scritto da Cinzia Fresia
In questo momento di crisi profonda dove la Juventus sta rischiando di perdere i suoi uomini migliori a causa di una strategia che negli anni non ha pagato, ricorre il centenario della nascita di Giovanni Agnelli.
Se fosse vivo oggi il mitico Avvocato avrebbe 100 anni.
Un uomo unico, molto amato e altresì rispettato anche da chi non lo condivideva. Un uomo dalle 100 vite e dal coraggio straordinario, di chi come lui, quando giovane, ricco e brillante partiva per andare in guerra e trovarsi sul fronte russo.
Oggi ci chiediamo se l’avvocato Agnelli sarebbe contento della sua Juventus eliminata agli ottavi di Champions da una squadra di media qualità.
Improvvisamente la Società torinese si è svegliata e capisce che di quella squadra che ha vinto 9 scudetti consecutivi non c’è più traccia.
Andrea Agnelli siede sulla poltrona di Presidente nel 2010, eletto nel mezzo di in una fase delicatissima della squadra . In quell’anno la Juve chiudeva il Campionato tristemente settima, vittima di tutto e tutti.
Il neo Presidente della Juventus voluto fortemente dalla tifoseria inizia un percorso che riporterà la Juventus a ritrovare la prima posizione in Campionato con l’inserimento di Antonio Conte prima e Massimiliano Allegri poi, sono stati anni di successi di investimenti importanti dalla Continassa come quartiere generale, il J medical un centro di eccellenza medica e fisioterapica, il J Hotel e tanto altro.
L’obiettivo di Andrea Agnelli era chiaro: diventare un Top Club parimenti Real Madrid o Bayern.
L’occasione dell’acquisto di Cristiano Ronaldo sembrava il coronamento di un sogno nel cassetto dello stesso Presidente, che vedeva l’investimento sul giocatore portoghese come l’arma giusta per vincere la Champions e per elevarsi a Top Club europeo.
In definitiva i fatti non hanno dato ragione al giovane Agnelli, il quale oggi è ritenuto colpevole di non aver saputo scegliere un direttore sportivo in grado di costruire una squadra forte intorno a Cristiano Ronaldo, di aver cambiato 3 allenatori e in predicato di cambiare il quarto. L’oneroso ingaggio del portoghese influisce sul bilancio tanto da non consentire altri investimenti volti alla necessità di giocatori forti: troppi errori commessi tutti insieme. Anche il costo di Maurizio Sarri esonerato per l’uscita di scena dalla Champions ha inciso sull’economia del club, e la stessa assunzione dell’inesperto Andrea Pirlo, ha reso la squadra incerta ed insicura.
Oggi il gruppo è ferito e non sarà facile andare avanti e molto probabilmente Ronaldo lascerà a fine stagione contemporaneamente a Dybala ormai disinteressato al club bianconero.
Basta un attimo, un acquisto sbagliato insieme alla scelta di un dirigente che non ha idea di come funzionano certi equilibri a perdere prestigio dimenticando 10 anni di successo.
Oggi Cristiano Ronaldo è preso di mira, considerato l’unico colpevole della disfatta juventina, tuttavia va considerato che non è giusto attribuirgli la colpa poiché in campo si scende in 11. Forse dimentichiamo che di finali di ne abbiamo perse anche con Zidane che era fortissimo, il più forte giocatore del suo tempo, o con Platini.
Un giocatore del genere ha bisogno di un centro campo forte che non è quello della Juventus. In ultimo sperare che si adattasse alle esigenze della squadra era pura utopia vista l’età. In ultimo è stato anche bersaglio di offese personali completamente ingiustificate.
Il Presidente della Juventus ha operato nel modo migliore riguardo le operazioni di marketing e immagine Juventina, ma nelle questioni pratiche è mancato un vero e proprio esperto conoscitore dell’ambiente e di calciatori. E’ fondamentale che il gruppo effettui autocritica e si faccia venire delle idee per salvare il salvabile, ricominciando da alcune certezze come il talentuoso Federico Chiesa e Matthis Deligt, e facendo doverosa pulizia di chi non è da Juve e non lo sarà mai, inoltre a “pensionare” chi ha già un età avanzata.
Ma sarà altresì necessario un avvicendamento dirigenziale che sappia come ricostruire una squadra dal DNA vincente.
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