Se non segna Tevez …segna Vidal
Son ancora qui che penso alla modalità del Cesena di ieri sera, perchè un episodio mi ha colpita, quello dove se la prendono con Chiellini il quale interviene in modo massiccio su un avversario tirandolo giù, l’allenatore Bisoli ha chiesto moderazione considerata la difficoltà e il risultato, per carità ..ci può anche stare, ma non so se il Cesena si è visto, hanno iniziato con calci e pugni tant’è che l’arbitro ha ammonito mezza squadra, non è che prendendo a calci l’avversario ci si guadagni anzi, normalmente si ottiene il contrario, tant’è che pronti via, un rigore pro ce lo hanno dato.
Il risultato è stato evidente e denota che il Cesena più di tanto non poteva fare, tuttavia si sono impegnati soprattutto a difendere o a contrastare gli attacchi juventini, che peraltro hanno segnato anche poco rispetto ai tentativi. Comunque l’uomo partita è stato decisamente Vidal, a riguardo di Giovinco, premiato dai giornalisti come uomo partita, posso dire di non esserne convintissima, ha giocato bene e si è molto impegnato e ci ha provato, forse la punta non è il suo ruolo, ed è un problema che avvolge questo giocatore dall’inizio della sua carriera. Purtroppo il suo non essere forte e non veloce lo condanna ad essere abbattuto il più delle azioni, e quindi di sbagliare spesso.
Nonostante l’avversario modesto, anzi, modestissimo ma molto falloso, gli attaccanti della Juve non riescono a segnare, la squadra ripiega sui centrocampisti, Vidal e Lichtsteiner, un problema che si protrae dal dopo calciopoli e che puntualmente ogni allenatore succeduto lascia in eredità all’altro, vedremo se l’Allegri riuscirà a risolvere questo problema.
Ci manca un attaccante che affianchi Tevez, perchè non potrà segnare sempre lui, e l’alternativa diventa a questo punto una necessità. La Juventus del Turn over, è riuscita a portare un bel risultato, corretta l’idea di preservare i campioni utili per le prossime competizioni.
mercoledì 24 settembre 2014 Juventus-Cesena ore 20.45 Juventus Stadium Torino
Corre come un treno il campionato di Serie A, archiviata la partita con il Milan, la Juve incontra in casa il Cesena reduce da un pareggio lo scorso sabato contro un complicato e fastidioso Empoli. Come tutte le squadre da media-bassa classifica se la giocherà per orgoglio, in quanto consapevole del prestigio e superiorità in tutto dell’avversario, e proprio per questo non devono esserci cali di tensione.
Nel frattempo la Juventus oltre ad allenarsi non deve sedersi troppo e fare la prima della classe, che il campionato e lungo e può accadere di tutto, non è detto che chi attraversi una fase negativa duri per sempre, quindi ritenere la Juve e la Roma uniche aspiranti al titolo è prematuro e poco prudente. In attesa del ritorno di Pirlo, la Juventus si allena affrontando un problema alla volta, a quanto pare bene, vista la serie di vittorie continue.
Il punto sulla Champions.
Articolo di Alessandro Magno
Il campionato è andato con la bella vittoria sul Milan vittoria che permette alla Juve di rimanere in testa alla classifica con la Roma. Sembra riproporsi così il duello avvincente della scorsa stagione e se l’anno scorso la Juventus ha demolito l’avversario con un Campionato da record totalizzando alla fine ben 102 punti ( record assoluto), quest’anno sarà oltremodo difficile ripetere una tale impresa. Tuttavia la squadra pare motivata e in forma e non sembra aver smarrito quella buona verve che gli ha consentito di vincere ben tre scudetti di fila. Questo nonostante il cambio del Mister. E’ così che con un occhio al campionato e l’altro alla Champions i ragazzi si apprestano a preparare le nuove gare. Madrid è alle porte. Ci aspetta un Atletico che vorrà riscattare la brutta sconfitta per 3-2 in Grecia. Partita che si era messa sul 3-0 per l’Olympiakos e prestazione che non faceva certo onore alla squadra di Simeone che è pur sempre vice Campione d’Europa. Sarà una lotta dura con gli spagnoli che probabilmente recupereranno Mandzukic e che cercheranno di vincere, anche e soprattutto, perchè una sconfitta o un pareggio per loro potrebbe essere già molto compromettente sul raggiungimento dell’obiettivo qualificazione. La Juve avrà dalla sua la tranquillità di poter giocare contando sul fatto di andare da prima in calssifica (con Olymipakos) fatto che non accadeva da un pò di tempo, visto che con Conte i gironi di Champions League sono stati sempre abbastanza complicati. Sarà soprattutto la prossima gara interna Juventus -Olympiakos che per la Juve sarà decisiva. I nostri tifosi saranno felici di poter seguire la squadra e acquistare i biglietti, per seguire la Juve da vicino allo Juventus Stadium. Oggi, ancora di più dopo la vittoria contro gli spagnoli di cui s’è detto, battere i Greci significherebbe mettere una seria ipoteca sul passaggio del turno. Questo indipendentemente dai risultati delle altre. Sappiamo che il girone si conquista prima di tutto in casa e dopo nelle altre GARE DI CHAMPIONS. Magari proprio quelle contro le piccole o le cosidette outsider quelle che negli anni scorsi ci hanno sempre tolto punti preziosi. Quattro partite vinte su quattro fra campionato e coppa fanno però essere fiduciosi. Quattro vittorie senza subire neppure una rete. La nuova Juve targata Allegri sembra poter figurare bene su tutti i campi d’Italia e d’Europa. Chi ben comincia è a metà dell’opera. E noi abbiamo cominciato molto bene.
Milan – Juventus 0-1: catenacciari-svenenti vs calciatori.
Articolo di Alessandro Magno.
La partita è stata una partita a senso unico, soprattutto nel secondo tempo dove fino al gol si è giocato praticamente nell’area del MIlan. A creare questa situazione è stato principalmente l’atteggiamento rinunciatario del Milan che probabilmente consapevole della propria (poca) forza ha impostato una partita sul catenaccio. Probabilmente sperando in una Juve arrembante che si scoprisse e porgesse su un piatto d’argento un contropiede facile facile, o al limite cercando di portare a casa il punticino che in questo momento, per questo Milan, sarebbe stato oro colato. Ad agevolare questa situazione ci ha pensato Rizzoli, così spaventato dal fischiare pro-Juve che nel dubbio ha fischiato sempre pro-Milan, specie nel primo tempo. Che ha tollerato un gioco esageratamente maschio, ed è curioso come fra le due squadre gli ammoniti ce li aveva solo la squadra che attaccava mentre all’altra che difendeva era concesso di randellare liberamente. A prova di questo basti notare come ammonisca Marchisio per un fallo che probabilmente subisce da Muntari, mentre sorvoli su un fallo a gamba tesa di Menez su Caceres appena dopo. Così come sorvoli su diverse manate in faccia di De Jong e dello stesso Menez ed arrivi ad ammonire Asamoah e Torres nel finale quando c’è solo da ammonire Torres (sempre per una manata).
Ma la partita fila via liscia senza particolari problemi anche per l’arbitro visto che, come detto, si gioca a una porta. Buffon deve compiere solo due interventi in tutta la partita, di cui uno solo serio che è quello su Honda, sfuggito alla marcatura di Asamoah che di testa proprio non ne prende una. L’altro, a pugni chiusi su tiro di Menez, è normale amministrazione. Non così Abbiati che è costretto a sbrogliare su diversi tiri da lontano su un incursione di Llorente e che quando non ci arriva da se, sarà il palo a graziarlo su un tiro di Marchisio. Alla fine sarà un uno-due da campioni fra Tevez e Pogba a sbrogliare la matassa e la Juve vincerà con pieno merito. A purgarli sarà nuovamente Tevez. Pare destino.
Questo per quanto riguarda il calcio giocato, e i tifosi di ambo le parti, intervistati da quelli di Mediaset Premium, e i due allenatori (onore a Inzaghi) ammetteranno sostanzialmente che quello che ho descritto sopra è quello che è stato. Dovrebbe finire qui senza se e senza ma. Purtroppo in Italia va per la maggiore il calcio chiacchierato.
E’ così che Graziano Cesari seguendo lo schema ormai supercollaudato del prima di do una carezza e dopo uno schiaffo, del prima butto una scartina e poi ci metto il carico, che alla moviola, dopo aver fatto notare che Marchisio non è da ammonire, tira fuori il ”caso” del rigore su Menez, che a suo dire è ineccepibile quantunque Menez esageri nella caduta (detto da lui). Spalleggiato da Tacchinardi e Sacchi (ahimè per entrambi) che gli danno ragione, si fa vedere una sola immagine ripresa dalla parte di Menez in cui si vede una gamba di Marchisio, ma non essendoci la ”profondità” dell’immagine non si vede chiaramente se i due si toccano, anche se per Cesari si toccano senz’altro. D’altronde c’è la Juve di mezzo. Tutto senza considerare il fatto che pure se il tocco ci sia o meno, non basta quello per accordare un rigore. Il tocco deve essere almeno così sostanzioso da frenare la corsa o causare la caduta dell’attaccante, e francamente qui sembra una palese simulazione di Menez che praticamente sviene e che ha già pensato di andare a cercare un contatto nel momento stesso in cui ha pensato di fare il gioco di gambe con il colpo di tacco. Questo è palese per chiunque abbia mai giocato a calcio e Tacchinardi avrebbe dovuto farlo notare, ma forse vige una regola che fra loro non si devono contestare. D’altronde li paga tutti lo stesso datore di lavoro. A pensare male si fa peccato ma Menez come discepolo di Inzaghi non è male. Uno che i rigori, usando un eufemismo, se li sapeva procurare.
Insomma un presunto rigore che se lo facessero vedere alla TV inglese ci riderebbero in faccia per un mese. Fra l’altro negli ultimi 10 minuti di partita nell’area juventina è un continuo svenimento: Torres, Pazzini, Menez. Ormai frustrati dal non riuscire ad arrivare al tiro cadono tutti come tordi sparati a ogni minimo tocco. Pure la Gazzetta dello Sport, noto giornale vicino alle milanesi, sentenzierà che non c’era alcun rigore. Solo al solito il Corriere dello Sport e di Trigoria ne farà un caso cogliendo la palla al balzo. Cosa non si fa per vendere un pessimo giornale. Peccato non si consideri che poi quando si aizzano le folle si rischia volino le spranghe e i coltelli. Perché è indubbio che in Italia manca totalmente la cultura sportiva per colpa degli Italiani ma anche soprattutto per colpa degli addetti ai lavori. Ma questa è un’altra storia.
Tornando alla partita, siamo alla quarta vittoria su quattro con zero gol subiti che non è affatto male. Nelle partite di calcio in fondo sono solo due le opzioni che contano. Vincere o meno. E noi abbiamo vinto. E vincere con merito o per fortuna e/o casualmente. E noi abbiamo vinto meritatamente. Tutto il resto sono chiacchiere da Bar.
Tevez forever!
Non vorrei smorzare gli entusiasmi, anzi, dopo una così vittoria per mano dello stesso attaccante non c’è che gioire, vincere “pronti via” con il Milan ad inizio campionato non è da tutti i giorni, tuttavia tutti questi commenti di magnificazione dell’impresa li prenderei con beneficio di inventario.
La prestazione di ieri sera cosolida il “più che in forma” Carlitos Tevez, firmatario della vittoria un briciolo in extremis, concepita da un’azione straordinaria tra lui e Pogba, un altro che sta benone. Un gol realizzato dopo una scivolata! Non si tratta solo di talento fisico ma di intelligenza nello sfruttare qualunque occasione nata anche da un errore, l’ho visto fare solo da lui e Vidal.
Che dire ..meno male che l’abbiamo noi .. e non il Milan, Carlitos è raggiante e gioca benissimo, compensa con la sua forza anche la mancanza di Pirlo, fondamentale riferimento del gioco attuale della Juventus, dobbiamo solo sperare che la sua voglia di gol contagi anche qualcun altro, per non lasciare tutto il peso dell’attacco all’argentino.
Sebbene la Juventus come gioco abbia dominato in entrambi i tempi non è stata così schiacciante come sarebbe stato opportuno ed in proporzione ai tiri che ha effettuato, l’unica arma nelle mani del Milan poteva essere la difesa che ha operato creando non pochi problemi alla Juve, la quale ha trovato il gol a secondo tempo inoltrato, unica beffa della serata firmata Tevez: lo scivolone del giocatore ha colto di sopresa la difesa che non ha dato peso allo scambio dei due giocatori Juventini, i quali firmeranno la vittoria della Juve.
Anche con un solo gol si va a casa contenti, battere il Milan è sempre una bella soddisfazione, l’aria a San Siro non era tra le più respirabili, l’arrivo di Allegri ha suscitato delle reazioni non piacevoli nell’ambiente del Milan, e d’altronde c’era da aspettarselo, il tecnico di Livorno è sempre un po’ sotto controllo dai tifosi della Juve e certamente poco apprezzato da quelli del Milan che lo ritengono responsabile dei fallimenti milanisti degli ultimi tempi, tutto sommato ieri si respirava una situazione abbastanza paradossale, vi sarete accorti di quanti complimenti e attestati di stima riceviamo, essendo abituata a leggere solo cattiverie ed insulti, tutta questa “carineria” da parte di Stramaccioni la vosta scorsa e Inzaghi ieri mi fa un po’ paura, tutte queste affermazioni che trasudano falsità potrebbero essere un elementi di destabilizzazione per noi, quindi occhio alle sviolinate e teniamo i piedi per terra che il campionato è appena iniziato e può succedere di tutto.
Sabato 20 settembre 2014 Juventus-Milan ore 20.45 Stadio Meazza – Milano
Senza sosta le fatiche della Juventus proseguono gia’ con uno scontro diretto in trasferta, a Milano contro il Milan, squadre fresche di successi e con desiderio di continuare a vincere. La Juventus dovrà affrontare la fazione milanese con alcune assenze che peseranno in difesa ed a centro campo.
Per l’allenatore Allegri sarà un campo durissimo comunque vada il risultato. Entrambe le squadre hanno le medesime possibilità di farcela, la Juventus di Tevez dovrà impegnarsi al massimo per contenere gli attaccanti rossoneri, Allegri dovrà inserire l’attaccante di supporto a Tevez, eviterei Llorente considerata l’assenza di Pirlo.
ricchiuti94
di Enzo Ricchiuti
Ho la sensazione che con Allegri la Juve vada addirittura meglio. È così? Cosa è cambiato se è cambiato qualcosa?
Meglio è presto. E difficile. Però al momento i risultati ci sono, in 3 gare zero goal subiti, la qualità delle prestazioni mediamente alta. Cosa è cambiato ? La striscia negativa di Allegri ad inizio stagione non esiste più.
Quanto incide Tevez in questa squadra?
In Cl è stato il migliore. In campionato Caceres. Tevez era un buon giocatore, qui è diventato meglio.
La Vuelta è andata a Contador.
Ha dimostrato di essere più forte di tante cose. Più forte delle fratture, ad esempio. Si è amministrato bene, ha un cervello superiore alla media che si coniuga bene con il resto, stile, bellezza, gambe. Il bello di questo terzo Giro di Spagna che ha vinto è che non ci sono state imprese da parte sua ma un controllo costante della gara. Ha 32 anni, 3 Tour, 2 Giri e 3 Vuelta. Froome è un extraterrestre più giovane e in una squadra meglio organizzata e quest’anno non è mai riuscito a prenderlo. Gli altri, i terrestri, non esistono. Nibali ? Ha vinto meno di un terzo di quel che ha vinto Contador. Paragoni sono difficili. Ora li fanno. Dopo la Vuelta un po’ meno.

















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