Una Juventus brutta e stanca non ce la fa a Firenze. Fiorentina-Juventus martedì 25 settembre 2012 – Stadio Artemio Franchi – Firenze

 

 

di Luna23

 
Penso sia la prima volta dall’era Contiana ora Carrera, che la Juventus non giocava così male, una noia tremenda, una squadra scontata, inefficace e alla fine molto fortunata. Sappiamo cosa vuol dire andare a Firenze, con i coltelli nei denti,  la Juventus ha sempre risposto per le rime.

Stasera la poesia l’hanno recitata loro .. La Juventus non è mai entrata in partita ha esclusivamente tentato di contenere l’attacco avversario per tutti i 90 minuti, sarà stata la stanchezza, la scarsa o nulla lucidità, ma è la prima volta che la Juve si è permessa solo un tiro e mezzo in porta. I nostri difensori costantemente minacciati dall’attacco concreto dei viola,  hanno concesso troppo spazio,  per fortuna un Buffon sempre vigile e attento ha conservato il record di imbattibilità della squadra,  ma che fatica…

La Juventus di stasera era irriconoscibile, debole, vuota e senza idee, il fischio di termine partita è arrivato come la manna dal cielo.

Cosa dire di questo match? Molto poco se non che la Juventus è stata sotto controllo dal primo e al secondo tempo dall’avversario  e non ha perso grazie ad Asamoha e Pogba, il resto il buio totale. Reparti slegati, qualche scintilla che non ci vorrebbe in questo momento .. risultato un pari stiracchiato, un  lusso in queste condizioni.

Al posto dell’allenatore Le sostituzioni  operate da Carrera non hanno cambiato  praticamente nulla, e non si sono capite fino in fondo.  Pirlo a parte un tiro non è quasi mai esistito, corretta l’entrata di Pogba, l’attacco Quagliarella e Giovinco è stato fallimentare, ma se uno doveva uscire, non era certo Quagliarella, Giovinco ha fallito quelle poche occasioni da gol, tiri sbagliati e azioni improprie non hanno permesso all’attaccante di essere protagonista della partita, meritava di uscire, l’ingresso di Vucinic che aveva creato molte aspettative non ha modificato l’assetto, idem per Marchisio.

Detto ciò, pare che la Juve non stia riuscendo a reggere i ritmi Campionato-Champions, e si stia spegnendo come una candelina, peccato che sabato ci aspetta la Roma di Zeman che non avrà pietà, ce la faranno i nostri a riprendersi? Tanti interrogativi mi assalgono.. tipo perchè Bonucci è rimasto in campo visto che aveva male e non riusciva a correre? Per quale motivo Giovinco non è uscito?.  Domande che rimarranno senza risposte. In più, quest’anno vedo uno spogliatoio un po’ anomalo, la coppia Quagliarella-Giovinco pare non funzionare al meglio, e stasera ha regnato il “misunderstanding” continuo.

Speriamo sia solo una serata storta, ma l’assenza di Pirlo preoccupa. E’ dall’inizio del campionato che non fa una partita decente, sembra il fratello gemello debole di quello dell’anno scorso, eppure di lui abbiamo bisogno, non ce la caveremo certo solo con Vucinic o Pogba, occorre recuperarlo senza perdere troppo tempo .. sennò come faremo a sopportare il peso di questa stagione?

Luna23

 

ricchiuti7

1 – Considerazioni su Chelsea-Juventus?

molti errori in fase di disimpegno. con gli esterni troppo alti fatichiamo a coinvolgere pirlo nel giro palla e finiremo col pensionarlo in anticipo. non che mi dispiaccia. odio le dipendenze dal bel gioco: preferisco fidarmi delle squadre brutte ma carismatiche. non sono contento né scontento. però mi diverte soltanto vincere. il ’68 si diede uno slogan: “non è che un debutto”. è pane per gli ottimisti. ma il ’68 fu un pareggio.

2 – Rinnovo di Marotta: meritato?

chiunque arrivi alla juve che non sia moggi merita di stare in quel posto perché evidentemente si vuole che quel posto possa davvero essere occupato da chiunque.

3- A proposito di mercato: Prenderesti Llorente a gennaio? E Bendtner chi e’?

llorente no. perché è basco, abituato a un ambiente chiuso, a una squadra infarcita di ideologia e campanilismo. sa di vecchio benché giovane. non ha vinto niente, non è nessuno. la cosa più grande che ha è il prezzo di acquisto. bendtner ? al momento è un utente twitter molto simpatico e tendente a usare i media per farsi notare e che juventini a parte non si fila nessuno. l’abbiamo strappato al siena. pare tenda all’ingrasso. c’è molta curiosità per vederlo. non si sa di preciso per vedere cosa, se l’adipe o il tiro.

Fiorentina – Juventus, per la continuità.

di eldavidinho

Fiorentina-Juventus è l’anticipo del martedì sera che dà il via al primo turno infrasettimanale dell’anno calcistico. La squadra che troveremo al Franchi è, sino ad ora, è una delle rivelazioni del campionato, trascinata dal suo giocatore migliore, quello Stevan Jovetic che la Juve ha tanto desiderato in estate, ed indiscussa regina del mercato. Con ben 20 acquisti(inclusi seconde metà del cartellino e svincolati) ed un’età media di 24,8 anni, la Fiorentina ha ringiovanito e dato nuova linfa ad una squadra lo scorso anno arrivata al tredicesimo posto ma che ha, sino ad ora, disputato un ottimo campionato attraverso la ricerca del bel gioco, di ottime geometrie e tanta voglia di fare e di rifarsi. A testimonianza di ciò che dico ci sono le statistiche che sino ad oggi, parlano di una media del 59% di possesso palla, 55,4% di contrasti vinti e 55,8% di contrasti aerei vinti, dell’83,7% di passaggi riusciti e solo l’11% di passaggi lunghi, 66 cross in totale. 43,8% di tiri nello specchio, attaccando senza preferenze da qualunque zona del campo.

Ma Fiorentina-Juve non è solo una partita che merita di essere raccontata attraverso le statistiche. È una partita che da sempre si gioca prima fuori che dentro il campo perché l’avvicinamento alla sfida ha fatto parlare tanta gente, da semplici addetti ai lavori ad avvocati a gente comune. Ce n’è di tutti i tipi. Parliamo in particolar modo di un certo Filippo Pucci che nella lettera mandata al presidente Abete critica la tanta tolleranza che si sta utilizzando nei confronti di Conte che, stando alla lettera, non dovrebbe neanche poter entrare in uno stadio. Vogliamo parlare anche di Mencucci, dirigente Fiorentina? “Un consiglio a Conte: le partite si possono guardare in tv”. Tutto fanno tranne che calmare le acque. Quello di Mencucci è solo l‘inizio di un tentativo per farci innervosire. Rimanendo in “tema viola” c’è anche il mister Montella che “Spera che Conte non vada negli ‘sky box’ del Franchi. Li aveva chiesti anche lui una volta e non glieli hanno dati. Gli dispiacerebbe se ci fosse una diversità di trattamento”. Poi ci sarebbero anche le lamentele di Di Matteo per i tackle di Bonucci su Oscar e l’intervento di Barzagli su Harzard dopo la partita di Coppa, se proprio non vogliamo farci mancare niente. E l’esposto di alcuni tifosi del Napoli, tramite l’avvocato Di Cicco, alla procura di Parma e Roma, e alla Federcalcio, che chiedono la ripetizione della Supercoppa “macchiata dagli evidenti errori dell’arbitro Mazzoleni”. Abominevole. Qualcosa di disgustoso che farebbe inorridire chiunque in un paese sano e giornalisticamente corretto.

Tornando al calcio giocato, la Juve contro il Chievo ha messo in tasca la la 6° vittoria consecutiva che, senza lo sciagurato pareggio dello scorso anno contro il Lecce, sarebbe potuta essere la 15esima di fila. 11 gol fatti e solo 3 subiti. 43 il numero di gare senza sconfitte. Marziani. È il termine giusto per questi ragazzi che anche contro il Chievo hanno giocato una gara fantastica, di una intensità e una cattiveria agonistica fuori dal normale. Abbiamo trovato il nostro modo ideale di fare turnover, la formula vincente: i panchinari nel primo tempo, qualche titolare nel secondo e tutti riposano. A ruota. Con la squadra che carbura, si carica, tiene botta agli avversari(che scelgano di fare o una gara di contenimento o una gara di pressing non ha importanza) e, come un diesel, dà il massimo quando i suoi avversari calano. Nonostante un Isla timido, un Pogba fuori dal gioco, un Chievo ben coperto. Partita tattica con Juve in salita nel primo tempo. Poi dominio totale ma sterile. Gioco lento, prevedibile ma con intensità, la stessa di sempre. Ed è questa l’arma che ci permette di effettuare allucinanti variazioni di ritmo. Poi, infatti, la svolta e la doppietta di Quagliarella che trafigge nel giro di 5 minuti, finalmente, un Sorrentino in stato di grazia, proprio come lo scorso anno, prodigioso nel primo tempo su Quagliarella, Giaccherini e Asamoah e nel secondo su Chiellini. Alla fine tutti bene, anche Bendtner e Lucio, finalmente. Instancabile Asamoah. Rimandato solo Isla ma entrerà negli schemi anche lui. Impressionano tutti, non c‘è mai uno che spicca più di altri. Ogni partita sale in cattedra qualcuno. E parte lo spettacolo. Non mi stancherò mai di ribadire che questa squadra è un’orchestra perfetta: possono cambiare i musicisti, ma la melodia è sempre deliziosa. A testimoniare il dominio assoluto che c’è stato nella gara contro il Chievo, da sempre nostra bestia nera, ci sono le statistiche, come sempre. La supremazia nel possesso palla è ormai una costante e sabato sera è stata del 62%, con 712 palle giocate, contro le 470 degli avversari. Anche la percentuale di passaggi riusciti, 72,5% è in linea con quella delle ultime gare, così come i 12 minuti e 24 secondi di supremazia territoriale, ben sette in più del Chievo. Quasi imbarazzante la differenza tra la pericolosità della Juve e quella degli uomini di Di Carlo: 82,9% (meglio la Juve aveva fatto solo a Udine), contro il 22,9%. I miglioramenti che si stanno raggiungendo sono sotto gli occhi e bisogna dare veramente atto a Conte e Carrera del lavoro che stanno facendo. Lo scorso anno questa gara l’avremo pareggiata. La “seconda Juve di Conte”, quella versione campione d’Italia, gioca per il momento peggio dello scorso anno, ma è più solida, convinta e concreta. Sa leggere le debolezze dell’avversario, è capace di non scoraggiarsi e ha pazienza. Una virtù propria dei forti. Anche con le seconde linee in campo che lasciano a riposo i pezzi da novanta, la musica è la stessa.

La Fiorentina invece viene dal rocambolesco pareggio col Parma. Passato in vantaggio con un gran gol dalla lunga distanza di Roncaglia, non riesce a tenere il match nelle mani e, nel finale di secondo tempo, prima sbaglia un rigore con Jovetic, poi si fa rimontare dal gol di Valdes. Un problema emerso sino ad oggi è priprio quello della mancata capacità di saper concretizzare e gestire situazioni di risultato favorevole. La Fioentina o lo fa, o lo subisce il gioco. Non c’è via di mezzo. Ed la maturità che probabilmente manca ad una squadra giovane, sì in rampa di lancio dopo i fallimenti degli ultimi anni ma in fase di costruzione.

Fiorentina-Juventus si è disputata 73 volte in campionato. E’ un terreno davvero ostico quello toscano: siamo riusciti a prevalere solo in 20 circostanze, a fronte di 25 sconfitte e 28 pareggi. Il penultimo successo della Juventus risale al 6 marzo 2010, quando sotto la gestione Zaccheroni i bianconeri si aggiudicammo l’incontro per 1-2, grazie alle reti di Diego e Grosso, intervallate dal momentaneo pareggio dell’ex Marchionni. Con DelNeri, si concluse con uno scialbo pareggio a reti bianche, risultato perfettamente rispecchiante l’andamento stagionale delle due squadre. A Firenze La vittoria più corposa risale a quella dello scorso anno, un 0-5 senza storia. Una gara messasi subito in discesa grazie alla precoce espulsione di Cerci e statistiche che emisero un verdetto impietoso: 72,7% di possesso palla, 774 passaggi effettuati di cui 723 utili(il 94%). Un plebiscito. Altra vittoria larga quella della stagione 1994-95, la prima con Marcello Lippi. Un 1-4 con rete di Vialli al volo, rigore di Roberto Baggio, terzo centro di Ravanelli e poker servito da Marocchi. Lontano di oltre 13 anni invece l’ultimo successo gigliato, che il 13 dicembre 1998 riuscì a battere la Juventus (in 10 per oltre un tempo a causa dell’espulsione di Montero, ndr) per 1-0, grazie alla rete messa a segno da Gabriel Omar Batistuta al minuto 58. La Juventus è infatti imbattuta nelle ultime 11 trasferte contro la Fiorentina considerando ogni tipo di competizione. Ma Fiorentina imbattuta nelle ultime 6 partite in casa in SerieA. Il capocannoniere juventino degli incontri a Firenze è Roberto Bettega, con 4 centri in altrettante partite: due vittorie (1-2 nel 1971 e 1-3 nel 1977), un pareggio (1-1 nel 1976); una sconfitta (2-1 nel 1980). Le reti viola sono 96, quelle bianconere 84. Dal 2006 2007, però, la Fiorentina non partiva così bene quando c’era ancora Luca Toni, il grande cavallo di ritorno dell partita nonché ex bianconero. E ora qualche statistica su di noi.

C’è grande attesa e il tutto esaurito al Franchi per questa sfida. Montella dovrebbe affidarsi ancora al 3-5-2 con Pasqual che torna dal 1′ minuto sulla fascia sinistra e Cuadrado confermato a destra. In mezzo al campo ballottaggio Migliaccio-Fernandez per sostituire l’infortunato Aquilani. In avanti Jovetic dovrebbe essere spalleggiato da Ljajic, panchina iniziale per Toni e Seferovic. Infine da monitorare le condizioni di El Hamdaoui alle prese con una infiammazione al ginocchio.

Per noi in difesa torna titolare Barzagli, mentre a centrocampo Pirlo e Vidal dall’inizio. Sulla fascia destra dubbio per Conte tra Lichtsteiner e Isla, mentre a sinistra ci sarà Asamoah. In avanti confermati Quagliarella e Vucinic. Indisponibili Padoin e Pepe. Non ci sarebbe da stupirsi se Conte dovesse decidere di far rifiatare ancora qualche uomo come Bonucci, Marchisio o Vucinic. Attesi 44. mila spettatori, una tifoseria ritrovata, una squadra rinnovata e ringiovanita. E noi ancora a lottare per mantenere la tanto amata quanto pesante eredità dell’imbattibilità. Arbitra Tagliavento. Forza Juve.

@eldavidinho94

Turn over e una Juventus finalmente matura (Juventus – Chievo).

di Alessandro Magno

Chi mi legge su questa ormai consueta rubrica post-partita sa che da molto tempo parlo di ”maggiore coinvolgiemento al progetto” da parte di tutti gli elementi della rosa. Lo scrivevo già l’anno scorso a proposito di Krasic ed Elia e a maggior ragione continuo a sottolinearlo ora. Oggi si chiama turn over, ma è la stessa roba. Per ”maggiore coinvolgimento” o ”turn over” che dir si voglia, non intendo la squadra titolare del campionato e la squadra degli ”sfigati” della coppa Italia, ma intendo 18 (magari 22) titolari , che si giocano il posto di volta in volta e soprattutto che si sentano tutti considerati allo stesso modo dal mister e quindi partecipi dei successi della squadra. Questo a mio modo di vedere è il succo per creare una grande squadra e questo è lo ”step” a cui ambire quest’anno. Una dimensione piu’ Europea della squadra e meno casereccia. Confesso, in determinate partite dell’anno scorso, due in particolare Juventus – Genoa e Juventus – Chievo, di esser stato fra quelli (e non credo siam pochi) che imprecavano: ” Fai entrare sto caz…di Del Piero, fai entrare sto caz…di Del Piero”. Ovvio che poi mi son arrabbiato quando conte lo ha fatto entrare a minuti inutili sul risultato di pari. Ora tralasciando ogni polemica sul nostro grandissimo ex-Capitano che non mi pare il caso: cosa voglio dire?

L’anno scorso, il mister non so se coscientemente o meno ha puntato su una rosa assai esigua: direi 14-15 giocatori. Anche in passato s’è fatto spesso questo errore, la famosa Juventus della Triade ha peccato molto in questo. Eccetto forse la Juventus di Capello, quelle di Lippi e di Ancelotti hanno avuto raramente in panchina soluzioni di spessore. Paramatti , Pecchia , Esnaider…mmmh. Poi il calcio è strano, non è così matematico, e Lippi con meno panchina ha fatto più finali di tutti mentre Capello nemmeno una, tuttavia quante volte siamo arrivati a fine anno stanchi, spompi, distrutti? Tante, troppe. Se vogliamo arrivare più in alto possibile la ricetta dev’essere quella di ”tutti titolari”. Per fortuna contro il Chievo si è visto per la prima volta da quando c’è Conte, che si vuol abbracciare questa filosofia. Questo mi fa veramente piacere. Voglio far notare un altra cosa in particolare. Se c’è una squadra che può avere questa filosofia dei tutti titolari in Italia , questa è la Juve. Questo perchè fa del gioco e non del singolo la sua idea portante. Va da se che se prescindi da uno-due fenomeni, quando ti vengono a mancare questi, è un grosso problema (vedi Milan), mentre altresì è vero che se hai un gioco, cui tutti partecipano e che tutti conoscono molto bene, ti è molto più semplice cambiare le pedine (vedi Barcellona). Chi gioca oggi meglio della Juve in Italia? Quanti giocatori supergiovanissimi fanno esordire i Catalani ogni anno?

Mettiamoci poi che Pirlo ha un età e non può giocare tutte le partite. Che talenti come Pogba (ma anche Marrone) o si danno in prestito oppure vanno schierati di tanto in tanto, per non bruciarli, e giocatori reduci da infortuni gravi come Isla e Quagliarella , non possono fare la muffa in panchina altrimenti rischiano seriamente di sparire e il quandro è completo. Il turn over diventa una necessità e non un vezzo. Bene quindi la Juve contro il Chievo, bene i cambi e bene il gioco espresso. Quel costante martellamento che pian piano demolisce i nostri avversari. Bene Quagliarella al posto di Giovinco se è più in vena di Seba. L’unica nota leggermente stonata e il perpetrarsi del non riuscire a trovare il gol nei primi tempi. Fatto un poco strano ma tant’è. Comunque sia come dice Conte: ” Si può fare di meglio ma si può fare pure peggio”, quindi dai, bene così. Resta la consapevolezza di una Juventus più cresciuta nella propria autostima e più consapevole dei propri mezzi. Credo di poter dire senza paura di smentite che l’anno scorso una partita come quella di Sabato sera l’avremmo pareggiata (infatti l’abbiamo proprio pareggiata).
Continuiamo così. Visti i risultati del Napoli e delle milanesi credo che davvero questo è un campionato che si può portare ancora a Torino.

Sei qui per dire … mi devi dire … che il meglio deve ancora venire. (Ligabue)

Alessandro Magno

Articolo pubblicato anche su Juvemania.it e su Ladivinajuventus.it

Quagliarella night! Juventus – Chievo Sabato 22 settembre 2012 ore 20.45- Juventus Stadium – Torino

di Luna23

E’ il suo momento e speriamo duri, Fabio Quagliarella, stasera, contro il Chievo ha segnato 2 reti e ha siglato l’ennesima vittoria della Juventus.

L’incontro coni il Chievo è ostico per tutte le squadre, nonostante sia una provinciale, nata da un rione di Verona, resiste in serie A da anni, e in passato siamo stati spesso castigati da un Pellissier molto determinato, ma la Juve di oggi è diversa e non aveva nessuna intenzione di lasciare tre punti agli avversari, vediamo com’è andata.

Per questo Match, Massimo Carrera, decide di proporre un team diverso, Pirlo, la colonna portante della Juve attuale, viste le sue ultime prestazioni piuttosto appannate, resterà in panchina, considerando anche le due partite dell’immediato futuro: Fiorentina e Roma che non saranno due passeggiate, al posto suo ci sarà Pogba giovane talento e promessa calcistico.

Premettendo che, la Juventus ha sempre attaccato e il Chievo si è solo difeso, durante il primo tempo e buona parte del secondo non si andava avanti, il gioco della Juve poteva anche essere buono e lineare come siamo abituati a vedere, tanti i tiri in porta di un Quagliarella scatenato, ma forse troppo prevedibile, vista la pronta reazione dei difensori, per non parlare delle parate fenomenali del portiere Sorrentino, il migliore degli avversari in campo, che pareva un extra terrestre come le parava tutte.

La situazione stava diventando critica perchè a centro campo avevamo il giovane Pogba, in piena ansia da prestazione del tutto legittima e un Isla reduce da una lunga pausa per infortunio non ancora amalgamato alla squadra, bisognava fare qualcosa! Nel frattempo Quagliarella provava a mettere in rete continuamente, e non solo lui, Chiellini e lo stesso Vucinic, a cui annulleranno un gol in fuori gioco .. ma niente da fare.  Carrera, trova la soluzione, il centro campo non produce palle gol realizzabili, IDEA! al 52mo esce Isla ed entra Vidal, questa è stata la mossa che ci ha permesso di vincere. In pochi Minuti Arturo, prende in mano il centro campo, il suo ritmo cambia tutto e finalmente .. al 64mo un Quagliarella stellare segna il primo gol e sblocca il match, ma non finisce qui ..pochi minuti dopo lo stesso risegnerà un’altra volta e sarà 2 a 0.

Una big night per Fabio, protagonista in Champions ed in campionato, successo meritatissimo e tanto atteso.. non possiamo sperare che vada avanti e che i suoi gol ci accompagnino tutta la stagione.

Al posto dell’allenatore :La Juventus alternativa, ha presentato alcune piccole problematiche: posso dire tutti bravi a prescindere, ma non è ancora autonoma dalla presenza di Andrea Pirlo, che troneggia il centro campo in tutte le partite anche quando è fuori forma, come in questo attuale momento,  il suo  modo di essere allenatore-giocatore lo rende un punto di riferimento fondamentale per questa Juventus, basta un cenno, un gesto e tutti sanno cosa fare, e stasera la sua figura è mancata. Pogba sebbene bravo e preparato e in debutto, non riusciva nel suo intento di sbloccare il risultato lo stesso per Asamoha e per tutti gli altri, disorientati da questo nuovo assetto. A questo Punto Carrera non ha più tempo e Contite a parte, decide di togliere Isla, che dimostrava di averne abbastanza, e introdurre Arturo Vidal, mossa che ci permetterà di vincere il match un po’ a rischio di pareggio, il Cileno non ha perso tempo riprendendo in mano la situazione e dopo pochi minuti è arrivata la prima rete di Quagliarella. A riguardo del suo cambio, l’ho trovato non pertinente, Fabio stava benissimo e meritava di finire la partita, per far giocare qualche minuto Bendtner, avrei sacrificato Vucinic la cui prestazione era entrata in esaurimento.

Detto questo, mettiamo in cassaforte tre punti, sarebbe stato sgradevole lasciarli al Chievo, nel frattempo sarà meglio preparare le valige perchè martedì 25 settembre si parte per Firenze non pe visitare le opere d’arte del rinascimento, ma per incontrare l’acerrima nemica di sempre, la Fiorentina.

Luna23

Juventus – Chievo 2-0 Sintesi

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Juve-Chievo, non come lo scorso anno…

Di eldavidinho

La Juve si catapulta nel campionato dopo il positivo esordio in Champions League. A Genova, la Juve ha portato a casa non senza correre rischi la vittoria. L’ennesima. E da questa partita c’era da portare a casa solo il risultato come abbiamo visto. Anche se qualcosa l’abbiamo imparata e capita. Abbiamo visto giocare una brutta Juve senza i titolari. Il Genoa ha pressato alto, sostenendo ritmi frenetici e costringendoci a giocare su Caceres e DeCeglie, sempre incapaci di saltare l‘uomo e veri punti deboli della squadra. Partita, quella del Genoa, studiata a tavolino nei minimi dettagli. Con Matri, sempre in ritardo e scoordinato su ogni tipo di pallone. Turnover troppo sostanzioso e senza equilibrio, seppur necessario. Uno dei due esterni laterali non andava cambiato sin dall’inizio. Il Genoa ci ha sorpresi in questo, presidiando tutta la parte centrale del campo e lasciandoci giocare solo sugli esterni, senza risultati. In partite come questa, inoltre, si è capito che col 352 si sviluppa un gioco monotematico che, se arginato bene, non offre molte vie per il gol. Le fasce diventano dunque l‘unica soluzione. Eppure, da quando siamo passati del tutto al 352 abbiamo vinto 13 partite su 14, e pareggiato in casa col Lecce. Anche le statistiche finali parlano comunque dell’ 84.5% dei passaggi riusciti su 406 effettuati(meno, comunque, rispetto al solito), la marcatura su Andrea Pirlo ha funzionato, limitando il numero dei tocchi utili del regista a 56 (contro l’Udinese erano stati addirittura 109), il 73.4% di essi avvenuti nella metà campo avversaria con oltre 14 minuti di supremazia territoriale, contro i quattro dei rossoblu, un totale di 52 cross( di cui però solo il 19.2% riusciti), 65.4% di possesso palla, 9 calci d’angolo effettuati, 11 tiri effettuati dentro l’area, 20 verso la porta con un indice di pericolosità dell’80%. Insomma. Una Juve che al di là dei moduili cerca di proporre semrpe in campo i propri princìpi di gioco che prescindono, appunto dai moduli e dagli uomini. Nel secondo tempo palo di giovinco, Traversa di Borriello, poi Bertolacci si divora il 2-0 con tutta la porta davanti, ipnotizzato da Buffon che gli restituisce il gol dello scorso anno con gli interessi. Su ribaltamento di fronte, Vucinic serve Giaccherini. Poi Vucinic su rigore e Asamoah. Cambi azzeccati che hanno spaccato la partita, in effetti la rimonta porta con sé i loro volti, dimostrato sì che questa squadra deve imparare a calibrare le forze(lo scorso anno non c’era la Champions), ma è dotata di un carattere inossidabile. Al di là del rischio che si è corso, è stata una prova, un atto di forza con i pezzi da novanta in campo nel secondo tempo e manifesta superiorità nei momenti in cui la squadra gioca come sa e come vuole.

Nel mercoledì di Champions, invece, come gioco siamo stati perfino superiori ai blasonati avversari e il risultato, alla fine, sta perfino stretto. Solito problema: il poco peso offensivo. La partita è sembrata molto simile a quella di Genova, con un inizio timido e impacciato e l’iniziativa lasciata al Chelsea. Poi la Juve prende le misure e rischia di passare in vantaggio con Marchisio e Vucinic. L’uno-due di Oscar (secondo giocatore nella storia del Chelsea a segnare all’esordio in Champions) stenderebbe qualsiasi squadra ma non la Juve, che, ancora nella ripresa e ancora con i cambi decisivi, riacciuffa col gol di Quagliarella imbeccato splendidamente da Marchisio una gara riaperta nel primo tempo già da uno stoico(migliore in campo) Vidal, macinando gioco e terreno nel secondo tempo, schiacciando un Chelsea sempre pericoloso seppur in difficoltà. Una squadra che, dopo Genova, dà un’altra prova di forza. Con carattere, cuore, forza d‘animo, volontà. E ancora imbattuti. Statistiche e precedenti spiegano meglio che impresa sia stata: il Chelsea in 26 gare interne di girone non ha mai perso. L’anno scorso 6 vittorie su 6 (17 gol fatti e 2 subiti). Juve reduce da 6 sconfitte in Inghilterra, tra Ranieri, Capello e Lippi. Ultimo pareggio ottenuto nel ’99 cntro il Manchester Unite, 1-1. In gol proprio lui, il nostro mister in gabbia, Antonio Conte. Per la prima volta Pirlo fa il record negativo di passaggi(52, dietro Chiellini e Vidal. Anche il possesso palla è stato equilibrato, quasi pari. A dimostrazione di che partita combattuta sia stata, giocata con calma e tattica.

Ma, sabato sera allo Stadium, c’è già il Chievo che si ripresenta come la squadra ostica degli ultimi anni, ordinata in ogni parte del campo e pericolosa su ripartenza e in contropiede abituata a colpire le squadre avversarie prendendole sugli esterni(attacca per il 40% da destra). Forti anche sui calci piazzati, tra i punti deboli c’è lo sterile possesso palla, non di certo nelle corde e nelle abitudini di questa squadra che preferisce condurre un altro tipo di gioco. Contro il Chievo, infatti, spesso ci si espone e si cerca di fare la partita ma i precedenti, contro di loro, non sono del tutto felici. Impossibile dimenticare il pareggio interno per 3-3 nel 2008/09. In quell’occasione, 2 volte Pellissier ci punì in contropiede, su lancio lungo dalla retroguardia. Il terzo gol lo realizzò di testa su discesa profonda di un compagno sulla sinistra con cross sul secondo palo. L’allenatore era Ranieri e la squadra una compagine in crisi, spaccata all’interno dello spogliatoio. Tuttavia, nei 9 precedenti fin qui disputati il Chievo non è mai riuscito a violare il campo della Juve che ha concesso alla squadra scaligera appena 3 pareggi; le rimanenti 6 gare hanno visto Madama ottenere altrettanti successi. Ovviamente anche il bilancio delle reti è in favore dei bianconeri che conduce per 19 marcature a 11. L’ultima vittoria juventina contro il Chievo, in casa, è datata 23/08/2009 che grazie ad una rete realizzata da Iaquinta si impose per 1-0. Ferrara in panchina. In totale sono 18 le sfide tra le due compagini, 11 le vittorie bianconere, 1 vittoria del Chievo e 6 pareggi, 33 le reti messe a segno dalla Juventus, 17 quelle realizzate dal Chievo. Lo scorso anno finì 1-1 con gol di De Ceglie e Dramè e una Juve che, nonostante il solito dominio territoriale(60,8% di possesso palla,  425 passaggi utili su 505 effettuati sono solo alcune delle non più ormai sorprendenti statistiche) faticò a trovare la via della rete grazie ad un Sorrentino in stato di grazia e provvidenziale  a più riprese su Padoin e in seguito su Pirlo. Pareggio che permise, all’epoca, di andare a -3 dal Milan capolista.

Il Chievo viene dalla sconfitta subita all’esordio, al Tardini, contro il Parma e dalla già fondamentale vittoria contro il Bologna, al Bentegodi, in chiave salvezza e dalla brutta sconfitta, sempre al Bentegodi, nell’anticipo dell’ora di pranzo di domenica scorsa contro la sorprendente  e ordinata Lazio di Petkovic. Di Carlo possiede una squadra molto fallosa e che non si fa scrupoli in presenza di un ostacolo e che commette una media di 20 falli a partita. Sino ad ora ha concesso solo 5 corner in 3 partite. Non ha mai nulla da perdere ed è un tipo di mentalità che porta ormai avanti da anni.

Sabato sera, Di Carlo dovrebbe confermare Sardo e Jokic esterni di difesa, in attesa del completo recupero di Dramè. A centrocampo Rigoni L. sarà affiancato da Luciano e Hetemaj, mentre in attacco Rigoni M. potrebbe essere proposto come trequartista alle spalle di Thereau e Pellissier, inizio dalla panchina in tal caso per Di Michele. Squalificato Bentivoglio

Conte, invece, ci auspichiamo che continui il turnover lasciando riposare, questa volta, Pirlo, Barzagli, Marchisio e Giovinco anche se le condizioni di Vidal e Vucinic, da verificare, potrebbero costringere Marchisio e Giovinco a scendere ancora in campo per affiancare un Quagliarella in stato di grazia, Pogba e Giaccherini. In difesa dentro Marrone, sull’out di destra staffetta per Lichtsteiner ed Isla. Forza Juve.

@eldavidinho94

Specialisti in rimonte. (Chelsea – Juventus).

di Alessandro Magno

A Stamford Bridge è stata una serata decisamente emozionante. La partita è stata bella anche se la Juventus ha avuto un approccio al solito un poco troppo prudente, contratto. Pare strano, detto di una squadra che ultimamente segna abbastanza, ma  in queste prime cinque uscite ufficiali la Juventus è riuscita a far un solo gol  nella prima mezz’ora: contro l’Udinese su rigore di Vidal. Nelle restanti partite ha espresso il meglio di se sempre nei secondi tempi .  Cosi al solito abbiamo regalato quasi un tempo agli avversari, senza tuttavia rinunciare a giocare del tutto. Marchisio e Vucinic hanno sulla coscienza due gol che in campionato credo avrebbero segnato agevolmente. Non c’è nulla di male ad ammettere che più di qualcuno ha ”sentito” la partita in modo particolare, d’altronde era la prima … e in trasferta … e contro i campioni in carica. Insomma non una passeggiata di piacere. Asamoah e Lichtesteiner mi son sembrati molto più  preoccupati di difendere che non di spingere, lo stesso Vucinic l’ho trovato abbastanza anonimo nella prima parte, per non parlare di Giovinco che avrei sostituito prima o di Pirlo che ha sbagliato una serie incredibile di passaggi per il suo standard abituale. Non c’è ripeto niente di cui stupirsi, esistono in campo anche gli avversari. Essere messi in difficoltà in casa del Chelsea, dove l’anno scorso non è passato nessuno (e nessuno è riuscito a pareggiare) non è una vergogna. Mettiamoci anche la sfortuna. Un Chelsea tosto ma non certo stratosferico si trova in vantaggio con un uno-due che avrebbe stesso un toro, proprio nel momento in cui la Juve sembrava iniziare a carburare. Un toro si ma non questa Juve. Ordinata, umile, atletica, coraggiosa ma non spavalta, con la giusta presunzione di pensare che la gara si può ancora aggiustare; una Juventus che conosce i sui difetti e ha imparato a gestirli.

Così pian piano il diesel bianconero inizia a carburare. In assenza di Pirlo sono Marchisio e Vidal a prendere per mano la squadra. Il cileno poi, segna con una distorsione in corso: eroico. Barzagli inizia ad alzare il ritmo. Lo stesso Vucinic cambia registro e aumenta i giri cosi come Chiellini, che quando il gioco si fa duro sembra calare perfettamente nel ruolo a lui più congeniale. Buffon ci tiene dentro la partita con delle parate su mischie e tiri da lontano che non sono certo parate agevoli. Tutta la prestazione della squadra con il passare dei minuti  migliora eccetto quella di Giovinco che verrà sostituito da Quagliarella che sarà l’uomo del match, e che per poco non ce la fa vincere veramente, centrando purtroppo solo la traversa. Il dodicesimo uomo in campo sono i nostri tifosi a Stamford Bridge. E’ incredibile ed emozionante il supporto che danno alla squadra per tutta la partita anche sotto di due gol. Si sentono  chiaramente in tv i cori  di incoraggiamneto alla squadra. Mai come l’altra sera s’è avuta la sensazione che in casa giochiamo noi, pure a Londra. Evidentemente la mentalità che è riuscito a infondere Antonio Conte ha contagiato positivamente anche la curva. Due anni fa in una partita così saremmo stati tutti convinti di prenderne cinque, mercoledì invece anche sotto di due gol eravamo tutti convintissimi  che si potesse al minimo pareggiare. Grazie ad Antonio Conte e a Massimo Carrera e al loro staff per esser riusciti a realizzare tutto questo. Non c’è da ringraziare invece la FIGC che penalizza la  migliore delle squadre italiane e il tecnico emergente migliore che ”ha”, con una squalifica ridicola e ad personam. Non c’è bisogno di ricordare come Conte non poteva non sapere ed è squalificato mentre Mondonico per la stessa partita (Albinoleffe- Siena)  non solo poteva non sapere ma viene ”promosso” addirittura commentatore Rai. Mi viene veramente da mandarvi a … E chiaramente non ce l’ho con il signor Mondonico che non c’entra nulla in tutto questo, ma con chi produce di queste sentenze. Resto dell’idea che la  Juventus non dovrebbe giocare per questa nazione e men che meno per questa federazione. Tornando alla partita penso che stiamo diventando seriamente specialisti in rimonte. Non è un caso che nelle prima cinque uscite ufficiali, per ben tre volte (Napoli, Genoa, Chelsea) siamo andati sotto, e altrettante volte ci siamo ripresi alla grande (vincendone due e pareggiandone una). A proposito di rimonte e di gol Muntari con cui ci avete scocciato per un anno intero: ma le partite sul 2-0 non finivano perse al 100%?.

Alessandro Magno

L’imbattibilità continua .. Chelsea-Juventus Champions league- 19 settembre 2012 Londra stadio Stamford bridge

 

di Luna23


Adesso non abbiamo più dubbi: ci servono degli attaccanti  che segnano, ci voleva il Chelsea del sig. Di Matteo, davvero un uomo squisito, calmo e serafico, sempre con un sorrisetto arcaico di circostanza, per capire che se vogliamo vincerla questa champions, così come stiamo non basta.

Stasera è andata bene ed io considero questo pareggio come una quasi-vittoria, e un premio a Quagliarella che ha salvato “baracche e burattini” in pochi secondi con un gioco di prestigio degno del mago Silvan! Bravo!

Nel primo tempo hanno giocato bene ed in modo equivalente entrambe le squadre, forse la Juve ha imposto meglio il suo gioco ma il Chelsea era preparato e con giocatori di ottimo livello. Peccato che un certo Oscar di 21 anni,  con la complicità di Bonucci, sempre in prima linea quando si tratta di combinare disastri ce ne ha rifilati due ..uno dopo l’altro ..

Beh, siamo  gelati ed ammutoliti, e pensare di andare a riposo sotto di due gol non è il massimo, ma gli uomini della Juve non si fanno abbattere .. e reagiscono immediatamente con un Vidal persino dolorante, accorciando le distanze la Juventus può crederci e speriamo tutti nel secondo tempo, in fondo la Juventus ha dimostrato di saper rimontare anche  vincendo.

Però, le aspettative si affievoliscono, il Chelsea nella seconda parte del match vorrebbe vincere, i nostri fanno fatica, molta fatica,  sbagliando tantissimo, l’attacco è carente di idee, Giovinco non ne centra una e anche Vucinic ci fa ricordare che non è proprio quel fenomeno che ci vogliono far credere, immagino che la maggior parte di noi aspettava un cambio che non arrivava mai .. Poi …al 75mo, il miracolo ..fuori Giovinco, entra Quagliarella ..e sarà lui il protagonista, colui che in pochi minuti rimetterà  in discussione un risultato che pareva ormai deciso. E’ un delirio .. Grande Fabio .. dopo di che, nè l’ingresso di Isla e Matri porterà niente di nuovo, ma chiudere con 2 a 2 in rimonta allo Stamford Bridge dopo 3 anni di assenza è come passeggiare sulla luna per la prima volta.

Sono felice lo ammetto, è solo un pareggio è vero, ma con la più forte di Europa e per noi vale tanto.

Perchè abbiamo pareggiato? La prima motivazione che vorrei sottolineare, è che sono mancate le prestazioni di molti giocatori, primo fra tutti Pirlo, che non è mai entrato in partita, non riusciva a trovare un posto, forse preso a tenere insieme i reparti e a controllare Bonucci, si è dimenticato del suo ruolo in avanti, tant’è che gli attaccanti non hanno avuto molte palle gol, e quelle poche le hanno fallite. Altro errore, i cambi in ritardo. Questa volta Carrera era affetto da Contite acuta, ma cosa aspettava a cambiare? Forse di perdere? L’inaspettato protagonista della partita Fabio Quagliarella ha restituito il sorriso e il record di imbattiblità della Juve, ma il tempo non è stato sufficiente per conquistare la vittoria, bisognava pensarci prima.

Una lezione spero imparata, ci eviterà di commettere i medesimi errori per il prossimo incontro, d’altronde, la Champions non è il campionato ..sarà bene metterselo in testa.

 

Luna23

 

 

Bentornata Champions League.

 

di Alessandro Magno

 

 

Vi confesso di essere molto emozionato. Non pensavo che dopo il purgatorio della serie B avremmo dovuto attraversare un nuovo periodo nerissimo, che ci estromettesse per due anni di fila dalla Champions League. Devo dire che con la dirigenza di un tempo invece ce lo saremmo dovuti aspettare io per primo, tuttavia quando uno tifa Juve le partite di Champions League rappresentano una piacevole e costante abitudine a cui è difficile rinunciare. Come è risaputo la Juventus è una delle partecipanti più assidue di questa competizione e penso di poter dire che se a noi è mancata la Champions è altresì vero che la Juve è mancata a questa competizione. Senza nulla togliere a società emergenti come Paris Saint Germain o Manchester City penso che i tifosi del Barcellona o Real Madrid o Manchester United o Bayern Monaco ad esempio , provino senz’altro sensazioni migliori ad affrontare la Juventus. Questo e per il blasone e per la storia, che non sono seconde a nessun’altra squadra. Ebbene eccoci qua, come ”comitato di benvenuto” affrontiamo i campioni in carica del Chelsea. Anche il fato ci ha voluto mettere del suo. Pare quasi che il destino ci voglia far entrare dalla porta principale e non da un ingresso secondario. Ebbene se sarà Chelsea – Juventus l’inizio di una nuova cavalcata trionfale non è dato sapere, ovviamente ci speriamo tutti. Sicuramente i bookmakers non ci danno così per battuti ma anzi pare che credano molto in una Juventus protagonista. Per chi volesse vedere i pronostici lo invito a farlo seguendo questo link. Gli ultimi due confronti tra le due squadre in Champions risalgono al 2009, negli ottavi di finale. All’andata gli inglesi avavano avuto la meglio per 1-0. A Torino, per il ritorno, i bianconeri erano riusciti a ottenere un pareggio (2-2) che allora, purtroppo, non bastò per farci passare alla fase successiva. Se Londra non ci dirà bene neanche questa volta, allora non ci sarà da demoralizzarsi, c’è tutto un girone ancora da giocare e probabilmente a quel punto, la partita più ostica sarà già archiviata. Poi già Domenica ci si ributterà a capofitto nel campionato, dove il Chievo ci farà visita allo Juventus Stadium. Non ci sarà tempo di fermarsi a riflettere ma si penserà solo a giocare e a continuare la sfida a distanza con Napoli e Lazio per la testa della classifica. Potete trovare qualche suggerimento sulla giornata di campionato qui. I ragazzi sono pronti e noi tifosi pure. Comunque vada sarà un divertimento.

Alessandro Magno

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