Juventus-Malmoe: tango argentino

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Articolo di Alessandro Magno

 

 

Juventus-Malmoe 2-0. È andata bene anche la prima in Europa. In verità abbiamo iniziato al solito, contratti. Mi chiedo sempre del perché di questa cosa. Questa che sembra una mancanza di mentalità europea ormai cronica. Una sorta di poca fiducia nei propri mezzi. Che poi resta da capire perché aver timore di un Malmoe o di un Nordsjelland piuttosto che di un Genoa o una Sampdoria. Ma tant’è. Dicevo primo tempo così così. Freno a mano tirato. Una serie di tiri imprecisi. Un probabile rigore per noi non fischiato e qualche lieve apprensione per qualche sporadico contropiede loro. Alla fine Allegri dirà che nella prima frazione siamo stati disordinati e confusionari. Effettivamente è così.

Nel secondo tempo, complice probabilmente la strigliata (o discorso) del Mr alla squadra, la musica è cambiata di brutto. Trascinati da un grandissimo Tevez (Dio lo preservi) abbiamo schiantato gli svedesi senza se e senza ma. Due gol pregevolissimi da condividere con Asamoah e Morata, un Lichtsteiner in versione treno e un Llorente spina nel fianco a cui il portiere ha negato il gol con un paio di interventi prodigiosi, il tutto sostenuto da quel centrocampo rullo compressore che pur non brillando per idee ha frenato ogni velleità del Malmoe con un Asamoah interno direi interessante. Un gol annullato (forse buono) giusto per non farsi mancare nulla e tante tante occasioni. I tiri saranno poi più di 20. Alla fine a conti fatti siamo alla terza vittoria di fila su tre gare, con 5 Gol fatti, 0 subiti e 3527 azioni da gol. E se da un lato c è il rammarico di essere abbastanza spreconi e di faticare a sbloccare i risultati, dall’altro c’è da essere contenti che questa Juve non solo non ha smarrito il meglio di quel che sapeva fare con Conte, ma pare addirittura funzionare meglio.

Che dire? Bene così.  Sotto col Milan. Piedi per terra ma anche gioia, perché no, da esprimere. Infondo che male c’è se questa Juve fa godere? E allora godiamocela tutta. Avanti Juve. Avanti! Tango!

Ri – stratoTevez!

imageScritto da Cinzia Fresia

Ammettiamolo, che dopo il primo tempo abbiamo tremato di paura che il Malmoe, modestissima squadra ma molto arrabbiata, ci facesse neri. Primo tempo giocato male,  con tanto spreco, e incomprensioni, secondo tempo magistralmente recuperato da Tevez, che ha svolto tutte le funzioni, dal recupero dei palloni agli assist ed infine al risultato.

In realta’ la defaillance del primo tempo ha un nome, l’evidente mamcanza di Pirlo ha messo in difficolta’ i nostri piu’ di una volta,  Marchisio non ha brillato in questo avvicendamento, restando nell’ombra senza essere per niente propositivo, annientato da  una  squadra il Malmoe modesta ma molto fisica,

Tevez ha una marcia in piu’ tant’e’ che a fare il vice Pirlo si perdeva nelle mancanze altrui, ottimo anche Lichtsteiner nonostante il,fallimenti di  due gol a porta quasi vuota, benino Pogba .. E gli altri cosi cosi, non bene soprattutto Llorente che sara’ giustamente sostituito.

Come sempre strato-Tevez, o tutto Tevez, ha davvero condotto la partita dall’inizio alla fine, mettendo insieme i colleghi piu’ deboli e portandoli alla vittoria, un uomo chiave, un uomo di squadra, se dura, siamo fortunati.

A riguardo di Allegri, non pervenuto, l’allenatore lascia fare almeno in questo momento, conscio del fatto,che si puo’ fidare.

Come primo esame bene, possiamo ben sperare.

Martedi 17.09.14 – Champions League: Juventus-Malmoe ore 20.45 juventus stadium Torino

imageScritto da Cinzia Fresia

inizia a Torino il percorso in Champions della Juventus accogliendo il Malmoe, dalla Svezia, occhi puntati sulla Squadra ed in particolare sull’allenatore scelto anche  per la sua competenza in Europa.

Ritroveremo una Juventus sicuramente motivata a fare bene ed a riscattare gli anni passati non correttamente interpretati.

Ci aspettiamo molto impegno dalla fazione juventina la quale non potra’ permettersi presunzioni verso chi potrebbe di mostrarsi al di sopra delle aspettative. E’ superfluo dire che  l’obiettivo primario e’ di non perdere punti con le squadre tecnicamente inferiori alla Juve, vietato ripetere gli errori degli anni precedenti.

Juventus-Udinese: campioni d’Italia tostissimi.

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Articolo di Alessandro Magno

 

Juventus-Udinese 2-0. Seconda partita. Seconda vittoria. Seconda prova sopra le righe di questa Juve targata Allegri. Nuovo corso si dice. In parte è così. Difficile migliorare una squadra che ha frantumato ogni record, eppure bisogna provarci. Il Mister Allegri ha detto che pecchiamo in gestione della partita. Effettivamente si poteva e doveva chiudere prima. Si è rischiato anche molto appena s’è tirato il fiato, di conseguenza se tiri dieci volte in porta e fai un solo gol e gli altri con due tiri a momenti ti pareggiano, certamente c’è da correggere. Altresì se chiudi sempre le partite con una marea di occasioni come con Chievo e Udinese hai anche la consapevolezza che correggere non significa stravolgere. Che aggiustare non è certamente costruire (o ricostruire).

Si gode a vedere Tevez, Llorente, Pogba, Marchisio, Lichtsteiner. Si gode a vedere i nuovi così ben inseriti Evra, Coman, Morata. Persino chi ha avuto qualche problema come Ogbonna mi pare stia acquisendo sicurezza e continuità di prestazioni.

C’erano tanti rischi per Allegri. Trovare una squadra appagata, giocatori con la testa altrove. Giocatori che per tre anni anno lavorato con uno staff con metodi diversi da quelli attuali e quindi non per forza di cose, trovarseli pronti o anche solo adatti a nuovi metodi di lavoro e nuovi preparatori. Non dimentichiamo come gli stessi giocatori che con Del Neri non giravano, l’anno dopo con Conte volavano. Non tutto è scontato.

Invece a Torino pare proprio non sia cambiato niente. La squadra macina gioco che è una meraviglia ed è assoluta padrona del campo. Non so se per colpa delle avversarie ma a me addirittura, queste due prime uscite mi paiono meglio delle ultime dell’anno scorso dove per forza di cose i giocatori risultavano abbastanza provati. Con Allegri mi sembra di rivedere la prima Juve di Conte. Famelica. Assoluta padrona del campo, con un possesso palla francamente imbarazzante, per le altre.

Ripeto, non so se per colpa di Chievo e Udinese. In questo senso forse il Milan ci chiarirà qualcosa in più. Resta la piacevole sorpresa di poter continuare a vedere le partite della Juve e godere di una squadra veramente tostissima.

Juventus – Udinese 2-0. Sintesi.

http://www.dailymotion.com/video/x25xcpa

Più semplice del previsto

imageScritto da Cinzia Fresia

Bella vittoria della Juventus ieri sera a Torino, contro un’Udinese bisogna ammetterlo spaventosamente in ribasso dal dopo Guidolin, senza gioco ed energia.

La squadra friulana ha tentato di contenere  gli attacchi della Juventus  costanti e continui, ma senza successo.

La Juventus e’ stata leader indiscussa del match, Tevez e Marchisio veramente eccezionali, con due grandi gol. Come  l’anno scorso, la Juventus  fatica a finalizzare il gol in proporzione ai tiri che fa, e nei momenti di calo offre subito il fianco debole, rischiando di farsi raggiungere, situazione che puntualmente accade nelle  fasi del secondo tempo dove ieri  l’Udinese ha trovato il pareggio,  in fuori gioco  per fortuna per noi.

Buon lavoro dei due nuovi Pereyra ed Evra, Tevez molto forte e determinante in questo avvio di campionato   un Marchisio da inizio stagione che  ha svolto bene il ruolo di Pirlo, effettuando un gran gol, chiudendo la partita.

Anche Pogba rientra tra i migliori di questo match, sebbene si sia perso in piu’ di un’occasione, sara’ tra gli obiettivi di Allegri  lavorarci un po’ di piu’  per ottimizzarlo in vista della Champions.

Fino adesso non ho visto grossi cambiamenti sostanziali nella squadra, la quale mantiene pregi e difetti della gestione precedente, la differenza dovra’ emergere  in Champions league che puntuale arrivera’ martedi prossimo, se si vorra’ essere competitivi.

 

 

 

 

sabato 13 settembre 2014 Juventus-Udinese ore 20.45 Juventus stadium

thScritto da Cinzia Fresia

Seconda partita di campionato dopo la pausa dedicata alla nazionale, la Juventus si presenta attualmente senza alcuni titolari, e dovrà cimentarsi contro una delle solite brutte bestie che conosce bene, l’Udinese, assetata di vendetta, e pronta a tuffarsi in quelle lacune ereditate dalle gestioni precedenti.

Sarà una partita impegnativa come tutte d’altronde, con tutti gli  occhi puntati su Allegri, per il livornese sarà il secondo esame, l’attenzione mediatica  sara’ tutta  per lui, attenzione agli errori quindi, già il tecnico “comme d’habitude” è gà in polemica con i giornalisti, i quali lo punzecchiano almeno con la penna sulle  le pecche e i punti deboli circa le sue  iniziative.

Bene, godiamoci la partita, sperando che qualcuno la metta dentro e non si auspichi un altro autogol.

 

 

 

 

 

ricchiuti93

di Enzo Ricchiuti

Visti Zaza e Immobile in Nazionale bravo Marotta comunque a trattarli o scarso a non averli portati alla Juve?

Tutt’e due. Però non ne farei un dramma. Zaza è sicuramente spettacoloso però vediamolo in contesti più allenanti. Immobile penso sia una discreta seconda punta ma s’è visto di meglio.

Nostalgia di Balotelli?

No, perché non ha ancora esordito.

Conte unisce o divide?

Unisce gli italiani e divide gli juventini. Prima univa solo, sia gli juventini che lo amavano sia gli italiani che lo odiavano. Adesso fa più cose dunque. Unisce e divide. Importante non divida lo stipendio.

La quadratura del cerchio (Seconda Parte)

2 La quadratura del cerchio (Seconda Parte)

di Davide Peschechera

Allegri viene ingaggiato nel giro di pochissime ore. Eppure si rinfaccia a Conte, e a Conte solamente, l’aver lasciato la squadra al secondo giorno di ritiro. E se Conte, a maggio, è stato “costretto” a restare, come puoi imputargli di aver lasciato a Luglio? Quando almeno un dubbio sulla concertazione della faccenda non può che rimanere, visto che il giorno dopo l’addio del tecnico leccese si è chiusa con grande successo anche la campagna abbonamenti. Stesso discorso per l’accordo lampo tra Conte e Tavecchio, Federazione e sponsor Puma. Non sta né in cielo né in terra che trattative e conclusioni di contratti si realizzino in qualche giorno, quando solitamente richiedono molto, molto più tempo. Insomma, una faccenda incartata e consegnata ai tifosi, a scatola chiusa. Prendere o lasciare. L’errore fu quello di credere che una storia tra un allenatore che vuole l’affermazione personale ed un club vincente fosse una storia d’amore. Di quelle che anche il calcio sa dare. E invece negli ultimi 3 anni c’è stata solo la Juve. E non la Juve di Conte. L’hanno sempre saputo, probabilmente, Agnelli e Conte. Conte si è servito della Juve e la Juve di Conte.

Potrebbe essere un suicidio professionale, e sarebbe certamente una brutta caduta dal punto di vista umano. Lui è efficace se può lavorare coi giocatori quotidianamente, e non una volta ogni 3 mesi, anche se ha colto l’attimo con opportunismo e lucidità, preferendo ripartire dalle macerie mondiali dell’Italia di Abete e Prandelli (che in qualche modo riecheggiano i settimi posti da cui mosse i primi passi la sua Juve tre anni or sono) piuttosto che accettare la sfida di inseguire nuovi trionfi, tutt’altro che scontati, in bianconero. Si è garantito almeno un biennio di stress più stemperato, meno frequente, meglio distribuito (due partite ogni tanto anziché tre a settimana, almeno fino alla fase finale degli Europei) ma non è detto che ci sia meno pressione che alla Juve. Una via di mezzo tra la frenesia imposta da coppe e campionato e una per lui insopportabile inattività. E una nuova, stimolante esperienza.

Conte porterà in Nazionale un cambio di mentalità e di comportamento. Conte allenatore della Juventus non era un amante (eufemismo) delle intromissioni della Nazionale ma Conte ct chiede un cambio radicale di mentalità e presumo che sarà una palla ingombrante tra i piedi durante tutto l’anno. Antonio “divide et impera”, da allenatore della Juve e da allenatore della Nazionale.Conte per molti si è comportato da professionista cinico e spietato, è uno dall’ego e dall’ambizione smisurate ed ha realizzato, forse troppo in anticipo, uno dei suoi sogni. Conte è giovane, alla sua età la Nazionale è più un ripiego (o, se vogliamo, un trampolino di lancio) che un traguardo. La nazionale è sempre stata un punto di arrivo, dopo anni di esperienza nei club, nazionali e internazionali, per un allenatore ambizioso. Conte sperava ormai da mesi di avere una chiamata estera prestigiosa. A parte il Monaco nessuno lo avrebbe in realtà cercato. Poi è arrivata la telefonata di Tavecchio; certo prestigiosa, certo affascinante, certo importante, ma pur sempre una seconda scelta. Lui dice che voleva fermarsi un anno per aggiornarsi, guardare partite, seguire giocatori, imparare l’inglese, tutto in attesa di una chiamata da un top club. Tutte cose compatibili comunque con l’impegno da selezionatore, una seconda scelta, un impegno meno gravoso dell’allenatore di un top club. Potrebbe crescere, diventare più forte e ancora più preparato

Conte ha chiesto un ruolo da manager, non solo da allenatore. Una vera e propria rivoluzione sul modo di gestire una Nazionale. Libertà d’azione, carta bianca nella gestione tecnica, progettuale e logistica di tutto ciò che riguarda la sua Nazionale. Stage durante il campionato, almeno due-tre l’anno, oltre ai normali ritiri. Rapporto continuo, capacità d’interazione e contatti costanti con le società senza troppe spigolature, garanzia di collaborazione con gli allenatori e i club. Continui faccia a faccia con i colleghi dei club per capire la forma dei propri giocatori e via dicendo. Su questo Conte non ha ammesso deroghe e ha chiesto impegni scritti, condizioni nero su bianco. Conte vorrebbe essere un CT di Nazionale sui generis: un tecnico a tempo pieno senza staccarsi dal lavoro quotidiano, quasi che l’Italia fosse un normale club. Monitoraggio sule giovanili. Stipendio adeguato. Conte ha chiesto e avrà in pratica le chiavi di Coverciano. Ciò che insomma voleva alla Juve. Vuole strutturare con uomini suoi. Richieste molto “dure” come quella di volere tutto il suo staff, Alessio e Carrera secondo la logica de “ne usciamo con le ossa rotte”. Repulisti storico. Con i club che non sono nelle condizioni di fare i sofisticati” e possono solo/devono accogliere volentieri Conte con tutti i suoi capricci. L’ ambizione è al tempo stesso la forza e il limite di Conte. Forza perchè lo porta a misurarsi con realtà ridotte male, limite perchè quando intravede la possibilità di non poter più vincere/migliorare è tentato dal lasciare e ricominciare altrove. Questa ambizione lo porta a confrontarsi con ambienti a lui a volte ostili per conquistarli dall’interno e a fare i propri interessi. Ma siamo sicuri che li abbia fatti? Conte non parla bene Inglese, ha uno stipendio alto (confermato in Nazionale), non ha nel curriculum di allenatore grandi vittorie internazionali, è uno che ha bisogno di un team dal budget alto che faccia un mercato costoso essendo molto esigente, pretendendo giocatori che chiede e non limitandosi a “profili di giocatori”.   Lasciata la Juve, quale squadra di club coi soldi lo avrebbe potuto chiamare? Forse solo il Monaco o altre squadre che oggi ci sono, domani chissà. Rimanendo alla Juve secondo me nel lungo periodo avrebbe potuto fare maggiormente i suoi interessi, agganciandosi ad una squadra in crescita, italiana, che gli avrebbe perdonato (quasi) tutto, assicurandogli sempre uno stipendio a lui gradito. Insomma, ha fatto una scelta azzardata e solo la Nazionale avrebbe potuto accoglierlo.

La formula finale dell’intesa sul contratto che ha portato l’ex allenatore Juve sulla panchina dell’Italia sottoscrive due accordi, per una cifra complessiva di 4 milioni netti l’anno che può salire a 4.5 in caso di qualificazione all’Europeo. Tutte e due sono con la Federcalcio: il primo (2 mln) come ct e coordinatore delle nazionali giovanili unificando ruoli e compensi di Prandelli e Sacchi; il secondo per la cessione al cento per cento dei diritti di immagine alla Federazione. Contestualmente la Figc girerà a Conte altri 2 milioni netti l’anno, assicurati da Puma per lo sfruttamento dell’immagine del ct, e in caso di qualificazione un milione nel biennio sempre dallo sponsor. In questo contesto, Puma ha ottenuto dalla Figc il prolungamento della partnership dal 2018 al 2022. Insomma, un compenso “allineato ai costi della precedente gestione” se non ci fosse stato l’intervento dello sponsor che, come azienda privata, ha deciso di investire su Conte perché lo ritiene più bravo degli altri. Volevano che Conte allenasse gratis, magari legato con le catene visto che “è stato condannato dalla giustizia sportiva in passato”? Può non piacere il contratto a Conte, perché ha imposto le sue condizioni ma l’Italia le ha accettate con la testa bassa.

Sappiamo tutti benissimo che ora Conte è destinato e condannato a vincere. Forse per lui questa è una sfida alla sua portata, più alla portata di un altro Scudetto alla Juve con raggiungimento dei quarti di CL, e questo ha fatto la differenza. Ma per fare meglio di Prandelli non al Mondiale, ma all’Europeo, può solo vincere. Scelta coraggiosa e rischiosa. La  Juventus ha caricato di ogni responsabilità Conte. Non è stato solo l’allenatore ma l’immagine della Juventus, quella di chi non si arrende mai (fino alla fine), l’allenatore che davanti ai microfoni ha offerto l’unica difesa alla società più antipatica d’Italia. L’allenatore della svolta, l’arrogante messo sotto accusa da chiunque. Il progetto Conte ha portato vittorie, Conte ha fatto godere noi è ha fatto rosicare tifosi avversari, addetti ai lavori, giornalisti, tutti. Li ha fatti impazzire di rabbia. Ha fatto rivedere, rivivere, riapparire l’incubo, il fantasma di un ritorno alla Juve pre-Farsopoli. La grinta della squadra ha dato ad ogni Scudetto conquistato una nomea ben precisa: il primo è stato quello vinto da imbattuti, il secondo quello della conferma, il terzo quello dei 102 punti sbattuti in faccia a chiunque. Tre anni di dominio e record infranti. Entrambi, dirigenza Juventus e Conte, si sono rimessi in gioco. Vediamo dove vanno: un po’ come quando si separano i gruppi rock di successo, in fondo… (cit.). Biennale per lui e biennale per Allegri, tutto fa pensare che, in fondo, quello di Conte sia solo un arrivederci. ci sarà sempre tempo per tornare a casa, ricalcando le orme di Trapattoni e Lippi. L’esordio contro l’Olanda avverrà il 4 settembre a Bari, tra pochi giorni. Sarà un ritorno al passato e la prima tappa verso il futuro. E noi dobbiamo voltare pagina. Il tempo di vedere Conte all’opera e poi sarà di nuovo campionato. Intanto siamo ripartiti così come ci eravamo lasciati. Vincendo. Buona stagione a tutti.

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La prima di campionato

image Scritto da Cinzia Fresia

Non ho visto la partita ma  ho saputo che si e’ vinto 1-0 e cosi mi sono documentata attraverso i giornali, sostanzialmente ci sono due modi di vedere l’accaduto, quella del tuttosport il quale indica la Juventus come leader della partita particolarmente sfortunata per le numerose traverse, ed i falliti tentativi di raddoppio  e quella della gazzetta dello sport, dominio del Chievo, Juventus fortunata.

 

non avendo visto il match  non posso dire, pero’ all’unanimita’ 3 traverse e tutto il resto e’ un po’ tanto, per la prima di campionato e contro certo una brutta bestia,  ma pur sempre un’avversaria da meta’ classifica.

Puo’ essere, un caso, certo lo sara’, ma la squadra e’ al momento sempre la stessa, cioe’ quella costruita da un altro, che se funzionava l’anno scorso, potrebbe andare bene anche quest’anno, la novita’ sono stati i riflettori su Coman, che pare sia andato benino.

Vada per la vittoria anche con un autogol, vorrei solo avvisare tutta la Juventus che la fortuna non dura in eterno, e di pensare di fare qualcosa, cioe’ tirare in porta e fare gol possibilmente, e smettere di prendere traverse contro le squadre minime.

Cio’ che mi fa impressione, e’ quando gli speaker radiofonici che chiamano la Juventus, la squadra di Allegri,  mi rendo conto che stanno parlando proprio   di noi, mentre Conte se la ride, mettendo la nazionale a dieta,  noi aspettiamo tempi migliori.

 

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