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E forza Toro facci un gol…

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Articolo scritto da Alessandro Magno.

 

Come ogni buon torinese che si rispetti vivo in compagnia dei granata. Non perché siano più di noi, non cadete in questo luogo comune che è l’ennesima loro mistificazione. Sono il massimo a raccontare balle. In città sono quanti noi, probabilmente anche meno, con la sola differenza che di juventini ne trovate in tutta Italia e pure nel mondo, di granata al di fuori di Torino neppure l’ombra. Questo fa si che quando un forestiero capita da queste parti esclami: ”Ammazza quanti granata a Torino!”. E capirai! Quanti ascolani ci sono ad Ascoli? Quanti dell’Atalanta a Bergamo, quanti fiorentini a Firenze? Ripeto è normale. Se non li trovaste qui dove li volete trovare i granata a Palermo? Altro luogo comune che spesso colpisce i forestieri è la storia delle bandiere alle finestre e degli stemmini granata alle targhe delle auto. Per quanto riguarda le bandiere noi come tutti, le esponiamo quando vinciamo qualcosa, e quando le esponiamo, per loro non c’è proprio partita. Per quanto riguarda le auto invece il granata li da il meglio di se. Va detto che è una gara falsa e lo sanno, perché loro per primi sanno che nessun juventino puo’ fare altrettanto senza rischiare una riga sull’auto o una gomma forata. Al granata, ovviamente, non capita non perché apprezzato dagli altri, ma proprio perché non se lo caga nessuno.

Il granata poi, difficilmente nasce da sè a differenza di quanto sostengono. Il granata nasce in una famiglia di granata dove si fa dell’odio alla Juve, unica effimera soddisfazione, una ragione di vita. Ora qualsiasi bambino che ragiona con la propria testa s’innamora di una squadra bella e combattiva, che gli da anche una qualche soddisfazione. E’ normale che nell’epoca del Milan di Sacchi sono venuti su tanti milanisti, come gli interisti nell’epoca di Mourinho o Ronaldo, cosi come juventini per Baggio, Platini, Del Piero eccetera eccetera. Ora capisco che qualche bambino si possa innamorare di Rolando Bianchi… ma quanti? Al Toro se non ci pensano papà e mamma granata a portare sulla via-sfigata i propri figli è quasi improbabile che questo accada. Che genitori degeneri. Ma piuttosto liberateli a ‘sti ragazzi, fategli tifare che so… il Milan. Ma non vi basta la vostra di vita da sfigati ma pure quella dei vostri figli? Si raccontantegli che un giorno arriverà la vittoria sulla Juve. E dopo? Altri 20 anni di sfiga a divinis? Ma dai!

E’ per questo che è bello vincere il derby, è bellissimo vincerlo a 5 minuti dalla fine con due gol sotto la maratona. Vincere dopo averli dominati in lungo e in largo, dopo aver dato l’impressione di poterli vincere largamente e avergli dato l’illusione di prendere quel misero punticino contro di noi. Perché poi il granata se pareggia con la Juve va in giro a raccontare che ha vinto. E’ bello nel loro stadio che non è neppure il loro, dove ci volevano dare uno spicchio come abbiamo fatto noi con loro all’andata e ci hanno dovuto dare invece mezzo stadio che altrimenti neppure lo riempivano. Ed è la metà del nostro come capienza. E’ bello perché sentiamo granata dirsi fra di loro, come gli indiani nella riserva: ” Torino è granata” oppure ”c’è solo una squadra a Torino” quando davvero nessuno vi fila. E’ bello vedere che credete ciecamente nelle cavolate che dite, quando vi riempite la bocca di parole di squadre che neppure avete mai visto giocare, quando sono 18 anni che non vincete un derby e 11 che non ci segnate neppure un gol. L’ultimo mi pare fosse Cauet. Ma chi cacchio è Cauet?

Spero la prendiate questa lettura con la giusta ironia, in quanto non sono cattivo e neppure vi odio. Come potrei? Con voi sono 6 punti sicuri tutti gli anni e un godimento unico vedere le vostre facce ”da tola” post-derby. Semplicemente non mi piacete. Anzi sportivamente vi detesto. Vi trovo insopportabili quando con quei sorrisini aspettate le nostre (poche) sconfitte. Vi trovo insopportabili ancora di piu’ quando tifate sempre e solo contro il nostro avversario e poi fate i finti sportivi il giorno dopo della serie: ”sapevo che vinceva la Juve” oppure ”ha vinto la Juve perché quest’anno è veramente forte” sempre frasi dette con ipocrisia. Non vi sopporto perché se vinciamo contro il Chelsea non vi fate vedere. Il calcio non vi interessa. Dite: ”Non l’ho vista”. Ma chi vi crede. State dietro le tv a seguire la Juve peggio di noi Juventini! Improvvisamente poi, resuscitate come zombie dalle tombe dopo che la Juve le prende dal Bayern. Voi che contro queste squadre ci potete giocare solo alla play station. Vi detesto perché spesso a Torino rappresentate la parte più piemontese della città e io da meridionale so bene cosa vuol dire, e nonostante questo avete tifato spudoratamente per il Napoli quest’anno. Vi costringiamo pure a questo. Coerenza sotto zero. Come ho detto conosco tanti granata abitando a Torino, e sinceramente sul piano sportivo li detesto tutti. Anche quelli che sul piano umano restano miei amici.

Torino è bianconera fatevene una ragione. Senza l’odio nei nostri confronti voi neppure esistete. Raccontate tutte le storie che volete, avete solo i vostri figli piccoli che vi credono, in tutta Italia e in tutto il mondo la Juve è la Juve, il Toro? Boooooooooo. Ci rivediamo il prossimo anno, spero. Noi siamo quasi bis-scudettati voi spero per NOI che vi salviate. 6 punti facili facili ogni anno dove li andiamo a trovare. 5 gol fatti zero subiti. Zero gol subiti dalla Juve nei derby negli ultimi 11 anni. Che posso dirvi di più?

E forza Toro facci un gol!

 

Gli articoli di Alessandro Magno escono su:
ilblgodialessandromagno.it ,  Juvamania.it ,  ladivinajuventus.it , ilbianconeronews.blogspot.it

Torino – Juventus 0-2 Sintesi.

http://www.dailymotion.com/video/xzes97

Prepartita Torino-Juve, in cerca della matematica.

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articolo a firma di eldavidinho
 

 

 

Nella settimana di avvicinamento alla sfida coi cugini rivali del Torino, che
potrebbe già sancire la definitiva vittoria del trentunesimo Scudetto, e dopo gli strascichi della vittoria di rigore col Milan, a tenere banco sono stati il
caso dei falsi cori razzisti a Boateng, ormai solita montatura giornalistica,
ma soprattutto 30.000 euro di multa ricevuti per altri presunti cori insultanti
ma non razzisti a Robinho; la questione della coreografia della Est pagata da
Tim, mossa societaria poco rispettosa verso i propri tifosi, molti dei quali si
sono visti strumentalizzati dalla società per l’annosa questione di Calciopoli;
il calciomercato con l’affare Ibrahaimovic che sicuramente riempirà le prime
pagine dei giornali sportivi per il resto del periodo di mercato; le domande
sulla Juve che verrà, con l’obiettivo di ridurre il gap che c’è in Europa con
le squadre che, in questa settimana, hanno disputato l’andata delle semifinali
di Champions League con risultati finali inimmaginabili come la larga e
convincente vittoria del Bayern sul Barcellona che lascia poche speranze di
rimonta ai blaugrana, e l’inaspettata vittoria del Borussia sul Real Madrid con
lo stesso sorprendente numero di reti realizzare dal Bayern All’Allianz, un 4-0
ed un 4-1 che sanciscono il nuovo dominio, in Europa, del moderno e giovane
calcio tedesco . Poi c’è stato un nuovo episodio di “demistificazione e
malafede giornalistica”, perché, oltre ad essere un vero dispiacere il fatto
che l’intervista di Andrea Agnelli al Financial Times si sia ridotta all’
argomento Calciopoli, avendo il presidente bianconero affrontato non solo la
situazione della Juventus, l’attenzione di molti giornalisti è caduta su poche
righe, scritte in inglese ma poi tradotte male in italiano. Dunque, la
traduzione corretta delle parole del Presidente, che sarebbe dovuta essere: “Ma
Moggi telefonava ai capi degli arbitri e molte altre persone, come è poi venuto
fuori”, magicamente, è diventata “Ma Moggi telefonava agli arbitri come tutti
gli altri”, con la differenza che chiamare gli arbitri era illecito(e Moggi non
lo ha mai fatto, a differenza di altri), chiamare i designatori, invece, non lo
era affatto e si poteva parlare al telefono, con loro, liberamente. E prima di
passare alla presentazione della sfida col Torino, non posso che chiudere con
due perle di saggezza che Stramaccioni e Mazzarri ci hanno riservato alla
vigilia di questa giornata di campionato. Il primo avrebbe affermato con
sicurezza che “La mia Inter al completo avrebbe battuto il Bayern Monaco ad
inizio stagione, il secondo, con spavalderia, che “Il mio percorso qui a Napoli
è paragonabile a quello del Borussia Dortmund.”.
Ma domenica pomeriggio, al Comunale di Torino, si torna a giocare il Derby
della Mole. 26 vittorie, 23 pareggi e 18 sconfitte: nella sfida della Mole
giocata in casa del Torino, il bilancio parla a favore dei bianconeri, con una
differenza significativa anche di gol segnati (89-72). I derby del mese di
aprile sono improntati a un grande equilibrio: due i successi granata (nel 1942
e esattamente 50 anni dopo), quattro i pareggi (2-2 nel 1955, 0-0 nel 1966, 1-1
nel 1977, anno che vide la Juventus prevalere al fotofinish sui rivali proprio
grazie al punto guadagnato nel derby e 1-1 nel 1987). L’unico trionfo juventino
risale al 1996, una sconfitta particolarmente amara per i cugini che chiudono
in vantaggio di una rete il primo tempo grazie a Rizzitelli, ma si trovano
rovesciato il verdetto a causa di un autogol di Sogliano e a una prodezza
inventata da Gianluca Vialli. In quella stagione il Toro finirà in Serie B,
mentre un mese dopo la formazione guidata da Marcello Lippi alzerà la Champions
League.
Sei vittorie e altrettante sconfitte, con quattro pareggi: è questo lo score
del Torino all’Olimpico, dove ha raccolto 22 punti a fronte dei 15 in
trasferta. 21 i gol fatti (fuori casa ne ha segnato uno in più), 22 le reti
incassate (cinque in meno di quelle lontane dal suo stadio).
È il portiere Gillet il punto fermo del Torino, come testimonia il fatto che
non ha saltato neanche uno dei 3154 minuti giocati dalla squadra. Con una
presenza in meno c’è il centrocampista Alessandro Gazzi. Tre gli espulsi
finora: Glik (nel derby d’andata), Ogbonna (nella trasferta di Cagliari) e
Darmian (a Firenze nella giornata di domenica scorsa). Darmian che è anche il
collezionista principale di ammonizioni, con 11 gialli. Il goleador della
squadra è il capitano Rolando Bianchi, che ha già toccato la doppia cifra con
10 gol. Gli altri marcatori sono Cerci con sei, Santana con quattro, Meggiorini
e Barreto con tre, Brighi, Gazzi, Stevanovic, D’Ambrosio, Birsa e Jonathas con
due, Sgrigna, Basha, Glik, Sansone con uno, con in più il contributo di un’
autorete.
Ventura non può disporre degli squalificati Vives e Darmian: saranno
D’Ambrosio e Masiello a presidiare le fasce di difesa, mentre in mezzo al campo
toccherà a Basha affiancare Gazzi. In attacco Bianchi e Barreto potrebbero
esser scelti dal tecnico per comporre il tandem titolare dell’attacco. Infine
migliora Brighi che dalla prossima settimana si renderà nuovamente disponibile.
Ricordiamo che la partita disputata all’Andata col Torino, è l’unica in cui
Conte decise di cambiare modulo e giocare con un inedito 4-3-3 sin dal primo
minuto. Questa volta dovrebbe giocare, però, col 3-5-1-1 delle ultime
settimane, versione di fine stagione del 3-5-2 di quest’anno. In caso di
vittoria e contemporanea non vittoria del Napoli, i bianconeri potrebbero
festeggiare con quattro gare di anticipo la conquista di un altro Scudetto.
Appare al momento improbabile il recupero di Giovinco per il derby. Si profila
una nuova panchina per Quagliarella e Matri, con Vidal-Pogba-Marchisio in campo
tutti contemporaneamente.
Un arbitro di grande esperienza per il Derby della Mole di domenica
pomeriggio: Torino-Juventus sarà diretta da Mauro Bergonzi di Genova. Il
direttore di gara ligure trova i bianconeri per la terza volta in questa
stagione, sempre in trasferta, nei successi di Verona con il Chievo (2-1 il 3
febbraio) e Bologna (2-0 il 16 marzo). Un doppio successo che ha portato a 12
le vittorie juventine con Bergonzi, in un totale di 17 gare. Tre pareggi e due
sconfitte nelle altre cinque sfide. Tra questi precedenti non ci sono Derby,
quindi quello di domenica sarà il primo in assoluto. All’Olimpico, gli
assistenti saranno Nicola Andrea Nicoletti e Massimiliano Grilli. Il quarto
uomo Maurizio Viazzi. Gli assistenti d’are Andrea De Marco e Antonio Danilo
Giannoccaro. Forza Juve.

Rubrica “Attimi Di Juve” – Profilo Twitter: @eldavidinho94 / Profilo Facebook:
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Prepartita Shakhtar-Juve, momento di svolta.

 

ARTICOLO di eldavidinho

Matati. Con i due giocatori che, evidentemente, sentivano l‘aria di derby più degli altri. Due prodotti della cantera finalmente titolari in prima squadra, dopo anni di prestiti e/o annate opache. Perché di vero e proprio effetto derby non si può parlare. Alla Juve basta un tempo, il secondo, per spazzare via un Toro più violento che aggressivo. Fino alla mezz’ora i bianconeri sono stati un po’ meno aggressivi del solito. Anzi, impacciati, arruffoni e spaesati anche a causa del cambio di modulo. Le due squadre si rispettano e sembrano più attente a non lasciare spazi che ad attaccarli. Il pressing viene portato raramente e mai con troppa convinzione. Si preferisce aspettare la mossa dell’avversario e quello che ne deriva sono ritmi bassi e azioni prevedibili. L’episodio che cambia il volto della partita è l’intervento a gambe unite da codice penale che compie Glik su Giaccherini. Ineccepibile per Alessio e noi tutti, contestato da Ventura che si è ostinato, sia ai microfoni Sky che Rai, nel voler rivedere se l’intervento fosse sulla palla. Pazzesco. La certezza che questi tipi di interventi a prescindere da tutto, vadano condannati, viene dalle parole di Ogbonna: “Glik quelle entrate le fa anche in allenamento”. Ah bè, complimenti. Dal 433 inedito che mettono in campo Conte e Alessio hanno tratto giovamento Giovinco e soprattutto Marchisio. In quel ruolo il principino è il migliore del mondo, Giovinco è un valore aggiunto se ben sfruttato tatticamente. Nel 433 è quasi imprendibile, partendo palla al piede dall’esterno. Il 4-3-3 non è da accantonare. Lo abbiamo detto tante volte. E sono sicuro che Conte lo utilizzerà nel mese in cui dovrà fare a meno di Asamoah. Col Torino, a causa di infortuni e assenze, ha avuto modo di rispolverarlo. Oppure già aveva in mente di riproporlo, contro il 4-2-4 di Ventura. Non lo sapremo mai. Altro episodio della gara è il rigore concesso a Pogba per tocco di mani di Basha. Rigore sacrosanto ma giocatore, già ammonito, non ammonito per la seconda volta. Il Torino sarebbe rimasto in 9. Ventura che dice? Calcio di rigore poi sbagliato da Pirlo a pochi giorni di distanza dal mancato raggiungimento del podio per il pallone d’oro. E molti avranno ripensato alla buca di Maspero e al pallone di Pirlo che avrà incontrato e salutato quello di Salas. Precedentemente, Pogba era stato anche fermato a porta vuota ingiustamente per carica inesistente sul portiere. Poi mi dite che tipo di carica ha fatto Pogba su Gillet. Altra partita, altro episodio. Ci stanno facendo riscrivere il regolamento, partita dopo partita. Fischiato un “fallo di confusione”? Alla fine, però, vinciamo sempre noi. Perché giochiamo e dominiamo. Marchisio, Giovinco, ancora Marchisio. Il 3 a 0 del principino è il 100º gol della Juve di Conte: subìti 30, differenza reti + 70, punti 119, partite 53. Il Torino continua a non vincere un derby da 17 anni e a non segnare in un derby da 10. Dopo 15 partite, nella stagione 2011/2012, la Juventus aveva 33 punti. Oggi, ne ha 2 in più. E gli ottavi di Champions ad un passo. Alessio chiude in A con 5 vittorie, 1 pari(Lazio), 2 sconfitte(Inter e Milan). Al momento è a 2 vittorie(Chelsea e Nordsjaelland) e 1 pari(Nordsjaelland) in Champions League. Dalla prossima giocheremo in superiorità numerica, diranno i sarcastici: torna Antonio Conte. Infine, onore a Bonucci, rimasto in campo per tutta la partita sofferente e piegato sulle ginocchia. Ha diretto la squadra a viso aperto nonostante l‘infortunio. Onore anche al bambino, inquadrato dalle telecamere, che fa la pernacchia ai bovini. Questo è il riassunto del derby. Derby che, invece, non appartiene a quei tifosi resisi protagonisti per aver esposto uno striscione, in CurvaSud, sulla tragedia di Superga. I morti sono tutti uguali, vanno rispettati. Piuttosto, si chiede parità di trattamento nel giudicare cori e striscioni di questo genere. Parità che non c’è né nel multare, né nel portarli all’attenzione dei media. Ci vorrebbe equità nello stigmatizzarli. Quelli di Superga, quelli dell’Heysel, Pessotto(ancora in vita, e mettetevi nei suoi panni) e Scirea. Ma l’attenzione mediatica che si presta a noi è diversa da quella che si presta agli altri. Vedi striscione del Milan a Pessotto. Per Bergomi la Juve ha sofferto e il Toro meritava. Significa che stiamo veramente tornando alla normalità. Non sapevamo neanche “che Glik fosse un difensore così “pulito”, che Basha fosse un portiere e che Ogbonna facesse i falli al suo portiere”, scrivono su Twitter. Noi ironizziamo, loro rosicano. E se questi sono gli avversari che dobbiamo affrontare in campo e fuori…

Adesso sotto con lo Shakhtar, schiacciasassi in campionato e rivelazione di questa Champions. Contro il Kryvbas, venerdì, la squadra di Lucescu ha ottenuto la 17ª vittoria in 18 gare, grazie al 2-0 firmato Mikhitarian e Teixeira. Lo Shakhtar è la squadra solida e pericolosissima con cui abbiamo pareggiato all’andata nel nostro esordio in Champions allo Juventus Stadium.

Con 10 punti in classifica, lo Shakhtar Donetsk si presenta all’ultima giornata del girone di Champions League sicuro della qualificazione. Ne basterà uno per assicurarsi il primo posto del Girone così come ne basterà uno alla Juve per qualificarsi. Non credo, comunque, che le squadre si accorderanno per il famoso “biscotto”. Il cammino degli ucraini ha preso avvio in casa, con un 2-0 agevole contro il Nordsjaelland grazie alla doppietta dell’attaccante armeno Mkhitaryan, Nel secondo turno, Allo Juventus Stadium il punteggio di 1-1 è maturato interamente nel primo tempo, con il botta e risposta di Texeira al minuto 23 e di Bonucci 180 secondi dopo. Il girone d’andata si è chiuso registrando già la conquista del primato in classifica. Merito del successo ottenuto in casa contro il Chelsea. Un 2-1 netto firmato Texeira – Fernandinho. Allo Stamford Bridge, invece, partita pirotecnica: Willian riesce a rispondere per ben due volte alla situazione di svantaggio creatasi, ma nulla si può fare con il terzo gol dei Blues, ad opera di Moses, perché arriva all’ultimo secondo e determina il successo per 3-2 del Chelsea. Lo Shakhtar conquista matematicamente la qualificazione alla quinta partita. In Danimarca, il Nordsjaelland passa in vantaggio con Nordstrand e la formazione di Lucescu arriva al pareggio con un gesto antisportivo di Luiz Adriano, che va in gol non restituendo il pallone dopo una sosta (cosa che poi gli è coastata una squalifica che lo costringerà a saltare il match contro di noi). Il primo tempo si chiude sul 2-2, ma nella ripresa Willian e lo stesso Luiz Adriano, autore complessivamente di una tripletta, determineranno il punteggio di 2-5.

L’unico precedente della Juventus sul campo dello Shakhtar risale all’8 dicembre del 1976, in occasione della gara di ritorno degli ottavi di Coppa Uefa. Per i bianconeri, la sconfitta per 1-0 – maturata per un gol di Stahurin al 36’ del primo tempo – non determinò alcun problema perché a Torino la vittoria della squadra di Trapattoni fu netta: 3-0. Una gara, quella di 36 anni fa, da ricordare comunque con piacere. Al termine di quel cammino in Uefa, la Juventus conquistò la sua prima storica coppa europea. Oltre allo Scudetto dei 51 punti.

Lo Shakhtar ha un gruppo unito e consolidato di uomini che Lucescu ha utilizzato in tutti gli incontri di Champions League. Non hanno saltato neanche un minuto il portiere Pyatov, i difensori Kucher, Rakitskiy, Rat e Srna, i centrocampisti Mkhitaryan e Fernandinho. Sempre presenti nelle cinque gare, ma con un minutaggio minore, vi sono anche Ilsinho, Willian, Texeira e Luiz Adriano. Lo Shakhtar ha messo a segno 12 gol, spartiti in questa maniera: quattro Willian, tre Luiz Adriano, due Mkhitaryan e Texeira, uno Fernandinho. Nella classifica delle statistiche di Champions, lo Shakhtar è al primo posto per le occasioni avute e create, motivo in più per rendersi conto della loro pericolosità sotto porta. Designato per questa gara è l’arbitro svedese Jonas Eriksson, alla prima assoluta con i bianconeri. Non convocati Marchisio squalificato, Lucio, Pepe e Bendtner. Ritornano Caceres e Chiellini. Forza Juve

“Attimi Di Juve” – Profilo Twitter: @eldavidinho94 / Profilo Facebook: Eldavidinho Juve 

Juventus-Torino – Sabato 1 dicembre 2012 – Juventus Stadium – una Zebra più forte di un Toro

Articolo di Luna23

 

Ho visto la partita registrata ma questa volta con tutt’altro spirito considerata la vittoria che non lascia dubbi su chi sia più forte. Eppure, dal primo tempo non sembrava così. Non che si stesse mettendo male, ma .. i soliti problemi di rifinitura, degli attaccanti senza gol, delle intemperanze di Vucinic, e soprattutto l’ennesimo rigore fallito di Pirlo. Ma se non è un rigorista, perchè li deve battere lui?

Va beh ..sorvoliamo, il primo tempo è stato un continuo  tentativo di andare in gol  mentre il Toro più organizzato, cercava di ostacolarci e fare altrettanto, di occasioni ce ne sono state per entrambe, ma poi accade un fatto … un terribile intervento da parte di Glik stende Giaccherini, il colpo è tremendo e temiamo per il nostro giocatore che miracolosamente ne esce indenne, ma la conseguenza per il Toro è pesantissima, Glik espulso! E rigore per la Juve.  I granata sono sull’orlo di una crisi di nervi, rincorrono l’arbitro, urlano, strepitano .. protestano, ma lui è impassibile la decisione è stata presa, un fallo che poteva stroncare una carriera va punito.

Pirlo fallirà il rigore, tirerà alto, i tifosi sono ammutoliti e perplessi.

Si andrà a riposo nel secondo tempo sullo 0-0, Marchisio intervistato, dichiara che è tempo di fare qualcosa, la partita va vinta.

Premesso che, è il Derby e la fazione avversaria vive un’esistenza per poterci battere, bisogna fare davvero qualcosa di più, e sarà proprio così. La Juventus,  quella dei giovani, quella cresciuta all’interno ha detto sì, Marchisio e Giovinco consegneranno la vittoria alla Juventus su  un piatto d’argento! Dimostrando che a tirare forte il risultato  arriva! 3 gol in 25 minuti .. cosa dire ..Grandissimi ..Il Toro ridotto in dieci e in balia dell’ emotività  tentano di difendersi infertendo colpi e falli a non finire, ma  nulla da fare, la Juventus ha vinto .. superiore psicologicamente e tecnicamente.

Nonostante la chiusura del match tutto sommato anche rilassata, non è passato inosservato lo striscione di pessimo gusto riferito ai caduti di Superga, che in effetti non ci fa una bella figura, mai quanto noi possiamo capire come ci si sente, quando vengono esposti slogan  che offendono i morti, per la Juventus  è diventata un’abitudine percepire  la felicità degli altri quando  insultano i  nostri caduti dell’Heysel o si riferiscono  all’incidente accaduto al nostro amatissimo Pessotto, tuttavia,  non è stato bello da parte di chi li ha appesi.

E’ vero che non se ne può più di insulti ai nostri di morti,  ma proprio per questo non è giusto mettersi al livello degli altri, mantenere i nervi saldi è un obbligo anche quando è difficile. Ma dobbiamo pensare che il tifo del calcio non è costituito da persone felici delle disgrazie altrui. Come si fa ad essere contenti per qualunque maglia di essere al colmo della felicità  se dei ragazzi, dei bambini, delle donne e degli uomini sono morti andando allo stadio?

Meditiamoci su ..

 

 

 

 

 

ricchiuti21

Considerazione sul derby . Sui nostri pseudo parenti. Sul fallo di Glik e sul fatto che l’han risolta quelli della nostra ”cantera” Marchisio e Giovinco.

il derby è gara odiosa che non dovrebbe neanche esistere. perché sono solo rischi maggiori per prendere tre punti a una squadra che lotta per la salvezza. glik ? farà compagnia ai tanti scarpari che affollano la weltanschauung di certa gente. giovinco il migliore in campo, squalifica inclusa.

So che sei andato a una nuova udienza per il processo a Giraudo. Come si evolve?

mercoledì la sentenza. meglio evitare di sbilanciarsi.

Non ti ho mai chiesto del Sidney e di Del Piero oggi. Lo hai visto mai giocare con quelli? Eccetto lui son pessimi.

ho visto qualche goal. se avessi mediaset premium avrei visto sicuramente tutte le gare. almeno all’inizio. poi la nostalgia affievolisce e subentra il disinteresse. dell’australia non penso niente di preciso, è un paese per me totalmente privo di fascino sospeso com’è tra il nulla ed il niente. è privo di fascino sostanzialmente perché manca di stereotipi. non esistono barzellette sull’australia, nessuno saprebbe identificare il culo delle sue donne.

Mattare il Toro è sempre un piacere. Insultare i defunti però non mi appartiene.

 

articolo di Alessandro Magno

 

L’ultima volta che il Toro ha vinto un derby c’erano ancora i videoregistratori VHS, le telecamere con la cassetta dentro, uscivano i primi telefonini, delle valige portatili con il displey bianco e nero che segnava solo il numero di telefono. Era il 1995 la gente girava con la Fiat Punto e qualcuno ancora con la Uno. Quando il Toro vinse l’ultimo derby esistevano ancora le sale giochi dove c’erano i videogiochi non a soldi, i più fortunati avevano in casa il Super Nintendo oppure il Sega Mega Drive. Quando il Toro vinse l’ultimo derby avevamo nelle macchine lo stereo estraibile a musicasette e qualcuno aveva quello a cd che costava un pacco di soldi. Quando uscivamo con la tipa ci toccava imboscarlo o portarcelo dietro. Mike Tyson era appena uscito di galera e riconquistava il titolo dei massimi Wbc, in tv passavano Beverly Hills 90210 e Ok il prezzo è giusto. In giro per la città c’erano ancora le cabine telefoniche e in tabaccheria vendevano le schede prepagate. I ragazzini giravano con il Ciao o il Si e Michael Jordan giocava ancora nei Chicago Bulls. Quando accadde di quel derby, Fiorello era ancora un giovane capellone e se ne andava in giro per le piazze col suo Karaoke, Alberto Tomba vinceva la Coppa del Mondo di sci. Quando il Toro vinse l’ultimo derby gli 883 si erano appena separati e al cinema davano il Corvo, noi si pagava ancora un ingresso al cinema (di lunedi) 7000 lire …già c’erano ancora le lire, un pacco di Diana blu costava £ 3800. Le pubblicità delle Mentos col buco in mezzo e del cornetto Algida erano i tormentoni! Quando han vinto l’ultimo derby Pessotto giocava ancora con loro e Del Piero aveva 20 anni. C’era Tele+ e i floppy disk. Di quei giocatori di quella partita, nessuno gioca più, eccetto Alex al Sidney, gli altri son tutti commentatori, allenatori, qualcuno è già nonno. Son passati tre lustri, quasi quattro, da quando il Toro ha vinto l’ultimo derby, c’è una generazione di ragazzini che oggi è maggiorenne e non ha mai visto la sua squadra vincere contro la Juve. Ma vi pare possibile? E i papà di questi ancora li allevano a pane a antijuve… dai dai che prima o poi accadrà, non si sà quando, ma la speranza è l’ultima a morire. Me li immagino certi bambini ”sfortunatelli” : ”Papà ma abbiamo mai vinto contro la Juve?”, ” si figlio mio nell’anno del Signore 1995 tanti e tanti anni fà…”. Devo dire che ci vuol una costanza non indifferente ad aspettare tutto questo tempo una vittoria come un miracolo dal cielo, la luce da un Messia. Spiacenti, abbiamo intenzione di prolungare questa striscia, finchè è possibile. Non sarebbe male arrivare a 20 anni senza farvi vincere un derby. Sarebbe un altro bel record.

Non c’è davvero molto da dire su quest’ultimo derby se non che li abbiamo asfaltati. Eccetto i primi minuti dove fra l’altro han prodotto solo un tiro fuori di Meggiorini, il resto è stato facile come rubare le caramelle a un bambino. Ci siamo permessi pure di sbagliare un rigore sullo 0-0 e farci annullare un quasi gol di Vucinic per fallo di pura invenzione di Pogba sul portiere. Devo dire che a parte pochi sciocchi e qualcuno come Ventura ma a caldo, nessuno dopo s’è lamentato più di tanto dell’espulsione di Glick. Un fallo che al momento pare davvero esser il più cattivo e duro di tutta la stagione e di tutta la serie A e B compresa. Un fallo di una rudezza inqualificabile e gratuita. E dire che io l’avevo ampiamente previsto in certi commenti. Scrissi ”occhio alle gambe perchè qualcuno mirerà a quelle ed è già tanto se il Toro finisce la partita in 11” è infatti ci ho preso. Troppo scontata come previsione, conosco i miei polli, anzi i miei bovini. Sul modulo posso dire che come avevamo ampiamente detto e ridetto, finalmente si è andati a ripescare questo benedetto 4-3-3 con Vucinic e Giovinco esterni, e le cose sono andate decisamente bene. Lo dico e lo ridico quello è il loro ruolo, insieme non possono giocare in un attacco a due. Questo modulo non dovrà però nuovamente incancrenirsi ma andrà alternato al 3-5-2 a seconda dell’avversario, e forse in mezzo è meglio che giochi Quagliarella e non Bendtner. Son convinto che le cose andranno decisamente meglio. Ora messo il derby alle spalle, avanti con gli ucraini, dopo tornerà il nostro mister e spero venga accolto dallo Stadium con 10 minuti di standing ovation perchè anche da squalificato ha guidato, con il suo staff, la squadra al meglio. Tenendo conto dell’impegno della Champions League in più rispetto all’anno scorso, direi che il cammino della Juve fin qui, è un cammino importante.

Concludendo tornando all’ironia con cui ho iniziato questo articolo. Non sono io che posso o devo insegnare alcunchè a qualcuno, ma penso che le partite per quanto è possibile è bello viverle con gioia e ironia. Con il godimento sano. Quello che ci fa cantare o’ sordato ‘nammurato a quelli del Napoli o ”…e forza toro facci un gol” all’85mo dell’altra sera sul 3-0 mentre si fa il torello al Toro. Questo è per me il meglio del tifo e questo è quello che a me piace. Lo striscione che è stato esposto e che insultava i caduti di Superga invece non son cose che mi appartengono. Chi l’ha pensato e lo ha creato e lo ha esposto ha fatto un incredibile autogol a tutti gli juventini. Ci lamentiamo per la multa a Pessotto inferiore a quella per gli insulti razzisti ai giocatori del Milan, ci indignamo e diamo dei bastardi a quelli che insultano Ale e Ricky o Andrea Fortunato o Scirea o i morti dell’Heysel e poi noi che si fà si fà uguale? Esponiamo uno striscione ” Noi di Torino onore e vanto, voi solo uno schianto”. Ho personalmente inviso alcune tifoserie solo perchè se la prendono sempre con i caduti dell’Heysel. Le ho talmente inviso che tifo perchè le loro squadre vadano male perchè ritengo abbiano delle tifoserie di merda. Ho sempre pensato che noi fossimo diversi dagli altri. Diversi perchè migliori. Non che fossimo come gli altri. Capisco la rabbia di chi lo ha fatto ma non la giustifico. Per quello striscione mi vergogno io per loro. Le mie personalissime scuse alle famiglie di quei defunti e a quelli Toro per questa brutta pagina bianconera.

Alessandro Magno

 

articolo scritto per ilblogdialessandromagno.it  juvemania.it e ladivinajuventus.it

Juventus – Torino 3-0 Sintesi

http://www.metacafe.com/watch/9482630/

Prepartita Juve-Torino, torna il Derby.

di eldavidinho

4 punti nelle ultime 4 partite di campionato, le sconfitte con le milanesi e la mediocrità(non la malafede) di questa classe arbitrale, in confusione totale: l’esperimento degli arbitri di porta è miseramente fallito. è quanto emerge e quanto rimane del secondo KO subito in campionato. Prima sconfitta esterna dopo 28 gare utili consecutive. Una Juve non pimpante come al solito, è vero, ma comunque volenterosa e, soprattutto nel secondo tempo, ben più attiva di un Milan impegnato solo a difendere il vantaggio. Alla fine, si può dire tranquillamente che è stata la peggior prestazione degli ultimi due anni. Irriconoscibili. Dei mal di pancia presunti di Quagliarella ancora non voglio parlare. Di certo nessuno deve permettersi di andare a ruota libera in una formazione in cui tutti sono importanti e nessuno indispensabile. Soprattutto in attacco. Si può imputare alla Juve un approccio molle e presuntuoso, dopo il mercoledì di Champions, in cui comunque si sono fatte sentire le fatiche fisiche e mentali che continueranno a caratterizzarci in alcuni momenti della stagione. Inevitabile. Bagno d’umiltà? Forse. Ma emerge un dato, quello della sicurezza che mostriamo con le piccole e degli scontri diretti a sfavore con le pretendenti al titolo: Milan, Inter, Lazio, Fiorentina. Solo col Napoli abbiamo vinto. A differenza dello scorso anno, in cui perdevamo per strada punti con le piccole ma non fallivamo un big-match. Sarà importante mantenere comunque un minimo di vantaggio. Ci siamo piegati ad un avversario più umile e agguerrito, a tratti tanto provinciale da ordinare a Pazzini di temporeggiare col pallone tra i piedi e di scaldare gli animi con qualche scaramuccia. Ne è venuta fuori una partita orrenda. Loro hanno vendicato il gol di Muntari anche se sostengo che la grande legge della compensazione, a dirla proprio tutta, non è stata rispettata: il gol regolare di Matri annullato per fuorigioco inesistente noi lo vendichiamo al ritorno? Per dire. Galliani avrà messo “l’ascella di Isla” come sfondo del suo telefonino(faccio ironia, come Tuttosport), forse è mancato Pepe a far cambiare idea all’arbitro(come sostiene Pulvirenti dopo i fatti di Catania). Ma rimane il problema di cosa sarebbe successo a parti invertite. Del condizionamento mediatico, del fatto che i giornali non parleranno per 3 mesi dell’episodio, non s’indigneranno affatto e speculeranno(come su Quagliarella e la multa della società, la presunta crisi, i campanelli d’allarme e la lite Marchisio-Bonucci minimizzata dai due su Twitter). Come sempre. Poi c’è la voce dei protagonisti a fine gara. La nostra linea è stata quella del fair play totale. Ma, sempre a parti invertite, Allegri avrebbe speculato per una stagione intera.  Per Galliani infatti “non si capisce dove finisca il braccio e inizi l’ascella”, per Allegri “Il rigore, visto in tv, non c’è”, per Berlusconi “Rigore dubbio dà più soddisfazioni”. Nella politica, come nel calcio…

Bisogna voltare pagina e pensare subito al derby della Mole numero 185, che torna a disputarsi dopo 2 anni. 33 vittorie, 18 pareggi e 16 sconfitte: è questo il bilancio degli Juventus-Torino di campionato giocati in casa dei bianconeri. L’ultima volta che i granata si sono aggiudicati il derby risale addirittura al 1995, un 1-2 nella gara di ritorno in un’annata che li vide prevalere in entrambi i confronti, mentre la Juve si aggiudicò il primo scudetto dell’era Lippi. Da allora, nelle 12 stracittadine disputate, sia in casa che in trasferta, sono 8 le vittorie bianconere a fronte di 4 pareggi. Gli ultimi due confronti si sono conclusi con identico risultato: 1-0 a favore dei bianconeri. A decidere le sfide nella stagione 2008/09 furono Amauri e Chiellini. Proprio la vittoria di stretta misura è tipica delle gare in casa contro i cugini: 1-0 e 2-1, sono i risultati più frequenti, verificatisi 8 volte. Non mancano però singoli episodi con goleade: 4-0 nel 1933-34; 5-0 nel 1995-96 con tripletta di uno scatenato Vialli; 6-0 nel 1951-52. Il derby della Mole è una questione di umori, amori, emozioni, vecchia rivalità. Di numeri, specialmente per il Toro, che spera di tornare a sorridere 17 anni proprio dopo l’ultima volta (era appunto il 3 aprile ’95 e finì 2-1). Qualche volta c’è andato vicino, soprattutto grazie a Marco Ferrante. Capitano di mille battaglie e uomo simbolo della fame granata. Quattro in gol in tre derby ravvicinati, fra il 2000 e il 2002, mai portatori di un successo pieno.

Altre curiosità. Marchisio ha giocato il suo primo derby a 7 anni e segnò 3 gol e nel 2001 era raccattapalle nel derby finito 3-3 con rigore sbagliato da Salas per colpa del buco scavato da Maspero. Al ritorno dello stesso campionato, Maresca esulterà con il famoso gesto delle corna per il gol del 2-2 fiale da lui realizzato all’89esimo.

Il Torino di mister Ventura è una squadra ordinata, solida, figlia di quel 4-2-4 di matrice Contiana e Venturiana(lasciatemi passare questi due termini). Lontano dall’Olimpico, i granata hanno ottenuto una vittoria(contro l’ Atalanta), cinque pareggi(contro Siena, Sampdoria, Palermo, Lazio, Napoli) e una sconfitta(contro la Roma), raccogliendo gli stessi punti in casa e in trasferta e facendo persino meglio per gol fatti (uno in più) e subiti (due in meno). Il Torino è reduce da un 2-2 con la Fiorentina che l’ha visto andare due volte in vantaggio, senza riuscire però a mantenere il risultato.

Sono due i giocatori che Giampiero Ventura ha utilizzato in tutti i 14 incontri di campionato: il portiere belga Jean-François Gillet, che non ha saltato neanche un minuto, e il centrocampista Alessandro Gazzi, al quale mancano 50 minuti rispetto al collega. Il Torino ha finora maturato un’espulsione con Sansone nella gara contro il Parma, mentre il giocatore più ammonito con cinque gialli è il difensore Matteo Darmian. Il capocannoniere della squadra è il capitano Bianchi, seguito da D’Ambrosio con due e da una folta pattuglia di elementi andati in gol una sola volta: Glik, Basha, Birsa, Brighi, Gazzi, Sansone, Stevanovic, Cerci e Sgrigna.

I bianconeri, nel derby contro il Torino, dovrebbero avere a disposizione Chiellini, in recupero dalla contrattura al polpaccio. Qualche problema invece per Caceres (lieve distrazione del legamento della caviglia sinistra) e Vidal, bloccato da un sovraccarico muscolare a livello degli adduttori: le loro condizioni verranno valutate nei prossimi giorni. Sabato sera possibile qualche novità a centrocampo ed in attacco, con Pogba, Lichtsteiner, Matri e Giovinco in cerca di spazio. Probabile staffetta tra Giaccherini e Asamoah sulla sinistra. Ventura, dopo la sconfitta nella Tim Cup, carica i suoi per il derby. In vista di sabato sera intanto da monitorare le condizioni di Glik dopo lo scontro di gioco con Toni, il polaccio dovrebbe comunque essere disponibile. A centrocampo invece recupera Vives dopo la pesante influenza accusata nelle scorse settimane che affiancherà inmezzo al campo Basha e Gazzi. Il tecnico poi dovrebbe optare per un 4-3-3 con in avanti il possibile tridente Cerci-Bianchi-Santana. Non ci sono squalificati. Nell’elenco dei fermati dal giudice sportivo non compaiono nomi di giocatori bianconeri e granata. In compenso dopo la gara con il Milan si è allungata, e di parecchio, la lista dei nostri diffidati. A Chiellini, assente al Meazza, si sono aggiunti Bonucci (che ha toccato quota sette gialli), Giovinco e Marchisio, entrambi al terzo giallo. Nessun problema per Isla che a Milano ha subito il primo cartellino stagionale.

Arbitra Rocchi della sezione di Firenze. Il fischietto toscano dirigerà i bianconeri per la 20° volta in carriera e il bilancio dei 19 precedenti è nettamente a favore della Juve, con 14 vittorie, 3 pareggi e 2 sole sconfitte. Rocchi ha già arbitrato la squadra di Conte in questa stagione, il 16 settembre scorso, nella trasferta di Marassi contro il Genoa, terminata 3-1 per i bianconeri. Sabato sera allo Juventus Stadium Rocchi sarà coadiuvato dagli assistenti Manganelli e Tonolini e dagli arbitri d’area Romeo e Ciampi. Quarto ufficiale sarà il signor Vuoto. Forza Juve.

“Attimi Di Juve” – Profilo Twitter: @eldavidinho94 / Profilo Facebook: Eldavidinho Juve 

Derby ..c’era una volta Juventus-Torino ..

di Luna23

Nel mio quartiere stanno girando un film, biografico sulla vita di Gigi Meroni, leggendario e sfortunato giocatore granata, che trovò la morte a soli 24 anni, dicono che dalle mie parti abitino molti giocatori del Toro che io non conosco, tra poco sarà tempo di derby, confesso che a me come penso a voi, non sia mancato così tanto, in questi anni “senza il Toro” è stato come avere una seccatura in meno. Abbiamo già, tanti nemici e problemi indotti da essi che averne uno in più ne avremmo fatto a meno. Una strana sorte quella del Torino, condannato a non rialzarsi più dal dopo “Superga” schiacciato dalla supremazia dovuta alla fascinazione,  tecnica e immagine, dalla Juve ha conosciuto tempi oscuri, spesso caduta in pessime mani gestionali ne ha viste delle “belle”, ma quest’anno si è accesa per loro una luce, l’arrivo di Giampiero Ventura alla guida della tormentata squadra ha rimesso ordine all’interno del gruppo tanto da superare il campionato di serie b dell’anno scorso e attualmente tenere in serie A, dobbiamo anche dire che il Torino si avvale di una solida e fedelissima tifoseria che a onor del vero ha sempre sostenuto il gruppo anche nei tempi peggiori, che sono stati tanti.

Purtroppo il Toro ha sempre avuto un approccio verso il campionato di profondo vittimismo e commiserazione, e ritenendo sempre la Juventus colpevole delle loro disgrazie. Atteggiamento mantenuto tutt’ora dal Presidente Cairo, che non perde un’occasione per dire qualcosa di sgradevole contro la Juventus, di riflesso, il nostro presidente Andrea Agnelli, non ha mai manifestato odio o repulsione, anzi, ha avuto parole buone nei confronti della Presidenza e della Squadra e del Derby per il bene della città e delle due tifoserie sia ieri che oggi, ma non basta, il Toro è assetato di sangue e vendetta, ed aver identificato il nemico storico numero 1 la Juventus rea del male infertogli è già qualcosa.

Ma come noi tifosi della Juventus vediamo il Toro? Potrei dire che noi il Toro .. “non lo vediamo proprio”, ma sarebbe una brutta risposta e anche poco veritiera, il Torino lo si vede per quello che è, cioè in modo compassionevole, d’altronde una società che vive in funzione di odiare la Juve e che convince i tifosi a fare uguale, dove potrà andare? Un mio amico, ex tifoso del Toro e convertito alla Juve, mi disse che questa modalità era insopportabile, e che non aveva senso tifare una squadra così, che cercava di dare la colpa ad un altro piuttosto di individuare i veri problemi.

Noi cittadini di Torino e tifosi Juventini vediamo questa parte della città con pena, perchè comunque non riusciamo ad odiarli, è pur sempre l’altra identità culturale della città. A questo punto gridiamo “Well come back Derby” e che sia una bella partita ..

Luna23

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