scritto da Cinzia Fresia
Possiamo riassumere la partita a Bergamo in un concetto che quest’anno è un assoluto: l’ importante è non perdere. Negli anni ho visto Atalante migliori, direi che al posto di Kean ci fosse stato qualcun’ altro forse un gol si faceva. Un pareggio è sempre una mezza sconfitta, in questo caso ci ha guadagnato chi non ha niente da perdere, cioè l’Atalanta.
Perchè Kean?
Questo giocatore non è da Juventus, lo sappiamo da una vita che un po’ funziona ma solo se in serata e spesso non lo è. Capisco che Allegri non avendo una panchina adeguata e in prossimità del Derby, ha preferito tenersi buoni i pezzi migliori però sentire che sono già “stanchi” senza nemmeno le coppe e a Campionato appena iniziato ..non so che dire.
Al posto di Kean avrei tentato il giovanotto della next gen Mancini. L’entusiasmo della giovinezza, della serie A e la voglia di mettersi in mostra poteva fare un miracolo.
Un vero peccato l’ aver buttato due punti. Tutte le considerazioni sono compatibili con il quadro di una squadra che non vuole o non può .. essere competitiva. Alla fine sono tutti contenti, Allegri, Giuntoli ecc. ecc.
Tutti contenti meno i tifosi. I quali sono sempre più sgomenti di fronte ad una squadra con la mentalità così semplice felice di un pareggio, e appagata per non aver preso gol come una provinciale qualunque. I tifosi non sanno nemmeno più con chi prendersela: un conto non vincerla per incapacità un altro non impegnarsi per niente.
La mentalità è cambiata troppo ed è lontana parente di quella che era la Juventus prima. Se l’impegno della squadra più prestigiosa d’Italia e la meglio pagata di tutta la serie A è questo non possiamo stupirci se il calcio italiano non sia minimamente considerato.
Ci siamo dimenticati i “Del Piero” che prendevano a calci un armadietto solo per un pareggio e faceva pelo e contro pelo ai compagni. Oggi esultiamo per un pareggio stiracchiato e striminzito a Bergamo con l’Atalanta.
Questa è la realtà del nostro calcio, il 6 politico. L’importante è partecipare ..
Non si tratta più di Allegri o di “tizio” o “Caio” ma di cosa vuole la Società. Evidentemente la Juventus vende anche se perde, come la Ferrari. L’ aver inserito uno dei dirigenti tra i più bravi e ambiti d’Europa come Cristiano Giuntoli non ha cambiato nulla poichè alla base si vuole che resti tutto com’è.

Scritto da Cinzia Fresia
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