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Soldato Tevez ..Agli ordini!

Vidal e LlorenteScritto da Cinzia Fresia

Come in ogni Azienda che si rispetti  dove tutti si sentono in famiglia,  ci si ricompatta nei momenti  di difficoltà, ecco che oggi, è accaduto proprio questo. La Juventus ha ritrovato se stessa, cercando di far emergere i più deboli, profondamente criticati e rei del pareggio più sconfitta europea.

Di elementi affaticati  in questa Juve ce ne sono, ma come in tutte le migliori famiglie c’è un fratello maggiore che interviene a mettere le cose a posto, a mediare e a far funzionare tutto, è proprio il caso di dirlo ed ammetterlo, Tevez ha sbloccato  servendo una palla gol che Vidal ha sfruttato nel migliore dei modi cioè segnando,  anche Llorente, dopo dai, che ti ridai, che ti ridai, che ti ridai e ancora che ti ridai ..Gol anche lui, evviva .. i tre punti sono l’unica cosa che conta, ma anche le quotazioni dei due giocatori fino ad oggi in ribasso stanno per risalire.

Ma questa è la Juventus, sa come gestire le sue forze ma soprattutto conosce i metodi per rimettersi in carreggiata.

La partita: diciamo senza infamia e senza lode, con un giocatore come il Tevez che spesso riesce a divincolarsi da tre difensori, (a volte anche  4) contro  un avversario dignitoso ma scarso, vincere non è stato difficile, nel primo tempo i palermitani comunque si sono fatti sentire cercando di contrastare al massimo la Juve, il seconto tempo è stato obiettivamente dei bianconeri, come gioco la Juve poteva fare meglio, forse Pirlo andava tenuto a riposo, considerata la modestia avversaria, io avrei buttato nella mischia Giovinco dietro alle punte, il ruolo a lui  più congeniale, dove riesce ad esprimersi meglio, chissà che non trovasse  il gol anche lui, maluccio Pereyra ..

La Juventus di Allegri, è ancora in cerca di autore, lo stesso Allenatore è pieno di dubbi amletici, sempre  con i riflettori puntati in attesa che commetta errori, non sa mai che pesci pigliare, perchè se tiene Pirlo in panchina, lo accusano di volerlo silurare, come accadde al Milan, però se lo tiene in campo  lo criticano perchè non lo toglie, insomma un pasticcio tale da portare l’insuccesso. Oltre al “Pirlo o non Pirlo”, Allegri dimostra di non sapere come gestire sti uomini allo stremo, certo gli hanno consegnato una “bella gatta da pelare”, questa non è la Juve che Conte concepì anni or sono, questa è la Juve ridotta ai minimi termini, dov’è Barzagli? Dov’è Pirlo? Vidal ecc. ecc. non penserete che Ogbonna regga in Europa .. avremmo necessità di rinforzi. Anche il gioco di questa Juve non è ancora chiaro, le lacune  emerse con il Sassuolo, che poi era solo il Sassuolo, ma sappiamo quanto queste secondarie siano così spietate quando c’è una partita della vita da disputare, non è altro che il disorientamento dei centro campisti i quali non riescono a trovare la via maestra, negli anni precedenti, Pirlo diceva a tutti cosa dovevano fare, proprio a tutti, muoveva i colleghi come fossero pedine, “tu stai qui, tu fai quello, tu fai quell’altro..” d’altronde se lo chiamano il regista ci sarà un perchè, ora che non lo fa, si perdono come mosche impazzite, ecco che la superiorità tecnica e  fisica di Tevez salva capra e cavoli ma non può sempre funzionare.

Sarebbe ora che Allegri ci mettesse un po’ del suo, tanto ormai non ci possiamo fare niente, lo dobbiamo digerire e quindi tanto vale che faccia qualcosa e che individui una strategia che preservi il centro campo.

Comunque, un passo alla volta, aver recuperato tre punti su quegli sciagurati è un bella conquista e sensazione, che bello aver vinto senza sproloqui, anatemi e farneticazioni giornalistiche, nessuno ha detto niente, forse io avrei qualcosa da dire all’arbitro dal cartellino facile comunque va beh c’è di peggio.

Il riposo dura poco, il turno di campionato arriva già mercoledì, e la Juventus come tutte le altre squadre dovrà riprendersi per disputare al meglio la prossima partita.

 

 

 

 

 

Mercoledì 23 ottobre 2014 ore 20.45 Stadio Georgios Karaiskakis – Atene – Champions League

Olimpiakos - JuventusScritto da Cinzia Fresia

 

E’ passato poco tempo dal piccolo capitombolo accaduto a Sassuolo, che la Juventus in preparazione di valige si appresta ad affrontare l’Olimpiakos ad Atene, una squadra complicata, a tratti violenta sebbene non perfetta si presenta molto determinata.

I bianconeri un briciolo rimaneggiati e senza Barzagli dovranno recuperare le forze per poter continuare il percorso in Europa, l’allenatore Allegri non drammatizza, sostenendo che la partita non è decisiva, comunque vadano le cose.

Vedremo.

Sassuolo-Juventus: le partite che si dovrebbero vincere

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Articolo di Alessandro Magno

Sassuolo-Juventus, l’editoriale. Premessa, trovo che il risultato sia giusto. Il Sassuolo ha fatto una partita cazzutissima anche se ha sofferto moltissimo nel finale arrivando quasi a sfiorare l’ostruzionismo totale. Ci hanno messo più grinta, più voglia, più sudore e sono stati premiati. Hanno ottenuto quel punticino che volevano provando anche a vincere, trovando una Juventus per troppo tempo sorniona e un Consigli in stato di grazia. La Juventus ha concesso troppo in difesa. Oggi forse per la prima volta s’è sentita veramente l’assenza di Barzagli, l’unico difensore di vera classe che abbiamo e l’unico che non concede mai nulla agli avversari. La marcatura di Evra su Zaza in occasione del sul gol ad esempio è da arresto. Sul francese a volte non capisco perché Allegri lo preferisca di gran lunga ad Asamoah, uno che certo non è terzino di ruolo, ma che con Conte non ha mai deluso anzi. A proposito di Zaza alla Juventus in futuro non ce lo voglio. E’ un personaggio scorretto che o s’è montato la testa per la Nazionale, oppure gli hanno detto che non rientra nei piani della Juventus ed è incazzatissimo con noi, perché è veramente estremamente irritante. Regolamento alla mano dovrebbe uscire dalla partita già intorno al trentesimo di gioco. Entrate spesso con i gomiti, a gamba tesa su tutti e spesso in ritardo. Ma la cosa che mi ha dato enormemente fastidio è tutta una serie di insulti ai nostri giocatori che si sono visti chiaramente in Tv tanto che avrà diversi battibecchi con tutti e uno particolare con Buffon che poi gli tirerà la maglia irritato. Forse a fine partita Di Francesco si riferiva a questi atteggiamenti quando ha detto che deve cambiare registro se vuole andare in una grande. Io un elemento del genere alla Juve non ce lo voglio, ripeto uno che è in orbita nostra e si comporta da antijuventino malato merita di giocare a Roma o all’Inter o alla Fiorentina ma non da noi. Abbiamo già portato un elemento del genere da noi tal Fabrizio Miccoli e abbiamo visto come è andata. Diverso il discorso di Berardi che ci ha fatto sudare sette camice e a momenti ci fa gol su punizione alla Del Piero ma che la lingua l’ha sempre tenuta a posto.

Dicevo della partita. Difesa oltre modo ballerina nel primo tempo. Secondo tempo meglio. La partita s’è messa subito male con il vantaggio loro ma l’abbiamo anche rimessa in carreggiata subito. Li è tornata la Juventus di Allegri che aspetta paziente di trovare il varco giusto. Cosa che avevo visto fare già con il Milan e con l’Atletico con alterni risultati. Ho l’impressione che questa flemma con cui a volte si gioca diventi piuttosto un difetto e non un pregio. Mi sembra di rivedere in questo la Juventus di Capello. Sarebbe secondo me opportuno invece a volte, cercare di variare le opzioni d’attacco e il ritmo. Ad esempio un Llorente che deve giocare solo di sponda e di sportellate serve davvero fino a un certo punto. Sarebbe opportuno che invece si facessero dei cross per la sua testa a volte, come sarebbe preferibile che si andasse al tiro dal limite quando si trovano squadre arroccate in difesa come il Sassuolo. Altro piccolo appunto al mister lo faccio sui cambi. E qui mi sembra di rivedere Conte. Allora Pirlo, se la squadra avversaria alza di molto i ritmi, può giocare solo un tempo. E infatti ha fatto un ottimo primo tempo. Poi dopo bisogna far entrare Marchisio subito. Già un centrocampo a tre Pirlo, Perreyra, Pogba non è il massimo della vita visto e considerato la poca esperienza del secondo e il gigioneggiare spesso irritante del terzo, se poi si persevera si finisce di perdere il bandolo della matassa. Altro ingresso tardivo Giovinco. Seba è in forma e lo ha ampiamente dimostrato anche in Nazionale. 10 minuti da giocare più recupero sono pochissimi. Nonostante questo è entrato e ha creato scompiglio. Farlo entrare magari prima no eh?

E veniamo all’arbitraggio. Abbastanza pessimo ma che fortunatamente non ha influito troppo sul risultato. Ci sarebbero due espulsioni una di Zaza per poker (per lo meno) di ammonizioni, l’altra di uno che ha dato una gomitata volontaria in bocca a Tevez (da rosso diretto). Ci sarebbe secondo me anche un rigore su Pogba che viene toccato mentre è in serpentina in area, quel tanto che basta a farlo inciampare, ma nessuno ve ne parlerà, nessuno griderà allo scandalo e nessuno parlerà di nulla di falsato. Men che meno noi che accettiamo il risultato del campo. La Juventus nonostante tutto ha tirato 19 volte e quando tiri 19 volte devi fare per lo meno 3-4 gol. Le recriminazioni arbitrali le lasciamo agli altri. Noi puntualizziamo solo per dire che non è vero che gli arbitri aiutano la Juve. Queste sono scuse di perdenti.

Dispiace alla fine perché sono 2 punti facili persi, ma niente drammi, sono cose che in un campionato capitano. Capitano a noi e capiteranno a loro. Chiudo ricordando i cori dei romanisti contro Pessotto e contro la Juventus in Roma – Chievo, di cui probabilmente pochi parleranno. Solo per ricordare a Garcia di guardarsi i suoi di tifosi, che noi da loro non accettiamo nessuna lezione né di stile né di bon ton.

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Stesi!

Allegri bruttoScritto da Cinzia Fresia

Allora, non cominciamo a trovare giustificazioni, l’unica che potrei tollerare, in quanto trattasi di verità, un arbitraggio indegno e spudoratamente di parte.

Purtroppo stasera è andata male, e questo è un segnale, che la champions league potrebbe restare appesa in camera ancora per qualche tempo. Al di là dell’andamento della partita, dobbiamo ammettere che, con  un avversario atleticamente più preparato   della media italiana ..  entriamo in confusione senza capire più niente.

E se n’è accorto anche Tevez, il quale si è reso conto che non avrebbe potuto fare molto, errori da tutte le parti, dai difensori, dai centrocampisti e infine anche dagli attaccanti, forse proprio Carlitos ha tentato di combinare  qualcosa di più, ma era in perenne marcatura e sempre solo come un cane, con dei colleghi in continua confusione.

E va beh ..peccato, certamente  un arbitro orribile come questo ha fatto molto, un po’ perchè noi italiani davvero non ci sopporta nessuno, i tedeschi soprattutto, magari è ancora un refuso della seconda guerra mondiale ma niente, ogni volta che incontriamo un arbitro di lingua germanica se può guastarci la festa lo fa.

Con questo la  possibilità di passare il turno sicuramente c’è ancora, ma se la Juve in Champions non volta pagina, dubito che possa andare troppo oltre.

E’ mancato un gruppo forte e soprattutto unito, è mancato Pirlo, perchè Marchisio è sicuramente bravo ma non all’altezza di una avversario così fisico e atleticamente superiore.  Non sono arrivate palle decenti agli attaccanti, ma non solo, Tevez era troppo solo, lo marcavano in tre e nonostante ogni tanto,  riuscisse a toglierseli di dosso mai  nessuno a supporto, anche Vidal, pessima partita, per non parlare di Llorente, no comment, gli altri hanno fatto come potevano, tanti errori dalla difesa, persino  Buffon non è stato eccellente.

A questo punto era una squadra talmente inadeguata che le sostituzioni effettuate con maggior anticipo non avrebbero cambiato la sorte della partita, forse l’errore è stato quello di puntare subito al pari, la Juventus ha tirato poco e male, si è fatta annientare subito dalla mandria imbizzarita con un allenatore fuori di testa.

Se Pirlo e Barzagli non si riprendono al più presto, non so come potrà andare con avversari di questa risma,  che utilizzano più la violenza e soprattutto una fisicità che possono avere casomai Vidal e Tevez, al massimo.

Tante ammonizioni ai nostri e  talune ridicole, ma siamo consapevoli della fragilità della squadra quando si sente presa ai fianchi.

A riguardo del campo, avrei delle osservazioni sui  sig.ri tifosi dell’Atletico, i quali  hanno continuato ad insultare la Juventus in “perfetto” italiano 90 minuti precisi, beh, complimenti a questi tifosi, bella gente! Una bella sospensione del campo non farebbe male, così imparano a tapparsi la bocca, o al massimo cantare l’inno della Spagna, che si fa bella figura.

 

 

 

Sabato 20 settembre 2014 Juventus-Milan ore 20.45 Stadio Meazza – Milano

milan contro Juvescritto da Cinzia Fresia

Senza sosta le fatiche della Juventus proseguono gia’ con uno scontro diretto in trasferta, a Milano contro il Milan, squadre fresche di successi e con desiderio di continuare a vincere. La Juventus dovrà affrontare la fazione milanese con alcune assenze che peseranno in difesa ed a centro campo.

Per l’allenatore Allegri sarà un campo durissimo comunque vada il risultato. Entrambe le squadre hanno le medesime possibilità di farcela, la Juventus di Tevez dovrà impegnarsi al massimo per contenere gli attaccanti rossoneri, Allegri dovrà inserire l’attaccante di supporto a Tevez, eviterei Llorente considerata l’assenza di Pirlo.

 

 

Juventus-Udinese: campioni d’Italia tostissimi.

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Articolo di Alessandro Magno

 

Juventus-Udinese 2-0. Seconda partita. Seconda vittoria. Seconda prova sopra le righe di questa Juve targata Allegri. Nuovo corso si dice. In parte è così. Difficile migliorare una squadra che ha frantumato ogni record, eppure bisogna provarci. Il Mister Allegri ha detto che pecchiamo in gestione della partita. Effettivamente si poteva e doveva chiudere prima. Si è rischiato anche molto appena s’è tirato il fiato, di conseguenza se tiri dieci volte in porta e fai un solo gol e gli altri con due tiri a momenti ti pareggiano, certamente c’è da correggere. Altresì se chiudi sempre le partite con una marea di occasioni come con Chievo e Udinese hai anche la consapevolezza che correggere non significa stravolgere. Che aggiustare non è certamente costruire (o ricostruire).

Si gode a vedere Tevez, Llorente, Pogba, Marchisio, Lichtsteiner. Si gode a vedere i nuovi così ben inseriti Evra, Coman, Morata. Persino chi ha avuto qualche problema come Ogbonna mi pare stia acquisendo sicurezza e continuità di prestazioni.

C’erano tanti rischi per Allegri. Trovare una squadra appagata, giocatori con la testa altrove. Giocatori che per tre anni anno lavorato con uno staff con metodi diversi da quelli attuali e quindi non per forza di cose, trovarseli pronti o anche solo adatti a nuovi metodi di lavoro e nuovi preparatori. Non dimentichiamo come gli stessi giocatori che con Del Neri non giravano, l’anno dopo con Conte volavano. Non tutto è scontato.

Invece a Torino pare proprio non sia cambiato niente. La squadra macina gioco che è una meraviglia ed è assoluta padrona del campo. Non so se per colpa delle avversarie ma a me addirittura, queste due prime uscite mi paiono meglio delle ultime dell’anno scorso dove per forza di cose i giocatori risultavano abbastanza provati. Con Allegri mi sembra di rivedere la prima Juve di Conte. Famelica. Assoluta padrona del campo, con un possesso palla francamente imbarazzante, per le altre.

Ripeto, non so se per colpa di Chievo e Udinese. In questo senso forse il Milan ci chiarirà qualcosa in più. Resta la piacevole sorpresa di poter continuare a vedere le partite della Juve e godere di una squadra veramente tostissima.

Juventus – Udinese 2-0. Sintesi.

http://www.dailymotion.com/video/x25xcpa

Più semplice del previsto

imageScritto da Cinzia Fresia

Bella vittoria della Juventus ieri sera a Torino, contro un’Udinese bisogna ammetterlo spaventosamente in ribasso dal dopo Guidolin, senza gioco ed energia.

La squadra friulana ha tentato di contenere  gli attacchi della Juventus  costanti e continui, ma senza successo.

La Juventus e’ stata leader indiscussa del match, Tevez e Marchisio veramente eccezionali, con due grandi gol. Come  l’anno scorso, la Juventus  fatica a finalizzare il gol in proporzione ai tiri che fa, e nei momenti di calo offre subito il fianco debole, rischiando di farsi raggiungere, situazione che puntualmente accade nelle  fasi del secondo tempo dove ieri  l’Udinese ha trovato il pareggio,  in fuori gioco  per fortuna per noi.

Buon lavoro dei due nuovi Pereyra ed Evra, Tevez molto forte e determinante in questo avvio di campionato   un Marchisio da inizio stagione che  ha svolto bene il ruolo di Pirlo, effettuando un gran gol, chiudendo la partita.

Anche Pogba rientra tra i migliori di questo match, sebbene si sia perso in piu’ di un’occasione, sara’ tra gli obiettivi di Allegri  lavorarci un po’ di piu’  per ottimizzarlo in vista della Champions.

Fino adesso non ho visto grossi cambiamenti sostanziali nella squadra, la quale mantiene pregi e difetti della gestione precedente, la differenza dovra’ emergere  in Champions league che puntuale arrivera’ martedi prossimo, se si vorra’ essere competitivi.

 

 

 

 

sabato 13 settembre 2014 Juventus-Udinese ore 20.45 Juventus stadium

thScritto da Cinzia Fresia

Seconda partita di campionato dopo la pausa dedicata alla nazionale, la Juventus si presenta attualmente senza alcuni titolari, e dovrà cimentarsi contro una delle solite brutte bestie che conosce bene, l’Udinese, assetata di vendetta, e pronta a tuffarsi in quelle lacune ereditate dalle gestioni precedenti.

Sarà una partita impegnativa come tutte d’altronde, con tutti gli  occhi puntati su Allegri, per il livornese sarà il secondo esame, l’attenzione mediatica  sara’ tutta  per lui, attenzione agli errori quindi, già il tecnico “comme d’habitude” è gà in polemica con i giornalisti, i quali lo punzecchiano almeno con la penna sulle  le pecche e i punti deboli circa le sue  iniziative.

Bene, godiamoci la partita, sperando che qualcuno la metta dentro e non si auspichi un altro autogol.

 

 

 

 

 

La quadratura del cerchio (Seconda Parte)

2 La quadratura del cerchio (Seconda Parte)

di Davide Peschechera

Allegri viene ingaggiato nel giro di pochissime ore. Eppure si rinfaccia a Conte, e a Conte solamente, l’aver lasciato la squadra al secondo giorno di ritiro. E se Conte, a maggio, è stato “costretto” a restare, come puoi imputargli di aver lasciato a Luglio? Quando almeno un dubbio sulla concertazione della faccenda non può che rimanere, visto che il giorno dopo l’addio del tecnico leccese si è chiusa con grande successo anche la campagna abbonamenti. Stesso discorso per l’accordo lampo tra Conte e Tavecchio, Federazione e sponsor Puma. Non sta né in cielo né in terra che trattative e conclusioni di contratti si realizzino in qualche giorno, quando solitamente richiedono molto, molto più tempo. Insomma, una faccenda incartata e consegnata ai tifosi, a scatola chiusa. Prendere o lasciare. L’errore fu quello di credere che una storia tra un allenatore che vuole l’affermazione personale ed un club vincente fosse una storia d’amore. Di quelle che anche il calcio sa dare. E invece negli ultimi 3 anni c’è stata solo la Juve. E non la Juve di Conte. L’hanno sempre saputo, probabilmente, Agnelli e Conte. Conte si è servito della Juve e la Juve di Conte.

Potrebbe essere un suicidio professionale, e sarebbe certamente una brutta caduta dal punto di vista umano. Lui è efficace se può lavorare coi giocatori quotidianamente, e non una volta ogni 3 mesi, anche se ha colto l’attimo con opportunismo e lucidità, preferendo ripartire dalle macerie mondiali dell’Italia di Abete e Prandelli (che in qualche modo riecheggiano i settimi posti da cui mosse i primi passi la sua Juve tre anni or sono) piuttosto che accettare la sfida di inseguire nuovi trionfi, tutt’altro che scontati, in bianconero. Si è garantito almeno un biennio di stress più stemperato, meno frequente, meglio distribuito (due partite ogni tanto anziché tre a settimana, almeno fino alla fase finale degli Europei) ma non è detto che ci sia meno pressione che alla Juve. Una via di mezzo tra la frenesia imposta da coppe e campionato e una per lui insopportabile inattività. E una nuova, stimolante esperienza.

Conte porterà in Nazionale un cambio di mentalità e di comportamento. Conte allenatore della Juventus non era un amante (eufemismo) delle intromissioni della Nazionale ma Conte ct chiede un cambio radicale di mentalità e presumo che sarà una palla ingombrante tra i piedi durante tutto l’anno. Antonio “divide et impera”, da allenatore della Juve e da allenatore della Nazionale.Conte per molti si è comportato da professionista cinico e spietato, è uno dall’ego e dall’ambizione smisurate ed ha realizzato, forse troppo in anticipo, uno dei suoi sogni. Conte è giovane, alla sua età la Nazionale è più un ripiego (o, se vogliamo, un trampolino di lancio) che un traguardo. La nazionale è sempre stata un punto di arrivo, dopo anni di esperienza nei club, nazionali e internazionali, per un allenatore ambizioso. Conte sperava ormai da mesi di avere una chiamata estera prestigiosa. A parte il Monaco nessuno lo avrebbe in realtà cercato. Poi è arrivata la telefonata di Tavecchio; certo prestigiosa, certo affascinante, certo importante, ma pur sempre una seconda scelta. Lui dice che voleva fermarsi un anno per aggiornarsi, guardare partite, seguire giocatori, imparare l’inglese, tutto in attesa di una chiamata da un top club. Tutte cose compatibili comunque con l’impegno da selezionatore, una seconda scelta, un impegno meno gravoso dell’allenatore di un top club. Potrebbe crescere, diventare più forte e ancora più preparato

Conte ha chiesto un ruolo da manager, non solo da allenatore. Una vera e propria rivoluzione sul modo di gestire una Nazionale. Libertà d’azione, carta bianca nella gestione tecnica, progettuale e logistica di tutto ciò che riguarda la sua Nazionale. Stage durante il campionato, almeno due-tre l’anno, oltre ai normali ritiri. Rapporto continuo, capacità d’interazione e contatti costanti con le società senza troppe spigolature, garanzia di collaborazione con gli allenatori e i club. Continui faccia a faccia con i colleghi dei club per capire la forma dei propri giocatori e via dicendo. Su questo Conte non ha ammesso deroghe e ha chiesto impegni scritti, condizioni nero su bianco. Conte vorrebbe essere un CT di Nazionale sui generis: un tecnico a tempo pieno senza staccarsi dal lavoro quotidiano, quasi che l’Italia fosse un normale club. Monitoraggio sule giovanili. Stipendio adeguato. Conte ha chiesto e avrà in pratica le chiavi di Coverciano. Ciò che insomma voleva alla Juve. Vuole strutturare con uomini suoi. Richieste molto “dure” come quella di volere tutto il suo staff, Alessio e Carrera secondo la logica de “ne usciamo con le ossa rotte”. Repulisti storico. Con i club che non sono nelle condizioni di fare i sofisticati” e possono solo/devono accogliere volentieri Conte con tutti i suoi capricci. L’ ambizione è al tempo stesso la forza e il limite di Conte. Forza perchè lo porta a misurarsi con realtà ridotte male, limite perchè quando intravede la possibilità di non poter più vincere/migliorare è tentato dal lasciare e ricominciare altrove. Questa ambizione lo porta a confrontarsi con ambienti a lui a volte ostili per conquistarli dall’interno e a fare i propri interessi. Ma siamo sicuri che li abbia fatti? Conte non parla bene Inglese, ha uno stipendio alto (confermato in Nazionale), non ha nel curriculum di allenatore grandi vittorie internazionali, è uno che ha bisogno di un team dal budget alto che faccia un mercato costoso essendo molto esigente, pretendendo giocatori che chiede e non limitandosi a “profili di giocatori”.   Lasciata la Juve, quale squadra di club coi soldi lo avrebbe potuto chiamare? Forse solo il Monaco o altre squadre che oggi ci sono, domani chissà. Rimanendo alla Juve secondo me nel lungo periodo avrebbe potuto fare maggiormente i suoi interessi, agganciandosi ad una squadra in crescita, italiana, che gli avrebbe perdonato (quasi) tutto, assicurandogli sempre uno stipendio a lui gradito. Insomma, ha fatto una scelta azzardata e solo la Nazionale avrebbe potuto accoglierlo.

La formula finale dell’intesa sul contratto che ha portato l’ex allenatore Juve sulla panchina dell’Italia sottoscrive due accordi, per una cifra complessiva di 4 milioni netti l’anno che può salire a 4.5 in caso di qualificazione all’Europeo. Tutte e due sono con la Federcalcio: il primo (2 mln) come ct e coordinatore delle nazionali giovanili unificando ruoli e compensi di Prandelli e Sacchi; il secondo per la cessione al cento per cento dei diritti di immagine alla Federazione. Contestualmente la Figc girerà a Conte altri 2 milioni netti l’anno, assicurati da Puma per lo sfruttamento dell’immagine del ct, e in caso di qualificazione un milione nel biennio sempre dallo sponsor. In questo contesto, Puma ha ottenuto dalla Figc il prolungamento della partnership dal 2018 al 2022. Insomma, un compenso “allineato ai costi della precedente gestione” se non ci fosse stato l’intervento dello sponsor che, come azienda privata, ha deciso di investire su Conte perché lo ritiene più bravo degli altri. Volevano che Conte allenasse gratis, magari legato con le catene visto che “è stato condannato dalla giustizia sportiva in passato”? Può non piacere il contratto a Conte, perché ha imposto le sue condizioni ma l’Italia le ha accettate con la testa bassa.

Sappiamo tutti benissimo che ora Conte è destinato e condannato a vincere. Forse per lui questa è una sfida alla sua portata, più alla portata di un altro Scudetto alla Juve con raggiungimento dei quarti di CL, e questo ha fatto la differenza. Ma per fare meglio di Prandelli non al Mondiale, ma all’Europeo, può solo vincere. Scelta coraggiosa e rischiosa. La  Juventus ha caricato di ogni responsabilità Conte. Non è stato solo l’allenatore ma l’immagine della Juventus, quella di chi non si arrende mai (fino alla fine), l’allenatore che davanti ai microfoni ha offerto l’unica difesa alla società più antipatica d’Italia. L’allenatore della svolta, l’arrogante messo sotto accusa da chiunque. Il progetto Conte ha portato vittorie, Conte ha fatto godere noi è ha fatto rosicare tifosi avversari, addetti ai lavori, giornalisti, tutti. Li ha fatti impazzire di rabbia. Ha fatto rivedere, rivivere, riapparire l’incubo, il fantasma di un ritorno alla Juve pre-Farsopoli. La grinta della squadra ha dato ad ogni Scudetto conquistato una nomea ben precisa: il primo è stato quello vinto da imbattuti, il secondo quello della conferma, il terzo quello dei 102 punti sbattuti in faccia a chiunque. Tre anni di dominio e record infranti. Entrambi, dirigenza Juventus e Conte, si sono rimessi in gioco. Vediamo dove vanno: un po’ come quando si separano i gruppi rock di successo, in fondo… (cit.). Biennale per lui e biennale per Allegri, tutto fa pensare che, in fondo, quello di Conte sia solo un arrivederci. ci sarà sempre tempo per tornare a casa, ricalcando le orme di Trapattoni e Lippi. L’esordio contro l’Olanda avverrà il 4 settembre a Bari, tra pochi giorni. Sarà un ritorno al passato e la prima tappa verso il futuro. E noi dobbiamo voltare pagina. Il tempo di vedere Conte all’opera e poi sarà di nuovo campionato. Intanto siamo ripartiti così come ci eravamo lasciati. Vincendo. Buona stagione a tutti.

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