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Mazola

Cattura

 

Articolo di Silvio Mia

 

A Josè Altafini da Piracicaba ,detto Mazola dai sostenitori brasiliani quando apparve sui campi di calcio del football bailado . La sua somiglianza lo fece accostare a Valentino Mazzola capitano del Grande Torino perito insieme alla sua squadra nella tragedia di Superga il 4 maggio 1949 . Il Torino era di ritorno da Lisbona dove aveva giocato , perdendo 4 a 3 , un incontro amichevole il giorno precedente. Questo incontro era stato organizzato in onore del capitano del Benfica Francisco Ferreira , amico di Valentino , il quale versava in condizioni economiche difficili. Per questo motivo l’incasso della partita fu devoluto al giocatore, un incasso cospicuo che si era potuto realizzare poiché il 3 maggio in Portogallo si festeggiava la scoperta del Brasile , per cui la giornata festiva aveva permesso la presenza del grande pubblico. Nel viaggio di ritorno l’aereo su cui erano saliti giocatori, staff tecnico e medico e giornalisti al seguito, si schiantò contro la Basilica data la visibilità nulla e l’altimetro dell’aereo pilotato del capitano Meroni che era impazzito, motivo per cui segnalava un altezza che non era quella reale. Premessa doverosa anche in ricordo di una compagine che è rimasta nel mito, a prescindere dalla squadra per cui si possa fare il tifo. Una squadra che riuscì tra l’altro a rimanere imbattuta tra le mura di casa del campo Filadelfia dal 1943,fino alla tragedia che pose fine alla loro vita sportiva e terrena. Altafini giocò nel Milan dal quale fu ceduto al Napoli dopo alcune dichiarazioni di Gipo Viani , allenatore rossonero, il quale accusandolo di scarsa combattività in campo lo definì “coniglio” . A Napoli Altafini fece coppia con un altro grande sudamericano che aveva fatto le fortune della Juventus a cavallo degli anni cinquanta-sessanta a cui il sergente di ferro Heriberto Herrera ,in arte HH2 per distinguerlo dall’Herrera interista, precursore del calcio totale fatto di tanto lavoro e di tanta corsa, volle rinunciare per la scarsa attitudine ad allenarsi dell’atleta .

Il giocatore di cui sto parlando è l’argentino Enrique Omar Sivori di cui posso sicuramente affermare, senza paura di essere smentito, che Maradona ne ricalcò le gesta tecniche circa vent’anni dopo nella stessa squadra. Con Altafini formò una coppia che mandò in delirio i tifosi partenopei portando il Napoli ad un passo dallo scudetto. In merito al trasferimento dal Milan al Napoli ,correva voce che nel contratto di cessione agli azzurri , ci fosse una clausola imposta dal Milan nella quale si diceva che il giocatore non avrebbe potuto essere ceduto alla Juventus prima che fossero passati sette anni . A testimonianza di ciò che scrivo , sette sono gli anni che passarono dalla cessione al Napoli ed al conseguente arrivo a Torino , dove con Dino Zoff approdò per giocare il campionato 1972-1973. Se facciamo due conti tutto torna . Altafini raggiunse Napoli nella stagione 1965-1966. Se la matematica non è un’opinione ed avete voglia di contare ecco la conferma. Boniperti acquista Josè detto poi Giuseppe , quando il giocatore ha già la carta d’identità fortemente ingiallita e la sua età segna 34 anni. L’acquisto è motivato dal fatto che l’esperienza e la classe del brasiliano dovranno servire per far rifiatare i titolari Bettega e Anastasi , ma in realtà alla fine i tre si spartiranno quasi equamente le partite, perché Altafini si dimostrerà ancora talmente valido da risultare a fine campionato con 23 partite giocate il capocannoniere della Juventus con 9 reti. Di quell’anno voglio ricordare il suo esordio alla quarta giornata , si giocava Juventus-Milan. L’esordio fu dettato da un inizio molto deludente di Causio che probabilmente dopo l’annata precedente in cui aveva contribuito con efficacia alla vittoria dello scudetto , si era , come si è soliti dire in questi casi, un po’ montato la testa. Vycpalek , da buon padre, per fargli capire che per riuscire ad emergere non bisogna mai perdere l’umiltà , lo relegò in panchina in un incontro la cui importanza era chiara dal blasone delle due società, lanciando nella mischia Altafini. La prima partita del vecchio Josè durò un tempo, prestazione molto deludente, con i tifosi che cominciavano a chiedersi l’utilità dell’acquisto di un giocatore avviato verso il viale del tramonto. Quell’incontro invece servì al Barone Franco Causio a capire che l’atteggiamento vincente non è fatto di spocchia e di presunzione . Il giocatore sfoderando una prestazione maiuscola contribuì prima a far pareggiare le sorti dell’incontro, che il Milan aveva sbloccato nel primo tempo con una rete di Bigon ,con un cross che Billy Salvadore , capitano indomito , finalizzò in rete e poi segnando lui stesso la rete del vantaggio juventino. Per dovere di cronaca il Milan pareggiò un minuto dopo con un colpo di testa di Rivera, che trasformò in rete un cross di Golin fissando sul 2 a 2 il risultato finale della partita.

Il suo primo goal in maglia bianconera , ho avuto l’onore di vederlo dal vivo allo Stadio Comunale. Si giocava Juventus-Fiorentina, io ero in Curva Filadelfia e la Juventus aveva chiuso il primo tempo in svantaggio 0 a 1 per una rete segnata da Saltutti quando l’orologio stava compiendo il suo ultimo giro. Nel secondo tempo ,dopo il pareggio di Haller che aveva battuto il portiere viola con un tiro sotto l’incrocio dei pali, Altafini , che era subentrato a Cuccureddu da cinque minuti , girando di testa un cross proveniente dalla fascia destra diede la vittoria alla Juventus in un pomeriggio dal cielo grigio e piovigginoso , classico del mese di dicembre in quel di Torino . Un altro episodio che ricordo di quell’anno fu la semifinale di Coppa Campioni in cui la Juventus era chiamata ad affrontare a Torino nell’incontro di andata gli inglesi del Derby Country. Partita che si preannunciava difficile , anche se in trasferta le squadre inglesi perdevano molto in fatto di aggressività , cosa che invece in casa era la loro prerogativa. A quei tempi non essendoci tutta la mescolanza di giocatori che vediamo oggi sui campi di calcio ,che ha portato a cancellare le caratteristiche di gioco che ogni nazione aveva sviluppato , andando a giocare le Coppe Europee e le competizioni oltre Oceano ,si potevano ammirare le diverse scuole di gioco . Per esempio andando in Inghilterra si sapeva che si veniva aggrediti con un gioco maschio , molto muscolare che si sviluppava prevalentemente sulle fasce. Nei paesi sudamericani c’era un gioco più compassato dovuto alla tecnica dei giocatori , nei paesi dell’est le squadre si esprimevano con un gioco a ragnatela , molto lento , ma molto efficace e la scuola italiana era famosa per il suo gioco di rimessa fatto di ripartenze , allora si chiamava contropiede, che l’Inter di Helenio Herrera aveva così ben interpretato vincendo tutto in campo Nazionale e Internazionale. Torniamo alla partita contro il Derby Country, perché nei giorni che la precedettero lo stopper inglese , Mc Farland dichiarò che avrebbe marcato il vecchietto Altafini senza problemi . Alla fine invece di problemi Altafini ne creò molti al giovane presuntuoso stopper d’oltremanica , segnò due reti e il giovane uscì dal campo fra le lacrime. La partita finì 3 a 1 per la Juventus con la terza rete, seconda per ordine di marcatura, di Causio , che riportò la Juventus in vantaggio dopo il pareggio degli inglesi realizzato dal giocatore più dotato tecnicamente , il trequartista Hector. Una curiosità di questa partita , che essendo un incontro di Coppa avrebbe dovuto giocarsi la sera e invece si giocò di pomeriggio perché il nuovo impianto di illuminazione dello Stadio Comunale non era ancora pronto.

La Juventus pareggiando in Inghilterra dove tal Hector sbagliò un rigore e si fece notare più per le inusuali per l’epoca, scarpette bianche che per la sua efficacia in campo, si qualificò per la finale di Belgrado dove venne sconfitta dal Grande Ajax degli anni settanta per una rete realizzata dopo tre minuti di gioco da Johnny Rep . L’ultimo episodio che voglio citare , di questo straordinario fuoriclasse, riguarda una questione di cuore . Si giocava Juventus – Napoli venticinquesima giornata del campionato 1974-1975. In quella stagione i partenopei erano in corsa per la conquista dello scudetto e si presentarono a Torino con due punti di svantaggio dalla Juventus. Al vantaggio bianconero siglato da Causio , aveva risposto il capitano degli azzurri , il mitico Antonio Juliano, Totonno per tutti ,centrocampista , napoletano verace e capitano di lungo corso. Quando ormai sembrava che i giochi per la conquista dello scudetto dovessero prolungarsi per le successive quattro giornate ancora da disputare , a due minuti dal termine della partita, da un’azione di calcio d’angolo di Causio e sull’uscita a vuoto di Carmignani , la palla arrivava a Cuccureddu il quale sferrava un tiro che colpiva il palo alla destra del portiere del Napoli , Altafini con l’istinto ed il fiuto del goal che lo contraddistingueva da sempre , con un tocco di punta ribadì in rete e quella risultò essere la segnatura decisiva per la vittoria di quel campionato.

Da questo momento il vecchio Josè per i tifosi napoletani divenne “core ‘ngrato”. Alla fine nonostante due sconfitte, la prima a Napoli 2 a 6 e la seconda quella succitata di Torino, il Napoli arriverà secondo a due punti dalla Juventus. Voglio ancora fare una postilla sulla partita di andata che il Napoli perse largamente davanti al pubblico di casa. Il Napoli dell’allenatore brasiliano Luis Vinicio quell’anno era disposto a zona , una tattica che prevedeva il sistema del fuorigioco sistematico sugli attacchi avversari. La Juventus aveva fatto le prove di tale disposizione in campo avversario il mercoledì precedente in Coppa UEFA , giocando contro gli inventori di tale tattica di gioco , ad Amsterdam con i lancieri dell’ Ajax. La Juventus aveva perso 2 a 1 , ma in virtù della vittoria della partita di andata a Torino per 1 a 0 aveva passato il turno. Trovandosi davanti ad una squadra che era agli inizi della pratica di questa tattica di gioco , i giocatori della Juventus andarono a nozze travolgendo i partenopei che da quel momento attuarono un sistema difensivo meno spregiudicato. Altafini alla fine della carriera totalizzò 216 reti in serie A , dietro all’irraggiungibile Silvio Piola che con 290 reti comanda la classifica , a Francesco Totti che essendo ancora in attività potrà ancora incrementare il suo score che è di 243 reti , a Nordahl con 225 ed a pari merito con Peppino Meazza .

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Di Enzo Ricchiuti

 

Juventus Milan la partita.

Bellina. Un po’ a sprazzi. Una Juve a macchia di leopardo, impegnata il giusto, rilassata quando doveva. Il Milan è stato bravo a pressare, in certi momenti è stato persino competitivo. Si vede che giocare coi più bravi fa bene.

Il dopo partita gaffe monumentale di Galliani e botta e risposta fra i siti ufficiali.

Galliani col senno di poi è stato abile. Forse è vero che è stato impetuoso ma poi ha saputo capitalizzare. La Juve ? Qualunque cosa faccia serve solo a prenderle. Fuori dal campo si perde in maniera direttamente proporzionale alle vittorie in campo. Agnelli sbaglia a voler trainare il movimento: dovrebbe trainarlo si ma verso il burrone per poi fare altro. Questi della società si preoccupano che le altre facciano gli stadi e sistemino i bilanci ma sembrano quei capi delle comunità ebraiche che sotto il nazismo si preoccupavano che i tedeschi li derubassero senza fare casino. Juve spa dovrebbe entrare nelle istituzioni guadagnandosi il consenso delle piccole e delle leghe minori, bloccare ogni tipo di crescita patrimoniale e strutturale delle altre grandi, congelare il sistema per evitare di farsi riprocessare di nuovo. Nel frattempo preparare la valigia per andarsene in Europa.

Conte ha detto che resta al suo posto. Nel fra tempo risulta nuovamente indagato nel calcio scommesse. Dunque?

La magistratura ordinaria è più lenta. Conte il suo Europeo se lo farà e gli verrà pure bene. Poi meglio che vada via, come dovremmo fare anche noi.

Juventus 3 – bambini dell’asilo 1

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Articolo di Alessandro Magno

Juventus-Milan, mamma mia da dove iniziamo? Cominciamo col parlare della partita. Buona Juve, non buonissima. Troppa comunque per questo Milan. Pochissimo Milan nonostante Pippo Inzaghi e con lui tutta la redazione Mediaset vogliano far passare un messaggio diverso. Mentre sentivamo Inzaghi in tv che si sperticava in lodi ai suoi e lo studio suddetto che confermava mio figlio Federico 15 anni ha commentato: ”Si va be ok c’erano anche loro in campo altrimenti giocavamo da soli”. E’ tutto qui. Il re è nudo. Non si sono degnati nemmeno di fare vedere una statistica: tiri, possesso palla, palloni recuperati. Si pensa a nascondere l’immondizia sotto il tappeto facendo finta che non ci sia poi alzi il tappeto ed è lì. Parliamoci chiaro il Milan ha avuto due occasioni: il gol e il tiro di Pazzini; entrambi su gigioneggiamenti della Juve, il primo perché Tevez e Pogba si sono messi a palleggiare in area di testa, il secondo perché a Marchisio, in una partita perfetta, non gli è riuscita una veronica a centrocampo. Tolti questi nostri due regali a loro il resto è stato un monologo juventino con Diego Lopez più volte impegnato a togliergli le castagne dal fuoco. D’altronde se ti presenti con un centrocampo a 3 Essien-Poli-Muntari contro un centrocampo a 4 Pirlo-Vidal-Pogba-Marchisio va da sé che tu non abbia alcuna speranza di vincere, così se la tua punta di diamante è Menez uno da 1 partita da fenomeno e 8 da anonimo e dall’altra è Tevez uno che pure con 39 di febbre corre e spacca come un assatanato, il risultato è il medesimo. E’ finita 3-1 ma sarebbe stato più giusto per lo meno un 4-0.

E veniamo alle polemiche. Per una volta nella vita è parso a tutti chiaro che tutti i gol della Juve sono regolari. Non c’è mai stata credo un unanimità di giudizio così totale. Rai, Sky, Mediaset, tutti i moviolisti e tutti i giornali compreso Inzaghi hanno dovuto ammettere che il primo gol della Juve è regolare. Se c’è un irregolarità è sul calcio d’angolo da cui scaturisce il gol del pari del Milan che sembra non esserci. Nessuno si è soffermato più di tanto su questo episodio ma neanche nessuno ha fatto vedere chiaramente che la palla fosse uscita. Anzi da tutti i replay la sensazione è che la palla non è uscita interamente quindi questo calcio d’angolo non c’era. Ora qualsiasi persona sana di mente non farebbe alcuna polemica visto che la vittoria è stata netta e se c’è un gol ”non buono” è quello del Milan. Niente in Italia i gol della Juve devono essere scannerizzati al lumicino e se sono regolari sono dubbi o non sono abbastanza regolari e se sono buoni bisogna inventarsi qualcosa per metterne in dubbio la regolarità è così che su internet si è scatenata l’ignoranza italiana. Tifosi che non sono andati a scuola e scrivono come mangiano e non si vergognano di classificarsi come capre, mettono in giro video in cui contestano la linea tracciata dalle tv per valutare il fuorigioco di Tevez. Non gli basta neppure che i Caressa, i Cesari, i De Marco gli facciano rilevare che la linea converge verso sinistra perché è la prospettiva. Basterebbe verificare le linee tracciate nell’altra metà campo che in alto convergono verso destra. Non credevo neppure fosse possibile che ci fossero tifosi così cretini e ignoranti. Ripeto l’immagine è chiara. Per la stessa prospettiva i giocatori in alto sono più piccoli di quelli in basso proprio perché la parte in alto è più lontana. E’ una cosa elementare. E’ una cosa che si studia in disegno tecnico alle scuole medie. Niente le capre si scatenano su internet commenti surreali come: ”non ho mai visto tracciare una linea storta per valutare un fuorigioco” oppure ”si va be per giustificare la Juve ogni volta tirano fuori una cosa nuova ora che è ‘sta prospettiva?”, gente che fa i video col righello… mamma mia che povera gente, ma nemmeno le comiche. Ora ok gli italiani sono un popolo veramente ignorante e ne hanno dato ampia dimostrazione in questo caso ma il punto più basso quello del profondo rosso lo tocca l’Ad del Milan Adriano Galliani.

Galliani riprende questa polemica e ne fa una bandiera. Su ordine suo escono ben tre comunicati sul sito del Milan. Il primo ridicolo in cui contesta le linee e le immagini a detta sua fornite dalla Juve. Il secondo surreale dove chiede dei registi indipendenti quando Mediaset ne ha 3 e la Juve nessuno. Il terzo comunicato in risposta alla Juve che gli faceva notare diverse inesattezze e il fatto di essere geometra con una maleducazione da querela e in cui accusa la Juve di arroganza. Ora un Geometra che non conosce o fa finta di non conoscere la prospettiva in cui fa finta di non sapere che il suo presidente è titolare della più importante Tv privata d’Italia o fa, come dice il gergo popolare, “lo scemo per non andare in guerra” o è sull’orlo di una crisi di nervi. Se poi con tanta arroganza dimostrata da se accusa pure gli altri di questo vuol dire che è un bambino dell’asilo che ha perso e non ci vuole stare e pure sapendo che ha torto vuol avere ragione per forza. Tipo quelli che quando perdevano si portavano il pallone a casa. E’ grave all’età di Galliani.

Da tutto questo ne esce male il calcio Italiano, che è alla frutta. Ne escono male, malissimo molti tifosi antijuventini d’Italia perché veramente hanno toccato il punto più basso della loro storia attaccandosi a un gol palesemente regolare e fra l’altro ininfluente per il risultato; perché va bene non conoscere la geometria ma almeno la matematica! La partita è finita 3-1 e quel gol di Tevez è stato pareggiato dopodiché il MIlan ha preso altre 2 pappine senza se e senza ma. Punto. Ne escono male anche le tv e i giornali italiani che per una volta han fatto bene il loro lavoro ma che a furia di fomentare la gente hanno prodotto tutto questo. Questo è il risultato di tanti anni di cattivo giornalismo che ha diseducato la gente allo sport. Non si perde mai per demeriti propri è sempre colpa dell’arbitro. Ne esce malissimo il Corriere dello Sport diventato un giornale per soli antijuvetini. L’unico giornale che non riesce a dire chiaramente che il gol di Tevez è regolare. Un giornale, a mio modo di vedere, scorretto e scritto in modo non onesto. Con un Direttore che sta diventando famoso su twitter perché banna tutti i tifosi juventini che non la pensano come lui. Un altro che dimostra col suo comportamento di essere un bambino dell’asilo troppo cresciuto. Ne esce, veramente male, la società Milan per bocca del suo sito e Galliani che veramente si sono prestati a una figura di mer.. ciclopica e storica. Una di quelle figure per cui saranno presi per i fondelli per tutta la vita e per Galliani non è neppure l’unica. Ne esce male Berlusconi che non è intervenuto a fermare il suo primo dirigente ma lo ha lasciato fare e si è fatto tirare anche lui in questa figura di cacca. Ma l’età di Galliani e Berlusconi è quella che è e forse dovrebbero prendere in considerazione che un bel momento occorrerebbe ritirarsi visto che si perdono colpi cosi amaramente. Gli unici che ne escono bene da tutto questo sono buona parte dei tifosi del Milan, una bella fetta, che memori di ben altri Milan e ancora capaci di riconoscere una buona squadra da una “fetenzia” hanno preso le distanze da tutto questo teatrino. Qualcuno è arrivato a scrivere: ”Da milanista mi vergogno di questa polemica del Milan”. Viva Dio. Siamo ormai nello sprofondo ma forse una speranza ancora c’è.

 

 

 

Juventus – Milan 3-1. Sintesi.

http://www.dailymotion.com/video/x2goned

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di enzo ricchiuti

 

Juve Cesena senza Tevez bene Giovinco e gli altri. Benissimo Vidal.

Un po’ di turn over giusto per non spaventare nessuno. Sarebbe stato troppo schierare Tevez contro un Cesena. Giovinco ? Bello ma non balla. Marchisio invece.

Tornando al Milan.Pippo Inzaghi molto onestamente in prima battuta non aveva accampato scuse poi Berlusconi e Galliani lo han costretto a ritrattare. Visti a Empoli?

Quest’anno rischiano di incartarsi. Hanno una discreta compagine che può far bene e ogni tanto meglio dei propri limiti se si affida all’opportunismo ambizioso del nuovo allenatore. Continuare nella retorica del Milan che deve fare le partite? Siamo in democrazia. Neanche i loro tifosi ci credono.

Inter un po meglio ma Napoli Milan Lazio e Fiorentina … sarà dinuovo solo Roma Juve?

Qual è il problema. La Roma la conosciamo e l’abbiamo già battuta. Ora va forte di fisico, come noi del resto: bisogna vedere a Cempions inoltrata. Delle altre un po’ di curiosità per l’Inter perché prende pochi goal. Le altre? Fanno solo presenza ma il Milan può farcela col Napoli di Benitez. Se a Napoli cambiano, non so.

Milan – Juventus 0-1: catenacciari-svenenti vs calciatori.

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Articolo di Alessandro Magno.

 

 

 

La partita è stata una partita a senso unico, soprattutto nel secondo tempo dove fino al gol si è giocato praticamente nell’area del MIlan. A creare questa situazione è stato principalmente l’atteggiamento rinunciatario del Milan che probabilmente consapevole della propria (poca) forza ha impostato una partita sul catenaccio. Probabilmente sperando in una Juve arrembante che si scoprisse e porgesse su un piatto d’argento un contropiede facile facile, o al limite cercando di portare a casa il punticino che in questo momento, per questo Milan, sarebbe stato oro colato. Ad agevolare questa situazione ci ha pensato Rizzoli, così spaventato dal fischiare pro-Juve che nel dubbio ha fischiato sempre pro-Milan, specie nel primo tempo. Che ha tollerato un gioco esageratamente maschio, ed è curioso come fra le due squadre gli ammoniti ce li aveva solo la squadra che attaccava mentre all’altra che difendeva era concesso di randellare liberamente. A prova di questo basti notare come ammonisca Marchisio per un fallo che probabilmente subisce da Muntari, mentre sorvoli su un fallo a gamba tesa di Menez su Caceres appena dopo. Così come sorvoli su diverse manate in faccia di De Jong e dello stesso Menez ed arrivi ad ammonire Asamoah e Torres nel finale quando c’è solo da ammonire Torres (sempre per una manata).

Ma la partita fila via liscia senza particolari problemi anche per l’arbitro visto che, come detto, si gioca a una porta. Buffon deve compiere solo due interventi in tutta la partita, di cui uno solo serio che è quello su Honda, sfuggito alla marcatura di Asamoah che di testa proprio non ne prende una. L’altro, a pugni chiusi su tiro di Menez, è normale amministrazione. Non così Abbiati che è costretto a sbrogliare su diversi tiri da lontano su un incursione di Llorente e che quando non ci arriva da se, sarà il palo a graziarlo su un tiro di Marchisio. Alla fine sarà un uno-due da campioni fra Tevez e Pogba a sbrogliare la matassa e la Juve vincerà con pieno merito. A purgarli sarà nuovamente Tevez. Pare destino.

Questo per quanto riguarda il calcio giocato, e i tifosi di ambo le parti, intervistati da quelli di Mediaset Premium, e i due allenatori (onore a Inzaghi) ammetteranno sostanzialmente che quello che ho descritto sopra è quello che è stato. Dovrebbe finire qui senza se e senza ma. Purtroppo in Italia va per la maggiore il calcio chiacchierato.

E’ così che Graziano Cesari seguendo lo schema ormai supercollaudato del prima di do una carezza e dopo uno schiaffo, del prima butto una scartina e poi ci metto il carico, che alla moviola, dopo aver fatto notare che Marchisio non è da ammonire, tira fuori il ”caso” del rigore su Menez, che a suo dire è ineccepibile quantunque Menez esageri nella caduta (detto da lui). Spalleggiato da Tacchinardi e Sacchi (ahimè per entrambi) che gli danno ragione, si fa vedere una sola immagine ripresa dalla parte di Menez in cui si vede una gamba di Marchisio, ma non essendoci la ”profondità” dell’immagine non si vede chiaramente se i due si toccano, anche se per Cesari si toccano senz’altro. D’altronde c’è la Juve di mezzo. Tutto senza considerare il fatto che pure se il tocco ci sia o meno, non basta quello per accordare un rigore. Il tocco deve essere almeno così sostanzioso da frenare la corsa o causare la caduta dell’attaccante, e francamente qui sembra una palese simulazione di Menez che praticamente sviene e che ha già pensato di andare a cercare un contatto nel momento stesso in cui ha pensato di fare il gioco di gambe con il colpo di tacco. Questo è palese per chiunque abbia mai giocato a calcio e Tacchinardi avrebbe dovuto farlo notare, ma forse vige una regola che fra loro non si devono contestare. D’altronde li paga tutti lo stesso datore di lavoro. A pensare male si fa peccato ma Menez come discepolo di Inzaghi non è male. Uno che i rigori, usando un eufemismo, se li sapeva procurare.

Insomma un presunto rigore che se lo facessero vedere alla TV inglese ci riderebbero in faccia per un mese. Fra l’altro negli ultimi 10 minuti di partita nell’area juventina è un continuo svenimento: Torres, Pazzini, Menez. Ormai frustrati dal non riuscire ad arrivare al tiro cadono tutti come tordi sparati a ogni minimo tocco. Pure la Gazzetta dello Sport, noto giornale vicino alle milanesi, sentenzierà che non c’era alcun rigore. Solo al solito il Corriere dello Sport e di Trigoria ne farà un caso cogliendo la palla al balzo. Cosa non si fa per vendere un pessimo giornale. Peccato non si consideri che poi quando si aizzano le folle si rischia volino le spranghe e i coltelli. Perché è indubbio che in Italia manca totalmente la cultura sportiva per colpa degli Italiani ma anche soprattutto per colpa degli addetti ai lavori. Ma questa è un’altra storia.

Tornando alla partita, siamo alla quarta vittoria su quattro con zero gol subiti che non è affatto male. Nelle partite di calcio in fondo sono solo due le opzioni che contano. Vincere o meno. E noi abbiamo vinto. E vincere con merito o per fortuna e/o casualmente. E noi abbiamo vinto meritatamente. Tutto il resto sono chiacchiere da Bar.

 

Tevez forever!

tevezscritto da Cinzia Fresia

Non vorrei smorzare gli entusiasmi, anzi, dopo una così vittoria per mano dello stesso attaccante non c’è che gioire, vincere “pronti via” con il Milan ad inizio campionato non è da tutti i giorni, tuttavia tutti questi commenti di magnificazione dell’impresa li prenderei con beneficio di inventario.

La prestazione di ieri sera cosolida il  “più che in forma” Carlitos Tevez, firmatario della vittoria un briciolo in extremis, concepita da un’azione straordinaria tra lui e Pogba, un altro che sta benone. Un gol realizzato dopo una scivolata! Non si tratta solo di talento fisico ma di intelligenza nello sfruttare qualunque occasione nata anche da un errore, l’ho visto fare solo da lui e Vidal.

Che dire ..meno male che l’abbiamo noi .. e non il Milan, Carlitos è raggiante e gioca benissimo, compensa con la sua forza anche la mancanza di Pirlo, fondamentale riferimento del gioco attuale della Juventus, dobbiamo solo sperare che la sua voglia di gol contagi anche qualcun altro, per non lasciare tutto il peso dell’attacco  all’argentino.

Sebbene la Juventus come gioco abbia dominato in entrambi i tempi non è stata così schiacciante come sarebbe stato opportuno ed in proporzione ai tiri che ha effettuato, l’unica arma nelle mani del Milan poteva essere la difesa che ha operato creando non pochi problemi alla Juve,  la quale  ha trovato il gol a secondo tempo inoltrato, unica beffa della serata firmata Tevez: lo scivolone del giocatore ha colto di sopresa la difesa che non ha dato peso allo scambio dei due giocatori Juventini, i quali firmeranno la vittoria della Juve.

Anche con un solo gol si va a casa contenti, battere il Milan è sempre una bella soddisfazione, l’aria a San Siro non era tra le più respirabili, l’arrivo di Allegri ha suscitato delle reazioni non piacevoli nell’ambiente del Milan, e d’altronde c’era da aspettarselo, il tecnico di Livorno è sempre un po’ sotto controllo dai tifosi della Juve e certamente poco apprezzato da quelli del Milan che lo ritengono  responsabile dei fallimenti milanisti degli ultimi tempi, tutto sommato ieri si respirava una situazione abbastanza paradossale, vi sarete accorti di quanti complimenti e attestati di stima riceviamo, essendo abituata a leggere solo cattiverie ed insulti, tutta questa “carineria” da parte di Stramaccioni la vosta scorsa e Inzaghi ieri mi fa un po’ paura, tutte queste affermazioni che trasudano falsità potrebbero essere un elementi di destabilizzazione per noi, quindi occhio alle sviolinate e teniamo i piedi per terra che il campionato è appena iniziato e può succedere di tutto.

 

 

Juventus – Milam 1-0.Sintesi.

http://www.dailymotion.com/video/x26bpqv

Sabato 20 settembre 2014 Juventus-Milan ore 20.45 Stadio Meazza – Milano

milan contro Juvescritto da Cinzia Fresia

Senza sosta le fatiche della Juventus proseguono gia’ con uno scontro diretto in trasferta, a Milano contro il Milan, squadre fresche di successi e con desiderio di continuare a vincere. La Juventus dovrà affrontare la fazione milanese con alcune assenze che peseranno in difesa ed a centro campo.

Per l’allenatore Allegri sarà un campo durissimo comunque vada il risultato. Entrambe le squadre hanno le medesime possibilità di farcela, la Juventus di Tevez dovrà impegnarsi al massimo per contenere gli attaccanti rossoneri, Allegri dovrà inserire l’attaccante di supporto a Tevez, eviterei Llorente considerata l’assenza di Pirlo.

 

 

ricchiuti69

Milan Juventus e Carlitos Tevez.

E’ come La grande bellezza. Passi un’ora a domandarti se quello che passa lo schermo sia arte del degrado o uno scherzo. Poi arriva il culo della Ferilli e sai di non aver sprecato i soldi del biglietto.

Conte vs Prandelli sul caso Chiellini.

Sto con Conte perché fondamentalmente non capisco Prandelli. Un uomo sostanzialmente senza spiccatissimi attributi, sempre pronto a osannare roba dolciastra come l’odore di pulito e la pace nel mondo, che di colpo rompe gli argini diplomatici col suo principale fornitore di calciatori. Fosse stato Putin avrei capito. Poiché è solo Prandelli, viene da pensare a un rigurgito di coraggio post prandiale. Quel tipo di coraggio che ti viene dopo pranzo quando a stomaco pieno sei pronto a tutto fino al primo rutto. Oppure vuole rimanere simpatico ai giornali che di loro odiano Chiellini per non parlare di Conte.

De Rossi e in generale il codice etico.

Ma perché in questo paese anziché lambiccarci su come si debba far diventare degli uomini che non sono ancora uomini essendo mediamente dei sotto trentenni senza esperienza di vita non si smette di fare dibattiti inutili e si comincia a parlare soltanto delle cose che ci interessano più da vicino, tipo l’ultimo video di Beyonce ?

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