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Il derby del cuore

2787402-pirloScritto da Cinzia Fresia

Chi non e’ saltato dalla sedia quando Pirlo ha segnato Il gol della vittoria?  Rassegnati ormai al pareggio e rammaricati per le occasioni perdute, ecco il miracolo degli ultimissimi minuti, da un’azione nata cosi, allo scadere del tempo di  recupero senza crederci troppo  ormai con la testa nello spogliatoio, e’ successo .. Il miracolo, “Gol” una fucilata dettata dalla rabbia, dalla voglia di vincere e di non voler  dare una delusione ai tifosi, intristiti per quell’errore di Vidal che ha favorito il pareggio sciagurato.

il calcio e’ cosi, e la lezione insegnata al Toro e’ stata “ricordati che siamo la Juve, e che Pirlo lo abbiamo noi”, non e’ bastato il rancore di Amauri o la rabbia di Quagliarella, o la fantasia di Peres ad annientare la nostra fazione, risorta dalle ceneri.

Non ha giocato bene la Juventus stasera, bisogna ammetterlo, attacco completamente out! Tevez si e’ impegnato molto ma ha altrettanto sbagliato, non e’ stata la serata di Llorente e nemmeno quella di Pogba, Vidal sottotono, e Lichtsteiner sull’orlo di una crisi di nervi, gli ingredienti per una bella sconfitta c’erano tutti compresi i svarioni in difesa, e  meno male che Quagliarella ed Amauri non sono dei geni del pallone, e sembrava finita  li’, tra un tiro sbagliato e l’altro. Ed invece no, e’ bastato un attimo .. Solo uno, un passaggio, Morata, Vidal e … Pirlo da solo, al Toro ormai addormentato e sicuro di avere in mano il risultato, la puntuale umiliazione della Juve.

3 punti in piu’ e la felicita’ di aver battuto il Toro, che si e’ fatto sentire, Mobilitandosi e  prendendoci comme d’habitude a calci e pugni, il Toro ha giocato bene, e’ riuscito ad annientare l’attacco della Juve, impedendoci di ragionare, ma e’ bastato quella frazione di secondo che “poufff!” I sogni dei loro tifosi si sono dissolti.

Le lacrime dei torinisti e la gioia della Juve, stasera il cielo sopra Torino e’ bianconero e noi siamo estasiati per questa, magnifica vittoria …targata da un adorabile “vecchietto”: Andrea Pirlo.

 

Una mandria imbizzarita

imageScritto da Cinzia Fresia

Com’e’ bello vincere quasi all’ultimo minuto di una sofferenza che dire immane non le rende giustizia. Come da promessa il Genoa ha disputato la partita della vita, non risparmiandosi mai, attaccando, attaccando e attaccando  sempre. La squadra genovese sembrava in preda alla follia, ha corso tutta la partita, cercando di distruggere i nostri con la fortuna e tanta complicita’ dell’arbitro.

Sfortuna: tanta, alla Juventus hanno annullato due gol effettuati da Osvaldo, il primo in  probabile fuori gioco  il secondo regolarissimo.

Circa i nostri attaccanti un vero disastro, soprattutto Llorente, che non ne ha azzeccata una.

L’unica strategia possibile per il Genoa di vincere era quella di imporre un ritmo altissimo in entrambi i due tempi, in effetti c’e’ riuscita, pensando che i nostri non avrebbero  avuto un secondo per  ragionare mai. La squadra ligure ha contato sull’assenza di Tevez  ed era convintissima di vincere considerate le altre assenze importanti della Juventus.

Va altresi’ sottolineato che un arbitraggio cosi penoso non lo si vedeva dai tempi dei tempi,  2 gol tolti ad Osvaldo e potrei pensare si tratti di un fatto personale, un dubbio sul primo e’ comprensibile, ma sul secondo .. Consiglierei di cambiare mestiere. Pero’ il Genoa doveva vincere ed  ecco il rigore, tirato per fortuna non solo male,  peggio, che Buffon non ha fatto fatica a pararlo fortunatamente per noi.

Ormai sembra fatta per lo 0 a 0, la Juve e’ in preda al panico, i suoi attaccanti non ce la fanno, la nostra squadra sembra aggredita da un branco di piranha all’ora di cena, lo stadio sembra un campo di battaglia  dove si fanno i conti, ormai senza piu’ fiato e pieni di adrenalina, succede il miracolo, Andrea Pirlo che fino a quel momento aveva sostenuto una partita pessima, sbagliando di tutto e di piu’, su punizione manda in castigo il Genoa, e la panchina esplode.

 

Ancora una volta la Juventus dice ” i piu forti siamo noi” e non c’e’ niente da fare, il calcio e’ questo.

Non basteranno al Genoa i 4 minuti di recupero abbondanti per consentirgli di pareggiare, il supplizio  e’ finito e non ci sembra vero di trovarci a piu’ 17 .. E via verso l’Europa League.

Una partita ” bestiale” nel vero senso della parola, un aggressione feroce, che molti dei nostri ha patito forse per stanchezza, e l’assenza di Tevez ha fatto il resto.

La corsa in campionato prosegue in discesa, abbiamo un “tesoretto” di punti che ci permettera’ di amministrare eventuali perdite senza particolari conseguenze.

Va comunque detto che la Juventus non ha giocato bene, ha tentato di contenere il pressing indiavolato senza pero’ uscirne mai del tutto, la tensione e il nervosismo ha procurato un giallo a Pogba che purtroppo saltera’ la prossima di campionato, errore seriale di Conte sui cambi, e mi dispiace per Quagliarella che non gioca mai, si e’ pure preso una botta sulla testa.

Ma che soddisfazione vincere cosi.

CommaWikipedia: The comma from the Greek komma, is a punctuation mark, and it appears in several variants in various languages.

Juventus – Avellino 3-0 Sintesi.

http://www.dailymotion.com/video/x18khmh

Razzisti Sabaudi – Avellino 3-0

 

Articolo di Alessandro Magno

 

Ma vuoi vedere che poi i gobbi non sono ‘sti mostri? La coppa Italia è stata la scusa buona per rinsaldare una vecchia e storica amicizia con i tifosi dell’Avellino. Una delle pochissime che gli ultras bianconeri abbiano mai avuto. Gli scambi di cori e le ripetute testimonianze di amicizia da parte delle due tifoserie , han gettato un attimo nel panico stampa e tv di stato. Particolarmente spassoso il coro “Noi non siamo Napoletani” cantato dai nostri e dagli ospiti all’unisono. E sì, perché checché ne dica Auriemma oppure menti bacate di varia specie non tutti i Campani si riconoscono nel Napoli, anzi ognuno nel riconoscersi nella propria identità, col Napoletano (inteso come tifoso del Napoli), non vuole averci nulla a che fare. Spesso additati come razzisti fa particolarmente scalpore questo gemellaggio con una squadra di una città campana e meridionale sita pochissimo più a nord di Napoli. Forse qualcuno che scrive boiate farebbe bene a rivedere un poco le proprie convinzioni.

La partita è filata cosi via liscia. Ottimo Giovinco, migliore in campo, e il suo compagno di reparto Quagliarella. Molto bene Ogbonna e pure Caceres. Poco lavoro o nulla per Storari. Di cosa scriveranno i giornali senza un “ooooh merda!” non è dato sapere, certo per essere dei cattivoni razzisti che diamo il cattivo esempio, abbiamo dato un bello spettacolo. Coprotagonisti della serata l’Avellino e i suoi tifosi. Onore a loro!

Juventus Avellino 3-0

 

Juve avScritto da Cinzia Fresia

Senza sforzi la Juventus ha battuto ieri sera allo Stadium l’Avellino 5ta in serie b, 3 a 0,  non c’è stata partita, la superiorità tecnica della Juve ha schiacciato l’Avellino, il quale si è comportato molto bene, educatamente e con dignità, l’evento ha premiato quegli attaccanti poco attivi in serie A, come Giovinco e Quagliarella.

La partita si è chiusa nel primo tempo dove sono stati segnati i tre gol, nel secondo tempo si è svolto un bel gioco, la Juventus non ha voluto infierire o far valere l’evidente gap tecnico, lasciando che la partita finisse così.

La Juventus è la prima a qualificarsi ai quarti di finale, per il resto, una bella energia ha avvolto lo Juventus Stadium, una tifoseria irpina eccezionale che ha sostenuto fino all’ultimo la propria squadra perdente, contemporaneamente fiera ed orgogliosa di essere a Torino a cimentarsi con una squadra del calibro della Juve e in uno stadio degno di questo nome, allegria e simpatia tra i due allenatori, abbracci, sorrisi e tanta stima.

Per una volta, nessun veleno, cattiverie, atteggiamenti “acidi” , i tifosi sono riusciti a divertirsi  senza cadere in  imprecazioni, la tifoseria avversaria è stata splendida sventolando sciarpe e bandiere, facendo sentire la presenza ai loro giocatori.Per fortuna che assistiamo a questo stato di grazia ogni tanto, occasionalmente, in coppa Italia.
Antonio Conte ha scelto, il silenzio stampa per difendere e tutelare la sua immagine, dopo gli accadimenti riferiti alle novità del calcio scommesse.
Atteggiamento condivisibile per il tecnico della Juve, ancora tristemente tirato in ballo in questa sgradevole storia.

Il triplete e i musi lunghi

imageScritto da Cinzia Fresia

Una passeggiata, un divertimento, uno spasso, chiamatelo come volete questa serata allo Juventus Stadium, un Tevez day o night come preferite, l’argentino ha firmato un “triplete” che gli ha sollevato il  morale unitamente a Peluso che in serata ha segnato. 4 gol hanno castigato quei simpaticoni del Sassuolo, i quali poveretti hanno tentato di difendersi impegnandosi fino alla fine.

Non c’è niente da dire su questa partita, condividerete che l’avversario era modesto, e che la Juve non è mai stata in difficoltà serie, per Tevez, oltre ad uno sfogo è stata l’occasione per  arricchire il totale delle reti segnate  da inizio stagione. Non c’è molto da analizzare,  poichè tutto è andato per il meglio, i centrocampisti hanno svolto un buon lavoro e Peluso ha persino trovato il gol.

L’unica perplessità è Quagliarella che stranamente non abbia segnato anche lui, a questo punto la differenza tra Tevez anche Llorente e lui sta venendo fuori, se Tevez in una partita semplice segna tre gol, l’altro per il poco tempo a disposizione poteva partecipare anche lui a questa goleada domenicale.

Nonostante il risultato non regnava molta allegria, non basta “una botta e via” per cancellare una delusione come l’esclusione dalla Champions, rammarico e forse un po’ di senso di colpa per non essere riusciti nonostante le migliorie a fare meglio  rispetto l’anno scorso. E’ un fatto che ha creato non pochi imbarazzi. C’era dispiacere per Antonio Conte, era altrettanto dispiaciuto il Presidente Andrea Agnelli che ancora fisicamente sofferente si trovava  allo Stadium ad assistere alla vittoria della sua squadra.

Certo non è morto nessuno ed è giusto pensare ad andare avanti, però sarebbe bello poter un giorno, veder battuto il Bayern 4-0 e non solo il Sassuolo.  Da questa fase che il lavoro andrà migliorato se si vorrà arrivare all’obiettivo di arrivare in finale di Champions, la Juventus ci dovrà pensare un po’ su, in queste prossime feste natalizie che porteranno consiglio.

Nel frattempo, manca ancora una sfida prima della pausa, dovremo incontrare l’insidiosissima Atalanta, che, come al solito dovremo battere per mantenere il primato in campionato. Per la Juve rinforzata un percorso in campionato tortuoso e difficile come d’altronde aveva predetto Conte nell’atto di alzare al cielo il tricolore.

Juventus – Galatasaray: analisi lucida.

antonio-conte

 

Articolo di Alessandro Magno

 

 

Al solito ho pensato a lungo sul cosa scrivere di questa partita. Vi confesso che mi sono venuti almeno una decina di titoli, dal ”Polli contro Turchi”, al ”Non basta un Tevez per vincere una Champions”, al ”Tanta fatica per nulla” e simili. Premetto che quando le cose non vanno troppo bene se da una parte mi fanno ridere gli antijuventini che godono per un 2-2 nostro come se fosse una sconfitta per 4-0, dall’altra mi fan veramente cadere le braccia (per non dire altro) gli insulti di certi tifosi nostrani alla squadra. Parliamo nel bene e nel male di una squadra che per la stagione 2013-2014 è ancora imbattuta ed è in corsa per ogni obiettivo, oltre che aver vinto già una Supercoppa italiana. Detto che questi possono andare a tifare un altra squadra e io sono sempre primo sostenitore di una critica sana e onesta, cerco di fare un analisi la più lucida che conosca.

La prima cosa che mi viene in mente è che la squadra non ha per niente una mentalità europea. Sempre approcci timidi si giocasse pure contro l’ Apollon Limassol. Poi magari si ha una reazione quando si va sotto. Conte, per quanto riguarda l’approccio, ha dato fin da subito un’ impronta vincente nelle partite di campionato; non mi sembra di poter dire altrettanto per quelle di Champions. Nella sua gestione mi viene in mente solo una partita condotta dall’inizio alla fine con la mentalità giusta ed è: Juventus Chelsea (fra l’altro in un pessimo momento loro se non ricordo male), poi solo sprazzi qua e la o mezzi tempi con Shakhtar, Celtic o Chelsea (in casa loro). Sempre, in quasi tutte, approcci timidi e recuperi sul filo del rasoio. Non è una particolare colpa, Capello ebbe lo stesso rendimento di Conte con una rosa molto più forte. Storicamente poi io ricordo solo due Juve scendere in campo con la mentalità di dominare anche in Europa: la Juve del Trap e di Platini e quelle di Lippi.

Seconda cosa, la Juve non mi è parsa così assolutamente superiore al Galatasaray che fra l’altro come noi, fa incetta di titoli nazionali. Nè a livello di gioco nè tantomeno a livello di singoli. Quindi volerei basso basso perchè qualora (ed è possibile) passassimo il turno non mi sembra che siamo così attrezzati per arrivare fino in fondo. Almeno rispetto ad altri. Se il Galatasaray non parte per vincere la Champions mi pare corretto che anche noi si faccia altrettanto. Anche se la Storia dei due club è assai diversa in campo non va la Storia vanno i giocatori.

La terza cosa che mi viene in mente e faccio un complimento a Conte, è che i Turchi sono andati in confusione quando ha inserito Llorente. Non tanto per la prestazione di Nando, onesta ma non fenomenale, quanto per il fatto che fino a quel momento ci avevano preso le misure e credo avremmo potuto giocare fino a mezzanotte con il 3-5-2 che non la si pareggiava. Entrata la terza punta ci hanno messo un poco a capire chi l’avrebbe dovuta marcare e guarda caso Quagliarella ha fatto anche il gol del 2-1 proprio perchè in mezzo i Turchi si sono smarriti. Poi l’ennesima dormita ha vanificato tutto ma abbiamo ragione a dire che si può e si deve, in certi momenti, mettere la terza punta e Conte la deve smettere di perseverare con il 3-5-2 fino alla morte, in un gioco perverso tipo pungiball con la testa contro il muro.

Quarto mi pare di poter dire e lo dico dall’anno scorso e lo ribadisco tuttora, che Quagliarella dovrebbe essere più avanti nelle gerarchie degli attaccanti visto quanto segna rispetto a quanto gioca. Conte a Quagliarella non concede due partite di fila se in una non segna mentre ad altri li fa giocare anche con 38 e mezzo di febbre quando non segnano per filotti di 5-6 partite ed oltre. Non mi pare giusto.
Quinto se i nostri esterni tutti, magari imparano a crossare come si deve e non alla che cojo-cojo, la cosa sarebbe a dir poco apprezzabile perchè è veramente uno spreco di risorse inutili tutto questo gioco sulle fasce al cospetto di sifatta pochezza di cross fatti bene. E infatti per metter la palla in testa a Qaglia per il 2-1 deve scendere giù Pirlo.

Concludo con un pensiero sull’ammenda pubblica di Bonucci. L’ennesima, dopo quelle passate di Chiellini (Inter) e Buffon (Chievo). Vi posso dire : ”Ma che ve possino…” Ora le ammende pubbliche possono essere anche una bella cosa fin quando non diventano tipo uno spot pubblicitario. Sarei molto più felice se Buffon, Bonucci e Chiellini e altri evitassero di fare cazzate grossolane. Errori di sufficenza che a questi livelli non sono tollerabili.

Per il resto che cosa vi devo dire? Questa Coppa per noi è maledetta. Non so che macumba ci hanno fatto ma se qualcuno conosce qualche sortilegio per togliercela lo faccia al più presto perchè ne abbiamo bisogno.

 

Gli articoli di Alessandro Magno escono su:
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Juventus – Galatasaray 2-2. Sintesi.

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l’occasione perduta

Juventus-Galatasaray-Quagliarella

Scritto da Cinzia Fresia

Quanta tristezza ed amarezza nella partita di ieri, che brutta Juve, che brutto Conte, che brutto tutto. Allora, non mi sento di puntare il dito sui giocatori, i quali è vero che non si sono espressi al meglio, ma non li ritengo  i soli colpevoli di questa  semi disfatta:  mi sono chiesta più volte dove fosse Conte ..come ragionasse, cosa stesse facendo, e altrettante domande sui cambi (terribili) che ha effettuato.

Cio’ che mi infastidisce, non è lo sbaglio o la partita andata male, ma l’offesa all’intelligenza dei tifosi, i quali né ciechi, muti  o sordi,  si sono sentiti presi in giro. Allora, siamo d’accordo che, Bonucci sia stato il responsabile del gol di Drogba, (anche un po’ Buffon) ed è  certo che  la difesa stesse  stappando lo champagne in anticipo, ma toglierlo solo per questo mi è sembrata un’azione da maestra di asilo nido.

Vero ha sbagliato, ma era un problema da vedere dopo, in quell’occasione togliere un difensore, e mettere un’attaccante come Llorente che ha evidenti problemi di adattamento e non ha la cattiveria di Tevez, è stato un azzardo che Conte mi dovrà spiegare e sono convinta che non ci riuscirà. Stessa cosa per Isla, che lo sta facendo litigare con Pirlo, il quale se può non gli passa la palla nemmeno per sbaglio,  ma anche lì, è negato, non c’è niente da fare, Isla tutto doveva fare meno che giocare a pallone, sarebbe stato meglio   Padoin, che  ha dimostrato di saper fare meglio.

Errori grossolani, fissazioni da Contite acuta, ci hanno fatto praticamente “perdere” la partita di ieri sera.

Dico perdere, perché questo pareggio ‘ equivale ad una sconfitta pesante, potevamo vincerla, cercando di tirare fuori un po’ di lucidità, invece niente, un vantaggio durato meno di un minuto, secondo gol peraltro ripetuto con la stessa dinamica.

Ragazzi se andiamo avanti così mettiamoci l’animo in pace perché  perdiamo tutto, scudetto e  Champions.

Evidentemente c’è un problema, Conte non è più felice di stare a Torino, e forse gli Agnelli non sono nelle funzioni di soddisfare le esigenze del tecnico. Ma chi sta pagando questa situazione sono per lo più i tifosi, che assistono a spettacoli poco edificanti.

Un altro particolare, non so se vi siete accorti, che le telecamere non hanno mai ripreso gli Agnelli, sicuramente al loro posto quando si tratta di una partita di Champions disputata a Torino, insomma tanti segnali che fanno pensare.

La Juventus di ieri sera era formata da 5  giocatori, Tevez, Quagliarella, Vidal, Pogba, Asamoha, e saltuariamente Pirlo, gli altri a casa a fare la seta.

Vi dirò, che mi manca la Juve, dei due anni precedenti, quella con Del Piero e con Matri, sì, avevamo Bonucci che non prendeva una mazza, e tanti altri problemi, ma con quella Juve, Pirlo ci stava benissimo e abbiamo un vinto un gran campionato anche  con tanti pareggi, oggi,  sebbene  rinforzata o migliorata con la presenza di Pogba e Tevez, la trovo spesso  in crisi:  Pirlo non riesce a dirigere la partita, e l’accanimento su Isla è preoccupante, mi ricorda quello su Vucinic.

Unica nota di allegria della serata per me, è stata questa: la conoscenza dei ragazzi dello Juventus club di Olbia, trovandomi in Sardegna per la 6 giorni di enduro che si sta svolgendo in territorio olbiese, il neo nato club, la cui sede è stata inaugurata questo agosto con gentilezza e disponibilità ci ha ospitato a vedere la partita insieme a loro. La sede e’  davvero molto carina,  ben attrezzata, e soprattutto curatissima nel dettaglio, ringrazio Daniele, Cristian e tutti i ragazzi dello Juventus club di Olbia per la loro splendida ospitalità, nella speranza di vederla presto! Complimenti ragazzi, vi aspettiamo sul blog e sul forum  e forza Juve!

 

 

La metamorfosi della Juve

la metamorfosi della juve

di Davide Peschechera

Pareggiata anche la seconda, come l’anno scorso. Perché questo pareggio ricorda molto quello ottenuto con lo Shakhtar ed il finale di partita quello palpitante della semifinale di Coppa Italia dello scorso anno giocata a Roma contro la Lazio, al ritorno. Pareggiata una partita contro una squadra che, diversamente da quanto si poteva pensare, si è difesa subito dopo il vantaggio e segnato due gol senza mai realizzare un’azione concreta. Nonostante i cambi, giusti e obbligati questa volta, non è bastata ma comunque abbiamo visto cosa può fare questa Juve con il 4-3-3, subito col rigore ed il raddoppio. Con un solo modulo si sta diventando prevedibili e sterili. Per 60 minuti si è fatta fatica e si è giocato un brutto primo tempo, come ormai solito, e di colpo si sono create palle gol con molta facilità. Llorente tiene impegnati i centrali, Tevez ha molta più libertà e Quaglia ha portato rigore e gol. Pirlo, Vidal e Pogba possono avere più spazi. Il reparto in generale deve occuparsi meno di impostare e prendere il pallone lontano dall’area di rigore anche se, sia a 3 che a 4, va registrata la difesa. Odio parlare di errori individuali. Chiellini(Inter), disattenzioni difensive e di reparto su palla inattiva(Copenaghen e Verona), Buffon(Chievo). Ne abbiamo commessi tanti per sufficienza, mancanza di concentrazione, leggerezza, disattenzione. In ultima analisi alla lista si è aggiunto anche Bonucci(con Buffon). Quelli tecnici ci possono stare. Ma quello di posizione di Isla alla fine è proprio da giocatore di categoria inferiore.

La cosa peggiore guardando la Juventus, però, é il cogliere un certo logorio nella squadra. Come se fosse necessario un grande rinnovamento. Alcuni dei nostri stanno subendo un calo, fisico e soprattutto mentale, che non fa remare tutti verso la stessa direzione. Nelle ultime uscite è sembrata una squadra sfilacciata proprio per questo, col freno a mano tirato e senza entusiasmo, imprecisa nei passaggi ed appesantita nelle ripartenze. Spesso siamo lunghi e le distanze tra i reparti non sono quelle giuste. Un appagamento generale che comincia a farsi sentire. Sintomo evidente è il gran numero di disattenzioni in tutti e tre i reparti che ci sono costati sino ad oggi gol su gol subiti. È emersa una squadra che pensa troppo, si preoccupa eccessivamente, non gioca più sul velluto. Mancano sfrontatezza, ritmo, leggerezza, coraggio. È una squadra bloccata, impacciata. È una Juve un po’ lontana da quella che avevamo conosciuto. Nelle orecchie echeggiano gli avvertimenti secchi ed aspri di Conte che già alla fine della stagione scorsa, come se avesse previsto il rischio di un imborghesimento della sua squadra, allarmava la pancia già sazia di vittorie, lo spegnersi di quel fuoco nei giocatori che in questi due anni l’allenatore era riuscito a riaccendere. Lo stesso Conte sembra abbattuto, incapace di trasmettere ai suoi quella carica che lo ha sempre contraddistinto, sente di non avere per le mani la stessa squadra dello scorso anno. Manca dinamicità e movimento, non ci si esprime più sugli standard abituali. La Juventus non morde, non aggredisce più l’avversario, si sfinisce per mezzore intere di un gioco lento, inefficace, di un giro palla effimero all’interno della propria area, che passa dai piedi di tutti e dà possibilità agli avversari di chiudersi. La linea di tre centrocampisti non è in grado, per un semplice fatto di gestione dello spazio orizzontale, di giocare aggressiva sui portatori di palla avversari se questi consolidano il possesso. Ne consegue che la Juventus concede fasi di possesso palla prolungate agli avversari per poi ridursi a forsennate rimonte negli ultimi 30 minuti che non sempre possono completarsi. Nella gestione delle partite, questa Juve ricorda tanto quella di Fabio Capello. È una squadra che non va più a mille all’ora per vincere ma che va quasi a folate, vere e proprie sfuriate. Se si sta vincendo, si cerca di addormentare la partita, se si sta perdendo, si rimpiange il primo tempo mai produttivo. Sarà difficile vedere risultati roboanti?

Non è la Juve tambureggiante del primo anno di gestione Conte o quella schiacciasassi della scorsa stagione. Ma sarebbe sbagliato parlare pure di Juve difensivista. Meno spettacolare sì. La squadra gioca costantemente nella trequarti offensiva con possesso palla, buona pericolosità offensiva e tanti tiri in porta. Semmai questa impostazione risulta al più macchinosa nello sviluppo della manovra, perché il giro palla dietro, con la difesa a tre, conta sempre un passaggio in più che rallenta l’azione, mentre i movimenti degli esterni sono quasi sempre volti a fare sponda e da appoggio per gli spostamenti in fascia delle punte o per scaricare palla per vie centrali ai centrocampisti interni, gioco che spesso impedisce le sovrapposizioni in uno-due, non porta al cross gli esterni stessi che ricevono palla da fermi e marcati, impedisce loro di saltare l’uomo o di cercare di attaccare lo spazio. Per questo Conte cerca tatticamente di portare più spesso le mezzali a cercare le fasce per crossare, gente qualitativamente migliore di Lichtsteiner e Asamoah(gli esterni titolari, per dire) come Pogba, Marchisio, Vidal e col Galatasaray Pirlo, lasciando le due punte più vicine al centro dell’area. Conte, infatti, sta cercando di adattare i principi di gioco di sempre agli attaccanti che possiede. Con l’ingresso in squadra di Llorente, la Juve ha cercato di sviluppare un gioco diverso. Il sistema di gioco resta lo stesso perché difficilmente vedremo, in stagione, Conte cambiarlo(non crede che con giocatori come Tevez, Vucinic e Giovinco e senza Pepe possa giocare con un fronte a tre), ma è cambiata I’interpretazione. La Juve ha cercato di sfruttare la forza fisica degli attaccanti Quagliarella e Llorente facendo arrivare in area cross alti dalle fasce.

Certamente è presto per trarre delle conclusioni dopo solo sei giornate di campionato e due di Champions. Un’altra ipotesi è quella che la Juve stia gestendo le forze in vista di una stagione che si prospetta più lunga e difficile delle ultime due, anche perché nonostante il gioco sino ad oggi deludente, i risultati sono identici a quelli dello scorso anno: in campionato la Juve, dopo le prime sei giornate della scorsa stagione, aveva ottenuto 16 punti frutto di 5 vittorie e 1 pareggio. Nella stagione attuale la Juve ha ottenuto ancora 16 punti su 18 disponibili, frutto di 5 vittorie e 1 pareggio. Questi risultati hanno comportato uno score complessivo di 21 gol realizzati contro 7 subiti nella scorsa stagione, a fronte dei 16 gol fatti contro i 5 subiti dell’attuale, ovvero la Juve lo scorso anno segnava di più (+5), ma subiva anche di più (+2). Quest’anno segna di meno(diminuiscono pure i marcatori perché segna soprattutto con gli attaccanti) rispetto alla mole di gioco creata e subisce di meno(nonostante gli errori difensivi), basti pensare ai zero tiri in porta subiti contro il Torino. Stesso discorso in Europa, con due pareggi iniziali, anche se ogni Champions fa storia a sé e quest’anno il cammino sembra più compromesso che mai.

Di fatto, tutte le squadre che ci hanno affrontato, a parte la Lazio, hanno impostato la loro partita in maniera nettamente difensiva, non trovando quasi mai le geometrie di gioco abituali per andare a rete. 9 uomini dietro la linea della palla e praticamente tutti dentro la propria tre-quarti difensiva. L’avversario di turno quasi mai ha avuto occasioni da gol frutto di una supremazia, anche momentanea, che fosse dovuta ad una disposizione tattica migliore o a doti tecniche superiori dei singoli avversari. Spesso la Juve si trova ad affrontare con linee di gioco sterili, assetti avversari catenacciari e non “a specchio” come ci vorrebbero far credere. Ed è qui che ci sono situazioni(ricorrenti) che la Juve non sfrutta. 11 calci d’angolo e nessuna incornata vincente. I calci da fermo che mai ci conquistiamo. I tiri da fuori area che sono più tiri della disperazione che altro. Serve un cambio di marcia e stop ai regali. In CL devi giocartela. Non sì può forzare così troppo la verticalizzazione, allungare la squadra e permettere all’avversario di avere maggior possesso palla perchè può ricominciare sempre l’azione.

Ma diamo un po’ di numeri: contro il Copenaghen, 511 passaggi effettuati, 58% di possesso, 26 tiri, 12 nello specchio e una sola rete. Contro il Verona, 64% di possesso palla, 700 palloni giocati, 400 passaggi nella metà campo avversaria, 35 volte al tiro, 15 conclusioni nello specchio. Una supremazia territoriale netta, oltre 22 minuti contro gli appena quattro dei veneti. Contro il Chievo, 71% Possesso palla, baricentro alto attestatosi sui 55 mt., pallone toccato 889 volte contro le 473 degli avversari, 605 passaggi contro i 187 del Chievo, 35 cross sfruttando le fasce, tanto che la larghezza della squadra è indicata in 47,6 metri, contro i 33,4 metri dei gialloblu. 18 tiri di cui 8 nello specchio, 4 respinti, 11 da dentro l’area. Chievo 5 tiri. Pirlo 101 passaggi riusciti(90%), Pogba 11 Cross. Contro il Torino, possesso di palla quasi pari, 50.7 a 49.3% per i bianconeri, baricentro molto alto, a 59.2 metri, contro quello del Toro, fermo a 50.7 metri. Indice di pericolosità del 59,2% quello della Juve, 22,8% quello del Toro. Supremazia territoriale: oltre 12 minuti noi, poco meno di otto i granata. Neanche un tiro in porta da parte del Toro delle 6 effettuate, 8 le nostre conclusioni sulle 17 totali. Infine, contro il Galatasaray, 23 tiri ma, a dispetto di altre volte, minor precisione, con appena 5 conclusioni arrivate nello specchio della porta. Possesso palla al 53%, 11 angoli battuti a 0. 221 passaggi effettuati (su un totale di 479) nella trequarti offensiva, contro gli appena 67 della squadra di Mancini. Solo tre squadre hanno fatto meglio dei bianconeri in queste prime due giornate di Champions League.

I numeri sono indicativi, certo, ma non fanno vincere le partite. I numeri vanno pesati per capire che non è oro tutto quel che luccica. Anche se è difficile parlare di Juve meno intensa, perché ciò che fa è sempre, comunque sufficiente per meritare il successo. Ma non convince. Conte ha attinto a piene mani dal “reparto riserve” in questo periodo ed ha sempre rimescolato la formazione, atteggiamento sicuramente rischioso ma praticamente obbligato se si vuole arrivare a coinvolgere tutta la rosa, tenere alta la tensione e non rischiare di arrivare col fiato corto in primavera come avvenne l’anno scorso. È comprensibile che, stravolgendo continuamente le formazioni, si possa andare incontro a qualche rischio come la mancanza di dinamismo, ed a dover fronteggiare alcune difficoltà, quindi se non vedo la Juve dominare e rullare l’avversario ma averne comunque ragione, è sintomo di crescita. Ma bisogna cambiare marcia. Organizzazione di gioco, solidità difensiva, mentalità europea. “Testa, cuore e gambe”, mister.

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