Archivio Autore: Luna23 - Pagina 45

Paolo “Pablito” Rossi, l’uomo, il calciatore, l’eroe di Spagna Il ricordo di Paolo Rossi, l’uomo, il calciatore

Paolo Rossi forse stava vivendo una fase della sua vita tra le più intense.

Scritto da Cinzia Fresia

Era papà di due splendide bambine, avute in età matura, da una moglie molto amata.

Aveva una vita meravigliosa vissuta in quelle colline che solo in Italia si possono trovare, coinvolto nella gestione di un resort e di tante altre attività.

Era commentatore di calcio, lavoro che lo ha riportato sul sentiero della sua fantastica attività di leggendario calciatore: Eroe Nazionale assoluto del Mondiale del 1982.

In questo momento della sua vita, riceve una notizia di quelle che non ti lasciano speranza, la quale annuncia che tutto sta per finire, presto la luce si affievolirà fino ad arrivare al buio totale.

La moglie, la giovane giornalista Federica Cappelletti, racconta di un Paolo combattente che voleva vincere quel male a tutti i costi e farlo in silenzio circondato dai suoi affetti più cari.

 

 

Paolo voleva vivere.

Ma chi è stato Paolo Rossi?

Una brava persona che ha avuto la forza di perdonare chi lo aveva condannato prima ancora di potersi difendere. Un uomo che ha subito due anni di squalifica ingiustamente, in quanto – presumibilmente – coinvolto suo malgrado nell’inchiesta del calcio scommesse clandestine nel 1980.

Fu lui l’unico a pagare a causa di un pareggio conveniente per entrambe le squadre, la sera di quella partita segnò due gol.

Scontò la qualifica senza batter ciglio, il secondo anno lo trascorse ad allenarsi per la Juventus che nel frattempo lo aveva rivoluto.

Cosa aveva di speciale Paolo?

Sapeva giocare bene a pallone:  tecnicamente molto preparato, era magro, magrissimo e una statura media. Aveva sviluppato un’intelligenza che lo portava a realizzare delle vere e proprie prodezze, soprattutto nel Mondiale dove si aggiudicò il titolo di capocannoniere   che gli valse il Pallone d’Oro.

Era un’attaccante molto veloce e abile negli spazi stretti dell’area di rigore: inizialmente  ala destra, sarà il suo allenatore Fabbri a Vicenza a proporgli di passare  centravanti, ruolo che ricopre poi in tutta la sua carriera.

Il suo straordinario percorso calcistico inizia giocando a pallone a 9 anni, nella squadra del Santa Lucia, dove militava anche il fratello Rossano:  al padre Vittorio – ex ala destra del Prato –  è dedicato il campo sportivo del Santa Lucia.

Paolo ha dovuto combattere per questa professione.

L’operazione ai menischi a quei tempi non era proprio una passeggiata, non esisteva l’artroscopia e lui ha sopportato  i dolori e le sofferenze  delle conseguenze dell’operazione.

Nella sua carriera ha militato nel Como, nel Lanerossi Vicenza (per lui una scuola importante) ma trova il successo nella Juventus che lo fa arrivare in Nazionale.

 

Termina la carriera da calciatore al Milan e al Verona.

Pablito  venne convocato in Nazionale contro tutti e tutto, voluto fortemente da Bearzot.  Il  ct a  credeva in lui e nel suo talento e fece bene ad imporlo, perché fu il giocatore chiave che consegnò l’Italia alla conquista di un Mondiale difficilissimo.

Fece piangere amaramente il Brasile di Zico.

 

Vogliamo pensare che questa anima buona, incapace di arrabbiarsi e serbare rancore verso chi gli ha fatto del male, stia giocando con Maradona a pallone e che insieme percorreranno le vie del paradiso insieme a tutti gli altri.

Non importa quale sia la vostra origine o la vostra classe sociale, da dove veniate.  L’importante è dove volete arrivare. L’importante è che continuiate a credere nei vostri sogni. Fatelo con coraggio. (P.Rossi)

Ciao Paolo,  ricordati di noi.

 

Cinzia Fresia 

Tratto da Gol di Tacco a spillo

Probabile e possibile

Scritto da Cinzia Fresia

Sembra impossibile che solo un paio di giorni fa abbiamo visto la Juventus come una  una mosca impazzita che stava perdendo con la  terz’ultima in classifca in lotta per la salvezza, al di là di ogni previsione il tanto desiderato primo posto al camp Nou è stato ottenuto.

Di fronte ad una grande squadra come il Barcellona non si poteva che armarsi e partire con l’unica  parola d’ordine: crederci, crederci sempre. Ed è la filosofia che Andrea Pirlo cerca di trasmettere  ai suoi e il match  contro il Torino, brutto, mal giocato e vinto di disperazione  insegna che  se si vuole si può.

Pirlo questa volta non sperimenta ma  schiera   un semplice ma efficace  4-4-2 con gli uomini posizionati secondo il ruolo naturale e lo stato di forma fisico e mentale e ottiene esattamente quello che vuole una squadra  ben amalgamata  che gioca e guarda verso la stessa direzione. Un 10 a tutti anche alla panchina che ha sostenuto chi era in campo fino alla fine .

Rifilare tre gol al Barcellona al Camp Nou, non è cosa da tutti i gioni, i catalani non sono certo in “grande spolvero” ma rientrano  tra i giocatori migliori al mondo e sebbene reduci da una sconfitta in Campionato  nulla è scontato,

La mitica sfida tra Ronaldo e Messi l’ha vinta a pieni voti il portoghese, ma chi ha calamitato l’attenzione è stato l’astro nascente Weston Mc Kennie, autore di un gol rocambolesco e favoloso,  il texano si sta rivelando un ottimo affare, fortissimo fisicamente e veloce che  si infila dappertutto beffando i difensori che a quanto pare hanno occhi solo su  Ronaldo.   A centro campo molto bene Ramsey e  Artur che ha effettuato una buona prova magari con un pizzico di emozione nel giocare contro ai suoi compagni nel suo ex stadio. Sempre ottimo Cuadrado e assolutamente imprescindibile e con un fiuto eccezionale quando si tratta di confezionare assist.

Reparto difensivo senza errrori, un peccato l’annullamento del gol a Bonucci il quale avrebbe con quello segnato al Toro avrebbe fatto l’en plein.  Pirlo può ritenersi soddisfatto anche della difesa e del “vecchietto” Buffon ancora arzillo con le sue belle parate.

Fino adesso e considerati i risultati, la Juventus primeggia in Champions League mentre fa una fatica immensa in campionato a causa di un gioco carente e di una gestione spesso discutibile: due facce della medesima squadra che   non si guardano. Un motivo potrebbe essere che l’approccio in Champions nonostante l’eccellenza delle squadre viene vissuto nelle prime fasi con una minore intensità, tutti hanno da perdere, il Campionato è tutta altra atmosfera, le squadre di media e bassa classifica si scatenano  contro il vertice creando tensione e danni.

Comunque  l’impresa che sembrava sulla carta impossibile è riuscita, la Juventus regala ai suoi tifosi una bella vittoria in trasferta contro una delle squadre più blasonate  d’Europa, ma da domani come ha ribadito Mr. Pirlo testa al Campionato.

 

 

 

Martedi 8 dicembre 2020 Barcellona-Juventus Champions League ore 21 Camp Nou

Scritto da Cinzia Fresia

La Juventus ha raggiunto Barcellona per l’incontro di Championa League, dove la Juventus cerca il primato nel girone. La crisi del Barcellona e le difficoltà di Messi fa sperare la Juventus la quale deve vincere con 2 gol di scarto e segnarne 3. Un’ impresa difficile per i bianconeri reduci si  dalla vittoria del Derby ma con una spesa energetica immane di difficile recupero.

Pirlo ammette che il Barcellona non sta  vivendo  uno stato di grazia ma riconosce la qualità dei giocatori che daranno filo da torcere alla sua squadra.

Ma Barcellona – Juventus è soprattutto Ronaldo contro Messi, la sfida dei due grandissimi “extra-terrestri”,   Andrea Pirlo manifesta l.’ammirazione per i due ex colleghi per quello che stanno dando al calcio e per l’esempio dato.

Considerato il valore della sfida si prevede una partita impegnativa e molto concentrata sui due rivali,
Per crescere e guadagnare in autostima la squadra  di Pirlo punta a vincere, ma è necessario essere vigili e  attenti ai dispendi di energia e ovviamente a non farsi male.

l’obiettivo è improbabile ma non impossibile, è comunque una verifica del lavoro fino ad ora effettuato, di frequente


messo in discussione.

 

 

Il Derby della Mole grida “Juventus”!!!

Scritto da Cinzia Fresia

 

30 novembre 2014 – 4 dicembre 2020:
E mancavano pochi secondi dalla fine, Pirlo si ricorda ancora quel gol ..la partita sembrava decisa, la Juventus era ormai rassegnata, ma in un Derby può succedere di tutto anche di vincere pochi secondi prima della fine .. e se quel gol ci fece saltare dalla sedia con Pirlo che si lasciava andare in una esultanza senza precedenti, la stessa emozione si ripete oggi al suo primo Derby da allenatore.

La Juventus trionfa a Torino effettuando una prestazione molto al di sotto della sufficienza: il primo tempo è un disastro, la squadra è totalmente disorientata, lenta e a tratti nel panico, i giocatori perdono nei contrasti e nei passaggi, sono imprecisi nei lanci e nei cross,
Il Toro se ne accorge e se ne approfitta con un pressing incessante che fa perdere la testa alla difesa e fa segnare N’koulu .
Adesso il Torino ci crede e ci crede anche Giampaolo un allenatore in bilico .. Al Torino non sembra vero, in pochi minuti Belotti e Compagni sognano e sperano che sia la volta buona di regalare un Derby ai suoi tifosi, perché poi basta poco per essere felici .. e per il Torino felicità vuol dire battere la Juventus.
Inaspettatamente i granata passano in vantaggio al 9’ sullo sviluppo di un corner, Ansaldi mette in mezzo e con un colpo di tacco Meitè dirige su N’Koulou che segna la prima rete della partita.

I bianconeri sono frastornati, non capiscono cosa vuole l’allenatore, sono statici e non sanno cosa fare, lo stesso Ronaldo non riesce a tirare, i difensori granata lo chiudono in tutti gli spazi, gli juventini sono annichiliti e in perdita di energie, ma si impegnano ma sarà ancora il Toro andare vicino al gol, Szczesny effettua un intervento risolutivo su Zaza evitando il pareggio. La Juventus intanto attacca ma senza mai impensierire il portiere granata Sirigu, al contrario il Torino difende e crea occasioni.
Intanto finisce il primo tempo.

Nel secondo tempo la Juventus si butta alla ricerca del pareggio, l’annullamento al 57’ del gol di Cuadrado ritenuto in fuori gioco a causa della posizione in fuori gioco di Bonucci, dà una scossa ai bianconeri tant’è che al 77’ su un cross preciso di Cuadrado manda in rete Weston Mc Kennie, lo statunitense beffa Sirigu, e da quell’istante che la Juventus ritrova se stessa, il gol a pochi minuti dalla fine sarà opera di Leonardo Bonucci, la cui prestazione fino a quel momento era stata sotto le aspettative, nuovamente protagonista Cuadrado, il quale suggerisce un colpo di testa che il difensore centrale finalizza in gol, e segna la vittoria definitiva.
La delusione dei granata è palpabile che escono dal campo a testa bassa, perché la Juventus è come l’Araba Fenice, non si è mai certi di averla battuta se non al triplice fischio dell’arbitro.

Sicuramente non è stata la migliore partita della Juventus, e i suoi campioni Dybala e Ronaldo non hanno brillato anzi hanno sofferto particolarmente le marcature e continuano a mancare i gol da centrocampo, male Kulusevski e Rabiot, lo stesso Cuadrado ha vissuto le sue difficoltà durante il primo tempo per poi recuperare lucidità progettando la vittoria. Questo è il calcio, anche da una prestazione insufficiente si può vincere e meritatamente, i bianconeri possono partire per Barcellona ed essere di buon umore, ma quella sarà un’altra storia.

Sabato 5 dicembre 2020 Juventus – Torino : Il derby della mole ore 18 Allianz Stadium Torino

Scritto da Cinzia Fresia

Il derby è un apostrofo rosa? No .. è una seccatura .. diciamo che i granata attribuiscono le colpe delle loro disgrazie alla Juventus e alll’allenatore di turno, da recenti costumi la Società  cambia allenatori come una mannquinn cambia vestiti, e non c’è mai nessuno che vada bene, quindi il Toro scenderà in campo in preda alle solite paranoie che li indurrà a diventare dei picchiatori assetati di vendetta, non hanno nulla da perdere .. ma noi si.

La Juvemtus però non ride e in campionato non siamo un gran che e al contrario del Toro abbiamo da perdere, in ultimo siamo risicati con gli attaccanti e sarà utile fare attenzione  alle gambe.

Il primo derby di Andrea Pirlo non potrebbe presentarsi peggio di così, senza Morata e con i soli Ronaldo e Dybala , se non azzecca la formazione giusta ciao campionato .. per una partita cosi ci vogliono uomini veloci e fisicati come Kulusevsky e Mc Kennie.

La serata di Dybala! Forse,… noi ci aguriamo di vedere una squadra aggressiva e feroce, solo cosi potremmo sopportare il pressing del Toro perciò ragazzi sveglia!

Pirlo il permaloso

Scritto da Cinzia Fresia

Tutto facile per l’arbitra Frappart la quale ha diretto una partita senza troppe incombenze  o decisioni che potessero  influire sul risultato, inoltre la più forte era già’ qualificata e gli stessi giocatori non hanno mai mancato di rispetto alla donna accettando senza discussioni le decisioni. L’arbitra  non ha voluto strafare o mettersi eccessivamente in mostra, ha eseguito il suo lavoro applicando i medesimi   parametri  per entrambe le squadre mostrando professionalità e obiettività.  Ovvio che in una partita dal diverso spessore, più tirata o  con altissime poste in palio, le reazioni potrebbero  andare diversamente, ma possiamo dire che allo stato attuale  il test della woman referee sia  passato a pieni voti e legittimerà il ruolo femminile nelle direzioni di gara future.

Veniamo al match: una buona prestazione della Juventus in un clima disteso,  una Dynamo migliore rispetto a quella vista a Kiev con la    Juventus che segna tre volte:  il trio Chiesa -Morata-Ronaldo ha funzionato bene, e lo stesso Federico dimostra rendere  meglio in Champions League che in Campionato. Molto bene anche  Morata ormai un abbonato del  gol.
La Dynamo a parte un paio di tiri non ha mai messo in reale pericolo la Juventus.

Una soddisfazione per Andrea Pirlo il quale si proietta già al Camp Nou di Barcellona per l’obiettivo del primato nel girone.
Nei  giorni pre partita Il tecnico della Juventus è stato nel mirino di pesanti critiche e giudizi che  non ha gradito sulla gestione del   gruppo,   ricevute a proposito del risultato a Benevento. Andrea è stato giudicato  colpevole di aver concesso il riposo a Cristiano Ronaldo che non ha nemmeno convocato. Il tecnico ha ricevuto commenti piuttosto severi,  come l’aver sottovalutato  l’incontro,  tant’è che Andrea ha reagito dicendo di non comprendere  il perché di tutto questo livore, sostenendo di sentirsi considerato  un fastidio. Tutto sommato un po’ di invidia interna è comprensibile, l’ex giocatore dirige la prima della classe senza gavetta, questo fatto  suscita sicuramente in certi  personaggi  un inizio di ulcera perforata .. quindi si abitui Pirlo a questo genere di commenti perché l’ambiente è feroce.

Il Tecnico bresciano in effetti  non sta entusiasmando più di tanto d’altronde i risultati in Campionato al momento non sono un gran che ed avendo un curriculum esclusivamente da  calciatore l’ambiente non gli risparmia frecciatine e cattiverie, tuttavia nel caso di Benevento  mi sento di discolparlo in quanto una squadra dalle singolarità forti come la Juventus non ha bisogno di Ronaldo per vincere una partita con una neopromossa,  gli allenatori di esperienza al contrario sostengono che le squadre meno blasonate sono molto pericolose poiché  motivate a fare bella figura in un’ occasione in cui i giocatori possono  mettersi in mostra e   dove  la perdita di punti diventa di difficile recupero: ciò è anche vero  ma in realtà Pirlo  ha schierato giocatori con presenze  in nazionale e spesso titolari.   La riflessione giusta è un’altra, Pirlo si chieda  per quale motivo per vincere serva  l’onnipresenza di Ronaldo quando hai un Dybala, Morata e tutti gli altri i quali non dovrebbero certo patire un contropiede del simpaticissimo Benevento allenato da una nostra vecchia conoscenza.

Detto ciò vietato “respirare” perché tra due giorni c’è la seccatura dell’anno: il Derby  enza Morata, quindi consiglio a Pirlo oltre di schierare Ronaldo e Dybala e chi ritiene opportuno, di inserire  una fila di “carri armato” tra la difesa e il centro campo,  perché con il Toro non si sa mai,  siccome i granata vanno  maluccio aspettiamoci una reazione da finale di Champions solo per fare bella figura ..

 

 

 

 

 

 

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Mercoledì 2 dicembre 2020 Juventus-Dynamo Kiev Champions League – ore 21 Allianz Stadium

Scritto da Cinzia Fresia

Prosegue il cammino della Juventus in Champions League  in discesa poiché qualificata, l’obiettivo dei bianconeri è quello di arrivare primi nel girone ma per questo si dovrà attendere l’incontro di domani e con il Barcellona. La squadra molto criticata per il grossolano pareggio a Benevento per primeggiare  deve trovare il giusto approccio e va ammesso che l’allenatore fa fatica a far funzionare l’intero organico.

Andrea Pirlo, appare in conferenza stampa insieme ad Alex Sandro il quale commenta il suo stato di salute, e il desiderio di tornare a giocare e ripete ciò che dicono tutti a proposito di cosa ha combinato la squadra sabato scorso. Andrea Pirlo è di poche parole, anzi .. parla mal volentieri se deve spiegare alcuni errori e il perché e per come di  alcuni giocatori che non funzionano.  L’allenatore non dispone del centro campo che vorrebbe che non produce gol, il pareggio con il Benevento è costato oltre la perdita di due punti anche l’espulsione di Morata. Infatti Andrea Pirlo anticipa che Alvaro partirà da titolare in Champions per preservare Dybala per il terribile Derby.

Ma la partita con il Dynamo sarà ricordata per un grande avvenimento, l’arbitro designato è una donna, la sig.ra Stephanie Frappart, il primo fischietto rosa che approda in Champions League. L’arbitra ha 37 anni e si è cimentata nella finale della Supercoppa Europea,  siamo abituati a vedere guardia linee donne ma vedere  direttori di gara non è così usuale   nel nostro campionato non è ancora accaduto, tuttavia questo debutto aprirà sicuramente la porta ad altre colleghe, ma non solo, Sara Gama il Capitano della Juventus Women, nonché della nazionale è stata eletta vicepresidente dell’associazione italiana calciatori. Il calcio si sta emancipando verso le donne, le quali non sono più relegate ad  un bacino di utenza ma rientrano nei vertici delle cariche più importanti del calcio internazionale.

Con la speranza che la sig.ra Frappart sia di buon auspicio considerato che avrà gli occhi del mondo su di sé,  vedremo  cosa farà la Juventus, l’incontro a Kiev non è stato difficile ma non è detto che lo stesso accada a Torino.

 

 

 

11 pesci fuor d’acqua

Scritto da Cinzia Fresia

In questo giro non possiamo dare la colpa a Ronaldo  perché non c’era.

Quindi non c’era Ronaldo l’accentratore, l’egoista, l’anarchico, che pretende che tutti giochino per lui. L’inseguitore dei record, il menefreghista ..  Perciò spazio a Paulo, Alvaro, I due Federico  insomma la nostra migliore gioventù, ne è uscito un gruppo di confusionari totalmente slegati tra loro, e in confusione totale.


11 pesci fuor d’acqua senza controllo, ne’ capo né coda .. Se la Juventus ha veramente bisogno di Ronaldo per vincere contro il Benevento, qualcosa non funziona:  o sono i giocatori o è l’allenatore perché il risultato  non quadra.

La squadra di Pirlo letteralmente crollata  non ha perso per grazia ricevuta e ha avuto Morata espulso, un bilancio pesante se pensiamo che lo spagnolo  con Ronaldo è l’unico a segnare,
Nessun promosso  nemmeno il portiere.
Andrea Pirlo spolvera il repertorio delle giustificazioni: sono giovani, ovvio che Ronaldo  manca perché è importante, ovvio che sono stanchi, non si possono giocare tutte le partite, c’è bisogno di riposo e la palla è rotonda e non rompete le …Questo l’ho aggiunto io  lui non lo ha detto, ma lo ha sicuramente pensato mentre liquidava Giovanni Guardala ai microfoni  sky.

“Non riusciamo a capire i momenti della partita” e “Dobbiamo crescere e capire in che stato siamo e capire il tipo livello di partita”

Farei attenzione a dire certe cose:  sono questi, giocatori  professionisti i quali il capire il livello della partita dovrebbe essere l’obiettivo primario del lavoro, il secondo obiettivo è di impegnarsi e seguire le direttive dell’allenatore, ma soprattutto rendersi conto di essere alla Juventus,  una Società che non va in campo solo per partecipare.

Anche i cambi effettuati non hanno raddrizzato il risultato, sembravano 11 estranei capitati lì per caso. Troppe giustificazioni mezze vere e mezze inventate non fanno bene, occorre severità, caratteristica che evidentemente Pirlo non ha,  l’ennesima perdita di punti non è colpa solo dei giocatori ma l’attribuirei al 50 per cento anche all’inesperienza del tecnico che fa fatica ad imporsi o forse a creare una squadra che sia tale che si aiuta e che guardi nella stessa direzione., e per fare questo trovare una miriade di paraventi  vuol dire fargli del male  se ancora devono crescere,  ma l’assenza evidente e’ quella della Società troppo concentrata a vendere magliette e automobili che non si accorge che sta compromettendo un percorso difficile lungo e doloroso, quella risalita che dal dopo B ci ha visto disputare due finali di Champions.  Ai giovani va insegnato che la Juventus non è un punto di arrivo e che i soldi i benefit, le auto in uso, i premi  non sono gratis te li devi guadagnare., una volta ai giocatori si faceva fare un giretto agli stabilimenti di produzione così da fargli vedere cosa vuol dire essere operai alla catena di montaggio.

Risulta che l’adattamento sia finito, altresi comprensione   e giustificazioni  .. volete la Juve? Dimostratelo con i fatti.

 

Sabato 28 novembre 2020 Benevento-Juventus ore 18 stadio Ciro Vigorito – Benevento

Scritto da Cinzia Fresia

Colpo di scena: Cristiano Ronaldo  a riposo, gioca Dybala con Morata. Un turno di riposo al portoghese concordato in precedenza. Il Benevento e’ reduce da una vittoria contro la Fiorentina ed e’ dodicesima in classifica, ed è allenata da un grande amico di Andrea Pirlo, e una vecchia conoscenza della Juventus, Filippo Inzaghi, nonché fratello di Simone.

Quasi un match  “tutto in famiglia”   ma sul campo resta la rivalità e Pirlo vuole vincere. Le squadre tornano in campo dopo lo schock della morte di Maradona. Un evento inaspettato che ha suscitato varie emozioni nei calciatori  che lo hanno conosciuto vivendo il lutto come una grave perdita.

la Juventus è consapevole di non potersi permettere di sottovalutare  l’avversario  quindi di non perdere punti, tenendo conto dell’assenza di Ronaldo. il  tridente in attacco sarà costituito  da Dybala e Morata e dietro Kulusevski  In difesa ritorna Bonucci con Danilo e De Ligt.

 

 

Mistero Buffo

Scritto da Cinzia Fresia

Avete presente quando una partita sulla carta facile anzi facilissima si trasforma in un incubo  dove nessuna soluzione  funziona? e nel frattempo passano i minuti senza che succeda niente e improvvisamente ti rendi conto che  si è fatta “una certa” e la tua squadra è bloccata sull’1-1?

Non vorrei essere stata al posto di Andrea mentre rovistava nel “Kit il piccolo allenatore”, senza trovare un’idea  allo scandire inesorabile del tempo in cui si affacciava sempre di più  l’ipotesi rovinosa del pareggio, la  fortuna ha voluto che dal Kit qualche cosa sia uscito  e si chiama Morata.

Vi ricordate la partita contro il Cagliari, beh dimentichiamocela: la Juve è tornata a tre caselle precedenti, la goleada in quel di Budapest è diventata un ricordo, e ciò che si evidenzia è lo spreco immane di energia in partite con avversari di semplice amministrazione per la qualità dei giocatori che abbiamo.   I ragazzi  non sono in forma,  nemmeno Sczezny, responsabile di  una grave leggerezza sul gol subito che ha fatto rivivere   un “Lazio 2 la vendetta”.

Pirlo però ha detto una cosa giusta sul Ferencvaros:  si tratta  di quel genere di squadra che la sua partita la fa senza farsi intimidire da chi si trova davanti, e se può tira e fa gol, il tecnico è stato si comprensivo ma altresì critico parlando di superficialità nell’approccio.  La motivazione di una prestazione così strana non si sa, lapidari i commenti negli studi di Sky il cui Fabio Capello da vecchio Ex non ha risparmiato nessuno  dicendone  di tutti i colori e condannando il gruppo senza appello,

Ora ci chiediamo ma che succede? Dal di fuori, la Juventus si rende sempre più attaccabile nei suoi punti deboli, non c’è giornata in cui non si parli  del rinnovo di Dybala o di Ronaldo che se ne vorrebbe andare,  invenzioni  giornalistiche per provocare il club più titolato d’Italia? Forse ..ma non è normale che tutti i giorni si parli solo ed esclusivamente di Dybala del suo rinnovo e del rendimento. Ieri sera Pirlo ha rimosso comtemporaneamente i due attaccanti  Dybala e Bernardeschi .. tuttavia la loro uscita non ha modificato un gran che, la Juventus ha continuato a giocare male anche dopo, e la vittoria è stata una genialata fortunata di Cuadrado finalizzata da Morata con un pizzico di complicità  del portiere.

Alla fine conta  la soddisfazione dell’obiettivo raggiunto cioè la qualificazione,  Pirlo un po’ a denti stretti festeggia  il primo step da  neo allenatore, non sottraendosi  alle critiche da Studio, e chiede più tempo per i nuovi che a quanto pare stanno facendo fatica ad adattarsi.

 

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