramente il migliore. Abbiamo vinto noi, contro i pronostici(che ci vedevano sfavoriti ad inizio stagione) ma ci siamo dimostrati sul campo superiori a tutti, diventando veramente gli unici a poter perdere questo scudetto e non il contrario. E la gioia che sprizza da tutti i pori è qualcosa d’indescrivibile, d’impossibile da raccontare. Mai ho corso con così tanta facilità e felicità sino a spomparmi del tutto nel tentativo di raggiungere il centro del paese per i legittimi festeggiamenti. Una corsa solitaria e liberatoria, ricca di orgoglio e soddisfazione. Migliaia di tifosi juventini riversati in piazza a festeggiare, mamma mia da quanto tempo che non si vedevano e non si sentivano cantare! Un ritorno alla normalità dal sapore dolce e dalla prelibatezza unica, contorno d’antico e pensiero rivolto al 2006, a quel filo spezzatosi ed ora ricucitosi grazie ad un condottiero degno di quel Napoleone Bonaparte che conquistò e cambiò l’assetto dell’Europa grazie al genio militare di cui era in possesso. Conte ha cambiato la squadra col proprio genio tattico ed il suo carisma, con la bravura nel trasmettere al gruppo la voglia di vincere e la voglia di rivalsa. È stato lo scudetto di Calciopoli, tanto per intenderci, ed uno dei più belli per il modo in cui l’abbiamo conquistato: con zero sconfitte, da imbattuti, dopo quello scandalo. Questa volta veramente non può togliercelo nessuno e anzi, abbiamo il diritto di rivendicare la terza stella, questione che si protrarrà per tutta l’estate. Perché anche la Procura di Napoli ha detto che il campionato 2004-05 non è stato alterato e quello successivo non è stato investigato, come enunciato a più riprese dal presidente Agnelli. A decidere è stato un tribunale dello Stato, smentendo la giustizia sportiva che s’era tirata indietro al momento della richiesta di revisione del processo. Amen. Dov’è la scorrettezza per la quale la terza stella non si possa portare, dal prossimo anno, fiera e splendente sulla maglia addobbata anche del tricolore? In ogni caso, la Nike sta pensando ad un escamotage stilistico che prevede la terza stella sotto lo stemma, unita da corone di alloro con le altre due sopra lo stemma. Agnelli ha promesso sorprese, noi tifosi crediamo di meritare senza alcun se o alcun ma la terza stella. Abete spero che pur di non indispettire la folta colonia di juventini che parteciperà all’ Europeo, alla fine accetti la nostra proposta, capisca il motivo della nostra diatriba e il verdetto del campo, non quello dei tribunali. Anche perché quello dei tribunali, soprattutto quello sportivo, è molto contraddittorio e poco veritiero. Noi tifosi juventini abbiamo fatto il massimo fuori dal campo per tutelare la squadra in ogni dove, dentro al campo per sostenerla e incitarla a vincere e a portare a casa, con grande forza d’animo e spirito vincente, uno degli scudetti più sentiti, forti e meritati della storia. Proprio tornando alle emozioni, mai come in questi giorni credo sia lecito pensare che dopo la tempesta arrivi sempre il sereno: la sensazione è che tutto sia tornato come prima: Juve campione, squadra forte, allenatore vincente, precisa identità di gioco, stadio nuovo e gremito ad ogni partita stagionale, tifosi in delirio e assolutamente soddisfatti(non può essere altrimenti), bilancio economico in rialzo dopo esser tornati campioni d’Italia, campagna acquisti(l’ultima) felice: non tutto è oro quel che luccica tra le cose che ho elencato, naturalmente, ma le vittorie hanno spazzato via anche quei dubbi sorti come d’abitudine negli ultimi anni. Non che non si possano ripresentare il prossimo anno, per carità, l’anno della riconferma che dobbiamo già sapere essere più difficile di questo, vinto sulle ali della gioia, della consapevolezza nei propri mezzi acquisita strada facendo, della rivalsa, della volontà di. E poi, la prima sconfitta arriverà di sicuro… Questa è la Juve che unisce i tifosi. Quella che vince. Quella che emoziona. Quella che fa urlare. Quella che mette tutti d’accordo. Quella che amiamo. Quella che aspettavamo ormai da troppo tempo e che ora è tornata. Increduli sino a qualche minuto prima del fischio finale del sogno che si stava realmente materializzando, ancora non del tutto coscienti dell’impresa, stoica, che abbiamo realizzato. Forse, a vedere i nostri giocatori, dai video divulgati sulla rete, di ritorno da Trieste, possiamo renderci conto di come siano più consapevoli loro, che noi, di cosa è stato fatto. Quella sensazione di vederli così piccoli lo scorso anno, settimi e spaesati, inesperti e ancora poco cinici, ma così grandi e sicuri ora, dopo dieci mesi di crescita lenta, difficile ma continua. Dal ritiro di Bardonecchia sino ad oggi. Perché questo sono ora i nostri giocatori: CAMPIONI, tutti, che il prossimo anno dovranno difendere il campionato e confermarsi in Europa. Gente che non aveva vinto mai nulla prima d’ora si ritrova a dover difender qualcosa conquistato con le unghie e con i denti.  Se contro il Palermo, al Barbera, c’è stata la svolta scudetto sentita addosso da tutti, a partire dai calciatori; a Cesena, col gol di Borriello, abbiamo veramente cominciato a credere in un sogno che stava diventando realtà. L’avvicinamento alla tappa decisiva, tanto vicina quanto lontana dopo il disgraziato pareggio col Lecce, è stato caratterizzato da un susseguirsi di emozioni che hanno attraversato la schiena con dei brividi e la mente con dei ricordi. Buffon, provato dall’errore col Lecce, si è unito al coro con Del Piero e Cheillini che ha dedicato lo scudetto a chi è salito dall’Inferno della B al Paradiso della vittoria-Scudetto. E non importa che il Milan abbia tentato nuovamente di vincere il derby con la tattica che meglio gli riesce: quella dell’imbroglio, prima col tuffo di Boateng e poi col replay del gol di Muntari, questa volta però a parti invertite con Cambiasso a fare da doppiatore. E non importa neanche che Allegri abbia dato la colpa della loro debacle agli infortuni, alle assenze, al sistema, al fatto che loro avessero l Champions e noi no. Può anche avere ragione, visto che i numeri sia del Milan che di Zlatan, nonostante siano migliorati rispetto alla scorsa stagione, non hanno fruttato alcun trofeo e alcun trionfo. Paradossalmente dico. Ma hanno preso il sopravvento e prevalso i motivi morali di questa Juve, affamata-unita-coesa-caparbia-grintosa-mai arrendevole-lucida-orgogliosa-vincente-intelligente-matura-cinica-straordinaria-stoica-strabiliante. Festeggiamo un altro giorno di Maggio in sequenza: dopo il 5, il 6. È il destino della Juve italiana che dà tutti i suoi giocatori italiani(quasi un’intera rosa) alla nazionale italiana: festeggiare per la trentesima volta nel mese di Maggio. Buffon che ringrazia Pepe d’averlo aiutato a capire cosa significa vincere è un’altra bella immagine che racconta cosa sia successo quest’anno. Uno scudetto che è di tutte le generazioni juventine, dai più anziani ai più giovani. Perché la Juve è di tutti e unisce tutti, grandi e piccoli, in un’unica famiglia che ha un proprio linguaggio con cui esprimersi; quello del bianconero nel cuore. Scudetto vinto con lavoro, col sudore e con la fatica. E ogni volta che ripenso a questo scudetto, la lacrima cade. Il cuore comincia a battere forte. La mente torna ai momenti chiave della stagione, una musica di sottofondo parte da sola. Troppo bello per il modo in cui è arrivato. Inaspettato ma meritato. Sì, abbiamo vinto noi.

Eldavidinho

Cagliari – Juventus 0-2 Sintesi

http://www.metacafe.com/watch/8478611/

Lo scudetto del popolo bianconero

Simili a degli eroi abbiamo il cuore a strisce, portaci dove vuoi verso le tue conquiste. Ogni pagina nuova sai sarà la storia di tutti noi. Solo chi corre può fare di te la squadra che sei. Juve storia di un grande amore… (Paolo Belli)

Mercoledì dopo Juventus – Lecce io come molti di voi ho perso il sonno. E’ stata un nottata di ansia e di tensione, paura che quel sogno così a portata di mano fino ad allora, svanisse all’improvviso. La paura assurda che una sciocchezza fatta dal nostro mitico portierone Gigi Buffon comprometesse un cammino fino a li, strepitoso. Passare dal gol di Muntari… al gol di Buffon. Quanti fantasmi, quanti pensieri, farsopoli, la serie B, i settimi posti. Mia moglie mi ha persino dato dell’imbecille che con tanti problemi che abbiamo perdo il sonno per la Juve. Gli ho spiegato come al cuore non si comanda, che la ragione può prendere il sopravvento quando sei in pubblico, quando scrivi , quando c’è la luce. Ma nel buio della notte, soli con noi stessi come fai? A te stesso non puoi mentire. Povero Buffon chissà come ha passato quella notte! I giorni appresso ho cercato di far prevalere la ragione, dispensare ottimismo. Parlando con mio fratello gli ho detto : ”Dai che magari Domenica festeggiamo in centro, hai visto mai che l’Inter ci fa mezzo regalo (pensavo a un pari), in fondo è sempre un derby”. Ci ho preso, menomale, ma la paura prima era lo stesso tanta.

Dico questo e lo racconto, perchè immagino come sia successo a molti di noi, Conte lo ha detto per se stesso e i suoi giocatori. Sembra che tutte le ansie , le frustrazioni, le lacrime di 6 anni di sopprusi e di torti , si siano condensati in questi ultimi giorni che andavano dalla partita giocata contro il Lecce a quella contro il Cagliari, a partire da quella notte. Deve esser stato dura anche per gli altri calciatori, che tutta questa tensione l’han certo sentita sulla loro pelle, scendere in campo a Trieste. Forse per questo la partita contro il Cagliari non è stata giocata troppo bene, c’è stato un poco di ”braccino”. Si pensava più al risultato di Milano che noi a fare il secondo gol. Menomale che è andata cosi la fortuna toglie, la fortuna da. Un autorete ( quest’anno non me ne ricordo tanti a favore) ci ha dato il gol della sicurezza. Gli ultimi minuti son stati un parto. Seduti e in piedi , seduti e in piedi. A pregare Dio di farle rimanere così. Le notizie poi arrivate dal derby ci hanno detto a 2-3 minuti dalla fine che finalmente era vero e il sogno si era realizzato. I risultati non potevano più cambiare in maniera decisiva. Vedere anche Conte sorridente e libero, ci ha sbloccato tutti. Ringrazio Dio per averci dato Antonio Conte, un predestinato, Campione al primo tentativo. Al fischio finale ero commosso, gli occhi lucidi, ho chiesto ai miei ragazzi se se la sentivano di andare in centro e hanno subito risposto presente.

Ci siamo messi le maglie bianconere, io di Nedved (di Del Piero ho quella tutta nera), loro di Pirlo. Abbiamo preso due bandiere e siamo partiti strombazzando verso il centro. Molte macchine per strade, molti tifosi ai bordi dei marciapeidi ad incitarci al passaggio. Vittorio, il mio piccolo, mi chiede se domani si va a scuola, ”domani non si va” faccio io, ”è festa la Juve ha vinto lo scudetto”. Federico mi dice che sono un grande. Sono contenti, ridono e cantano. Se ne ricorderanno fra 20 anni di questa serata, di quando il papà li ha portati in centro a festeggiare lo scudetto e il giorno dopo hanno fatto festa da scuola. Io ricodo ancora quando mio papà portava me e mio fratello in tram a vedere il derby di Torino. A un certo punto in via Po non si va più avanti, giro trovo un parcheggio e proseguiamo a piedi. Si arriva in piazza San Carlo sotto il cavallo di bronzo, ci incontriamo con degli amici. Sono abbracci, baci, è una liberazione per tutti, si canta e si salta c’è tutto il popolo Juventino. Ancora trombe, bandiere, cori, sudore, imprecazioni, alcool, bombe carta e fuochi d’artificio, c’è tutto. C’è un frastuono assordante ininterrotto che non si riesce a parlare a un metro l’uno dall’altro. Bisogna urlare o meglio parlarsi nelle orecchie. I miei figli non se li ricordavano i festeggiamenti per lo scudetto del 2005 (nel 2006 non ce ne furono), erano piccoli, per loro è la prima volta. Mi chiedono se è sempre cosi, se la piazza è sempre così piena. Gli dico che la piazza è sempre così ad ogni campionato vinto ma il rumore questa volta è davvero qualcosa di indescrivibile. Non so se sono io che ricordo male ma davvero un casino come questo è la prima volta che lo sento. Siamo li ragazzi giovani, bambini, anziani, signore tutti vestiti di Bianconero. La piazza e strapiena e anche via Roma e via Po. Tantissime bandiere. Veramente tante. Cori per tutti, dal nostro mister al nostro capitano Alex Del Piero. Questo è lo scudetto di tutti, lo scudetto del popolo Bianconero. Bene ha fatto Chiellini a dedicarlo ad Alex e Gigi due immensi uomini prima che due grandi giocatori, bene ha fatto Gigi a dedicarlo a Trezeguet e Camoranesi e Del Piero a farlo per tutti quelli che son stati in B con noi. Noi c’eravamo, io c’ero. Ho visto allo stadio con i miei ragazzi 8 partite di B quell’anno.

Mi sarebbe piaciuto che qualcuno avesse ricordato Ale e Ricky le due giovani promesse venute a mancare a Vinovo anche loro in quel dannato 2006, ma son sicuro che è stata una dimenticanza e non una mancanza. Allora lo faccio io, questo scudetto lo dedico a loro e a tutti i ragazzi che sognano di diventare dei calciatori e giocare per la Juve. Tutti quei ragazzi come i miei figli che si vestono di bianconero per andare a festeggiare in centro con il loro papà. Questo scudetto è il trentesimo vinto sul campo e non ci frega nulla dei conti fatti in tribunale da altri. Questo per noi e tornare a ricominciare proprio li dove eravamo rimasti. Questo scudetto è un apostrofo bianconero fra le parole ”Crepate tutti antijuventini di m.”, volevate distruggerci e non ci siete riusciti. Siamo qui, siamo tanti e ora siamo più forti che mai.

Alessandro Magno

E TRIESTE GRIDO’ …. JUVENTUS!

Juventus! Campione d’Italia 2011-12

Ebbene sì, non è un sogno ..ce l’abbiamo fatta! abbiamo vinto lo scudetto, il nostro 30mo .. perchè per noi sono trenta e lo saranno sempre, ma ci occuperemo della fine del campionato in seguito.

Parliamo piuttosto della partita contro il Cagliari giocata in campo neutro a Trieste, assediata da tifosi bianconeri, è stata per questa sera testimone di un grande evento: il ritorno a casa nostra dello scudetto 2011-12. Il Cagliari come volevasi dimostrare ha giocato la partita della vita, e non si è arreso mai. Il primo gol è arrivato da Vucinic, probabilmente in fuori gioco, ma assegnato ugualmente senza polemiche, accaduto  praticamente subito, ad inizio partita, dopo, è stato un andiriivieni di azioni, palle gol, e tentativi vari di raddoppio. Nel frattempo si era attenti a cosa succedeva a Milano, se l’Inter avesse vinto o pareggiato noi saremmo diventati campioni.

La tensione era altissima, e nonostante il secondo gol non arrivasse, la Juventus non voleva sbagliare, e comunque fosse andata tra Milan e Inter, non poteva essere che vittoria. Intanto un brutto colpo stende Lichtsteiner, scontrandosi con un collega, rimane a terra semi svenuto, coscente sarà trasportato all’ospedale per accertamenti. Entra Caceres al posto suo e si riprende, ma temiamo per Stephan, sebbene la notizia che sta bene ci rincuorerà tutti continuando a seguire il campo  di gioco.

Si proseguirà con la Juventus che fa pressing senza sosta, il Cagliari, annaspa ma non molla e si difende intercettando quasi tutte le azioni, ma alla fine, al 73mo quando ci si rassegnava al risultato dell’1 a 0, il Cagliari ci regala il secondo gol,  con un autogol del difensore Canini, e da quel momento è stato un tripudio di gioia, Conte ci ha finalmente regalato un sorriso .. in contemoporanea l’Inter conduceva per 4-2 ..era fatta ..al 90mo, l’invasione di campo, gli abbracci, le urla, i baci… la felicità che gridava “JUVENTUS SEI GRANDE”

Complimenti ragazzi ce l’avete fatta, contro tutti i pronostici, contro l’ordine precostituito, contro gli arbitri. Complimenti  ad Antonio Conte, al Presidente Andrea Agnelli, e ai grandi “vecchi”, Andrea Pirlo per quello che ha fatto nel primo anno di arrivo in JUVentus, a Gian Luigi Buffon e al nostro caro Capitano Alessandro Del Piero, che grazie a quel gol che ci ha permesso di battere la Lazio ha contribuito a questo risultato!

E ora … Festaggiamenti per un mese intero!

Luna23

 

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