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ricchiuti92

La prima di Allegri.

Ottima. Bis.

Coman.

Non credo avrà molto spazio. Almeno me lo auguro non ne abbia. Se ne avesse significherebbe che i titolari non hanno recuperato o che non sono all’altezza. Il bambino ha qualche numero ma bisogna vederlo in contesti più competitivi e con qualche marcatura meno astratta.

Gli altri (intesi come gli altri Juventini ma pure come le altre squadre).

Vidal è il miglior calciatore del campionato italiano. Le altre ? Piaciuta la Roma. Ha dimostrato potenza e idee chiare. Non mi spaventa però la stimo: Garcia è un buon allenatore e non ci ammorba con cose inutili. A differenza di Benitez che alla distanza riesce spesso a far bene ma ha un piedistallo per ogni occasione. Se non gli piace il calcio italiano povero quanto superficiale non ha che da andarsene. Non abbiamo niente da imparare da uno che va a Bilbao con un mucchio di attaccanti e abatini e pretende pure di non fare drammi. Il calcio italiano non è perfetto: per questo può insegnare tanto.

 

 

La quadratura del cerchio (Prima Parte)

1 La quadratura del cerchio (Prima Parte)

di Davide Peschechera

Alzi la mano chi ha capito cosa è successo quest’estate. Un incubo per i tifosi juventini, una bufera forse preannunciata dalle avvisaglie invernali ma nessuno si sarebbe aspettato un simile epilogo, l’arrivo di Allegri alla Juve e l’approdo di Conte in Nazionale. Dopo i mugugni di maggio, la conferma non proprio convinta di Conte senza rinnovo, la rescissione consensuale, l’ultimo capitolo della telenovela ci ha riservato il finale più imprevedibile e il cazzotto più doloroso. Andava gestita prima e meglio, magari già a Gennaio. E hanno sbagliato ad andare oltre Maggio. Conte troppo coinvolto emotivamente ha voluto provarci, la Juve un po’ per presunzione, un po’ per arroganza, non ha voluto guardare in faccia la realtà, ha tirato la corda credendo che sarebbe passato il mal di pancia a Conte. Conte se n’è reso conto e se n’è andato.Invece di trovare un degno sostituto la Juve ha messo in allarme solo l’unico allenatore libero sul mercato(Allegri), piuttosto malleabile e gestibile in una situazione fatta di conferme e passi indietro come quella che è venuta a crearsi. E ha condotto un mercato all’insegna del completamento della rosa. Insomma, non ha fatto in modo che si tornasse a parlare subito di Juve(allenatori e giocatori passano, la Juve resta) e ci si dimenticasse di Conte, in fretta. Quello che si può dire ad oggi è che lo stress supposto da molti media non è mai esistito. E che nelle dichiarazioni ufficiali, nella lettera e nei video Marotta, Agnelli, Nedved e Conte hanno detto tante bugie. Per come è Conte e per come è fatta questa dirigenza era intuibile che l’addio sarebbe stato traumatico. Ma c’è poco di logico nella scelta di accettare le dipendenze di chi ti ha confinato per quattro mesi, senza una prova, dando retta ad un pentito pallonaro, privandoti del tuo lavoro, cercando di stroncarti la carriera ed emarginandoti. “Il patteggiamento è un ricatto” urlava Conte, con orgoglio, sbraitando, in quella conferenza stampa, contro la Federazione complice, come nel 2006, nel tentativo di affossare la Juve. Conte che pareva molto poco incline ai compromessi sacrifica al denaro la propria dignità di uomo. Perché per molti tifosi juventini è di questo che si tratta, sostanzialmente. Si trattava di una scelta di sano orgoglio che il mister ha deciso miseramente di sacrificare sull’altare della propria carriera.

Ma Conte CT azzurro è il tassello che mancava per completare il puzzle della telenovela più seguita dell’estate calcistica italiana, che raffigura una questione estiva piena di parole non dette e spiegazioni non date. Altro che stress, disagio a sopportare tensioni, uomo sfinito, forse finito, buio dentro di lui con impossibilità di reagire. La Nazionale è la fine del disagio psichico? La fine dello stress? Conte ora è utile, prezioso e decisivo? L’uomo che non poteva più risolvere il problema di una squadra sarà invece capace di risolvere i problemi di un intero paese calcistico? Conte ha capito da subito da quali compagni di avventura era attorniato. Non parlo soltanto della società ma di un entourage che non sopportava più il crescendo Contiano o Contesco, con tutti gli annessi, anche di cassa. Di contro la Federcalcio ha individuato nell’allenatore leccese il professionista che possa e debba rilanciare il nostro sistema, l’immagine e i risultati del campo.

Cosa lo ha spinto, però, a fare questa scelta? C’è chi ha parlato di rivincita per aver fatto piegare la FIGC davanti alla necessità di un uomo che mastica calcio come pochi in Italia. L’idea di una Federazione in ginocchio che lo implora di accettare per risollevare il calcio italiano. Se la Federazione italiana ha voluto provare a risollevarsi ha dovuto dare l’incarico ad uno Juventino. Ancora. Più che una contraddizione è una resa della Figc. Nel momento del bisogno non ha saputo far altro che mettere alla guida della Nazionale l’arrogante allenatore Juventino, pochi mesi fa squalificato, che dimostra il costante uso della Juventus e del patrimonio juventino (allenatore, giocatori) laddove serve.Ora va a sedersi al tavolo degli stessi che lo trasformarono in un mostro mediatico solo due anni fa e si accerchia di gente che alle prime difficoltà lo lascerà solo. Sicuramente Conte d’ora in poi avrà vento mediatico favorevole in quanto schermato dal sistema stesso che arriva da disastri sportivi mica da ridere ma, alle prime difficoltà, forse a causa del suo vincente passato in bianconero verrà impallinato ad ogni piccolo problema che incontrerà. Sarà aiutato, supportato, anche nella comunicazione ma sino ad un certo punto, visto che sarà l’unico capro espiatorio in caso di fallimento o l’eroe in caso di miracolo. Il poco tempo che avrà a disposizione non lo aiuterà, così come il caos che contraddistingue il calcio italiano in questo momento.Accetta l’incarico da chi lo ha costretto a vedere le partite da una vetrata come i vip, insultato da tutti e preso in giro dalle tifoserie e dalle telecamere. Si è dimenticato tutto? O forse vuole diventare, proprio adesso, l’allenatore di tutti gli italiani? L’Italia antijuventina ha già dimostrato di odiarlo e proprio questo voler “ingraziarseli” rischia di farlo diventare l’allenatore di tutti tranne che di molti juventini. Un paradosso no? Forse a lui non va giù che gli altri lo considerino “solo” juventino, a differenza di Lippi, ad esempio. Lippi ha allenato l’Inter da juventino. Quella è un’etichetta di cui andare fieri, mentre a Conte forse sta stretta. Lippi quell’etichetta se l’è portata dietro per tutta la carriera e ci ha vinto pure un Mondiale. La Nazionale come esperienza catartica capace di mondarlo della sua juventinità o dal suo essere “tifoso della squadra che allena)”, per ripresentarsi alla guida di un grande club? Senza contare che in Federazione avrà modo di tessere importanti relazioni con i dirigenti di questi stessi club che cosi bene la rappresentano e che fino a ieri dileggiava e scherniva.

Conte in Nazionale sarà e farà tutto ciò che non gli hanno permesso alla Juve. Conte ha fatto una scelta coraggiosa e anche un po’ irrispettosa verso se stesso visto quello che ha passato due anni fa e vedremo a cosa porterà. Ma la scelta l’ha fatta lui e quindi è persino inutile parlarne. Si vede che ha metabolizzato il colpo, e se lo decide lui che è il diretto interessato come possiamo giudicarlo noi?Solo che, alla fine, si paga sempre l’essere juventino (vedi la questione doping, Calciopoli, il calcioscommesse), poi tutti amici. Ci si dimentica.

La successione degli eventi e delle tempistiche, però, è stata alquanto strana. il fatto che i motivi delle decisioni non siano chiari poi aggiunge perplessità (eufemismo) al tutto e dà varie interpretazioni, più o meno verosimili, a ciò che non si sa. Conte a maggio voleva lasciare. Considerava concluso il suo ciclo alla Juventus con la vittoria dello scudetto dei record. L’ha fatto perché credeva che alla Juventus, in quel contesto e senza cambiare le cose, non avrebbe potuto fare bene o meglio. Era convinto che in Champions League non si potesse vincere (parole sue) e un altro scudetto non lo stimolava. L’unica cosa che lo avrebbe stimolato sarebbero stati i pieni poteri di disfare e rifare la rosa a suo piacimento per provare a vincere la Champions. Agnelli (giustamente) ha rifiutato, per continuare nell’ottica del risanamento societario e del pareggio di bilancio. Conte ha bruciato le tappe rispetto al progetto quinquennale (2011-2016) del club. Conte voleva lasciare ma l’hanno “convinto” (o costretto?) a rispettare il contratto, conoscendone il valore. Ci dice Nedved che gli hanno chiesto di pensarci fino a luglio, forse sperando di convincerlo e in questo ha sbagliato la società. Forse hanno fatto anche dei sondaggi(Allegri?) ma non c’era libero/liberabile nessuno di gradito e autorevole, così come anche Conte potrebbe aver sondato il terreno, senza trovare nessuna squadra in grado di accoglierlo. Insomma, la permanenza è stata quasi obbligata. Ricorderete il laconico Tweet. Forse anche il Milan allettava Conte: non tanto per soldi ma perché gli avrebbero dato grandi poteri (poi doveva vedersela con Galliani comunque, che non è Marotta) e il mandato di ricostruire la squadra e vincere (come alla Juve 3 anni fa, come la Nazionale oggi). Si è concordata la campagna acquisti e Conte è andato in vacanza. Poi la Nazionale. Prandelli fresco di rinnovo lascia a sorpresa e Abete con lui dopo il disastro in Brasile. Immediata candidatura di Tavecchio, nomina scontata(strano come siano state totalmente ignorate le ragioni di chi si opponeva), e subito contattato Conte al quale propone di diventare il boss della Nazionale. Lui torna in sede per essere liberato. Intanto pare che il mercato, con l’arrivo di nessun esterno per il cambio modulo, non lo abbia soddisfatto. A quel punto sono costretti a lasciarlo andare e lo fanno in concomitanza con la chiusura della campagna abbonamenti, confezionano il video, congelando gli acquisti(che erano, probabilmente, bloccati già da un po’ di tempo), ingaggiano Allegri(in preallarme da Maggio) il quale dà il suo benestare ai giocatori già fermati, concludono gli acquisti e Conte va sulla panchina della Nazionale. In tutta questa storia, però, ci si chiede se la scelta di andare in Nazionale e dimettersi dalla Juve siano stati eventi scollegati tra di loro o meno. La Nazionale un’opportunità sorta in seguito o uno dei motivi dell’addio? Perché, anche per la velocità con cui si sono svolti i fatti, evidentemente la Juventus sapeva che Conte sarebbe andato in Nazionale. Così si spiega anche la domanda che gli è stata fatta nel video proprio sulla Nazionale. Dopo i Mondiali, si parlava di Conte CT part time. Può darsi che Agnelli lo abbia costretto a scegliere se Conte ha annunciato di volerci andare. Non lo sapremo mai. Forse la Nazionale non è stata causa dell’addio, ma è stata un’ opportunità che ne ha accelerato i tempi. La Nazionale è stato il quid decisivo ma alla base ci sono gli screzi e le vedute diverse tra Conte e la società. Quando si è liberata non sono più riusciti a tenerlo e al rientro dalle vacanze, con la tentazione della nuova avventura e i dissidi con la società sul mercato, ha deciso di andare via.

Oppure nessuna chiamata, nessun contatto, ma la sensazione che qualcosa sarebbe successa a breve e quindi Conte, correndo il rischio di stare fermo un anno, ha deciso di mollare lo stesso, nei propri interessi. Avrà pensato giustamente che se fosse stato libero, almeno un sondaggio l’avrebbero fatto. Questo non lo sapremo mai, forse. Ma è l’epilogo più intuitivo e naturale. Se non si fosse liberata la Nazionale, magari a malincuore ma sarebbe ancora sulla panchina della Juve. Conte non è pazzo, “è fatto così”, vive di stimoli e sfide; finiti gli stimoli, fine del rapporto. Lui, Conte, aveva obiettivi chiari, dopo tre scudetti. Al posto di uno che, nei programmi sportivi, sarebbe dovuto arrivare quest’anno, chiedeva un salto di qualità per iniziare a puntare ad altro. Ha parlato con proprietà e dirigenza, prendendo picche, perché la Juve ha deciso di andare avanti col suo programma quinquennale, e un altro al suo posto.

Ricapitolando: se è stato contattato prima di Prandelli(non credo) la Nazionale è stata il motivo principale. Se è stato contattato dopo, ha influito con le divergenze di mercato. Se non è stato contattato prima dell’elezione di Tavecchio, aveva sensazione e percezione che qualcosa avrebbe potuto impegnarlo da lì a poco.

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di Enzo Ricchiuti

Prima uscita sconfitta 2-3 contro i dilettanti del Lucento.

C’è bisogno di tempo per assimilare la difesa a 4. S’è colpito un paio di legni a quanto pare. Quindi poteva andare meglio. Chiaro che fa più notizia la Juve che perde che quella che vince, saranno stati contenti i giornalisti. Pure perché senza immagini han potuto romanzare bene, come si faceva una volta. Se abolissero le immagini, non le tv, solo le immagini potrei pensare di riprendere il tesserino da giornalista perché il giornalista ritornerebbe una figura di potere. Non solo quello di supporto al potere ma di potere vero e proprio: quello sui fatti.

Si aspettavano top player arriva Pereyra in prestito.

L’han paragonato a Camoranesi. Gli auguro di scordarsi questo paragone anche perché accostamenti del genere sembrano complimenti ma possono diventare dei boomerang. La Juve di quest’anno Pereyra compreso ha tutto da perdere e poco da guadagnare. Se vincerà sarà normale, se non stravincerà sarà crisi. Ha troppi termini di paragone. Fondamentale sarà supportare la gestione tecnica. Ma non da parte dei tifosi. Da parte della dirigenza. Se non è in grado da sola, agisca in modo pragmatico e si rivolga all’esterno.

Nibali ha vinto il Tour, considerazioni.

C’è gente che crea il vuoto. Con la propria abilità. E c’è gente che è creata dal vuoto.

 

 

Juve – Lucento 2-3. Chi ben comincia …evita di essere preso per il cu.. al bar.

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Articolo di Alessandro Magno

 

Ok è calcio di Agosto, non frega a nessuno, ma questo c’è e di questo dobbiamo parlare. Ora Allegri bello, la situazione già non è delle più serene, potresti evitare di perdere contro una squadra che fà il campionato di Eccellenza? Non è successo niente , capita. Ma se non capita è meglio. È calcio d’estate ok, come detto non conta, ma se ti chiami Juve è sempre una brutta figura. È come il campione del mondo dei pesi massimi che viene messo a tappeto dallo sparring partner. Ok non c’era in palio niente ma sempre di figura di emme si tratta. Mi viene in mente una storiella che si racconta a proposito di Rocky Marciano, uno dei pochissimi pugili che è riuscito a ritirarsi imbattuto.

Una volta camminando per strada si fece convincere a fare un esibizione improvvisata contro uno. Accettò la sfida e dopo un pò di scazzottata la cosa si fece assai seria. Marciano era veramente in difficoltà e si rese conto che il suo avversario, che non conosceva, lo stava per battere. Ora c’è chi dice che gli diede una testata o addirittura una ginocchiata nel basso ventre, fatto sta che Marciano scatenò una rissa per cui tutto venne sospeso. Quando calmati gli animi si trovò a commentare l’accaduto Marciano disse: ”Io sono Rocky Marciano il Campione del Mondo dei Massimi e non posso perdere contro un dilettante. Se proprio qualcuno mi deve battere deve farlo su un vero Ring. Da ora in poi non combattero mai più un incontro senza essermi prima preparato a dovere. Questa è stata la prima e ultima volta”. Ci teneva al suo nome Marciano e difatti si ritirò imbattuto.

Ok il calcio non è il pugilato e ci sono molte più partite. Capisco ,….capisco tutto. Ok è la prima e non si era pronti. Pero’ dai. Se non sei pronto non uscire. Fai la partitella di allenamento Juve A e Juve B e chi si è visto si è visto. Stiamo calmi ma siamo sinceri. Noi tifosi poi ci si mette la faccia. Come posso presentarmi io al Bar, dopo aver preso per i fondelli i milanisti che hanno preso scoppoloni dall’Olimpiakos e i granata che le han prese dal Rubin Kazan, se poi tu mi perdi nientepopodimeno che col Lucento?

Allegri? No preoccupati.

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Articolo di Alessandro Magno

Sono giorni che aspetto in silenzio per capire meglio quello che è successo. Non me la contano giusta nè il Presindente Angelli, nè Conte. Non credo per niente alla storia dello ”stanco e svuotato” come ha raccontato Nedved e non credo neppure alla pagliacciata, spacciata oggi per notizia, per cui Conte avrebbe un accordo con il Paris Saint Germain. Fermo restando che tutto può succedere e prova ne è che avevamo un mister e in un giorno ne abbiamo un altro, la notizia è stata lanciata dal Corriere dello Sport, un giornale che per quanto mi riguarda ha un attendibilità pari a sottozero. Probabilmente dovremo aspettare la fine del mercato per capirci qualcosa. Le condizioni per comprendere sono poi sostanizalmente due sole: Dove andrà Conte, se eventualmente andrà da qualche parte e dove andranno Pogba e Vidal, se si muoveranno. Se Conte ha un accordo con qualcuno potrebbe essere una questione di soldi ma anche solo di stimoli, la nazionale notoriamente non paga come i Club. Lo stesso dicasi per le cessioni illustri. Se ci saranno capiremo tante cose e soprattutto se ci saranno , bisognerà vedere quando avverranno, perchè se avverranno negli ultimi giorni di mercato, difficilmente quei soldi potranno essere reinvestiti.

Ad oggi abbiamo tre certezze. La prima è che il mercato (fino ad ora) è stato piuttosto scadente. Evrà , Morata e Coman sono al momento tre ottimi rincalzi. Nulla fà pensare che possano a breve insidiare i titolari. La seconda certezza è una conseguenza della prima e cioè che la formazione titolare attuale della Juventus è esattamente quella dell’anno scorso, quindi non c’è alcun miglioramento (e per ora neppure peggioramento se non un anno in più di età per tutti). La terza ed ultima certezza è il nuovo mister ovvero Massimiliano Allegri.

La cosa che mi ha lasciato interdetto è la velocità con cui si è scelto Allegri. Praticamente la sera a ora di cena Conte si è dimesso, il giorno dopo per ora di pranzo c’era già il nuovo mister. Non c’è stato bisogno neppure di una riunione veloce fra i vertici. E’ bastato un giro di telefonate e Allegri nel pomeriggio si presentava. Ora è difficile anche con tutta la buona volontà di questo mondo, non immaginare neppure per un secondo, che con il nuovo mister ci fosse già un accordo da prima. Probabilmente Allegri era stato messo in stand by già da Maggio, cioè da quando Conte aveva già avuto da dire con la Dirigenza.

Ora che profilo ha Allegri. E’ sicuramente un aziendalista, uno yes-man alla Ranieri. E’ uno che è vero che ha vinto uno scudetto con il MIlan (fra l’altro impresa riuscita a tantissimi altri), ma è soprattutto una persona che ha permesso alla dirigenza del MIlan di smantellargli la squadra vendendo nel corso degli anni tutti i pezzi pregiati, senza mai lamentarsi. Almeno pubblicamente. Si è preso anche la colpa della cessione di PIrlo e i giornali hanno sempre battuto il tasto su quella ma sono andati via negli anni di Allegri anche Ibra , Thiago SIlva, Boateng e altri. Sempre rimpiazzati alla bene e meglio. Anzi alla fine quando il Milan non era più quello dello scudetto ma era una specie di succursale di giocatori medio deboli , si è preso pure la colpa delle stagioni non più all’altezza della fama del Club.

Questo è Allegri e questo è il sospetto che mi viene del perchè lo hanno preso. Costa poco e non rompe il caxxo.

Spero ovviamente di sbagliarmi. Ma al momento sono preoccupato.

ricchiuti63

Cagliari Juventus una bella prova di maturità dopo essere andati sotto pero anche belle vittoria di Roma e Napoli.

Il Napoli l’ho visto. Bene il risultato però se parliamo di prestazione chi ha parlato di dominio ha dimenticato buona parte del primo tempo. Anche noi abbiamo disputato solo un buon secondo tempo contro una squadra ben messa. Nel primo tempo siamo stati fatui. Ma fatui come le fatalone che comunque portano a casa tutto.

Il Milan esonera Allegri e prende Seedorf fra le altre cose a causa dello “juventino” Berardi.

Non entro nel merito della decisione sennò dovrei fare il solito esercizio di maschilismo contro Barbara Berlusconi, colpevole di essere bona, ricca, giovane e donna. E di non essere sposata. Non mi va perché non ho ancora capito se la signorina Berlusconi è brava o meno. Tra l’altro la decisione l’ha presa il padre ma attaccano lei e non il padre o Galliani perché attaccarla non costa ancora nulla. Dico solo che Allegri è un allenatore che ha dimostrato di poter produrre risultati ad alti livelli. Seedorf che indubbiamente tra successi sul campo, esperienza, sei lingue, manager donna ha fascino 2.0 inizia ora. Fossi in lui cambierei soprannome. “Professore” è un soprannome che nel calcio fa rima con sapientone ergo coglione.

Pallone d oro a Cristiano Ronaldo che lo ritira col figlioletto e si emoziona pure.

Quando ho visto in platea la fidanzata di Ronaldo mi sono emozionato anch’io.

Non ci battete mai!

Vi confesso che volevo titolare questo pezzo ”gli invincibili”. Tuttavia per scaramanzia ho preferito evitare. Resta il fatto conclamato che il Milan contro di noi non passa mai. Alla faccia del gol non gol di Muntari, del palazzo che ha deciso che il campionato lo devono vincere loro, dei mass-media che continuano a insistere che loro son tanto più forti di noi. Non mi risulta proprio. Fatti alla mano: questi contro di noi non passano, sono 4 incontri quest’anno: 2 vittorie nostre e 2 pareggi. In verità Martedì al 90mo avrebbero vinto loro, ma la partita era una semifinale di coppa e negli annali figurerà come 2-2, non per colpa mia, ma per regolamento. Mi viene da sorridere a tutti quegli antijuventini che ogni volta che incontriamo questo Milan ”stellare” mi ricordano come questa è la volta buona che ci asfaltano. Mettetevi l’anima in pace, perché contro questa Juve non succede, forse non sono poi cosi tanto stellari e, piccolo particolare non trascurabile, quest’anno ancora nessuno ci ha asfaltato.
Veniamo alla partita. Conte dimostra grande coraggio a mandare in campo alcuni uomini come Storari , Giaccherini, Del Piero… La formazione che fino ad oggi ha sempre fatto la Coppa Italia. Non tanto per i primi due visto che anche il Milan schiera il portiere di riserva e qualche rincalzo, quanto per il Capitano. Oggi schierare o non schierare Del Piero è diventato sempre motivo di discordia. Immaginiamo per un momento se Alex non avesse giocato bene e si fosse persa la qualificazione? Apriti cielo, è una cosa che non deve accadere! Alla Juve ti perdonano tutto tranne una sconfitta, a volte pure un pareggio. Grazie a Dio Conte ha avuto ragione e fortuna, il Capitano si è ben amministrato senza strafare ed ha realizzato un bellissimo gol d’autore, segno che se anche il passo non è più quello dei vent’anni, la tecnica, la lucidità, la freddezza e il carisma restano sempre immutati. Piccolo particolare che spero tutti abbiano notato: Del Piero ieri ha giocato da centravanti, esentato da quell’azione di pressing asfissiante che in questa Juve è chiesta (e riesce) solo al povero Matri. La partita è filata liscia per tutto il primo tempo e la Juve dopo il vantaggio ha provato a chiuderla senza riuscirvi. Ibrahimovic è stato il solito, un tiro e poi è sparito dal campo. Anche lui contro di noi non segna mai, mi spiace dirlo perché riconosco che è un grande campione ,ma in quasi tutte le occasioni importanti non c’è. Messi e Cristiano Ronaldo sono un’altra cosa. Il nostro Vucinic, invece, da un po’ pare parecchio ispirato.
Nel secondo tempo abbiamo commesso l’errore grave di cercare di amministrare la partita. C’è solo un giocatore in questa squadra in grado di fare un gran possesso palla ed è Pirlo, ma da solo e braccato da almeno un paio di loro (Muntari-Seedorf) spesso è andato in difficoltà. Abbiamo lasciato troppo il pallino del gioco in mano a loro e questo è un vantaggio che al Milan non si può concedere. Prima è arrivato il pari e poi il vantaggio. Fino a qui direi nulla da dire, un tempo per parte con la differenza che loro hanno concretizzato le loro occasioni e noi no. Ora succede, però, che quando si arriva ai supplementari il Milan ha davvero dato tutto e la Juve diventa assoluta padrona del campo. Un primo tempo supplementare tornato a giocare a ritmi altissimi ci riporta sul pari con una grande invenzione di Vucinic (dopo averne fatte molte e molte altre) e direi che si è avvalorato il risultato con occasioni clamorose sbagliate da Vucinic, ma sopratutto da Giaccherini e Borriello, soli davanti al portiere. Alla luce delle statistiche mi pare di poter dire un pari giusto e soprattutto un passaggio del turno strameritato da parte della Juventus (a Milano si era vinto noi).
Nonostante questo sia evidente a tutti, abbiamo assistito lo stesso a un commento RAI al solito sconcio, soprattutto da parte dell’ex-milanista Collovatti, a dei commenti di mister Allegri che dire faziosi e un eufemismo. Il mister milanista, della serie – degli arbitri non bisogna mai parlare che danno e tolgono e tutto alla fine si compensa (parole sue) – si prodiga in un arrampicata sui vetri su un ”molto inventato” fallo di mano di Del Piero sul primo gol (ma dove lo hai visto?) e rosso non dato a Vidal a 7 minuti dalla fine; che se pure te lo davano Allegri stavate annegando già da diversi minuti che ci voleva l’ambulanza con l’ossigeno per tutti. E poi il rosso ad Aquilani, quello avvenuto sotto la tua panchina, non lo hai visto? Ovviamente non sono arrivati i complimenti del tanto stiloso mister del Milan, così come non sono arrivati né dal loro Presidente Berlusconi né tantomeno dall’ “alleato di Agnelli” Galliani. Agnelli guardati da siffatti alleati, ché questi sono i primi che poi di vogliono fregare. Nessuno è stato capace di dire: ”Complimenti alla Juve per il passaggio del turno”. Stile Milan, ammazza che stile! La ciliegina sulla torta l’ha messa Maxi Lopez: ”Abbiamo dominato per 90 minuti”. Maxi Lopez guardati la faccia che aveva Galliani durante la partita perché quella la dice lunga.

Alessandro Magno

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