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Asfaltati sotto tutti i punti di vista.

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Articolo di Alessandro Magno

Faccio una premessa, i miei lettori più affezionati già lo sanno , ma lo voglio ricordare per i nuovi: Portare via la Juve dall’Italia e lasciare tutti nella feccia a marcire è il mio sogno.

E’ veramente vomitevole che tutte le TV ieri, e quasi tutti i giornali oggi, puntano il dito sulla Juventus per un gol in fuorigioco (ammesso che sia) di 21 cm. Una questione impercettibile a occhio umano e che anche da regolamento non può essere considerato un errore in quanto ai guardialinee, proprio per favorire lo spettacolo, hanno dato ordine preciso di non fischiare in caso di dubbio. Quindi di lasciare giocare. Ora se non è un fuorigioco dubbio quello di 21 cm, io non so cosa vuol dire allora la parola ”dubbio”. Fra le altre cose tutti hanno sorvolato sulla posizione di Fernandez, gli stessi operatori di Sky hanno tracciato la linea del fuorigioco elettronica su Behrami che è davanti a Llorente e non su Fernandez che è alle sue spalle e che se non lo tiene in gioco (probabilmente si) fa ridurre questa misura di 21 cm a un’ nulla. Davvero un paese che manca totalmente di cultura sportiva il nostro, e ha fatto non bene ma benissimo Conte a guardarsi prima tutte le castronerie che hanno detto i media e ad uscire solo dopo, bello preparato e combattivo e a rispondere a tono a tutti quanti.

Tutti antijuventini a guardare la pagliuzza e a dimenticarsi la trave che gli si è infilata su per il deretano. Solo Sacchi notoriamente non juventino ha parlato di Juve assolutamente padrona del gioco per lunghi tratti e che avrebbe dovuto chiudere il primo tempo con un vantaggio sicuramente più cospicuo. Napoli annichilito e tenuto in partita da un Reina superlativo. Nella ripresa è pur vero che c’è stata la reazione del Napoli culminata in qualche parata di Buffon, ma la Juventus ha ribadito colpo su colpo, tanto che i numeri finali parlano di più tiri in porta, più occasioni da gol, più possesso palla e più supremazia della Juventus. Tutti i nostri giocatori, anche i più notoriamente timidi come Ogbonna e Isla, hanno giocato una partita ampiamente sopra la sufficienza, alcuni come Asamoah, Pirlo, Vidal , Pogba a livelli straordinari. Si può dire altrettanto dei giocatori del Napoli? Higuian, Hamisk, Armero, Albiol hanno giocato una buona partita secondo voi? Behrami, Inler, Marteens, Callejon che praticamente non sono pervenuti o erano alla stregua di zombie che vagavano per il campo alla ricerca di una palla che non vedevano mai, sono risultati così negativi perchè l’arbitro ha convalidato un gol in fuorgioco (forse) di 21cm?

Napolisti fatevi davvero un esame di coscienza, non c’è stata partita. Prendetevela con Inler che fa un fallo sciocco su Tevez dandogli di tutto e di più, dalle spinte, ai calci, al toccare il pallone con un braccio, in una posizione pericolosa e pur sapendo che noi abbiamo un certo Signor Pirlo in squadra. Lo specialista del gol su punizione. Prendetevela con chi si doveva marcare Pogba libero e bello di fare un gol da cineteca, stop con palla rotante alla Goldrake e meteorite d’esterno nella porta di Reina. Tutto solo soletto. E chi me lo dovevo marcare io?

Prendetevela con i vostri tifosi se vi chiamano maleducati e incivili perchè i tifosi al seguito del Napoli sono veramente lo schifo del tifo. Io non ho difficoltà a dire ai miei ultras che sono degli emeriti cretini a sfidare le regole sciocche della figc, che seppure appunto sono sciocche, sono le regole in vigore. Questo ci farà giocare probabilmente le prossime due a porte chiuse e ci farà saltare il ritorno di Trezeguet che non credo venga in uno stadio vuoto. Voi siete capaci di fare altrettanto? Ogni volta che gli ultras del Napoli vengono a Torino devastano il settore ospiti. Migliaia di Euro di danni, lavandini rotti , inferriate rotte, seggiolini divelti, rubinetti staccati e lanciati sui nostri tifosi. Ci sono 4 feriti per questo, e fra l’altro voglio ricordare a tutti che questo lancio di rubinetti viene fatto sulla Curva Nord, quindi non sui nostri ultras che sono in Curva Sud, ma sulle famiglie con i bambini e/o comunque i tifosi comuni. Sugli stessi  tifosi comuni al solito (perchè è un abitudine per i napolisti) sono stati buttati gavettoni di piscio. Che dire dei gavettoni di piscio lanciati a mo’ di bombe a mano?

Per quale motivo devo chiamarvi civili?

Per paura che mi si dia del razzista? Ma io so di non esserlo cos’è questa ipocrisia, a me mi frega un fico secco di come mi volete chiamare e non faccio di tutta un erba un fascio, ho molti amici a Napoli, Juventini e non, che si vergognano loro stessi di certi attegimenti degli ultras del Napoli in giro per l’Italia. Chiaramente non sono tutti così e ci sarà una parte minima o massima che prenderà le distanze. La maggior parte di quelli che vengono a vedere la partita al seguito del Napoli a Torino sono degli incivili e lo dimostrano i danni che fanno. Noi a Napoli non facciamo altrettanto.

La Juventus dovrebbe fare in modo che questi tifosi non entrino più nel nostro stadio, abbiamo rivalità con tutti: Interisti , Milanisti, Viola , Granata ecc….ma è inconcepibile che solo dopo ogni Juve – Napoli noi si debba ricostruire parte del nostro Stadio. Statevene a casa l’hanno prossimo nun v’appresentate, siete stati sconfitti su tutta la linea. Pubblico, campo, civiltà. Come sempre d’altronde.

 

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Juventus – Napoli 3-0 Sintesi.

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Juventus – Real Madrid. Questo bicchiere mezzo … ?

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Articolo di Alessandro Magno

 

Ho atteso parecchio prima di inizare a scrivere. Questa partita di ieri sera suscita in me diversi sentimenti e considerazioni contrastanti. La prima questione che mi sono posto a riguardo dei commenti piuttosto entusiasti per la prestazione, in verità assai degna, è se questi commenti sarebbero stati dello stesso entusiasmo se poi il Galatasaray non avesse perso a Copenaghen. Francamente non credo. Non credo che si sarebbe visto di buon occhio un altra occasione persa, perchè la sensazione così a distanza di molte ore, è che si potesse vincere. L’altra considerazione, diciamo non propriamente ottimistica è la seguente: sento molti parlare di vincere le prossime due gare come una cosa praticamente già quasi certa e non come una cosa al limite, fattibile; voglio ricordare a tutti che la Juve in questo girone di Champions non ha ancora vinto una sola partita, ottenendo una sconfitta e tre pari e che non vince in Champions dalla partita con il Celtic dell’anno scorso. Totale partite senza vittorie 6. Quindi non è che siamo così prodighi di vittorie da considerare le prossime due gare una botta di vita. Sicuramente non lo sarà la trasferta a Istanbul. Bisogna volare basso. Non faccio del pessimismo che non è da me, ma cerco di esser realista.

Venendo alla prestazione, è indubbio che la Juve ha disputato una buona gara. Ora dipende dai punti di vista se è più giusto considerare una prestazione buona perchè si è giocato alla pari contro il Real Madrid e lo si è messo in difficoltà, come gli stessi Casillas e Ancelotti hanno ammesso, oppure se considerarla una prestazione così così, visto che il Real non è che avesse questa gran voglia di vincere e neppure sembrava così terribile. Real che poi nel secondo tempo quando ha accelerato un poco, ci ha messo seriamente in crisi, segnando due gol e andando vicinissimo a un terzo (traversa di Xabi Alonso). Allora forse devo pensare che la Juve è certamente una buona squadra ma non ancora ottima. Una squadra buona per il campionato italiano ma ancora non veramente pronta per l’Europa. Insomma che questo è il nostro massimo attuale: arrivare a giocarsela alla pari con il Real Madrid seppure con un certo timore reverenziale o complesso di inferiorità che dir si voglia.

Io ho visto ad esempio, una certa mentalità combattiva, soprattutto nel primo tempo ma ho visto anche tanta paura di perdere. Nei commenti ho sentito paragoni con la Juve di Ranieri e che la stessa aveva fatto meglio di questa contro il Real. Ma quella Juve aveva ancora giocatori ”Europei” e ”Mondiali” come Del Piero, Nedved, Trezeguet o compagnia bella, mentre questa Juve di quel livello pare avere solo Tevez. Lo stesso Buffon, senza volerlo incolpare di nulla per i due gol presi, pare ormai un portiere normale ed è dall’ inizio di questo campionato che prende gol normali da portiere normale. I salvataggi miracolosi, quel tenerci ”in partita” come faceva una volta, sembrano un lontano ricordo. C’è Vidal che sta lavorando per raggiungere certi livelli, però davvero i giocatori di caratura internazionale, quelli che poi quando a tutti tremano le gambe a questi viene ”la cazzimma” si contano davvero sulle dita di una mano. Devo dire che pur considerando la prestazione ottima di Caceres (salvo l’errore), di Vidal e di Pirlo, ritengo che il migliore in campo sia stato Pogba. Probabilmente per indole personale e sfrontatezza giovanile, uno che ha affrontato il Real Madrid come dovesse affrontare il Cazzimperio. Per lui ieri non faceva alcuna differenza.

Ho visto un Conte che ha ”vissuto” in modo forse eccessivo la partita e qualcuno dice che ha condizionato Caceres nel passaggio sbagliato, anche se nelle interviste ha smentito. Il modulo poi ad esempio, questo tanto ventilato 4-3-3 non c’era o era solo sulla carta, se non una vera e propria montatura per gettare fumo negli occhi agli avversari. Abbiamo giocato con un 4-5-1 con Tevez encomiabillissimo a fare l’ala e a volte il terzino.  La Juve col coltello fra i denti l’ho vista solo a tratti e quasi esclusivamente nel primo tempo. A volte sembrava più la paura di scoprirsi che quella di offendere. Il primo tempo, nonostante diverse conclusioni nostre, è finito con un possesso palla del 50% a testa. Buona la prova di sacrifico di Llorente, buona anche la prova da terzino (che non è un terzino) di Asamoah e del già citato Caceres che avevano difronte due dei giocatori più forti e più veloci del mondo: Bale e Ronaldo.

Devo dire in tutta franchezza, e penso che lo stesso hanno fatto molti di noi, ieri si è passati dall’illusione di poterla vincere, alla paura di perderla e di brutto. Alla fine quando il Real negli ultimi 5 minuti faceva una ”penosa”, ma a loro utilissima melina, alla nostra squadra stava benissimo il pari e si vedeva, e non so dirvi se questo sia giusto o meno. Probabilmente devo dire che anche da casa e sugli spalti a quel punto stava bene il 2-2 e il rimandare ancora per l’ennesima volta il discorso qualificazione alle partite che verranno. Ripeto: non so dirvi se questo sia veramente giusto o meno.

Una partita dove si sono viste cose molto buone e altre meno buone. Ai ragazzi non gli si può rimproverare probabilmente nulla se questo è il loro massimo. Si parlava oggi del se puntare alla qualificazione o al campionato o all’Europa League. Io punterei a quello che viene senza fare tanti pronostici. La prossima volta vorrei vederli solo più arrembanti e fare meno calcoli. La storia insegna che per vincere questa Coppa bisogna giocarsele tutte e non far calcoli. Speriamo iniziamo a farlo dalla prossima partita.

Parma-Juventus 0-1: basta la vittoria.

Parma FC v Juventus - Serie A

 

Articolo di Alessandro Magno

 

Una vittoria Trapattoniana e non Capelliana come ho letto da qualche parte. In primis perchè se devo citare qualcuno cito almeno uno che mi è simpatico e in secundis perché la Juve di Capello vinceva ammazzando il gioco e non rischiando nulla mentre ieri sera qualcosina s’è rischiato, vedasi colpo di tacco di Amauri. A proposito di Amauri credo che sia evidente ormai a tutti che il granchio a suo tempo lo prese la Juve e lui è un buon attaccante da squadra di medio livello e non da grande squadra. Nemmeno Prandelli che non disdegna di convocare giocatori come Giaccherini e Aquilani, l’ha mai preso in considerazione, quindi Amauri se ne faccia una ragione, continui la sua carriera che è comunque un’ottima carriera e lasci perdere i giri di campo che vuol fare quando segnerà alla Juve che seppure potrebbero accadere resta il fatto inconfutabile che con lui la Juve s’è sbagliata a prenderlo e non a cederlo. A proposito di fatti inconfutabili, il signor Glik neo capitano del Toro che ha giurato che mai indosserà la maglia della Juve evitasse pure di farsi di queste paranoie che da noi al massimo potrebbe lavare le scale. Sembra quello che voleva vendere la Duna e aveva scritto : ”Telefonare ore pasti” e sotto qualcuno aveva aggiunto : ”Magna tranquillo”. Magna tranquillo Glik.

E veniamo alla disamina della partita. Primo tempo scialbo con un tikitaki sterile. Con un continuo portare la palla sulle fasce e con i due esterni completamente fuori da ogni logica. Padoin e Asamoah improponibili. Preferire Padoin e Isla a Caceres ce ne vuole poi. Sull’altra fascia se a destra gioca Paodin allora puo’ giocare anche Peluso piuttosto che un Asamoah veramente inguardabile. Fra l’altro giocare sugli esterni con in mezzo i ”giganti” Tevez- Giovinco è un altra chicca di Conte. Ultima nota sugli esterni la faccio per i fischiatori di Motta della domenica scorsa: guardate che Padoin non è meglio e ha la fortuna di giocare in questa Juve e non in quella di Del Neri altrimenti vorrei vedere.

Altra cosa che francamente non ho capito oltre al continuo allargare sulle fasce al cospetto di esterni cosi improbabili, la contemporanea rinuncia agli unici due registi che abbiamo. Non sono un particolare fan di Bonucci eppure mi pare strano che facendo riposare Pirlo si tenga in panchina anche Leonardo uno che fra le qualità che ha (che non è che siano tantissime) ha per lo meno quella del lancio e della visione di gioco. Non a caso poi la Juve cambia registro e passo una volta entrato Pirlo uno che da solo è in grado di far girare una squadra.

Come ho sempre detto Conte come motivatore e preparatore atletico è fra i tecnici migliori al mondo, come stratega siamo invece quasi al di sotto dello zero. Anche con il Parma cambi a 20 minuti dalla fine ed è solo un caso che non siano passati in vantaggio loro altrimenti staremmo qui a commentare un’altra volta una Juve che si deve prendere schiaffoni per reagire. Non è così o per lo meno non è sempre così.

Ultime note per Giovinco vivace ma questo è, per Quagliarella che entra e scocca un tiro dei suoi che per poco non risolve la partita e comunque che mette vuoi o non vuoi, in condizione Pogba di segnare sulla respinta e su Buffon che specie nel finale non mi ha dato per nulla sicurezza. Questa insicurezza di Gigi alla lunga sta diventando un problema.

Alla fine è stata una vittoria più di esperienza che di effettiva bravura. Una volta si diceva che le grandi squadre vincono anche in questo modo e questo è in parte vero, tuttavia credo che con squadre come il Parma è giusto pretendere di meglio. Salviamo il fatto che si gioca ogni 3 giorni e non è facile trovarsi sempre sul pezzo. Però solo alcune settimane fa abbiamo rischiato addirittura di perdere contro il Chievo che è ultima e sta prendendo sberle da tutti. Certo la Coppa distrae non poco. E allora visto che siamo distratti dalla Coppa almeno in Coppa fatemi vedere una Juve feroce.

 

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Parma – Juventus 0-1 Sintesi.

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Fiorentina-Juventus 4-2: dieci minuti di ordinaria follia

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Articolo di Alessandro Magno

E’ assolutamente vero che la Juventus di quest’anno ha qualche problema. Non so se sia mancanza di appetito, o problemi di limiti di età, vedansi Pirlo e Buffon, però non è un mistero dire che le cose non vanno come dovrebbero andare. Al tutto aggiungiamoci che la Roma viaggia a un ruolino di marcia infernale e il Napoli come noi, e va da sé che il terzo scudetto di fila diventa oltremodo difficile.

Sono convinto che a Firenze potevamo fare bene. Se andiamo ad analizzare la partita è palese che per 70 minuti la Fiorentina non è esistita, surclassata in tutto e per tutto. Tuttavia è bastato un rigore inventato dal Killer Rizzoli, uno che quando ci arbitra ne commette di tutti i colori, per invertire l’inerzia della partita. Lungi da me dare la colpa della sconfitta a Rizzoli. Nessuno ci ha ordinato dopo aver preso un gol di prenderne poi altri tre. Questo va detto perché noi siamo diversi dagli altri e per le nostre sconfitte non cerchiamo facili alibi.

Probabilmente, ed è un errore che abbiamo commesso anche in altre partite di quest’anno, ci siamo troppo specchiati nella nostra bravura e invece di chiuderla con il tre a zero abbiamo giocherellato a fare i fenomeni. Forse dal momento che c’era Llorente in campo bisognava fare qualche caxxo di cross in più. O forse Conte avrebbe dovuto inventarsi qualcosa subito e non sul 4-2 ( 3 punte), quando ormai la partita era compromessa.

Io non ho la ricetta per venirne fuori, so solo che da un po’ di settimane che scrivo che la Juve non mi sembra più quella di prima, nonostante rispetto agli anni scorsi abbia un Tevez in più. Sto continuando a scrivere che Conte deve rivedere il modulo almeno in qualche frangente, in quanto ormai questo collaudatissimo 3-5-2 è anche super studiato e super conosciuto dai nostri avversari. Non so se riusciremo a ripeterci in campionato. Penso che per la Champions non siamo attrezzati, così come penso che nell’insieme non siamo più deboli di Napoli e Roma. Certo se gli altri faranno più punti di noi li applaudiremo. Ai tifosi più umorali voglio dire solo di ritenersi fortunati a tifare Juve. Noi queste scoppole le prendiamo una volta ogni morte di Papa, gli altri ne prendono diverse all’anno.

 

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Fiorentina – Juventus . Sintesi.

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Dio benedica il gol in fuorigioco … di Tevez.

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Articolo di Alessandro Magno

 

Evviva avviva! Menomale che il gol di Pogba è viziato da un fuorigioco di Tevez ( fra l’altro per nulla evidente a velocità normale) altrimenti IO bovino e/o antijuventino in genere di che parlerei? Mi toccherebbe ammettere che la mia squadra al solito ha fatto veramente cagare rinunciando completamente a giocare anche dopo l’1-0. Dovrei dire che la mia squadra anche dopo lo svantaggio non ha reagito per niente, ma anzi è stata schiacciata nella propria metà campo senza neppure troppa difficoltà dalla Juventus. Dovrei dire che il mio idolo Cerci, quello che si permette di dire a Tevez che non ha il suo sinistro pur non avendo nè vinto nè tantomeno dimostrato in carriera neppure la quarta parte di quello fatto dall’argentino, che Tevez a livello di prestazione al mio idolo Cerci lo ha completamente annichilito. Mi toccherebbe ammettere che Buffon è rimasto tranquillo tranquillo a farsi i cacchi suoi per tutto l’incontro, spettatore non pagante, che avrebbe potuto anche togliersi i guanti e mettersi a fumare una sigaretta appoggiato al palo, perchè il mio Toro ( il nostro Toro, per tutti gli antijuventini d’Italia) non ha fatto neppure un misero tiro in porta. Di contro Padelli ha dovuto fare almeno due europarate su Vucinic e Giovinco. Dovrei dire che Immobile, non solo è un attaccante abbastanza normale, ma che andava espulso con un rosso diretto per un fallaccio volontario e cattivo su Tevez a metà campo. Così come dovrei ammettere che il mio Toro al solito preferisce nel derby giocare a calci e non a calcio. In ultimo mi toccherebbe constatare che la Juve contro di me si è permessa di far riposare uno dei suoi uomini migliori degli ultimi due anni nonchè faro del suo gioco, ovvero Mister Pirlo.

Mi sono potuto consolare così con le le moviole italiane. Sante. Santissime. Menomale esistono e Dio benedica chi le ha inventate; fatte così, su misura per noi rosiconi e fegati marci.  Menomale che Tevez è in fuorigioco perchè probabilmente c’è rigore su di lui anche se nessuno lo dice. Strano perchè è da inizio anno che si dice tolleranza zero sulle trattenute in area, ma ovviamente non vale per la Juve. Menomale che è andata così, così possono tutti focalizzarsi su questo episodio e qualcuno dipo la Rai fa anche di peggio omettendo il fallaccio da espulsione di  Immobile. Come se non fosse mai esistito. Persino a Napoli son contenti del gol viziato da fuorigioco. Ormai nell’immaginario collettivo non si parla neppure di gol di Pogba , ma del ”Gol in fuorigioco di Tevez”. Ha segnato Tevez ormai. Fra un poco qualcuno dirà che senza questo gol il Toro poteva anche vincere. Tanto chi se ne frega, in Italia una balla è una balla ma a furia di raccontarla diventa verità. Dicevo pure a Napoli son contenti, così non si parla del rigore su Gilardino che tanto non frega a nessuno. Vedi se era rigore contro la Juve? Pure gli inter-tristi come Bonolis son contenti così possono iniziare ad avere la scusante che se arrivano dopo la Juve è perchè i gobbi sono aiutati. Loro che detengono il record mondiale di giocatori in fuorigioco su un gol. 5-6 non mi ricordo neppure quanti, al Siena. Quelli sono errori in buona fede. Cose che capitano. Queste no! Qui la Giuve ha ruvvato.

E allora siano lodati Mazzoleni e Tevez così avrò sempre mille scuse da raccontare e non dovrò ammettere mai che nell’ennesimo derby giocato male dal mio Toro , se c’era una squadra che doveva vincere quella era la Juve e ammesso che il guardalinee avesse visto giusto e alzato la bandierina, tutto quello che avremmo preso è un misero punticino. Fra l’altro immeritatissimo.

 

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Torino – Juventus 0-1

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È UNA JUVE IN CRISI.

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di Davide Peschechera

La 26.a Supercoppa italiana prende la direzione di Torino. È stata una Juve già più cinica del passato, capace di colpire al momento giusto, sprecare di meno e rischiare ancora meno, implacabile e spietata. Risultato nitido, rotondo, inappellabile, costruito con misura, giustezza e tempismo. Secondo, terzo e quarto goal della Juve sono stati realizzati in 4 minuti e 41 secondi, più o meno 400 secondi, per essere precisi: secondo gol che è un coast to coast, in contropiede fulminante, su corner inesistente per la Lazio, con un Vidal freddo e intelligente nel lanciare Lichtsteiner, un Chiellini che colpisce di destro con un contro movimento da attaccante. Lichtsteiner con l’inserimento, triangolo col tacco e tocco beffardo per il terzo gol; Tevez con i suoi 10kg. in più e la solita freddezza realizza il quarto gol, dopo la geniale illuminazione di Vucinic, la parata di Marchetti su tiro di Lichtsteiner e la lucidità di Pogba. Poi Rocchi fischia la fine della partita senza concedere neanche un minuto di recupero, con persino alcuni secondi d’anticipo, pur di non assegnare un rigore netto per fallo su Vidal in area. Sarebbe stato cappotto. Squadra potente, prepotente e geniale. La tournèe americana aveva sollevato qualche malumore, i lamenti della vigilia avevano trasmesso qualche perplessità. Un precampionato sottotono, non positivo e qualche giro a vuoto di troppo, avevano fatto pensare a una Juventus in difficoltà. La Juve è arrivata all’appuntamento senza troppe certezze e con un mercato ancora in divenire, dopo aver fatto vedere poco o niente del suo reale potenziale in questo precampionato, col timore che si verificasse l’effetto “pancia piena”, la cosiddetta “sindrome di appagamento”, o che tra i giocatori si diffondesse la disabitudine alla vittoria. E poi i soliti imprevisti fuori programma: i media che hanno cercato di inventare polemiche inesistenti su neoacquisti che non funzionerebbero, la Juve che si è allenata a Trigoria dopo aver calpestato un campo da Terza Categoria, ospite della Roma per l’allenamento saltato alla Borghesiana appena giunta nella Capitale. Dopo le spie di Mazzarri dello scorso anno, non ci siamo fatti mancare nulla neanche quest’anno. Neanche la polemica sulla località e gli incassi. Si è giocato all’Olimpico(insomma, vinci lo scudetto e vai a giocare la Supercoppa in casa di chi il campionato l’ha perso) ma si finirà per tribunali perché il 5 settembre la Corte di giustizia federale, a sezioni unite, discuterà il ricorso della Juventus contro la decisione del consiglio di Lega di fine giugno che, per la prima volta nella storia, ha infranto il principio della suddivisione a metà dei proventi. Lo ha fatto per «ricompensare » la Lazio dei mancati introiti della trasferta cinese, cui la Juve ha rinunciato per la contemporanea tournée in America. A Lotito è stato garantito un minimo di 1,8 milioni, cioè la somma dell’ingaggio di Pechino e dei diritti tv. Ai bianconeri sarebbe andato il resto, fino all’eventuale pareggiamento della quota biancoceleste. Com’è andata a finire? La Juventus ci ha rimesso 600-650 mila euro perché l’incasso al botteghino dell’Olimpico è stato di 1,9 milioni lordi. Se invece si fosse proceduto con la ripartizione a metà le due finaliste avrebbero incassato 1,15 milioni a testa. Vabbè. Lotito voleva incassare più della Juve? Accontentato.

È stata la vittoria di un gruppo e di un gioco collaudato. Appena si è trattato di fare sul serio gli uomini di Conte hanno uscito gli artigli e non hanno lasciato scampo alla Lazio apparsa invece troppo guardinga. La tournèe americana aveva alimentato le speranze e le aspettative degli avversari dei bianconeri. Molti saranno rimasti delusi. Perchè non c’è mai stata partita e la Juve, quando c’è da scendere in campo per vincere, c’è sempre. Strapotere sotto il profilo dell’approccio mentale e dell’interpretazione tattica, altro che crisi di condizione, gioco e risultati. Una superiorità totale a livello di reparto e prestazioni individuali e collettive. È ancora una volta il trionfo del gruppo, della compattezza, della feroce capacità di concentrarsi quando si fa sul serio, mentalità che Conte ha saputo infondere ai suoi giocatori. Il flusso delle azioni bianconere scorre ancora per vie centrali anche se l’arrivo di piedi sopraffini come quelli dell’Apache, che ieri ha messo a segno il primo gol ufficiale in maglia bianconera (quarto uomo della storia juventina a segnare in Supercoppa Italiana al debutto assoluto dopo Baggio, Inzaghi e Asamoah), il 200esimo in carriera e il 16esimo titolo in cassaforte, rende la manovra più liscia e imprevedibile. La manovra è stata edulcorata dall’innesto di qualità dell’argentino che, seppur ancora a intermittenza, ha saputo legare e giostrare gli inserimenti dei centrocampisti con tanta sapienza quanto il solito Vucinic. Indolenti, a volte, inarrestabili, spesso, proprio come all’Olimpico. L’argentino infatti è parso già sfrontato, coraggioso e decisivo. Dietro a Vucinic, che ha agito da pivot, con cui ama regalarsi fraseggi stretti, funge da boa e punto di riferimento quasi sempre insidioso farcendo trame per gli inserimenti altrui.

C’è stata maggiore cattiveria agonistica e concentrazione. La Juve è riemersa nella totale forza di un gruppo granitico dall’ondata di critiche dopo un’estate povera in fatto di risultati. La ferocia con cui gli uomini di Conte hanno inseguito il trionfo all’Olimpico è il risultato di una squadra intensa al limite dell’esasperazione, cinica nel colpire e assetata di sangue nel non mollare mai, nemmeno a partita chiusa con il condottiero in piedi davanti alla panchina a urlare dietro a tutti per un passaggio sbagliato. Gruppo che semplicemente non accetta l’idea stessa della sconfitta ed è capace di saltare sopra ogni ostacolo. Ancora una volta, infatti, Conte ha puntato tutto sulle motivazioni, il lavoro, la preparazione e la fame per ripartire e ricominciare e la squadra si è ritrovata alla grande. I deludenti ed evitabili, ma non preoccupanti, risultati della tournèe sono dovuti alla mancanza di voglia, di cattiveria, di attenzione, di fame. Calo di concentrazione. Una delle certezze di questa squadra, il tipo di calcio praticato, difficile ma affascinante, è anche programmato per l’unica, vera necessità che è quella dell’obiettivo, della vittoria, dei punti, del risultato, della conquista: la conquista, in questo caso, della 6a Supercoppa. La quasi mai avvenuta ricerca della realizzazione e della verticalizzazione, negli USA, ma solo l’ampiezza del gioco e qualche taglio degli esterni, era la dimostrazione che le gambe della squadra erano veramente pesanti e la squadra lunga e arrugginita. Ben vengano quindi gli schiaffi che abbiamo rimediato e che ci hanno riportato sulla terra, in questa estate che può dare il via ad una stagione veramente da record, se si riuscisse a vincere il terzo Scudetto consecutivo, impresa mai riuscita. Bagno di umiltà salutare, i risultati del calcio estivo sono destinati a essere spazzati via e non hanno fatto altro che riconfermare che la Juve ha, nelle sue corde, caratteristiche imprescindibili come la rabbia e la cattiveria a agonistica che non devono mai mancare. Se mancano quelle, si perde almeno il 60% del lavoro. Conte spinge continuamente il gruppo ad andare oltre la fatica e superare nuovi limiti, facendo leva sull’orgoglio e sullo stimolo al confronto che evidentemente in un atleta è insito nel profondo, per spronarlo a non mollare la tensione ed a far stare tutti sul pezzo, battendo il senso di appagamento. Per questo Conte ha parlato di uomini, prima che di giocatori.

Si è parlato anche di  cambio modulo, di 334, pur d’inventarsi qualche novità, ma mai come quest’anno, la Juve è sempre la stessa, riparte dagli stessi principi di gioco ma con l’aggiunta di Tevez. Più che altro il 334 è un “atteggiamento” che assumono i due sterni in base alla posizione in campo che ricoprono e che non considera il “ruolo” in se per se dei giocatori. L’obiettivo principale del mister, infatti, è sempre quello di mantenere grande equilibrio, coprendo sempre la stessa larghezza di campo di 40 metri  ovunque ci si trovi, sia in una situazione di transizione offensiva che di transizione difensiva. Per questo di 334 non si può parlare ma è una triste invenzione giornalistica, un divertente passatempo estivo più che un vero e proprio cambiamento di cui parlare. Al massimo, se proprio si vuol parlare di 334, bisogna ammettere che già dallo scorso anno gli esterni erano perennemente presenti nelle azioni d’attacco con improvvisi tagli e con una prima pressione sui giocatori avversari sempre molto alta. Quindi di 334 si dovrebbe parlare già da un po’. Invece lo si fa ora per cercare la novità continuamente, lo scoop che in realtà non c’è. La Juve di Conte è bella e collaudata, sarà ancora 352 con la speranza che i nuovi acquisti alzino il livello tecnico tattico dell’attacco poiché la vera sfida per il mister non è quella di cambiare il suo schema per l’Europa, ma al contrario di dimostrare a tutti che, con i giusti interpreti, questo schema può essere devastante anche contro l’elite del calcio continentale. In molti hanno visto nel passaggio dal 433 al 352 la voglia, da parte del mister, di coprirsi e non subire troppo per non rischiare, spesso, il risultato. In molti hanno visto in lui, nelle ultime settimane, una rabbia compressa, un’ansia nervosetta, il timore o la strategia di alzare la tensione dove la tensione evidentemente si era abbassata per non ritrovarsi un giorno a fallire un appuntamento con lo spettro terrificante di doversi assumere tutte le colpe e dover dare giustificazioni. Il mister, invece, ha sempre spiegato la scelta del 352 come “il vestito, la coperta migliore per questa squadra, avendo in rosa 3 difensori e 3 centrocampisti fortissimi in grado, da soli, di dare sicurezza e copertura alla squadra”.

La partita si è chiusa con l’inno della Juve nello stadio Olimpico di Roma, altissimo nel cielo a coprire tutte le parole che si erano sprecate dopo le amichevoli estive. A coprire tutte le polemiche per la località e gli incassi. Nello stadio del Coni, della Nazionale e dei rosiCONI. Nello stadio in cui tutti hanno spinto per giocare perché tutti volevano così. Col mister che abbraccia uno per uno i suoi uomini, prima che giocatori. Con Lichtsteiner che s’inchina ai suoi tifosi. Con Lotito inquadrato a 3 minuti dalla fine guardare l’orologio e chiedere “quanto manca?”. Ma la partita si chiude anche con Petkovic che a fine gara ha riconosciuto i meriti della Juve, con Klose che dignitosamente non ha gettato la medaglia del secondo posto ed ha applaudito Buffon che alzava la coppa al cielo. Poi ci sono anche gli ululati razzisti, i nostri che non hanno lasciato il campo perché non si chiamano né Constant, né Balotelli, né Boateng, Pogba che definisce ignoranti questo pseudo-tifosi frustrati, l’annuncio dello speaker dello stadio e la squalifica della Curva Nord nella prossima partita dopo la segnalazione di Rocchi nel referto di gara. Il finale più bello è il nostro, che invece di godere delle disgrazie altrui viviamo delle nostre vittorie. Non essendo “proiettati nel futuro” come il presidente Lotito, viviamo delle vittorie presenti. Perché la storia si scrive vincendo le partite che contano. “Le grandi squadre e i grandi giocatori escono in questi momenti. Si vede questo quando conta la partita e non in tournée in Giappone, in Cina e in America. I grandi campioni quando la posta in palio è alta escono”. Parola di Buffon. Tutto il resto lo lasciamo agli altri.

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